ITVR20090053A1 - Dispositivo per la scissione molecolare di sostanze fluide o gassose, in particolare acqua. - Google Patents
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Description
DISPOSITIVO PER LA SCISSIONE MOLECOLARE
DI SOSTANZE FLUIDE O GASSOSE, IN PARTICOLARE ACQUA
DESCRIZIONE
La presente divulgazione si riferisce in generale a sistemi per la trasformazione della materia e/o la trasformazione e l'accumulo di energia. Più in particolare, l'oggetto della presente divulgazione à ̈ un dispositivo che impiega una potenza elettrica in ingresso (ad esempio trasmessa senza fili ad uno stadio che innesca un processo di scissione) per realizzare la scissione molecolare di una sostanza liquida, in particolare acqua, o di una sostanza fluida o gassosa in generale, per ottenere prodotti di scissione.
Nel settore della produzione di energia elettrica, Ã ̈ nota l'esigenza di accumulare energia in una opportuna forma durante una fase nella quale la potenza elettrica prodotta da un impianto di produzione superi la potenza consumata dagli utenti connessi all'impianto stesso, e di sfruttare tale energia accumulata durante un'altra fase nella quale la produzione dell'impianto sia inferiore al consumo richiesto.
Per intendere tale esigenza nella pratica, si pensi ad esempio alle centrali termoelettriche o idroelettriche, che in funzionamento a regime ottimale si caratterizzano per una produzione elettrica costante, anche se il consumo da parte degli utenti non à ̈ sempre costante ma anzi presenta variazioni notevoli nel tempo, ad esempio tra il periodo diurno ed il periodo notturno.
Oppure si pensi ad impianti di produzione di energia elettrica che impiegano fonti caratterizzate da un'elevata discontinuità , come ad esempio impianti ad energia solare o impianti eolici; in questo caso il problema à ̈ quello di assicurare agli utenti una fornitura energetica costante nel tempo, che sia indipendente dalla discontinuità della fonte, e al tempo stesso di immagazzinare l'energia prodotta quando questa sia superiore a quella consumata di volta in volta dagli utenti.
Per soddisfare tale esigenza, un modo di procedere à ̈ quello di mettere a disposizione dispositivi di accumulo, come ad esempio batterie di accumulatori elettrici, i quali risultano tuttavia essere ingombranti, costosi, poco efficienti, e di manutenzione complessa.
Oltre a quanto sopra, in alcune tipologie di industrie si incontra l'esigenza di effettuare una rottura dei legami molecolari di una sostanza per separare la stessa nei suoi componenti. Ad esempio, si incontra l'esigenza di effettuare l'idrolisi dell'acqua, al fine di ottenere idrogeno ed ossigeno gassosi partendo da acqua. I dispositivi di tecnica nota impiegati per tale scopo presentano una bassa efficienza energetica ed una certa complessità strutturale.
Un problema tecnico alla base della presente divulgazione risiede nel mettere a disposizione un dispositivo per la scissione molecolare di una sostanza fluida, in grado di superare i suddetti inconvenienti della tecnica nota e/o di conseguire ulteriori vantaggi.
Tale problema tecnico viene risolto da un dispositivo per la scissione molecolare di una sostanza fluida, in particolare una sostanza liquida, in prodotti di scissione, comprendente una prima armatura metallica ed una seconda armatura metallica affacciata almeno parzialmente, in una prefissata relazione distanziata, a detta prima armatura metallica, così da definire un'intercapedine con detta prima armatura metallica, in cui detta intercapedine presenta una regione di ingresso per detta sostanza fluida ed una regione di uscita per detti prodotti di scissione, detta prima armatura metallica e seconda armatura metallica essendo tra loro elettricamente isolate, detto dispositivo comprendendo un generatore di impulsi di differenza di potenziale atto a fornire una successione periodica di impulsi di differenza di potenziale tra detta prima armatura metallica e detta seconda armatura metallica.
In altre parole, le armature definiscono un condensatore, e la regione tra le armature à ̈ occupata almeno parzialmente dalla sostanza fluida, che funge da dielettrico. La regione, o una parte di essa, può essere occupata anche da una sostanza gassosa, come ad esempio vapore.
Detto problema tecnico viene inoltre risolto da un metodo per la scissione molecolare di una sostanza fluida, in particolare una sostanza liquida, in prodotti di scissione, comprendente le fasi di:
- fornire una prima armatura metallica ed una seconda armatura metallica;
- affacciare, almeno parzialmente, in relazione distanziata detta prima armatura metallica e detta seconda armatura metallica, così da definire un'intercapedine tra esse interposta;
- isolare elettricamente detta prima armatura metallica rispetto alla seconda armatura metallica;
- disporre detta sostanza fluida in detta intercapedine;
- fornire una successione periodica di impulsi di differenza di potenziale tra detta prima armatura metallica e detta seconda armatura metallica, con ottenimento di detti prodotti di scissione;
- rimuovere detti prodotti di scissione da detta intercapedine.
Caratteristiche secondarie dell'oggetto della presente divulgazione sono definite nelle corrispondenti rivendicazioni dipendenti.
Nell'ambito della presente divulgazione, con "scissione molecolare" si intende la rottura di uno o più dei legami molecolari tra atomi che costituiscono la molecola della sostanza di partenza, e un nuovo legame tra tali atomi a formare molecole diverse dalla molecola di partenza. Un esempio à ̈, come detto, la scissione della molecola di acqua in molecole di idrogeno e di ossigeno.
Il principio di base di funzionamento dell'oggetto della presente divulgazione à ̈ di sottoporre ripetutamente per un determinato periodo la sostanza fluida a determinati campi elettrici e magnetici (o a segnali radio che si propagano in detta intercapedine tra la prima e la seconda armatura metallica), vale a dire tali campi elettromagnetici sono applicati in modo ripetuto nel tempo con una certa frequenza, in modo da perturbare in modo periodico i legami molecolari e la distribuzione elettronica nelle molecole della sostanza, fino a quando non avviene la rottura dei legami molecolari stessi.
In particolare, in una forma preferita detti campi elettrici e magnetici (o detti segnali radio) sono applicati con una frequenza prossima o coincidente con una frequenza di risonanza della molecola nel suo complesso presente nella sostanza fluida, e/o di uno dei legami che sono presenti nella molecola.
L'oggetto della presente divulgazione fornisce alcuni rilevanti vantaggi.
Un primo vantaggio consiste nel fatto che esso permette di impiegare una potenza elettrica in ingresso anche a bassa tensione (ad esempio inferiore a poche centinaia di Volt), per effettuare la scissione molecolare di una sostanza liquida o di una sostanza gassosa o di un vapore.
Un altro vantaggio risiede nella possibilità di applicazione di valori contenuti di differenza di potenziale (o tensione, o di radiofrequenze), essendo rilevante la frequenza degli impulsi di tensione
Ad esempio, esso consente di impiegare una fonte elettrica discontinua, come ad esempio un sistema di pannelli solari, per trasformare acqua liquida in idrogeno e ossigeno gassosi. La fase gassosa che si forma à ̈ raccolta ed immagazzinata, in modo da poter essere utilizzata in un motore a combustione interna o in una cella a combustibile quando la potenza elettrica richiesta dagli utenti à ̈ superiore a quella fornita dalla fonte discontinua; in alternativa, la fase gassosa che si forma à ̈ utilizzata immediatamente e direttamente in detto motore a combustione interna o in detta cella a combustibile. In altre parole, la reazione dell'idrogeno con l'ossigeno, che avviene nel motore a combustione interna o nella cella a combustibile, libera energia chimica che à ̈ convertita in energia meccanica o elettrica tramite i dispositivi noti nello stato della tecnica.
L'oggetto della divulgazione può essere in principio applicato anche ad altre sostanze, in particolare a sostanze includenti almeno una molecola polare, ad esempio in un processo industriale nel quale ci sia l'esigenza di ottenere specifici prodotti dalla scissione molecolare di una sostanza di partenza.
Un secondo vantaggio consiste nel fatto che detta scissione molecolare à ̈ effettuabile in modo efficiente e con rendimenti molto alti.
Un terzo vantaggio consiste nel fatto che esso à ̈ di semplice ed economica costruzione, richiedendo materiali di comune impiego. Inoltre, la semplicità dello stesso comporta anche ridotte necessità di manutenzione.
In una forma di realizzazione, uno strato in materiale isolante à ̈ interposto tra l'intercapedine e l'una o l'altra tra la prima armatura metallica e la seconda armatura metallica. Detto strato isolante, che ad esempio à ̈ in resina acetalica o in altro idoneo materiale isolante, può essere previsto ad esempio se il valore di differenza di potenziale applicato tra le armature à ̈ talmente elevato da rischiare che si instaurino scariche elettriche nella sostanza fluida nell'intercapedine, cioà ̈ scariche elettriche tra le armature (o anche radiofrequenze che si propagano tra le armature) che interferirebbero con il corretto funzionamento del dispositivo.
In un'altra forma di realizzazione, detto strato isolante non à ̈ presente e pertanto à ̈ possibile che si instauri un passaggio di corrente elettrica attraverso la sostanza fluida nell'intercapedine tra la prima armatura metallica e la seconda armatura metallica.
In una forma di realizzazione, la prima armatura e la seconda armatura hanno sostanzialmente forma di guscio cilindrico, e la prima armatura à ̈ alloggiata coassiale in una cavità cilindrica definita dalla seconda armatura. In altre parole, entrambe le armature sono cilindri internamente cavi aperti alle estremità , ovvero una sorta di spezzone di tubo, ed hanno diametri differenti, in modo che una armatura sia accolta all'interno dell'altra. Questa configurazione risulta essere semplice e consente una notevole estensione superficiale delle armature con un limitato ingombro.
In una forma di realizzazione, un magnete à ̈ affacciato sulla prima armatura da una parte opposta rispetto alla seconda armatura; in altre parole, la prima armatura à ̈ interposta tra detto magnete e la seconda armatura. In particolare, detto magnete à ̈ alloggiato in una cavità definita dall'armatura interna. Ancora più in particolare, il magnete à ̈ inserito nella armatura cilindrica interna, che rimane così interposta tra l'armatura cilindrica esterna e il magnete stesso. In particolare, il magnete ha anch'esso forma a guscio cilindrico, con una superficie esterna ed una superficie interna, ed à ̈ magnetizzato in modo tale che la superficie esterna sia un primo polo magnetico e la superficie interna sia il secondo polo magnetico opposto al primo polo magnetico. La presenza del magnete risulta essere vantaggiosa in quanto aumenta il rendimento del dispositivo; infatti il campo magnetico del magnete mostra sperimentalmente un effetto sinergico con i campi elettrici e magnetici dovuti alla differenza di potenziale tra le armature metalliche, la quale à ̈ variabile ad impulsi.
In particolare, la superficie del magnete, sia interna che esterna, à ̈ elettricamente isolata, ad esempio il magnete à ̈ smaltato su tutta la superficie con una sostanza elettricamente isolante.
Preferibilmente, la polarità della superficie di magnete che si affaccia sulla prima armatura à ̈ la stessa della carica elettrica (o polarità ) della prima armatura stessa. Ciò risulta essere favorevole per aumentare il rendimento.
In una forma di realizzazione alternativa, la prima e la seconda armatura metallica hanno entrambe forma a barra, oppure a piastra. In una forma di realizzazione, esse sono disposte inclinate l'una rispetto all'altra, cioà ̈ sono convergenti verso uno spigolo di un involucro del dispositivo. In altre parole, l'intercapedine definita delle due armature metalliche ha una sezione sostanzialmente triangolare. Ancora più in particolare, solo una di dette armature si estende fino a detto spigolo, mentre l'altra armatura rimane distanziata da detto spigolo. Una porzione isolante si estende tra quest'ultima armatura e lo spigolo (cioà ̈ fino all'armatura in corrispondenza di esso), così da mantenere le due armature elettricamente isolate tra di loro. In una forma di realizzazione, tale spigolo funge da antenna ricevente.
In una forma di realizzazione, un diodo à ̈ collegato in serie ad una delle armature metalliche, in particolare detto diodo à ̈ elettricamente interposto, tra il generatore di impulsi di differenza di potenziale e detta armatura metallica; inoltre una bobina o induttanza à ̈ elettricamente connessa in serie alla prima armatura metallica o alla seconda armatura metallica. Grazie alla presenza del diodo, la differenza di potenziale tra le armature ha sempre lo stesso segno; inoltre la bobina permette di ottenere una sezione di circuito LC, costituita appunto dalla bobina e dalle armature, in cui detta sezione di circuito LC può essere posta in risonanza da un'unità elettronica del dispositivo.
In una forma di realizzazione, il dispositivo comprende un ingranditore (o amplificatore) di tensione (o di onde radio) di impulsi di differenza di potenziale, operativamente collegato al generatore di impulsi, il quale ingranditore comprende una bobina primaria, una bobina secondaria ed una bobina terziaria. Le bobine sono disposte in modo che la bobina primaria à ̈ atta ad eccitare ad induzione la bobina secondaria, e la bobina secondaria à ̈ elettricamente connessa in serie alla bobina terziaria. Questa configurazione risulta essere particolarmente vantaggiosa e, a determinati valori di frequenza degli impulsi, ha mostrato avere rendimenti molto elevati. L'ingranditore di tensione permette di elevare il valore di differenza di potenziale tra segnale in ingresso e segnale in uscita dall'ingranditore stesso, in un modo che, appunto, risulta essere particolarmente efficiente.
In particolare, la bobina primaria, la bobina secondaria e la bobina terziaria sono poste in risonanza tra loro. Infatti esse hanno tutte la stessa frequenza di risonanza.
Nell’ambito della presente divulgazione, la frequenza di risonanza di una bobina à ̈ da intendersi come la frequenza alla quale à ̈ massimo il trasferimento di potenza da una sorgente oscillante con tale frequenza e la bobina connessa a, o posta nelle vicinanze di, detta sorgente; in altre parole, alla frequenza di risonanza la bobina si "sintonizza" (o ha una massima risposta in frequenza) con la sorgente. La frequenza di risonanza di una bobina si misura con strumenti come ponti di misura o misuratori di reti.
Preferibilmente, detta frequenza di risonanza delle bobine à ̈ di 150 kHz.
Ulteriormente, la bobina terziaria à ̈ elettricamente connessa in serie ad un'antenna trasmittente e una delle armature metalliche à ̈ elettricamente connessa in serie ad un'antenna ricevente, in cui detta antenna trasmittente e detta antenna ricevente sono tra loro elettricamente isolate ed atte ad instaurare un arco elettrico tra loro, o una ricezione e trasmissione di onde radio. In altre parole, detto ingranditore à ̈ un ingranditore-trasmettitore, ad esempio di onde radio in alta tensione, e detta antenna ricevente à ̈ parte di un ricevitore; tra il trasmettitore ed il ricevitore si instaura una linea di trasmissione senza fili (cioà ̈ detto arco elettrico), ad alta tensione e frequenza, che trasmette potenza dal trasmettitore al ricevitore.
Ciò permette di aumentare ulteriormente il rendimento e l'efficienza della trasformazione della differenza di potenziale del segnale.
In altre parole, in una forma di realizzazione à ̈ fornito un dispositivo wireless per la frattura/scissione molecolare di una sostanza fluida o gassosa, in particolare acqua; tale dispositivo impiega una potenza elettrica in ingresso, la quale à ̈ trasmessa senza fili allo stadio che innesca il processo di scissione, per realizzare la scissione molecolare di detta sostanza liquida, in particolare acqua, o di un’altra sostanza fluida o gassosa in generale. I prodotti di scissione ottenuti sono utilizzabili anche direttamente, ad esempio in un motore a combustione interna, senza necessità di essere immagazzinati ad esempio in sofisticati serbatoi ad altissima pressione.
In particolare, in una forma di realizzazione l'antenna ricevente à ̈ connessa per mezzo di un cavo all'una o all'altra tra dette prima armatura metallica e seconda armatura metallica, senza interposizione di ulteriori componenti.
In una forma di realizzazione alternativa, detto diodo à ̈ interposto tra l'antenna ricevente e l'armatura metallica.
In una forma di realizzazione, à ̈ fornita una pluralità di ricevitori; detti ricevitori sono tra loro indipendenti e ciascuno di essi riceve potenza dal trasmettitore, che nell’esempio à ̈ unico per tutti i ricevitori, tramite una rispettiva linea di trasmissione senza fili. Nell'esempio, ciascun ricevitore à ̈ provvisto di una antenna ricevente ed à ̈ connesso ad un'armatura metallica di una rispettiva coppia di prima e seconda armatura metallica.
In una forma di realizzazione, la bobina primaria à ̈ elettricamente connessa in serie ad un condensatore, e il condensatore à ̈ elettricamente connesso in parallelo ad uno spinterometro. Ciò permette di sfruttare la fase transitoria che si avvia quando si instaura un arco elettrico nello spinterometro, per ottenere un picco elevato di differenza di potenziale che viene trasferito, tramite detto ingranditore di tensione, alle armature.
Detto spinterometro può essere genericamente sostituito da un componente atto a consentire il passaggio di una corrente elettrica tra due punti di un circuito quando la differenza di potenziale tra detti due punti à ̈ superiore ad un valore di soglia, e di impedire detto passaggio di corrente quanto la differenza di potenziale à ̈ inferiore ad un valore di soglia.
In una forma di realizzazione, un transistore à ̈ impiegato al posto di detto spinterometro; in questo caso à ̈ previsto un ulteriore circuito elettronico per il funzionamento e pilotaggio del transistore.
Si noti che i descritti generatore di impulsi di differenza di potenziale e ingranditoretrasmettitore ad esso operativamente collegato, ed eventualmente un ricevitore atto a cooperare con il trasmettitore, potrebbero essere generalmente impiegati anche disgiuntamente dalle descritte armature metalliche, cioà ̈ potrebbero essere utilizzati per fornire impulsi di differenza di potenziale ad un generico dispositivo che ne necessiti per il suo funzionamento. Preferibilmente, detto generico dispositivo à ̈ un dispositivo risonante oppure un dispositivo ricevente sintonizzato con detto trasmettitore. In altre parole, il generatore di impulsi e il trasmettitore ad esso collegato potrebbero ad esempio essere impiegati generalmente per convertire una corrente elettrica continua (oppure periodica) in bassa tensione in una successione periodica di impulsi di differenza di potenziale, in particolare ad elevata differenza di potenziale e/o elevata frequenza; in sostanza, essi possono essere parte di un'unità di alimentazione di un dispositivo elettrico o elettronico, in cui il funzionamento di quest'ultimo richieda la fornitura di una successione di impulsi di tensione ad elevata tensione e/o frequenza.
Altri vantaggi, caratteristiche e modalità di impiego dell'oggetto della presente divulgazione risulteranno evidenti dalla seguente descrizione dettagliata di una sua forma di realizzazione preferita, data a scopo esemplificativo e non limitativo.
È comunque evidente come ciascuna forma di realizzazione possa presentare uno o più dei vantaggi sopra elencati; in ogni caso non à ̈ comunque richiesto che ciascuna forma di realizzazione presenti simultaneamente tutti i vantaggi elencati. Verrà fatto riferimento alle figure dei disegni allegati, in cui:
- la figura 1 mostra uno schema a blocchi di un dispositivo per la scissione molecolare di una sostanza fluida secondo la presente divulgazione;
- la figura 2 (che per necessità di rappresentazione à ̈ suddivisa tra le figure 2A e 2B) mostra uno schema circuitale esemplificativo del dispositivo di figura 1 ; - la figura 3 mostra uno schema circuitale esemplificativo di un particolare III di figura 1 ;
- la figura 4 mostra una vista prospettica di una prima forma di realizzazione di una cella per la scissione molecolare di una sostanza fluida secondo la presente divulgazione;
- la figura 5 mostra una vista in sezione verticale della cella di figura 4, presa al piano di sezione e nella direzione indicata dalla linea di sezione V-V;
- la figura 6 mostra una vista prospettica esplosa delle armature della cella di figura 4;
- la figura 7 mostra una vista prospettica di una seconda forma di realizzazione di una cella secondo la presente divulgazione;
- la figura 8 mostra una vista prospettica esplosa delle armature della cella di figura 7;
- la figura 9 mostra una vista in sezione verticale delle armature della cella di figura 7, presa al piano di sezione e nella direzione indicata dalla linea di sezione IX-IX;
- la figura 10 mostra una vista in sezione verticale delle armature di una terza forma di realizzazione di una cella secondo la presente divulgazione;
- la figura 11 mostra una vista in sezione verticale delle armature della cella di figura 4, presa al piano di sezione e nella direzione indicata dalla linea di sezione V-V, in una condizione operativa;
- la figura 12 mostra una vista prospettica di una quarta forma di realizzazione di una cella secondo la presente divulgazione;
- la figura 13 mostra una vista in sezione verticale della cella di figura 12, presa al piano di sezione e nella direzione indicata dalla linea di sezione XIII-XIII;
- la figura 14 mostra esemplificativamente una vista laterale in sezione di una quinta forma di realizzazione di una cella secondo la presente divulgazione; - la figura 15 mostra esemplificativamente un diagramma temporale di un segnale di differenza di potenziale secondo una prima modalità di funzionamento di un dispositivo secondo la presente divulgazione;
- la figura 16 mostra esemplificativamente un diagramma temporale di un segnale di differenza di potenziale secondo una seconda modalità di funzionamento di un dispositivo secondo la presente divulgazione;
- la figura 17 mostra esemplificativamente un diagramma temporale di due segnali di differenza di potenziale prodotti durante il funzionamento di un dispositivo secondo la presente divulgazione;
- la figura 18 mostra uno schema a blocchi di una seconda forma di realizzazione di un dispositivo per la scissione molecolare di una sostanza fluida secondo la presente divulgazione;
- la figura 19 mostra uno schema a blocchi di una terza forma di realizzazione di un dispositivo per la scissione molecolare di una sostanza fluida secondo la presente divulgazione;
- la figura 20 (che per necessità di rappresentazione à ̈ suddivisa tra le figure 20A e 20B)mostra uno schema circuitale esemplificativo del dispositivo di figura 19; - la figura 21 mostra uno schema a blocchi di una quarta forma di realizzazione di un dispositivo per la scissione molecolare di una sostanza fluida secondo la presente divulgazione.
Con riferimento inizialmente alla figura 1 , con il numero di riferimento 10 viene indicato un dispositivo per la scissione molecolare di una sostanza liquida o fluida o gassosa (ad esempio vapore), più in particolare acqua liquida (nell'esempio, acqua ultradistillata), secondo la presente divulgazione. In particolare, il dispositivo 10 comprende una cella di scissione 100 operativamente collegata ad un'unità elettronica 20 includente un generatore di impulsi di differenza di potenziale 210, o generatore di onde di tensione, il quale à ̈ atto a fornire una successione periodica di impulsi (o segnali) di differenza di potenziale (o tensione elettrica, o segnali di radiofrequenza) a detta cella di scissione 100. In altre parole, l'unità elettronica 20 à ̈ un'unità di alimentazione e controllo che produce impulsi (o segnali, ad esempio in radiofrequenza) di differenza di potenziale con una cadenza periodica, in modo controllabile da un operatore.
In particolare, l'unità elettronica 20 comprende un trasmettitore di segnali 225, e la cella di scissione 100 à ̈ operativamente collegata per mezzo di cavi elettrici 15 ad un ricevitore di segnali 230, quest'ultimo essendo atto a ricevere i segnali emessi dal trasmettitore 225.
Ad esempio, il trasmettitore 225 Ã ̈ un ingranditore di tensione di segnali in radiofrequenza.
La cella di scissione 100 comprende una base 111 alla quale à ̈ sovrapposto un involucro 112 sostanzialmente a forma di campana cilindrica, così da racchiudere una regione interna 113.
La base 111 e l'involucro 112 sono associati tra loro a tenuta di liquido, ad esempio una guarnizione 114 à ̈ interposta tra essi. Inoltre essi sono realizzati ed associati tra loro in modo che nella regione interna 113 possa essere sopportata una pressione di alcuni bar (ad esempio, 2 o 3 bar). Alla sommità dell'involucro 112 à ̈ previsto un foro di uscita 115 in corrispondenza del quale à ̈ disposta una estremità di una tubazione di scarico 116. La tubazione di scarico 116 à ̈ associata all'involucro 112 in modo che la loro connessione meccanica sia a tenuta di gas e non si verifichino perdite verso l'esterno nella regione di connessione tra il foro di uscita 115 e la tubazione di scarico 116; ciò à ̈ ottenuto ad esempio impiegando un'idonea guarnizione.
La cella di scissione 100 comprende inoltre mezzi per l'alimentazione di acqua alla regione interna 113. Tali mezzi di alimentazione possono comprendere un sistema automatico di regolazione e controllo (non mostrato).
Nell'esempio l'involucro 112 à ̈ provvisto di un foro di ingresso 117 in corrispondenza del quale à ̈ disposta una estremità di una tubazione di alimentazione 118. La tubazione di alimentazione 118 à ̈ associata all'involucro 112 in modo che la loro connessione meccanica sia a tenuta di liquido e non si verifichino perdite verso l'esterno nella regione di connessione tra il foro di ingresso 117 e la tubazione di alimentazione 118; ciò à ̈ ottenuto ad esempio impiegando un'idonea guarnizione.
La cella di scissione 100 può essere alimentata in modo continuo, quindi con un flusso di acqua attraverso la tubazione di alimentazione 118 durante il funzionamento dello stesso. In alternativa, la cella di scissione 100 può essere alimentata in modo discontinuo, cioà ̈ l'acqua viene caricata nella regione interna 113 fino ad un livello desiderato; successivamente, l'alimentazione di acqua viene interrotta ad esempio chiudendo una valvola di intercettazione 119 sulla tubazione di alimentazione 118 e la cella di scissione 100 viene mantenuta in funzione fino a quando il livello 181 dell'acqua 180 arriva ad un livello di minimo, al raggiungimento del quale si procede con una nuova fase di caricamento. Eventualmente, nella modalità di funzionamento discontinuo il gas raccoltosi nella regione interna 113 può essere scaricato attraverso la tubazione di scarico 116 solo al termine di un ciclo di funzionamento, invece che in modo continuo.
In una prima forma di realizzazione mostrate nelle figure da 4 a 6 e 11 , nella regione interna 113 sono disposte una prima armatura metallica 121 ed una seconda armatura metallica 122. Nell'esempio, la prima armatura 121 e la seconda armatura 122 hanno sostanzialmente forma di guscio cilindrico, che presenta una cavità cilindrica coassiale 125, 126, rispettivamente. Preferibilmente, le armature 121, 122 sono realizzate in acciaio, preferibilmente in acciaio non magnetico e con proprietà anticorrosione.
Il diametro interno D2i della seconda armatura 122 à ̈ maggiore del diametro esterno D1e dalla prima armatura 121; la prima armatura cilindrica 121 à ̈ disposta all'Interno dalla cavità cilindrica 126 della seconda armatura 122 ed à ̈ coassiale a quest'ultima.
La dimensione longitudinale H o altezza della prima armatura 121 à ̈ comparabile, o addirittura uguale, alla dimensione longitudinale della seconda armatura 122 ed à ̈ tale che, quando le armature 121 e 122 sono disposte nella regione interna 113 coassialmente all'involucro 112, rimanga una regione libera 135 al di sopra di esse, cioà ̈ tra le armature 121, 122 ed il foro di uscita 115.
Nell'esempio, la prima armatura 121 ha diametro interno D1i di 74 mm e diametro esterno D1e di 76 mm, la seconda armatura 122 ha diametro interno D2i di 78 mm e diametro esterno D2e di 80 mm; entrambe hanno un'altezza H di 150 mm.
Tra le due armature 121 e 122 Ã ̈ quindi presente un'intercapedine 127 di forma cilindrica, che nell'esempio ha uno spessore S di 1 mm (sebbene possa assumere anche altri valori di spessore).
Quindi, la prima armatura 121 e la seconda armatura 122 sono affacciate una sull'altra, ed inoltre sono in relazione distanziata così da definire un'intercapedine 127 a guscio cilindrico delimitato dalle armature 121 , 122 stesse. Tale intercapedine presenta un'apertura anulare di fondo 127a ed un'apertura anulare di sommità 127b, attraverso le quali una sostanza fluida può entrare nella o uscire dalla intercapedine 127. In particolare, come sarà più chiaro dal seguito della descrizione, l'apertura di fondo 127a à ̈ una regione di ingresso per l'acqua 180, mentre l'apertura anulare di sommità 127b à ̈ una regione di uscita per la miscela gassosa costituita dai prodotti di scissione dell'acqua (ovvero, idrogeno e ossigeno gassosi).
Le armature 121 e 122 appoggiano sulla base 111 per mezzo di rispettivi sostegni o piedini 141, 142, i quali mantengono le armature 121 , 122 stesse sia sollevate rispetto ad un piano di fondo della base 111 , sia tra loro coassiali.
I piedini 141, 142 sono in materiale elettricamente conduttore. I piedini 141 della prima armatura 121 sono elettricamente connessi ad un primo contatto elettrico 146 accessibile dall'esterno dell'involucro 112, mentre i piedini 142 della seconda armatura 122 sono elettricamente connessi ad un secondo contatto elettrico 147 anch'esso accessibile dall'esterno dell'involucro 112. Al primo contatto 146 e al secondo contatto 147 sono elettricamente connessi detti cavi elettrici 15.
In alternativa, i piedini 141 , 142 sono in materiale isolante e opportuni cavi elettrici connettono ciascuna armatura 121, 122 al rispettivo contatto 146, 147.
Le armature 121 e 122 non sono a contatto elettrico tra loro; in altre parole, sono elettricamente isolate o separate.
Pertanto, all'interno dell'involucro 112 le armature cilindriche 121 , 122 formano un condensatore o capacitore C6, nel quale le due armature soggette ad una differenza di potenziale sono, appunto, le armature cilindriche 121 e 122 ed il dielettrico, ovvero la sostanza liquida, à ̈ disposto nell'intercapedine 127. Detta differenza di potenziale à ̈ correlata al segnale prodotto dal generatore di impulsi 210 dell'unità elettronica 20.
La capacità di tale condensatore C6 dipende dall'estensione della superficie delle armature 121 , 122, dallo spessore S dell'intercapedine 127, e dalla sostanza dielettrica presente nell'intercapedine 127 stessa. Nell'esempio, tale sostanza dielettrica à ̈ l'acqua 180.
Una seconda forma di realizzazione di una cella di scissione à ̈ mostrata nelle figure da 7 a 9 in una vista semplificata, dove à ̈ indicata con il numero di riferimento 102. Elementi aventi la medesima funzione e struttura conservano il medesimo numero di riferimento della forma di realizzazione precedentemente descritta, e pertanto non vengono nuovamente descritti nel dettaglio.
Per la cella di scissione 102, nella cavità cilindrica 125 della prima armatura 121 à ̈ alloggiato un magnete 128 avente anch'esso una forma a guscio cilindrico e presentante una cavità cilindrica coassiale 129. Nell'esempio, il magnete 128 à ̈ in neodimio. Esso ha un diametro esterno Dme di 72 mm, un diametro interno Dmi di 10 mm, ed un'altezza H comparabile a quella delle armature 121 , 122, cioà ̈ di 150 mm.
La superficie del magnete 128, sia la superficie esterna 128a che la superficie interna 128b, Ã ̈ elettricamente isolata; ad esempio, il magnete 128 Ã ̈ smaltato su tutta la superficie con una sostanza elettricamente isolante.
La superficie esterna 128a del magnete 128 può così essere posta adiacente alla superficie interna della prima armatura 121, nella quale à ̈ disposto.
11 magnete 128 à ̈ magnetizzato in modo tale che la sua superficie esterna 128a sia il primo polo (ad esempio il polo sud, indicato con "-" nelle figure) e la sua superficie interna 128b sia il secondo polo (ad esempio il polo nord, indicato con "+" nelle figure) In altre parole, la superficie esterna 128a ha polarizzazione opposta rispetto alla superficie interna 128b. Inoltre, la polarità della superficie esterna 128a (nell'esempio, la polarità "-") à ̈ la stessa della carica elettrica (o polarità ) dell'armatura metallica sulla quale il magnete 128 à ̈ affacciato, cioà ̈ nell'esempio la prima armatura o armatura interna 121 ; infatti, come mostrato in figura 11 l'armatura interna 121 à ̈ quella a potenziale elettrico minore.
Una terza forma di realizzazione di una cella di scissione à ̈ mostrata in figura 10 in una vista semplificata in sezione, dove à ̈ indicata con il numero di riferimento 104. Elementi aventi la medesima funzione e struttura conservano il medesimo numero di riferimento delle forme di realizzazione precedentemente descritte, e pertanto non vengono nuovamente descritti nel dettaglio.
Nella cella di scissione 104, tra la prima armatura 121 e la seconda armatura 122 à ̈ disposto uno strato isolante 130, che nell'esempio à ̈ adiacente alla superficie esterna della prima armatura 121. In particolare, lo strato isolante 130 à ̈ anch'esso a forma di guscio cilindrico e ricopre interamente la superficie esterna della prima armatura 121. Nell'esempio, lo strato isolante 130 ha uno spessore S1 di 1 o 2 mm. Il diametro esterno D1e della prima armatura 121 e/o il diametro interno D2i della seconda armatura 122 può essere rispettivamente minore e/o maggiore dei valori sopra riportati, in modo che l'intercapedine 127 abbia anche in questo caso uno spessore di 1 mm. Tale valore di spessore non à ̈ comunque da ritenersi vincolante, in quanto altri valori sono in principio possibili.
Lo strato isolante 130 à ̈ ad esempio in resina acetalica o in altro materiale avente analoghe proprietà elettriche.
L'intercapedine 127 comprende in questo caso due dielettrici diversi disposti in serie, cioà ̈ lo strato isolante acetalico 130 e l'acqua 180.
Si noti che, per necessità di rappresentazione, nelle figure i diametri e le altezze delle armature 121 , 122 e gli spessori dell'intercapedine 127 e dello strato isolante 130 sono stati modificati rispetto ai loro valori effettivi, così da permettere al lettore di apprezzarne l'aspetto tecnico piuttosto che l'effettivo dimensionamento.
Una quarta forma di realizzazione di una cella di scissione à ̈ mostrata in figure 12 e 13, dove à ̈ indicata con il numero di riferimento 402. Elementi aventi la medesima funzione e struttura conservano il medesimo numero di riferimento delle forme di realizzazione precedentemente descritte, e pertanto non vengono nuovamente descritti nel dettaglio.
Un involucro 412 della cella 402 ha una forma sostanzialmente a prisma a base triangolare, orientato nello spazio in modo che uno spigolo 405 dell'involucro 412, congiungente i vertici dei triangoli di base del prisma, sia uno spigolo di fondo dell'involucro 412, ed inoltre la faccia opposta a tale spigolo 405 sia una faccia di sommità .
Due armature metalliche 421 e 422 sono disposte ciascuna in corrispondenza di una faccia laterale dell'involucro 412 della cella 402, in modo tale da essere tra loro affacciate e disposte in una prefissata relazione distanziata.
In particolare, le armature metalliche 421 e 422 sono tra loro oblique e convergenti. Nella regione di convergenza delle armature 421 e 422, cioà ̈ nella regione dello spigolo di fondo 405, à ̈ disposta una porzione isolante 431 , ad esempio in materiale ceramico, che à ̈ interposto tra le armature 421 e 422, mantenendole tra loro isolate. In particolare la seconda armatura metallica 422 si estende sulla rispettiva faccia laterale fino allo spigolo di fondo 405; la prima armatura metallica 421 si estende sulla rispettiva faccia laterale fino ad una certa distanza dallo spigolo di fondo 405, il rimanente tratto essendo occupato dalla porzione isolante 431.
Nell'esempio, la prima armatura 421 e la seconda armatura 422 costituiscono dette facce laterali dell'involucro 412, cioà ̈ esse sono direttamente affacciate verso l'esterno dell'involucro 412, senza che sia interposto altro materiale tra esse e l'ambiente esterno alla cella 402. In alternativa, dette facce potrebbero comprendere uno strato in materiale isolante interposto tra la rispettiva armatura 421, 422 e l'ambiente esterno; in questo caso, tuttavia, almeno la porzione di seconda armatura 422 in corrispondenza dello spigolo 405 dovrebbe rimanere priva di rivestimento isolante esterno.
Le altre facce laterali 451, 452 dell'involucro 412 della cella 402, cioà ̈ le basi triangolari di detto prisma, sono realizzate in materiale isolante, ad esempio resina acetalica.
Le armature 421, 422, la porzione isolante 431 , e le facce laterali 451 , 452 sono associati tra loro a tenuta di liquido. Rimane pertanto definita un'intercapedine 427, anch'essa di forma prismatica, cioà ̈ una regione interna della cella 402, atta a contenere una sostanza fluida, in particolare acqua 180.
Nell'esempio, uno strato in materiale isolante 430 Ã ̈ interposto tra l'intercapedine 427 e un'armatura metallica; in particolare, lo strato isolante 430 Ã ̈ disposto adiacente alla faccia della prima armatura 421 che si affaccia verso l'intercapedine 427 stessa.
La regione di sommità della cella 402 comprende un tappo di chiusura 455, che à ̈ associato a tenuta di gas alle armature 421 , 422 in corrispondenza della faccia di sommità della cella 402. Al di sopra del livello dell'acqua 180 vi à ̈ quindi una regione libera 135 per accogliere un gas. Anche il tappo di chiusura 455 à ̈ realizzato in materiale isolante, ad esempio in gomma o in materiale elastomerico.
La cella di scissione 402 comprende inoltre mezzi per l'alimentazione di fluido, in particolare acqua, all'intercapedine 427. Tali mezzi di alimentazione possono comprendere un sistema automatico di regolazione e controllo (non mostrato). Nell'esempio la prima armatura metallica 421 , e lo strato isolante 430, à ̈ provvista di un foro di ingresso 117 in corrispondenza del quale à ̈ disposta una estremità di una tubazione di alimentazione 118. La tubazione di alimentazione 118 à ̈ associata alla prima armatura metallica 421 in modo che la loro connessione meccanica sia a tenuta di liquido e non si verifichino perdite verso l'esterno nella regione di connessione tra il foro di ingresso 117 e la tubazione di alimentazione 118; ciò à ̈ ottenuto ad esempio impiegando un'idonea guarnizione.
Sono inoltre previsti mezzi per la rimozione di una sostanza gassosa dalla regione libera 135. Nell'esempio, la seconda armatura metallica 422 à ̈ provvista, nella sua regione di sommità , di un foro di uscita 115 in corrispondenza del quale à ̈ disposta una estremità di una tubazione di scarico 116. La tubazione di scarico 116 à ̈ associata alla seconda armatura 422 in modo che la loro connessione meccanica sia a tenuta di gas e non si verifichino perdite verso l'esterno nella regione di connessione tra il foro di uscita 115 e la tubazione di scarico 116; ciò à ̈ ottenuto ad esempio impiegando un'idonea guarnizione.
Nell'esempio, la prima armatura metallica 421 à ̈ elettricamente connessa a terra. Nell'esempio, la cella 402 ha un'altezza H4 di 300 mm, mentre la distanza L4 tra le sommità delle armature 421 , 422 à ̈ di 30 mm; inoltre, ciascuna armatura 421 , 422 ha forma di barra a sezione rettangolare, in particolare sezione quadrata con lati di spessore S2 e S3 entrambi pari a 3 mm; la porzione isolante 431 si estende per un tratto H5 di 10 mm ed ha anch'essa spessori S2 e S3 di 3 mm; lo strato isolante 430 ha spessore S4 di 3 mm.
Alternativamente, le armature 421 e 422 possono avere forma a piastra, cioà ̈ la loro dimensione S3 può essere molto maggiore del loro spessore S2.
In un'ulteriore forma di realizzazione, mostrata schematicamente in figura 14 ed indicata con il numero di riferimento 106, la cella di scissione comprende una pluralità di coppie di armature 121, 122, tra loro collegate in parallelo; nell'esempio, sono previste quattro coppie di armature 121, 122.
Ciascuna delle celle di scissione fin qui descritte può essere fornita di un sensore di pressione 171 , di un sensore di livello del liquido 172 , di un sensore di temperatura del liquido 173, ed eventualmente di un sensore 174 per individuare il tipo di sostanza liquida contenuta nella cella. Tali sensori sono operativamente collegati all'unità elettronica 20 o ad altra unità di gestione e controllo.
Si passa ora a descrivere l'unità elettronica 20, che à ̈ mostrata schematicamente nelle figure 1 e 2.
Negli schemi circuitali delle figure 2 e 3 à ̈ impiegata la simbologia e le notazioni comunemente adottate nel settore tecnico di pertinenza. Sono inoltre riportati valori numerici esemplificativi per le grandezze rilevanti per i diversi componenti; dove l'unità di misura non à ̈ espressamente riportata, si consideri in particolare quanto segue.
I diodi sono indicati dalla lettera "D"; i condensatori sono indicati dalla lettera "C" e i valori riportati sono espressi in farad; le resistenze sono indicate dalla lettera "R" e i valori riportati sono espressi in l'ohm; le bobine o induttanze sono indicate dalla lettera "L" e i valori riportati sono espressi in henry; il potenziale elettrico à ̈ indicato dalla lettera "V" e i valori riportati sono espressi in volt; il tempo à ̈ indicato dalla lettera "T" e i valori riportati sono espressi in secondi. Tensione e differenza di potenziale sono termini usati come sinonimi.
L'unità elettronica 20 à ̈ alimentata da un alimentatore elettrico 201, preferibilmente in corrente continua, che nell'esempio à ̈ una batteria elettrica che fornisce una differenza di potenziale o tensione di 12 V ed una corrente di 0,5 A.
All'alimentatore elettrico 201 à ̈ connesso il generatore di onde di tensione 210, il quale à ̈ in grado di generare un segnale comprendente treni di impulsi di tensione elettrica con varie frequenze e con varie forme. Il generatore di onde 210 comprende infatti mezzi di regolazione, controllabili e/o impostabili da un operatore, per regolare la frequenza dell'onda generata, l'ampiezza massima dell'onda, il numero di semionde che costituiscono ciascun treno di impulsi, l'intervallo di attesa tra due treni successivi.
II generatore di onde 210 genera segnali di tensione positivi (o comunque con un solo segno, ad esempio negativi in una forma di realizzazione alternativa) rispetto al potenziale di riferimento, ad esempio il potenziale di terra. A questo scopo, un oscillatore 211 Ã ̈ connesso ad un ponte di diodi D1 , D2, D3, D4 che cambiano di segno le porzioni di segnale aventi segno opposto a quello richiesto. In un'altra possibile realizzazione alternativa, le porzioni di segnale con segno opposto a quello richiesto sono filtrate e bloccate tramite diodi.
L'oscillatore 211 si può considerare sostanzialmente di tecnica nota, o comunque sostanzialmente alla portata del tecnico del ramo, e pertanto non verrà descritto in maggiore dettaglio. Come esempio di realizzazione, uno schema circuitale di una sua forma di realizzazione à ̈ mostrato in figura 3.
II ponte di diodi D1 , D2, D3, D4 à ̈ collegato in serie ad una resistenza R0 e all'avvolgimento primario TX1a di un trasformatore di tensione TX1 , il quale à ̈ in grado di operare in alta frequenza ed aumenta la tensione dei segnali in ingresso dando in uscita dall'avvolgimento secondano TX1b segnali con tensione molto elevata. Nell'esempio, un segnale con tensione di 12 V in ingresso all'avvolgimento primario TX1a à ̈ trasformato in un segnale con tensione di 10.000 V in uscita dall'avvolgimento secondario TX1b.
L'avvolgimento secondario TX1b à ̈ connesso ad un circuito RC di filtraggio 215, il quale elimina la componente continua del segnale.
Il circuito di filtraggio 215 comprende due rami 216, 217, ciascuno avente un ingresso connesso ad una rispettiva estremità dell'avvolgimento secondario TX1b e comprendente una coppia di resistenze R1 e R2, R3 e R4, rispettivamente. Tra i due rami 216, 217 sono presenti due connessioni costituite ciascuna da una coppia di condensatori in serie C1 e C2, C3 e C4, rispettivamente. Il ramo intermedio 218 tra i condensatori C1 e C2, C3 e C4 della medesima coppia à ̈ mantenuto a potenziale di terra.
Nell'esempio, i condensatori C1 , C2, C3, C4 hanno identica capacità e le resistenze R1 , R2, R3, R4 hanno identico valore di resistenza.
Le uscite dei due rami 216, 217 alimentano un circuito eccitatore 220, comprendente una prima bobina L1 , un condensatore C5, una seconda bobina L3 (denotata come bobina primaria), ed una terza bobina L2, tra loro collegate in serie. Ai due capi del condensatore C5 sono collegati due terminali 219a, 219b di uno spinterometro 219, i quali terminali sono tra loro distanziati, ad un valore di distanza regolabile. In sostanza, il condensatore C5 Ã ̈ connesso in parallelo allo spinterometro 219.
Una quarta bobina L4 (denotata come bobina secondaria) Ã ̈ disposta accanto alla seconda bobina L3. Ad esempio, la seconda bobina L3 e la quarta bobina L4 sono tra loro parallele e distanziate di qualche centimetro (nell'esempio, circa 2,5 - 3 cm).
La quarta bobina L4 nell'esempio ha una lunghezza maggiore o uguale della seconda bobina, ad esempio una lunghezza doppia.
La quarta bobina L4 ha una prima estremità connessa a terra ed una seconda estremità connessa elettricamente ad una quinta bobina L5 (denotata come bobina terziaria) in serie alla quarta bobina L4. L'altra estremità della quinta bobina L5 à ̈ connessa ad un terminale 227 avente un'antenna trasmittente 228 disposta in aria. Nell'esempio, il terminale 227 ha una forma sferica e l'antenna trasmittente 228 ha una forma ad ago di lunghezza di circa 100 mm. Le dimensioni della sfera incidono sulla frequenza di risonanza delle bobine e pertanto sono opportunamente scelte compatibilmente con la frequenza di risonanza necessaria.
La bobina secondaria L4, la bobina terziaria L5 e il terminale 227 sono parte di un circuito ingranditore e trasmettitore di segnali 225, o trasmettitore.
La bobina primaria L3, la bobina secondaria L4 e la bobina terziaria L5 sono preferibilmente bobine in aria, in altre parole sono prive di nucleo ferromagnetico. Esse sono preferibilmente disposte tra loro parallele e ad una distanza l'una dall'altra di circa 50 mm.
La bobina primaria L3, la bobina secondaria L4 e la bobina terziaria L5 hanno la stessa frequenza di risonanza, in particolare scelta preferibilmente in modo che tale frequenza sia compresa tra 5 Hz e 150 kHz. Nell'esempio tale frequenza di risonanza à ̈ di 150 kHz. In particolare, la bobina primaria L3, la bobina secondaria L4 e la bobina terziaria L5 comprendono ciascuna un avvolgimento di un cavo, il quale cavo à ̈ lungo un quarto della lunghezza d'onda corrispondente a tale frequenza di risonanza secondo la relazione λ=ο/Î1⁄2; in tale relazione, λ à ̈ la lunghezza d’onda, v à ̈ la frequenza di risonanza, c à ̈ la velocità della luce.
Un circuito ricevente 230 o ricevitore comprende un terminale 231 provvisto di antenna ricevente 232 disposta in aria in modo tale da ricevere un segnale, in particolare una scarica elettrica 235 di ionizzazione deN'aria, dall'antenna trasmittente 228. Analogamente al trasmettitore 225, il terminale 231 ha una forma sferica e l'antenna ricevente 232 ha una forma ad ago di lunghezza di circa 100 mm.
Come si vede delle figure, l'antenna trasmittente 228 e l'antenna ricevente 232 sono tra loro elettricamente isolate e sono atte ad instaurare una trasmissione e ricezione di segnali tra di loro, ad esempio tramite un arco elettrico 235.
Al terminale ricevente 231 sono connessi in serie un diodo D5, una sesta bobina L6, la cella di scissione 100, 102, 104, 402 (indicata schematicamente anche come condensatore C6), ed una settima bobina L7, quest'ultima avente un'estremità connessa a terra.
In particolare, la sesta bobina L6 Ã ̈ elettricamente connessa alla seconda armatura 122 e la settima bobina L7 Ã ̈ elettricamente connessa alla prima armatura 121. In una forma di realizzazione alternativa, la sesta bobina L6 Ã ̈ elettricamente connessa alla prima armatura 121 e la settima bobina L7 Ã ̈ elettricamente connessa alla seconda armatura 122.
Inoltre, il diodo D5 à ̈ interposto tra la prima armatura 121 e l'antenna ricevente 232, o più in generale tra una delle due armature 121 , 122 e l'unità elettronica 20.
Opzionalmente, Ã ̈ previsto inoltre un circuito di recupero 240, che recupera scariche di tensione o sovratensioni dovute a fenomeni parassiti nel circuito eccitatore 220 e, dopo averle convertite in bassa tensione, raddrizzate e stabilizzate, le invia all'alimentatore elettrico 201 per ricaricarlo parzialmente.
Il circuito di recupero 240 coopera con un secondo spinterometro 250, avente un primo terminale 251 affacciato e contrapposto ad un secondo terminale 252, ed un terzo terminale 253. Il primo terminale 251 e il secondo terminale 252 sono rispettivamente connessi ai due rami 216, 217, in altre parole alle estremità del circuito eccitatore 220. I terminali 251, 252, 253 sono tra loro distanziati a valori di distanza regolabili. In particolare, il terzo terminale 253 à ̈ interposto tra il primo terminale 251 e il secondo terminale 252 ed à ̈ da essi equidistante.
In sostanza, il secondo spinterometro 250 à ̈ elettricamente connesso in parallelo alla bobina primaria L3 e comprende due terminali 251, 252 ciascuno connesso elettricamente ad un'estremità di detta bobina primaria L3, ed un terzo terminale 253 il quale à ̈ atto a trasferire la sovratensione dal circuito eccitatore 220 al circuito di recupero 240.
Il terzo terminale 253 à ̈ connesso aN'avvolgimento primario TX2a di un secondo trasformatore TX2; l'altra estremità dell'avvolgimento primario TX2a à ̈ connessa a terra.
Le estremità dell'avvolgimento secondario TX2b del secondo trasformatore TX2 sono elettricamente connesse alle armature di un condensatore C7. Tra il condensatore C7 e l'avvolgimento secondario TX2b à ̈ interposto un ponte di diodi D6, D7, D8, D9 che raddrizza il segnale recuperato in uscita dall'avvolgimento secondario TX2b. Alle armature del condensatore C7, che ha la funzione di stabilizzare il segnale, sono connessi cavi elettrici 245 connessi ai poli dell'alimentatore elettrico 201.
Si passa ora a descrivere il funzionamento del dispositivo 10.
In una modalità di funzionamento preferita, il segnale di tensione 301 prodotto dal generatore di onde 210 comprende una successione o treno di semionde 302 (ad esempio approssimativamente sinusoidali) di segno concorde, ad esempio positivo, ciascuna avente un semiperiodo T1 , tra loro consecutive, seguito da un intervallo di tempo T2, ad esempio di 0,1 secondi, con tensione nulla. La successione di un treno di semionde e di un intervallo a tensione nulla rappresenta una porzione o unità di segnale che si ripete periodicamente nel tempo con periodo Tt.
Detto semiperiodo T1 corrisponde a detta frequenza di risonanza, secondo la formula v=1/(2<*>T1), dove v à ̈ la frequenza di risonanza. ;Nel presente caso detto treno comprende tre semionde e quindi la porzione di segnale 301 composto dal treno di semionde 302 e dall'intervallo a tensione nulla si ripete con un periodo complessivo Tt pari a 3<*>T1+T2. Una rappresentazione del segnale 301 in un diagramma tensione V su tempo T à ̈ mostrata in figura 15.
In differenti modalità di funzionamento, le semionde sono negative e/o ciascun treno à ̈ costituito da più di tre semionde 302.
In una modalità di funzionamento alternativa, il segnale di tensione 305 prodotto dal generatore di onde 210 comprende una semionda 302 positiva con semiperiodo T1 seguita da un intervallo di tempo T2 con tensione nulla. Una rappresentazione del segnale 305 in un diagramma tensione V su tempo T à ̈ mostrata in figura 16.
Il numero di semionde che devono essere prodotte dal generatore di onde 210 per ciascuna unità di segnale à ̈ determinato sperimentalmente, cioà ̈ per tentativi successivi in una prima fase di taratura del dispositivo, in modo che nella cella di scissione si abbia la rottura del dielettrico, cioà ̈ la scissione della sostanza fluida contenuta nell'intercapedine tra le armature; quest'ultimo aspetto sarà reso più chiaro nel seguito della descrizione.
Detto segnale di tensione 301 , 305 generato dal generatore 210, a bassa tensione (ad esempio 12 V) ed alta frequenza (ad esempio da 5 Hz a 150 kHz), à ̈ applicato all'avvolgimento primario TX1a del trasformatore di tensione TX1 , che ne eleva la tensione. L'avvolgimento secondario TX1b del trasformatore di tensione TX1 dà in uscita un segnale a tensione elevata (ad esempio 10.000 V) e alla stessa frequenza.
II segnale così ottenuto à ̈ filtrato dal circuito di filtraggio 215, che permette di stabilizzare il segnale, e quindi passa al circuito eccitatore 220. Qui il segnale viene elevato in tensione dalla bobina L1 e controllato dallo spinterometro 218 in cooperazione con il condensatore C5. Ad un determinato valore di tensione, dipendente anche dalla costante dielettrica deN'aria, si crea una scarica disruptiva o arco tra i terminali 219a, 219b dello spinterometro 219 in corrispondenza della rottura del dielettrico deN'aria.
Al momento della formazione dell'arco nello spinterometro 219 si ha la scarica del condensatore C5 ed il passaggio impulsivo di corrente attraverso la seconda bobina L3 o bobina primaria. Si raggiunge pertanto l'obbiettivo del circuito eccitatore 220, cioà ̈ quello di eccitare periodicamente la bobina primaria L3 con un impulso a tensione elevata.
La bobina L2 funge invece in sostanza da antinduttanza, ovvero da sistema di arresto della tensione nel circuito eccitatore 220.
Il campo elettromagnetico generato nella bobina primaria L3 da detto impulso eccita per induzione elettromagnetica la quarta bobina L4 o bobina secondaria, la quale à ̈ direttamente connessa alla quinta bobina L5 o bobina terziaria.
La periodicità del segnale prodotto daN'oscillatore 211 fa sì che quanto sopra si ripeta con una frequenza determinata.
In corrispondenza di una certa frequenza di eccitazione (ottenibile impostando opportunamente l'oscillatore 211) la bobina secondaria L4 e la bobina terziaria L5 sono in condizione di risonanza con l'eccitazione provocata dalla bobina primaria L3; nel circuito ingranditore e trasmettitore 225 si genera quindi un segnale impulsivo a tensione ancora più elevata (ad esempio 100.000 V, o più) grazie anche agli effetti induttivi intrinsechi che si sviluppano tra le spire degli avvolgimenti.
In sostanza, la bobina primaria L3, la bobina secondaria L4 e la bobina terziaria L5 fanno parte di un ingranditore di tensione di impulsi di differenza di potenziale. In particolare, il circuito ingranditore 225 si sintonizza con la frequenza di risonanza delle bobine primaria L3, secondaria L4 e terziaria L5, e la sfrutta per amplificare il segnale o impulso di tensione.
In una forma di realizzazione preferita, tale frequenza di eccitazione corrisponde alla lunghezza d'onda che soddisfa la relazione:
π . λ λ
^ IN ) —<c>°<s>— ja— - j2Vdsenh
2 4 4 y
dove V(1N)à ̈ la tensione in ingresso alla bobina secondaria L4, compresi tutti gli effetti secondari o parassiti; Vdà ̈ la tensione di alimentazione dei treni di impulsi provenienti dalla sorgente ed applicati alla bobina secondaria L4; a à ̈ un coefficiente numerico che indica le perdite resistive alla frequenza di risonanza, il cui valore varia in base alle frequenze scelte, determinando il valore e sfasamento; λ corrisponde alla lunghezza d’onda del segnale lungo la linea di trasmissione. L'elevata tensione provoca una scarica distruttiva 235 o arco tra il trasmettitore 225 e il ricevitore 230, cioà ̈ tra l'antenna trasmittente 228 del terminale 227 del circuito ingranditore 225 e l'antenna ricevente 232 del terminale 231 del circuito ricevente 230.
In altre parole, l'antenna ricevente 232 cattura il segnale generato dal terminale 227 del circuito ingranditore e trasmettitore 225.
Tale segnale catturato, che à ̈ un impulso ad altissima tensione (nell’esempio superiore a 10.000 V) ed alta frequenza, attraversa il diodo D6, che permette di bloccare eventuali componenti della scarica con potenziale negativo e di confinare gli impulsi nella porzione di circuito a valle del diodo D6 stesso.
Anche la porzione di circuito LC a valle del diodo D6, comprendente la bobina L6, il condensatore C6 (cioà ̈ la cella di scissione 100, 102, 104, 402) e la bobina L7, opera in regime di risonanza; pertanto gli impulsi che attraversano il diodo D6 e che rimangono bloccati in questa porzione di circuito, "rimbalzano" continuamente nella porzione di circuito stessa.
Tra le armature 121, 122 della cella di scissione 100, 102, 104, 402 si ha quindi una differenza di potenziale che ad intervalli definiti (dipendenti dalla frequenza di risonanza, e da detta frequenza di eccitazione) aumenta da un valore nullo a valori di tensione elevatissima, in modo impulsivo.
Un esempio di rappresentazione della successione periodica 310 di impulsi di differenza di potenziale applicata alle armature 121 , 122 à ̈ mostrato in figura 17 in un diagramma tensione V su tempo T. Nella stessa figura à ̈ riportato, a titolo di esempio, anche il segnale 301 in uscita dal generatore di onde 210. Comunque, nella figura 17 i valori di tensione del segnale 301 e del segnale 310 non sono rappresentati in scala.
Si noti che, grazie al diodo D5, la differenza di potenziale 310 applicata alle armature 121 , 122 ha sempre lo stesso segno, e in particolare nella forma di realizzazione mostrata la seconda armatura 122, cioà ̈ l'armatura più esterna, à ̈ quella a potenziale più elevato.
Il continuo intervallarsi di impulsi 310 ad alta tensione sulle armature 121 , 122 della cella di scissione 100, 102, 104, 402 genera un campo elettrico ed un campo magnetico, entrambi oscillanti, con valori elevatissimi nell'intercapedine 127.
Nelle condizioni operative, la cella di scissione 100, 102, 104, 402 à ̈ riempita di acqua fino ad un livello tale che le armature 121 , 122 sono completamente immerse nell'acqua 180. Le molecole di acqua presenti nell'intercapedine 127 sono quindi soggette a tali campi elettrici e magnetici variabili e di grande intensità . Ciò comporta perturbazioni periodiche delle orbite degli elettroni degli atomi delle molecole di acqua nell'intercapedine 127.
In sostanza, gli atomi iniziano a vibrare e i legami molecolari iniziano a flettere e ad allungarsi. Ad una certa frequenza, ad esempio compresa tra 5 Hz a 150 kHz, e tensione (come detto, superiore a 10.000 V) la perturbazione dei legami à ̈ massima e la differenza di potenziale elevatissima, tanto da portare alla rottura dei legami molecolari e alla rottura delle molecole di acqua nelle componenti di base, cioà ̈ la formazione di molecole di idrogeno H2e di ossigeno 02in forma gassosa.
Il gas 185, che à ̈ una miscela contenente idrogeno e ossigeno (nelle condizioni di funzionamento ideale, in proporzione 2 a 1) si forma nell'intercapedine 127 e fluisce nell'intercapedine 127 stessa grazie alla spinta idrostatica, raccogliendosi nella sommità dell'involucro 112, al di sopra del livello 181 dell'acqua 180 ed in prossimità del foro di uscita 115.
Contemporaneamente, l'acqua così consumata nell'intercapedine 127 viene reintegrata da un flusso 184 d'acqua nell'intercapedine 127 proveniente dalla regione di fondo della cella, al di sotto delle armature 121 , 122.
Quindi, l'apertura di fondo 127a dell'intercapedine 127 funge da ingresso per l'acqua nell'intercapedine 127 stessa, mentre l'apertura di sommità 127b dell'intercapedine 127 funge da uscita per i prodotti di scissione, ovvero il gas 185 che progressivamente e continuamente si forma nell'intercapedine 127 a seguito della scissione.
Il gas che si raccoglie nella sommità dell'Involucro 112 viene rimosso tramite la tubazione di scarico 116 ed avviato ad un serbatoio di stoccaggio o ad un dispositivo utilizzatore, come ad esempio un motore endotermico a combustione. Nel circuito eccitatore 220, al momento della scarica nel primo spinterometro 218 tra i terminali 219a, 219b dello spinterometro 219, si generano anche degli impulsi o fenomeni parassiti che percorrono il circuito eccitatore 220 stesso.
Il circuito di recupero 240, se presente, consente di recuperare tali impulsi e di trasferirli, opportunamente trasformati, all'alimentatore elettrico 201 per ridurne il consumo energetico.
In corrispondenza di detti impulsi parassiti, nel secondo spinterometro 250 si forma un arco tra i terminali 251 , 252, 253, che genera pertanto un impulso ad alta tensione recuperato dal terzo terminale 253; il secondo trasformatore TX2 trasforma tale impulso ad alta tensione in un impulso a bassa tensione (ad esempio 12 V, compatibile con l'alimentatore elettrico 201), che viene quindi raddrizzato, e privato delle componenti a potenziale negativo, dal ponte di diodi D6, D7, D8, D9. L'impulso, stabilizzato dal condensatore C7, viene quindi inviato all'alimentatore elettrico 201. Pertanto, il terzo terminale 253 capta la sovratensione e la trasferisce al circuito di recupero, dal quale à ̈ dopo elaborazione trasferito all'alimentatore elettrico 201.
Nel caso in cui si impieghi una cella di scissione 100, 102, cioà ̈ priva di strato isolante 130, in condizione di impulsi a tensione particolarmente elevata nell'acqua 180 nell'intercapedine 127 si possono instaurare scariche dovute all'elevata differenza di potenziale tra le armature 121 , 122 tale da rompere lo strato dielettrico costituito dall'acqua 180 nell'intercapedine 127.
In questo caso l'acqua 180 nell'intercapedine 127 si comporta come un conduttore ed à ̈ attraversata da una grande quantità di corrente elettrica; quest'ultima genera un campo magnetico tale da perturbare ulteriormente la stabilità dei legami molecolari delle molecole di acqua, incrementando così l'effetto di scissione delle molecole.
Una seconda forma di realizzazione di un dispositivo per la scissione molecolare di una sostanza fluida secondo la presente divulgazione à ̈ mostrata in figura 18, dove à ̈ indicata con il numero di riferimento 11. Elementi aventi la medesima funzione e struttura conservano il medesimo numero di riferimento della forma di realizzazione precedentemente descritta, e pertanto non vengono nuovamente descritti nel dettaglio.
II dispositivo 11 comprende una pluralità di ricevitori 230 (nell'esempio, due ricevitori indicati rispettivamente con 230a e 230b). I ricevitori 230a, 230b sono tra loro indipendenti, nel senso che ciascuno di essi riceve potenza dal trasmettitore 228, che nell’esempio à ̈ unico per tutti i ricevitori 230, tramite una rispettiva linea di trasmissione senza fili 235a, 235b.
Ciascun ricevitore 230a, 230b à ̈ provvisto di una rispettiva antenna ricevente 232a, 232b ed à ̈ connesso ad una rispettiva cella di scissione 100a, 100b. In particolare, ciascuna antenna ricevente 232a, 232b à ̈ connessa all'una o all'altra tra la prima armatura metallica 121 e la seconda armatura metallica 122 della rispettiva cella di scissione 100a, 100b, similmente a quanto precedentemente già esposto.
In questo modo à ̈ possibile fare funzionare in parallelo ed in modo indipendente un grande numero di celle di scissione 100 (o 102 o 104 o 402), utilizzando un unico generatore di impulsi di differenza di potenziale 210 e un unico ingranditoretrasmettitore 225.
Una terza forma di realizzazione di un dispositivo per la scissione molecolare di una sostanza fluida secondo la presente divulgazione à ̈ mostrata in figure 19 e 20, dove à ̈ indicata con il numero di riferimento 12. Elementi aventi la medesima funzione e struttura conservano il medesimo numero di riferimento delle forme di realizzazione precedentemente descritte, e pertanto non vengono nuovamente descritti nel dettaglio.
Nel dispositivo 12, l'una o l'altra tra dette prima armatura metallica 121 e seconda armatura metallica 122 della cella di scissione 100 (o 102 o 104 o 402) Ã ̈ direttamente connessa all'antenna 232, senza interposizione del diodo D5 e della sesta bobina L6 presenti nelle forme di realizzazione precedenti. L'altra di dette armature metalliche 121 , 122 Ã ̈ direttamente connessa a terra, senza interposizione della settima bobina L7 presente nelle forme di realizzazione precedenti.
In questa configurazione, a particolari frequenze di lavoro, comprese tra 5 Hz e 150 kHz, la cella di scissione 100 (o 102 o 104 o 402) ha un comportamento equivalente ad un'induttanza o bobina (indicata con L8 in figura 20), la quale entra in risonanza con le bobine primaria L3, secondaria L4, e terziaria L5.
La cella di scissione 100 à ̈ realizzata infatti in modo tale da avere la stesa frequenza di risonanza della bobina terziaria L5; ciò può essere ottenuto selezionando una opportuna distanza tra la prima armatura 121 e la seconda armatura 122. La cella di scissione 100 à ̈ posta ad una distanza di qualche centimetro dalla bobina terziaria L5.
I segnali in alta tensione e frequenza nell'ingranditore 225 vengono assorbiti dalla cella di scissione 100, in altre parole si realizza un trasferimento di potenza tra l'ingranditore 225 e la cella 100 per mezzo di un effetto di induzione elettromagnetica, invece che per mezzo dell'arco elettrico 235 o linea di trasmissione senza fili.
La cella 100 viene così eccitata, generando in essa un forte campo elettrico ed elettromagnetico tale da portare alla scissione delle molecole d'acqua, come già sopra descritto.
Addirittura, l'antenna 232 potrebbe non essere presente e in tal caso l'intera potenza trasmessa dall'ingranditore 225 alla cella di scissione 100 Ã ̈ trasferita per induzione elettromagnetica.
Una quarta forma di realizzazione di un dispositivo per la scissione molecolare di una sostanza fluida secondo la presente divulgazione à ̈ mostrata in figura 21 , dove à ̈ indicata con il numero di riferimento 14. Elementi aventi la medesima funzione e struttura conservano il medesimo numero di riferimento delle forme di realizzazione precedentemente descritte, e pertanto non vengono nuovamente descritti nel dettaglio.
II dispositivo di scissione molecolare 14 comprende almeno una cella 402, del tipo mostrato in figure 12 e 13.
La prima armatura metallica 421 della cella 402 à ̈ elettricamente connessa a terra; la seconda armatura metallica 422 à ̈ connessa all'antenna trasmittente 228 del circuito ingranditore e trasmettitore di segnali 225, o trasmettitore, tramite una linea di trasmissione senza fili 235. In altre parole, si instaura una scarica elettrica 235 ad altissima tensione (nell’esempio superiore a 10.000 V) tra l'antenna trasmittente 228 e la seconda armatura metallica 422, in particolare con la porzione acuminata di armatura metallica 422 in corrispondenza dello spigolo 405. Pertanto, lo spigolo 405 funge da antenna ricevente.
Tra le armature 421, 422 della cella di scissione 402 si ha quindi una differenza di potenziale che ad intervalli definiti aumenta da un valore nullo a valori di tensione elevatissima, in modo impulsivo.
Ciò genera un campo elettrico ed un campo magnetico, entrambi oscillanti, con valori elevatissimi nell'intercapedine 427.
Le molecole di acqua 180 presenti nell'intercapedine 427, riempita parzialmente di acqua liquida, sono quindi soggette a tali campi elettrici e magnetici variabili e di grande intensità . Ciò comporta perturbazioni periodiche delle orbite degli elettroni degli atomi delle molecole di acqua nell'intercapedine 427.
Come già precedentemente esposto, gli atomi iniziano a vibrare e i legami molecolari iniziano a flettere e ad allungarsi, fino alla rottura dei legami molecolari e alla rottura delle molecole di acqua nelle componenti di base, cioà ̈ la formazione di molecole di idrogeno H2e di ossigeno 02in forma gassosa.
Il gas 185, che à ̈ una miscela contenente idrogeno e ossigeno (nelle condizioni di funzionamento ideale, in proporzione 2 a 1) si forma nell'Intercapedine 427 e fluisce nell'intercapedine 127 stessa grazie alla spinta idrostatica, raccogliendosi nella regione libera 135 al di sopra del livello 181 dell'acqua liquida 180, dalla quale viene rimosso attraverso la tubazione di scarico 116. Contemporaneamente, l'acqua così consumata nell'intercapedine 427 viene reintegrata tramite la tubazione di alimentazione 118.
L'oggetto della presente divulgazione à ̈ stato fin qui descritto con riferimento a forme preferite di realizzazione. È da intendersi che possono esistere altre forme di realizzazione che afferiscono al medesimo nucleo inventivo, tutte rientranti neN’ambito di protezione delle rivendicazioni qui di seguito annesse.
Claims (21)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo (10, 11 , 12, 14, 100, 102, 104, 106, 402) per la scissione molecolare di una sostanza fluida, in particolare una sostanza liquida, in prodotti di scissione, comprendente una prima armatura metallica (121 , 421) ed una seconda armatura metallica (122, 422) affacciata almeno parzialmente, in una prefissata relazione distanziata, a detta prima armatura metallica (121 , 421), così da definire un'intercapedine (127, 427) con detta prima armatura metallica (121 , 421), in cui detta intercapedine (127, 427) presenta una regione di ingresso (127a, 117) per detta sostanza fluida ed una regione di uscita (127b, 115) per detti prodotti di scissione, detta prima armatura metallica (121 , 421) e seconda armatura metallica (122, 422) essendo tra loro elettricamente isolate, detto dispositivo (10, 11 , 12, 14, 100, 102, 104, 106, 402) comprendendo un generatore di impulsi di differenza di potenziale (20, 210) atto a fornire una successione periodica (310) di impulsi di differenza di potenziale tra detta prima armatura metallica (121 , 421) e detta seconda armatura metallica (122, 422).
- 2. Dispositivo (10, 11 , 12, 14, 104, 402) secondo la rivendicazione 1 , in cui uno strato in materiale isolante (130, 430) Ã ̈ interposto tra detta intercapedine (127, 427) e l'una o l'altra tra detta prima armatura metallica (121 , 421) e detta seconda armatura metallica (122, 422).
- 3. Dispositivo (10, 11 , 12, 100, 102, 104, 106) secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui dette prima armatura metallica (121) e seconda armatura metallica (122) hanno sostanzialmente forma a guscio cilindrico, in cui detta prima armatura metallica (121) à ̈ alloggiata in una cavità cilindrica (126) definita da detta seconda armatura metallica (122).
- 4. Dispositivo (10, 11 , 12, 100, 102, 104, 106) secondo la rivendicazione 3, in cui detta prima armatura metallica (121) Ã ̈ coassiale a detta seconda armatura metallica (122).
- 5. Dispositivo (10, 11 , 12, 102, 104, 106) secondo la rivendicazione 3 o 4, in cui un magnete (128) à ̈ alloggiato in una cavità cilindrica (125) definita da detta prima armatura metallica (121).
- 6. Dispositivo (10, 11 , 12, 102, 104, 106) secondo la rivendicazione 5, in cui detto magnete (128) ha sostanzialmente forma a guscio cilindrico, avente una superficie esterna (128a) ed una superficie interna (128b), in cui detta superficie esterna (128a) Ã ̈ un primo polo magnetico e detta superficie interna (128b) Ã ̈ un secondo polo magnetico opposto a detto primo polo magnetico.
- 7. Dispositivo (10, 11 , 12, 14, 402) secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui dette prima armatura metallica (421) e seconda armatura metallica (422) hanno sostanzialmente forma a barra o a piastra.
- 8. Dispositivo (10, 11 , 12, 14, 402) secondo la rivendicazione precedente, in cui dette prima armatura metallica (421) e seconda armatura metallica (422) sono disposte tra loro convergenti verso uno spigolo (405) di un involucro (412) di detto dispositivo (10, 11 , 12, 14, 402).
- 9. Dispositivo (10, 11 , 12, 14, 402) secondo la rivendicazione precedente, in cui una sola armatura (422) tra dette armature metalliche (421 , 422) si estende fino a detto spigolo (405), ed una porzione isolante (431) si estende tra detto spigolo (405) e l'altra armatura (421) tra dette armature metalliche (421, 422).
- 10. Dispositivo (10, 11 , 12, 14, 100, 102, 104, 106, 402) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui un diodo à ̈ elettricamente interposto in serie tra detto generatore di impulsi di differenza di potenziale (20, 210) ed una di dette armature metalliche (121 , 122, 421 , 422), ed in cui una bobina (L6, L7) à ̈ elettricamente connessa in serie all'una o all'altra tra detta prima armatura metallica (121, 421) e detta seconda armatura metallica (122, 422).
- 11. Dispositivo (10, 11 , 12, 14, 100, 102, 104, 106, 402) secondo la rivendicazione 10, in cui detto generatore di impulsi di differenza di potenziale (20, 210) Ã ̈ operativamente collegato ad un ingranditore di tensione di impulsi di differenza di potenziale, detto ingranditore di tensione comprendendo una bobina primaria (L3), una bobina secondaria (L4) ed una bobina terziaria (L5), in cui detta bobina primaria (L3) Ã ̈ atta ad eccitare ad induzione detta bobina secondaria (L4), e detta bobina secondaria (L4) Ã ̈ elettricamente connessa in serie a detta bobina terziaria (L5).
- 12. Dispositivo (10, 11 , 12, 14, 100, 102, 104, 106, 402) secondo la rivendicazione 11 , in cui detta bobina primaria (L3), detta bobina secondaria (L4), e detta bobina terziaria (L5) hanno la stessa frequenza di risonanza.
- 13. Dispositivo (10, 11 , 12, 100, 102, 104, 106) secondo la rivendicazione 12, in cui detta frequenza di risonanza à ̈ compresa tra 5 Hz e 150 kHz.
- 14. Dispositivo (10, 11, 12, 100, 102, 104, 106) secondo la rivendicazione 13, in cui detta frequenza di risonanza à ̈ di 150 kHz.
- 15. Dispositivo (10, 11 , 12, 14, 100, 102, 104, 106, 402) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 11 a 14, in cui detta bobina terziaria (L5) Ã ̈ elettricamente connessa in serie ad un'antenna trasmittente (228) e detta prima armatura metallica (121, 421) o detta seconda armatura metallica (122, 422) Ã ̈ elettricamente connessa in serie ad un'antenna ricevente (232, 405), in cui detta antenna trasmittente (228) e detta antenna ricevente (232, 405) sono tra loro elettricamente isolate e sono atte ad instaurare tra loro un arco elettrico o linea di trasmissione senza fili (235).
- 16. Dispositivo (11 , 100, 102, 104, 106, 402) secondo la rivendicazione 15, comprendente una pluralità di coppie di prima armatura metallica (121 , 421) e seconda armatura metallica (122, 422), l'una o l'altra tra dette prima armatura metallica (121, 421) e seconda armatura metallica (122, 422) di ciascuna coppia essendo elettricamente connessa in serie ad una rispettiva antenna ricevente (232, 405), detta rispettiva antenna ricevente (232, 405) essendo atta ad instaurare un arco elettrico o linea di trasmissione senza fili (235) con detta antenna trasmittente (228).
- 17. Dispositivo (10, 11 , 12, 14, 100, 102, 104, 106, 402) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 11 a 16, in cui detta bobina primaria (L3) Ã ̈ elettricamente connessa in serie ad un condensatore (C5), ed in cui detto condensatore (C5) Ã ̈ elettricamente connesso in parallelo ad uno spinterometro (219) o ad un transistore.
- 18. Dispositivo (10, 11 , 12, 14, 100, 102, 104, 106, 402) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 11 a 17, comprendente inoltre un circuito di recupero (240) di una sovratensione, in cui un secondo spinterometro (250) o un secondo transistore à ̈ elettricamente connesso in parallelo a detta bobina primaria (L3), detto secondo spinterometro (250) o secondo transistore comprendendo due terminali (251 , 252) ciascuno connesso elettricamente ad un'estremità di detta bobina primaria (L3), ed un terzo terminale (253) atto a trasferire detta sovratensione a detto circuito di recupero (240).
- 19. Metodo per la scissione molecolare di una sostanza fluida, in particolare una sostanza liquida, in prodotti di scissione, comprendente le fasi di: - fornire una prima armatura metallica (121 , 421) ed una seconda armatura metallica (122, 422); - affacciare, almeno parzialmente, in relazione distanziata detta prima armatura metallica (121, 421) e detta seconda armatura metallica (122, 422), così da definire un'intercapedine (127, 427) tra esse interposta; - isolare elettricamente detta prima armatura metallica (121 , 421) rispetto a detta seconda armatura metallica (122, 422); - disporre detta sostanza fluida in detta intercapedine (127, 427); - fornire una successione periodica di impulsi (310) di differenza di potenziale tra detta prima armatura metallica (121 , 421) e detta seconda armatura metallica (122, 422), con ottenimento di detti prodotti di scissione; - rimuovere detti prodotti di scissione da detta intercapedine (127, 427).
- 20. Metodo secondo la rivendicazione 19, in cui detta successione periodica di impulsi (310) comprende un treno di semionde (302) di segno concorde seguito da un intervallo a tensione nulla.
- 21. Metodo secondo la rivendicazione 19 o 20, in cui detta sostanza fluida à ̈ acqua e detti impulsi di differenza di potenziale sono applicati con una frequenza compresa tra 5 Hz e 150 kHz.
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