CH628042A5 - Procedimento per la ciclizzazione di alcoli gamma-delta oppure delta-epsilon insaturi e derivati ciclizzati cosi ottenuti. - Google Patents

Procedimento per la ciclizzazione di alcoli gamma-delta oppure delta-epsilon insaturi e derivati ciclizzati cosi ottenuti. Download PDF

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CH628042A5
CH628042A5 CH376176A CH376176A CH628042A5 CH 628042 A5 CH628042 A5 CH 628042A5 CH 376176 A CH376176 A CH 376176A CH 376176 A CH376176 A CH 376176A CH 628042 A5 CH628042 A5 CH 628042A5
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Aldo Prevedello
Maurizio Brunelli
Edoardo Platone
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Description

La presente invenzione concerne un procedimento per la ciclizzazione di alcoli y, 5- oppure S, e-insaturi.
Numerosi procedimenti di sintesi di tetraidropirani sostituiti sono noti allo stato attuale della tecnica: ad esempio per ciclizzazione di glicoli con eliminazione d'acqua, per ciclizzazione di derivati carbonilici enolizzati, per ossidazione di alcoli terpenici primari, come il citronellolo. Particolarmente interessante, per la semplicità di esecuzione, è la chiusura di alcoli aventi insaturazioni etileniche o acetileni-che, particolarmente in ambiente acido. Si possono usare vari acidi, fra cui l'acido formico all'85%, l'acido solforico diluito, una miscela di acido solforico-acido acetico, l'acido p-toluen-solfonico, l'acido fosforico all'85%; gran parte di • questi acidi richiedono però temperature superiori alla temperatura ambiente. Questi procedimenti portano a prodotti finali con scarse rese.
Sotto questo aspetto risulterebbe più vantaggioso il procedimento proposto da Jean Colonge e Philippe Lasfargues, descritto sul «Bulletin de la Société Chimique de France», anno 1962, pag. 177-182. Benché tale metodo presenti discrete rese, in esso si richiedono quantità quasi catalitiche di acido fosforico (anche l'acido p-toluensolfonico si usa in quantità catalitiche, ma le rese sono senz'altro minori).
Tale procelimento presenta comunque alcuni inconvenienti quali la difficoltà di essere impiegato per la sintesi di derivati poco volatili, poiché il loro allontanamento per distillazione dalla miscela di reazione richiederebbe vuoti troppo spinti o temperature troppo elevate, e la difficoltà tecnologica di trasformare tale sintesi in un processo industriale, il quale deve essere condotto in continuo in condizioni facilmente riproducibili. In aggiunta a ciò si ha anche l'impossibilità di applicare tale procedimento agli alcoli terziari, poiché in tal caso si otterrebbero essenzialmente alcadieni.
Anche per la sintesi di tetraidrofurani sono noti vari procedimenti: ad esempio per eliminazione di acqua da 1,4-di-idrossialcani e per ciclizzazione di alcoli olefinici principalmente ß, y insaturi. Tali procedimenti comunque presentano generalmente gli stessi inconvenienti già citati per la sintesi dei derivati tetraidropiranici.
Il procedimento per la ciclizzazione di alcoli gamma-delta oppure delta-epsilon insaturi e caratterizzato nella rivendicazione 1 precedente.
Il procedimento di ciclizzazione come definito dalla rivendicazione 1 impiega resine scambiatrici cationiche che permettono la ciclizzazione di alcoli primari, secondari e anche terziari y, 6 o 8, e-insaturi, con insaturazioni di tipo etilenico o acetileni«), senza che tale ciclizzazione sia accompagnata da disidratazione, fatto che è assolutamente sorprendente. È noto infatti in letteratura che tali resine catalizzano la disidratazione degli alcoli, particolarmente gli alcool terziari. La ciclizzazione, secondo il procedimento come definito dalla rivendicazione 1, avviene inoltre con ottime rese, portando alla formazione di derivati piranici o furanici (o ad una miscela dei due) con buona conversione o selettività. In tali condizioni, infatti, risultano pressoché assenti le reazioni secondarie, come per esempio l'eliminazione di acqua e la formazione di peci o prodotti resinosi. Si ottengono inoltre ulteriori vantaggi poiché si può operare diluendo l'alcool in un solvente inerte, il quale può essere facilmente allontanato al termine della reazione, evitando le complicate operazioni di diluizione, neutralizzazione ed estrazione, necessarie ove si usino acidi in soluzione. La reazione di ciclizzazione catalizzata da resine scambiatrici cationiche può essere facilmente trasformata, in un processo industriale continuo.
Tale procedimento di ciclizzazione viene realizzato diluendo l'alcool da ciclizzare in un solvente inerte e quindi mettendo a contatto tale soluzione con una resina scambiatrice cationica.
Si possono usare vari tipi di resine scambiatrici cationi-che, la loro quantità di impiego dipendendo dal contenuto di milliequivalenti di gruppi acidi per grammo di resina.
Comunque nella prosecuzione della descrizione si farà riferimento alla resina tipo Amberlyst 15 (H) (resina macroreticolare cationica prodotta dalla Rohm e Haas Co. Philadelphia contenente circa 4,6 meq. di gruppi solfonici per grammo di resina) e le percentuali riportate si intendono riferite a tale resina.
5
io
15
20
25
30
35
40
«5
50
55
60
65
3
628042
II procedimento in oggetto può avvenire inoltre, con elevata selettività in un ampio campo di temperatura, in particolare tra 20°C e 180°C, potendosi altresì adoperare temperature superiori compatibilmente con la stabilità della resina.
Si è trovato che è possibile indirizzare la ciclizzazione degli alcoli y, 5 o 5, e insaturi verso la formazione del derivato tetraidropiranico o tetraidrofuranico (o di una miscela dei due) dipendentemente dalla quantità di resina usata, o meglio dal rapporto resina scambiatrice cationica/alcool insaturo e/o dalla temperatura.
Infatti, per temperature comprese fra i 20°C ed i 150°C preferibilmente fra 80°C e 120°C ed in presenza di quantità pressoché catalitiche di resina solfonica, la reazione viene indirizzata verso la formazione del derivato tetraidropiranico, mentre impiegando quantità di resina scambiatrice cationica maggiore della quantità catalitica fino ad arrivare a rapporti in peso resina/alcool uguale ad I o superiori, la reazione viene indirizzata verso la formazione del derivato tetraidrofuranico. Si è anche trovato che il solo aumento della temperatura, sempre in presenza di quantità pressoché catalitiche di resina, favorisce la formazione del derivato tetraidrofuranico. L'azione concomitante di questi due parametri esalta la formazione del derivato tetraidrofuranico, per cui, a parità di conversione, si possono impiegare quantità di resine più piccole rispetto al caso in cui queste due variabili operative agiscono separatamente.
L'aumento contemporaneo di questi due parametri operativi permette infatti di ottenere, a parità di conversioni, tempi di reazione decisamente inferiori e selettività uguali o maggiori rispetto al caso in cui si aumenti un solo parametro operativo.
Questa reazione di formazione del derivato tetraidrofuranico può essere convenientemente effettuata a temperature variabili tra 80°C e 180°C, o superiori, compatibilmente con la stabilità della resina e/o in presenza di quantità di resina scambiatrice variante da percentuali pressoché catalitiche fino ad arrivare a rapporti in peso resina/alcool uguali ad uno o anche superiori.
Nel caso che le due variabili operative agiscono contemporaneamente, è preferibile che la temperatura vari fra i 120°C ed i 150°C e si abbia un rapporto in peso resina/
alcool all'incirca uguale ad uno.
Se è la temperatura la sola variabile ad indirizzare la reazione verso l'ottenimento del derivato tetraidrofuranico, essa può variare preferibilmente tra i 150°C ed i 180°C, o superiori, compatibilmente con la stabilità della resina.
Così nel caso che sia solo la quantità di resina ad indirizzare la reazione verso l'ottenimento del derivato tetraidrofuranico, il suo rapporto preferibile rispetto all'alcool sarà uguale almeno ad uno.
Variazioni intermedie di una delle due variabili, nel caso che agiscano separatamente, o diminuzioni dei tempi di reazione, nel caso che le due variabili agiscano contemporaneamente, portano alla formazione di miscele a varia composizione del derivato tetraidrofuranico o tetraidropiranico, che in taluni campi di impiego si possono utilizzare direttamente.
Come già accennato, si è ora trovato che la reazione di ciclizzazione del 3,7-dimetil-3-idrossi-6-ottenenitrile può essere indirizzata verso l'ottenimento del derivato tetraidrofuranico impiegando una quantità di resina scambiatrice cationica maggiore della quantità catalitica fino ad arrivare a rapporti in peso resina/alcool uguali almeno ad uno.
Si è altresì trovato che anche il solo aumento della temperatura, sempre in presenza di quantità pressoché catalitiche di resina, favorisce la formazione del derivato teraidro-furanico.
L'azione concomitante di questi due parametri esalta la reazione di formazione del derivato tetraidrofuranico, per cui, a parità di conversione, si possono impiegare condizioni di temperatura e quantità di resina meno spinte rispetto al caso in cui queste due variabili operative agiscano separatamente.
Un particolare esempio di esecuzione della ciclizzazione secondo il procedimento definito dalla rivendicazione 1 è la sintesi del composto 2,6,6-trimetil-2-cianometil-tetraidropira-no, avente la seguente formula di struttura:
V" \0/ ^-CEaCK
Tale composto, oltre a possedere ottime caratteristiche olfattive ed una buona stabilità agli alcali, è dotato di un gruppo nitrilico che può essere trasformato, secondo metodi noti, in estere, ammide, ammina, aldeide ed altri. Tale nuovo composto viene sintetizzato per ciclizzazione del 3,7-di-metil-3-idrossi-6-ottenenitrile. La reazione può essere vantaggiosamente eseguita diluendo il 3,7-dimetil-3-idrossi-6-ottene-nitrile con toluene e tenendo la miscela all'ebollizione (circa 111°C) in presenza di quantità catalitiche di resina solfonica.
Ulteriore esempio di esecuzione della ciclizzazione è la sintesi, con buone rese e selettività, di un nuovo composto, il 2-metil-2-cianometil-5-isopropil tetraidrofurano, sempre usando come prodotto di partenza il 3,7-dimetil-3-idrossi--6-ottenenitrile in presenza di resina cationica, ma variando opportunamente il rapporto resina scambiatrice cationica/ alcool insaturo e/o la temperatura.
Tale nuovo composto può essere altresì ottenuto, come già accennato nel caso più generale, per riarrangiamento del 2,6,6-trimetil-2-cianometil-tetraidropirano in condizioni analoghe a quelle usate per l'ottenimento del 2-metil-2-ciano-metil-5-isopropil tetraidrofurano a partire dal 3,7-dimetil-3--idrossi-6-ottenenitrile.
Per una migliore comprensione della presente invenzione se ne espongono alcuni esempi di esecuzione. Gli esempi 1 e 2, sono di confronto e sono qui riportati per evidenziare i vantaggi del procedimento della presente invenzione.
Esempio 1 (esempio comparativo)
40 g di 3,7-dimetil-3-idrossi-6-ottenenitrile vengono caricati in 5 minuti in una beuta da litri 2 agitata magneticamente e contenente 400 cm3 di acido fosforico all'85%. Si mantiene la soluzione velocemente agitata per 15 minuti e quindi si versano nella beuta, immersa in un bagno d'acqua fredda, 600 cm3 di acqua deionizzata. Si estrae quindi con etere etilico e gli estratti eterei vengono riuniti, lavati una volta con acqua e quindi con soluzione satura di sodio bicarbonato, ed ancora con acqua sino a neutralità. Si essiccano gli estratti eterei su solfato sodico per una notte, si filtra e si elimina il solvente. Si ottengono 39,3 g di prodotto grezzo, su cui si determinano le rese per mezzo della gascro-matografia in presenza di uno standard interno:
conversione 98%, selettività 68%, resa 66%.
Il derivato tetraidropiranico si può ottenere puro per frazionamento: bolle a 80°C-81°C a 3 mmHg. Le principali caratteristiche spettroscopiche del 2,6,6-trimetil-2-cianometiI--tetraidropirano sono:
î
io
15
20
25
30
35
40
45
50
55
60
65
628042
4
N.M.R.
(6)
(7)
(S)
ch3\
CH
(4)
CH
2
CH. (3)
\
/
CH
CH.
,(2) ,CH (1)
caricati 100 g di acido fosforico all'85% a cui, sotto agitazione, vengono aggiunti goccia a goccia 10 g di 3,7-dimetil--3-idrossi-6-ottenenitrile. Terminata l'aggiunta il pallone, munito anche di refrigerante a bolle, viene immerso in un ba-5 gno termostatico posto a 80°C e, sempre sotto agitazione, si lascia reagire per 5 ore. Quindi si raffredda e si versa in un beker contenente 300 g di ghiaccio. Si forma un olio che aderisce alle pareti: si lava ripetutamente con soluzione satura di bicarbonato sodico, quindi con acqua sino a neutra-io lità. L'olio viene essiccato sotto vuoto, lavato con poco etere etilico, e quindi nuovamente seccato sotto vuoto.
Si ottiene una pece molto vischiosa che non distilla nemmeno a vuoti spinti e temperature elevate.
Chemical Shifts dal TMS (Solvente CC14, standard interno HMDS)
(1)
—ch2-cn
2,44
p.p.m.
S
(2)
—ch3
1,33
p.p.m.
S
(3,4,5)
(-ch2-)3
1,51
p.p.m.
m
(6,7)
I.R.:
M.S.:
CH,
CH,
1,21 p.p.m.
2980 st, 2940 st, 2240 m, 1470 m, 1455 m, 1420 w, 1375 st, 1365 m, 1355 m, 1225 st, 1215 m, 1120 st, 1100 w, 1080 w, 1070 st, 1030 st, 1000 st, 990 st, 830 m, 815 w, 705 w, 695 w.
Lo spettro di massa non presenta ione molecolare; mostra significativi ioni a m/e 152 (C9H4NO)+ e a m/e 127 (C8H150)+, la cui formula è per entrambi accertata mediante alta risoluzione, caratteristici di una frammentazione del tipo:
CH.
CH,
CH,
CH.
c:
. CH,
-cnzat
.CH,
• «CHjjCK
CH-
CH„
I ~ I ^CH nfo ■
Analisi elementare:
taf* ra 127
calcolato trovato
C
71,9
71,9
H
10,2
10,5
N
8,4
8,7
Esempio 2 (esempio comparativo)
In un pallone da 500 cm3 raffreddato esternamente con ghiaccio e munito di un agitatore con pala in vetro vengono
15 Esempio 3
40 g di 3,7-dimetil-3-idrossi-6-ottenenitrile vengono caricati in un pallone da 1000 cm3 munito di agitatore meccanico e refrigerante a bolle: si aggiungono quindi 400 cm3 di toluene ed 8 g di Amberlyst 15(H) (resina macroretico-20 lare cationica prodotta dalla Rohm e Haas Co. Philadelphia e costituita da un copolimero stirene-divinilbenzene contenente 4,6 meq. di gruppi solfonici per grammo di resina). La miscela viene tenuta all'ebollizione e velocemente agitata per 3 ore. Si raffredda, si filtra la resina, la si lava con to-25 luene e quindi si elimina il solvente per evaporazione.
Sul grezzo di reazione si determinano conversione, resa e selettività come descritto in Esempio 1:
30
Conversione
Selettività
Resa
98% 92% 90%
CH. CU,
Gascromatografia e spettrometria di massa confermano trattarsi dello stesso derivato tetraidropiranico ottenuto nel-35 l'esempio 1.
Esempio 4
10 g di 3,7-dimetil-3-idrossi-6-ottenenitrile vengono caricati in un pallone da 500 cm3, munito di agitatore mecca-40 nico e refrigerante a bolle. Si caricano quindi 100 cm3 di tetraidrofurano e si aggiungono 2 g di resina Amberlyst 15 (H) (vedi esempio 3). Si mantiene all'ebollizione con veloce agitazione per 25 ore. Si raffredda, si filtra la resina, la si lava con tetraidrofurano e quindi si elimina il solvente. Sul 45 grezzo si determinano conversione, resa e selettività in derivato tetraidropiranico:
50
Conversione
Selettività
Resa
88% 83% 73%
Esempio 5
10 g di 3,7-dimetil-3-idrossi-6-ottenenitrile vengono diluiti con circa 100 cm3 di diossano (per esempio 100°C-102°C) 55 e quindi caricati in un pallone munito di agitatore meccanico e refrigerante a bolle. Si aggiungono quindi 2 g di resina Amberlyst 15 (H) (vedi esempio 3). Si porta all'ebollizione, mantenendo una vigorosa agitazione per 3 ore, quindi si lascia raffreddare, si filtra, si lava la resina con dios-60 sano e si elimina il solvente per distillazione.
Conversione
Selettività
Resa
91% 87% 79%
65
Esempio 6
70 g di 3,7-dimetil-3-idrossi-6-ottenenitrile (purezza 98%; vengono caricati in un pallone da 2 litri munito di agitatore
5
628042
meccanico, refrigerante a bolle, termometro e tappo a vite con membrana siliconica per eseguire prelievi durante il tempo.
Si caricano quindi 700 cm3 di toluene e 70 g di Amberlyst 15 (H) (resina macroreticolare cationica prodotta dalla Rohm e Haas Co. Philadelphia e costituita da un copolimero stirene-divinilbenzene contenente circa 4,6 meq. di gruppi solfonici per grammo di resina).
Si fa bollire a ricadere mantenendo la miscela sotto agitazione per 14 ore. Quindi si raffredda, si filtra, si lava con toluene la resina e si elimina solvente per distillazione.
Si ottengono 75 g di grezzo (contenente ancora del toluene), su cui si determinano conversione, resa e selettività in derivato tetraidrofuranico per mezzo della gascromatografia in presenza di uno standard interno:
Conversione 99%
Selettività = resa = 70%
È da rilevare che bloccando la reazione a tempi più brevi, si ottengono miscele di varia composizione di derivato tetraidrofuranico e tetraidropiranico.
Un campione di 2-metil-2-cianometil-5-isopropil tetraidrofurano, purificato per distillazione frazionata, è stato esaminato all'I.R., N.M.R., M.S., ed analizzato per G.C. su colonna capillare. Le risultanze sono le seguenti:
a) G.C. su colonna capillare
È stata eseguita una gascromatografia su colonna capillare (150' X 0,02") di Carbowax 20 M in condizioni isotermiche a 150°C.
Sono stati evidenziati due picchi principali con tempi di ritenzione di 54 min 45 sec e 56 min 10 sec.
I picchi hanno area all'incirca uguale (il primo è il 46% circa della somma dei due).
b) Spettrometria di massa
Lo spettro di massa presenta ione molecolare di debole intensità -M+- (1%) a m/e 167.
Sono presenti significativi frammenti corrispondenti alla perdita dei vari sostituenti su carboni in alfa all'ossigeno con formazione di stabili ioni ossonio:
CH.
*-J I
^C C +.
CH.
R
I I
C R
(M
— h)+
m/e
166
(1,5%)
(M
-ch3)+
m/e
152
(1,5%)
(M
- ch2cn)+
m/e
127
(2%)
(M
- qh7)+
m/e
124
(100%)
c) N.M.R.
Lo spettro 1HN.M.R. evidenzia chiaramente la presenza degli isomeri eis e trans del 2-metil-2-cianometil-5-isopropil tetraidrofurano in quantità pressoché equimolecolari.
Riportiamo i valori dei chemical shifts senza specificare la loro assegnazione ai singoli isomeri:
(4) CH
(7)CH,—CH (6)
3 I
io
15
(7*) CH
(!')
Chemical Shifts dal TMS (solvente CDC13 = standard inter-20 no TMS)
5,5'
H
O
3,70
p.p.m.
m
25
35
1-1'
-ch2-cn
2,52 2,50
p.p.m. p.p.m.
s s
4-3; 4'-3'
(-ch2-)2
2,18 -1,50 2,18 - 1,50
p.p.m. p.p.m.
m m
6-6'
^ch"
2,18 -1,50
p.p.m.
m
2-2'
ch3
^cc
1,33 1,32
p.p.m. p.p.m.
s s
7-8; 7'-8'
ch3
chf
0,94
(J = 7 Hz) 0,86
(J = 7 Hz)
p.p.m. p.p.m.
d d
40 a)
I.R. (in cm-1)
2980 st
2960 st
2940 st
2250 m
1365 m
1470 st
1460 m
1420 w
45
1380 st
1320 w
1280 w
1260 vw
1230 w
1180 vw
1115 st
1080 vw
1045 st
1010 vw
975 vw
920 w
50
850 m
830 vw
770 w
705 vw
650 w
Esempio 7
55 30 g di 3,7-dimetil-3-idrossi-6-ottenenitriIe vengono caricati in un pallone da 500 cm3 munito di agitatore meccanico e refrigerante a bolle.
Si caricano 300 cm3 di xilene e 40 g di resina Amberlyst 15 (H) (resina macroreticolare cationica prodotta dalla Rohm 60 e Haas Co. Philadelphia e costituita da un copolimero stirene-divinilbenzene contenente circa 4,6 meq di gruppi sol-fonici per grammo di resina).
Si porta la miscela all'ebollizione (temperatura = 136°C-138°C) mantenendola agitata per 3 ore. Quindi si raffredda, 65 si filtra e si lava con xilolo.
Le resine vengono inoltre estratte in estrattore Kumaga-wa per circa 10 ore con xilene. Le soluzioni di xilene vengono riunite e su di esse si determinano conversione, seiet-
628042
6
tività e resa in derivato tetraidrofuranico per mezzo della gas-cromatografia in presenza di standard interno:
Conversione 99%
Resa 68%
Esempio 8
30 g di 2,6-trimetil-2-cianometil tetraidropirano (purezza 95,5%) contenente il 3,3% di 2-metil-2-cianometil-5-iso-propil tetraidrofurano, vengono versati in un pallone di 1000 cm3 munito di agitatore meccanico e refrigerante a bolle.
Si aggiungono quindi 300 cm3 di xilolo e 40 g di resina Amberlyst 15 (H) (resina macroreticolare cationica prodotta dalla Rohm e Haas Co. Philadelphia e costituita da un copolimero stirene-divinilbenzene contenente circa 4,6 meq. di gruppi solfonici per grammo di resina).
Si fa bollire la miscela a ricadere (136°C-138°C) mantenendola agitata per 2 ore. Quindi si raffredda, si filtra e si lavano le resine con xilene.
Le resine stesse vengono inoltre estratte in Kumagawa con xilolo per 10 ore. Si riuniscono le due soluzioni e su di esse si calcolano rese, conversione e selettività in derivato tetraidrofuranico per mezzo di gas-cromatografia in presenza di standard interno:
Conversione 91,4%
Selettività 77,4%
Resa 70,9%
Esempio 9
20 g di 3,7-dimetil-3-idrossi-6-ottenenitrile (purezza 98%) vengono caricati in un pallone da 500 cm3 munito di agitatore meccanico e refrigerante a bolle.
Si caricano quindi 200 cm3 di xilolo e 4 g di resina Amberlyst 15 (E) (resina macroreticolare cationica prodotta dalla Rohm e Haas Co. Philadelphia e costituita da un copolimero Stirene-divinilbenzene contenente circa 4,6 meq. di gruppi solfonici per grammo di resina).
Si porta la miscela all'ebollizione (136°C-138°C) mantenendola agitata per 14 ore. Quindi si raffredda, si filtra e si
5 lava con xilolo.
Per mezzo della gascromatografia in presenza di uno standard interno si determinano le rese in derivato tetraidrofuranico e tetraidropiranico:
io Conversione 99%
Resa in derivato tetraidropiranico 34%
Resa in derivato tetraidrofuranico 42%
Esempio 10
is 30 g di 3,7-dimetil-3-idrossi-6-ottenenitrile (purezza 98%) vengono caricati in un pallone da 500 cm3 munito di agitatore meccanico e refrigerante a bolle.
Si caricano quindi 4 g di resina Amberlyst 15 (H) (resina macroreticolare cationica prodotta dalla Rohm e Haas Co.
2o Philadelphia e costituita da un copolimero stirene-divinilbenzene contenente circa 4,6 meq. di gruppi solfonici per grammo di resina) e 200 cm3 di tetraidronaftalene.
Si pone il pallone in un termostato, mantenendo la miscela agitata a 180°C.
25 L'analisi gascromatografica eseguita in tempi diversi dimostra un progressivo aumento del rapporto area derivato tetraidrofuranico/(area derivato tetraidrofuranico + area derivato tetraidropiranico).
Dopo 9,5 ore si raffredda la miscela di reazione, si filtra
30 e si lava la resina. Sul grezzo di reazione si determinano conversione e resa in derivato tetraidrofuranico e tetraidropiranico per mezzo di gas-cromatografia in presenza di standard interno:
35 Conversione 99%
Resa in derivato tetraidrofuranico 34%
Resa in derivato tetraidropiranico 9%
v

Claims (7)

628042
1. Procedimento per la ciclizzazione di alcoli 5 oppure y, e-insaturi consistente nel mettere a contatto l'alcool da ciclizzare con una resina scambiatrice cationica.
2. Procedimento secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la reazione viene effettuata inviando l'alcool su un letto di resina scambiatrice cationica.
2
RIVENDICAZIONI
3. Procedimento secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che l'alcool da ciclizzare viene preferibilmente disciolto in un solvente inerte.
4. Procedimento secondo la rivendicazione 1 o 3, caratterizzato dal fatto che l'alcool da ciclizzare è il 3,7-dimetil--3-idrossi-6-ottenenitrile.
5. Procedimento secondo la rivendicazione 1, consistente nella ciclizzazione di 3,7-dimetiI-3-idrossi-6-ottenenitriIe mediante contatto di questo con una resina scambiatrice cationica, per la formazione di derivati tetraidropiranici e tetra-idorufuranici.
6. Procedimento secondo la rivendicazione 5 per la formazione del 2,6,6-trimetil-2-cianometil-tetraidropirano,
/CH2\
ch
,ch ch„cn
0
caratterizzata dal fatto che si ciclizza il 3,7-dimetil-3-idrossi--6-ottenenitrile a temperatura variabile fra i 20°C ed i 150°C, preferibilmente fra 80°C e 120°C.
7. Procedimento secondo la rivendicazione 5 per la formazione del 2-metil-2-cianometil-5-isopropil tetraidrofurano ch2 ch2
ch3
caratterizzata dal fatto che si ciclizza il 3,7-dimetil-3-idrossi--6-ottenenitrile a temperature fra gli 80°C ed i 180°C o preferibilmente fra i 150°C ed i 180°C.
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