CH645189A5 - Misuratore di durezza portatile azionabile a mano. - Google Patents
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Description
La presente invenzione ha per oggetto un misuratore di durezza portatile azionabile a mano.
Sono già noti misuratori di durezza portatili ed azionabili a mano. Tali misuratori sono di solito a precarico e carico.
In tali misuratori di durezza il carico applicato é esercitato dalle mani dell'operatore causando la compressione controllata di una molla mediante la quale si esercita sul penetratore un carico di misura costante.
Si riscontra, quindi, un primo inconveniente dato da ciò che il carico di misura risulta molto limitato e comunque inferiore alla forza che può sviluppare l'operatore.
L'impronta eseguita sul pezzo in prova, quindi risulta impercettibile specialmente nel caso di misura su materiali duri.
Un altro importante inconveniente é dato da ciò che, essendo il carico di misura esercitato per un certo tempo, é
necessario che durante tale tempo l'apparecchio sia tenuto fermo sulla sua posizione, per evitare la deformazione della impronta e quindi misure falsate.
Ciò é molto difficile da ottenere particolarmente nel caso di apparecchi privi di una base di appoggio, quali quelli destinati alla misura di pezzi di ridotte dimensioni, oppure impiegati per misurazioni di pezzi in posizione difficile, in cui il misuratore viene tenuto nelle posizioni più varie e notevolmente inclinate rispetto alla verticale.
La presente invenzione ha lo scopo di fornire un misuratore di durezza, azionabile manualmente, in cui sono eliminati tali inconvenienti, mediante applicazione tanto istantanea di una forza da rendere del tutto trascurabile qualsiasi movimento di oscillazione dell'asse del penetratore, nel brevissimo istante di applicazione deila forza, assicurando così un'impronta netta e una misura precisa.
Il misuratore dell'invenzione é caratterizzato da ciò che, quale mezzo fornente il carico di misura é previsto un dispositivo interposto fra una struttura mobile e il penetratore, tale dispositivo essendo capace di imprimere a detto penetratore una forza istantanea, indipendente dalla forza esercitata dall'operatore, ed avendo una massa inerziale, che viene lanciata liberamente, per reazione all'applicazione di tale forza, mezzi essendo previsti per frenare tale massa con una forza frenante inferiore alla spinta che può dare l'operatore.
L'invenzione, a titolo di esempio non limitativo di realizzazione, viene qui di seguito illustrata con riferimento agli annessi disegni, in cui:
la fig. 1 é una vista in elevazione ed in sezione del misuratore di durezza;
la fig. 2 é, in scala ingrandita, una sezione in pianta, secondo la linea A-A di fig. 1;
le figg. da 3 a 6 mostrano le fasi successive di applicazione della forza istantanea del dispositivo dato ad esempio nelle figure;
la fig. 7 é una variante della ghiera formante il piano di riferimento;
la fig. 8 mostra una chiave servente al caricamento o armo del dispositivo di applicazione della forza istantanea;
la fig. 9 é il diagramma di variazione al carico durante lo scatto del dispositivo alle figure da 3 a 6.
Con riferimento alle figure 1 e 2, il misuratore di durezza illustrato comporta una struttura fissa anteriore, in quanto essa é fissa durante il lavoro dello strumento.
Tale struttura fissa si compone di una piastra inferiore 1 dotata di un foro verticale 2 attorno al quale si prolunga un colletto 3. Attorno al colletto 3 si dispone una ghiera 4 che inferiormente forma il piano di riferimento 5. Tale ghiera é fissata da un grano 6 e, nell'esempio di fig. 1, si rastrema verso il piano di riferimento in modo da determinare sul pezzo da misurare una superficie di appoggio limitata.
Tale superficie limitata di appoggio é utile particolarmente nei casi di misure da effettuare per pezzi di piccole dimensioni.
La ghiera 4, però, é sostituibile rapidamente con una ghiera avente una superficie d'appoggio più grande, quale la ghiera 4' di fig. 7 che presenta inferiormente una parete cilindrica 4" più larga il cui bordo inferiore determina il piano di riferimento e nello stesso tempo una superficie di appoggio notevolmente più larga. La sostituzione dell'una e dell'altra ghiera viene fatta allentando il grano 6.
La struttura fissa é completata da un braccio verticale 7 rigido con la piastra 1 e presentante all'estremità superiore un foro ricevente con precisione un perno 8 di cerniera sporgente da ambedue i lati del braccio 7.
Forma ancora parte della struttura fissa una corta colonna 9 che nella fig. 1 é indicata sulla destra dello strumento solo per comodità di disegno, ma che assume la posizione reale indicata in fig. 2.
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Il misuratore di durezza comprende ancora una struttura mobile composta da due colonne verticali 10 e 11 rigidamente unite da una piastra superiore 12 e da una piastra inferiore 13 disposta immediatamente al disopra della piastra 1. Quando lo strumento é a riposo la piastra 13 é tenuta distanziata dalla piastra 1 di una entità che costituirà la massima escursione della struttura mobile rispetto alla struttura fissa durante il funzionamento dello strumento.
Il distanziamento é determinato da una molla 14 la cui forza é superiore al peso della struttura mobile e degli organi da quest'ultima sostenuti e che saranno descritti in seguito.
Naturalmente la struttura mobile é opportunamente guidata per eseguire uno spostamento parallelo all'asse del penetratore. Tali mezzi possono essere di qualsiasi tipo noto nella tenica dei misuratori di durezza. Nel caso di fig. 1, ad esempio, la colonna 11 é guidata da due lamine elastiche 15 e 16 parallele e rigidamente collegate sia alla stessa colonna 11 sia alla colonna fissa 9, formando una sorta di parallelogramma articolata che assicura comunque l'assetto assiale durante lo spostamento della struttura mobile e che, data la limitazione dello spostamento, rende trascurabile lo spostamento laterale.
Il penetratore 17 é portato da un'asta 18 che si eleva parallela alle colonne 10 e 11 ed é guidata assialmente da una lamina elastica 9' collegata fra l'asta stessa e la colonna 9.
L'asta 18 penetra assialmente nel foro 2 e attraversa la piastra 13 che allo scopo presenta una cavità 19 presentante inferiormente una sede conica 20 contro la quale, a riposo, appoggia uno spallamento conico 21 portato dall'asta 18, detto spallamento essendo spinto contro la sede conica 20 da una molla
22 premuta fra lo stesso spallamento e una restrizione superiore
23 della cavità 19. La sede conica 20 costituisce in questo modo un arresto che registra la posizione del penetratore ad una distanza dal piano di riferimento di valore inferiore alla distanza h quando la piastra 13, a riposo, assume questa distanza dalla piastra 1.
L'asta 18, almeno per un certo tratto, é tubolare e presenta da un lato una fenditura verticale 24 ed é ivi attraversata da uno spinotto 25 orizzontale diretto a 90° rispetto al piano assiale passante per la fenditura 24.
Il perno 8, portato dal braccio 7, costituisce il fulcro di un robusto bilanciere 26 che, posteriormente, é delimitato da una parte continua 27 verticale e alle estremità é delimitato da pareti opposte 28 e 29.
Sulla patte sinistra esso presenta una parete verticale 30 che si estende per circa la metà della parete continua 27.
Come meglio visibile in fig. 2, le pareti 27 e 30 presentano fori riceventi le rispettive estremità del perno 8 e fra di esse é tenuto un perno 31 ad estremità appuntite che poggia in sedi coniche di cui una presentata dalla parte 27 e l'altra presentata da un grano 32.
Questo grano 32 é registrabile per eliminare il giuoco del perno 31 ed é bloccabile nella posizione registrata da un dado 33.
Sulla parte destra il bilanciere porta una parete flessibile 34 contrapposta alla parete continua 27, cosicché tra la parete 27 e la parete 34 può essere premuto assialmente lo spinotto 25.
La pressione assiale sullo spinotto 25 é regolata da una vite 35 attraversante le pareti 34 e 27 e che all'esterno di detta parete presenta un dado 36 agente su una molla 37. La pressione sullo spinotto 25 é regolata in modo che esso possa scorrere, con un certo attrito, con le estremità appositamente arrotondate lungo le rispettive pareti 27 e 34, permettendo così all'asta 18 di spostarsi assialmente.
Sulla estremità destra, il bilanciere 26 presenta un peso 38 mentre sulla estremità sinistra esso porta un comparatore 39 montato a sbalzo, in modo che il suo tastatore 40 sporga all'interno di un ispessimento 41, il tutto in modo da risultare in equilibrio rispetto al fulcro 8.
Sul perno 31 si articola una squadretta 42 di cui un braccio 42 penetra nella fessura 24 per arrivare a poggiare sullo spinotto 25 e l'altro braccio 44 appoggia contro l'estremità del tastatore 40. La molla agente sul tastatore, non visibile in figura ma facente parte del comparatore, assicura il contatto dei bracci 43 e 44 rispettivamente con lo spinotto 25 e con il tastatore 40, cosicché ogni movimento dell'asta 18 rispetto al bilanciere viene trasmesso al tastatore 40.
I bracci 43 e 44 sono stati indicati di lunghezza uguale in fig. 1, ma é anche prevedibile il caso che il braccio 44 sia più lungo del braccio 43 così da poter trasmettere al tastatore un movimento amplificato.
A riposo il bilanciere 265 é tenuto fisso da un braccio 26' portato dalla piastra mobile 13 che lo riporta contro un riscontro 7' portato dal montante 7, in modo che esso é impedito a oscillare nei due sensi.
Sulle colonne 10 e 11, al disopra del bilanciere 26, é montata scorrevole una massa inerziale 45 che può scorrere senza giuoco lungo le stesse colonne.
La massa inerziale 45 presenta una cavità mediana 46 a parete laterale cilindrica che inferiormente é filettata fino ad una battuta 47.
Un anello filettato 48 si impegna nella filettatura della cavità 46 in modo da serrare fra esso e la battura 47 il bordo periferico di una molla 49 di acciaio elastico che é in forma di un disco incurvato a calotta e tale che, sotto una spinta assiale, possa scattare elasticamente da un lato all'altro del piano definito dal bordo periferico.
Nel caso di fig. 1 la molla presenta la posizione caricata, o di armo, di deformazione limitata, nel modo che sarà detto in seguito, cosicché essa, quando viene fatta scattare nella posizione in cui presenta la convessità verso il basso, possa applicare tutta la forza generata contro l'estremità superiore dell'asta 18.
Al dispora della massa inerziale 45 é disposto un traversino 50 dotato di mezzi atti ad esercitare un attrito contro le colonne 10 e 11. Nella fig. 1, questi mezzi sono stati esemplificati in due lamine elastiche 51 e 52 fissata da viti 51' e 52' sul traversino e ripiegate in modo da premere contro le colonne rispettive, in modo che qualsiasi movimento del traversino 50 lungo tali colonne viene frenato. Le lamine 51 e 52, però possono essere sostituite da altri mezzi di attrito capaci di fornire la stessa resistenza.
Tra il traversino 50 e la massa inerziale 45 é disposta una molla elicoidale 53 la cui spinta é inferiore alla resistenza d'attrito esercitata dalle lamine elastiche 51 e 52.
Una vite 54 attraversa un foro lasco del traversino 50 e scende ad impegnarsi in foro filettato della massa inerziale 45 per arrivare con la sua estremità nella cavità 46 ed é registrabile in modo che tale estremità limiti la formazione di armo della molla 49, in modo da poter provocare lo scatto della molla stessa, con spinta limitata prevista.
Quando la vite 54 é in tale posizione, la sua testa 55 é in appoggio con il traversino 50, determinando così la carica della molla 53. Detta testa 55, inoltre, presenta superiormente una cavità 56 conica coassiale all'asse della vite.
Si precisa che il foro del traversino 50 ed il foro filettato della massa inerziale 45 sono coassiali all'asta 18, sicché la vite 54 risulta coassiale a detta asta.
Quando la vite 54 é stata posizionata come sopra specificato, essa viene bloccata da un dato 57, costituendo con la massa inerziale 49 un assieme rigido che permette un movimento libero della detta massa verso il traversino, in contrasto alla molla 53, e per un tratto determinato dalla distanza del dado 57 dal traversino stesso ed un distanziamento massimo determinato dalla interferenza della testa 55 della vite con lo stesso traversino.
Al disopra della piastra 12 della struttura mobile dell'apparecchio é prevista una seconda piastra 58 destinata a ricevere
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la spinta manuale da parte dell'operatore durante la misura. Tale piastra 58 é tenuta distanziata dalla piastra 12 da un corpo toroidale cavo 59 fatto di materiale cedevole, quale gomma, dal quale parte un tubo flessibile 60 che arriva ad un foro radiale 61 della massa 45 il quale pone in comunicazione detto tubo con la cavità 46 delimitata dalla parete orizzontale di detta massa e dalla molla 49. Un fluido, di preferenza aria riempie il corpo toroidale 59 il tubo flessibile 60 e la cavità 46, cosicché uno schiacciamento subito dal corpo toroidale 59 provoca un aumento di pressione che si trasmette alla cavità 46, fornendo alla lamina 49, quando é caricata, una spinta sufficiente a farla scattare sulla posizione opposta.
Il funzionamento dell'apparecchio é il seguente.
Inizialmente la struttura mobile é sollevata, sicché la piastra 13 é alla distanza h della piastra fissa 1. L'asta 18 é sostenuta dalla sede conica 20, per cui la punta 17 del penetratore é tenuta distanziata dal piano di riferimento di una entità minore di h.
Il bilanciere 26 é tenuto dal braccio 26' e dal riscontro 7'. La molla 49 é caricata e la massa 45 é abbassata in modo che detta molla tocchi l'estremità superiore dell'asta 18.
L'operatore, dopo aver appoggiato lo strumento sul pezzo da misurare, inizia a premere sulla piastra superiore 58 determinando l'abbassamento progressivo della struttura mobile.
Durante questo abbassamento il penetratore 17 va in appoggio al pezzo, causando l'arresto dell'asta 18 e quindi l'arresto della massa 45, mentre il traversino 50 continua a muoversi con le colonne 10 e 11, grazie al fatto che la molla 53, pur caricandosi, offre una spinta inferiore alla resistenza d'attrito delle lamine 51 e 52.
Durante l'abbassamento dell'asta, lo spinotto 25, portato dalla stessa, per attrito fa ruotare il bilanciere 26, senza causare alcun spostamento relativo della squadretta 42, cosicché nessun movimento viene segnalato dal comparatore.
Appena l'asta 18 si arresta si ha il distanziamento dello spallamento 21 dalla sede 20, sicché l'asta risulta assoggettata alla molla 22.
Quando la piastra 13 va a toccare la piastra fissa 1, si ha l'arresto della struttura mobile. In tale posizione, l'asta 18 sarà assoggettata alla molla 22 e alla molla 53 che forniscono così il precarico al penetratore.
Continuando la spinta esercitata dall'operatore sulla piastra 58, si ha lo schiacciamento del corpo toroidale 59 producendo un aumento di pressione del fluido nella cavità 46 che produce una spinta sulla molla 49, causandone lo scatto.
Le varie fasi dello scatto della molla sono illustrate nelle figure da 3 a 6.
La posizione A di fig. 3 é quella iniziale corrispondente alla fig. 1, nella quale si genera la pressione di fluido nella cavità 46.
La posizione B di fig. 4 é quella in cui la molla 49 ha iniziato la deformazione di scatto per superare il piano mediano.
La posizione C di fig. 5 é quella in cui, dopo aver superato il piano mediano, la molla raggiunge una deformazione intermedia in cui fornisce il massimo carico.
La fig. 6 mostra la posizione D finale assunta dalla molla al termine dello scatto.
Con riferimento alla fig. 1 e alle figure 4, 4 e 6, si può notare come la molla a disco 49 preme costantemente sull'asta 18 che offre un vincolo che si sposta di una entità molto piccola, pari alla profondità dell'impronta esercitata dal penetratore sul pezzo in prova. Di conseguenza quasi tutta l'energia fornita dallo scatto della molla si scarica per reazione sulla massa inerziale 45 che viene lanciata verso l'alto con una accelerazione notevole di durata pari a quella dello scatto della molla. La durata del carico dovuto allo scatto della molla ed agente sull'asta 18, é tanto maggiore quanto maggiore é il peso della massa inerziale, per cui é preferibile che tale massa abbia un peso limitato per ottenere un carico praticamente istantaneo e di entità indipendente dalla forza applicata dall'operatore ed anche molto maggiore di questa forza.
Ritornando alla figura 1, si può vedere che la massa 45, al momento in cui é lanciata verso l'alto, percorre liberamente la distanza fra il dado 57 e il traversino 50, contrastata solo dalla molla 53 la cui spinta é trascurabile, rispetto alla energia cinetica della massa stessa.
Al termine di tale distanza, la massa 45 urta contro il traversino 50 il quale viene trascinato nel movimento, ma con contemporanea frenatura del complesso in movimento a causa della resistenza offerta dalle lamine di attrito 51 e 52, per cui dopo un certo percorso lungo le colonne 10 e 11 il complesso viene arrestato.
Con una tale disposizione, é evidente che tale frenatura evita che l'energia cinetica della massa 45 si scarichi sulla mano dell'operatore, la quale mano dovrà sostenere solo la forza d'attrito notevolmente minore.
La fig. 9 mostra il diagramma del carico rispetto alle deformazioni della molla 49.
Da detto diagramma sono visibili, punti A, B, C e D, corrispondenti alle posizioni delle figure rispettivamente 3,4, 5 e 6.
Si può vedere che il punto A corrispondente all'armo della molla determinato dalla posizione della estremità della vite 54, e che presenta un carico negativo limitato, carico che deve essere superato per indurre la molla allo scatto.
Il punto B é la posizione assunta dalla molla nel momento in cui supera il piano mediano con carico zero.
Il punto C, indica la posizione di massimo carico della molla corrispondente a circa la deformazione intermedia fra la massima convessità verso il basso (punto D) e il piano mediano (punto B).
Il punto D indica la massima deformazione con convessità verso il basso, in cui la molla fornisce carico zero.
L'andamento dall'origine verso destra dall'ascisse mostra la fase di armo che é eseguita nel modo specificato qui di seguito, mentre l'andamento del punto A verso il punto D mostra la fase di scarico della molla nella quale essa applica il carico di misura sull'asta 18, nel modo specificato precedentemente.
Ritornando alla fig. 1, lo spostamento assiale subito dall'asta 18, a causa del carico di misura istantaneo impresso dalla molla 49, sarà anche esso istantaneo.
In tali condizioni l'inerzia presentata dal bilanciere 26 é tanto grande da opporsi a tale spostamento, per cui l'asta 18 e lo spinotto 25 si muovono rispetto al bilanciere grazie allo scorrimento per attrito delle estremità arrotondate dello spinotto, lungo le pareti 27 e 34.
Tale spostamento relativo sarà seguito esattamente dalla squadretta 42 e dal tastatore 40 trasmettendo al comparatore la misura della penetrazione del penetratore, e quindi il valore della durezza del pezzo misurato.
È da notare, da quanto precede, che leggere oscillazioni causate dall'operatore durante la misura, con una piccola base d'appoggio, non vengono registrate dal comparatore in quanto il bilanciere segue sempre l'asta del penetratore grazie all'attrito regolabile dello spinotto 25 con le pareti 27 e 25 del bilanciere stesso.
Inoltre data l'istantaneità del carico di misura, e quindi del rapido spostamento dell'asta che é l'unico ad essere registrato dal comparatore, le eventuali lente oscillazioni non sono avvertite.
Al termine della prova sarà necessario eseguire il riarmo della molla 49 e il riassetto del perno 25 rispetto al bilanciere 26.
Il riassetto del perno 25 avviene automaticamente dopo che ogni carico esterno é stato tolto dall'apparecchio. In tali condizioni la molla 14 tende a riportare la struttura mobile nella posizione di risposo mostrata in fig. 1.
Man mano che la piastra 13 si solleva, essa impegna per
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primo lo spallamento 21 dell'asta 18 che viene trascinata verso Nell'esempio descritto il dispositivo atto ad impremere una l'alto assieme allo spinotto 25. forza istantanea é costituito dalla molla a disco 49 e dalla mas-
Lo spinotto 25, a sua volta trascina il bilanciere 26 facendo- sa inerziale 45.
lo ruotare in senso antiorario fin quano esso appoggia sul regi- È previsto però che possa essere impiegato un altro disposi-stro 7' arrestandosi. Proseguendo la risalita dell'asta 18, lo spi- 5 tivo adatto a fornire una forza istantanea.
notto 25 sarà indotto a scorrere rispetto alle pareti 27 e 34 ri- Un tale dispositivo può essere, ad esempio, un dispositivo portandosi nella posizione originaria, quando la struttura mobi- pneumatico di cui il cilindro opportunamente dimensionato cole si é arrestata alla posizione di riposo e il braccio 26' si é por- stituisce la massa inerziale ed é mobile lungo le colonne 10 e 11, tato a contatto con lo stesso bilanciere. mentre il pistone, sostituente la molla 49, é atto ad agire sull'a-
Per il riarmo della molla 49 viene usata la chiave 62 illustra- 10 sta 18. In tale realizzazione, il tubo flessibile 60, opportuna-ta in fig. 8. mente allungato é collegato ad una sorgente di aria o gas in
Tale chiave presenta una testa 63 a forma di volantino a far- pressione, l'alimentazione al cilindro essendo controllata, da falla, e uno stelo 64 che per un primo tratto é filettato e per il una opportuna elettrovalvola che viene eccitata in apertura do-resto é liscio. po l'applicazion del precarico e viene diseccitata dopo la misura
La chiave viene inserita in un primo foro 65 lasco, previsto 15 al ritorno verso l'alto della struttura mobile.
sulla piastra 58 assialmente all'asta 18 e avvitata nel foro fileta- Secondo una ulteriore realizzazione, il dispositivo può essere to 66 previsto sulla piastra 12 pure assialmente all'asta. costituito da un elettromagnete la cui armatura in ferro costi-
L'inserimento iniziale fa si che la sua punta vada a premere tuisce la massa inerziale guidata lungo le colonne 10 e 11 ed il nella cavità 56 della testa della vite 54, che a sua volta spinge cui nucleo sostituisce la molla 49.
verso il basso il traversino 50, assieme alla massa 45. 20 Anche in questo caso l'eccitazione dell'elettromagnete verrà
Dopo un certo tratto, la chiave va in impegno con il foro fi- effettuata appena dopo l'applicazione del precarico e la disecci-lettato 66 e il suo spostamento assiale avviene per avvitamento, tazione al termine della misura.
con possibilità di avere una spinta sufficiente all'armo della Naturalmente qualsiasi altro dispositivo, capace di fornire molla 49. una forza istantanea assialmente all'asta 18 ed attrezzato in
Con la molla 49, nella posizione di fig. 6, la vite 54 viene 25 modo da non scaricare le forze di reazione sulla struttura mobi-spostata verso il basso trascinando ancora la massa inerziale 45, le e sulle mani dell'operatore può essere utilizzato nell'ambito mentre l'asta 18 funge da vincolo alla molla 49 la quale sarà co- della presente invenzione.
sì deformata fin quando supera la posizione del piano mediano Inoltre i mezzi di frenatura della massa inerziale possono es-e si deformerà con la convessità verso l'alto limitata dalla estre- sere costituiti da mezzi pneumatici o eventualmente da mezzi mità della vite 54. 30 elettromagnetici.
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4 fogli disegni
Claims (8)
- 645 1892RIVENDICAZIONI1. Misuratore di durezza portatile del tipo azionabile manualmente mediante una spinta esercitata dall'operatore con le mani, caratterizzato da ciò che, quale mezzo fornente il carico di misura é previsto un dispositivo (45,49) interposto fra una struttura mobile (10,11,13) e il penetratore (17), tale dispositivo essendo capace di imprimere a detto penetratore una forza istantanea, indipendente dalla forza esercitata dall'operatore, ed avendo una massa inerziale (45), che viene lanciata liberamente, per reazione all'applicazione di tale forza, mezzi essendo previsti (51, 52) per frenare tale massa (45) con una forza frenante inferiore alla spinta che può dare l'operatore.
- 2. Misuratore di durezza come alla rivendicazione 1, caratterizzato da ciò che il detto dispositivo atto a fornire il carico istantaneo é costituito da una molla (49) che scatta al momento dell'applicazione del carico di misura e, che da una parte agisce sul penetratore (17) e dall'altra parte agisce sulla massa inerziale (45).
- 3. Misuratore di durezza come alle rivendicazioni 1 e 2 cara-terizzato da ciò che la detta molla (49) é in forma di un disco convesso la cui convessità può essere fatta scattare da una parte di un piano mediano, in cui essa risulta armata, alla parte opposta di detto piano per fornire il carico istantaneo di misura.
- 4. Misuratore di durezza come alla rivendicazione 1, in cui mezzi sono previsti, per determinare lo scatto del dispositivo atto a fornire il carico istantaneo di misura, quando la spinta esercitata dall'operatore raggiunge un determinato limite.
- 5. Misuratore di durezza come alla rivendicazione 1, caratterizzato da ciò che i mezzi per la trasmissione del movimento del penetratore (17) al comparatore (39) consistono in un componente (26) dotato di inerzia collegato al penetratore mediante mezzi di frizione (25, 27, 34) che permettono al comparatore di avvertire solo i movimenti istantanei di penetrazione del penetratore e non permettono di avvertire i movimenti lenti del penetratore stesso.
- 6. Misuratore di durezza come alla rivendicaione 1 e 5, caratterizzato da ciò che il detto componente (26) consiste in un bilanciere dotato di inerzia fulcrato su un perno (8) portato dalla struttura fissa.
- 8. Misuratore di durezza come alla rivendicazione 1, caratterizzato da ciò che il dispositivo atto a fornire il carico istantaneo di misura é costituito da un dispositivo pneumatico il cui cilindro, opportunamente appesantito, forma la massa inerziale ed il cui pistone costituisce l'organo atto ad applicare la forza istantanea al penetratore.
- 8. Misuratore di durezza come alla rivendicazione 1, caratterizzato da ciò che il dispositivo atto a fornire il carico istantaneo di misura é costituito da un elettromagnete la cui armatura forma la massa inerziale ed il cui nucleo costituisce l'organo atto ad applicare la forza istantanea al penetratore.
Priority Applications (6)
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