CH652758A5 - Apparecchiatura e procedimento per l'elettroplaccatura di pezzi piani discreti. - Google Patents

Apparecchiatura e procedimento per l'elettroplaccatura di pezzi piani discreti. Download PDF

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CH652758A5
CH652758A5 CH5819/82A CH581982A CH652758A5 CH 652758 A5 CH652758 A5 CH 652758A5 CH 5819/82 A CH5819/82 A CH 5819/82A CH 581982 A CH581982 A CH 581982A CH 652758 A5 CH652758 A5 CH 652758A5
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along
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CH5819/82A
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Franz R Cordes
Daniel L Goffredo
Conrad D Shakley
Klaus H Gedrat
Walter Meyer
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Description

La presente invenzione fornisce un'apparecchiatura ed un procedimento per l'elettroplaccatura continua ed automatica di pezzi essenzialmente piani trasportandoli in senso orizzontale attraverso una zona di contatto liquido o bagno, in cui si evitano i problemi di inserzione e disinserzione elettrica ed in cui è assicurata un'alimentazione meccanica affidabile degli articoli attraverso il bagno.
Scopo primario della presente invenzione è di realizzare un'apparecchiatura per l'elettroplaccatura di pezzi discreti come definita nella rivendicazione 1.
Un altro scopo della presente invenzione è realizzare un procedimento per l'elettroplaccatura di pezzi discreti come definito nella rivendicazione 17.
La fig. 1 è una vista in sezione longitudinale dell'apparecchiatura secondo l'invenzione, fatta lungo la linea I-I di fig. 2;
la fig. 2 è una vista frammentaria ingrandita, in sezione trasversale, di una parte dell'apparecchiatura di fig. 1, la sezione essendo fatta essenzialmente lungo la linea II-II di fig. 1, ed in cui fra l'altro sono chiaramente illustrati i tubi di alimentazione dell'elettrolita, i mezzi di convogliamento dei pezzi ed il supporto regolabile per il lato non comandato del pezzo;
la fig. 3 è un'ulteriore vista frammentaria ingrandita, in pianta, di una parte di un pezzo che viene convogliato lungo la sua traiettoria, la vista essendo fatta proprio dal di sopra del pezzo ed essenzialmente lungo la linea III-III di fig. 2;
la fig. 4 è un'ulteriore vista ingrandita, in sezione trasversale, dei tubi di alimentazione di elettrolita, la sezione essendo fatta al di sopra ed al di sotto del percorso dei pezzi attraverso l'apparecchiatura, ed in cui è schematicamente illustrata la turbolenza creata dall'alimentazióne dell'elettrolita verso i pezzi mentre essi passano tra i tubi di alimentazione lungo la loro traiettoria, la vista di fig. 4 essendo fatta essenzialmente lungo la linea IV-IV di fig. 3;
la fig. 5 è una vista frammentaria ingrandita, in sezione trasversale, dell'apparecchiatura illustrata in fig. 1, essenzialmente lungo la linea V-V, ed in cui è meglio illustrato lo sbarramento all'estremità di entrata della zona del bagno;
la fig. 6 è una vista frammentaria ingrandita di testa del collegamento di comando reciproco tra il rullo di sbarramento superiore e quello inferiore, la vista essendo fatta essenzialmente lungo la linea VI-VI di fig. 5;
la fig. 7 è una vista frammentaria ingrandita, in sezione verticale fatta essenzialmente lungo la linea VII-VII di fig. 2 ed attraverso i ripari sopra le ruote di contatto ed illustrante chiaramente il contatto delle ruote di contatto con il pezzo convogliato;
la fig. 8 è un'elevazione verticale frammentaria ingrandita del comando delle ruote di contatto, fatta essenzialmente lungo la linea VIII-VIII di fig. 2;
la fig. 9 è una vista frammentaria in sezione trasversale fatta essenzialmente lungo la linea IX-IX di fig. 8 ed in cui è illustrata la caratteristica di carico elastico delle ruote di contatto nonché delle spazzole di strofinamento e dei collegamenti elettrici delle ruote di strofinamento.
Riferendosi ora ai disegni in dettaglio si fa dapprima riferimento alla fig. 1 dei disegni ci cui l'apparecchiatura, che è genericamente indicata col numero 20, è illustrata.
L'apparecchiatura 20 presenta alla sua estremità inferiore una coppa 21 delimitata da una parete inferiore 22, da pareti 23 e 24 rispettivamente, sinistra e destra, e da pareti 25, anteriore e posteriore. La coppa 21 costituisce il serbatoio per la soluzione di elettrolita 26. Una pluralità di scambiatori di calore 27 del tipo a circolazione d'acqua è prevista e munita di adeguati raccordi (non illustrati) di ingresso ed uscita dell'acqua per cui l'acqua fredda, a temperatura regolata (non illustrata), può essere erogata attraverso le tubazioni degli scambiatori 27 per il raffreddamento senza contatto di liquido con liquido con la soluzione di elettrolita 26.
Nella coppa 21 è disposta una pluralità di pompe 28 a comando elettrico, ognuna avente un'entrata sommersa 30 ed un'uscita superiore 31.
Le uscite delle pompe di elettrolita sono collegate a collettori di elettrolita superiori ed inferiori 32.1 collettori 32 alimentano rispettivamente dei tubi di alimentazione 33 e 34, superiori ed inferiori, attraverso rispettivi condotti di elettrolita 35 e 36, superiori ed inferiori, che a loro volta sono collegati a relativi collettori 32.1 collettori 32 sono montati in una vasca superiore indicata genericamente col numero 37 ed avente pareti di testa 38 e 40, rispettivamente di entrata e di uscita, con un rispettivo orificio 41 a forma di fessura per l'entrata del pezzo e con un orificio 42 a forma di fessura per l'uscita del pezzo quale W che passa dall'entrata 41 verso l'uscita 42 nella direzione della freccia 44 all'estremità di destra di fig. 1.
La vasca 37 ha tra le pareti 39 e 43 un fondo che costituisce il fondo 45 della zona di bagno le cui estremità sono delimitate da rispettive pareti 46 e 47 di entrata e di uscita della zona di
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Da quanto precede sarà evidente che l'elettrolita viene pompato per mezzo delle pompe 28 dalla coppa 21 in alto attraverso le linee di scarico 31 ai collettori 32 e poi viene alimentato dai condotti 35 e 36 ài tubi di scarico 33 ad un alto ritmo di ripristino sia al fine di mantenere il livello 54 del liquido sia per assicurare l'agitazione dell'elettrolita, come verrà meglio descritto qui appresso. Il ritmo di ripristino è abbastanza alto in modo da mantenere il livello 54 nonostante qualche (preferibilmente minima) perdita di elettrolita attraverso gli orifici di entrata ed uscita in corrispondenza degli sbarramenti 48 e 50 mentre i pezzi entrano ed escono dalla zona di bagno e nonostante qualche passaggio di elettrolita attraverso gli orifici 53 nelle pareti 39 e 43 ed anche nonostante qualche passaggio di elettrolita attraverso orifici di uscita supplementari 56 che possono essere previsti nella parete inferiore 45 della vasca 37. Come si potrà rilevare, la parete superiore 57 della coppa 21 è provvista di grandi orifizi di ricezione 58 per facilitare la ricezione dell'elettrolita dagli orifici 56, dagli orifici di scarico 53, ecc.
Sarà inoltre evidente che la vasca 37 è costruita come unità separata dalla coppa ed è sostenuta su montanti 60 portati dalla parete superiore 57 della coppa 21, ma volendo, il fondo 45 della vasca 37 potrebbe anche essere eliminato come anche la parte superiore 57 della coppa 21 se si desiderasse costruire la vasca 37 e la coppa 21 sotto forma di un insieme unico. In alcuni casi ove potrebbe essere desiderato uno smontaggio periodico per trasferimento o simile, può essere preferibile costruire le unità come illustrato. In altri casi, ove la costruzione sarà più o meno permanente, le unità 37 e 21 sarebbero costruite quale una singola unità senza gli organi 45 e 47. In ogni altro modo il fluido che trabocca attraverso gli orifici 53 delle pareti 39 e 43 ritornerà nella coppa 21. Se la vasca 37 è provvista del fondo 45, sostegni adeguati 61 saranno applicati al telaio inferiore 55 che è essenzialmente rettangolare ed è definito dalle pareti laterali 51 e 52 e dalle pareti di testa 62 e 63. L'organo a forma di telaio 49 che comprende le estremità superiori delle pareti 51, 52 62 e 63 è sostenuto dalle pareti laterali 64 per mezzo di adeguati supporti 65 saldamente fissati alle pareti 51 con mezzi non illustrati. I tubi di distribuzione 33 e 34 sono portati dai telai 49 e 55 in corrispondenza dell'apertura di percorso di flusso tra di essi mediante mezzi adeguati, non specificamente illustrati. Basterà qualunque accessorio di montaggio tradizionale.
In fig. 2 è rappresentata una barra di supporto di anodo inferiore 70 che è portata tra piastre verticali 51 e 52 come illustrato ed a sua volta reca porta anodi inferiori 71 come illustrato. Sui porta anodi 71 disposti longitudinalmente sono sostenuti gli anodi inferiori 72 disposti trasversalmente. Analogamente la barra superiore di supporto 73 è provvista di supporti 74 sospesi ad essa e che a loro volta recano porta anodi superiori 75 ognuno dei quali è disposto longitudinalmente ed a sua volta anodi superiori 76 disposti trasversalmente. Gli anodi 72 e 76 sono generalmente di rame come verrà discusso più dettagliatamente in seguito. I porta anodi 71 e 75, le barre di supporto 70 e 73, gli organi di supporto 74 come anche i vari organi di parete 39, 43, 51, 62, 63, 47, 46, gli sbarramenti 48, 50, tubi 33 e 34 e tutti gli altri organi non essenziali per il funzionamento quali anodi o catodi, o sono di materiale non conducente, se praticabile economicamente, o sono ricoperti di un rivestimento dielettrico in modo da non funzionare quali anodi o catodi durante il funzionamento della presente invenzione.
Gli anodi 72 e 76 sono adeguatamente elettricamente collegati attraverso rispettivi conduttori 80 e 81 (preferibilmente rivestiti, come sopra descritto) ad opportune sorgenti di energia mediante appropriati collegamenti elettrici 82.
Con particolare riferimento alle figg. 3 e 4 si potrà rilevare che i tubi di distribuzione 33 e 34 sono provvisti di orifici di scarico 83 per l'alimentazione dell'elettrolita con un'azione agitante alle facce, superiore ed inferiore, dei pezzi W, come illustrato.
L'alto ritma di flusso della soluzione dell'elettrolita attraverso i tubi di distribuzione 33 e 34, oltre al risparmio della zona di bagno fino al livello desiderato 54, assicura anche una sufficiente agitazione per la soluzione per mantenerla sostanzialmente uniforme in composizione e densità di carica. Come alternativa, volendo i tubi 33 e 34 potrebbero essere fatti oscillare in senso orizzontale o da sinistra a destra secondo la vista in fig. 1 (non illustrato) o come mezzo separato o supplementare per creare una turbolenza nella soluzione se lo si desidera.
In fig. 5 è più chiaramente illustrato lo sbarramento 48 di entrata alla zona di bagno, il quale sbarramento si trova a contatto radente con una scanalatura 59 nell'estremità superiore della parete 46. Lo sbarramento 48 essenzialmente comprende un rullo 84 e rispettivamente 85, rispettivamente superiore, questi rulli estendendosi tra pareti verticali od organi di telaio 39 e 43.1 cilindri 84 e 85 hanno rispettivi alberi sporgenti 86 e 88 con rispettive pulegge 90 e 91 portate su di essi. La puleggia 91 è comandata da un ingranaggio conico 92 che è solidale con essa ed a sua volta è comandato da un ingranaggio conico coniugato 93 che è montato su una ruota di catena 94 azionata da una catena di comando 95 che a sua volta è comandata da una ruota di catena 96 che a sua volta è comandata da un'asta di comando principale 97 che si estende sostanzialmente per l'intera lunghezza dell'apparecchiatura 20 lungo un Iato di essa. La puleggia 91 è collegata alla puleggia 90 per mezzo di una cinghia di comando allungabile 98, di gomma o simile, disposta nella configurazione delle cifre «8», come illustrato in fig. 6, per assicurare il comando del cilindro 84 il quale, in corrispondenza del punto di contatto 100 tra i cilindri 84 e 85, è azionato nella stessa direzione di comando con riguardo al convogliamento del pezzo W attraverso essi. L'albero 86 è montato scorrevole in una feritoia verticale 101 nella parete laterale 39 per consentire il sollevamento dell'albero 86 in essa e con ciò consentire il sollevamento del rullo cilindrico 84 quando pezzi W di vari spessori passano attraverso il punto di contatto 100. Pertanto il cilindro 84 può eseguire un limitato movimento verticale nella direzione della freccia a due puntè 102, come illustrato in fig. 6. Inoltre l'organo elastico 98 effettua un costringimento dei rulli 84 e 85 in modo da mantenere nel punto di contatto 100 un tipo di contatto volvente ma ermetico onde evitare il passaggio della soluzione di elettrolita attraverso questo punto di contatto. Di conseguenza, per ottenere questi scopi, l'organo di comando 98 è del tipo a nastro di gomma. L'estremità di destra dell'apparecchiatura, secondo l'illustrazione in fig. 5, sarà ugualmente provvista di estremità di alberi 103 e 104 con rispettive pulegge 105 e 106 comandate e collegate tra loro con un nastro elastico 107 o simile, ugualmente disposto nella configurazione della cifra «8», anche se non è necessario che l'estremità di albero 103 abbia un comando separato mediante ingranaggi conici o simili.
Con riferimento alla fig. 7 si potrà osservare come il pezzo W viene convogliato da sinistra a destra nella direzione della freccia 108 illustrata ed è fatto avanzare in quella direzione per mezzo di contatto simultaneo con una pluralità di ruote di contatto superiori 110 e ruote di contatto inferiori 111 che vengono comandate rispettivamente in senso antiorario secondo l'utilizzazione in fig. 7. Le ruote di contatto 110 e 111 hanno una periferia dentata 112, come illustrato, di configurazione a gradino per stabilire un buon contatto elettrico con il pezzo W che viene trasportato attraverso esse. Le ruote 110 e 111 forniscono il comando per il movimento lineare del pezzo W che passa attra5
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verso esse nella sua traiettoria nella direzione della freccia 108 e supplementarmente stabiliscono un contatto elettrico con il pezzo W per consentirgli di funzionare quale catodo per accogliere le cariche anodiche dall'anodo attraverso la soluzione. Le ruote 110 e 111 sono racchiuse in un riparo superiore 113 ed inferiore 114.1 ripari 113 e 114 sono montati alla faccia interna della parete verticale 39 e ad essa collegati con mezzi adatti (non illustrati) e sono provvisti di spazzole di strofinamento 115 e 116 ad essi fissate come illustrato in fig. 2. Di conseguenza le spazzole si estendono nella direzione della traiettoria del pezzo W da una estremità all'altra della zona del bagno e servono per impedire che la turbolenza della soluzione che esce dagli orifici 83 dei tubi possa provocare spruzzi nei punti di contatto delle ruote 110 e 111 con il pezzo W. Si intende perciò che i ripari 113 e 114 si estendono ugualmente per la lunghezza della zona del bagno per conseguire questo scopo. Si intende anche che le ruote 110 e 111 sono costruite con un materiale che assicura una buona conduttività elettrica con il pezzo che passa attraverso esse.
Come illustrato in fig. 2, ognuna delle ruote comprende una coppia di dischi 118 e 120 con bordi dentati e dello stesso diametro, collegati da una rondella 121 di buona conduttività elettrica, ma di diametro ridotto come illustrato.
Le ruote sono montate girevoli su un albero 117 montato girevole nella parete 39 come illustrato e nella parete 125 con l'interposizione di adeguate boccole 126 per consentire la rotazione.
Sull'albero rotante 117 è montato un commutatore 127 che è sostenuto in adeguati organi di involucro 128 e 130 di materiale non conduttivo. All'estremità di sinistra dell'albero 117, secondo l'illustrazione in fig. 9, è montato un ingranaggio conico 130 che ingrana con un ingranaggio conico coniugato 131 che a sua volta è montato sull'asta di comando principale 97 per girare con essa. Si potrà cosi osservare come la rotazione dell'asta di comando principale 97 fa ruotare il commutatore 127 e la ruota di contatto 111. La struttura del commutatore 127 può assumere varie forme tradizionali ed esso funziona così che la sua rotazione oltre le spazzole 132 e 133, che sono elasticamente sostenute contro di esso per mezzo di molle 134 disposte nell'organo di supporto 130, determinerà l'alimentazione di una carica catodica alla ruota 111 in quanto le spazzole 132, 133 sono appropriatamente collegate elettricamente per mezzo di conduttori adeguati 135 ad un'idonea sorgente di energia. Un ingranaggio 136 a denti diritti, montato sull'albero 117 per ruotare con esso, comanda ed ingrana con un altro ingranaggio 137 a denti diritti, il quale a sua volta comanda un commutatore 138 ed il suo albero 140 nonché una ruota di contatto 110 montata su di esso. Anche il commutatore 138 è provvisto di spazzole caricate da molle ed adeguatamente collegate elettricamente, come illustrato, per far ruotare anche le ruote 110 e caricarle elettricamente in modo che funzionino nella maniera di catodi.
Per poter accogliere pezzi W di differenti spessori, le ruote 110 sono montate in modo che possano eseguire un limitato movimento verticale. All'uopo l'albero 140 non è montato in una boccola nella piastra verticale 39, ma in un foro 141 con maggiore gioco che consente il limitato movimento verticale dell'albero 140 in esso in senso verticale. Una boccola 142 è montata sull'albero 140 per consentire la rotazione dell'albero 140 in essa, ma la boccola 142 è spinta in basso da una molla 143 la quale a sua volta è saldamente montata con la sua estremità superiore in un foro cieco 144 di un supporto rigido 145 montato sulla parete laterale verticale 39. Un foro con gioco 146 è anche previsto nella parete verticale 125 per consentire una limitata inclinazione verticale in alto dell'albero 140. Analogamente, volendo, la boccola 147 può essere prevista con un accoppiamento leggermente lasco (non illustrato) per consentire questo movimento angolare in alto dell'estremità destra dell'albero 140 per poter accogliere differenti spessori dei pezzi.
Si potrà così rilevare come ogni ruota di contatto 110 o 111 è provvista di una propria sorgente di energie nella forma preferita di realizzazione. Si potrà anche rilevare come i conduttori 135, pur collegando elettricamente le spazzole 132 e 133 ad una giunzione adeguata, a loro volta saranno collegati con una linea di conduttore adeguata 150 ad una sorgente di energia. Tale sorgente di energia generalmente sarà una fonte di alimentazione di corrente alternata, fornita attraverso un raddrizzatore, per trasformare la tensione applicata in corrente continua.
Con riferimento alla fig. 8 si potrà osservare come un motore adatto 151 comandi l'asta di comando 97 sulla quale sono montati gli ingranaggi 131. L'asta di comando è sostenuta da una boccola 152 montata in 153 sull'incastellatura 125 della macchina. Come si potrà rilevare, gli ingranaggi 131 sono provvisti di adeguati organi distanziatori 154. Questi organi distanziatori, gli ingranaggi 131 e l'asta di comando 97 possono preferibilmente essere costruiti in conformità con il comando descritto nel brevetto U.S.A. No. 4 015 706. Ciò particolarmente facilita l'assemblaggio di vari moduli di apparecchiature 20 collegati l'uno all'altro quali unità modulari. All'uopo può essere previsto un blocco di montaggio 155 all'estremità destra dell'unità come illustrata in fig. 1, volendo con una pluralità di fori filettati 156 in esso, per l'uso di un connettore filettato (non illustrato), per collegare il blocco di montaggio 155 ai fori di montaggio di un modulo successivo adiacente (non illustrato). Analogamente all'estremità sinistra dell'apparecchiatura di fig. 1 sono illustrati fori di montaggio 157 che servono, anche essi, per accogliere un connettore filettato del blocco di montaggio (non illustrato) del successivo modulo adiacente. Anche l'estremità destra e sinistra dell'apparecchiatura illustrata in fig. 1, più specificatamente gli organi verticali esterni dell'incastellatura come 125, possono essere provvisti rispettivamente di una caviglia 158 e di un foro 160, del tipo maschio e femmina allineagli, per facilitare l'allineamento di moduli adiacenti. All'uopo, volendo, si possono impiegare gli insegnamenti del brevetto U.S.A. No. 4 015 706.
Con riferimento all'estremità destra del pezzo W, come illustrato in fig. 2, si potrà osservare come si usa un sostegno di pezzo designato genericamente col numero 161, questo sostegno essendo sufficiente per l'impegno scorrevole dell'estremità destra del pezzo W, come illustrato in fig. 2, mentre il pezzo W scorre attraverso una pista o scanalatura 163 nel sostegno stesso. La scanalatura 163 è disposta in un organo 164 di forma allungata che si estende praticamente dall'estremità di entrata fino all'estremità di uscita della zona di bagno tra gli sbarramenti 48 e 50 parallelamente alla traiettoria dei pezzi nell'apparecchiatura. L'organo di supporto allungato 164 è sostenuto verticalmente nel punto desiderato da un organo di supporto verticale 165 che a sua volta è sospeso ad un supporto orizzontale 166 che è portato da una piastra superiore 167 in una feritoia 168 di essa. Un'adeguata vite a testa zigrinata ed organo filettato 170 si inserisce nella feritoia 168 per facilitare il posizionamento in modo variabile dal supporto 161 tra le estremità 170 e 171 della feritoia 168, per consentire la manipolazione sia di pannelli od organi simili a piastre di piccola larghezza sia'di pannelli di grande larghezza.
Come si potrà rilevare, ruote di contatto condotte sono situate all'estremità di entrata della macchina (come illustrato in fig. 2) tra la fessura di entrata 41 e lo sbarramento 48 come anche all'estremità di uscita della macchina tra lo sbarramento 50 e la fessura 42 nonché tra gli sbarramenti 48 e 50, come appare evidente dalla descrizione di cui sopra. Si potrà rilevare che in alcuni casi può essere desiderabile che l'energia elettrica alimentata alle ruote di contatto all'estremità di entrata e di uscita della macchina sia differente dall'energia elettrica applicata alle ruote di contatto nella zona del bagno e che la sorgente di energia separata, come illustrata ad esempio in fig. 8, permetta tale trattamento individuabile persino per singole ruote di contatto.
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Però nella maggior parte dei casi l'energia alimentata alle ruote di contatto nella zona di bagno verrà così regolata che si ottiene la stessa densità di corrente per tutte le ruote di contatto nella zona di bagno. Analogamente, mediante regolazione adeguata, si potrà ottenere una differente densità di corrente nell'area di entrata per le ruote di contatto all'estremità di entrata dell'apparecchiatura e con adeguate sorgenti elettriche si può persino ottenere una differente densità di corrente nell'area di uscita.
La coppa 21 sarà preferibilmente provvista di un filtro (non illustrato) per eliminare da essa sostanze contaminanti e simili. Un esempio di un tipo di filtro adeguato è il filtro amovibile descritto nella domanda di brevetto U.S.A. No. 3 776 800, la descrizione del quale è incorporata nella presente a titolo di riferimento. È anche da rilevare che il liquido di raffreddamento (che generalmente è acqua, ma non è limitato ad acqua), che viene alimentato attraverso i serpentini 27 di scambio di calore, volendo, può essere provvisto di adeguati comandi termostatici (non illustrati).
È già stato fatto prima un accenno al desiderio di costruire le varie parti dell'equipaggiamento, che possono entrare a contatto con la soluzione di elettrolita, o con materiale dielettrico o di rivestire tali componenti nell'equipaggiamento con un rivestimento non conduttivo e si intende che ciò verrà fatto dovunque è possibile a patto che vengano conseguiti i fini della presente invenzione che consistono appunto nell'elettroplaccatura, preferibilmente dall'anodo ai pezzi catodici. Analogamente, dovunque ciò è possibile, verranno utilizzati componenti non metallici come aste di comando, ecc.
È anche da rilevare che il sostegno elastico per le ruote di contatto superiori 110, come illustrato in fig. 9 dei disegni e nelle relative parti della descrizione, è utile non solo per poter accogliere pannelli od altri mezzi W di differenti spessori, ma anche per consentire un funzionamento continuo quando l'elettroplaccatura provoca un accumulo di metallo alla periferia delle parti di contatto delle ruote di contatto 110 e 111.
È da rilevare che, mentre gli anodi qui descritti sono le barre di rame 72 e 76 che si estendono trasversalmente alla macchina si possono impiegare anche altre tecniche per costruire gli anodi. Ad esempio è noto usare cestelli di sfere di rame quali anodi, con i cestelli elettricamente collegati ad una sorgente di energia adeguata, e trasmettere l'energia elettrica da una sfera all'altra mediante contatto adiacente tra le sfere di rame che possono così funzionare quali anodi. Ad esempio un cestello di titanio con più strati di sfere di rame potrebbe essere usato al di 5 sotto del pezzo invece delle barre 72, con un altro cestello di titanio contenente sfere disposto al di sopra del pezzo invece delle barre di rame 76. Un vantaggio di questo sarebbe la facilità di sostituzione delle sfere di rame poiché essi si deteriorano durante il processo di elettroplaccatura, gettando semplicemente io delle sfere supplementari nel cestello invece della necessità di sostituzione delle barre anodiche 76 e 72 forse collocate scomodamente.
Sì comprenderà che si possono utilizzare varie condizioni di trattamento più favorevoli per ottimizzare il processo di elettro-15 deposizione. Ad esempio se si desidera evitare di bruciare le ruote di contatto sui pezzi, l'elettrodeposizione sarà la più uniforme possibile nella deposizione di rame sui pezzi. Per fare ciò si dovrebbe realizzare un alto ritmo di flusso ed un alto ritmo di ripristino dell'elettrolita. Per giunta, mentre si intende che 20 l'essenza della presente invenzione consiste nell'elettrodeposizione generalmente, ove pannelli di circuiti stampati e simili vengono elettroplaccati con rame, si intende che gli anodi sono di rame. Se l'elettrodeposizione si riferisce alla deposizione di rame, il bagno sarà generalmente una soluzione di solfato di ra-25 me, acido solforico ed adeguati e preferiti additivi per conseguire la quantità di ampère desiderata per area della deposizione di rame o della densità applicata. Per conseguire la migliore elettrodeposizione dovrebbero essere controllati anche altri fattori come il ritmo di circolazione e la temperatura del bagno. Inol-30 tre anche altri parametri come la distanza di separazione tra l'anodo ed il catodo dovrebbero essere presi in considerazione e dovrebbero essere stabiliti per i pezzi da elettroplaccare. Inoltre dovrebbe essere presa in considerazione e portata al valore più favorevole l'area relativa tra l'anodo ed il catodo. 35 Da quanto precede appare evidente che varie modofiche possono essere apportate all'invenzione con riguardo ai particolari di costruzione nonché con riguardo all'uso ed al funzionamento dell'apparecchiatura secondo la presente invenzione, il tutto entro lo spirito e l'ambito dell'invenzione come definito 4o nelle seguenti rivendicazioni.
v
6 fogli disegni

Claims (20)

652 758
1. Apparecchiatura per l'elettroplaccatura di pezzi discreti piani, caratterizzata dal fatto che comprende: mezzi che definiscono una zona di contatto liquido (45, 46, 47, 39, 43) di una soluzione di elettrolita (26); mezzi di convogliamento dei pezzi piani discreti (W) attraverso la zona di contatto liquido (45, 46, 47, 39, 43) lungo una traiettoria orizzontale, sommersa nella zona di contatto liquido, e con i pezzi (W) disposti orizzontalmente, elettrodi anodici (72, 76) nella zona di contatto liquido; elettrodi catodici nella zona di contatto liquido; e mezzi per generare un potenziale elettrico tra gli elettrodi anodici (72, 76) e gli elettrodi catodici, i mezzi di convogliamento comprendendo una pluralità di ruote di contatto (110, 111) a comando continuo, disposte lungo la traiettoria e comprendenti uno dei detti elettrodi e mezzi per a) impegnarsi automaticamente ed in serie con i pezzi per trasportarli lungo la loro traiettoria e per liberarli automaticamente ed in serie durante il loro trasporto lungo la detta traiettoria e b) stabilire automaticamente ed in serie un collegamento elettrico di serraggio con i pezzi e staccarli automaticamente ed in serie dal collegamento elettrico durante il loro trasporto lungo la traiettoria.
2. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che le dette ruote (110, 111) sono i catodi.
2
RIVENDICAZIONI
3
652 758
— staccare automaticamente ed in serie le ruote (110, 111) dai pezzi (W) come essi vengono trasportati lungo la traiettoria e contemporaneamente automaticamente ed in serie staccare i pezzi (W) dal collegamento elettrico con le ruote (110, 111) mentre i pezzi (W) vengono trasportati lungo la traiettoria.
3. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che le dette ruote comprendono ruote superiori (110) e ruote inferiori (111) spinte le une contro le altre per afferrare i pezzi (W) trasportati tra di esse, e mezzi (140, 141, 142, 143) per consentire l'allontanamento reciproco delle ruote (110, 111) quando esse accolgano i pezzi (W) tra di esse.
4. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che le dette ruote (110, 111) sono disposte lungo un lato della detta traiettoria, con mezzi di sostegno (161) del pezzo (W) disposti lungo l'altro lato della traiettoria per il sostegno dell'altro lato dei pezzi (W) durante il loro movimento lungo la traiettoria.
5
5. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto che comprende mezzi (167, 168, 170) per il posizionamento variabile dei mezzi di sostegno (161) in differenti punti dalle dette ruote (110, 111) lungo la traiettoria per poter accogliere pezzi (W) di varie larghezze.
6. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto che i mezzi di sostegno (161) comprendono un organo di scorrimento (164) di configurazione ad U (163) per accogliervi i bordi dei pezzi (W) in maniera scorrevole.
7. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che nella zona di contatto liquido (45, 46, 47, 39, 43) sono previsti mezzi combinati sia per agitare che per ripristinare in modo continuo la soluzione di elettrolita.
8. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 7, caratterizzata dal fatto che i detti mezzi combinati comprendono tubi di alimentazione (33, 34) di elettrolita (26) disposti nella zona di contatto liquido (45, 46, 47, 39, 43) al di sopra ed al di sotto della detta traiettoria, con orifici (83) lungo i detti tubi (33, 34), orientati verso la traiettoria.
9. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 7, caratterizzata dal fatto che i detti mezzi combinati comprendono tubi di alimentazione di elettrolita (33, 34) disposti nella zona di contatto liquido lungo la detta traiettoria, con orifici di scarico (83) di elettrolita (26) lungo i detti tubi (33, 34), con mezzi di traboccamento (53) dell'elettrolita disposti in modo da definire un limite superiore per la zona di contatto liquido per lo scarico dell'elettrolita eccedente da esso, con una coppa di raccolta (21) per accogliere l'elettrolita eccedente scaricato dalla zona di contatto liquido e con mezzi (30, 28, 31, 32) per la rimessa in ciclo dell'elettrolita dalla coppa (21) alla zona di contatto liquido.
10
10. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 9, caratterizzata dal fatto che comprende scambiatori di calore (27) nella detta coppa (21) per il raffreddamento dell'elettrolita (26).
11. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che la zona di contatto liquido (45, 46, 47, 39, 43) è provvista di mezzi di alimentazione (33, 34) di elettrolita (26) nella zona di contatto liquido stessa e le ruote di contatto (110, 111) sono disposte lungo un lato della detta traiettoria, con mezzi di riparo (113, 114) che circondano le ruote di contatto (110, 111) separandole dalla parte principale della zona di contatto liquido tranne per una fessura per consentire il passaggio dei pezzi (W), e con mezzi di strofinamento (115, 116) montati lungo la fessura sui mezzi di riparo (113, 114) per impegnarsi in maniera scorrevole e strofinare lungo i pezzi (W) trasportati lungo la detta traiettoria onde limitare il contatto delle ruote di contatto (110, 111) con l'elettrolita (26) fornito dai mezzi di alimentazione (33, 34).
12. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che la zona di contatto liquido (45, 46, 47, 39, 43) è provvista di uno sbarramento all'estremità di entrata (48) ed all'estremità di uscita (50) della detta traiettoria e lo sbarramento ad almeno una estremità comprende una coppia di rulli girevoli (84, 85) disposti trasversalmente alla traiettoria per consentire il passaggio dei pezzi (W) tra di essi; includendo mezzi (98) per premere elasticamente detta coppia di rulli (84, 85) l'uno contro l'altro per l'impegno a tenuta di pezzi (W) tra di essi, onde limitare il passaggio di elettrolita (26) tra detti rulli (84, 85).
13. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 12, caratterizzata dal fatto che i rulli (84, 85) sono provvisti di mezzi di comando (91, 92, 93, 94, 95, 96, 97) ed il mezzo di comando (91) per uno dei rulli (85) della coppia comprende anche il mezzo (98) per premere la coppia dei rulli (84, 85) insieme.
14. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che le ruote di contatto (110, 111) sono disposte lungo un lato della traiettoria al di sopra ed al di sotto di essa e sono provviste di organi di comando (117, 130, 131, 97) e sono previsti mezzi per l'isolamento fisico (39) degli organi di ca-mondo delle ruote (110, 111) dall'elettrolita (26) nella zona di contatto liquido e mezzi di comando comuni per il collegamento meccanico degli organi di comando ed i mezzi di generazione comprendono mezzi separati (132, 133, 135) di generazione per ogni ruota di contatto (110, 111).
15
20
25
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40
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15. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che gli anodi (72, 76) sono disposti al di sopra ed al di sotto della detta traiettoria nella zona di contatto liquido (45, 46, 47, 39, 43).
16. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 15, caratterizzata dal fatto che gli anodi (72, 76) comprendono barre di rame disposte trasversalmente alla detta traiettoria; includente mezzi di supporto non conduttivi (70, 71, 73, 74, 75) dell'anodo (72, 76) in relazione di supporto a dette barre.
17. Procedimento di elettroplaccatura di pezzi discreti piani (W), uno dopo l'altro in maniera continua, caratterizzato dal fatto di comprendere le fasi di:
— realizzare una zona di contatto liquido (45, 46, 47, 39, 43) di una soluzione di elettrolita (26);
— generare un potenziale elettrico ed alimentarlo alla soluzione (26) attraverso elettrodi (72, 76, 110, 111) disposti nella soluzione;
— convogliare i pezzi (W) attraverso la zona di contatto liquido (45, 46, 47, 39, 43) con un movimento orizzontale mentre i pezzi (W) vengono mantenuti in una posizione orizzontale;
— mentre i pezzi (W) vengono così convogliati attraverso la zona di contatto liquido, portarli a contatto tra ruote di contatto (110, 111) opposte lungo un lato della traiettoria;
impegnare i pezzi (W) automaticamente ed in serie con le ruote (110, 111) mentre i pezzi (W) vengono trasportati lungo la traiettoria e contemporaneamente stabilire automaticamente ed in serie un collegamento elettrico di serraggio tra le ruote (110, 111) ed i pezzi (W);
18. Procedimento secondo la rivendicazione 17, caratterizzato dal fatto che la fase di generazione consiste nel creare un potenziale elettrico in cui le ruote di contatto (110, 111) servono da catodi mentre nel bagno sono predisposti anodi di rame (72, 76).
19. Procedimento secondo la rivendicazione 17, caratterizzato dal fatto di comprendere inoltre la fasi di agitare la soluzione (26) di elettrolita con movimento continuo mentre la soluzione viene contemporaneamente ripristinata mediante alimentazione continua di soluzione di elettrolita alla zona di contatto liquido (45, 46, 47, 39, 43) in punti al di sopra ed al di sotto della traiettoria dei pezzi (W) attraverso la zona stessa e contemporaneamente far traboccare costantemente l'elettrolita dalla zona con successiva alimentazione e rimessa in ciclo dell'elettrolita traboccato.
20. Procedimento secondo la rivendicazione 17, caratterizzato dal fatto che durante la generazione di potenziale elettrico tra gli elettrodi si applica separatamente una carica ad ogni ruota di contatto (110, 111).
Nella tecnica anteriore è ben noto di elettroplaccare oggetti come pannelli, piastre da usarsi come pannelli di circuiti stampati, e vari pezzi in generale, con tecniche di immersione in vasche di tipo discontinuo. Ove considerazioni di tempo e la continuità della produzione non rivestano un'importanza critica, tali tecniche sono eminentemente desiderabili.
È anche noto di elettroplaccare singoli articoli trascinandoli attraverso una soluzione di elettrolita, generalmente serrando gli articoli a mano dal di sopra per mezzo di linguette od estremità di piastre che sporgono in alto dalla soluzione di elettrolita. Ciò comporta gli inconvenienti che è necessaria un'attività manuale e che inoltre le linguette sporgenti non vengono elet-troplaccate.
Sono state concepite altre tecniche per l'elettroplaccatura continua, ad esempio di fogli allungati di materiale sostanzialmente continuo, in cui però non si riscontrano i problemi di dover stabilire ed interrompere un collegamento elettrico con il materiale da elettroplaccare. Tali tecniche veramente non si riferiscono al problema di elettroplaccatura continua in un bagno elettrolitico, di pezzi planari singoli o discreti, di alimentazione automatica senza inserzione e disinserzione manuale e di buon collegamento elettrico e meccanico mentre i pezzi vengono trasportati attraverso il bagno.
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