CH671394A5 - - Google Patents

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CH671394A5
CH671394A5 CH2579/86A CH257986A CH671394A5 CH 671394 A5 CH671394 A5 CH 671394A5 CH 2579/86 A CH2579/86 A CH 2579/86A CH 257986 A CH257986 A CH 257986A CH 671394 A5 CH671394 A5 CH 671394A5
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CH
Switzerland
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process according
group
dihydroxy
iii
solvent
Prior art date
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CH2579/86A
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Inventor
Franca Bigi
Giovanni Casiraghi
Giuseppe Casnati
Giovanni Sartori
Original Assignee
Consiglio Nazionale Ricerche
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Description

DESCRIZIONE La presente invenzione si riferisce ad un processo per la preparazione di para-chinoni e composti correlabili di formula generale (I)
R
nella quale A rappresenta un anello aromatico, o un anello ete-roaromatico a 5-6 membri, mentre Ri, R2, R3, R4 o Rs, che possono essere uguali o diversi tra loro, rappresentano idrogeno, alchile, arile, idrossile, alcossile oppure un nitrogruppo; inoltre Ri + R2, o R2 + R3, 0 R3 + R4, possono formare un ulteriore sistema ciclico, parzialmente o totalmente insaturo,or-
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tocondeiisato sull'anello benzenico, a partire da idrochinoni o altri composti aromatici, e da acidi bicarbossilici attivati, preferibilmente sotto forma di dicloruri.
In particolare l'invenzione riguarda la preparazione, in un solo stadio, e di vasta applicabilità, di 9,10-antrachinoni, e analoghi composti, mediante reazione di convenienti idrochinoni (o altri substrati aromatici) aventi almeno le posizioni 2, 3 libere, con dicloruri di acidi bicarbossilici in presenza di un catalizzatore costituito da un alogenuro metallico, in solventi di media polarità.
I para-chinoni così preparati trovano svariate e interessanti applicazioni. L'uso più importante dell'antrachinone è nella produzione di intermedi per la preparazione di pigmenti coloranti, vedi Kirk-Othmer — Encyclopedia of Chemical Technology, voi. 8, p. 212-279 — John Wiley and Sons — N.Y. 1979.
L'antrachinone trova inoltre impiego nel processo di isomerizzazione di oli vegetali [V. Sarzf, Indian J. Appi. Chem. 22, 146 (1909)] e come acceleratore in processi elettrochimici [S. Katz, Brit. Pat. 1 029 686 (General Motors Corp.)].
Gli alchilantrachinoni vengono utilizzati nel ciclo di produzione dell'acqua ossigenata (W.S. Schumb, Hydrogen Peroxide, ACS Monograph No. 128, Reinhold Publishing Corp., 1955, p.77).
Gli aminoantrachinoni trovano impiego nella sintesi di pigmenti coloranti e fungono da stabilizzatori di resine polistireni-che fotodegradabili [K. Nakamura, Kobunshi, Ronbushu 31, 373 (1974); Chem. Abstr., 81, 1365804 (1974)].
Gli idrossiantrachinoni sono ampiamente utilizzati nella preparazione di pigmenti coloranti e come antiossidanti per oli lubrificanti [F. Oberender, Ger. Pat. 2 230 754 (Jan, 25, 1973) (Texaco Development Cor.)].
Una classe del tutto particolare di antrachinoni idrossilati è costituita da l,4-diidrossi-9,10-antrachinoni variamente sostituiti che rappresentano la struttura base delle antracicline antitumorali [F. Arcamone, Doxorubicin Anticancer Antibiotics, Médicinal Chemistry, Academic Press, 1981; S. Penco, La Chimica e l'Industria, V. 65, n. 5, 359 (1983)].
I metodi finora usati nella sintesi del 9,10-antrachinone si basano su quattro vie fondamentali. La prima è costituita dall'ossidazione dell'antracene con vari agenti ossidanti quali bicromati, acido nitrico, cloro, ossigeno molecolare e ozono [T. James, U.S. 2 865 933 (Koppers, Co.); L. Mahoney, U.S.
3 458 538 (Ford Motor Co.); L. Hutchings, U.S. 3 510 498 (Great Lakes Carbon Corp.); Calderazzo U.S. 3 642 838 (American Cyanamid Co.); H. Yasui, Japn. Kokai, 75 108 254 (Nippon Steel Chemical Co.); Ital. Pat. 869 293 (A.C.N.A.
S.p.A.)].
II secondo metodo si basa sull'acilazione del benzene con anidride ftalica in presenza di cloruro di alluminio per dare acido ortobenzoilbenzoico, il quale viene ciclizzato in un secondo stadio ad antrachinone, in un mezzo costituito da un acido pratico, quale acido solforico conc., acido polifosforico o acido fluoridrico [H. Stone, U.S. 1 656 575 (E.C. Klipstein adn Sons Co.)].
L'antrachinone può essere sintetizzato inoltre per reazione di Diels-Alder tra 1,4-naftochinone e 1,3-butadiene a 100-110 °C in autoclave, seguita da ossidazione all'aria del tetraidroan-trachinone così ottenuto [K. Sakuma, Ger. Offer. 2 460 922 (Nippon Stec. Chemical Co.)].
Una nuova preparazione del 9,10-antrachinone è stata riportata recentemente e si basa sull'ossidazione dell'indano ottenuto per dimerizzazione dello stirene [H. Armbrust, U.S. 3 764 631 (Badische Aniline und Soda Fabrik); H. Armbrust, U.S. 3 714 240 (Badische Aniline und Soda Fabrik); H. Engelbach, Ger. 2 314 695 (BASF)].
La sintesi attraverso l'anidride ftalica può essere usata anche nella preparazione di 2-alchil-antrachinoni, ma le drastiche condizioni operative (alta temperatura e mezzi estremamente acidi) conducono a uno scarso controllo regiochimico e a isomerizzazioni quando si usano aromatici recanti lunghe catene di atomi di carbonio (C.A. Thomas, Arihydrous Aluminium Chloride in Organic Chemistry, A.C.S. Monograph No. 87, Rein-hold Publishing Corp., N.Y. 1941).
I metilantrachinoni possono essere altresì preparati a partire da 1,4-naftochinoni e metilbutadiene secondo la reazione di Diels-Alder [H. Koehl, Ger. Pat. 2 162 949 (BASF)].
Vari idrossiantrachinoni sono preparati secondo la via ftalica e secondo la reazione di Diels-Alder [F. Arcamone, Doxorubicin Anticancer Antibiotics, Médicinal Chemistry, Academic Press, 1981; S. Penco, La Chimica e l'Industria, 65, 359 (1983)].
Occorre tuttavia rilevare che i procedimenti sopra indicati soffrono di notevoli limitazioni, soprattutto perchè le condizioni di reazione, generalmente drastiche, escludono la possibilità di ottenere con rese economicamente valide parachinoni recanti gruppi sostituenti che, nelle predette condizioni di reazione, subiscono isomerizzazioni o racemizzazioni, quando addirittura non si verifichi una degradazione spinta dei prodotti finali.
Scopo pertanto della presente invenzione é quello di fornire un metodo per la produzione di parachinoni e composti corre-labili dotato di ampia applicabilità, diretto e relativamente semplice e blando, caratterizzato da buone rese, elevate selettività, controllo regiochimico e stereochimico, operante infine con catalizzatori e solventi economici e facilmente reperibili sul mercato.
Questo e altri scopi che appariranno più evidenti al tecnico del settore dalle descrizioni seguenti, sono raggiunti, secondo la presente invenzione, mediante un processo per la sintesi di pa-ra-chinoni I caratterizzato dal fatto che acidi bicarbossilici attivati, preferibilmente sotto forma di dicloruri acilici II
COCl
COCl
R
dove A e R5 assumono i significati sopra precisati, vengono fatti reagire con un substrato aromatico di formula generale III
R 4
dove R1, R2, R3, R4 hanno i significati già precisati, in rapporto sostanzialmente stechiometrico, a temperature comprese tra 80 e 120°C, preferibilmente a 100°C circa, in presenza di un alogenuro metallico da scegliersi tra alogenuri di metalli del III o IV gruppo del sistema periodico o di metalli di transizione, preferibilmente cloruro o bromuro di alluminio anidri, in ragione di 2-3 moli equivalenti rispetto al composto aromatico III, in mezzo mediamente polare quali nitrobenzene, nitrometano e tetra-cloroetilene.
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Le concentrazioni della specie III nel solvente non sono discriminanti e possono variare nell'intervallo tra il 5 e il 30% in peso. Si ottiene così, secondo il presente metodo, la sintesi selettiva diretta di para-chinoni attraverso una (apparente) bisaci-lazione di due carboni limitrofi dell'anello aromatico con minimizzazione dei Prodotti di attacco all'ossigeno.
Solventi efficaci si sono dimostrati i composti aprotici mediamente polari quali nitroderivati (nitrobenzene, nitrometano), idrocarburi polialogenati (tetracloroetilene).
I tempi di reazione sono variabili in ragione delle temperature di esercizio nonché della reattività dei substrati scelti; in pratica, a 100°C, tempi compresi fra 10 minuti e 1 ora sono sufficienti per portare a compimento il processo. L'agitazione della massa di reazione è opportuna ai fini di un'efficienza maggiore. Va inoltre sottolineato che le condizioni operative dell'intero processo sono particolarmente blande e che la reazione procede con totale mantenimento di chiralità quando si usino reagenti otticamente attivi.
Secondo una forma di attuazione particolarmente preferita, il processo oggetto della presente invenzione viene realizzato sciogliendo in via preliminare l'acido di Lewis (in ragione di 2-3 moli per mole di substrato aromatico III) nel solvente, aggiungendo alla soluzione il substrato III, eventualmente sciolto anch'esso nello stesso solvente e scaldando il tutto a una temperatura dell'ordine di 100°C. Dopo circa 5-20 minuti di agitazione a detta temperatura si aggiunge gradualmente il dicloruro II, sciolto nello stesso solvente, e con velocità tale da mantenere la temperatura attorno a 100°C senza ulteriore riscaldamento esterno. Terminata l'aggiunta si agita ancora — sempre alla 5 stessa temperatura — per circa trenta minuti, si lascia raffreddare la massa a temperatura ambiente e la si spegne con un eccesso di soluzione acquosa satura di acido ossalico. La miscela viene estratta più volte con dietiletere, e gli estratti riuniti vengono seccati su Na2SC>4 anidro.
io L'evaporazione del solvente a pressione ridotta fornisce il prodotto grezzo che viene separato dai composti di partenza non consumati per cristallizzazione da solventi opportuni o per normale cromatografia su silice.
Si è già accennato al fatto che le concentrazioni non sono ìs critiche. Nella procedura preferenziale qui sopra descritta la concentrazione della soluzione iniziale dell'acido di Lewis (per esempio di AICI3) nel solvente (per esempio nitrobenzene) può variare dal 5 al 20% in peso/volume; quelle del substrato aromatico III e del dicloruro II possono variare tra il 10 e il 30% 20 in peso/volume.
Come già si è accennato, la nota formazione di antrachinone da acido orto-benzoilbenzoico avviene soltanto in condizioni drastiche, per intervento di agenti fortemente protonanti. Studi cinetici sul comportamento dell'acido ortobenzoilbenzoico in 25 presenza di tali agenti hanno portato a formulare un meccanismo così riassumibile:
SCHEMA 1
COOH
dove HA è acido fluoridrico, polifosforico o solforico: si veda al riguardo M.S. Newman et al., J. Am. Chem. Soc. 67, 704 (1945); R.J. Downing et al., ibid. 84, 4956 (1962); D.S. Noyce et al., J. Org. Chem. 30, 1896 (1965).
60 L'aspetto sorprendente della presente invenzione è costituito, come già si è detto, dalle condizioni di reazione particolarmente blande, con tutti i vantaggi di regiospecificità e di ritenzione di chiralità che ne derivano, vantaggi sconosciuti ove si operi secondo le tecniche note per l'ottenimento di antrachinoni 65 e analoghi.
L'interpretazione che può essere data della reazione qui rivendicata, sulla base dei risultati sperimentali, è quella che prevede la formazione di intermedi reattivi IV:
5
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X Y
(dove A e R5 hanno i significati sopra precisati, mentre X è alogeno, alcossile e arilossile, e Y è alogeno, alcossile o arile) che traggono origine a) dalla trasposizione dei prodotti di mo-noacilazione, analoga a quella ipotizzata nello Schema 1, oppure b) dalla reazione di dicloroftalidi, o dialcossiftalidi, di formula V
(dove A e R5 hanno i significati sopra precisati, mentre ZeZ', uguali tra loro, rappresentano cloro o alcossile) con i substrati 15 aromatici III. Le reazioni a) e b) possono essere illustrate dallo Schema 2, che utilizza a titolo di esempio due specifici composti di partenza, vale a dire il dicloruro dell'acido ftalico [o la rispettiva dicloroftalide, vedi A. Kirpel et al., Ber. 68, 1330 (1935)], e 1' 1,4-dimetossibenzene:
SCHEMA 2
a)
b)
COCl
COCl
OCH
COCl
Alci,
COCl
Alci,
OCH.
ci CI
OCH,
K. Alci,
^ 3
ci OCH
(VI)
OCH
CI OCH
0 OCH
(vi )
Alci,
H
OCH
L'intermedio VI non è risultato isolabile, ma lo Schema 2 è 55 confortato dal fatto che, se la reazione fra il dicloruro dell'acido ftalico e 1 ' 1,4-dimetossibenzene viene condotta — a parità di altre condizioni — a bassa temperatura (25 °C) e per tempi brevi (5 minuti), non si ottengono prodotti antrachinonici ma si isolano due composti ai quali sono state assegnate le strutture 60 VII e VIII:
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6
OCH
TABELLA
Strutture dei prodotti ottenuti nei vari esempi
Esempio No.
Prodotto
(VII) io
H CO
H
3
25
(Vili)
35
La formazione del composto VII (l-(4-metossifenossi)-l--(2,5-dimetossifenil)-isobenzofuranone-3) può attribuirsi all'attacco della cloroftalide VI all'ossigeno d'un gruppo metossilico; quella del composto VIII (l,l-di(2,5-dimetossifenil)-isobenzofu-ranone-3) all'attacco della stessa cloroftalide a un carbonio nucleare del dimetossibenzene. Ora, per riscaldamento di VII nelle condizioni del presente procedimento si ottiene 1' 1,4-diidrossi--9,10-antrachinone con resa quantitativa, attraverso un'acila-zione intramolecolare favorita dalla rottura di un legame C-O e dal conseguente distacco di un buon gruppo uscente (il p-me-tossifenolo); nel caso di VIII si dovrebbe avere la rottura d'un legame C-C, sfavorita dal punto di vista energetico: e in realtà Vili non risulta trasformabile in l,4-diidrossi-9,10-antrachinone.
Rientra pertanto nella presente invenzione anche un procedimento per la preparazione di para-chinoni I a partire da intermedi isolati di tipo IV e V; e rientrano nell'invenzione intermedi di questo stesso tipo, allorché siano nuovi.
L'invenzione verrà ora più precisamente descritta nei seguenti esempi, dati peraltro a semplice titolo illustrativo.
Nella Tabella sono riportate le strutture dei prodotti sintetizzati nei vari esempi.
0 OH
0 OH
60
o
7
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TABELLA (continuazione)
Strutture dei prodotti ottenuti nei vari esempi Esempio No. Prodotto
OH
OH
OH
OH
OH
0
Esempio 1
A 26,6 g (0,2 moli) di AICI3 anidro in 300 mi di nitrobenzene si aggiungono, a temperatura ambiente e sotto leggero flusso di azoto secco, 7,2 g (0,2 moli) di benzene. Si scalda a 100°C; dopo quindici minuti di agitazione a questa temperatura si addizionano 20,2 g (0,1 moli) di dicloruro dell'acido ftalico sciolti in 100 mi di nitrobenzene, nel corso di circa 20 minuti. Si porta il volume della soluzione a 500 mi con nitrobenzene e si mantiene la temperatura a 100°C sotto agitazione per 30', quindi si raffredda la massa di reazione e vi si aggiungono sotto intensa agitazione 300 mi di soluzione acquosa satura di acido ossalico. Si estrae tre volte con 200 mi alla volta di etere etilico e gli estratti combinati sono seccati su NajSCU anidro. Il solvente viene rimosso a pressione ridotta e il prodotto purificato per cristallizzazione da toluene. Si ottengono 17,7 g (resa 85%) di 9,10-antrachinone (1), p.f. 285°C (lett. 286°C, EtOH).
Esempio 2
Secondo le stesse modalità dell'Esempio 1, ma usando 11,0 g (0,1 moli) di idrochinone e 20,1 g (0,1 moli) di diclóruro dell'acido ftalico, si ottengono 15,6 g (resa 65%) di 1,4-diidros-
si-9,10-antrachinone (2), p.f. = 199°C (lett. 200-202°C EtOH).
Esempio 3
Secondo le stesse modalità dell'Esempio 1, ma usando 12,4 g (0,1 moli) di 2-metil-idrochinone e 20,2 g (0,1 moli) di dicloruro dell'acido ftalico, si ottengono 15,7 g (resa 62%) di 2-me-til-1,4-diidro-9,10-antrachinone (3), p.f. = 177-178°C (lett. 178-179°C EtOH).
Esempio 4
Seguendo le stesse modalità dell'Esempio 1, ma usando 11,0 g (0,1 moli) di idrochinone e 20,3 g (0,1 moli) del dicloruro dell'acido 3,4-piridin-dicarbossilico, si ottengono 14,5 g (resa 60%) di 6-aza-l,4-diidrossi-9,10-antrachinone (4), p.f. = 174--176°C (EtOH). Il composto è stato caratterizzato come segue:
IR (KBr, cm'1):
2918, 1722, 1618, 1441, 1259, 1211, 792, 761.
'H-NMR (CDCI3, 5):
7,38 (s, 2H, H-2 e H-3); 8,12 (d, IH, H-8, J = 5,0 Hz); 9,13 (d, IH, H-7, J = 5,0 Hz); 9,62 (s, IH, H-5); 12,66 (s, IH, OH); 12,79 (s, IH, OH).
MASSA (m/e, intensità relative %):
241 (100), 213 (10), 185 (9), 171 (9), 102 (12).
UV (EtOH):
X 206, 230, 259(s), 296, 463(fl), 488, 522(s)
e 14580, 17951, 7749, 5440, 4065, 4421, 3174.
Esempio 5
Con un procedimento analogo a quello dell'Esempio 1, ma usando 11,0 g (0,1 moli) di idrochinone e 24,7 g (0,1 moli) del dicloruro dell'acido 4-nitro-ftalico, si ottengono 21,4 g (resa 75%) di 6-nitro-l,4-diidrossi-9,10-antrachinone (5), p.f. = 226--228°C (EtOH). Il composto è stato caratterizzato come segue:
IR (KBr, cm~'):
1625, 1598, 1528, 1440, 1330, 1238, 1205, 1145, 1790, 762.
'H NMR (CDCI3, S):
7,42 (s, 2H, H-2 e H-3); 8,5-8,7 (m, 2H, H-7 e H-8); 9,16 (d, IH, H-5, J = 1,7 Hz); 12,75 (s, IH, OH); 12,78 (s, IH, OH).
MASSA (m/e, intensità relative %):
285 (100), 255 (10), 239 (27); 227 (10), 211 (28), 183 (24), 127 (26).
UV (EtOH):
X 253, 260, 264, 319, 469(fl), 495, 530(fl)
s 18104, 18638, 17745, 2686, 6140, 6782, 4254.
Esempio 6
Con un procedimento analogo a quello dell'Esempio 1, ma usando 11,0 g (0,1 moli) di idrochinone e 19,2 g (0,1 moli) del dicloruro dell'acido 3,4-furandicarbossilico si ottiene, con resa del 40%, 1'1,4-diidrossi-c-furano-naftochinone (6), p.f. = 163--165°C. II composto è stato caratterizzato come segue:
IR (KBr, cm~'):
3094, 2900, 1665, 1515, 1274, 1120, 857, 840.
'H NMR (CDCh, 6):
7,28 (s, 2H, H-5 e H-7); 8,25 (s, 2H, H-2 e H-3); 12,79 (s, 2H, OH).
MASSA (m/e, intensità relative %):
230 (100), 184 (10), 147 (55), 122 (80), 107 (75).
UV (EtOH):
X 206, 223, 285, 438, 448, 465(s), 477(s)
e 7858, 8638, 1814, 2401, 2382, 1922, 1491.
Esempio 7
Secondo le modalità dell'Esempio 1, ma usando 12,4 g (0,1 moli) di 2-metil-idrochinone e 19,2 g (0,1 moli) del dicloruro dell'acido 3,4-furan-dicarbossilico, si ottengono 10,2 g (resa 42%) di 2-metil-l,4-diidrossi-c-furanonaftochinone (7), p.f. = 150-151°C. Il composto è stato caratterizzato come segue:
5
10
15
20
25
30
35
40
45
50
55
60
65
671 394
IR (KBr, cm'1):
3100, 2910, 1670, 1609, 1522, 1283, 1222, 1130, 864, 848.
'H NMR (CDCh, h):
2,34 (d, 3H, At-CH3, J = 1,1 Hz); 7,54 (s, 2H, H-5 e H-7); 8,21 (d', IH, H-3, J = 1,1 Hz); 12,81 (s, IH, OH); 13,20 (s, IH, OH).
MASSA (m/e, intensità relative %):
244 (50), 184 (10), 147 (100), 119 (38).
UV (EtOH):
X 207, 248(s), 254(fl), 440, 448, 468(s), 478(s)
e 17492, 7692, 7571, 2342, 2428, 1935, 1500.
Esempio 8
Con un procedimento analogo a quello dell'Esempio 1, usando 11,0 g (0,1 moli) di 1,2-diidrossibenzene e 20,2 g (0,1 moli) del dicloruro dell'acido ftalico, si ottengono 13,2 g (resa 55%) di l,2-diidrossi-9,10-antrachinone (8), p.f. = 288-289°C (lett. 288-289°C EtOH).
Esempio 9
Con un procedimento analogo a quello dell'Esempio 1, ma usando 16,4 g (0,1 moli) di l,4-diidrossi-5, 6, 7, 8-tetraidrona-ftalene e 20,2 g (0,1 moli) di dicloruro dell'acido ftalico, si ottengono 33,7 g (resa 88%) di 7, 8, 9, 10-tetraidronafta-5,12-an-tachinone (9), p.f. = 194-196°C (EtOH).
Esempio 10
Secondo il procedimento dell'Esempio 1, usando 16,0 g (0,1 moli) di naftoidrochinone e 20,2 g (0,1 moli) di dicloruro dell'acido ftalico, si ottengono 15,9 g (resa 55%) di nafto-5,12-an-trachinone (10), p.f. = 214-216°C (EtOH).
Esempio 11
Con un procedimento analogo a quello dell'Esempio 1, usando 12,8 g (0,1 moli) di naftalina e 20,2 g (0,1 moli) di dicloruro dell'acido ftalico, si ottengono 23,2 g (resa 85%) di benzo [ a ] antracene-7,12-dione (11), p.f. 168-170°C (lett. 169 °C).
Esempio 12
Con un procedimento analogo a quello dell'Esempio 1, u-sando 25,0 g (0,1 moli) di (-)-7-acetil-7-ossi-l,4-dimetossitetraIi-na e 20,2 g (0,1 moli) del cloruro dell'acido ftalico, si ottengono 29,9 g (resa 85%) di (-)-4-dimetossi-7-deossidaunomicinone (11), p.f. 210°C. [ a lg1 = -19° (c = 0,09 g/100 mi di EtOH/ /CHCI3 1/1).
Esempio 13
Con un procedimento analogo a quello dell'Esempio 1,
usando 10,8 g (0,1 moli) di anisolo e 20,2 g (0,1 moli) di dicloruro dell'acido ftalico, si ottengono 19,0 g (resa 60%) di 2-me-tossi-9,10-antrachinone (13), p.f. 195-197°C.
Esempio 14 (Isolamento di intermedi)
Alla soluzione di 0,2 moli di AICI3 in 300 mi di nitrobenzene, a temperatura ambiente, si aggiungono 0,1 moli di 1,4-di-metossibenzene sciolte in 100 mi di nitrobenzene e poi, a circa 20°C e rapidamente, 0,1 moli di dicloruro dell'acido ftalico. Si agita per 5 minuti a 25 °C, poi si aggiunge di colpo una soluzione acquosa satura di acido ossalico. Dopo le consuete estrazioni con etere etilico si ottiene una fase organica che viene essiccata su Na2SÛ4. Si elimina il solvente sotto vuoto; il residuo viene crómatografato su gel di silice (eluente: esano/etilacetato 1/1). Si ottengono i composti VII e Vili con resa rispettivamente del 40% e del 30% sul dimetossibenzene. Il composto VII (PM = 392) è stato sottoposto a spettroscopia di massa, con i seguenti risultati (m/e, intensità relative): 392 (15), 269 (10), 255 (8), 165 (6), 137 (5), 123 (5).
Per trattamento con A1C13 in nitrobenzene (100°C, 20 minuti) esso si trasforma quantitativamente in l,4-diidrossi-9,10-antrachinone (2).
Il composto VIII (PM = 406), struttura proposta:
OCH
H CO'
OCH
O
è stato caratterizzato come segue:
'H NMR (CDCh, 8):
3,46 e 3,70 (12H, OCH3); 6,85 (s, 4H, H-3', H-4', H-3' ', H-4"); 6,90 (s, 2H, H-6' e H-6"); 7,48 e 7,60 (2t, 2H, H-4 e H-5, J = 9,0 Hz); 7,88 (d, 2H, H-3 e H-6, J = 9,0 Hz).
MASSA (m/e, intensità relative %):
406 (100), 375 (6), 347 (29), 331 (20), 269 (40), 239 (19), 211 (20).
8
5
10
15
20
25
30
35
40
45
V

Claims (8)

  1. 671 394
    2
    RIVENDICAZIONI 1. Processo per la preparazione di para-chinoni di formula
    I
    R
    nella quale A rappresenta un anello aromatico, o un anello ete-roaromatico a 5-6 membri, mentre Ri, R2, R3, R4, o R5, che possono essere uguali o diversi tra loro, rappresentano idrogeno, alchile, arile, idrossile, alcossile oppure un nitrogruppo; inoltre, Ri + R2, o R2 + R3, o R3 + R4, possono formare un ulteriore sistema ciclico, parzialmente o totalmente insaturo, ortocondensato sull'anello benzenico caratterizzato dal fatto che substrati aromatici di formula III
    R
    4
    (nella quale Ri, R2, R3 e R4 hanno i significati sopra precisati) vengono fatti reagire con composti reattivi scelti nel gruppo costituito da dicloruri di acidi carbossilici II e da ftalidi di formula IV
    COCl
    COCl
    R
    X Y
    R
    (nelle quali A e R5 hanno i significati sopra precisati, mentre X è alogeno, alcossile o arilossile, e Y è alogeno, alcossile o arile),
    in presenza di alogenuri di metalli scelti nel gruppo costituito dai metalli del III e del IV gruppo del sistema periodico e dai metalli di transizione, in solventi mediamente polari.
  2. 2. Processo secondo la rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto che il rapporto fra i substrati aromatici III e i composti reattivi II (IV) è sostanzialmente stechiometrico.
  3. 3. Processo secondo una delle rivendicazioni 1-2, caratterizzato dal fatto che l'alogenuro metallico viene usato in ragione di 2-3 moli pro mole di substrato aromatico III.
  4. 4. Processo secondo una delle rivendicazioni 1-3, caratterizzato dal fatto che s'impiega un alogenuro metallico scélto nel gruppo costituito da A1C13 e AlBr3 anidri.
  5. 5. Processo secondo una delle rivendicazioni 1-4, caratterizzato dal fatto che s'impiega un solvente scelto nel gruppo costituito da nitrobenzene, nitrometano e tetracloroetilene.
  6. 6. Processo secondo una delle rivendicazioni 1-5, caratterizzato dal fatto che si opera a temperature comprese fra 80 e 120 °C.
  7. 7. Processo secondo una delle rivendicazioni 1-5, caratterizzato dalle seguenti fasi:
    a) si scioglie in via preliminare l'alogenuro metallico nel solvente;
    b) vi si aggiunge il substrato aromatico III, eventualmente sciolto anch'esso nel solvente;
    c) si scalda a circa 100°C la soluzione ottenuta in b);
    d) vi si aggiunge in modo graduale, alla stessa temperatura, il composto reattivo II (IV), eventualmente sciolto anch'esso nel solvente;
    e) al termine della reazione si tratta la miscela ottenuta con un eccesso di soluzione acquosa satura di acido ossalico, e si isolano i prodotti di reazione.
  8. 8. Come nuovo composto ottenuto con un processo secondo una delle rivendicazioni 1-7, scelto nel gruppo costituito da:
    6-aza-l ,4-diidrossi-9,10-antrachinone;
    6-nitro-l ,4-diidrossi-9,10-antrachinone;
    1,4-diidrossi-c-furano-naftochinone;
    2-metil-l,4-diidrossi-c-furanonaftochinone;
    l-(4-metossifenossi)-l-(2,5-dimetossifenil)-isobenzofura-none-3;
    1, l-di(2,5-dimetossifenil)-isobenzofuranone-3.
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