CH694503A5 - Dispositivo di serraggio automatico per impianti funiviari di tipo bifune - Google Patents

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CH694503A5
CH694503A5 CH01548/00A CH15482000A CH694503A5 CH 694503 A5 CH694503 A5 CH 694503A5 CH 01548/00 A CH01548/00 A CH 01548/00A CH 15482000 A CH15482000 A CH 15482000A CH 694503 A5 CH694503 A5 CH 694503A5
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CH
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automatic clamping
joint
springs
elastic means
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CH01548/00A
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Inventor
Ferruccio Levi
Original Assignee
Leitner Spa
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    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B61RAILWAYS
    • B61BRAILWAY SYSTEMS; EQUIPMENT THEREFOR NOT OTHERWISE PROVIDED FOR
    • B61B12/00Component parts, details or accessories not provided for in groups B61B7/00 - B61B11/00
    • B61B12/12Cable grippers; Haulage clips
    • B61B12/122Cable grippers; Haulage clips for aerial ropeways

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  • Engineering & Computer Science (AREA)
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  • Mechanical Engineering (AREA)
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Description

La presente invenzione si riferisce ad un dispositivo di serraggio automatico per impianti funiviari, in particolare per impianti di tipo bifune.
E' ormai uso comune, da alcuni anni, costruire impianti funiviari di tipo monofune, in cui l'unica fune presente nell'impianto è azionabile in traslazione per mezzo di un argano e svolge la duplice funzione di fune portante e fune traente dei veicoli, in particolare telecabine, che transitano sulla linea.
Ciascuna cabina è supportata verso l'alto da una morsa di serraggio della fune, in modo che i veicoli possano essere sostenuti e allo stesso tempo movimentati dalla fune stessa.
Tuttavia, a causa degli sforzi meccanici in gioco, la potenzialità di impianti di questo genere rimane limitata ad un numero relativamente basso di passeggeri che ogni singolo veicolo è in grado di trasportare.
In un impianto bifune, d'altra parte, il peso del veicolo non viene sopportato dalla fune traente attraverso la morsa, ma dalla fune portante; la morsa sopporta invece, oltre agli sforzi di trazione, anche gli sforzi scambiati fra fune traente e fune portante e dovuti al peso della fune traente ed alla sua deviazione, in particolare al passaggio sui sostegni di linea che sono previsti lungo il percorso, quando la fune traente viene sollevata dai rulli di appoggio.
Tali sforzi possono assumere valori relativamente elevati e sono diretti verso il basso.
Inoltre, la forza scambiata tra fune traente e fune portante al passaggio sui sostegni di linea dipende dalla tensione della fune traente e dall'entità del sollevamento al passaggio sui rulli, e raggiunge facilmente valori elevati se la tensione della fune traente è notevole; non potendo ridurre tale tensione, è indispensabile limitare al massimo il sollevamento di cui sopra e ciò pone dei vincoli geometrici particolarmente stringenti.
Per i motivi di cui sopra, anche l'accorgimento di installare due morse, che devono essere necessariamente montate ai due lati del perno della sospensione e a distanza considerevole da esso, al fine di non interferire con questo, non conduce a nessun vantaggio di sorta, poiché costringerebbe ad un sollevamento della fune dai rulli di entità inaccettabile.
Inoltre, tale disposizione comporterebbe un eccessivo ingombro della struttura.
Scopo della presente invenzione è, dunque, quello di ovviare agli inconvenienti tecnici menzionati, ed in particolare quello di realizzare un dispositivo di serraggio automatico per impianti funiviari, che presenti prestazioni di serraggio particolarmente elevate, rispetto all'arte nota, in modo da consentire all'impianto di sostenere cabine a ca pienza elevata, richiedendo, al contempo, una forza di manovra limitata, in quanto il braccio d'azione della leva di apertura risulta quasi raddoppiato, rispetto ai dispositivi tradizionali attualmente in uso.
Altro scopo della presente invenzione è quello di realizzare un dispositivo di serraggio automatico per impianti funiviari, che permetta di ridurre al minimo gli ingombri dell'intera struttura.
Non ultimo scopo dell'invenzione è quello di realizzare un dispositivo di serraggio automatico per impianti funiviari particolarmente sicuro ed affidabile e a costi relativamente contenuti, in virtù dei vantaggi conseguiti.
Questi ed altri scopi, secondo la presente invenzione, vengono raggiunti realizzando un dispositivo di serraggio automatico per impianti funiviari secondo la rivendicazione 1.
Altre caratteristiche della presente invenzione sono definite, inoltre, nelle rivendicazioni successive. Vantaggiosamente, la presenza di un unico dispositivo di serraggio o morsa, secondo la presente invenzione, in un impianto bifune, indipendentemente dal numero di persone trasportate dalle cabine, consente di limitare al massimo l'entità del sollevamento della fune al passaggio sui rulli; inoltre, la struttura aperta e la possibilità di aprire e chiudere la morsa agendo direttamente sulla ganascia mobile, con conseguente misura del momento di serraggio direttamente su tale ganascia, costituiscono caratteristiche tecniche qualificanti, soprattutto dal punto di vista della sicurezza, dell'intero impianto.
Infine, è necessario installare la morsa non troppo distante dal perno della sospensione, ma senza interferire con questa.
Una caratteristica peculiare degli impianti bifune sta nel fatto che la morsa non viene mai in contatto con i rulli di linea, in quanto la fune traente viene sollevata dalla morsa al passaggio sui rulli, al fine di consentire le oscillazioni trasversali, che avvengono rispetto ad un asse posto alla quota della fune portante: le oscillazioni laterali comportano, quindi, uno spostamento trasversale della morsa rispetto ai rulli, che non sarebbe possibile senza un sollevamento; di conseguenza, la sagomatura delle ganasce non risulta vincolata dalla conformazione dei rulli di linea e le mascelle possono essere costruite con la necessaria rigidità senza problemi di spazio.
Ulteriormente, dato che il sistema bifune a portante unica consente in modo agevole il salvataggio con un sistema aereo, che utilizza la fune traente come fune portante per il carrello di salvataggio, le mascelle sono conformate in modo tale che possano essere scavalcate da tale veicolo.
In definitiva, la morsa si caratterizza per prestazioni tecniche elevate; infatti, poiché l'impianto deve sostenere veicoli a 15-20 posti con una morsa unica, anche rinunciando a pendenze elevate, la morsa deve fornire un serraggio dell'ordine di circa il doppio di quello fornito da morse ed impianti dello stesso tipo attualmente in uso.
D'altra parte, in modo vantaggioso, la forza di manovra resta dello stesso ordine di grandezza, in quanto anche il braccio d'azione della leva d'apertura risulta quasi raddoppiato.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi di un dispositivo di serraggio per impianti funiviari, secondo la presente invenzione, risulteranno maggiormente evidenti dalla descri zione seguente, esemplificativa e non limitativa, riferita ai disegni schematici allegati, nei quali: la fig. 1 mostra una vista parziale, in alzata laterale, di un veicolo dotato di un dispositivo di serraggio automatico, secondo la presente invenzione, e del relativo impianto funiviario; la fig. 2 mostra una vista parziale, in alzata frontale, del veicolo e dell'impianto di fig. 1; la fig. 3 mostra una vista in alzata laterale del dis-positivo di serraggio automatico, secondo la presente invenzione; la fig. 3A mostra una vista schematica in alzata laterale del dispositivo di serraggio automatico di fig. 3, in una prima posizione di funzionamento, vale a dire completamente aperto sulla fune; la fig. 3B mostra una vista schematica in alzata laterale del dispositivo di serraggio automatico di fig. 3, in una seconda posizione di funzionamento, vale a dire completamente chiuso e senza fune; la fig. 4 mostra una vista in pianta del dispositivo di serraggio automatico di fig. 3; la fig. 5 mostra una vista in alzata frontale del dis-positivo di serraggio automatico di fig. 3.
Con riferimento alle fig. 1 e 2, viene mostrato parzialmente un impianto funiviario 11 a due funi, dotato di veicoli 12 che montano un dispositivo di serraggio automatico 14, secondo la presente invenzione. Il dispositivo di serraggio automatico 14 è mostrato in dettaglio nelle fig. 3, 3A, 3B, 4 e 5.
L'impianto 11 comprende una fune portante 16, fissa e supportata da apposite strutture, di per sé note e non mostra te per semplicità di rappresentazione.
L'impianto 11 comprende anche una fune traente 18, disposta per quanto più possibile allineata verticalmente alla fune portante 16 ed azionabile in traslazione mediante un argano, non mostrato.
Anche la fune traente 18 è supportata da apposite strutture, di per sé note e non mostrate.
La fune portante 16 supporta i veicoli 12 mentre la fune traente 18 li aziona in traslazione.
Infatti, sulla fune 16 è scorrevole un carrello 20, realizzato in elementi profilati e resi solidali tra loro, che supporta a sbalzo quattro ruote 22 allineate, ciascuna delle quali è provvista di una gola ove viene alloggiata la fune portante 16.
Il carrello 20 porta superiormente un pattino 24, che permette di rallentare ed arrestare i veicoli 12, oppure di accelerarli fino ad una velocità di sincronismo con la velocità della fune traente 18.
Il pattino 24 lavora accoppiato a rulli folli e/o motorizzati, non mostrati, che sono disposti in corrispondenza delle stazioni in modo di per sé noto.
Il carrello 20 è connesso ad un supporto 201 di un braccio di sospensione 26 del veicolo 12.
Un perno 28 della sospensione 26 è parte integrante del dispositivo di serraggio secondo l'invenzione e presenta un asse, che si sviluppa in senso ortogonale alla direzione del moto ed il cui prolungamento è disposto sostanzialmente sulla stessa linea che interseca l'asse della fune traente 18.
Il braccio di sospensione 26, a sua volta, è articolato ad una barra 30 solidale ad una porzione di tetto del veicolo 12.
Il carrello 20 porta, inoltre, il dispositivo di serraggio automatico o morsa 14, secondo la presente invenzione, che è fissata in corrispondenza dell'estremità inferiore del carrello 20, per mezzo di una coppia di perni 32. La morsa 14 comprende una porzione a piastra o staffa 34 da cui si estendono, in corrispondenza di una prima estremità, due bracci 36, che portano le ganasce 44, 52 articolate fra loro attraverso lo snodo 50.
In corrispondenza di una seconda estremità, opposta alla prima, la morsa 14 presenta una porzione sporgente a squadra, che individua due appendici laterali o ali di supporto 38, 42 collegate attraverso una porzione ingrossata centrale 40; la suddetta porzione ingrossata 40 presenta un foro passante, in cui, all'atto del montaggio del dispositivo 14, viene inserito un perno 28. In pratica, la ganascia fissa 44 è solidale con il perno 28 della sospensione 26 e con l'articolazione fissa delle molle 64, attraverso una coppia di ali solidali anche con il carrello superiore 20. Ciascun braccio 36 presenta anch'esso un'appendice o ala 42, che risulta affacciata all'appendice o ala 38. Le appendici affacciate 38, 42 presentano un foro passante allineato in cui vengono inseriti i perni 32 di fissaggio del dispositivo 14 al carrello 20.
Ognuna delle estremità dei bracci 36 presenta una sede squadrata, ove è fissata tramite viti la ganascia fissa 44, che individua un'apertura 46.
All'interno dell'apertura 46 si inserisce un braccio 48, che è fissato girevolmente ad uno snodo 50 supportato alle estremità dei bracci 36.
Una delle estremità del braccio 48 porta la ganascia mobile 52, mentre un'estremità opposta si estende fino a sovrastare la staffa 34 ed è fissata, in corrispondenza della porzione terminale, ad uno stelo 54. In pratica il braccio 48 unito allo stelo 54 ed alla ganascia 52 individua una struttura a "S", atta a passare sotto alla ganascia fissa 44 e sopra al perno 28 della sospensione, senza interferire (in posizione di completa apertura) con dei dispositivi fissi di stazione posti sopra allo stesso dispositivo 14 o morsa.
In corrispondenza di un'estremità libera dello stelo 54 è inserito un blocchetto 56, dotato di un'apertura passante 58 di dimensioni considerevoli rispetto alle dimensioni trasversali dello stelo 54, in modo che questo possa oscillare. Lo stelo 54 ed il blocchetto 56 sono tra loro imperniati per mezzo di un perno 60 bloccato mediante una serie di copiglie.
Al blocchetto 56 è solidale un fondello 62 irrigidito e dotato anch'esso di foro passante allineato con l'apertura passante 58 del blocchetto 56, all'interno del quale è inserito lo stelo 54.
In corrispondenza di porzioni opposte del fondello 62 sono poste a battuta due molle 64, che risultano posizionate, dall'altra parte, contro due piastre 66.
Ogni piastra 66, inoltre, è imperniata, in corrispondenza di una articolazione fissa 68, ad una flangia di supporto 70, che risulta fissata al carrello 20 mediante viti o bulloni inseriti in fori 72.
Ciascuna delle molle 64 si avvolge su uno stelo di guida 74, che presenta un'estremità fissata alla piastra 66, mentre l'estremità opposta è bloccata mediante un dado 75 oltre il fondello 62.
Sullo stelo 54, inoltre, è inserito un perno 77 di appoggio ausiliario di sicurezza per il blocchetto 56, in corrispondenza del quale il blocchetto 56 presenta una porzione di bordo sagomata concava, mentre la porzione terminale dello stelo 54 porta un rullo 78, montato su cuscinetti e bloccato, in modo noto, mediante un dado.
Come è evidente in particolare dalla figura 3, lo snodo 50 tra le ganasce 44, 52 della morsa 14 è previsto da parte opposta rispetto allo stelo 54 ed al rullo 78 ad esso collegato, mentre le stesse ganasce 44, 52 sono disposte tra 10 snodo 50 e lo stelo 54.
In tal modo, la ganascia 52, incernierata con il braccio 36, risulta reciprocamente imperniata alla ganascia 44 in una porzione di morsa 14, che è rivolta verso il basso. Ambedue le ganasce 44, 52, in posizione operativa, sono rivolte verso l'alto.
11 funzionamento del dispositivo di serraggio automatico o morsa 14 per impianti funiviari 11, secondo l'invenzione, è sostanzialmente il seguente.
La morsa 14 è fissata sospesa al carrello 20, mentre l'estremità del carrello 20 è inserita nel vano individuato tra la staffa 34 e le appendici o ali 38, 42, accoppiate e bloccate mediante i perni 32; allo stesso modo le flange 70 sono fissate al carrello 20 mediante le viti o bulloni 72. Inoltre, il perno 28 della sospensione 26, che realizza l'articolazione del braccio di sospensione 26 al carrello 20, è inserito nel foro passante della porzione ingrossata 40 del dispositivo 14.
Durante il funzionamento, la morsa 14 può assumere due differenti configurazioni di lavoro: in una prima configurazione, mostrata in figura 3, la morsa 14 è chiusa ed affer ra la fune traente 18.
In questa configurazione, le molle 64 premono il fondello 62 e questo, attraverso il blocchetto 56 ed il perno 60, esercita sullo stelo 54 una sollecitazione che aziona la ganascia mobile 52, rispetto alla ganascia fissa 44, in modo da serrare la fune 18.
La forza delle molle 64 si trasmette direttamente fra ganascia fissa 44 e ganascia mobile 52, che, per motivi costruttivi, è suddivisa in due pezzi rigidamente solidali; lo sforzo nominale di serraggio è semplicemente il prodotto dello sforzo delle molle per il rapporto dei bracci 36, 48 rispetto allo snodo 50 tra le ganasce 44, 52.
In caso di variazione del diametro della fune 18 rispetto al valore nominale, i punti posti in corrispondenza dello snodo 50 e dell'articolazione fissa 68 restano fissi, mentre il perno 60 si sposta; il cinematismo è tale per cui alla variazione di lunghezza della molla 64 corrisponda una variazione del braccio tale da mantenere sensibilmente costante il prodotto sforzo * braccio per un'ampia escursione del diametro reale della fune 18. In tal modo si assicura sempre un serraggio sufficiente senza tuttavia che siano necessari sovradimensionamenti delle molle 64 e degli organi ad esse collegati.
L'ulteriore corsa libera del cinematismo nel senso della chiusura delle ganasce 44, 52 è garantita dalla corsa ancora disponibile sullo stelo di guida 74 prima della battuta contro l'arresto posto sul fondello 62; inoltre, questo è previsto in una posizione tale da intervenire prima che la ganascia mobile 52 nel suo movimento di chiusura vada ad interferire con qualsiasi componente fisso.
L'apertura della ganascia 52 avviene agendo mediante una guida di stazione sul rullo 78; in effetti, in corrispondenza di ciascuna stazione dell'impianto funiviario 11, la morsa 14 viene aperta, in modo che la fune traente 18 possa scorrere rispetto alle ganasce 44, 52, grazie all'azione di una guida (non mostrata nelle figure) che si accoppia con il rullo 78.
Data la caratteristica del cinematismo lo sforzo da applicare sul rullo 78, che è diretto verso l'alto, è dapprima leggermente crescente a causa della compressione delle molle 64; raggiunto un certo massimo comincia poi a calare poiché comincia a prevalere l'effetto della diminuzione dell'angolo avente vertice in 60 e come lati i segmenti che uniscono, rispettivamente, le articolazioni 50, 60 e 60, 68.
Nel caso in cui il cinematismo sia tale da non raggiungere mai il punto morto, condizione preferibile per il funzionamento, ma non per questo limitativa per gli scopi dell'invenzione, lo sforzo sul rullo 78 si mantiene sempre nettamente positivo.
Questa legge di variazione dello sforzo rappresenta la soluzione ottimale per quel che riguarda le sollecitazioni dinamiche all'ingresso in stazione, il comfort dei passeggeri e l'usura degli organi meccanici; viene infatti ottimizzato anche il lavoro totale necessario per l'apertura dello snodo 50.
In seguito all'accoppiamento guida-rullo, lo stelo 54 ruota intorno allo snodo 50, secondo la direzione individuata dalla freccia F, mentre il fondello 62 scorre lungo gli steli 74 rimanendo allineato con questi, ed oscilla rispetto ai perni 68.
La rotazione dello stelo 54 provoca anche la rotazione de gli steli 74, mentre il fondello 62 comprime la molla 64, in modo tale da aprire la ganascia mobile 52, rispetto alla ganascia fissa 44.
Lo sforzo verticale applicato al rullo 78 di apertura viene contrastato dal peso proprio del veicolo 12 e va quindi a ridurre la reazione verticale delle ruote 22 del carrello 20 sulla rotaia di stazione; le componenti orizzontali e squilibranti vengono contrastate dal sistema di guide di stazione, la cui posizione può variare da un impianto all'altro.
Al termine dell'apertura, dopo che la fune 18 è sicuramente uscita dalle ganasce 44, 52, la guida di stazione ritorna verso il basso consentendo allo snodo 50 di richiudere gradualmente la morsa 14 sotto la spinta delle molle 64. Lo snodo 50 percorre quindi la stazione in posizione di riposo, con le molle 64 a fine corsa contro l'arresto sul fondello 62 e quindi senza sforzi nel cinematismo.
Quando, in fase di uscita da una stazione dell'impianto 11, la guida fa abbassare lo stelo 54, le molle 64 contribuiscono a chiudere la morsa 14 e successivamente ne garantiscono una consistente forza di serraggio.
In pratica, l'apertura e/o la chiusura del dispositivo 14 viene comandata direttamente sullo stelo 54, direttamente collegato alla ganascia mobile 52. La manovra diretta garantisce sempre l'apertura forzata della morsa, indipendentemente da ogni guasto del cinematismo, soddisfacendo così ad un essenziale requisito di sicurezza.
La configurazione della morsa 14 appena descritta permette di sopportare gli sforzi scambiati fra fune traente 18 e fune portante 16 e dovuti al peso della fune traente 18 ed alla sua deviazione, in particolare al passaggio sui soste gni di linea quando la fune traente 18 viene sollevata dai rulli di appoggio 78. Tali sforzi possono assumere un valore relativamente elevato e sono diretti verso il basso; dunque, risulta indispensabile montare la morsa 14 a rovescio, rispetto alle morse attualmente in uso, facendo entrare la fune traente 18 dall'alto.
Inoltre, in questo modo, la sagomatura delle ganasce 44, 52 non è vincolata alla conformazione dei rulli di linea 78 e quindi i bracci 36, 48 delle suddette ganasce 44, 52 possono essere costruiti con la necessaria rigidità senza problemi di spazio.
Infine, la particolare conformazione dei bracci 36, 48 si rende necessaria, in modo che gli stessi possano essere scavalcati da un veicolo di salvataggio, dato che il sistema bifune a portante unica consente in modo abbastanza agevole il salvataggio con un sistema aereo, che utilizza la fune traente 16 come fune portante per un carrello di salvataggio.
La presenza di un'unica morsa 14 per ciascun veicolo 12 dell'impianto 11, la struttura aperta del cinematismo e la possibilità di aprire e chiudere la morsa 14 agendo direttamente sulla ganascia mobile 52 e potendo misurare il momento di serraggio direttamente su tale ganascia mobile 52, risultano caratteristiche fondamentali e qualificanti ai fini della sicurezza dell'intero dispositivo di serraggio.
Come sopra visto, insuperabili vincoli geometrici obbligano a rovesciare il funzionamento della morsa 14, adottando un'apertura dal basso; per tale motivo, benché la forza di apertura risulti sempre minore del peso del veicolo 12 vuoto, l'impianto funiviario 11 comprende un sistema di guide per impedire ogni sollevamento del veicolo 12 in fase di manovra della morsa 14.
La scelta del cinematismo di serraggio della morsa 14 è realizzata tenendo conto della necessità di garantire il parcheggio in linea, con esposizione alle intemperie e, in particolare, alla neve e alle incrostazioni di ghiaccio.
Il cinematismo presenta, dunque, le caratteristiche seguenti: grande semplicità strutturale, con un limitato numero di pezzi e, quindi, un limitato numero di accoppiamenti in moto relativo fra loro; immediata accessibilità all'interno, grazie alla struttura di tipo aperto, in modo da consentire una immediata accessibilità ed impedire l'accumulo di neve o ghiaccio in cavità da cui ne è difficile l'asportazione; facilitazione nell'asportazione di ogni accumulo di neve dagli accoppiamenti, evitandone la compattazione.
In pratica, il sistema elastico della morsa 14 secondo l'invenzione comprende due molle elicoidali 64 parallele a corsa lunga, in modo da spezzare facilmente per deformazione torsionale ogni eventuale pellicola di ghiaccio; le due molle 64 sono completamente separate e non coassiali, in modo da consentire facilmente il passaggio della neve attraverso le spire, mentre il montaggio è eseguito in modo tale che la mancanza di una molla 64 non pregiudichi l'efficienza dell'altra.
La corsa lunga delle molle 64 (oltre 120 mm) consente inoltre una relativa insensibilità alle piccole disuniformità del cinematismo dovute alle tolleranze di lavorazione dei pezzi e di assestamento della morsa 14 stessa.
Infine, il cinematismo risulta di tipo diretto, nel senso che il carico delle molle va ad agire direttamente fra la ganascia fissa 44 e la ganascia mobile 52, senza interposi zione di bielle, camme o leveraggi, ed è privo di punto morto e quindi lo snodo 50 presenta una sola configurazione di riposo, in posizione di chiusura; in tal modo, si evitano i bruschi cambiamenti di segno degli sforzi di apertura e di chiusura, con una diminuzione delle sollecitazioni dinamiche e migliore comfort per i passeggeri trasportati. Anche l'apertura della morsa 14 avviene direttamente sul rullo 78 solidale con la ganascia mobile 52.
In un caso più generale, potrebbe essere conveniente che il cinematismo del dispositivo di serraggio secondo l'invenzione possa raggiungere e superare il punto morto; in caso di superamento del punto morto, si badi che la forza di apertura del dispositivo non risulta più sempre diretta verso l'alto e il dispositivo stesso non torna spontaneamente nella posizione di chiusura.
In pratica, la particolare conformazione geometrica della morsa 14 deriva dalla necessità di ridurre al minimo il sollevamento della fune al passaggio sui rulli di linea, al fine di ridurre al minimo gli sforzi scambiati fra la fune traente e la fune portante attraverso i veicoli, e dalla necessità di mantenere la quota del perno di articolazione 28 il più vicina possibile a quella della fune 18.
La morsa 14 include i seguenti provvedimenti costruttivi per evitare la possibilità di un mancato distacco dalla fune 18 all'ingresso in stazione: la forza di apertura viene applicata direttamente alla ganascia mobile 52 attraverso il rullo 78 ed il movimento della ganascia 52 è quindi direttamente obbligato dalla sagoma geometrica della camma di stazione. Inoltre, anche in caso di rottura della ganascia 52 nel tratto fra il rullo 78 e l'articolazione fissa 68 della molla 64, la camma di apertura è ancora in grado di aprire la ganascia 52 agendo stavolta con strisciamento diretto sulla piastra esterna 66 di appoggio delle molle 64, la cui configurazione è appositamente studiata per questo scopo.
Dalla descrizione effettuata risultano chiare le caratteristiche del dispositivo di serraggio automatico per impianti funiviari, che è oggetto della presente invenzione, così come chiari ne risultano i vantaggi.
In particolare, essi sono raggiunti grazie alle seguenti caratteristiche tecniche: - apertura e chiusura dell'articolazione fra le ganasce e fettuabile direttamente tramite un'azione su un prolunga mento della ganascia mobile, senza l'interposizione di alcuna camma, articolazione o leveraggio; - sforzo necessario per provocare il movimento della gana scia sensibilmente verticale e diretto verso l'alto, il suddetto sforzo risultando sensibilmente costante per un ampio spostamento a cavallo della posizione normale di chiusura.
E' chiaro che numerose varianti possono essere apportate al dispositivo di serraggio automatico in oggetto, senza per questo uscire dai principi di novità insiti nell'idea inventiva, così come è chiaro che, nella pratica attuazione dell'invenzione, i materiali, le forme e le dimensioni dei dettagli illustrati potranno essere qualsiasi a seconda delle esigenze e gli stessi potranno essere sostituiti con altri tecnicamente equivalenti.

Claims (14)

1. Dispositivo di serraggio automatico (14) per impianti funiviari bifuni (11), del tipo comprendente una coppia di ganasce (44, 52), almeno una delle quali è azionabile in apertura e in chiusura per mezzo di almeno un braccio (36, 48), il quale è in grado di ruotare attorno ad almeno uno snodo (50), grazie all'azione di mezzi elastici (64), per afferrare o rilasciare almeno una fune (16, 18), caratterizzato dal fatto che è prevista una prima struttura che porta una prima ganascia (44) fissa, direttamente collegata ad almeno un elemento di fissaggio (28) di un braccio di sospensione (26) di almeno un veicolo (12) a detto impianto funiviario (11), ove detta struttura è fissa rispetto ad un imperniamento (68) di detti mezzi elastici (64) ed è solidale, attraverso almeno una appendice o ala di supporto (38, 42), ad un carrello (20) di trascinamento di detto veicolo (12), mentre una seconda ganascia (52) mobile è articolata con detta ganascia fissa (44) attraverso detto snodo (50), dette operazioni di apertura e chiusura essendo possibili agendo direttamente su detta seconda ganascia (52) mobile.
2. Dispositivo di serraggio automatico (14) come alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta seconda ganascia (52) mobile è supportata da una seconda struttura suddivisa in due pezzi rigidamente solidali che individuano una forma a "S", in modo che detta seconda struttura sia atta a passare sotto a detta ganascia fissa (44) e sopra detto elemento di fissaggio (28), senza interferire (in posizione di completa apertura) con dei dispositivi fissi di stazione posti sopra a detto dispositivo (14).
3. Dispositivo di serraggio automatico (14) come alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta operazione di apertura del dispositivo (14), in corrispondenza di detto snodo (50), avviene direttamente su almeno un rullo (78) solidale con detta seconda ganascia (52) mobile.
4. Dispositivo di serraggio automatico (14) come alla rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detto elemento di fissaggio (28) del braccio di sospensione (26) è posto sostanzialmente alla stessa quota verticale di detta fune traente (18).
5. Dispositivo di serraggio automatico (14) come alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti bracci (36, 48) e dette ganasce (44, 52) sono costruite e conformate in modo tale da essere scavalcate da veicoli di salvataggio.
6. Dispositivo di serraggio automatico (14) come alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto di essere installato sostanzialmente nelle vicinanze di detto elemento di fissaggio (28) del braccio di sospensione (26) del veicolo (12), senza tuttavia interferire con detto braccio (26).
7. Dispositivo di serraggio automatico (14) come alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi elastici (64) comprendono due molle elicoidali parallele a corsa lunga, dette molle essendo completamente separate e non coassiali e comprendendo almeno uno stelo di guida (74), almeno un fondello terminale (62) e, da parte opposta a detto fondello (62), un ulteriore riscontro o piastra (66), solidale a detta articolazione fissa (68) dei mezzi elastici (64).
8. Dispositivo di serraggio automatico (14) come alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il carico di detti mezzi elastici (64) agisce direttamente fra dette prima (44) e seconda ganascia (52).
9. Dispositivo di serraggio automatico (14) come alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto di essere utilizzato in un impianto funiviario (11) di tipo bifune, in cui una fune traente (18) è serrata da detta seconda ganascia (52) mobile, detta prima (44) e seconda ganascia (52) essendo rivolte verso l'alto di detto impianto (11), detta operazione di apertura del dispositivo (14) avvenendo a partire da una quota posta inferiormente a detti mezzi elastici (64).
10. Dispositivo di serraggio automatico (14) come alla rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto di comprendere un cinematismo privo di punto morto, in cui detto snodo (50) assume una sola configurazione di riposo, in posizione di chiusura del dispositivo (14).
11. Dispositivo di serraggio automatico (14) come alla rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che detto cinematismo è tale che, ad una variazione di lunghezza di detti mezzi elastici (64) corrisponda una variazione dei bracci delle forze trasmesse, tale da mantenere sensibilmente constante il prodotto tra lo sforzo di detti mezzi elastici (64) per il rapporto di detti bracci, rispetto allo snodo (50) di dette ganasce (44, 52), per un ampio intervallo di misure relative ai diametri di detta fune traente (18).
12. Dispositivo di serraggio automatico (14) come alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta operazione di apertura avviene agendo mediante una guida di stazione su almeno un rullo (78).
13. Dispositivo di serraggio automatico (14) come alla rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che, nel caso in cui detto cinematismo sia privo di punto morto, al termine dell'operazione di apertura, dopo che detta fune traente (18) è uscita da dette ganasce (44, 52), detta guida di stazione torna verso una quota posta inferiormente rispetto all'impianto (11) consentendo a detto snodo (50) di richiudere detto dispositivo (14) gradualmente sotto la spinta delle molle (64), detto snodo (50) ponendosi in una condizione di riposo durante il percorso di detto veicolo (12) in corrispondenza di ciascuna stazione di detto impianto funiviario (11), con le molle (64) in posizione di fine corsa contro detto fondello (62).
14. Dispositivo di serraggio automatico (14) come alla rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che, nel caso in cui detto cinematismo superi il punto morto e per arrivare al punto morto sia necessaria almeno una forza esterna, al termine dell'operazione di apertura, dopo che detta fune traente (18) è uscita da dette ganàsce (44, 52), detta guida di stazione torna verso una quota posta inferiormente rispetto all'impianto (11) consentendo a detto snodo (50) di richiudere detto dispositivo (14) gradualmente sotto la spinta delle molle (64), detto snodo (50) ponendosi in una condizione di riposo durante il percorso di detto veicolo (12) in corrispondenza di ciascuna stazione di detto impianto funiviario (11), con le molle (64) in posizione di fine corsa contro detto fondello (62), dette molle (64) completando la richiusura di detto snodo (50) una volta superato il punto morto.
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