IT201600105762A1 - Migliorata pressa piegatrice e metodo relativo - Google Patents
Migliorata pressa piegatrice e metodo relativoInfo
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Description
TITOLO: Migliorata pressa piegatrice e metodo relativo
L’invenzione si riferisce ad una migliorata pressa piegatrice e metodo relativo.
Le presse piegatrici come quella in JPH03221226 hanno un calibratore posteriore comprendente una coppia di battute o riscontri 19, 21 posizionabili liberamente rispetto alla matrice di piegatura. Il pezzo da piegare è spostato orizzontalmente oltre la matrice, a mano o da un robot, finchè il suo bordo anteriore va in battuta contro i riscontri, determinando così la zona colpita dal punzone della pressa.
Il controllo elettronico della pressa determina di volta in volta la posizione dei riscontri per rispettare la sequenza di piegatura sul pezzo. Per ogni pezzo serve allora programmare la posizione dei riscontri per ogni piegatura, nonché scegliere per i riscontri la forma o la sagomatura migliore, o quelle che consentono il prestabilito ciclo di piegature. Siccome i risconti sono sagomati ad hoc per un singolo pezzo e per le piegature che deve subire, è necessario un fermo-macchina per iniziare la produzione di un pezzo diverso. Geometrie complesse del pezzo e/o sofisticate piegature possono creare non pochi grattacapi al programmatore della pressa, che deve trovare la giusta combinazione tra tipo di punzone e posizione dei riscontri. Non è detto che la soluzione esista sempre, e molto spesso richiede una complicata gestione della pressa per evitare collisioni tra punzone e riscontro.
Scopo principale dell’invenzione è proporre una variante di pressa e metodo a questo stato dell’arte. Altro scopo è realizzare una pressa e un metodo che consenta una gestione migliorata, in particolare flessibile, dei riscontri per il pezzo da piegare, in particolare velocizzando la programmazione dl ciclo di lavoro per la pressa.
Si propone un primo metodo di lavorazione di un pezzo da piegare eseguito da una pressa piegatrice che comprende un elemento di battuta, o un riscontro, posizionabile rispetto a una matrice di piegatura,
ove in una sequenza di piegatura del pezzo si esegue
(i) un posizionamento dell’elemento di battuta o riscontro e/o
(ii) uno spostamento del pezzo oltre la matrice per portarlo in battuta contro l’elemento di battuta o il riscontro,
determinando così la zona del pezzo che viene piegata tramite un punzone che coopera con la matrice,
con la fase di modificare l’elemento di battuta o il riscontro nel corso della sequenza di piegatura, o dopo una discesa o azione del punzone sul pezzo.
Preferibilmente la detta fase di modificare consiste nel cambiare, cioè sostituire, l’elemento di battuta o il riscontro, ad es. prelevandone un altro da un magazzino. In particolare, è un’opzione vantaggiosa del metodo sostituire l’elemento di battuta o il riscontro depositando quello attualmente in uso in un magazzino e prelevandone un altro da un magazzino. Ciò può avvenire ad es. con le fasi di - depositare l’elemento di battuta o il riscontro attualmente in uso nel magazzino; e
- prelevare dal magazzino un altro elemento di battuta o riscontro.
Oppure la detta fase di modificare si può anche realizzare alterando la forma dell’elemento di battuta o il riscontro, senza sostituirlo. Ad es. l’elemento di battuta o il riscontro possono avere geometria o forma variabile, ad es. tramite parti mobili controllate meccanicamente da attuatori.
Un altro aspetto dell’invenzione riguarda un secondo metodo di controllo, durante una sequenza di piegatura di un pezzo, di un organo mobile (ad es. un attuatore o un carrello o una torretta) montato su una pressa piegatrice,
l’organo mobile comprendendo un elemento di battuta o un riscontro posizionabile rispetto a una matrice di piegatura della pressa,
ove una sequenza di piegatura del pezzo comprende
(i) un posizionamento dell’elemento di battuta o riscontro e/o
(ii) uno spostamento del pezzo oltre la matrice per portarlo in battuta contro l’elemento di battuta o il riscontro
determinando così la zona del pezzo che viene piegata tramite un punzone che coopera con la matrice,
con la fase di pilotare l’organo mobile onde
modificare l’elemento di battuta o il riscontro all’interno della sequenza di piegatura, o dopo una discesa o azione del punzone sul pezzo.
Preferibilmente si pilota l’organo mobile onde cambiare, cioè sostituire, l’elemento di battuta o il riscontro; ad es. prelevandone un altro da un magazzino. Ciò può avvenire ad es. con le fasi di controllare l’organo mobile per
- spostarlo verso un magazzino per/di elementi di battuta o riscontri; e
- depositare l’elemento di battuta o il riscontro attualmente a bordo dell’organo mobile nel magazzino; e
- montare sull’organo mobile un altro elemento di battuta o riscontro prelevato dal magazzino.
Oppure la detta fase di modificare si può anche realizzare pilotando l’organo mobile per alterare la forma dell’elemento di battuta o il riscontro, senza sostituirlo.
I metodi sono particolarmente vantaggiosi per sequenze di piegature lunghe, ad es. ove le fasi (i) e/o (ii) si ripetono due o più volte.
Un altro aspetto dell’invenzione riguarda una pressa piegatrice per piegare un pezzo comprendente un organo mobile come il suddetto e/o come quello sotto descritto, in una o ciascuna variante.
Un altro aspetto dell’invenzione riguarda una pressa piegatrice per piegare un pezzo comprendente: una matrice fissa di piegatura;
un punzone cooperante con la matrice;
un elemento di battuta o un riscontro posizionabile rispetto alla matrice con la funzione di determinare la zona del pezzo piegata tra il punzone e la matrice quando il pezzo viene portato sopra la matrice e in battuta contro l’elemento di battuta o il riscontro;
un organo mobile per spostare l’elemento di battuta o il riscontro rispetto alla matrice, e
un dispositivo automatico per collegare o scollegare tra loro l’elemento di battuta o riscontro e l’organo mobile.
Per automatico si intende che il dispositivo funziona senza il bisogno del diretto intervento di un operatore; preferibilmente il dispositivo è controllabile, direttamente o indirettamente, da un microprocessore tramite un segnale elettrico.
Il dispositivo automatico comprende preferibilmente un organo di collegamento comandabile elettricamente o pneumaticamente per rendere l’elemento di battuta (o il riscontro) e l’organo mobile solidali tra loro o staccabili. Come esempi preferiti, citiamo: una leva o un gancio mobile spostabile da un attuatore e/o un elettromagnete e/o una calamita.
Preferibilmente un detto dispositivo è montato a bordo dell’organo mobile e/o a bordo di un elemento di battuta o riscontro.
Preferibilmente la pressa comprende:
- un magazzino porta-riscontri o porta-elementi-di-battuta, ove il magazzino comprende preferibilmente delle sedi per conservare un elemento di battuta o un riscontro quando non in uso; e/o - un’unità di elaborazione o microprocessore per controllare la posizione dell’organo mobile e quindi quella dell’elemento di battuta o riscontro; e/o
- un’unità di elaborazione o microprocessore per controllare lo stato operativo del detto dispositivo automatico, in modo da
pilotarlo in un primo stato in cui collega solidalmente tra loro l’elemento di battuta o riscontro e l’organo mobile o
pilotarlo in un secondo stato in cui scollega l’elemento di battuta o riscontro e l’organo mobile rendendoli separabili.
Preferibilmente all’unità di elaborazione o microprocessore è associata una memoria in cui sono memorizzate le coordinate spaziali, o corrispondenti informazioni, dei riscontri o elementi di battuta presenti nel magazzino oppure delle sedi del magazzino. Leggendo la memoria l’unità di elaborazione o il microprocessore è in grado di pilotare l’organo mobile per farlo arrivare in corrispondenza della desiderata sede.
Preferibilmente, il primo o secondo metodo comprendono le fasi di, o l’unità è programmata o programmabile per:
a) spostare l’organo mobile in prossimità della matrice per portare un elemento di battuta o riscontro nella posizione dove può ricevere un pezzo da piegare; e/o
b) spostare l’organo mobile in prossimità del magazzino onde scaricare e poi prelevare un elemento di battuta o riscontro dal/nel magazzino; e/o
c) controllare lo stato operativo del detto dispositivo automatico con una sequenza adatta a scaricare un elemento di battuta o riscontro nel magazzino e a prelevare dal magazzino un altro elemento di battuta o riscontro.
Ancora più preferibilmente, il primo o secondo metodo comprendono le fasi di, o l’unità è programmata o programmabile per:
a1) spostare l’organo mobile in modo da piazzare l’elemento di battuta o riscontro attualmente montato sull’organo mobile in una sede del magazzino;
b1) portare detto dispositivo automatico nel secondo stato operativo per sganciare l’elemento di battuta o riscontro attualmente montato sull’organo mobile;
c1) avvicinare l’organo mobile e una sede del magazzino, la sede contenendo un altro elemento di battuta o riscontro;
d1) portare detto dispositivo automatico nel primo stato operativo onde fissare il nuovo elemento di battuta o riscontro sull’organo mobile.
La fase c1 può avvenire spostando l’organo mobile in una diversa sede del magazzino per avvicinarlo ad un altro elemento di battuta o riscontro, e/o spostando una sede contenente un altro elemento di battuta o riscontro in corrispondenza dell’organo mobile. Infatti, anche se si preferisce che il magazzino sia fisso, esso può essere mobile per portare al dispositivo i riscontri o elementi di battuta da usare.
Il detto magazzino porta-riscontri o porta-elementi-di-battuta comprende preferibilmente:
- una o più sedi per conservare un elemento di battuta o un riscontro quando non in uso, le sedi essendo accessibili e raggiungibili dall’organo mobile, preferibilmente da un braccio sporgente dell’organo mobile. In particolare, una o ciascuna sede è configurata per sostenere a sbalzo un elemento di battuta o un riscontro, per facilitare l’attacco con l’organo mobile; e/o
- un elemento di bloccaggio per bloccare un elemento di battuta o un riscontro in una sede. In particolare l’elemento di bloccaggio comprende un elemento spostabile per esercitare una pressione contro un elemento di battuta o un riscontro onde trattenerlo dentro una sede (ad es. un perno o una pinza attuata elettricamente o pneumaticamente); o comprende una ritenzione magnetica.
Preferibilmente una o ciascuna sede è montata su almeno un elemento ammortizzatore o elastico, ad es. una molla, onde smorzare vibrazioni e tollerare piccoli urti.
Preferibilmente detto magazzino comprende almeno un elemento elastico, ad es. una molla precaricata, montato in una o ciascuna sede per spingere elasticamente l’elemento di bloccaggio verso una posizione di bloccaggio.
Come opzione vantaggiosa, il magazzino può comprendere un elemento di battuta o un riscontro formato da due o più parti tra loro spostabili relativamente da attuatori. La detta fase di modificare si può realizzare controllando la posizione relativa di tali parti mobili onde alterare la forma dell’elemento di battuta o il riscontro, senza sostituirlo (ad es. per formare o eliminare scalini, archi in rilievo, rilievi, sottosquadri, ecc.). Gli attuatori delle parti mobili sono preferibilmente controllati dalla suddetta un’unità di elaborazione o microprocessore.
Come altra opzione vantaggiosa, l’organo mobile può comprendere un elemento di guida o allineamento, ad es. montato su detto braccio, in grado di cooperare con un corrispondente elemento presente su un riscontro o elemento di battuta, in modo da facilitare l’accoppiamento reciproco. L’elemento di guida o allineamento può essere ad es. un perno cooperante con una cavità nel riscontro, o viceversa; o il primo membro di una coppia prismatica cooperante con un secondo membro presente nel/sul riscontro.
Un altro aspetto dell’invenzione riguarda un magazzino porta-riscontri o porta-elementi-di-battuta, come qui definito o descritto in una o ciascuna variante, quando separato dalla pressa e usato come accessorio.
Un altro aspetto dell’invenzione riguarda un riscontro o elemento di battuta, come qui definito o descritto in una o ciascuna variante. In particolare un altro aspetto dell’invenzione riguarda un riscontro o elemento di battuta con forma riconfigurabile, come qui definito o descritto in una o ciascuna variante.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi dell’invenzione risulteranno maggiormente dalla descrizione di una particolare forma di realizzazione, illustrata nei disegni allegati. in cui:
− fig.1 mostra una vista schematica di una pressa piegatrice;
− fig.2 mostra un organo mobile della pressa e un elemento di battuta o riscontro;
− fig.3 mostra una seconda vista per l’elemento di battuta o riscontro;
− fig.4 mostra un magazzino per elementi di battuta o riscontri;
− fig.5 mostra una sezione lungo il piano IV-IV di fig.4.
Nelle figure numeri uguali indicano parti uguali; e per non affollare le figure alcuni riferimenti non sono ripetuti. I componenti sono descritti come in uso.
Una pressa MC (fig. 1) comprende una tavola o traversa inferiore 14 su cui preme una tavola o traversa superiore 12 mobile verticalmente rispetto ad un’incastellatura 10. Sulla tavola 12 sono montati utensili (punzoni) U che vanno in battuta contro matrici 16 montate sulla tavola 14 per piegare un pezzo 20. Nell’incastellatura 10, dietro le tavole 12, 14 è presente un supporto 18 su cui è montato un organo mobile 40 che porta uno o più riscontri 30 su cui è attestabile il pezzo 20 per determinare la zona di piegatura.
Dietro la tavola 14, sotto la matrice 16, c’è un magazzino porta-riscontri 70.
L’organo mobile 40, che ad es. è mobile tramite un noto carrello motorizzato (non mostrato), comprende un braccio sporgente 42 (fig. 2) con asse longitudinale X. Al braccio 42 è collegabile un riscontro metallico 30 (figg.2 e 3).
Nel seguito ogni movimento relativo tra il braccio 42 e il riscontro 30, come i movimenti del braccio 42 portante il riscontro 30, si intendono generati grazie al carrello. Nel seguito si intende anche che il carrello e ogni descritto dispositivo controllabile elettricamente della pressa MC è controllato da una centralina elettronica (non mostrata).
Nell’esempio il riscontro 30 è illustrato come un corpo piatto 32 avente ad un’estremità una zona di ricezione 34 e all’altra estremità (fig.3) dei fori 36 di allineamento. La zona 34 serve per appoggiarci in battuta un bordo del pezzo da piegare. La zona 34, nell’esempio uno scalino, può anche avere geometrie molto più complesse.
Il braccio 42 (fig.2) ha una estremità cui è collegabile il riscontro 30 (figg.2 e 3). A tale estremità sono presenti due perni paralleli 46, con asse parallelo all’asse X, e un elettromagnete 48.
I perni 46 e i fori 36 sono di forma complementare e separati dalla stessa distanza, sicchè i perni 46 possono infilarsi di misura nei fori 36.
Per montare al volo sul braccio 42 un riscontro 30, il braccio 42 gli si avvicina per allineare i perni 46 con i fori 36. Poi con una traslazione lungo X del braccio 42 si infilano i perni 46 nei fori 36 garantendo un prestabilito posizionamento relativo tra il riscontro 30 e il braccio 42. Poi viene attivato l’elettromagnete 48 per consolidare il collegamento ed evitare un distacco accidentale tra il riscontro 30 e il braccio 42.
Per smontare dal braccio 42 un riscontro 30, si ripetono le fasi suddette in ordine inverso: si disattiva l’elettromagnete 48 e si allontana linearmente lungo X il braccio 42 dal riscontro 30.
Pertanto si comprende che nella pressa MC la lavorazione è estremamente semplificata e/o migliorata, perché ci si è sbarazzati del vincolo dell’arte nota relativo ai riscontri invariabili.
Per aumentare l’efficienza della pressa MC, è preferibile ci sia un magazzino porta-riscontri 70 montato sulla pressa MC o nelle immediate vicinanze, così che il cambio in corsa dei riscontri 30 durante un ciclo di piegatura avvenga velocemente e con molti riscontri intercambiabili a disposizione.
Si noti che la posizione illustrata in fig.1 per il magazzino 70 consente brevi spostamenti per i riscontri 30 da e verso il magazzino 70.
Un esempio preferito di magazzino 70 è mostrato in fig.4 e 5.
Su una barra 72, fissabile al retro della tavola 14, sono montate a sbalzo quattro pinze 74 composte da una corpo metallico 86 con sezione a forma di C e un piatto 76 mobile verticalmente guidato da perni 78. Il magazzino 70 consente di ricevere e fornire una coppia di riscontri 70, ma basta cambiare il numero di pinze 74 per aumentarne la capacità.
Sotto il corpo 86 è montato un motore elettrico 80 il cui albero di uscita 82 è filettato e si impegna in una boccola controfilettata posta sotto il piatto 76. Controllando la rotazione dell’albero 82 si può spostare il piatto 76 relativamente alla parete superiore 84 del corpo 86.
Per depositare un riscontro nel magazzino 70 il braccio portante 42 si avvicina ad una pinza 74, nella quale il piatto 76 viene abbassato ruotando l’albero 72. Il riscontro 30 è infilato nello spazio vuoto tra il piatto 76 e la parete 84, e il piatto 76 viene sollevato verso la parete 84 ruotando l’albero 72 in senso opposto. Il riscontro 30 rimane stretto e in posizione fra il piatto 76 e la parete 84 (v,. fig.5). Per prelevare un riscontro dal magazzino 70 si agisce con un ordine di manovra inverso.
È preferibile che le pinze 74 siano montate sulla piastra 72 tramite una sospensione elastica, per consentire loro piccoli spostamenti relativi. Ciò per ammortizzare o compensare piccoli urti tra i riscontri 30 e le parti di una pinza 74,
Delle molle 90 sotto il piatto 76 assicurano che, in assenza di alimentazione elettrica o pneumatica, il piatto 76 prema comunque contro il riscontro 30.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1. Metodo di lavorazione di un pezzo (20) da piegare eseguito da una pressa piegatrice (MC) che comprende un elemento di battuta (30), o un riscontro, posizionabile rispetto a una matrice di piegatura (16), ove in una sequenza di piegatura del pezzo si esegue (i) un posizionamento dell’elemento di battuta o riscontro e/o (ii) uno spostamento del pezzo oltre la matrice per portarlo in battuta contro l’elemento di battuta o il riscontro, determinando così la zona del pezzo che viene piegata tramite un punzone (U) che coopera con la matrice, con la fase di modificare l’elemento di battuta o il riscontro nel corso della sequenza di piegatura, o dopo una discesa o azione del punzone sul pezzo.
- 2. Metodo secondo la rivendicazione 1, con la fase di sostituire l’elemento di battuta o il riscontro prelevandone un altro da un magazzino (70).
- 3. Metodo secondo la rivendicazione 2, con la fase di - depositare l’elemento di battuta o il riscontro attualmente in uso nel magazzino (70); e - prelevare dal magazzino (70) un altro elemento di battuta o riscontro.
- 4. Metodo di controllo, durante una sequenza di piegatura di un pezzo (20), di un organo mobile (40) montato su una pressa piegatrice (MC), l’organo mobile comprendendo un elemento di battuta o un riscontro posizionabile rispetto a una matrice di piegatura della pressa, ove una sequenza di piegatura del pezzo comprende (i) un posizionamento dell’elemento di battuta o riscontro e/o (ii) uno spostamento del pezzo oltre la matrice per portarlo in battuta contro l’elemento di battuta o il riscontro determinando così la zona del pezzo che viene piegata tramite un punzone che coopera con la matrice, con la fase di pilotare l’organo mobile onde sostituire l’elemento di battuta o il riscontro prelevandone un altro da un magazzino.
- 5. Pressa piegatrice (MC) per piegare un pezzo (20), comprendente: una matrice (16) fissa di piegatura; un punzone (U) cooperante con la matrice; un elemento di battuta (30) o un riscontro posizionabile rispetto alla matrice con la funzione di determinare la zona del pezzo piegata tra il punzone e la matrice quando il pezzo viene portato sopra la matrice e in battuta contro l’elemento di battuta o il riscontro; un organo mobile (40) per spostare l’elemento di battuta o il riscontro rispetto alla matrice, e un dispositivo automatico (42) per collegare o scollegare tra loro l’elemento di battuta o riscontro e l’organo mobile.
- 6. Pressa secondo la rivendicazione 5, in cui il dispositivo automatico comprende un organo di collegamento comandabile elettricamente o pneumaticamente per rendere l’elemento di battuta o il riscontro e l’organo mobile solidali tra loro o staccabili.
- 7. Pressa secondo la rivendicazione 5 o 6, comprendente: un magazzino porta-riscontri o porta-elementi-di-battuta, ove il magazzino comprende delle sedi per conservare un elemento di battuta o un riscontro quando non in uso.
- 8. Pressa secondo la rivendicazione 5 o 6 o 7, comprendente: un’unità di elaborazione o microprocessore per controllare lo stato operativo del detto dispositivo automatico, in modo da pilotarlo in un primo stato in cui collega solidalmente tra loro l’elemento di battuta o riscontro e l’organo mobile, o pilotarlo in un secondo stato in cui scollega l’elemento di battuta o riscontro e l’organo mobile rendendoli separabili.
- 9. Pressa secondo la rivendicazione 5 o 6 o 7 o 8, in cui una o ciascuna sede del magazzino è configurata per sostenere a sbalzo un elemento di battuta o un riscontro.
- 10. Pressa secondo la rivendicazione 5 o 6 o 7 o 8 o 9, in cui il magazzino comprende un elemento di bloccaggio per bloccare un elemento di battuta o un riscontro in una sede.
Priority Applications (1)
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| IT102016000105762A IT201600105762A1 (it) | 2016-10-20 | 2016-10-20 | Migliorata pressa piegatrice e metodo relativo |
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ID=58010256
Family Applications (1)
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Citations (3)
| Publication number | Priority date | Publication date | Assignee | Title |
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| JPH03221226A (ja) * | 1990-01-24 | 1991-09-30 | Amada Co Ltd | 板材加工装置のバックゲージ装置 |
| JPH07178468A (ja) * | 1993-12-22 | 1995-07-18 | Komatsu Ltd | 折曲げ機のバックストップ装置 |
| JPH0999322A (ja) * | 1995-10-03 | 1997-04-15 | Amada Co Ltd | 板金加工装置のワーク突当て装置 |
-
2016
- 2016-10-20 IT IT102016000105762A patent/IT201600105762A1/it unknown
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