IT201700002675A1 - Piantone di sterzo - Google Patents

Piantone di sterzo

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Publication number
IT201700002675A1
IT201700002675A1 IT102017000002675A IT201700002675A IT201700002675A1 IT 201700002675 A1 IT201700002675 A1 IT 201700002675A1 IT 102017000002675 A IT102017000002675 A IT 102017000002675A IT 201700002675 A IT201700002675 A IT 201700002675A IT 201700002675 A1 IT201700002675 A1 IT 201700002675A1
Authority
IT
Italy
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respect
oscillation
axis
freedom
steering column
Prior art date
Application number
IT102017000002675A
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English (en)
Inventor
Leandro Mazza
Original Assignee
Mmx Meccanoplast S R L
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
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    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B62LAND VEHICLES FOR TRAVELLING OTHERWISE THAN ON RAILS
    • B62DMOTOR VEHICLES; TRAILERS
    • B62D1/00Steering controls, i.e. means for initiating a change of direction of the vehicle
    • B62D1/02Steering controls, i.e. means for initiating a change of direction of the vehicle vehicle-mounted
    • B62D1/16Steering columns
    • B62D1/18Steering columns yieldable or adjustable, e.g. tiltable
    • B62D1/184Mechanisms for locking columns at selected positions
    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B62LAND VEHICLES FOR TRAVELLING OTHERWISE THAN ON RAILS
    • B62DMOTOR VEHICLES; TRAILERS
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    • B62D1/02Steering controls, i.e. means for initiating a change of direction of the vehicle vehicle-mounted
    • B62D1/16Steering columns
    • B62D1/18Steering columns yieldable or adjustable, e.g. tiltable
    • B62D1/187Steering columns yieldable or adjustable, e.g. tiltable with tilt adjustment; with tilt and axial adjustment
    • B62D1/189Steering columns yieldable or adjustable, e.g. tiltable with tilt adjustment; with tilt and axial adjustment the entire column being tiltable as a unit

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  • Mechanical Engineering (AREA)
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  • Vibration Dampers (AREA)

Description

“PIANTONE DI STERZO”
CAMPO TECNICO
La presente invenzione riguarda un piantone di sterzo per veicoli, ad esempio per veicoli pesanti e/o agricoli.
TECNICA PREESISTENTE
Sono noti piantoni di sterzo comprendenti un basamento fisso a cui è connesso un tratto superiore dalla cui estremità superiore sporge una porzione superiore di un asse sterzante associato ad un volante.
Il tratto superiore ad esempio può essere associato in modo mobile rispetto al basamento rispetto ad almeno due gradi di libertà, ad esempio uno rotazionale e l’altro traslazionale, per la regolazione rispettivamente dell’inclinazione e dell’altezza del volante.
Tali piantoni di sterzo di tipo noto possono presentare uno o più organi di comando operabili singolarmente tra una posizione di blocco, in cui vincolano entrambi i gradi di libertà del tratto superiore rispetto al basamento, e rispettive posizioni di sblocco, in cui liberano uno o entrambi i due gradi di libertà del tratto superiore rispetto al basamento.
Ad esempio è permessa la regolazione simultanea del volante in entrambe le funzioni (inclinazione e rotazione) tramite un unico organo comando che una volta azionato sblocca entrambi i movimenti o la regolazione separata di entrambi i movimenti rispettivamente con organi di comando distinti, ad esempio due leve, una leva ed un pedale, una leva ed un pulsante.
La regolazione dell’inclinazione e della rotazione con un unico organo di comando operabile dall’utilizzatore è una soluzione preferita in talune circostanze, ma specie per veicoli condivisi, ovvero che sono guidati da più di un utilizzatore, ad esempio utilizzati a turno da diversi utilizzatori, è preferibile che venga diminuito al minimo la possibilità che il piantone di sterzo – a fine turno – possa essere lasciato in condizioni di instabilità, ovvero in una configurazione in cui uno dei due gradi di libertà non è bloccato.
Infatti, il guidatore che, inconsciamente, dovesse iniziare a guidare un veicolo in cui uno dei due gradi di libertà non è bloccato si troverebbe a dover gestire una situazione non prevista, ad esempio alla prima curva in condizioni di marcia del veicolo.
Uno scopo della presente invenzione è quello di superare i menzionati inconvenienti della tecnica nota, nell’ambito di una soluzione semplice, razionale e dal costo contenuto.
Tali scopi sono raggiunti dalle caratteristiche dell’invenzione riportate nella rivendicazione indipendente. Le rivendicazioni dipendenti delineano aspetti preferiti e/o particolarmente vantaggiosi dell’invenzione.
ESPOSIZIONE DELL’INVENZIONE
L’invenzione, particolarmente, rende disponibile un piantone di sterzo comprendente:
- un basamento;
- un tratto superiore connesso al basamento, in cui il tratto superiore è mobile rispetto al basamento rispetto ad almeno due gradi di libertà;
- una leva di azionamento connessa al tratto superiore ed operabile tra una posizione di blocco, in cui la leva di azionamento è in equilibrio stabile e vincola entrambi i gradi di libertà del tratto superiore rispetto al basamento, e due distinte posizioni di sblocco, in ciascuna delle quali rispettivamente libera uno dei due gradi di libertà del tratto superiore rispetto al basamento;
in cui in una delle due posizioni di sblocco la leva di azionamento si trova in una posizione instabile, in cui la leva di azionamento è spinta da mezzi di ritorno dalla posizione instabile, in cui libera uno dei detti gradi di libertà, verso una posizione di equilibrio stabile in cui vincola lo stesso grado di libertà..
Grazie a tale soluzione, la (unica) leva di azionamento si riporta, quando non perturbata, sempre nella posizione di equilibrio con maggiore sicurezza e confort per l’utilizzatore.
Ad esempio, in cui i mezzi di ritorno possono essere mezzi di ritorno elastico. Grazie a tale soluzione i mezzi di ritorno possono essere facilmente ed economicamente realizzabili e sono di sicuro impiego.
Secondo un aspetto dell’invenzione, la leva di azionamento può essere girevolmente connessa rispetto al tratto superiore rispetto ad un primo asse di oscillazione ed è operabile in oscillazione attorno al primo asse di oscillazione alternativamente tra due distinte posizioni angolari distanziate da un predeterminato angolo di oscillazione, di cui una prima posizione angolare definisce la posizione di blocco e una seconda posizione angolare definisce una prima posizione delle due posizioni di sblocco per un primo grado di libertà, ad esempio traslazionale, di detti due gradi di libertà.
Grazie a tale soluzione il blocco e lo sblocco del primo grado di libertà è pratico ed intuitivo per il guidatore.
Secondo un ulteriore aspetto dell’invenzione, la leva di azionamento può essere girevolmente connessa rispetto al tratto superiore rispetto ad un secondo asse di oscillazione ed è operabile in oscillazione attorno al secondo asse di oscillazione alternativamente tra due distinte posizioni angolari, di cui una prima posizione angolare definisce la posizione di blocco e una seconda posizione angolare definisce la posizione instabile delle due posizioni di sblocco per un secondo grado di libertà, ad esempio rotazionale, di detti due gradi di libertà.
Grazie a tale soluzione il blocco e lo sblocco del secondo grado di libertà è pratico ed intuitivo per il guidatore.
Vantaggiosamente, il primo asse di oscillazione ed il secondo asse di oscillazione sono inclinati tra loro, ad esempio ortogonali.
Un aspetto dell’invenzione prevede, inoltre, che tra il basamento e il tratto superiore possa essere interposto un tratto intermedio, il tratto superiore è connesso scorrevolmente al tratto intermedio definendo un grado di libertà traslazionale del tratto superiore rispetto al basamento.
Vantaggiosamente, tra il tratto superiore ed il tratto intermedio può essere interposto un gruppo di bloccaggio a frizione dotato di un organo di comando azionabile selettivamente tra una posizione di chiusura, in cui arresta lo scorrimento del tratto superiore rispetto al tratto intermedio, e una posizione di apertura, in cui libera lo scorrimento del tratto superiore rispetto al tratto intermedio; inoltre la leva di azionamento può essere connessa all’organo di comando per l’azionamento dello stesso selettivamente tra la posizione di chiusura e la posizione di apertura, rispettivamente nella posizione di blocco della leva di azionamento e in una prima posizione delle due posizioni di sblocco della stessa.
Grazie a tale soluzione, il blocco e lo sblocco dello scorrimento del tratto superio re rispetto al tratto intermedio è particolarmente semplice, comodo ed intuitivo per il guidatore.
Ancora agli stessi scopi sopra illustrati, la leva di azionamento può essere girevolmente connessa al tratto superiore rispetto ad un primo asse di oscillazione e comprendere una camma dotata di un profilo eccentrico rispetto al primo asse di oscillazione ed atta ad azionare l’organo di comando selettivamente tra la posizione di chiusura e la posizione di apertura a seguito di una oscillazione della camma rispetto al primo asse di oscillazione di un determinato angolo di oscillazione.
Un ulteriore aspetto dell’invenzione prevede che tra il basamento e il tratto superiore possa essere interposto il tratto intermedio, il tratto intermedio può essere connesso girevolmente al basamento definendo un grado di libertà rotazionale del tratto superiore rispetto al basamento.
Vantaggiosamente, il tratto intermedio può essere incernierato al basamento rispetto ad un asse di rotazione ortogonale ad una direzione di scorrimento del tratto superiore rispetto al tratto intermedio.
Grazie a ciò il volante può essere orientato e regolato in quota a seconda delle esigenze del guidatore.
Preferibilmente, tra il tratto intermedio e il basamento può essere connessa una molla a gas comprendente:
- un cilindro, incernierato ad uno tra il basamento e il tratto intermedio;
- uno stelo scorrevolmente connesso al cilindro ed incernierato all’altro tra il tratto intermedio ed il basamento; e
- un elemento di comando azionabile selettivamente tra una posizione di arresto, in cui arresta lo scorrimento dello stelo rispetto al cilindro, e una posizione di sbloccaggio, in cui libera lo scorrimento dello stelo rispetto al cilindro;
la leva di azionamento può essere connessa all’elemento di comando per l’azionamento dello stesso selettivamente tra la posizione di arresto e la posizione di sbloccaggio, rispettivamente nella posizione di blocco della leva di azionamento e nella posizione instabile delle due posizioni di sblocco della stessa.
Grazie a tale soluzione, il blocco e lo sblocco della rotazione del tratto intermedio (e quindi del tratto superiore) rispetto al basamento è particolarmente semplice, comodo ed intuitivo per il guidatore.
Ancora agli stessi scopi sopra illustrati, la leva di azionamento può essere girevolmente connessa al tratto superiore rispetto ad un secondo asse di oscillazione e comprende almeno una porzione eccentrica rispetto al secondo asse di oscillazione a cui è connessa l’elemento di comando tramite un cavo di trazione, per l’azionamento dell’elemento di comando selettivamente tra la posizione di arresto e la posizione di sbloccaggio a seguito di una oscillazione della porzione eccentrica rispetto al secondo asse di oscillazione di un determinato angolo di oscillazione.
Preferibilmente, il cavo di trazione può comprendere un cavo inguainato tipo bowden.
Vantaggiosamente, i mezzi di ritorno sono integrati nel cavo di trazione.
Grazie a tale soluzione i mezzi di ritorno sono realizzati con il minor numero di componenti e presentano elevata semplicità di montaggio ed installazione.
<BREVE DESCRIZIONE DEI DISEGNI>
Ulteriori caratteristiche e vantaggi dell’invenzione risulteranno evidenti dalla lettura della descrizione seguente fornita a titolo esemplificativo e non limitativo, con l’ausilio delle figure illustrate nelle tavole allegate.
La figura 1 è una vista assonometrica antero-laterale di un piantone di sterzo secondo l’invenzione.
La figura 2 è una vista assonometrica postero-laterale del piantone di sterzo di figura 1.
La figura 3 è una vista laterale di figura 1.
La figura 4 è una vista in sezione lungo la traccia di sezione IV-IV di figura 3. La figura 5 è una vista laterale del piantone di sterzo in una configurazione inclinata rispetto ad un asse di oscillazione e abbassata.
La figura 6 è una vista laterale del piantone di sterzo in una configurazione diritta rispetto ad un asse di oscillazione e sollevata.
La figura 7 è una vista in sezione lungo la traccia di sezione VII-VII di figura 6.
<MODO MIGLIORE PER ATTUARE L>’<INVENZIONE>
Con particolare riferimento a tali figure, si è indicato globalmente con 10 un piantone di sterzo per veicoli, ad esempio veicoli pesanti quali i veicoli agricoli.
Il piantone di sterzo 10 comprende un basamento 20 ad esempio fissabile, mediante organi filettati, al veicolo.
Il basamento 20, ad esempio, è sostanzialmente cavo internamente e comprende una cavità cilindrica 21, ad esempio del tipo di un tubo cilindrico.
Il basamento 20 potrebbe presentare differenti altezze a seconda delle necessità. Il basamento 20 comprende, ad esempio, una sede cilindrica 22 trasversale (ad esempio ortogonale) rispetto all’asse della cavità cilindrica 21.
Ad esempio la sede cilindrica 22 è passante da parte a parte del mantello del basamento 20.
Sul basamento 20 è inoltre realizzata una prima orecchia 23, ad esempio sporgente in direzione sostanzialmente radiale all’esterno del basamento stesso, in una posizione in squadro con la sede cilindrica 22.
Il piantone di sterzo 10 comprende, inoltre, un tratto intermedio 30, il quale è connesso al basamento 20 rispetto ad un unico grado di libertà rotazionale.
Il tratto intermedio 30 ad esempio comprende un corpo sostanzialmente cilindrico, ad esempio a sezione variabile lungo l’asse (da una estremità inferiore allargata ad una estremità superiore rastremata).
Il tratto intermedio 30 è ad esempio sostanzialmente cavo e presenta una cavità interna sostanzialmente cilindrica.
In particolare, il tratto intermedio 30 è incernierato, ad esempio in corrispondenza della sua estremità inferiore, al basamento 20 rispetto ad un asse di rotazione A ortogonale all’asse della cavità cilindrica 21.
In particolare, il tratto intermedio 30 sostiene un perno di cerniera 31, il quale è accolto nella sede cilindrica 22 del basamento 20.
Il perno di cerniera 31 permette al contempo l’oscillazione del tratto intermedio 30 rispetto al basamento 20 attorno all’asse di rotazione A.
Il tratto intermedio 30 in pratica è atto ad essere oscillato rispetto al basamento alternativamente tra una configurazione di allineamento, in cui l’asse della cavità interna 21 del basamento 20 coincide con l’asse centrale del tratto intermedio 30, e una configurazione di disallineamento, in cui l’asse della cavità interna 21 del basamento 20 incide con l’asse centrale del tratto intermedio 30, ad esempio di un angolo acuto, ad esempio compreso tra - 20° e 40° (indicando per positivi gli angoli inclinati verso il guidatore) rispetto alla configurazione di allineamento preferibilmente d tra 0° e 30° o tra -15° e 30°, o comunque configurabile a seconda delle esigenze .
Il tratto intermedio 30, ad esempio, comprende una seconda orecchia 32, ad esempio sporgente in direzione sostanzialmente radiale all’esterno del tratto intermedio stesso in una posizione in squadro con il perno di cerniera 31 (accolto nella sede cilindrica 22).
La seconda orecchia 32 è sostanzialmente sovrapposta alla prima orecchia 23 lungo un piano ortogonale alla sede cilindrica 22 e passante per l’asse della cavità interna 21.
Il piantone di sterzo 10 comprende un gruppo di bloccaggio della rotazione reciproca tra il tratto intermedio 30 e il basamento 20 rispetto all’asse di rotazione A. In particolare, tra il tratto intermedio 30 e il basamento 20 è interposta una molla a gas 40 (definente tale gruppo di bloccaggio), la quale è configurata per esercitare una spinta elastica tra il tratto intermedio 30 e il basamento 20, ad esempio diretta verso la configurazione di allineamento degli stessi.
La molla a gas 40 comprende un cilindro 41 incernierato al basamento 20, ad esempio in corrispondenza della prima orecchia 23.
Inoltre, la molla a gas 40 comprende uno stelo 42 scorrevolmente inserito nel cilindro 41 ed incernierato al tratto intermedio 30, ad esempio in corrispondenza della seconda orecchia 32.
Lo stelo 42 supporta un pistone (non visibile nelle figure) posto all’interno del cilindro 41 per l’azionamento pneumatico, ad opera di un fluido, ad esempio un gas (comprimibile), dello stelo 42 da una configurazione retratta ad una configurazione estratta dal cilindro 41.
La molla a gas 40 comprende un elemento di comando 43, ad esempio posto in corrispondenza dello stelo 42, preferibilmente in corrispondenza della sua estremità distale dal cilindro 41, il quale è azionabile selettivamente tra una posizione di arresto (sollevata), in cui arresta lo scorrimento dello stelo 42 in un determinata posizione assiale (interposta tra la configurazione retratta e la configurazione estratta, incluse) rispetto al cilindro 41, e una posizione di sbloccaggio (abbassata), in cui libera lo scorrimento dello stelo 42 rispetto al cilindro 41.
L’elemento di comando 43 comprende ad esempio una levetta, ad esempio a strangolo, girevolmente accoppiata allo stelo 42 e operabile in rotazione di un angolo prefissato per il passaggio dalla posizione di arresto alla posizione di sbloccaggio.
Il tratto intermedio 30 comprende inoltre, una terza orecchia 33, ad esempio sporgente in direzione sostanzialmente radiale all’esterno del tratto intermedio stesso in una posizione in squadro con il perno di cerniera 31.
La terza orecchia 33 comprende un corpo allungato 330 in direzione assiale rispetto al tratto intermedio 30 e si prolunga in direzione opposta al basamento 20 oltre il tratto intermedio 30 di una porzione sporgente di lunghezza determinata, ad esempio maggiore della lunghezza assiale del tratto intermedio stesso.
La terza orecchia 33, ad esempio in corrispondenza del corpo allungato 330, comprende una asola passante 331 allungata con asse longitudinale parallelo all’asse del corpo intermedio 30.
L’asola passante 331 presenta ad esempio una lunghezza determinata sostanzialmente comprese tra 10 mm e 80 mm, preferibilmente pari a 70 mm o comunque variamente dimensionabile a seconda delle esigenze.
Il piantone di sterzo 10 comprende, inoltre, un tratto superiore 50, il quale è connesso al tratto intermedio 30, ad esempio in modo scorrevole rispetto ad una direzione di scorrimento parallela all’asse del tratto intermedio 30 stesso.
Il tratto superiore 50 comprende ad esempio un corpo cilindrico, ad esempio anch’esso cavo (dotato di una cavità interna cilindrica), il quale è collegato coassialmente al tratto intermedio 30.
Il tratto superiore 50 e il tratto intermedio 30 ad esempio definiscono un collegamento di tipo telescopico, ad esempio prismatico.
In pratica, il tratto superiore 50 è connesso al tratto intermedio 30 rispetto ad un unico grado di libertà traslazionale, ulteriore rispetto al grado di libertà rotazionale sopra descritto, del tratto superiore 50 rispetto al basamento 20.
Ad esempio, il tratto superiore 50 è infilato all’interno della cavità interna del tratto intermedio 30.
Il tratto superiore 50 comprende un gruppo di bloccaggio a frizione risolvibile il quale è configurato per bloccare in modo risolvibile lo scorrimento reciproco tra il tratto superiore 50 e tratto intermedio 30.
Ad esempio, il gruppo di bloccaggio a frizione comprende una staffa di supporto 51 ad esempio sporgente all’esterno del tratto superiore 50 stesso e ad esso fissato.
La staffa di supporto 51 comprende ad esempio un foro passante 510, ad esempio affacciato ad almeno una porzione dell’asola passante 331.
La staffa di supporto 51 è atta a sostenere un perno di azionamento 52, il quale presenta un asse longitudinale ortogonale rispetto all’asse del tratto superiore 50. Il perno di azionamento 52 è sostanzialmente cilindrico e il suo asse longitudinale coincide con l’asse del perno di azionamento stesso.
Il perno di azionamento 52 è ad esempio scorrevolmente connesso alla staffa di supporto 51, ad esempio inserito all’interno del foro passante 510.
Il perno di azionamento 52 è ad esempio infilato anche all’interno dell’asola passante 331 del tratto intermedio 30, in modo da poter scorrere assialmente lungo la stessa, tra due posizioni di fine corsa (inferiore e superiore) definite dalle pareti contrapposte assialmente dell’asola passante stessa, durante lo scorrimento del tratto superiore 50 rispetto al tratto intermedio 30.
Il perno di azionamento 52 è assialmente suddiviso in modo ideale così da presentare una prima porzione estremale sporgente da una parte del foro passante 510 contrapposta rispetto alla asola passante 331, una porzione intermedia interposta tra il foro passante 510 e l’asola passante 331 e una seconda porzione estremale sporgente da una parte dell’asola passante 331 contrapposta al foro passante 510.
Sulla porzione intermedia è calzato (scorrevolmente in direzione assiale del perno di azionamento 52) un primo organo di frizione 54 del gruppo di bloccaggio a frizione, ad esempio, una o più molle, ad esempio molle a tazza. Il primo organo di frizione 54 è sostanzialmente interposto assialmente tra il corpo allungato 330 (che circonda l’asola passante 331) e un porzione della staffa 51 che circonda il foro passante 510.
Sulla seconda porzione estremale è calzato (scorrevolmente in direzione assiale del perno di azionamento 52) un secondo organo di frizione 55 del gruppo di bloccaggio a frizione, ad esempio, una o più molle, ad esempio molle a tazza. Ciascuno tra il primo organo di frizione 54 e/o il secondo organo di frizione 55 è associato girevolmente (in modo folle, con ridotto attrito) rispetto perno di azionamento 52, ad esempio rispetto all’asse longitudinale/centrale dello stesso.
Il gruppo di bloccaggio a frizione è dotato di un organo di comando azionabile selettivamente tra una posizione di chiusura, in cui arresta lo scorrimento del tratto superiore 50 rispetto al tratto intermedio 30, e una posizione di apertura, in cui libera lo scorrimento del tratto superiore 50 rispetto al tratto intermedio 30.
In particolare l’organo di comando comprende un cannotto cilindrico 53 a cui è scorrevolmente associato il perno di azionamento 52, il quale è ad esempio calzato sulla prima porzione estremale del perno di azionamento 52, con ridotto gioco radiale. Il perno di azionamento 52 è dunque mobile lungo una direzione di scorrimento assiale del cannotto cilindrico 53 stesso.
Il cannotto cilindrico 53 in pratica è fissato alla staffa di supporto 51 in corrispondenza del foro passante 510 e ne prolunga assialmente e radialmente le dimensioni in modo da poter sostenere scorrevolmente il perno di azionamento 52. Il perno di azionamento 52 è girevolmente associato al cannotto cilindrico 53 (in modo folle, con ridotto attrito), ad esempio rispetto all’asse longitudinale/centrale dello stesso perno di azionamento 52.
Inoltre, l’organo di comando comprende inoltre un corpo di pressione 56 sostanzialmente vincolato assialmente al perno di azionamento 52, ad esempio calzato sulla seconda porzione estremale; il corpo di pressione comprende ad esempio un corpo discoidale, il quale è atto a premere sul secondo organo di frizione 55 che quindi risulta interposto tra il corpo di pressione 56 e il corpo allungato 330 (ovvero la porzione dello stesso che circonda l’asola passante 331).
Il corpo di pressione 56 è ad esempio vincolato in rotazione al perno di azionamento 52 (ad esempio è calettato su esso), in modo da essere solidale in rotazione con il perno di azionamento 52
Il corpo di pressione 56 e il cannotto cilindrico 53 sono azionabili in avvicinamento e allontanamento reciproco, come meglio verrà descritto nel seguito, rispettivamente per la chiusura (compressione) e l’apertura (rilascio) del primo organo di frizione 54 e del secondo organo di frizione 55.
Quando il primo organo di frizione 54 e il secondo organo di frizione 55 sono in posizione di chiusura lo scorrimento del tratto superiore 50 rispetto al tratto intermedio 30 è arrestato dall’attrito tra il primo organo di frizione 54 e il corpo allungato 330 e tra il secondo organo di frizione 55 e il corpo allungato 330.
Quando il primo organo di frizione 54 e il secondo organo di frizione 55 sono in posizione di apertura lo scorrimento del tratto superiore 50 rispetto al tratto intermedio 30 è permesso da un calo, di un predeterminato valore impostabile, dell’attrito tra il primo organo di frizione 54 e il corpo allungato 330 e tra il secondo organo di frizione 55 e il corpo allungato 330.
Quando il primo organo di frizione 54 e il secondo organo di frizione 55 sono in posizione di apertura l’attrito tra il primo organo di frizione 54 e il corpo allungato 330 e tra il secondo organo di frizione 55 e il corpo allungato 330 potrebbe essere sostanzialmente non nullo, ovvero potrebbe essere determinato in modo tale da impedire lo scorrimento spontaneo del corpo superiore 50 rispetto al corpo intermedio 30.
In pratica, quando il primo organo di frizione 54 e il secondo organo di frizione 55 sono in posizione di apertura la forza generata dall’attrito tra il primo organo di frizione 54 e il corpo allungato 330 e tra il secondo organo di frizione 55 e il corpo allungato 330 è maggiore della forza peso agente sul corpo superiore 50 e minore di un valore preimpostato, in modo da poter essere vinta da un’aziona manuale di trazione o spinta esercitata sul tratto superiore 50.
In pratica, la distanza reciproca tra il corpo di pressione 56 e il cannotto cilindrico 53 nella posizione di apertura è dimensionata in modo tale che, in tale posizione di apertura, l’attrito tra il primo organo di frizione 54 e il corpo allungato 330 e tra il secondo organo di frizione 55 e il corpo allungato 330 sia sostanzialmente non nullo, ovvero sia determinato in modo tale da impedire lo scorrimento spontaneo del corpo superiore 50 rispetto al corpo intermedio 30.
Il perno di azionamento 52, in corrispondenza della sua prima porzione estremale sporgente dal cannotto cilindrico 53, comprende un ulteriore perno 57, ad esempio, in squadro rispetto all’asse longitudinale del perno di azionamento 52 (parallelo all’asse longitudinale del tratto superiore 50).
Sul perno di azionamento 52 sono previsti mezzi di rotolamento 80 configurati per rendere libera la rotazione del perno di azionamento 52 rispetto al proprio asse di rivoluzione definito dall’asse (centrale) longitudinale dello stesso.
Ad esempio, i mezzi di rotolamento 80 sono configurati per rendere libera la rotazione del perno di azionamento 52 all’interno di una sede cilindrica definita dal cannotto cilindrico 53.
Nell’esempio, i mezzi di rotolamento 80 comprendono un primo cuscinetto 81, il quale è ad esempio calzato (con gioco radiale) sul perno di azionamento 52.
Il primo cuscinetto 81 è ad esempio interposto assialmente tra il primo organo di frizione e l’ulteriore perno 57 (ad esempio a distanza da quest’ultimo).
Ad esempio, il primo cuscinetto 81 è associato scorrevolmente al perno di azionamento 52, lungo l’asse longitudinale dello stesso.
Ad esempio il primo cuscinetto 81 è calzato su un codolo cilindrico derivantesi dal cannotto cilindrico 53 (realizzato di pezzo con esso) verso l’ulteriore perno 57. Il primo cuscinetto 81 è ad esempio un cuscinetto reggispinta.
Ad esempio il primo cuscinetto 81 è un cuscinetto volvente, ad esempio a sfere. Non si esclude che il primo cuscinetto 81 possa essere un cuscinetto di strisciamento.
Nell’esempio, una pista anulare del primo cuscinetto 81 è (almeno in uso) solidale in rotazione al cannotto cilindrico 53 (in corrispondenza di uno spallamento anulare definito tra il codolo cilindrico – a diametro esterno inferiore – e il cannot to cilindrico 53 – a diametro esterno maggiore) e l’altra pista anulare è libera, ovvero ruota in modo folle rispetto alla prima pista anulare e definisce una superficie di appoggio assiale libera.
Nell’esempio i mezzi di rotolamento 80 comprendono un secondo cuscinetto 82, il quale è ad esempio calzato sul perno di azionamento 52.
Il secondo cuscinetto 82 è ad esempio interposto assialmente tra il secondo organo di frizione 55 e il corpo di pressione 56, ad esempio a diretto contatto con essi.
Ad esempio, il secondo cuscinetto 82 è associato solidale in traslazione al perno di azionamento 52, lungo l’asse longitudinale dello stesso.
Il secondo cuscinetto 82 è ad esempio un cuscinetto reggispinta.
Ad esempio, il secondo cuscinetto 82 è un cuscinetto volvente, ad esempio a sfere.
Non si esclude che il secondo cuscinetto 82 possa essere un cuscinetto di strisciamento.
Nell’esempio, una pista anulare del secondo cuscinetto 82 è associata solidale al corpo di pressione 56 (ad esempio è trascinata in rotazione da essa o è calettata sul perno di azionamento 52) e l’altra pista anulare è libera, ovvero ruota in modo folle rispetto alla prima pista anulare (e al peno di azionamento) e definisce una superficie di appoggio assiale libera pel il secondo organo di frizione 55, ovvero per una sua porzione di estremità.
Non si esclude che il primo cuscinetto 81 ed il secondo cuscinetto 82 possano essere disposti in modo equivalente in altri punti assiali del perno di azionamento 52 agli stessi scopi di rendere possibile la rotazione libera del perno di azionamento 52 rispetto al cannotto cilindrico 53, sia nella posizione di apertura che nella posizione di chiusura.
Il piantone di sterzo 10 comprende una leva di azionamento 60 connessa al tratto superiore 30 la quale è operabile tra una posizione di blocco, in cui la leva di azionamento è in equilibrio stabile e vincola entrambi i gradi di libertà del tratto superiore 50 rispetto al basamento 20, in particolare il grado di libertà traslazionale tra il tratto superiore 50 e il tratto intermedio 30 e il grado di libertà rotazionale tra il tratto intermedio 30 e il basamento 20, e due distinte posizioni di sblocco, in ciascuna delle quali essa libera rispettivamente uno dei due gradi di libertà del tratto superiore 50 rispetto al basamento 20 (ovvero rispettivamente il grado di libertà traslazionale tra il tratto superiore 50 e il tratto intermedio 30 e il grado di libertà rotazionale tra il tratto intermedio 30 e il basamento 20).La leva di azionamento 60 è ad esempio atta ad operare sul perno di azionamento 52, come meglio verrà descritto nel seguito.
In particolare, la leva di azionamento 60 è incernierata al perno di azionamento 52 rispetto ad un primo asse di oscillazione B ortogonale all’asse longitudinale (di rivoluzione) del perno di azionamento 52 (ortogonale all’asse di traslazione del tratto superiore 50 rispetto al tratto intermedio 30).
Ad esempio la leva di azionamento 60 è incernierata al perno di azionamento 52 per mezzo dell’ulteriore perno 57.
La leva di azionamento 60 comprende, in corrispondenza della estremità vincolata al perno di azionamento 52, una camma 61 dotata di un profilo eccentrico rispetto al primo asse di oscillazione B.
La camma 61, ad esempio, presenta una zona allargata posta ad un determinato angolo, ad esempio sostanzialmente in squadro, rispetto al primo asse di oscillazione B da una zona rastremata.
In pratica, la zona allargata definisce una zona eccentrica localizzata su un arco centrato sul primo asse di oscillazione B presentante una distanza dal primo asse di oscillazione B maggiore della zona eccentrica localizzata su un altro arco centrato sul primo asse di oscillazione B definito dalla zona rastremata.
Tra la zona allargata e la zona rastremata può essere interposto circonferenzialmente un gradino (smussato o arrotondato) che definisce una zona instabile della leva di azionamento 60 che spinge in rotazione la leva di azionamento 60 verso una o l’altra posizione di equilibrio stabile della stessa, ovvero verso una pozione in cui la zona rastremata o la zona allargata è in quadro con l’asse del perno di azionamento 52, impedendo di fatto alla leva di azionamento 60 di occupare in modo stabile una posizione intermedia tra la posizione di blocco e la prima posizione di sblocco lungo la oscillazione rispetto al primo asse di oscillazione B. La camma 61 è atta ad entrare in contatto, selettivamente con la sua zona allargata o la sua zona rastremata, con una estremità del primo cuscinetto 81, ovvero con la sua superficie assiale libera, durante una oscillazione di un determinato angolo (uguale all’angolo che separa la zona rastremata dalla zona allargata della camma 61) della leva di azionamento 60 rispetto al primo asse di oscillazione B. Vantaggiosamente, la leva di azionamento 60 è connessa all’organo di comando (ad esempio al cannotto cilindrico 53 e al corpo di pressione 56) per l’azionamento in scorrimento reciproco tra il cannotto cilindrico 53 e il corpo di pressione 56, selettivamente tra la posizione di chiusura e la posizione di apertura, rispettivamente nella posizione di blocco della leva di azionamento 60, in cui la zona allargata della camma 61 contatta il primo cuscinetto 81 e prime, tramite il primo cuscinetto il cannotto cilindrico 53 tirando di conseguenza il corpo di pressione 56 in avvicinamento al cannotto cilindrico 53 (nella posizione di chiusura dell’organo di comando), e in una prima posizione di sblocco della leva di azionamento 60, in cui (avendo ruotato rispetto al primo asse di oscillazione B) la zona rastremata della camma 61 contattando con minore trazione il primo cuscinetto 81 lascia libero di scorrere il corpo di pressione 56, per effetto della forza elastica del primo organo di frizione 54 e del secondo organo di frizione 55, in allontanamento dal cannotto cilindrico 53 (nella posizione di apertura dell’organo di comando).
La zona allargata della camma 61 presenta un profilo sostanzialmente complementare al profilo della porzione del primo cuscinetto 81 con cui viene a contatto, ad esempio sostanzialmente planare, in tal modo la leva di azionamento 60, nella sua posizione di blocco si trova in una posizione di equilibrio stabile, ovvero rimane saldamente in tale posizione se non sollecitata.
La zona rastremata della camma 61 presenta un profilo sostanzialmente complementare al profilo della porzione del primo cuscinetto 81 con cui viene a contatto, ad esempio sostanzialmente planare, in tal modo la leva di azionamento 60, nella sua prima posizione di sblocco si trova in una posizione di equilibrio stabile, ovvero rimane saldamente in tale posizione se non sollecitata. Il movimento spontaneo di traslazione (verso il basso) della leva di azionamento 60 in tale prima posizione di sblocco è, inoltre, impedito dall’attrito residuo tra il primo organo di frizione 54 e il corpo allungato 330 e tra il secondo organo di frizione 55 e il corpo allungato 330 in posizione di aperura.
In pratica, azionando la leva di azionamento 60 dalla posizione di blocco alla prima posizione di sblocco (facendola oscillare rispetto al primo asse di oscillazione B dell’angolo predeterminato) si porta dalla posizione di chiusura alla posizione di apertura il gruppo di bloccaggio a frizione e, quindi, viene svincolato il grado di libertà traslazionale del tratto superiore 50 rispetto al basamento 20.
Il perno di azionamento 52 (e/o la leva di azionamento 60) comprende una porzione eccentrica 58 (eccentrica rispetto all’asse longitudinale centrale del perno di azionamento 52 stesso), la quale ad esempio è definita da una levetta calettata sul perno di azionamento 52 e sporgente radialmente da essa ad esempio in una direzione radiale.
La porzione eccentrica 58 è ad esempio fissata (assialmente e in rotazione) alla seconda porzione estremale del perno di azionamento 52, ad esempio all’esterno del corpo di pressione 56.
La porzione eccentrica 58 è ad esempio sovrapposta in pianta (a distanza) ad un lembo 511 della staffa di supporto 51.
Sia la porzione eccentrica 58 che il lembo 511 presentano ad esempio un rispettivo foro passante e aperto lateralmente sostanzialmente allineati.
La leva di azionamento 60, essendo connessa tramite l’ulteriore perno 57, al perno di azionamento 52, è girevolmente connessa al tratto superiore 50 rispetto ad un secondo asse di oscillazione C coincidente con l’asse longitudinale centrale del perno di azionamento 52, il quale può ruotare all’interno del foro passante 510 (del cannotto cilindrico 53).
Una oscillazione della leva di azionamento 60 e, quindi, della porzione eccentrica 58 (ad essa solidale in rotazione), rispetto al secondo asse di oscillazione C (in un verso di rotazione o l’altro) è tale da selettivamente allontanare e avvicinare la porzione eccentrica 58 dal lembo 511.
La porzione eccentrica 58 è connessa tramite un cavo di trazione 59, ad esempio un cavo inguainato di tipo bowden, all’elemento di comando 43 della molla a gas 40 per l’azionamento dell’elemento di comando 43 stessi selettivamente tra la sua posizione di arresto e la sua posizione di sbloccaggio, a seguito di una oscillazione della porzione eccentrica 58 rispetto al secondo asse di oscillazione C di un determinato angolo di oscillazione impostato.
In particolare, la guaina del cavo di trazione 59 inguainato è fissata alle opposte estremità al lembo 511 (in corrispondenza del foro passante aperto lateralmente dello stesso) e ad una staffetta fissa associata al di sotto dell’elemento di comando 43 della molla a gas 40 e il cavo del cavo di trazione 59 inguainato è fissato alle opposte estremità alla porzione eccentrica 58 (in corrispondenza del foro passante aperto lateralmente della stessa) e all’’elemento di comando 43 della molla a gas 40.
Lo sblocco del vincolo alla rotazione del tratto intermedio 30 (ovvero del tratto superiore 50) rispetto al basamento 20 attorno all’asse di rotazione A può essere realizzato come segue.
Una rotazione della leva di azionamento 60 rispetto al secondo asse di oscillazione C tra la posizione di blocco e una seconda posizione di sblocco, in cui è rotata di un angolo (ad esempio acuto), ad esempio verso il basso, provoca un allontanamento reciproco tra la porzione eccentrica 58 rispetto al lembo 511.
In particolare, il cavo del cavo di trazione 59 inguainato viene posto in trazione e l’organo di comando 43 della molla a gas 40 viene portato dalla posizione di arresto alla posizione di sbloccaggio, sbloccando l’organo di comando 43 della molla a gas 40 che permetterà quindi la regolazione dell’inclinazione, rispetto all’asse di rotazione A, del tratto intermedio 30 (e quindi del tratto superiore 50) rispetto al basamento 20, ad esempio in contrasto all’azione della molla di comando 43. La leva di azionamento 60, nella sua seconda posizione di sblocco, si trova in una posizione instabile, ovvero è spinta verso una diversa posizione, in particolare verso una posizione di blocco che riporta nella posizione di arresto l’organo di comando 43 della molla a gas 40 se non sollecitata, ovvero se la leva di azionamento 60 viene rilasciata dall’operatore.
In pratica, la leva di azionamento 60 ritorna spontaneamente (come meglio verrà spiegato nel seguito) nella sua posizione di blocco, distinta dalla seconda posizione di sblocco, quando non perturbata o sollecitata da un utilizzatore.
Di fatto la leva di azionamento 60 presenta infinite posizioni di blocco (di sostanziale equilibrio stabile, per lo meno rispetto alla oscillazione attorno al secondo asse di oscillazione C), in cui la oscillazione del tratto intermedio 30 (ovvero del tratto superiore 50) rispetto al basamento 20 attorno all’asse di rotazione A è inibita/bloccata (in funzione della posizione della leva di azionamento 60 lungo l’arco di oscillazione rispetto al primo asse di oscillazione B), tali posizioni di blocco sono tutte idealmente allineate lungo un arco di circonferenza (giacciono su un unico piano) e sono attraversate dalla leva di azionamento 60 durante la oscillazione della stessa attorno al primo asse di oscillazione B.
Inoltre, la leva di azionamento 60 presenta infinite seconde posizioni di sblocco (instabili), in cui la oscillazione del tratto intermedio 30 (ovvero del tratto superiore 50) rispetto al basamento 20 attorno all’asse di rotazione A è permessa/sbloccata (in funzione della posizione della leva di azionamento 60 lungo l’arco di oscillazione rispetto al primo asse di oscillazione B), tali seconde posizioni di sblocco sono tutte idealmente allineate lungo un arco di circonferenza (giacciono su un unico piano inclinato rispetto al piano in giacciono le infinite posizioni di blocco). In pratica la rotazione spontanea della leva di azionamento 60 in (qualunque) prima posizione di sblocco è permessa (anche) dai mezzi di rotolamento 80 che riducono l’attrito tra il secondo organo di frizione 55 e il corpo di pressione 56 e tra la leva di azionamento 60 (una tra la zona rastremata e la zona allargata della stessa) e il cannotto cilindrico 53, indifferentemente dalla posizione della leva di azionamento 60 rispetto al primo asse di oscillazione B della stessa.
Il piantone di sterzo 10 comprende, in particolare, mezzi di ritorno atti ad esercitare una forza non nulla di spinta (o di trazione) sulla leva di azionamento 60, in modo che questa venga spinta (o tirata), ad esempio in modo costante e permanete, dalla sua (qualunque) seconda posizione di sblocco (instabile) verso una sua (qualunque) posizione di blocco ove si trova in equilibrio stabile.
In particolare, i mezzi di ritorno sono configurati in modo da esercitare sulla leva di azionamento 60 una forza superiore agli attriti in gioco che contrastano la rivoluzione del perno di azionamento 52 rispetto al secondo asse di oscillazione C. In pratica, i mezzi di rotolamento 80 sono configurati in modo che la resistenza al rotolamento del perno di azionamento 52 rispetto al secondo asse di oscillazione C sia minore della forza esercitata dai mezzi di ritorno sulla leva di azionamento 60 (e quindi sul perno di azionamento stesso).
La leva di azionamento 60 è mobile in oscillazione attorno al secondo asse di oscillazione C, per azione manuale, da una sua (qualunque) posizione di blocco verso una sua (qualunque) posizione di sblocco in contrasto alla forza esercitata dai mezzi di ritorno.
In pratica, ogni qualvolta la leva di azionamento 60 viene azionata in rotazione attorno al secondo asse di oscillazione C da una sua (qualunque) posizione di blocco verso una sua (qualunque) posizione di sblocco l’operatore deve vincere (sostanzialmente in modo esclusivo) la forza esercitata dai mezzi di ritorno che si oppongono a tale oscillazione e, quando l’operatore rilascia la leva di azionamento 60 (ovvero viene meno la forza che vince la forza esercitata dai mezzi di ritorno), la forza esercitata dai mezzi di ritorno è, da sola, tale da permettere la oscillazione (contraria) spontanea della leva di azionamento 60 dalla sua (qualunque) posizione di sblocco verso una sua (qualunque) posizione di blocco, riportando in modo automatico di fatto l’organo di comando 43 della molla a gas 40 nella sua posizione di arresto.
I mezzi di ritorno sono ad esempio mezzi di ritorno elastico, ad esempio atti ad esercitare una forza di natura elastica.
Non si esclude che i mezzi di ritorno possano essere di differente natura a seconda delle esigenze, ad esempio siano di tipo magnetico.
I mezzi di ritorno elastico comprendono ad esempio una molla 590.
La molla ad esempio è una molla di compressione.
Nell’esempio, la molla è una molla elicoidale.
Ad esempio la molla 590 è interposta (in modo indiretto o in modo diretto) tra la leva di azionamento 60, preferibilmente la porzione eccentrica 58 ad essa solidale in rotazione, e il tratto superiore 50, preferibilmente i lembo 511.
In pratica, la molla 590 esercita la forza (elastica) in contrasto all’avvicinamento (ovvero spinge verso l’allontanamento) reciproco tra la porzione eccentrica 58 rispetto al lembo 511, quando la leva di azionamento 60 è ruotata attorno al secondo asse di oscillazione C dalla (qualunque) posizione di blocco verso la (qualunque) posizione di sblocco.
La molla 590, ad esempio, è definita integrale al cavo di trazione 59 (cavo Bowden).In pratica, la molla 590 è calzata sul cavo del cavo di trazione 59 ed è posta all’interno della guaina del cavo di trazione 59.
In pratica, quando una estremità del cavo del cavo di trazione 59 è trazionata verso l’esterno di una rispettiva estremità della guaina del cavo di trazione 59, rispetto ad una sua configurazione indeformata, l’azione di trazione è in contrasto alla forza resistente della molla 590, la quale tenderà ad opporsi elasticamente a questa trazione e riportare nella configurazione indeformata il cavo di trazione 59 al rilascio della forza perturbante.
Non si esclude che la molla possa essere definita all’esterno del cavo di trazione 590, ad esempio essere una molla interposta direttamente tra il lembo 511 e la porzione eccentrica 58.
Ancora, è possibile prevedere che la molla possa essere una molla a lamina o a tazza o una molla a flessione.
Di fatto, azionando la leva di azionamento 60 dalla posizione di blocco alla seconda posizione di sblocco (facendola oscillare rispetto al secondo asse di oscillazione C dell’angolo predeterminato) si porta dalla posizione di arresto alla posizione di sbloccaggio l’elemento di comando 43 della molla a gas 40 e, quindi, viene svincolato il grado di libertà rotazionale del tratto superiore 50 rispetto al basamento 20.
In pratica, infatti, la rotazione della leva di azionamento 60 attorno al secondo asse di oscillazione C dalla posizione di blocco alla seconda posizione di sblocco provoca l’allontanamento reciproco tra la porzione eccentrica 58 rispetto al lembo 511 e, quindi, il rilascio dell’elemento di comando 43 della molla a gas 40 e, con essa, la trazione del cavo del cavo di trazione 59 in contrasto alla molla 590.
Il blocco del vincolo alla oscillazione del tratto intermedio 30 (ovvero del tratto superiore 50) rispetto al basamento 20 attorno all’asse di rotazione A può essere realizzato rilasciando la leva di azionamento 60, la quale si porta spontaneamente in rotazione inversa rispetto al secondo asse di oscillazione C per effetto della forza esercita dai mezzi di ritorno, ovvero della molla 590, dalla seconda posizione di sblocco alla posizione di blocco.
In pratica, la molla 590, vincendo il basso attrito volvente tra le piste del primo cuscinetto 81 e del secondo cuscinetto 82, riporta il cavo del cavo di trazione 59 nella sua posizione indeformata e spinge in avvicinamento reciproco la porzione eccentrica 58 rispetto al lembo 511 e, quindi, rilascia l’elemento di comando 43 della molla a gas 40.
Ad esempio la leva di azionamento 60 può comprendere una prima superficie (piana), ad esempio in corrispondenza di una sua estremità distale dal primo asse di oscillazione B, sostanzialmente parallela al primo asse di oscillazione B stesso.
Tale prima superficie è atta ad essere contattata da un guidatore del veicolo per l’azionamento dell’oscillazione della leva di azionamento 60 rispetto al primo asse di oscillazione B tra la posizione di blocco e la prima posizione di sblocco.
Ad esempio la leva di azionamento 60 può comprendere una seconda superficie (piana), ad esempio in corrispondenza di una sua estremità distale dal secondo asse di oscillazione C, sostanzialmente parallela al secondo asse di oscillazione C stesso.
Tale seconda superficie è atta ad essere contattata dal guidatore per l’azionamento dell’oscillazione della leva di azionamento 60 rispetto al secondo asse di oscillazione C tra la posizione di blocco e la seconda posizione di sblocco.
Il piantone di sterzo 10 comprende inoltre un asse di sterzo 70, il quale è contenuto all’interno del tratto superiore 50, del tratto intermedio 30 e del basamento 20, ad esempio infilato con gioco all’interno delle rispettive cavità interne e sostenuto in rotazione rispetto ad essi da opportuni organi volventi, ad esempio cuscinetti, ad esempio radiali (a sfere).
In particolare, l’asse di sterzo 70 comprende un asse inferiore 71, il quale è infilato (bloccato assialmente) coassialmente all’interno della cavità interna del basamento 20 ed è girevole rispetto ad un asse di rotazione coassiale ad essa (bloccato assialmente).
Una estremità inferiore (ad esempio sporgente inferiormente dal basamento 20) dell’asse inferiore 71, ad esempio scanalata, è collegabile ad un gruppo di trasmissione del moto ad un assale sterzante del veicolo, preferibilmente un gruppo idrostatico di sterzatura (idroguida).
L’asse di sterzo 70 comprende poi un asse intermedio 72, il quale è infilato (bloccato assialmente) coassialmente all’interno della cavità interna del tratto intermedio 30 ed è girevole rispetto ad un asse di rotazione coassiale ad essa.
L’asse intermedio 72 e l’asse inferiore 71 sono tra loro collegati mediante un giunto 73, ad esempio un giunto cardanico, che permette il trasferimento del moto rotatorio dall’asse intermedio 72 all’asse inferiore 71 anche a seguito di una inclinazione del tratto intermedio 30 rispetto al basamento 20 attorno all’asse di rotazione A.
L’asse di sterzo 70 comprende poi un asse superiore 74, il quale è infilato (bloccato assialmente) coassialmente all’interno della cavità interna del tratto superiore 50 ed è girevole rispetto ad un asse di rotazione coassiale ad essa.
L’asse superiore 74 è connesso in modo scorrevole, ad esempio in modo telescopico, all’asse intermedio 72, ad esempio trascinato in scorrimento dallo scorrimento del tratto superiore 50 rispetto al tratto intermedio 30.
Una estremità superiore (ad esempio sporgente superiormente dal tratto superiore 50) dell’asse superiore 74 è collegabile, ad esempio rigidamente, ad un volante per l’azionamento in rotazione dell’asse di sterzo 70 rispetto al tratto superiore 50, al tratto intermedio 30 e al basamento 20 per la sterzatura del veicolo.
L’invenzione così concepita è suscettibile di numerose modifiche e varianti tutte rientranti nell’ambito del concetto inventivo.
Inoltre tutti i dettagli sono sostituibili da altri elementi tecnicamente equivalenti. In pratica i materiali impiegati, nonché le forme e le dimensioni contingenti, potranno essere qualsiasi a seconda delle esigenze senza per questo uscire dall’ambito di protezione delle seguenti rivendicazioni.

Claims (17)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Un piantone di sterzo (10) comprendente: - un basamento (20); - un tratto superiore (50) connesso al basamento (20), in cui il tratto superiore (50) è mobile rispetto al basamento (20) rispetto a due distinti gradi di libertà; - una leva di azionamento (60) connessa al tratto superiore (50) ed operabile tra una posizione di blocco, in cui la leva di azionamento (60) è in equilibrio stabile e vincola entrambi i gradi di libertà del tratto superiore (50) rispetto al basamento (20), e due distinte posizioni di sblocco, in ciascuna delle quali rispettivamente libera uno dei due gradi di libertà del tratto superiore (50) rispetto al basamento (20); - in cui in una delle due posizioni di sblocco la leva di azionamento (60) si trova in una posizione instabile, in cui la leva di azionamento (60) è spinta da mezzi di ritorno dalla posizione instabile, in cui libera uno dei detti gradi di libertà, verso una posizione di equilibrio stabile in cui vincola lo stesso grado di libertà.
  2. 2. Il piantone di sterzo (10) secondo la rivendicazione 1, in cui i mezzi di ritorno sono mezzi di ritorno elastico.
  3. 3. Il piantone di sterzo (10) secondo la rivendicazione 1, in cui la leva di azionamento (60) è girevolmente connessa rispetto al tratto superiore (50) rispetto ad un primo asse di oscillazione (B) ed è operabile in oscillazione attorno al primo asse di oscillazione (B) alternativamente tra due distinte posizioni angolari distanziate da un predeterminato angolo di oscillazione, di cui una prima posizione angolare definisce la posizione di blocco e una seconda posizione angolare defi nisce una prima posizione delle due posizioni di sblocco per un primo grado di libertà di detti due gradi di libertà.
  4. 4. Il piantone di sterzo (10) secondo la rivendicazione 3, in cui il primo grado di libertà è un grado di libertà traslazionale.
  5. 5. Il piantone di sterzo (10) secondo la rivendicazione 1 o 3, in cui la leva di azionamento (60) è girevolmente connessa rispetto al tratto superiore (50) rispetto ad un secondo asse di oscillazione (C) ed è operabile in oscillazione attorno al secondo asse di oscillazione (B) alternativamente tra due distinte posizioni angolari, di cui una prima posizione angolare definisce la posizione di blocco e una seconda posizione angolare definisce la posizione instabile delle due posizioni di sblocco per un secondo grado di libertà di detti due gradi di libertà.
  6. 6. Il piantone di sterzo (10) secondo la rivendicazione 5, in cui il secondo grado di libertà è una grado di libertà rotazionale.
  7. 7. Il piantone di sterzo (10) secondo la rivendicazione 3 e 5, in cui il primo asse di oscillazione (B) ed il secondo asse di oscillazione (C) sono inclinati tra loro.
  8. 8. Il piantone di sterzo (10) secondo la rivendicazione 3 e 5, in cui il primo asse di oscillazione (B) ed il secondo asse di oscillazione (C) sono ortogonali tra loro.
  9. 9. Il piantone di sterzo (10) secondo la rivendicazione 1, in cui tra il basamento (20) e il tratto superiore (50) è interposto un tratto intermedio (30), il tratto superiore (50) è connesso scorrevolmente al tratto intermedio (30) definendo un primo grado di libertà traslazionale del tratto superiore (50) rispetto al basamento (20).
  10. 10. Il piantone di sterzo (10) secondo la rivendicazione 9, in cui tra il tratto superiore (50) ed il tratto intermedio (30) è interposto un gruppo di bloccaggio a frizione (54,55) dotato di un organo di comando (53,56) azionabile selettivamente tra una posizione di chiusura, in cui arresta lo scorrimento del tratto superiore (50) rispetto al tratto intermedio (30), e una posizione di apertura, in cui libera lo scorrimento del tratto superiore (50) rispetto al tratto intermedio (30); ed in cui la leva di azionamento (60) è connessa all’organo di comando (53,56) per l’azionamento dello stesso selettivamente tra la posizione di chiusura e la posizione di apertura, rispettivamente nella posizione di blocco della leva di azionamento (60) e in una prima posizione delle due posizioni di sblocco della stessa.
  11. 11. Il piantone di sterzo (10) secondo la rivendicazione 10, in cui la leva di azionamento (60) è girevolmente connessa rispetto al tratto superiore (50) rispetto ad un primo asse di oscillazione (B) e comprende una camma (61) dotata di un profilo eccentrico rispetto al primo asse di oscillazione (B) ed atta ad azionare l’organo di comando (53,56) selettivamente tra la posizione di chiusura e la posizione di apertura a seguito di una oscillazione della camma (61) rispetto al primo asse di oscillazione (B) di un determinato angolo di oscillazione.
  12. 12. Il piantone di sterzo (10) secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti, in cui tra il basamento (20) e il tratto superiore (50) è interposto un tratto intermedio (30), il tratto intermedio (30) è connesso girevolmente al basamento (20) definendo un secondo grado di libertà rotazionale del tratto superiore (50) rispetto al basamento (20).
  13. 13. Il piantone di sterzo (10) secondo la rivendicazione 9 e 12, in cui il tratto intermedio (30) è incernierato al basamento (20) rispetto ad un asse di rotazione (A) ortogonale ad una direzione di scorrimento del tratto superiore (50) rispetto al tratto intermedio (30).
  14. 14. Il piantone di sterzo (10) secondo una delle rivendicazioni 12 o 13, in cui tra il tratto intermedio (30) e il basamento (20) è interposta una molla a gas (40) comprendente: - un cilindro (41) incernierato ad uno tra il basamento (20) e il tratto intermedio (30); - uno stelo (42) scorrevolmente connesso al cilindro (41) ed incernierato all’altro tra il tratto intermedio (30) ed il basamento (20); e - un elemento di comando (43) azionabile selettivamente tra una posizione di arresto, in cui arresta lo scorrimento dello stelo (42) rispetto al cilindro (41), e una posizione di sbloccaggio, in cui libera lo scorrimento dello stelo (42) rispetto al cilindro (41); ed in cui la leva di azionamento (60) è connessa all’elemento di comando (43) per l’azionamento dello stesso selettivamente tra la posizione di arresto e la posizione di sbloccaggio, rispettivamente nella posizione di blocco della leva di azionamento (60) e nella posizione instabile delle due posizioni di sblocco della stessa.
  15. 15. Il piantone di sterzo (10) secondo la rivendicazione 14, in cui la leva di azionamento (60) è girevolmente connessa rispetto al tratto superiore (50) rispetto ad un secondo asse di oscillazione (C) e comprende almeno una porzione eccentrica (58) eccentrica rispetto al secondo asse di oscillazione (C) a cui è connessa l’elemento di comando (43) tramite un cavo di trazione (59), per l’azionamento dell’elemento di comando (43) selettivamente tra la posizione di arresto e la posizione di sbloccaggio a seguito di una oscillazione della porzione eccentrica (58) rispetto al secondo asse di oscillazione (C) di un determinato angolo di oscillazione.
  16. 16. Il piantone di sterzo (10) secondo la rivendicazione 15, in cui il cavo di trazione (59) comprende un cavo inguainato tipo Bowden.
  17. 17. Il piantone di sterzo (10) secondo la rivendicazione 15 o 16, in cui i mezzi di ritorno sono integrati nel cavo di trazione (59).
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