IT201700006636A1 - Procedimento e apparato di smaltimento rifiuti - Google Patents

Procedimento e apparato di smaltimento rifiuti

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IT201700006636A1 IT102017000006636A IT201700006636A IT201700006636A1 IT 201700006636 A1 IT201700006636 A1 IT 201700006636A1 IT 102017000006636 A IT102017000006636 A IT 102017000006636A IT 201700006636 A IT201700006636 A IT 201700006636A IT 201700006636 A1 IT201700006636 A1 IT 201700006636A1
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gaseous
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Description

DESCRIZIONE
PROCEDIMENTO E APPARATO DI SMALTIMENTO RIFIUTI
La presente invenzione ha per oggetto un procedimento e apparato di smaltimento rifiuti del tipo precisato nel preambolo della prima rivendicazione.
In particolare la presente invenzione ha per oggetto un procedimento e apparato atto a termo-disgregare le molecole dei rifiuti coinvolti nello smaltimento.
Come noto l’utilizzo della radioattività e delle sue proprietà in numerosi settori porta alla produzione di materiali radioattivi che, quando non possono essere più utilizzati, diventano rifiuti radioattivi.
Essi, emettendo radioattività, devono essere smaltiti in maniera adeguata al fine di evitare rischi per l’uomo e per l’ambiente.
Esistono diverse classi di rifiuti radioattivi, alle quali corrispondono diverse modalità di gestione, a seconda della concentrazione di radionuclidi e del tempo in cui la radioattività decade.
Secondo quanto indicato da IAEA (International Atomic Energy Agency), i rifiuti radioattivi sono suddivisi in cinque tipologie: a vita media molto breve; attività molto bassa; bassa attività; media attività e alta attività.
Alle prime tipologie corrispondono i rifiuti ad esempio provenienti dal settore medicale, dal settore della ricerca e dalle attrezzature e materiali di consumo, mentre alle tipologie a più alta attività corrispondono a vestiario e parti di attrezzature degli impianti per la produzione di energia nucleare.
I rifiuti radioattivi sono generalmente custoditi in depositi temporanei o permanenti che ne consentono la gestione in sicurezza e l’isolamento dall’ambiente e dall’uomo.
Pertanto lo smaltimento, allo stato della tecnica attuale, consiste sostanzialmente nel deposito dei residui in siti dedicati atti al mantenimento di essi per il tempo necessario a consentire il decadimento della relativa attività radioattiva.
La tecnica nota descritta comprende alcuni importanti inconvenienti.
In particolare, il materiale radioattivo viene immagazzinato in container di isolamento che vengono poi depositati in luoghi preposti con aggravio in termini di spazio.
Infatti i rifiuti radioattivi non subiscono un vero e proprio smaltimento, ma vengono invece depositati temporaneamente nei siti di decadimento creando ingombri che possono talvolta giungere a saturazione.
Inoltre il fatto di non smaltire tali rifiuti comprende l’inconveniente di mantenere in vita il rischio di contaminazione ambientale, ad esempio nel caso in cui gli impianti di immagazzinamento risultino essere inadeguati o malfunzionanti.
In questa situazione il compito tecnico alla base della presente invenzione è ideare un procedimento e apparato di smaltimento rifiuti in grado di ovviare sostanzialmente ad almeno parte degli inconvenienti citati.
Nell'ambito di detto compito tecnico è un importante scopo dell'invenzione ottenere un procedimento e apparato di smaltimento rifiuti atto a consentire un effettivo smaltimento di buona parte dei materiali radioattivi.
Un altro importante scopo dell'invenzione è realizzare un procedimento e apparato di smaltimento rifiuti che consenta di limitare gli ingombri in termini di spazio e tempo per i rifiuti radioattivi.
Pertanto un ulteriore compito dell’invenzione è quello di ridurre i rischi dovuti al corretto immagazzinamento ed i costi relativi al mantenimento degli impianti di deposito dei suddetti rifiuti.
Il compito tecnico e gli scopi specificati sono raggiunti da un procedimento e apparato di smaltimento rifiuti come rivendicato nella annessa rivendicazione 1. Esempi di realizzazione preferita sono descritti nelle rivendicazioni dipendenti. Le caratteristiche ed i vantaggi dell’invenzione sono di seguito chiariti dalla descrizione dettagliata di esecuzioni preferite dell’invenzione, con riferimento agli uniti disegni, nei quali:
la Fig.1 mostra uno schema dell’apparato secondo l’invenzione.
Nel presente documento, le misure, i valori, le forme e i riferimenti geometrici (come perpendicolarità e parallelismo), quando associati a parole come "circa" o altri simili termini quali "pressoché" o "sostanzialmente", sono da intendersi come a meno di errori di misura o imprecisioni dovute a errori di produzione e/o fabbricazione e, soprattutto, a meno di una lieve divergenza dal valore, dalla misura, dalla forma o riferimento geometrico cui è associato. Ad esempio, tali termini, se associati a un valore, indicano preferibilmente una divergenza non superiore al 10% del valore stesso.
Inoltre, quando usati, termini come “primo”, “secondo”, “superiore”, “inferiore”, “principale” e “secondario” non identificano necessariamente un ordine, una priorità di relazione o posizione relativa, ma possono essere semplicemente utilizzati per più chiaramente distinguere tra loro differenti componenti.
Le misurazioni e i dati riportati nel presente testo sono da considerarsi, salvo diversamente indicato, come effettuati in Atmosfera Standard Internazionale ICAO (ISO 2533).
Con riferimento alle Figure, il procedimento di smaltimento rifiuti secondo l'invenzione è globalmente indicato con il numero 1.
In particolare, il procedimento 1 di smaltimento rifiuti è applicato preferibilmente su rifiuti 2 di tipo radioattivo. Inoltre tali rifiuti sono ad esempio di tipo organico e possono comprendere ad esempio rifiuti provenienti dal settore medicale, dal settore della ricerca e dalle attrezzature e materiali di consumo, oppure da vestiario e parti di attrezzature degli impianti per la produzione di energia nucleare. Il procedimento 1 comprende quindi una prima fase 1a, una seconda fase 1b, una terza fase 1c ed una quarta fase 1d.
Nella prima fase 1a i rifiuti 2 vengono immessi preferibilmente all’interno di un impianto 10.
Nel dettaglio i rifiuti 2 sono, in questa fase, dei rifiuti pre-trattamento 2a.
I rifiuti pre-trattamento 2a sono rifiuti 2 non ancora sottoposti al procedimento 1 e pertanto corrispondono sostanzialmente ai rifiuti 2 come raccolti.
L’impianto 10 è preferibilmente costituito da un complesso di congegni atti a realizzare il procedimento 1.
Ad esempio l’impianto 10 comprende una tramoggia 5.
La tramoggia 5 è preferibilmente del tipo noto e pertanto è essenzialmente un recipiente a pareti inclinate munito di una apertura a sezione variabile a comando per lo scarico di materia e, nella fattispecie, rifiuti pre-trattamento 2a.
Il volume descritto dalla suddetta tramoggia 5 è inoltre proporzionato preferibilmente al quantitativo di rifiuti 2 trattabili simultaneamente all’interno dell’impianto 10.
In aggiunta la tramoggia 5 comprende dei mezzi di pesatura 50. Tali mezzi di pesatura 50 sono preferibilmente atti a rilevare il peso dei rifiuti pre-trattamento 2a che vengono inseriti all’interno della tramoggia 5 e quindi dell’impianto 10. Tali mezzi di pesatura 50 sono quindi comunicanti con almeno parte di un apparato di immissione 6.
L’apparato di immissione 6 comprende un condotto che si estende dall’apertura della tramoggia 5 e conduce ad un reattore pirolitico 3.
Pertanto la tramoggia 5 ed il reattore pirolitico 3 sono preferibilmente connessi funzionalmente dall’apparato di immissione 6. Inoltre l’apparato di immissione 6 comprende preferibilmente dei pistoni idraulici 60 ed un dispositivo di separazione 61.
I pistoni idraulici 60 sono preferibilmente atti ad alimentare il reattore pirolitico 3 con i rifiuti pre-trattamento 2a a frequenza variabile. Inoltre essi sono ad esempio atti all’azionamento dei mezzi di immissione presenti nella tramoggia 5 e nell’apparato di immissione 6.
Pertanto i pistoni idraulici 60 sono degli attuatori ad esempio atti a movimentare dei cursori, oppure ad aprire e chiudere delle aperture.
Preferibilmente i pistoni idraulici 60 sono tre e, in particolare, un pistone è connesso ai mezzi di pesatura 50 ed atto ad aprire o chiudere l’apertura della tramoggia 5; un secondo pistone è collegato ad un cursore lineare atto a spingere i rifiuti pre-trattamento 2a all’interno del condotto verso il reattore pirolitico 3; un terzo pistone è collegato ad una apertura a ridosso del reattore pirolitico 3 atta ad essere aperta o chiusa a comando ed a seconda della quantità di materia richiesta all’interno del reattore pirolitico 3.
Il dispositivo di separazione 61 è invece atto a ridurre la quantità di ossigeno in ingresso al reattore pirolitico 3 ed è pertanto preferibilmente costituito da una barriera ad azoto.
È importante che la presenza di ossigeno venga ridotta il più possibile per fare in modo che l’ambiente interno all’apparato 10 e, principalmente, in prossimità ed all’interno del reattore pirolitico 3 rimanga chimicamente riducente.
Pertanto preferibilmente nella prima fase 1a i rifiuti pre-trattamento 2a sono sostanzialmente immessi all’interno del reattore pirolitico 3.
Nella seconda fase 1b i rifiuti pre-trattamento 2a sono termo-disgregati tramite pirolisi in rifiuti trattati 4.
Questa seconda fase 1b avviene preferibilmente all’interno del reattore pirolitico 3 che è quindi essenzialmente il cuore dell’impianto 10.
Il reattore pirolitico 3 è preferibilmente un reattore di tipo rotante orizzontale ad esempio costituito da una camera in acciaio inox al cui interno sono disposte delle resistenze elettriche che scaldandosi consentono il raggiungimento delle corrette temperature di esercizio.
Il reattore 3 è inoltre composto da una superficie interna alla camera preferibilmente a spirale per favorire il mescolamento dei rifiuti 2 in ingresso e consente la rotazione in un senso oppure in quello opposto.
La possibilità di ruotare in entrambi i sensi, unitamente alla conformazione a spirale, consente al reattore 3 di regolare la velocità di avanzamento dei rifiuti 2 al proprio interno e quindi i tempi di permanenza.
In particolare la seconda fase 1b prevede preferibilmente un processo di rottura dei legami molecolari esistenti nella materia costituente i rifiuti pre-trattamento 2a e la formazione di nuovi legami a formare nuove molecole.
Il processo di rottura dei legami avviene fornendo calore all’interno della camera del reattore 3 e pertanto, preferibilmente, il reattore pirolitico 3 ha temperature di esercizio comprese tra 600 °C e 700 °C.
I rifiuti 2 vengono quindi mantenuti all’interno del reattore 3 con tempi preferibilmente compresi tra i 90 ed i 120 minuti in dipendenza dal tipo di rifiuti 2. Inoltre le reazioni chimiche che avvengono entro la camera non prevedono ad esempio l’utilizzo di additivi o catalizzatori e infatti, come già detto, è importante mantenere controllato il livello di ossigeno per mantenere un ambiente di reazione riducente.
Tali reazioni chimiche, come anticipato, portano alla formazione di rifiuti trattati 4. I rifiuti trattati 4 si suddividono quindi in una fase solida 40 ed in una fase gassosa 41.
La fase liquida è sostanzialmente assente grazie alle condizioni di esercizio presenti in camera nel reattore pirolitico 3 ed è eventualmente limitata alla sola umidità condensata presente dei rifiuti pre-trattamento 2a.
La fase solida 40 comprende preferibilmente i residui carboniosi sotto-forma di polveri o inerti che mantengono la radioattività dei rifiuti pre-trattamento 2a, mentre la fase gassosa 41 è costituita sostanzialmente da gas di sintesi a carica elettrica equilibrata e non radioattivi.
In particolare la fase solida 40 corrisponde preferibilmente massimo il 20 % del peso dei rifiuti pre-trattamento 2a immessi all’interno del reattore pirolitico 3 e, più opportunamente, la fase solida 40 è compresa tra il 10% ed il 15% del peso dei rifiuti pre-trattamento 2a.
In termini di volume, preferibilmente la fase solida 40 è preferibilmente compresa tra il 5 % ed il 10 % del volume dei rifiuti pre-trattamento 2a.
Il restante peso o volume compreso nella fase gassosa 41 può essere costituito da uno o più gas quali ad esempio idrogeno molecolare (H2), ossido di carbonio (CO), gas metano (CH4), gas etano (C2H6), gas propano (C3H8), gas etilene (C2H4) e butano (C4H10).
Il potere calorico della fase gassosa 41 è inoltre preferibilmente variabile tra 7800 e 8500 Kcal/Kg.
Nella seconda fase 1b il reattore pirolitico 3, in aggiunta, separa la fase solida 40 dalla fase gassosa 41 all’interno di una camera a ciclone 30.
Pertanto preferibilmente la camera a ciclone è compresa nel reattore ed è contigua rispetto alla camera di disgregazione molecolare.
La camera a ciclone 30 ha una struttura di tipo noto tipica dei cicloni o depulveratori centrifughi che permettono la purificazione di gas da polveri per mezzo della forza centrifuga.
In particolare la fase solida 40 separata all’interno della camera 30 viene espulsa per gravità mentre la fase gassosa 41, a bassa densità, fuoriesce verso l’alto della camera a ciclone 30.
All’interno del reattore pirolitico 3 possono inoltre essere disposti dei dispositivi di controllo o sicurezza ausiliari.
Ad esempio esso può comprendere un dispositivo di raffreddamento ad aria in circuito chiuso per bloccare la reazione di disgregazione molecolare in particolare in situazioni di fermata impianto o emergenza.
Tale sistema è atto preferibilmente a portare la camera del reattore 3 a temperature inferiori a 100 °C in un tempo inferiore a 30 minuti.
Possono inoltre essere previsti altri dispositivi di controllo come, ad esempio, un sistema di misurazione massica della fase gassosa 41 che permette all’impianto 10 un bilancio di materia confrontando la quantità in peso di rifiuti pre-trattati 2a immessi all’interno del reattore 3 rilevata dai mezzi di pesatura 50.
Il controllo delle quantità di fase gassosa 41 in camera e rifiuti pre-trattamento 2a in ingresso consente, ad esempio, di variare i parametri di funzionamento dell’impianto 10 come la rotazione del reattore pirolitico 3, la temperatura del reattore 3 e la quantità di rifiuti 2a in ingresso al reattore 3 per mantenere buoni livelli di efficienza dell’impianto 10, ossia per mantenere una bassa percentuale di fase solida 40 ancora radioattiva.
Una volta separate le fasi solida e gassosa (40, 41) il procedimento 1 prevede preferibilmente la terza fase 1c in cui una terza fase 1c in cui la fase solida 40 è immagazzinata secondo procedure di immagazzinamento note dei rifiuti radioattivi.
Nel dettaglio, nella terza fase 1c la fase solida 40 viene espulsa per gravità dalla camera a ciclone 30 e viene immessa all’interno di una camera di estrazione 31. La camera di estrazione 31 è pertanto preferibilmente compresa anch’essa all’interno del reattore pirolitico 3 ed ad esempio contigua alla camera a ciclone 30.
Inoltre preferibilmente tra la camera a ciclone 30 e la camera di estrazione 31 sono presenti dei congegni valvolari per consentire unicamente il passaggio della fase solida 40 all’interno della camera di estrazione 31.
La camera di estrazione 31 è quindi preferibilmente atta a raffreddare e compattare la fase solida 40 prima dell’estrazione.
Essa comprende ad esempio una camera con circuito chiuso ad acqua per il raffreddamento degli inerti ed un sistema di compattazione, ad esempio a pressione, per ridurre ulteriormente il volume della fase solida 41.
La camera di estrazione 31 può quindi comprendere dei mezzi a vite per portare la fase solida 41 trattata verso una apertura di scarico che conduce a sitemi di stoccaggio per materiali radioattivi già noti.
Nella quarta fase 1d la fase gassosa 41 è preferibilmente espulsa nell’ambiente esterno.
Prima di giungere all’esterno, la fase gassosa 41 compie ad esempio una pluralità di passaggi atti a lavare il gas ed ad eliminare per condensazione i residui di umidità compresi all’interno della fase gassosa 41.
Nel dettaglio nella quarta fase 1d preferibilmente la fase gassosa 41 fuoriesce dalla sommità della camera a ciclone 30 e viene immessa all’interno di un eiettore 7.
L’eiettore 7 è ad esempio di tipo convergente- divergente o venturi ed è atto a raffreddare la fase gassosa 41 per mezzo di un getto d’acqua.
Preferibilmente l’eiettore 7 è quindi un sistema di raffreddamento immediato, o quench, in cui la fase gassosa 41 viene raffreddata repentinamente a temperature attorno ai 30-40 °C e simultaneamente lavata.
Inoltre nella quarta fase 1d la fase gassosa 41 fuoriesce dall’eiettore 7 e confluisce all’interno di una camera scrubber 8.
La camera scrubber 8 è preferibilmente atta a lavare la fase gassosa 41 in controcorrente in modo tale da asportare totalmente i residui sospesi della fase solida 40. Pertanto la camera scrubber 8 è preferibilmente una camera scrubber per lavaggio in controcorrente del tipo noto.
Oltre alle funzioni già citate preferibilmente la camera scrubber 8 è atta a neutralizzare i residui solidi acidi o basici.
Può quindi essere previsto dall’impianto 10 una sistema di estrazione, connesso alla vasca di accumulo della camera scrubber 8, atto a trasferire condense e residui solidi ad un concentratore ad evaporazione in grado di ridurre il volume dei residui così asportati.
Una volta fuoriuscita dalla camera scrubber 8, sempre nella quarta fase 1d, la fase gassosa 41 confluisce preferibilmente all’interno di uno scambiatore di calore 9. Lo scambiatore di calore 9 è atto a raffreddare la fase gassosa 41 a temperature inferiori a 0 °C in modo tale da separare la fase gassosa 41 da eventuale umidità condensata.
In particolare l’eventuale umidità ancora presente e portata a condensazione viene ad esempio eliminata con un sistema a ciclone.
Infine nella quarta fase 1d la fase gassosa 41 fuoriesce dallo scambiatore di calore 9 e confluisce all’interno di uno a scelta tra un apparato di immagazzinamento 90 ed un apparato di neutralizzazione 91.
Preferibilmente la fase gassosa 41 confluisce verso l’esterno, ossia verso l’apparato di immagazzinamento 90 o neutralizzazione 91, per mezzo di soffianti. L’apparato di immagazzinamento 90 è, nel dettaglio, preferibilmente atto a comprimere e stoccare la fase gassosa 41, mentre l’apparato di neutralizzazione 91 è atto ad ossidare la fase gassosa 41.
Preferibilmente, la fase gassosa 41, se transita all’interno dell’apparato di neutralizzazione 91, viene successivamente inviata all’apparato di immagazzinamento 90.
Al termine dei suddetti processi la fase gassosa 41 viene preferibilmente liberata senza pericoli all’esterno, ossia nell’atmosfera.
Il procedimento e apparato di smaltimento rifiuti secondo l’invenzione consegue importanti vantaggi.
Infatti, il procedimento e apparato consente lo smaltimento effettivo di buona parte dei materiali radioattivi. Infatti il materiale radioattivo viene ridotto alla sola fase solida che, rispetto al materiale iniziale, è compresa tra il 10% ed il 15% del peso ed il 5-10% del volume.
A seguito di questa riduzione un ulteriore vantaggio è dato dal fatto di limitare gli ingombri dovuti al materiale radioattivo da stoccare nei siti appositi, nonché un miglioramento in termini di tempo per quanto riguarda il decadimento della attività radioattiva.
Siccome infine l’utilizzo dei sistemi di immagazzinamento delle scorie radioattive viene ridotto, vengono ulteriormente vantaggiosamente ridotti i costi di mantenimento degli stressi nonché gli eventuali rischi associati al mantenimento dei siti.
L’invenzione è suscettibile di varianti rientranti nell'ambito del concetto inventivo definito dalle rivendicazioni.
Ad esempio è possibile collegare uno scambiatore di calore tra la vasca di raccolta della camera scrubber 8 e l’eiettore 7 per consentire alla camera scrubber 8 di rifornire l’acqua necessaria al funzionamento dell’eiettore 7 per il raffreddamento immediato.
Inoltre l’impianto idraulico può comprendere connessioni ad un refrigeratore per consentire al liquido di circolare negli scambiatori di calore alla corretta temperatura.
In tale ambito tutti i dettagli sono sostituibili da elementi equivalenti ed i materiali, le forme e le dimensioni possono essere qualsiasi.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Procedimento (1) di smaltimento rifiuti (2), detti rifiuti (2) essendo rifiuti radioattivi ed il procedimento (1) caratterizzato dal fatto di comprendere: - una prima fase (1a) in cui rifiuti pre-trattamento (2a) sono immessi all’interno di un reattore pirolitico (3), - una seconda fase (1b) in cui detti rifiuti pre-trattamento (2a) sono termodisgregati tramite pirolisi in rifiuti trattati (4), - detti rifiuti trattati (4) comprendendo una fase solida (40) ed una fase gassosa (41), - una terza fase (1c) in cui detta fase solida (40) è immagazzinata secondo procedure di immagazzinamento note dei rifiuti radioattivi, - una quarta fase (1d) in cui detta fase gassosa (41) è espulsa nell’ambiente esterno.
  2. 2. Procedimento (1) secondo una o più rivendicazioni precedenti, in cui in detta seconda fase (1b) detto reattore pirolitico (3) separa detta fase solida (40) e detta fase gassosa (41) all’interno di una camera a ciclone (30), detta fase solida (40) comprendendo solidi carboniosi in quantità comprese tra il 10% ed il 15% del peso dei rifiuti pre-trattamento (2a) immessi e detta fase gassosa (41) essendo costituita da uno a scelta tra idrogeno molecolare, ossido di carbonio, gas metano, gas etano, gas propano, gas etilene e butano.
  3. 3. Procedimento (1) secondo almeno una rivendicazione precedente, in cui in detta terza fase (1c) detta fase solida (40) viene espulsa per gravità da detta camera a ciclone (30) e viene immessa all’interno di una camera di estrazione (31), detta camera di estrazione (31) essendo atta a raffreddare e compattare detta fase solida (40) prima dell’estrazione.
  4. 4. Procedimento (1) secondo almeno una rivendicazione precedente, in cui in detta quarta fase (1d) detta fase gassosa (41) fuoriesce dalla sommità di detta camera a ciclone (30) e viene immessa all’interno di un eiettore (7), detto eiettore (7) essendo di tipo venturi ed essendo atto a raffreddare detta fase gassosa (41) per mezzo di un getto d’acqua.
  5. 5. Procedimento (1) secondo almeno una rivendicazione precedente, in cui in detta quarta fase (1d) detta fase gassosa (41) fuoriesce da detto eiettore (7) e confluisce all’interno di una camera scrubber (8), detta camera scrubber (8) essendo atta a lavare detta fase gassosa (41) in controcorrente in modo tale da asportare totalmente i residui sospesi di detta fase solida (40).
  6. 6. Procedimento (1) secondo almeno una rivendicazione precedente, in cui in detta quarta fase (1d) detta fase gassosa (41) fuoriesce da detta camera scrubber (8) e confluisce all’interno di uno scambiatore di calore (9), detto scambiatore di calore (9) essendo atto a raffreddare detta fase gassosa (41) a temperature inferiori a 0 °C in modo tale da separare detta fase gassosa (41) da eventuale umidità condensata.
  7. 7. Procedimento (1) secondo almeno una rivendicazione precedente, in cui in detta quarta fase (1d) detta fase gassosa (41) fuoriesce da detto scambiatore di calore (9) e confluisce all’interno di uno a scelta tra un apparato di immagazzinamento (90) ed un apparato di neutralizzazione (91), detto apparato di immagazzinamento (90) essendo atto a comprimere e stoccare detta fase gassosa (41), e detto apparato di neutralizzazione (91) essendo atto ad ossidare detta fase gassosa (41).
  8. 8. Procedimento (1) secondo la rivendicazione 1, in cui in detta prima fase (1a) i rifiuti pre-trattamento (2) vengono immessi in una tramoggia (5), detta tramoggia (5) comprendendo mezzi di pesatura (50) atti a rilevare il peso di detti rifiuti pre-trattamento (2a).
  9. 9. Procedimento (1) secondo una o più rivendicazioni precedenti, in cui in detta prima fase (1a) detti rifiuti pre-trattamento (2a) vengono immessi da detta tramoggia (5) in detto reattore pirolitico (3) per mezzo di un apparato di immissione (6) atto a connette funzionalmente detta tramoggia (5) a detto reattore pirolitico (3), detto apparato di immissione (6) comprendendo pistoni idraulici (60) atti ad alimentare detto reattore pirolitico (3) con detti rifiuti pre-trattamento (2a) a frequenza variabile e comprendendo un dispositivo di filtraggio (61) atto a ridurre la quantità di ossigeno in ingresso a detto reattore pirolitico (3).
  10. 10. Impianto (10) atto a realizzare il procedimento (1) di almeno una rivendicazione precedente, e comprendente: una tramoggia (5), un reattore pirolitico (3), un apparato di immissione (6), una camera a ciclone (30), una camera di estrazione (31), e un eiettore (7).
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