IT7309725A1 - Impianto di frenatura di veicoli - Google Patents

Impianto di frenatura di veicoli

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IT7309725A1
IT7309725A1 ITFI1973A9725A IT972573A IT7309725A1 IT 7309725 A1 IT7309725 A1 IT 7309725A1 IT FI1973A9725 A ITFI1973A9725 A IT FI1973A9725A IT 972573 A IT972573 A IT 972573A IT 7309725 A1 IT7309725 A1 IT 7309725A1
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    • B60VEHICLES IN GENERAL
    • B60TVEHICLE BRAKE CONTROL SYSTEMS OR PARTS THEREOF; BRAKE CONTROL SYSTEMS OR PARTS THEREOF, IN GENERAL; ARRANGEMENT OF BRAKING ELEMENTS ON VEHICLES IN GENERAL; PORTABLE DEVICES FOR PREVENTING UNWANTED MOVEMENT OF VEHICLES; VEHICLE MODIFICATIONS TO FACILITATE COOLING OF BRAKES
    • B60T11/00Transmitting braking action from initiating means to ultimate brake actuator without power assistance or drive or where such assistance or drive is irrelevant
    • B60T11/10Transmitting braking action from initiating means to ultimate brake actuator without power assistance or drive or where such assistance or drive is irrelevant transmitting by fluid means, e.g. hydraulic
    • B60T11/103Transmitting braking action from initiating means to ultimate brake actuator without power assistance or drive or where such assistance or drive is irrelevant transmitting by fluid means, e.g. hydraulic in combination with other control devices
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    • B60T8/00Arrangements for adjusting wheel-braking force to meet varying vehicular or ground-surface conditions, e.g. limiting or varying distribution of braking force
    • B60T8/18Arrangements for adjusting wheel-braking force to meet varying vehicular or ground-surface conditions, e.g. limiting or varying distribution of braking force responsive to vehicle weight or load, e.g. load distribution
    • B60T8/1812Arrangements for adjusting wheel-braking force to meet varying vehicular or ground-surface conditions, e.g. limiting or varying distribution of braking force responsive to vehicle weight or load, e.g. load distribution characterised by the means for pressure reduction

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  • Transportation (AREA)
  • Mechanical Engineering (AREA)
  • Regulating Braking Force (AREA)
  • Braking Arrangements (AREA)
  • Braking Systems And Boosters (AREA)

Description

[0001] 9725 A/73 1000996 cb/ Caso 3805/73 OFFICIO TECNICO N6.
[0002] A.
[0003] MANNUCCI Descrizione dell Invenzione Industriale dal titolo: "IMPIANTO DI FRENATURA DI VEICOLI" di LABAVIA-S.G.E.
[0004] societa a responsabilita limitata francese, a PARIGI 1 7 DIC.1973 (Francia), depositata il No Prot.
[0005] L'invenzione relativa alle installazioni cioé impianti di frenatura di autoveicoli.
[0006] Essa ha per scopo, soprattutto, di rendere que sti impianti tali che,a partire dall'istante inizia- le della loro messa in servizio, essi impongano auto maticamente ai veicoli che corredano decelerazioni sviluppantisi nel tempo secondo leggi predeterminate, dipendenti dalla velocita dei veicoli al detto istan te iniziale e preferibilmente indipendenti dalle mas se di questi veicoli.
[0007] Se impianti di frenatura del genere sono mon- tati rispettivamente sui differenti veicoli di una co lonna in movimento, in specie su autostrada, veicoli animati di velocita istantanee identiche o sensibil- mente identiche, sufficiente mettere in servizio si multaneamente o quasi simultaneamente questi diversi impianti per assicurare automaticamente la decelera- zione - ed occorrendo quasi l'arresto - dei differen ti veicoli che essi corredano con conservazione inte grale o quasi integrale delle loro distanze rispetti UFFICIO TECNICO WN6.
[0008] A.
[0009] MANNUCCI ve, cid che sopprime qualsiasi rischio di tamponamen to.
[0010] Messe in servizio del genere quasi simultanee possono essere facilmente ottenute per ciascuno dei due veicoli di una coppia di veicoli che si seguono, per esempio facendo accendere automaticamente un se- gnale luminoso particolare posteriormente al primo veicolo appena messo in servizio il suo impianto e facendo mettere in servizio l'impianto del secondo veicolo semplicemente abbandonando il pedale dell'ac celeratore da parte del conducente del secondo vei- -npuoo ossep Tt guedds uou ostnoso ouopugqqe totoo cente percepisce il detto segnale.
[0011] Il tempo separante le due messe in servizio in questione pu allora non superare il secondo, cio che si traduce in una diffo renza di distanziamento dei due veicoli relativamen- te piccola ed in ogni caso assolutamente.
[0012] compatibile con le esigenze di un rallentamento senza urto reci- proco; occorre considerare in effetti che la differen za di distanziamento in questione corrisponde alla differenza dei percorsi effettuati durante un secondo circa da rispettivamente due veicoli circolanti, il primo alla velocit iniziale comune ed il secondo al la velocita ridotta imposta dal programma di decelera zione alla fine di un secondo circa, velocita ridotta UFFICIO TECNICO NO.
[0013] A.
[0014] MANNUCCI che pud essere solo molto leggermente inferiore alla velocita iniziale.
[0015] Una tale osservazione generalizzabile alla to talita dei veicoli di una colonna perche ciascuno di questi veicoli pud essere considerato come facente parte di almeno una coppia nel senso indicato.
[0016] Gli impianti di frenatura del genere in questio ne conformi all'invenzione comprendono in modo in se noto un dispositivo di frenatura, in specie a frizio ne, comandato dagli spostamenti di un organo di co- mando quale un pistone in un cilindro.
[0017] Essi sono essenzialmente caratterizzati dal fat to di comprendere inoltre, da una parte, un circuito chiuso di liquido comportante successivamente un ser batoio di liquido, una pompa volumetrica azionata ad una velocita proporzionale alla velocita di sposta- mento del veicolo, ed una camera limitata parzialmen te da una parete mobile o deformabile atta a spostare il suddetto organo di comando e, dall'altra parte, mezzi disinnestati all'iniziativa del conducente, pre feribilmente per rilascio, cioé per semplice abbando- no del pedale dell'acceleratore, atti a far variare automaticamente la pressione del liquido nella camera in modo da spostare o deformare la sua parete mobile o deformabile nel senso corrispondente all'azionamen- FFICIOTECNCGNAMANUCCI to del dispositivo di frenatura, mezzi lavoranti per strozzamento di una frazione almeno della corrente di liquido trascinato dalla pompa.
[0018] In modi di realizzazione preferiti, si ricor so inoltre all'una e/o all'altra delle.disposizioni seguenti: - i mezzi agenti sulla pressione del liquido comprendono una valvola funzionante in tutto o niente cioe tutta aperta o tutta chiusa, montata sul circui- to di liquido, a valle della camera ed.un condotto di derivazione a sezione strozzata regolabile collegante al serbatoio di liquido un punto, del circhito chiuso di liquido, situato tra la pompa e.la valvola, a val- le della pompa; - il condotto di derivazione secondo il rapover- so precedente comprende una strozzatura la cui sezione regolabile in precedenza e resta quindi invariabile nel corso del funzionamento dell'impianto; - il condotto di derivazione secondo il capover- so precedente comprende, in serie con la strozzatura di sezione fissa e preferibilmente a monte di questa un'altra strozzatura la cui sezione varia, durante il funzionamento dell'impianto, nello stesso senso della pressione del liquido immediatamente a monte di questa; - la strozzatura variabile secondo il capoverso precedente materializzata dall'intervallo riservato, in un cilindro provvisto di una luce laterale, tra que sta luce ed il fondo di un pistone montato in modo da poter scorrere in questo cilindro di fronte alla det ta luce, la posizione di questo pistone a ciascun istante risultando da un equilibrio tra la forza ap- plicata sul suo detto fondo dalla pressione a monte del liquido e la forza antagonista applicata sul suo fondo opposto da una molla di richiamo; - il fondo, del pistone secondo il capoverso pre cedente, che coagisce con la luce per materializzare la strozzatura variabile presenta una forma asimme- trica e mezzi sono previsti per modificare automati- camente la posizione angolare del detto pistone in funzione della massa del veicolo, un aumento di que- sta massa traducendosi nella riduzione della sezione della strozzatura variabile ed inversamente; - la parete mobile o deformabile facente parte della camera di cui sopra e montata tra il pedale del freno e l'organo di comando di cui sopra in modo tale che da una parte la detta parete non aziona il pedale di freno durante i suoi spostamenti automatici nel senso della frenatura e che dall'altra parte, per ciascuna delle posizioni di frenatura automatica oc- cupate da questa parete, l'affondamento volontario -5- del pedale di freno permette successivamente di rag giungere la posizione di frenatura di questo pedale corrispondente alla detta posizione della parete, quin di di continuare a spostare quest'ultima nel senso della frenatura.
[0019] L'invenzione comprende, a parte queste dispo- sizioni principali, certe altre disposizioni che si utilizzano di preferenza contemporaneamente e di cui si parlera piü esplicitamente in seguito.
[0020] In quanto segue si descrivera un modo di realiz zazione preferito dell'invenzione riferendosi ai di- segni annessi in modo beninteso non limitativo.
[0021] La Fig.
[0022] 1, di questi disegni, mostra schematicamen- te un impianto di frenatura di veicolo realizzato con formemente all'invenzione; la Fig.
[0023] 2 mostra un dettaglio di questo impianto; e la Fig.
[0024] 3 un grafico utile alla comprensione del funzionamento di questo impianto.
[0025] In un modo in se noto, l'impianto comprende un circuito idraulico di frenatura 1 atto a trasmettere a freni a frizione 2, generalmente montati sulle quat tro ruote del veicolo, gli scorrimenti di un pistone 3 in un cilindro principale 4 alimentato con olio a partire da un serbatoio 5.
[0026] Questi scorrimenti sono comandati mediante ap- 6 OFFICIO TECNICO IN6.
[0027] A.
[0028] MANNUCCI poggio di un piede del conducente del veicolo su un pedale del freno 6 collegato al detto pistone da un sistema comando freni o catena di organi cinematici 7, il richiamo di questo pedale nella sua posizione di riposo essendo comandato da una molla 8.
[0029] Un meccanismo di servocomando 9 in sé noto ed atto a coadiuvare lo sforzo fatto dal conducente del veicolo appoggiando sul pedale 6 pu essere previsto benche ci non sia indispensabile; nel modo di realiz zazione schematizzato sulla Fig.
[0030] 1, si e supposto un tale meccanismo interposto sul sistema comando freni 7, tra il pedale 6 ed il pistone 3.
[0031] Si e gia considerato di prevedere, oltre al co mando volontario della frenatura mediante il pedale del freno 6 - con o senza servocomando -, un comando automatico di questa frenatura per "rilascio", .cioe per semplice abbandono del pedale dell'acceleratore 10, questo comando automatico mettendo in opera l'a- zionamento di una elettrovalvola 1t.
[0032] A questo scopo il circuito di eccitazione 12 dell'elettrovalvola comprende, oltre ad una sorgente di corrente elettrica 13, un interruttore 14 collegatc al pedale 10 in modo da essere aperto quando quest'ul timo e affondato ed al contrario chiuso quando il detto pedale, essendo abbandonato, viene richiamato 7 DFFICIO TECNICO NG.
[0033] A.
[0034] MANNUCCE nella sua posizione libera di riposo dalla sua molla di richiamo 15.
[0035] Il circuito 12 comprende anche un interruttore generale 16 che permette eventualmente di mettere l'impianto fuori circuito ed un interruttore 17 col legato al pedale della frizione 18 in modo da essere aperto appena questo e affondato ed al contrario chiu so finche il detto pedale, essendo abbandonato, si trova nella sua posizione di riposo libera, verso la quale esso e costantemente sollecitato dalla sua mol la di richiamo 19.
[0036] Negli impianti di questo genere considerati fi no ad oggi, l'elettrovalvola agiva su condotti d'aria piu i meno rarefatta, questi impianti esigendo in par ticolare prelevamenti gassosi in certi punti del motore Una tale soluzione presentava una servitü per quanto concerne la necessita di realizzare connessio ni particolari tra i sistemi di comando della frena- tura ed i punti del motore in cui sono eseguiti i pre levamenti gassosi.
[0037] Inoltre essa non permetteva di assicurare realmen te un comando della frenatura in funzione della velo- cita reale del veicolo, visto iche le pressioni .dei gas prelevati nel motore non sono nettamente collegate a questa velocita e dipendono inoltre da certi fattori quali il rapporto utilizzato della scatola del cambio DFFICIO TECHICO MO.
[0038] A.
[0039] MANNUCC? e la tenuta dei segmenti o delle valvole del motore Nel caso presente, l'elettrovalvola agisce su un circuito idraulico chiuso 20 indipendente dal motore ed in certi punti del quale regna una pressione diretta mente collegata alla velocita reale del veicolo e net tamente variabile in funzione di questa velocita.
[0040] Questo circuito 20 comprende: un serbatoio di li quido 21; una pompa volumetrica a bassa pressione 22, in specie del tipo a ingranaggi od a palette, aziona- ta ad una velocita di rotazione proporzionale alla ve locita reale del veicolo da un elemento appropriato della catena di trasmissione (ruota, ponte od altro), ed aspirante il liquido dal serbatoio 21; e, a valle di questa pompa 22, una camera deformabile 23 di cui si parlera piü ampiamente in seguito e l'elettroval- vola 11.
[0041] Una derivazione 24 a sezione strozzata collega inoltre al serbatoio 21 un punto 25, del circuito 20, situato a valle della pompa ed a monte della elettro- valvola.
[0042] La camera deformabile 23 comprende una parete mobile o deformabile 26 i cui spostamenti o deforma- zioni sono atti a spostare il pistone 3.
[0043] Nel modo di realizzazione preferito illustrato, questa parete 26 materializzata da un pistone di dia metro relativamente grande atto a scorrere in un ci- lindro 27,una cui estremita delimita con il detto pi stone la camera 23, questo pistone essendo sollecita to verso la sua posizione corrispondente al volume mi nimo - non nullo - della detta camera da una molla elicoidale 28.
[0044] L'estremita, del cilindro 27, opposta alla ca- mera 23, collegata all'atmosfera mediante un orifi- zio 29.
[0045] Inoltre il pistone 26 solidale ad una barra centrale 30 che lo attraversa e che ε interposta as- sialmente tra il pistone 3 ed un'asta di azionamento costituente il sistema comando freni 7.
[0046] A questo scopo la barra 30 attraversa la parete fissa della camera 23, la tenuta di questo attraver- samento essendo assicurata con l'aiuto di una guarni zione 50.
[0047] L'estremita, della barra 3O, situata a lato del l'asta 7 realizzata in modo da permettere una certa indipendenza tra i movimenti della detta barra (e quin di del pistone 26) e quelli della detta asta (e quin- di del pedale 6) nel senso che la barra pud spostarsi automaticamente - nel modo cha sara descritto piu avan ti - indipendentemente dall'asta nel senso della fre natura, cioe verso sinistra sulla Fig.1, ma pud esse 10 re raggiunta in qualsiasi punto della sua corsa auto matica dalla detta asta in vista di assicurare una frenatura volontaria piü potente della frenatura auto matica; a questo scopo per esempio l'estremita in que stione della barra 30 si presenta sotto la forma di un manicotto cieco 31 atto a ricevere ed a guidare l'estremita corrispondente dell'asta 7, la quale vie- ne a battere sul fondo di questo manicotto per le po- sizioni di frenatura similari, del pistone 26 e del pedale 6, diverse dalle loro posizioni di riposo (co me spiegato qui di seguito).
[0048] Il ritorno del pistone 26 nella sua posizione iniziale di riposo corrispondente al volume minimo non nullo della camera 23, ritorno dovuto allo sfor- zo di richiamo della molla 28, pud allora intervenire solo quando il pedale del freno 6 anch'esso ritor- nato nella sua posizione di riposo sotto la pressio- ne di richiamo della molla 8.
[0049] Quando la barra 30 e l'asta 7 si trovano tutte e due nella loro posizione di riposo, esse sono se- parate da un leggero gioco assiale; si e sicuri cosi che a riposo il pistone 26 non esercita alcuno sfor- zo sul pedale 6 nel senso opposto a quello corrispon- dente alla frenatura.
[0050] In queste condizioni il funzionamento dell im- 11 pianto di cui sopra e il seguente.
[0051] UFFICIO TECNICO ING: A MANNUCCI Quando il veicolo marcia normalmente, cioé quan do il suo pedale dell'acceleratore 10 almeno legger mente affondato, il contatto elettrico 14 aperto e l'elettrovalvola 11 aperta.
[0052] Il liquido aspirato dal la pompa 22 nel circuito 20 circola quindi senza impe dimento e la sua pressione ε troppo bassa per respin gere il pistone 26 attraversando la camera 23: questo pistone resta quindi nella sua posizione estrema de- stra sulla Fig.1, posizione corrispondente al volume minimo della camera 23.
[0053] All'abbandono del pedale 10 da parte:.del condu- cente del veicolo, il circuito 12 e eccitato e l'elet trovalvola 11 si chiude.
[0054] La pressione che regna nella porzione di condot- ta 20 separante la pompa dall'elettrovalvola a monte di quest'ultima si eleva immediatamente fino ad un va lore P, che dipende da una parte dalla velocita di azionamento della pompa - cioe dalla velocita V, del veicolo all'istante considerato - e dall'altra parte dalla.
[0055] sezione di apertura della derivazione strozza- ta 24.
[0056] Il pistone 26 si sposta allora nel senso della frenatura con un'anpiezza proporzionale al valore di questa pressione P.
[0057] 12 La decelerazione del veicolo che ne risulta ri OFFICIO TECNICO NG.
[0058] A.
[0059] MANNUCCI duce la velocita di rotazione della pompa, e quindi la pressione generata sul pistone 26, cid che riduce a sua volta la coppia deceleratrice.
[0060] Si osserva cosi una certa legge di decelerazione automatica del veicolo in funzione del tempo, con ri duzione progressiva dello sforzo di frenatura fino ad una velocita molto piccola del veicolo.
[0061] E: interessante poter determinare in anticipo la legge secondo la quale la douelerazione in questio ne varia nel tempo a partire dall'istante di disinne- sto della frenatura automatica.
[0062] Questo interesse e manifesto in particolare nel caso dei veicoli di una colonna, che sono tutti anima ti dalla stoasa velocita durante la loro circolazione e che si desidera rallentare nello stesso modo per evitare i rischi di tamponamento.
[0063] Si determina la legge in questione agendo sulla strozzatura della derivazione 24.
[0064] In una prima approssimazione si prevede per que- sta strozzatura una sezione costante e regolata una volta per tutte, per esempio con l'aiuto di una vite conica 32 (Fig.2) cooperante con una sede troncoconi- ca 33 interposta sulla derivazione 24 in modo da esse- re attraversata dalla totalita del liquido circolante :13- in questa derivazione 24, lo spazio anulare tra la UFFICIC TECHICO RA A.
[0065] MANNUCUL punta della vite 32 e la sede troncoconica 33 mate- rializzando una strozzatura 34.
[0066] In un tale caso le pressioni P di liquido - e quindi le decelerazioni corrispondenti del veicolo : variano in funzione della velocita istantanea V ai questo veicolo secondo il fascio di curve A rappre- sentate a tratti misti sulla Fig.3, figura sulla quale si sono riportate le velocita V in ascisse e le pres sioni P in ordinate; su questa figura, le curve piü alte corrispondono alle sezioni di strozzatura 34 piu piccole.
[0067] Una tale formula non da interamente soddisfazio ne visto che la pressione P apjlicata sul pistone 26 diventa inferiore alla pressione antagonista p dovu- ta alla molla di richiamo 28 - cid che annulla qual siasi frenatura automatica - per velocita ancora ele vate del veicolo.
[0068] E' per questo che si preferisce prevedere sulla derivazione 24, in serie con la strozzatura fissa 34, una seconda strozzatura 35 la cui sezione diventa au tomaticamente piü piccola quando la pressione del li quido a monte di questa strozzatura diminuisce.
[0069] Per costituire questa seconda strozzatura si ricorso vantaggiosamente ad un pistone 36 montato in - 14 - @FFICIO TECNI60 IN6: A: MANNUCO1 modo da poter scorrere liberamente in una camicia 37 provvista di una luce laterale 38.
[0070] La camicia 37 e montata sulla derivazione 24 in modo facilmente amovibile, in specie per avvita- tura, ci che permette di modificare molto facilmente le dimensioni e/o forme della luce 38 sostituendo sem plicemente la detta camicia con un'altra perforata differentemente, guarnizioni 48, 49 essendo previste per assicurare la tenuta del montaggio.
[0071] Il pistone 36, che ha la funzione di una valvola di pressione, e costantemente sollecitato in un senso (verso sinistra sulla Fig.2) dalla pressione del li- quido che.
[0072] circola nella derivazione 24, in provenienza dal punto 25, appena prima di attraversare la porzio- ne, della luce 38, liberata dal pistone 36, porzione costituente la seconda strozzatura 35; esso solle- citato nell'altro senso (verso destra) da.una molla di richiamo 39.
[0073] La,strozzatura 35 quindi tanto piu piccola -ooato cptnbtt top cuotssead gt gtoootd g nyd oguenb lante nella derivazione 24 a monte di questa strozza- tura.
[0074] Le leggi di variazione della detta pressione di liquido in funzione della velocita di rotazione della pompa 22 0, ci che e lo stesso, della velocita V - 15 - UFFICIO TECNICO NG.
[0075] A.
[0076] MANNUCCI del veicolo, sono allora rappresentate dal fascio di curve B illustrate a tratti interrotti sulla Fig.3 La tara della molla 39 ed il disegno della luce 38 sono scelti in modo tale che la parte di ciascuna curva B corrispondente alle basse velocita sia piü al ta, sulla Fig.
[0077] 3, delle parti corrispondenti delle curve A, mentre la relazione inversa e generalmente osservata per le parti di curve corrispondenti alle velocita elevate.
[0078] Dato che, tra le leggi imposte rispettivamente dalle due strozzature in serie, quella corrisponden te alla pressione piu forte che prevale per una ve- locita data, la curva pressione-velocita valida per un veicolo dato comprende successivamente un tratto di curva A ed un tratto di curva B se si considerano le velocita decrescenti.
[0079] Questi due tratti (rappresentati a tratto pieno sulla Fig.3) possono essere determinati in ciascun caso particolare scegliendo da una parte una pressio- ne P, massima valida per la velocita V, massima consi derabile (cid che determina il punto M ed il tratto di curva A corrispondente), e dall'altra parte una pres- sione P, relativamente debole per una velocita V2 piu ridotta .(ci che determina il punto N ed il trat- to di curva B corrispondente).
[0080] -16 - In pratica il tratto di curva A imposto dalle condizioni P, e V, e conducente ad una regolazione ap.
[0081] propriata della strozzatura fissa 34 potra essere lo stesso per tutti i veicoli di una stessa colanna e ci esempio perche la decelerazione massima imposta dal- lore molto inferiore a quelli corrispondenti ad una frenatura volontaria "a fondo" (raggiungente facilmen te 4 m/s2).
[0082] Al contrario il tratto di curva B potra essere scelto regolabile automaticamente in funzione del det- to carico del veicolo, il detto tratto essendo general mente quello corrispondente alla maggiore durata del ciclo di decelerazione.
[0083] Si assicura molto semplicemente la compensazione in questione rispetto al carico nel modo seguente.
[0084] Si da al pistone 36 una forma cilindrica di rivo luzione, si prevede sulla sua faccia attiva (in con- tatto con il liquido) una smussatura 40 in corrispon- denza della luce 38 e si prevedono mezzi per far ruo- tare automaticamente questo pistone attorno al suo as se in funzione del carico del veicolo, cid che ha per effetto, tutto il resto essendo uguale, di modificare la sezione della seconda strozzatura 35.
[0085] - 17 UFFICIO TECNICO 26 8 A.
[0086] KANUCCt Questi mezzi comprendono vantaggiosamente: - un alesaggio prismatico 41 a sezione quadrata praticato assialmente nel fondo del pistone opposto alla sua smussatura 40; - un dito prismatico 42 montato immobile assial mente ma ruotante attorno al suo asse, dito introdot- to con accoppiamento nell'alesaggio 41, in modo da autorizzare gli scorrimenti liberi del pistone in di rezione assiale, ma non i suoi spostamenti angolari re lativi attorno al suo asse; - una leva 43 solidale al dito 42; - ed un cavo 44 protetto da una guaina 45 e co- stantemente teso da una molla di trazione 46, cavo fis sato da una parte sulla leva 43 e dall'altra parte su di un organo deflettore 47 del veicolo, i cui sposta- menti sono collegati alle variazioni del carico di questo veicolo.
[0087] Il montaggio tale che gli aumenti del detto ca la strozzatura 35 ed inversamente: cosi che se la pressione P, corrispondente alla velocita V, stata determinata per il carico medio del veicolo, questa pressione variera automaticamente tra due valori estre- mi P'z e P"a quando il carico variera tra il suo valore minimo ed il suo valore massimo.
[0088] - 18 - Beninteso, a ciascun istante della messa in ope UFFICIO TECNICO ING: A.
[0089] MANNUCCI ra del programma di decelerazione, la frenatura pud essere rafforzata fino ad un eventuale arresto com- pleto del veicolo per affondamento del pedale.
[0090] del freno 6.
[0091] Questa frenatura pu al contrario essere soppres sa in qualsiasi momento per apertura dell'interrutto- re 16 o per semplice ripresa dell'accelerazione; infat ti, appena il conducente accelera nuovamente, il con- tatto 14 si apre nuovamente, come pure quindi l'elet- allora rapidamente poiche il liquido trasportato dalla pompa 22 pu nuovamente circolare liberamente nel cir cuito 20 invece di essere obbligato ad attraversare le strozzature 34 e 35.
[0092] La forza della molla 28 ri- chiama quindi il detto pistone nella sua posizione di riposo iniziale (verso destra sulla Fig.1).
[0093] In conseguenza di cid e qualunque sia il modo di realizzazione adottato, si dispone infine di un im pianto di frenatura di veicolo la cui costituaione ed il cui funzionamento risultano sufficientemente da quan to precede.
[0094] Un tale impianto presenta un certo numero di vantaggi ed in particolare il seguente.
[0095] Se il veicolo corredato di un tale impianto cir- - 19 - JFFICIO TECNICO N6.
[0096] A.
[0097] MANNUCCI cola ad una velocita V.
[0098] data, basta che il conducente di questo veicolo abbandoni il suo pedale dell'accele- ratore 10 perche il detto veicolo sia rallentato in mo do dolce ma efficace secondo un programma di decelera- zione predeterminato fino al suo arresto completo even tuale dopo una distanza di percorso D, predeterminata, distanza che, nei modi di realizzazione preferiti, dipende solo dalla velocita V, ed in particolare in dipendente dalla massa o carico del veicolo.
[0099] Si comprende l'interesse di corredare con impian ti del genere i differenti veicoli di una stessa co- lonna, in particolare quando questi circolano su di un'arteria (autostrada) dove le cause di rallentamen to o di arresto sono rare; poiche tutti questi veico li sono animati di una stessa velocita in circolazio ne normale, essi saranno tutti arrestati con conser- vazione integrale delle loro distanze rispettive se i loro impianti di frenatura automatici sono messi in servizio simultaneamente.
[0100] In pratica una tale simulta- neita non e possibile, ma, come esposto sopra, essa quasi possibile al prezzo semplicemente di un avvici- namento relativo molto piccolo dei veicoli escludendo qualsiasi rischio di tamppnamento reciproco.
[0101] Si pu notare che l'impianto descritto sopra non tiene conto delle condizioni climatiche o dello statc -20 UFFICIO TECNICO.
[0102] INO.
[0103] A.
[0104] MANNUCO! della strada, ma ci senza importanza per l'applica zione considerata, perche questi fattori influenzano similmente le decelerazioni di tutti i veicoli di una stessa colonna.
[0105] Si notera al contrario che la frenatura di cia scun veicolo dovuta all'azionamento del suo motore me diante le ruote, frenatura generalmente chiamata "fre no-motore" dipende dal rapporto impiegato della sua scatola del cambio; la similitudine delle leggi ds de- celerazione imposte ai differenti veicoli della colon na considerata sara quindi osservata soltanto se tut- Se4s ottns 04Busa9uy cuos 0yqueo Tep eto4gos oxct 9t 04 so rapporto, per esempio sul loro rapporto piu.eleva- to (generalmente presa diretta o moltiplicata), ci che generalmente d'altra parte il caso poiche la fre natura collettiva programmata preconizzata presenta soprattutto interesse quando i veicoli di cui si par la circolano inizialmente a grande velocita.
[0106] Come ε inteso, e come risulta d'altra parte gia da quanto precede, l'invenzione non si limita assolu tamente a quelli dei suoi modi di applicazione e di realizzazione che sono stati piu particolarmente con siderati; essa ne abbraccia, al contrario, tutte le varianti, in specie: - quelle in cui la valvola 11 funzionante tut- -21 - fG9NNNtX T *9a 03kJEl 0t9lan ta aperta o tutta chiusa sarebbe sostituita da una valvola realizzata in modo da restare aperta a ripo- so e da chiudersi soltanto in modo incompleto duran te la sua eccitazione, la sezione di passaggio resi- dua offerta al liquido, regolabile in precedenza e/o automaticamente in funzione del carico del veicolo, costituendo essa stessa la strozzatura desiderata e rendendo inutile la condotta di derivazione 24; - quelle in cui il comando automatico di frena- tura sarebbe disinnestato cio fatto scattare da mez zi diversi dall'abbandono del pedale dell'accelera- tore, per esempio, se il veicolo da frenare fa parte di una colonna, da segnali radioelettrici emessi dal primo veicolo di questa colonna, questi segnali poten do essere previsti non soltanto per far scattare la frenatura automatica del veicolo considerato, ma an- che per neutralizzare la sua accelerazione (per esem pio per interruzione dell'ammissione dei gas al mo- tore), mezzi di neutralizzazione provvisori degli ef- fetti dovuti a questi segnali potendo eventualmente essere montati sul detto veicolo.
[0107] .

Claims (9)

1. 1) Impianto di frenatura di autoveicolo compren dente un dispositivo di frenatura, in specie a frizio ne, comandato dagli spostamenti di un organo di co- - 22 - TEUCF8A.
RAHNU3 mando quale un pistone in un cilindro, caratterizza- to dal fatto che esso comprende inoltre da una parte un circuito chiuso di liquido (20) comportante succes sivamente un serbatoio di liquido (21), una pompa vo lumetrica (22) azionata ad una.velocita proporziona le alla velocita di spostamento del veicolo, ed una camera (23) limitata parzialmente da una parete mobi- le o deformabile (24) atta a spostare il suddetto or- gano di comando (3) e dall'altra parte mezzi disinne- stati dall'iniziativa del conducente, di preferenza per rilascio, cio per semplice abbandono del pedale dell'acceleratore (1o), atti a far variare automati- camente la pressione del liquido nella camera in modo Iojep o eltqou e4elBd mns eT eeuiojep 0 edB4sods gp mabile nel senso corrispondente all'azionamento del dispositivo di frenatura (2), mezzi lavoranti per stroz zatura di una frazione almeno della corrente di li- quido trascinato dalla pompa.
2) Impianto di frenatura secondo la rivendica zione 1, caratterizzato dal fatto che i mezzi agen- ti sulla pressione del liquido comprendono una val- vola (11) funzionante tutta aperta o tutta chiusa mon tata sul circuito (20) di liquido a valle della came- ra (23) ed un condotto di derivazione (24) a sezione strozzata regolabile collegante al serbatoio di li- -23 quido un punto (25), del circuito chiuso di liquido, situato tra la pompa e la valvola, a valle della pom- pa.
3) Impianto di frenatura secondo la rivendica- zione 2, caratterizzato dal fatto che il condotto di derivazione comprende una strozzatura (34) la cui se zione regolabile in precedenza e resta quindi inva riabile durante il funzionamento dell'impianto.
4) Impianto di frenatura secondo la rivendica- zione 3, caratterizzato dal fatto che il condotto di derivazione comprende, in serie con la strozzatura di sezione fissa e preferibilmente a monte di questa, un'altra strozzatura (35) la cui sezione -varia, du- rante il funzionamento dell'impianto, nello stesso sen so della preasione del liquido immediatamente a monte di questa.
5) Impianto di frenatura secondo la rivendica- zione 4, caratterizzato dal fatto che la strozzatura variabile e materializzata dall'intervallo, in un ci- lindro (37) provvisto di una luce laterale (38), tra questa luce ed il fondo di un pistone (36) montato in modo da poter scorrere in questo cilindro di fronte a detta luce, la posizione di questo pistone ad ogni istante risultando da un equilibrio tra la forza ap- plicata sul suo detto fondo dalla pressione a monte 24- del liquido e la forza antagonista applicata sul suo fondo opposto da una molla di richiamo (39).
6) Impianto di frenatura secondo la rivendica- zione 5, caratterizzato dal fatto che il fondo del pistone, che coagisce con la luce per materializzare la strozzatura variabile,presenta una forma asimmetri ca (40) e dal fatto che mezzi (41-47) sono previsti per modificare automaticamente la posizione angolare del detto pistone in funzione della massa del veicolo, un aumento di questa massa traducendosi nella riduzio ne della sezione della strozzatura variabile ed in- versamente.
7) Impianto di frenatura secondo la rivendica- zione 1, caratterizzato dal fatto che i mezzi agenti sulla pressione del liquido comprendono una valvola montata sul circuito (20) di liquido a valle della ca mera (23), valvola atta ad occupare sia una posizione aperta sia una posizione semichiusa per la quale essa offre al passaggio del liquido una sezione strozzata regolabile.
8) Impianto di frenatura secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la parete mobile o deformabile (26) facente parte della camera di cui sopra e montata tra il pe- dale del freno (6) e l'organo di comando di cui so- 25- pra (3) in modo tale che da una parte la detta pare- te non aziona il pedale del freno durante i suoi spo- stamenti automatici nel senso della frenatura e che dall'altra parte, per ciascuna delle posizioni di fre natura automatica occupate da questa parete, l'affon- damento volontario del pedale del freno permette suc- di questo pedale corrispondente alla detta posizione della parete, quindi di continuare a spostare quest'ul tima nel senso della frenatura.
9) Impianto di frenatura secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la parete mobile o deformabile (26) costi- tuita da un pistone atto a spostarsi in un cilindro (27), una cui estremita forma con il detto pistoae la came- ra di cui sopra (23) e la cui altra estremita messa all'aria libera, una molla (28) essendo prevista per sollecitare costantemente questo pistone nel senso corrispondente alla riduzione del volume della det- ISTRIA DEL ta camera.
riade/ 17 C FIRENZE UFFICIO TECNICO INS.
A.
MANNUCC! WAKWY GIANATO PER INCARICO CANTE 26 .
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