IT8948554A1 - Gangliosidi modificati e loro derivati funzionali. - Google Patents
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Description
derivati gangliosidici o dei loro sali, nonch? al loro uso terapeutico e a metodi per la loro preparazione.
Il ganglioside di base dei nuovi derivati pu? essere uno qualsiasi di quelli estratti da prodotti naturali ed in modo particolare dal sistema nervoso centrale o periferico di vertebrati, ma anche dal midollo surrenale, da eritrociti, dalla milza o altri organi. Essi sono di preferenza gangliosidi purificati che, pur non essendo composti chimici unitari, sono riconducibili ad una formula approssimativa comprendente una parte oligosaccaridica, in generale ben definita chimicamente per ogni ganglioside, una parte sialica (cio? costituita di uno o pi? acidi sialici) ed una parte cerammidica, queste ultime parti costituite in generale da un miscuglio di diversi acidi sialici e da diverse N-acil-sf ingosine di diversa lunghezza della catena alifatica e con diversi acili derivati da acidi grassi superiori. Se la formula approssimativa di un tale ganglioside pu? essere rappresentata nel modo seguente
I
dove gli acidi sialici hanno la formula generale
II
in cui uno o pi? dei gruppi idrossilici primari o secondari possono anche essere acilati e in cui i gruppi acilici derivano dall'acido acetico o glicolico e il residuo "cerammide" corrisponde ad una delle formule
in cui n=6-18 e l'acile deriva da un acido grasso saturo o insaturo avente da 16 a 22 atomi di carbonio o da un corrispondente idrossiacido, i nuovi derivati si differenziano soprattutto per la natura di questo acile che in essi ? unitario, mentre nei gangliosidi ? una miscela derivante da diversi acidi alitatici da 16 a 22 atomi di carbonio, e soprattutto per appartenere l'acile a serie di acidi carbossilici non naturali riguardo ai gangliosidi, cio? alla serie aromatica, aliciclica o eterociclica. Si tratta quindi di derivati semisintetici dei gangliosidi contenenti un cerammide non naturale.
Il numero di acidi sialici presenti nei gangliosidi varia di solito da 1 a 5. I residui sialici sono legati all'oligosaccaride mediante un legame chetosidico formato dall*idrossile in posizione 2 con un idrossile dell'oligosaccaride.
Quando pi? acidi sialici sono legati fra di loro, l?unione delle loro molecole avviene mediante legami chetosidici formati tra gli idrossili delle posizioni 2 e 8 di due molecole di acidi sialici. Gli acidi sialici dei gangliosidi, anche di quelli purificati nel senso sopra esposto, sono miscele di diversi acidi chimicamente unitari, per esempio di acido N-acetilneuramminico e N-glicolilneuramminico, in cui predomina il primo, ed eventualmente di uno o pi? dei loro O-acilderivati, per esempio degli 8-0-acilderivati.
L 'oligosaccaride si compone di un massimo di 5 monosaccaridi o derivati di essi con un gruppo acilamminico, soprattutto di esosi e dei loro derivati del suddetto tipo. E' per? sempre presente nell?oligosaccaride almeno una molecola di glucosio o di galattosio; il residuo pi? frequente come derivato acilamminico dei suddetti zuccheri ? la N-acetilglucosammina e la N-acetilgalattosammina.
Per meglio illustrare la struttura dei gangliosidi compresi dalla formula I, che ? essenzialmente quella dei nuovi derivati, ed in particolare il carattere dei legami fra la parte saccaridica, gli acidi sialici ed il cerammide, riproduciamo per intero la formula di un ganglioside "puro" G* m,i.
contenente un solo acido sialico (rappresentato dall'acido N-acetilneuramminico o N-glicolilneuramminico) .
La stessa formula vale essenzialmente anche per un derivato del ganglioside "GM1" secondo la presente invenzione, se si immagina sostituito il residuo cerammide con un corrispondente cerammide "artificiale" in cui il suo gruppo N-acilico deriva da uno degli acidi della serie aromatica, aliciclica o eterociclica.
Il termine "lisoganglioside" ? usato in letteratura per designare i composti derivanti dai gangliosidi naturali per eliminazione del gruppo acilico presente in questi all'azoto sfingosinico, eliminazione che si pu? ottenere per via enzimatica, per esempio sottoponendo i gangliosidi all'azione dell 'enzima glicosfingolipidi-ceramide-deacilasi. Con tale idrolisi si riescono a mantenere intatti i gruppi acilaminici e acilidross?lici nei residui dell?acido neuraminico. Per deacilare anche questi gruppi ed ottenere cos? un derivato gangliosidico contenente due gruppi aminici liberi, sia all'azoto sfingosinico sia a quello neuraminico, si deve ricorrere all'idrolisi chimica, per esempio con idrato potassico diluito. I derivati gangliosidici ottenuti per deacilazione all'azoto neuraminico nella maniera test? descritta vengono designati in letteratura di solito come "de-N-acetil-gangliosidi", essendo il gruppo acilico in tale posizione preponderantemente il gruppo acetilico. Designando con N e N' rispettivamente i due atomi di azoto nel residuo sfingosinico e in quello neuraminico, si pu? anche usare la nomenclatura "N'-lisoganglioside" per i suddetti de-N-acetil-gangliosidi, in analogia al termine "lisogangliosidi" usato per i derivati con il gruppo aminico libero nel residuo sfingosinico, i quali allora dovrebbero essere pi? precisamente identificati come "N-lisogangliosidi". Il termine "?,?'-di-lisogangliosidi" si riferirebbe invece al composto con tutti e due i gruppi aminici liberi. Come gi? accennato nell'introduzione, nella presente domanda verr? usata questa nomenclatura.
Nella suddetta definizione dei derivati secondo l'invenzione rientra il gruppo di derivati gangliosidici che presentano un gruppo acetilico all'azoto neuraminico e un acile aromatico/ aralifatico, aliciclico o eterociclico all?azoto sfingosinico.
Nell?ambito dell'invenzione vengono pure compresi degli N-acil-lisogangliosidi di questo tipo derivati dai suddetti lisogangliosidi ottenuti per via enzimatica e che quindi contengono negli acidi sialici i gruppi acilici come presenti nei gangliosidi naturali, e cio? miscele di gruppi acilaminici derivanti in maggior parte dall?acido acetico ed in grado minore dall'acido glicolico, ed eventualmente gruppi acilici esterificanti i gruppi idrossilici. I termini "N-lisogangliosidi" o ''N-acil-lisogangliosidi" verranno quindi usati nella seguente descrizione dell'invenzione sia per questi derivati, che verranno qualificati "naturali" (per esempio, N-liso GM1 naturale), sia per quelli che possiedono un gruppo acetilico unitario all'azoto neuraminico, i quali verranno designati senza tale aggiunta o preferibilmente come derivati di ?,?'-di-lisogangliosidi, per esempio N-acetil-N'-benzoil-N,N'-di-liso GM3. Il termine "acildi-lisogangliosidi" verr? in seguito usato anche per significare tutti i nuovi composti dell'invenzione .
Come si dir? in seguito, ? possibile deacilare un ganglioside selettivamente solo all'azoto neuraminico ed ai gruppi idrossilici, per esempio con un idrato alcalino diluito. Acilando in tali composti il gruppo aminico del residuo neuraminico con un acile differente dall?acetile (e glicolile) si ottegono ?,?'-diacil-?,?'-di-lisogangliosidi che conservano anch'essi una parte naturale dei gangliosidi e cio? il gruppo acilico misto derivante da acidi alifatici superiori all?azoto sfingosinico. Tali derivati, che costituiscono un gruppo preferenziale dei nuovi composti secondo la presente invenzione, verranno designati come N'-acil-N '-lisogangliosidi, per esempio N'-benzoil-N'-liso GM1.
E' noto che i gangliosidi svolgono una funzione importante nel sistema nervoso ed ? stato recentemente dimostrato che i gangliosidi sono utili nella terapia delle patologie del sistema nervoso periferico e nelle patologie del sistema nervoso centrale [Acta Psychiat. Scand., 55., 102, (1977); Eur. Medicophys..13. 1, (1977); Rie. Sci. Educ. Perni. Suppl. 2.. 115, (1978); Adv. Exp. Med. Biol.
71, 275, (1976); Electromyogr. Clin. Neurophysiol., 19. 353, (1979); Minerva Medica, 69 3277, (1978); Minerva Storaat., 22 177, (1978); Med. del Lavoro, 68. 296 (1977); Brain Res.121, 236, (1980)].
L'azione terapeutica dei gangliosidi sembra consistere soprattutto nello stimolare i fenomeni di sprouting della cellula nervosa e nell'attivare gli enzimi di membrana implicati nella conduzione degli stimoli nervosi, come ad esempio l'enzima (Na+,K+) ATPasi [Brain Res., 197. 236 (1980), J. of Neurochem. 17, 350 (1981)3. Lo sprouting neuronaie stimolato dai gangliosidi promuove il ripristino funzionale del tessuto nervoso compromesso.
Sono stati compiuti ulteriori studi per trovare composti che si sarebbero potuti rivelare pi? efficaci dei gangliosidi nella terapia delle patologie del sistema nervoso. Tali studi hanno portato per esempio alla scoperta che esteri interni dei gangliosidi, nei quali uno o pi? idrossili della parte saccaridica sono esterificati con uno o pi? gruppi carbossilici degli acidi s.ialici (reazione intramolecolare) con formazione di altrettanti anelli lattonici sono pi? attivi dei gangliosidi stessi nel promuovere lo sprouting neuronaie e nell 'attivare gli enzimi di membrana implicati nella conduzione dello stimolo nervoso, come ad esempio l'enzima (Na<+>,K<+>)ATPasi (cfr. per esempio brevetti US 4,476,119 del 09.10.1984, US 4,593,091 del 03.06.1986 e US 4,716,223 del 29.12.1987).
Una migliorata attivit? sullo sprouting neuronaie e la conduzione dello stimolo nervoso ? anche presentata dagli esteri "interni" (cfr. brevetti US 4,476,119 del 09.10.1984, US 4,593,091 del 03.06.1986 e US 4,716,223 del 29.12.1987) e da quelli "esterni" dei gangliosidi, cio? esteri delle funzioni carbossiliche degli acidi sialici con alcoli diversi della serie alifatica, aralifatica, aliciclica o eterociclica. Anche le ammidi dei gangliosidi possiedono le stesse propriet?, nonch? i derivati peracilati sia delle ammidi, sia degli esteri, o dei gangliosidi semplici. Tutti questi derivati, che sono descritti nel brevetto US 4,713,374 del 15.12.1987, sono pure da prendersi come sostanze base per gli acil-di-lisogangliosidi della presente invenzione.
I nuovi composti della presente invenzione sono degli analoghi semisintetici dei gangliosidi e si differenziano da essi soprattutto per la presenza di gruppi N-acilici, sia all'azoto sfingosinico, sia a quello neuraminico, non "naturali", e cio? di almeno un acile derivato da acidi della serie aromatica, aralifatica, aliciclica o eterociclica. Inoltre si differenziano dai gangliosidi naturali (con la detta eccezione degli N-aci1-N-lisogangliosidi "naturali" e degli N'-acil-N'-lisogangliosidi) per il fatto che i gruppi acilici siano unitari e ben definiti.
Nei derivati in cui si ha un gruppo acilico diverso da acetile all'azoto neuraminico, si possono avere gruppi acilici del tipo presente nei gangliosidi naturali, e cio? miscele di acidi grassi superiori, come l'acido stearico o paimitico.
Alla base della presente invenzione sta il trovato che i nuovi gangliosidi "semisintetici" possiedono anch'essi essenzialmente le stesse azioni farmacologiche dei gangliosidi naturali e dei loro esteri, amidi, esteri interni e derivati peracilati di tutti questi composti, con uno spettro d'azione modificato rispetto a molti parametri, come rapidit? di "onset", durata ed intensit? dell'azione di sprouting delle cellule neuronali, che possono essere regolati in base al carattere di lipofilit? o idrofilit? maggiore o minore della componente acilica, o il genere e l'entit? di azioni collaterali/ che possono in alcuni casi essere in senso negativo o positivo a seconda del problema terapeutico che si vuole affrontare, come soprattutto l'attivit? inibitrice sulla protein chinasi C, che pu? essere, in particolari condizioni di squilibri dei normali meccanismi delle funzioni di neurotrasmissione, un effetto indesiderabile e negativo. L'attivazione ? originata da una aumentata concentrazione di aminoacidi eccitatori quali l'acido glutammico e/o aspartico; questi acidi hanno, nelle suddette condizioni di anormalit?, una diretta azione tossica sulle cellule neuronali.
Un grande vantaggio dei prodotti della presente invenzione, che li differenzia da altri inibitori della Protein Chinasi C, come i gangliosidi stessi o la sfingosina, consiste nella loro facolt? di prevenire e contrastare la detta azione neurotossica.
E' importante sottolineare che i prodotti della presente invenzione, a differenza dei calcio-antagonisti e degli antagonisti dei recettori del glutammato (NMDA in particolare), agiscono solo in presenza di condizioni di anormalit?, e limitano pertanto la neurotossicit? distrettuale e mantengono la plasticit? neuronaie, permettendo pertanto un pi? pronto recupero delle funzioni fisiologiche alterate dal danno.
In molti casi si possono usare i nuovi derivati per sfruttare l'azione propria degli acidi corrispondenti ad un dato gruppo acilico, trascurando l'azione specifica della parte gangliosidica, la quale in tali casi funziona soprattutto come veicolante: ? il caso, per esempio, di gangliosidi del nuovo tipo, in cui il gruppo N-acilico deriva da un acido che ha un'azione sul sistema nervoso centrale o periferico, come l'acido lisergico e i suoi analoghi, o gli acidi nicotinico e isonicotinico. Questi acidi hanno una certa azione in vitro ma scarsa o nulla azione in vivo. Introdotti nella molecola di un ganglioside secondo la presente invenzione, l?azione appare in pieno anche in vivo. I nuovi derivati gangliosidici della presente invenzione possono quindi essere usati al posto dei prodotti naturali o dei suddetti derivati semisintetici gi? noti e costituiscono dei surrogati preziosi nei casi in cui eventuali pazienti non danno risposte abbastanza soddisfacenti con i prodotti convenzionali o in casi in cui ci si trova in presenza di idiosincrasie o allergie particolari. Come gi? accennato, essi possono venire usati come veicoli per l'azione farmacologica specifica dell'acido corrispondente al gruppo N-acilico.
I lisogangliosidi che servono di base per la preparazione dei nuovi acil-di-lisogangliosidi secondo la presente invenzione sono soprattutto quelli ottenibili per deacilazione dei gangliosidi estraibili da prodotti naturali, ed in modo particolare dal tessuto del sistema nervoso centrale o periferico di vertebrati, ma anche dal midollo surrenale, da eritrociti, dalla milza o altri organi. Essi possono essere gangliosidi purificati, come vengono definiti con tale termine in letteratura quelli riconducibili ad una struttura unitaria rispetto alla parte saccaridica, o possono essere miscele di gangliosidi.
Fra i gangliosidi pi? importanti da usarsi come base di partenza per i nuovi derivati, possono essere citati per esempio quelli in cui l'oligosaccaride ? formato da un massimo di 4 residui di esoso, e in cui questa parte saccaridica ? chimicamente unitaria. Gli esosi sono preferibilmente scelti dal gruppo formato da N-acetilglucosamina e N-acetilgalattosamina (gruppo di gangliosidi A). I gangliosidi di tale gruppo sono per esempio quelli estratti dal cervello di vertebrati, come quelli descritti nell'articolo "Gangliosides of th? Nervous System" in "Glycolipid Methodology", Lloyd A., witting Fd., American Oil Chemists Society, Champaign, III. 187-214 (1976) (vedi in modo speciale la tavola 1), per esempio i gangliosidi GM, GM3, GM2, GM1-GlcNAc, G D2, GD1aGalNAc, G,
GT1 e, in modo particolare, quelli in cui 1?oligosaccaride contiene almeno un residuo di glucosio o di galattosio e uno di N-acetilglucosamina o di N-acetilgalattosamina e soprattutto i seguenti (gruppo di gangliosidi B):
dove Glc sta per glucosio, GalNAC sta per N-acetilgalattosamina, Gal sta per galattosio, NANA sta per acido N-acetilneuraminico.
Sono incluse nella presente invenzione anche le miscele dei nuovi N-acil lisogangliosidi ed in particolare quelle che derivano dalle miscele di gangliosidi come sono presenti negli estratti dei vari tessuti animali, come negli estratti "totali", o in frazioni diverse, per esempio quelle descritte in letteratura, per esempio negli articoli sopra riportati o anche negli articoli "Extraction and analysis of materials containing lipid bound sialic acid" nella suddetta rivista, pagine 159-186 (1976) e in "Gangliosides of th? Nervous System" stesso libro, pagine 187-214, e nel Brevetto Tedesco 25 49 680. In tali nuove miscele ? sostituita la parte N-acilica delle miscele gangliosidiche con uno dei gruppi acilici sopra definiti, ed esse si possono ottenere secondo il procedimento della presente invenzione riportato in seguito per deacilazione di quelle miscele gangliosidiche e successiva riacilazione, eventualmente, dopo la riacilazione di altri gruppi deacilati nella parte sialica dei gangliosidi. Fra le miscele pi? importanti di gangliosidi da usarsi come prodotti di partenza sono estratti di gangliosidi ottenuti dal sistema nervoso, in particolare dal cervello e contenenti i gangliosidi GM1, GD1a, GD1b e GT1b gi? sopra ricordati.
Alla base della presente invenzione sta il trovato che i nuovi analoghi semisintetici dei gangliosidi in essa descritti ed i loro suddetti derivati funzionali o i loro sali possiedono essenzialmente le stesse azioni farmacologiche dei gangliosidi naturali o dei loro analoghi derivati funzionali, con uno spettro d'azione modificato rispetto a molti parametri, come la rapidit? di "onset", durata e intensit? dell'azione di sprouting delle cellule neuronali, che possono essere regolati in base al carattere di lipofilit? e idrofilit? maggiore o minore della componente acilica, o il genere e l'entit? di azioni collaterali, che possono in alcuni casi essere in senso negativo o positivo a seconda del problema terapeutico che si vuole affrontare, come soprattutto l'attivit? inibitrice della Protein Chinasi C.
I nuovi gangliosidi modificati della presente invenzione possono quindi essere usati al posto dei prodotti naturali o dei loro derivati semisintetici gi? noti e costituiscono dei surrogati preziosi nei casi in cui eventuali pazienti non diano risposte abbastanza soddisfacenti con i prodotti convenzionali o in casi in cui ci si trova in presenza di idiosincrasie o allergie particolari.
Come gi? accennato, essi possono venire usati come veicoli per l?azione farmacologica specifica dell'acido corrispondente ai gruppi acilici.
I nuovi gangliosidi modificati possiedono anche un'azione inibitrice dell'attivazione della Protein Chinasi C che pu? essere, in particolari condizioni di squilibri dei normali meccanismi delle funzioni di neurotrasmissione, un effetto indesiderabile e negativo. L'attivazione ? originata da una aumentata concentrazione di aminoacidi eccitatori quali l'acido glutammico e/o aspartico; questi acidi hanno, nelle suddette condizioni di anormalit?, una diretta azione tossica sulle cellule neuronali.
Un grande vantaggio dei prodotti della presente invenzione, che li differenzia da altri inibitori della Protein Chinasi C, come i gangliosidi stessi o la sfingosina, consiste nella loro facolt? di prevenire e contrastare la detta azione neurotossica.
E' importante sottolineare che i prodotti della presente invenzione, a differenza dei calcio-antagonisti e degli antagonisti dei recettori del glutammato (NMDA in particolare), agiscono solo in presenza di condizioni di anormalit?, e limitano pertanto la neurotossicit? distrettuale e mantengono la plasticit? neuronaie, permettendo pertanto un pi? pronto recupero delle funzioni fisiologiche alterate dal danno.
Le suddette propriet? farmacologiche dei nuovi gangliosidi modificati possono essere illustrate dai seguenti esperimenti.
La stimolazione di recettori degli amino acidi eccitatori (EAA) promuove, in colture di cellule neuronali primarie, aumento dell?influsso di Ca<+2 >e traslocazione, con conseguente attivazione, della Protein Chinasi C (PKC) dal citosol alle membrane. L?aggiunta di glutammato o l?esposizione a condizioni anossiche di colture primarie di cellule granulari induce danno cellulare che porta a morte neuronaie.
In seguito ad ischemia cerebrale acuta si verifica una alterazione della trasmissione glutamergica che innesca una cascata di eventi che conduce, analogamente a quanto accaduto in vitro, a morte cellulare.
E' noto che la pre-esposizione delle colture neuronali primarie a trisialosil-N-tetraglicosilceramide (GT1b) o monosialosil-N-tetraglicosilceramide (GM1) inibisce la traslocazione della PKC e protegge dalla morte cellulare indotte dal glutammato. Prove di binding hanno evidenziato che il meccanismo d'azione dei gangliosidi non ? legato all'antagonismo recettoriale.
Vengono riportati di seguito gli esperimenti condotti con derivati gangliosidici N?-3,4,5-trimetossibenzoil-N'-liso GM1 (Ligade 5), N-(2-furoil)-N-liso GM1 (Ligade 34), N-(l-metil-2-pirrolocarbonil-N-liso GM1 (Ligade 38), N-(2-tiofeneacetil)-N-liso GM1 (Ligade 45), N,N?-di-fenilacetil-di-liso GM1 (Ligade 82), N,N?-di-(2-piridilacetil)-di-liso GM1 (Ligade 84), N,N'-di-(5-meti1-2-tiofencarbossi1)-di-? liso GM1 (Ligade 85), atti a verificare la capacit? di antagonizzare la morte neuronaie selettiva causata dal glutammato.
MATERIALI E METODI
Colture cellulari
Vengono utilizzate colture primarie di cellule granulari cerebellari preparate da ratti Sprague-Dawley di 8 giorni di et?, composte da >90% di cellule granulari, circa il 5% di neuroni GABAergici e <5% di cellule gliali.
Le cellule per gli esperimenti riportati sono state usate al 12? giorno di coltura.
Induzione della neurotossicit? da glutammato
Il glutammato (100 ?m in soluzione di Locke priva di Mg<+2>) viene aggiunto alle cellule e lasciato per 15? a temperatura ambiente (i controlli sono privi di glutammato); le colture vengono lavate 3 volte con soluzione di Locke per rimuovere l'eccesso di glutammato, quindi ripiastrate nel mezzo di coltura originario.
Solubilizzazione. incubazione del composto e metodo di analisi
I Ligade 5, 34, 38, 45, 82, 84 e 85 sono stati sciolti in cloroformio/metanolo 2:1, tirati a secco in corrente di N , risospesi in soluzione di Locke Mg alla concentrazione finale di 5X10 M ed aggiunti alle colture a 37?C 15 minuti prima dell'induzione della neurotossicit?; il GM1, ugualmente solubilizzato, ed utilizzato alla concentrazione finale di 1X10-4M, ? stato aggiunto alle cellule 120' prima dell'esposizione a L-GLU.
La sopravvivenza cellulare viene valutata 24 ore dopo con metodo colorimetrico (D.O. 570-630) utilizzando MTT (3-4,5-dimetiltiezol-2-il)-2,5-difenil-tetrazolium) .
RISULTATI
Gli esperimenti condotti evidenziano che i Ligade 5, 34, 38, 45, 82, 84 e 85 alla concentrazione 5X10 ed il GM1 1X10 utilizzato quale controllo, risultano efficaci nel proteggere dalla neurotossicit? da glutammato (p<0.05) (Tab. 1).
Va notato che i derivati Ligade sono efficaci a dosi oltre 10 volte inferiori rispetto al GM1 e per tempi di preincubazione molto minori.
DISCUSSIONE
I risultati ottenuti indicano chiaramente che i nuovi derivati gangliosidici denominati Ligade 5, 34, 38, 45, 82, 84 e 85 sono in grado di antagonizzare la neurotossicit? da glutammato in colture primarie di cellule granulari cerebellari.
L'effetto dei nuovi derivati ? particolarmente interessante in quanto esplicato a concentrazioni inferiori di oltre 10 volte rispetto a quelle di efficacia del GM1 e per tempi di preincubazione minori.
In relazione a tale effetto i nuovi derivati sono proponibili nelle patologie acute e croniche che hanno alla base un danno di natura glutamergica quali: ischemia cerebrale, trauma, epilessia, corea, morbo di Parkinson, invecchiamento e demenza ed ancora disordini cerebrali, ipoglicemia ed ipossia.
Alcuni meccanismi alla base del danno cerebrale, soprattutto in relazione alla neurotossicit?, sono comunque comuni a danno a carico di altri sistemi quali il neurocardiovascolare.
Tab. 1
Effetto protettivo dei Ligade 5, 34, 38, 45, 82, 84 e 85 e GM1 nel modello di neurotossicit? da glutammato esogeno in colture primarie di cellule granulari cerebellari.
Le cellule granulari sono state utilizzate al 12? giorno di coltura ed esposte a temperatura ambiente per 15' a L-Glutammato (L-GLU) 100 ??.
I derivati Ligade, solubilizzati in soluzione di Locke alla concentrazione finale 5X10<-6 >sono stati aggiunti alle cellule 15' prima dell'induzione della neurotossicit? mentre il GM11X10<-4>M ? stato preincubato per 120?.
p<0.05 per GM1 e derivati Ligade vs L-GLU.
In virt? delle propriet? farmacologiche sopra descritte, i sopraddetti analoghi semisintetici dei gangliosidi possono venire utilizzati come farmaci nelle seguenti patologie: ischemia cerebrale, encefalopatie metaboliche quali ipoglicemia e ipossia, encefalopatie di origine tossica, trauma, invecchiamento, epilessia, malattie neurodegenerative tra le quali il Morbo di Parkinson e la Corea di Huntington, e disordini mentali.
La somministrazione avviene di regola per via iniettiva, intramuscolare, subcutanea, endovenosa, transdermica o polmonare di preferenza in mezzo acquoso opportunamente tamponato. La forma farmaceutica di conservazione pu? in tal caso essere quella di fiale contenenti la soluzione del derivato, eventualmente assieme ad altri ingredienti ausiliari, come detto a proposito delle preparazioni farmaceutiche della presente invenzione. Per l'applicazione terapeutica o eventualmente anche profilattica per la suddetta via parenterale, il dosaggio varia di preferenza da 0.05 mg a 5 mg di sostanza attiva per Kg di peso corporeo/die e in modo speciale fra 0.05 mg e 2 mg per Kg di peso corporeo/die .
Bench? le nuove applicazioni terapeutiche secondo l'invenzione siano adatte in generale in tutte le patologie connesse con disturbi della conduzione dello stimolo nervoso, pel sistema nervoso centrale e periferico, si possono citare le seguenti specifiche: neuriti ottiche retrobulbari, paralisi dei nervi oculomotori, nevralgie del trigemino, paralisi del nervo facciale e di Bell, sindrome di Garcin, radicoliti, lesioni traumatiche dei nervi periferici, polinevriti diabetiche ed alcoliche, paralisi ostetriche, sciatica paralitica, malattia dei motoneuroni, sclerosi laterale amiotroficaatrofia muscolare mielopatica, paralisi bulbare progressiva, miastenia grave e sindrome di Lambert Eaton, distrofia muscolare, alterazioni della trasmissione nervosa sinaptica a livello del SNC e del SNP, disturbi della coscienza come stato confusionale, commozione cerebrale, trombosi, embolie. L'invenzione comprende pure i derivati funzionali dei gruppi carbossilici sialici dei nuovi acillisogangliosidi , cio? esteri e amidi, e anche esteri interni con legami lattonici tra i gruppi carbossilici sialici e gli idrossili dell'oligosaccaride, analoghi a quelli conosciuti dei gangliosidi, nonch? i derivati peracilati agli idrossili gangliosidici, sia degli aci1-lisogangliosidi, sia dei loro suddetti derivati funzionali, e i sali di tutti i nuovi acil-di-lisogangliosidi e dei loro derivati funzionali. Questi derivati funzionali sialici si possono ottenere dai nuovi acil-dilisogangliosidi con gli stessi procedimenti descritti nei brevetti succitati per i diversi derivati corrispondenti dei gangliosidi.
L'invenzione comprende in particolare anche le miscele di questi derivati, come si ottengono da miscele di acil-lisogangliosidi secondo l'invenzione, ottenuti a loro volta dalle miscele sopraddette dei gangliosidi.
I gruppi di esteri nei nuovi derivati N-acil lisogangliosidici derivano in modo particolare da alcoli della serie alifatica e specialmente da quelli aventi un massimo di 12 e specialmente di 6 atomi di carbonio, o della serie aralifatica aventi di preferenza un solo anello benzenico eventualmente sostituito da 1-3?gruppi alchilici inferiori , per esempio gruppi metilici, e un massimo di 4 atomi di carbonio nella catena alifatica, o da alcoli della serie aliciclica o alifaticoalicicl?ca aventi un solo anello cicloalifatico e un massimo di 14 atomi di carbonio o della serie eterociclica aventi un massimo di 12 e specialmente di 6 atomi di carbonio e un solo anello eterociclico contenente un eteroatomo scelto dal gruppo formato da N, O e S. I gruppi amidici delle funzioni carbossiliche nei derivati N-acil lisogangliosidici della presente invenzione derivano dall'ammoniaca o da amine di qualsiasi classe aventi di preferenza un massimo di 12 atomi di carbonio .
Gli alcoli e le amine sopra citati possono poi essere non sostituiti o sostituiti, in modo speciale da funzioni scelte dal gruppo formato di gruppi idrossilici, aminici, alcossilici con un massimo di 4 atomi di carbonio nell'alchile, carbossilici o carbalcossilici con un massimo di 4 atomi nel residuo alchilico, alchilaminici o dialchilaminici con un massimo di 4 atomi di carbonio negli alchili, e possono essere saturi o insaturi, in modo speciale a un solo doppio legame.
Gli alcoli esterificanti le funzioni carbossiliche degli N-acil lisogangliosidi secondo la presente invenzione possono essere monovalenti o polivalenti, in particolare bivalenti. Fra gli alcoli della serie alifatica vanno menzionati in modo speciale gli alcoli inferiori aventi un massimo di 6 atomi di carbonio, come l'alcool metilico, l'alcool etilico, l'alcool propilico e isopropilico, l'alcool butilico normale, l'alcool isobutilico, l'alcool butilico terziario, e fra gli alcoli bivalenti, 1'etilenglicolo e il propilenglicolo. Fra gli alcoli della serie aralifatica vanno menzionati in modo particolare quelli aventi un solo residuo benzenico, come l'alcool benzilico e l'alcool fenetilico; fra gli alcoli della serie aliciclica vengono preferiti quelli aventi un solo anello cicloalifatico, come l'alcool cicloesilico (cicloesanolo), o alcoli terpenici, come il mentanolo, il carvomentolo, o uno dei terpineoli o terpinenoli o il piperitolo.
Fra gli alcoli della serie eterociclica vanno menzionati in modo speciale il tetraidrofuranolo o il tetraidropirancio.
Per l?esterificazione dei gruppi carbossilici degli N-acil lisogangliosidi possono essere usati anche alcoli alifatici sostituiti, per esempio, da funzioni aminiche, come gli aminoalcoli, per esempio quelli con un massimo di 4 atomi di carbonio e in modo speciale aminoalcoli con un gruppo dialchil (C1 4)-aminico come ad esempio il dietilaminoetanolo.
Le funzioni carbossilamidiche secondo la presente invenzione o derivano dall'ammoniaca (e l'amide ? in tal caso l'amide non sostituita -CONH2) o da amine primarie o secondarie, in modo speciale da quelle contenenti un massimo di 12 atomi di carbonio. Tali amine possono essere di natura aromatica, eterociclica, aliciclica, ma soprattutto alifatica. Come oggetto preferito della presente invenzione sono da annoverarsi i derivati carbossilamidici di amine alifatiche con un massimo di 12 atomi di carbonio, le quali amine possono essere a catena aperta, diritta o ramificata o possono essere cicliche, come per esempio le alchilamine derivate da alchile con da 1 a 6 atomi di carbonio, come la metilamina, la etilamina, la propilamina, la esilamina, la dimetilamina, la dietilamina, la diisopropilamina, la diesilamina, oppure le alchilenamine derivate da gruppi alchilenici a catena diritta con da 3 a 6 atomi di carbonio o corrispondenti catene sostituite da 1 a 3 gruppi metilici, come la pirrolidina, la piperidina, l'azepina. I gruppi alchile o alchilene di queste amine possono anche essere interrotti nella catena di atomi di carbonio o sostituiti da altri eteroatomi, in particolare da atomi di azoto, e le amidi dell'invenzione sono derivate in tal caso da diamine, come per esempio la etilendiamina, la trimetilendiamina, la piperazina; o nel caso in cui i gruppi alchili o alchileni sono interrotti o sostituiti da atomi di ossigeno o di zolfo le amidi rappresentano dei derivati di aminoalcoli, come l'aminoetanolo o l'aminopropanolo o sono derivati della morfolina o della tiomorfolina.
Sono specialmente di interesse nell'ambito della presente invenzione gli esteri e le amidi sopra specificati di N-acil lisogangliosidi derivanti dai gangliosidi dei gruppi A e B sopra menzionati, e delle loro miscele.
L'invenzione comprende pure i derivati peracilati negli idrossili della parte saccaridica, degli acidi sialici e del ceramide degli esteri e delle amidi ora descritti. In tali derivati i gruppi acilici possono essere derivati da acidi della serie alifatica, aromatica, aralifatica, aliciclica o eterociclica; essi derivano di preferenza da acidi della serie alifatica con un massimo di 10 atomi di carbonio e, in special modo 6 atomi di carbonio, come per esempio l'acido formico, aceti co, propionico, gli acidi butirrici, valerianici, l'acido capronico o caprinico. Essi possono inoltre essere anche derivati da acidi per esempio con tale numero di atomi di carbonio ma sostituiti, in modo particolare da idrossiacidi , come l'acido lattico, da aminoacidi, come la glieina o da acidi bibasici, come gli acidi succinico, maionico o maleico.
Fra gli acidi aromatici sono da annoverarsi quelli con un solo nucleo benzenico, in modo particolare l'acido benzoico e i suoi derivati con gruppi metilici, idrossilici, aminici o carbossilici, come l'acido p-aminobenzoico, l'acido salicilico o l'acido ftalico.
L'invenzione comprende inoltre i derivati peracilati degli N-acil lisogangliosidi e delle loro miscele sopra descritte, aventi per? le funzioni carbossiliche libere. Anche per questi derivati sono di particolare importanza quei derivati acilati derivanti dagli acidi test? specificati.
Un gruppo di nuovi derivati da mettere in risalto ? quello costituito dai gangliosidi esterificati o convertiti in ammidi o peracilati ai gruppi idrossilici, i cui gruppi estere sono derivati da alcoli alifatici con un massimo di 6 atomi di carbonio saturi non sostituiti, o sostituiti da gruppi idrossilici, alcossilici con un massimo di 4 atomi di carbonio, aminici, alchilaminici o dialchilaminici con un massimo di 4 atomi di carbonio nei gruppi alchilici, gruppi carbossilici, gruppi carbalcossilici con un massimo di 4 atomi di carbonio nel residuo alchilico, e dai corrispondenti alcoli aventi al massimo un doppio legame, da alcoli aralifatici con un solo anello benzenico non sostituito o sostituito da 1 a 3 gruppi metilici, da alcoli cicloalifatici o alifatico - cicloalifatici aventi un anello di cicloesano non sostituito o sostituito da 1 a 3 gruppi metilici e un massimo di 4 atomi di carbonio nella parte alifatica, da tetraidrofuranolo o da tetraidropiranolo, in cui i gruppi amidici sono derivati da ammoniaca o da alchilamine, dialchilamine o alchilenamine con un massimo di 6 atomi di carbonio nei gruppi alchilici e da 4 a 8 atomi di carbonio nei gruppi alchilenici e in cui i gruppi alchilici o alchilenici possono essere interrotti nella catena di atomi di carbonio da eteroatomi scelti dal gruppo formato da azoto, ossigeno e zolfo, potendo essere il gruppo aminico -NH- nel caso della presenza di un atomo di azoto sostituito da un alchile con un massimo di 4 atomi di carbonio e/o possono essere sostituiti da gruppi scelti dal gruppo formato da gruppi aminici, alchi laminici o dialchilaminici con un massimo di 4 atomi di carbonio nei gruppi alchilici, o da gruppi idrossilici o alcossilici con un massimo di 4 atomi di carbonio nei gruppi alchilici, o da amine aralifatiche aventi un solo anello benzenico eventualmente sostituito da un massimo di 3 gruppi metilici e avente un massimo di 4 atomi di carbonio nella parte alifatica, e in cui i gruppi acilici esterificanti gli idrossili derivano da acidi alifatici saturi o insaturi con un massimo di 6 atomi di carbonio, che possono anche essere sostituiti da una funzione scelta fra il gruppo costituito da gruppi idrossilici, aminici e carbossilici, e dai loro sali.
Dei derivati funzionali dei nuovi analoghi semisintetici di gangliosidi sono da citare in modo speciale gli esteri sialici dei nuovi composti messi in evidenza e derivanti dagli alcoli metilico, etilico, propilico, isopropilico, butilico normale, isobutilico, terziarbutilico, benzilico, allilico, etossicarbonilmetilico, cicloesilico, le amidi sialiche derivate da metilamina, etilamina, propilamina, dimetilamina, dietilamina, pirrolidina, piperidina, piperazina, morfolina, tiomorfolina, i loro peracilati, perpropionilati, perbuttirilati, permaleilati , persuccinilati e analoghi peracilati degli esteri e delle amidi sialiche sopra nominate.
I radicali N-acilici derivanti da un acido della serie aromatica, aliciclica o eterociclica possono avere il sistema ciclico direttamente legato al gruppo carbamidico -NH-CO- dei residui neuraminici o sfingosinici del derivato gangliosidico, o tramite un residuo alifatico, alchilenico o alchilidenico: i sopraddetti termini comprendono perci?, nell'ambito della presente invenzione, sia i derivati degli acidi aromatici, aliciclici o eterociclici propriamente detti (cio? legati direttamente al gruppo carbamidico) sia di quelli aralifatici, alifatico-aliciclici e alifatico-eterociclici potendo, beninteso, essere gli anelli di tali residui idrocarbilici a loro volta sostituiti da gruppi idrocarbilici alifatici. Le sopraddette catene alifatiche possono anche essere interrotte da eteroatomi, per esempio scelti dal gruppo formato da N, S e 0. I sistemi ciclici possono essere mono- o policiclici, preferibilmente, per il secondo caso, biciclici. Gli acidi possono essere mono- o polibasici, e di preferenza, per quanto riguarda il secondo caso, bibasici. I radicali N-acilici dei nuovi composti possiedono di preferenza da 6 a .24 atomi di carbonio e possono contenere uno o pi? sistemi ciclici, di preferenza per? uno solo, eventualmente sostituiti a loro volta da gruppi idrocarbilici alifatici, in modo speciale alchili, di preferenza con un massimo di 6 atomi di carbonio. I residui idrocarbilici dei gruppi N-acilici possono anche essere sostituiti, sia nelle parti alifetiche come negli anelli, da funzioni o funzione modificate, come in special modo alogeni, per esempio cloro, bromo e fluoro, gruppi idrossilici liberi, esterificati o eterificati, gruppi aminici liberi, o acilati, o sostituiti da gruppi alchilici o alchenilici, osso gruppi liberi o chetalizzati, ossimici o ossimici sostituiti, idrazonici o idrazonici sostituiti, gruppi mercaptanici liberi o eterificati, gruppi sulfamidici liberi o sostituiti, gruppi solfonici liberi o esterificati, gruppi solfossidi o solfone e gruppi nitrile Gli esteri dei gruppi idrossilici o aminici possono derivare da acidi della serie alifatica, aralifatica, aliciclica o eterociclica. Tali gruppi esterei derivano soprattutto da acidi terapeuticamente accettabili: quelli alifatici sono preferibilmente acidi inferiori con un massimo di 8 atomi di carbonio, come gli acidi acetico, propionico, gli acidi butirrici, valerianici, per esempio l'acido isovalerianico o i loro derivati sostituiti, come idrossi-acidi,.per esempio l'acido glicolico, l'acido ?- o ?-ossibutirrico, l'acido lattico, o aminoacidi, come gli aminoacidi naturali, come la glieina, l'alanina, la vaiina, la fenilglicina, o acidi dibasici, eventualmente anch'essi sostituiti, come l'acido maionico, l'acido succinico, l'acido maleico, l'acido malico; quelli della serie aromatica sono per esempio l'acido benzoico o i suoi derivati sostituiti da 1 a 3 gruppi alchilici inferiori, idrossilici o alcossilici inferiori, o da alogeni, come cloro, bromo o fluoro. Fra gli acidi aralifatici sono da annoverare soprattutto quelli con un solo anello benzenico, come l'acido fenilacetico o fenilpropionico, eventualmente sostituiti nella maniera suddetta. Acidi aliciclici sono di preferenza quelli con anelli da 5 a 6 atomi di carbonio, come per esempio l'acido cicloesancarbonico e cicloesandicarbonico. Fra gli acidi della serie eterociclica sono da citare quelli riportati in seguito, ma soprattutto quelli semplici con un solo gruppo eterociclico, come i derivati della piridina, come l'acido nicotinico e isonicotinico o l'acido pirrolidincarbonico.
Fra gli alcoli che possono fornire la componente eterificante di gruppi idrossilici o mercaptanici eterificati si possono citare tutti quelli elencati a proposito degli esteri dei gruppi carbossilici sialici, facenti parte dei nuovi aci1-lisogangliosidi della presente invenzione nella forma dei loro derivati funzionali. Sono preferiti alcoli alitatici o aralifatici inferiori con un massimo di 4 atomi di carbonio nella parte alifatica. Anche i gruppi alchilici o aralchilici che possono sostituire gruppi aminici o presenti in gruppi chetalici, acetalici, chetossimici sostituiti o in gruppi carbossilici esterificati, possiedono di preferenza un massimo di 4 atomi di carbonio nella parte alifatica e un gruppo benzenico eventualmente sostituito come sopra descritto, ed un tale massimo ? presente anche in tutti i gruppi alitatici qualificati come "inferiori" nelle definizioni sopra date. Un gruppo alchilenico inferiore, che pu? sostituire gruppi aminici, formando cos? dei gruppi eterociclici saturi, ? costituito soprattutto da quelli aventi da 4 a 5 atomi di carbonio.
Gruppi acilici aromatici derivano soprattutto da acidi ad un solo anello aromatico, come l'acido benzoico e i suoi derivati sostituiti da uno o pi?, in modo speciale da 1 a 3 gruppi, scelti dal gruppo formato da gruppi alchilici, idrossilici, osso gruppi, aminici, mercaptanici, carbossilici e solfonici, liberi o funzionalmente modificati, o alogeni, per esempio come detto sopra: per esempio dall'acido benzoico, salicilico, p-aminobenzoico, i 3 isomeri dell'acido toluico, ftalico, isoftalico o tereftalico, p-ossibenzoico, protocatechico, anisico, vaniglico, veratrico, piperonilico, resorcilico, orselinico, pirogallico, p-sulfaminobenzoico, 2,6-dimetossibenzoico, 3,4,5-trimetossibenzoico, 2-clorobenzoico, 3-clorobenzoico, 4-clorobenzoico, 4-acetamido-benzoico, N-acetilantranilico, 3-aminobenzoico, 4-aminobenzoico, 2-amino-4-clorobenzoico, 4-amino-2-clorobenzoico, 3-amino-4-metossibenzoico, 4-butossibenzoico, 4-butilbenzoico, 2-cloro-5-metiltiobenzoico, 4-clorof enossiacetico, 4-cloro-3-sulfamoilbenzoico, 4-cianbenzoico, 2,3-diclorobenzoico, 2,4-diclorobenzoico, 2,5-diclorobenzoico, 2,6-diclorobenzoico, 3,4-diclorobenzoico, 3,5-diclorobenzoico, 4-dietilaminobenzoico, 3,4-difluorobenzoico, 4-etossibenzoico , 2-fluorobenzoico, 4-fluorobenzoico, 4-fluorofenossiacetico, 4-eptilbenzoico, 2-(4-idrossif enossi) propionico, 4-metiltiobenzoico, fenossiacetico, 2-sulfobenzoico, ?-trifluoro-o-toluico. Possono tali gruppi acilici, per?, essere derivati anche da acidi con pi? anelli benzenici, condensati o non condensati, o con anelli benzenici e altri residui idrocarbilici ciclici, come residui aliciclici o eterociclici, come per esempio gli acidi naftoico, p-aminonaftoico, p-idrossinaftoico, l'acido naftalico, l'acido difenil-o,o'-dicarbonico, 3-metilinden-2-carbossilico, 2-etossi-l-naftoico.
Degli acidi aralifatici siano menzionati quelli aventi un solo anello benzenico, eventualmente sostituito nella maniera suddetta, e in cui la catena alifatica ha di preferenza da 1 a 6 atomi di carbonio, e pu? essere diritta o ramificata, satura o insatura, e pu? pure essere sostituita da una delle dette funzioni o dei loro derivati e/o pu? essere interrotta da eteroatomi scelti dal gruppo formato da N, 0 e S, o da altri nuclei aromatici o eterociclici o aliciclici. Acidi specifici di questo tipo sono per esempio gli acidi fenilacetico, idratropico, cinnamico, fenilpropiolico, piperico, mandelico, 3-(4-fluorobenzoi1)-propionico, a-fluorocinnamico, 4-fluorocinnamico, 3-f luoro-4-idrossifenilacetico, 4-fluorofenossiacetico, a-fluorofenilacetico, 4-idrossimandelico, (+)-6-metossi-araetil-2-naftalin-acetico, 1-naftossi-acetico, fenossiacetico, 4-fenossibenzoico, 3-trifluorometilcinnamico, 4-trifluorometilmandelico, a, a, a-trifluoro-p-tolilacet ico, 3,4,5-trimetossi-cinnamico, fenilglicina, D-4-idrossifenilglicina, a-sulfobenzenacetico, 4-idrossifenil-propandioico, a-amino-3,4-di-idrossibenzenacetico, 4-aminocinnamico, N-benzoil-L-treonina , benziltioglicolico, 4-bromomandelico, cloroacetiltirosina, 2-cloro-6-fluorofenilacetico, 4-clorofenossiacetico, trans-cinnamico, 3-(4-fluorobenzoil)-propionico, 4-fluorofenilacetico, DL-4? idrossimandelico, 2-(4-idrossifenossi)-propionico, (S)-(+)-a-metossifenilacetico, (R)-(+)- a-metossi-?- (trifluorometi1)-fenilacetico, (S)-(-)-a-metossi-a-(trif luorometil)-fenilacetico. Gruppi acilici aliciclici derivano soprattutto da acidi contenenti da 1 a 3 anelli aliciclici, scelti preferibilmente fra quelli aventi da 5 a 7 atomi di carbonio ciclici, eventualmente sostituiti da residui idrocarbilici aromatici, per esempio benzenici o naftalinici, o alifatici, per esempio alchilici o alchenil?ci, aventi di preferenza da 1 a 6 atomi di carbonio, o da gruppi idrossilici, osso, aminici, carbossilici liberi o funzionalmente modificati, per esempio come detto sopra. Nei gruppi derivanti da acidi aliciclici propriamente detti, il carbossile sostituisce direttamente uno o pi? atomi di idrogeni anulari, oppure pu? trovarsi in uno dei detti gruppi idrocarbilici alitatici, avendo cos? pi? propriamente acidi aliciclico-alifatici; anche in tal caso la catena alifatica di tali acidi alifatico aliciclici pu? essere sostituita da funzioni come quelle sopra elencate per il caso degli acidi aralifatici o essere interrotta da etero atomi come quelli sopra menzionati. Acidi specifici di questa serie sono per esempio: gli acidi ciclopropancarbossilico, ciclobutan-carbossilico, cicloesancarbossilico, 1-amino-1-cicloesan-carbossilico, ciclopentan-carbossilico, 2,2-dicloro-l-metilciclopropan-carbossilico , 1-metil-l-cicloesan-carbossilico, 3-nor-adamantan-carbossilico, 1-fenil-l-ciclopropan-carbossilico, (?)-1-benzociclobuten-carbossilico, (lS)-(-)-camfanico, (+)-canfor-carbossilico , (-)-isoborneol-acetico, (-)-mentossi-acetico , 5-metossi-l-indanon-3-acetico, 3-metil-l-adamantan-acetico, 3-metilinden-2-carbossilico, 2-nor-bornanacetico, 1,2,3,4-tetraidro-2-naftoico, 1-adamantanacetico, cicloeptancarbossilico, cicloesan-butirrico.
Un gruppo particolarmente interessante ai fini della presente invenzione ? costituito dagli acidi steroidici, come per esempio gli acidi colici e colanici, come l'acido colanico, l?acido colico, l'acido litocolico, l'acido desossicolico e i rispettivi etio-acidi, gli etio-acidi derivati dall'androstano o pregnano o dai loro derivati insaturi in posizione 4,5.
I residui eterociclici degli acili derivanti da acidi di questa serie possono essere da triciclici a octaciclici, preferibilmente da penta a eptaciclici e contenere da uno a 4 eteroatomi scelti dal gruppo formato da 0, N, e S e possono essere saturi o insaturi, in particolare con un sistema aromatico di doppi legami; inoltre possono essere sostituiti da uno o pi? dei suddetti gruppi gi? menzionati per il caso dei gruppi acilici aromatici e aliciclici; in particolare possono essere sostituiti da gruppi idrocarbilici alifatici, specialmente da gruppi alchil?ci aventi un massimo di 6 atomi di carbonio, i quali possono anche essere interrotti nella catena di atomi di carbonio da uno dei suddetti eteroatomi.
I gruppi eterociclici di questa classe possono sostituire anche acidi alifatici, aliciclici o aralifatici e anche in tal caso la catena alifatica pu? essere sostituita da uno dei suddetti gruppi, come gruppi aminici, idrossilici, liberi o funzionalmente modificati, gruppi carbossilici, gruppi solfonici o sulfamidici o possono essere interrotte da altri eteroatomi nella maniera suddetta.
Sono da annoverare in particolare acili derivanti da acidi degli eterociclici monoanulari, come quelli del pirrolo, del pirazolo, dell?imidazolo, del tiofene, del furano, del pirano, della piridina, della pirimidina, della pirazina, del tiopirano, dell*ossazolo, dell?isossazolo, del tiazolo, dell'isotiazolo , dei triazoli, del tetrazolo, delle triazine e quelli risultanti dalla condensazione di questi eterociclici con un anello benzenico o naftilico, o con pi? anelli aromatici di questo tipo, come in special modo dell?indolo, dell'indolizina, della cumarina, del tionaftene, del carbazolo, dell*indazolo, del benzimidazolo, del benzotiazolo, del benzoisotiazolo, della chinolina, dell'isochinolina, dell'acridina, della fenantridina, del cromene, della cinnolina, della ftalazina, delle chinazoline, delle fenazine, delle fenossazine, della fenotiazina, delle benzodiazepine, e quelli derivanti dalla condensazione di uno o pi? dei suddetti composti eterociclici con altri eterocicli e/o con anelli aromatici o benzenici. Entrano infine in considerazione anche gli acidi dei suddetti tipi derivanti da alcaloidi. Sono soprattutto da tenere in considerazione acidi noti ed aventi un interesse biologico o terapeuticofarmaceutico .
Gli acili dei gruppi sfingosinici e/o neuraminici secondo la presente invenzione possono essere derivati da composti acidi dei suddetti eterociclici, in cui siano presenti doppi legami di tipo aromatico, come nella piridina o nel pirrolo, o da corrispondenti derivati parzialmente o compietamente idrogenati, come la piperidina o la piperazina.
Siano citati come esempi i seguenti acidi specifici: l'acido 2-furoico, l?acido 3-furoico, l'acido 2-tiofenacetico, l'acido 2-amino-4-tiazolacetico , l'acido nicotinico, l?acido isonicotinico, l'acido picolinico, l?acido 7-teofillinacetico, l?acido 2-aminonicotinico, l'acido 6-aminonicotinico, l'acido 5-aminoorotico, l'acido (S)-(-)-2-azetidincarbossilico, l'acido 5-bromonicotinico, l'acido 5-cloroindol-2-carbossilico, l'acido 6-cloronicotinico, l?acido cinnolin-4-carbossilico, l?L-istidina, 1 'N-acetil-L-istidina, 1'N-acetil-L-triptofano, l'acido 3-amino-4-pirazolcarbossilico, l?acido 3-aminol,2,4-triazol-5-carbossilico, l'acido 5-benzimidazolcarbossilico, l'acido 2-benzofuran-carbossilico, la (+)-biotina, l'acido 2-cloronicotinico, l'acido 2,4-diidrossipirimidin-5-carbossilico, l'acido 5-fluoroindol-2-carbossilico, l'acido 2-furan-propionico, l'acido 5-idantoinacetico, l'acido 5-idrossiindol-3-acetico, l'acido 5-idrossi-2-indol-carbossilico, l'acido 6-idrossinicotinico, l'acido 4-imidazolacetico, l'acido 5-metossiindol-3-acetico, l'acido 5-raetossiindol-2-carbossilico, l'acido 5-metossi-2-metil-3-indolacetico, l'acido 4-mefcossi-2-chinolincarbossilico, l'acido chinurenico, l'acido tiochinurenico, l'acido 7-clorochinurenico, gli acidi clorotiochinurenici, gli acidi fluorotiochinurenici e trifluorometiltiochinurenici , l'acido l-metilindol-2-carbossilico, l'acido 6-metilnicotinico, 1'N-metil-L-prolina, l'acido l-inetil-2-pirrolcarbossilico, l'acido 3-metil-2-tiofencarbossilico, l?acido 5-metil-2-tiofencarbossilico, l'acido nifiumico, l?acido 5-nitro-2-furoico, l?acido <-)-2-osso-4-tiazolidincarbossilico, l'acido 1-piperidinpropionico, l'acido 2-pirazincarbossilico, l'acido 4-pirazolcarbossilico, l'acido 4-piridazincarbossilico, l'acido 2-piridilacetico, l'acido 3-(3-piridil)-acrilico, l?acido 4-piridiltioacetico, l'acido (2-pirimidiltio)-acetico, l'acido chinaldico, l'acido 3-chinolincarbossilico, l'acido 4-chinolincarbossilico, l?acido 4-(2-tienil)-butirrico, l'acido 3-tiofenacetico, l'acido 2-tiofen-acetico, l'acido 2-(metiltio)-nicotinico , l?acido 4-piridiltio-acetico, l'acido tetrazol-l-acetico, l'acido a-osso-2-furanacetico, l'acido (metossimino)-2-furanacetico/ l'acido 2- a-(metossimino)-4-tiazolacetico, l'a-[[{4-etil-2 ,3-diosso-l-piperazinil)carbonil]amino]-benzenacetico, l?acido 1,3-ditietan-2-carbossilico, 1'acido 3-(2-clorofenil) -5-metil-4-isoxazolcarbossilico, 3-(2-cloro-6-fluoro-fenil)-5-metil-4-isoxazolcarbossilico, l'acido 3-(2,S-diclorofenil)-4-isoxazol-carbossilico .
Negli N- e N'-acil-?,?*-di-lisogangliosidi secondo la presente invenzione, il gruppo acile ? uno dei suddetti gruppi della serie aromatica, aliciclica, aralifatica o eterociclica, in seguito alla definizione sopra riportata per cui almeno uno dei gruppi acilici, sia all?azoto sfingosinico sia a quello neuraminico, deve essere di tale natura.
Negli ?,?'-diacil-?,?'-di-lisogangliosidi, tutti e due i gruppi acilici possono derivare da acidi delle suddette serie e tali composti rivestono particolare importanza nell?ambito della presente invenzione in vista della loro pi? facile preparazione .
Negli ?,?'-diacil derivati, uno dei gruppi acilici pu? per? anche derivare da un acido alifatico, saturo o insaturo, sostituito o non sostituito, preferibilmente avente da 1 a 24 atomi di carbonio. Fra tali acidi sono da citare quelli inferiori aventi da 1 a 11 atomi di carbonio a catena diritta o ramificata, come per esempio l'acido formico, acetico, propionico, gli acidi butirrici, gli acidi valerianici, come in special modo l'acido valerianico normale, l'acido isovalerianico, l'acido pivalico, l'acido capronico e l'acido isocapronico, l'acido enantico, l'acido caprilico, l'acido pelargonico, l'acido caprinico e l'acido undecilico, l'acido di-tert-butil-acetico, l'acido 2-propil-valerianico .
Degli acidi insaturi possono essere citati l'acido angelico e l'acido tiglico.
Fra gli acidi a catena pi? lunga si devono citare soprattutto quelli a catena diritta e in special modo quelli aventi da 12 a 16 atomi di carbonio, come per esempio l'acido laurico, l'acido miristico, l'acido paimitico e, fra quelli ad ancor pi? elevato contenuto di carbonio, l?acido oleico, l'acido elaidinico, l?acido stearico, l'acido eicosancarbonico e l?acido behenico.
Nei gruppi acilici a catena ramificata, le catene laterali sono di preferenza alchili inferiori aventi un massimo di 4 atomi di carbonio, in special modo gruppi metilici.
Sono di particolare interesse quegli ?,?'-diacil-?,?'-di-lisogangliosidi in cui un acile alifatico all'azoto neuraminico ? un acile misto come presente nei gangliosidi naturali, cio? in massima parte acetile e in minor parte glicolile, essendo eventualmente acilati anche gli idrossili del residuo neuraminico. Tali derivati si ottengono per idrolisi selettiva all'azoto sfingosinico dei gangliosidi e per acilazione degli N'-lisogangliosidi cos? ottenuti in posizione N con uno dei suddetti acidi della serie aromatica, aralifatica, aliciclica o eterociclica. Similmente si possono idrolizzare selettivamente, come descritto in seguito, i gangliosidi all'azoto neuraminico e acilare negli N?-lisogangliosidi ottenuti il gruppo aminico in questa posizione con uno dei detti acidi non alitatici: all'azoto sfingosinico si sono mantenuti allora quegli acili misti derivanti da acidi grassi superiori, appunto come presenti nei gangliosidi naturali, che pure sono un oggetto preferito della presente invenzione.
I gruppi acilici alifatici eventualmente presenti all'azoto neuraminico o sfingosinico possono anche essere sostituiti da gruppi funzionali liberi o funzionalmente modificati, preferibilmente gruppi funzionali polari. Tali gruppi sono di preferenza in numero da 1 a 3 e sono scelti dal gruppo formato da gruppi idrossilici, aminici, chetonici, mercaptanici, carbossilici, solfonici, sulfamidici, solfossidi o solfone, nitrile e da derivati funzionali di essi, come esteri di gruppi idrossilici, mercaptanici, carbossilici, solfonici, gruppi chetalici e acetalici, chetossimici, aldossimici, idrazonici e gruppi eventualmente sostituiti di questo tipo con gruppi idrocarbilici alifatici o aralifatici inferiori aventi da 1 a 6 atomi di carbonio nella parte alifatica e preferibilmente un solo anello benzenico come alchilamine, alchilenamine, alchilmercaptani, alchilsulfamidi, gruppi alchilidrazonici . Fra gli esteri di gruppi idrossilici si possono citare in modo particolare quelli degli idracidi inorganici, cio? gli alogeni, in modo particolare cloro, fluoro e bromo.
Sono di particolare importanza fra i nuovi acil-dilisogangliosidi gli N-acil-N-lisogangliosidi derivanti dai gangliosidi naturali, come i gangliosidi GM1, GD1a, GD1b, GT1b, GM2 e GM3. In tali derivati il gruppo acilico neuraminico ? quello presente in tali gangliosidi, e cio? un gruppo misto acetilicoglicolico con prevalenza del gruppo acetilico, e in cui eventualmente sono esterificati con i corrispondenti acidi anche gruppi idrossilici sialici. Essi vengono ottenuti dai gangliosidi per idrolisi enzimatica comportante una deacilazione solo all'azoto sfingosinico e per successiva acilazione con un acido aromatico, *aralifatico, aliciclico o eterociclico. Ne siano citati come esempi i seguenti:
Esempi di N,N'-diacil-N,N?-di-lisogangliosidi sono i derivati corrispondenti ai sopra N-acil-N-liso gangliosidi derivati dai gangliosidi GM1 o gli altri sopra nominati in cui anche il gruppo aminico all'azoto neuraminico ? acilato con gli stessi acidi, come per esempio 1'?,N'-di-cicloeptilacetil-?,?'-di-liso GM1, 1'?,?'-di-ciclopentilcarbossil-N,N'-di-liso GM1 1 '?,?'-di-fenilacetil-N,N'-diliso GM1, l'N,N'-di-piridilacetil-N,N'-di-liso GM1 o 1'?,?'-di(5-metil-2-tiofenacetil)-di-liso GM1. Sono infine da menzionare come esempi di N'-monoacil-?,? '-di-lisogangliosidi quelli derivanti dal ganglioside GM1 e dagli altri gangliosidi di base nominati aventi gli stessi gruppi acilici sopra menzionati negli esempi specifici degli N-monolisogangliosidi GM1 all'azoto neuraminico anzich? a quello sfingosinico.
Un altro gruppo di composti interessanti secondo la presente invenzione sono per esempio i derivati gangliosidici corrispondenti ai sopra elencati N-acil-N-liso GM1 composti in cui l'acile misto "naturale" all'azoto neuraminico ? sostituito da un acido alifatico avente da 3 a 6 atoml di carbonio, come l'acido valerianico o pivalico, o un acido di questo tipo sostituito con alogeni, cio? l'acido monocloroacetico o dicloroacetico, o un acido alifatico con da 12 a 18 atoml di carbonio come l'acido paimitico, oleico o stearico.
Fra i composti con funzioni carbossiliche sialiche modificate funzionalmente vanno ricordati gli esteri derivanti da alcoli alifatici inferiori aventi da 1 a 6 atoml di carbonio, come gli esteri metilici, etilici o propalici, le amidi derivanti da amine alifatiche inferiori, come metilamina, etilamina, propilamina o amine cicliche, come la piperidina o la piperazina, la pirrolidina, gli esteri interni e fra i peracilati, i peracetilati, perpropionilati , perutirrilati (cio? acilati derivanti da acidi alifatici aventi da 1 a 6 atoml di carbonio) di tutti i composti specifici sopra riportati .
Gli analoghi semisintetici dei gangliosidi della presente invenzione possono essere preparati in maniera di per se conosciuta, acilando i di-lisogangliosidi oppure i loro N-acil o N'-acil derivati, o eventualmente deacilando in maniera selettiva gli ?,?'-diaci1-N,N'-di-lisogangliosidi all'azoto sfingosinico e a quello neuraminico.
Se si vogliono preparare dei di-acil derivati in cui i gruppi acilaminici derivano dallo stesso acido, si preferisce, per semplicit?, acilare in un'operazione sola i di-lisogangliosidi con procedimenti di per se conosciuti. I di-lisogangliosidi sono ottenibili dai gangliosidi o dagli N-lisogangliosidi per idrolisi alcalina, per esempio con idrossidi di tetraalchilammonio, idrato di potassio e altri.
Se si vogliono preparare dei prodotti secondo l'invenzione in cui i gruppi acilaminici derivano da acidi differenti, si usano come composti di partenza preferibilmente gli N- o gli N'-monoacil derivati dei di-lisogangliosidi. Gli N-monoacil-dilisogangliosidi possono essere ottenuti per acilazione selettiva dai di-lisogangliosidi, essendo il gruppo aminico sfingosinico pi? reattivo di quello neuraminico. Aciland? quindi in modo blando dei di-lisogangliosidi secondo metodi di per se conosciuti, per esempio con metodi di acilazione usati nella chimica dei peptidi, si possono ottenere i suddetti monoacil derivati all'azoto sfingosinico. Si procede quindi all?acilazione all'azoto neuraminico in maniera convenzionale. Il procedimento di acilazione per l'ottenimento dei prodotti secondo l'invenzione consiste in tal caso in una reazione di acilazione in due tappe.
Se si vogliono usare i monoacil derivati all'azoto neuraminico, questi possono essere preparati secondo diversi metodi. Si pu?, per esempio, partire dai di-lisogangliosidi e procedere ad una protezione provvisoria intermedia del gruppo aminico sfingosinico, attuabile per esempio per interazione idrofobica con fosfatidilcolina, o per acilazione con opportuni gruppi proteggenti, successiva acilazione all'azoto neuraminico con un derivato dell'acido che si vuole introdurre in tale posizione, indi deprotezione all'azoto sfingosinico. Si possono, infine, acilare i di-lisogangliosidi ai due gruppi aminici con uno stesso acido e sottoporre il composto diacilico all?azione di enzimi capaci di scindere selettivamente solo il gruppo acilaminico all'azoto sfingosinico, per esempio con enzimi usati per ottenere i lisogangliosidi dai gangliosidi, per esempio l'enzima glicosfingolipidi-ceramide-deacilasi (vedi schema 1).
Gli N-monoacil-N,N'-di-lisogangliosidi possono per? anche essere ottenuti per deacilazione all'azoto neuraminico degli N,N'-diacil-N,N'-di-lisogangliosidi eseguendo un'idrolisi chimica selettiva, per esempio con idrato di potassio alcoolico 0,1 molare.
Negli acil-di-lisogangliosidi ottenuti si possono, se lo si desidera, convertire funzionalmente i gruppi carbossilici degli acidi sialici o gli idrossili di tali acidi, per esempio convertire in esteri o amidi o gli idrossili nei loro gruppi esterificati con acidi (peracilati).
Il procedimento per la preparazione degli N-acil-?,?'-di-lisogangliosidi, N'-acil-N,N' -di-lisogangliosidi e ?,?'-diacil-N,N'-di-lisogangliosidi secondo la presente invenzione consiste nell'acilare gli ?,?'-di-lisogangliosidi o gli N-acil-N,N'-dilisogangliosidi o gli N'-acil-?,?'-di-lisogangliosidi con gli acidi corrispondenti ai suddetti gruppi acilici, o nel deacilare gli opportuni ?,?'-diacil-N,N'-diacil-N,N '-di-lisogangliosidi selettivamente all'azoto sfingosinico o a quello neuraminico, o miscele di questi composti e, se lo si desidera, nel convertire in esteri, amidi o in esteri interni o in peracilati idrossilici i composti ottenuti e, se lo si desidera, nel convertire in sali i prodotti ottenuti.
La N-acilezione secondo il procedimento suddetto pu? essere eseguita in maniera convenzionale, per esempio facendo reagire i prodotti di partenza con un agente acilante, soprattutto con un derivato funzionale dell'acido, il cui residuo si vuole introdurre. Cos? si pu? usare come derivato funzionale dell'acido un alogenuro o un'anidride e si esegue l'acilazione di preferenza in presenza di una base terziaria, come la piridina o la collidine. Si pu? operare in ambiente anidro, a temperatura ambiente o riscaldando o anche vantaggiosamente secondo il metodo di Schotten-Baumann in ambiente acquoso in presenza di una base inorganica. In alcuni casi si possono usare anche gli esteri degli acidi come derivati funzionali reattivi. Per l'acilazione si possono usare anche metodi con derivati carbossilici attivati, quali vengono impiegati nella chimica dei peptidi, per esempio il metodo delle anidridi miste o derivati ottenibili con derivati delle carbodiimidi o i sali di isossazolio.
Dei numerosi metodi di preparazione, i pi? appropriati sono i seguenti:
1. la reazione del derivato lisogangliosidico con l'azide dell'acido;
2. la reazione del derivato lisogangliosidico con un acilimidazolo dell'acido ottenibile dall'acido con ?,?'-carbonildiimidazolo;
3. la reazione del derivato lisogangliosidico con un'anidride mista dell'acido e dell'acido trifluoroacetico;
4. la reazione del derivato lisogangliosidico con il cloruro dell'acido;
5. la reazione del derivato lisogangliosidico con l'acido in presenza di una carbodiimide (come per es. la dicicloesilcarbodiimide) ed eventualmente di una sostanza come 1'1-idrossibenzotriazolo ;
6. la reazione del derivato lisogangliosidico sull'acido per riscaldamento;
7. la reazione del derivato lisogangliosidico con un estere metilico dell'acido a temperatura elevata ;
8. la reazione del derivato lisogangliosidico con un estere fenolico dell'acido, come per esempio un estere con il paranitrofenolo;
9. la reazione del derivato lisogangliosidico con un estere derivante dallo scambio tra un sale dell'acido e l'1-metil-2-cloropiridinio ioduro. E' gi? stato detto come si possono ottenere acilazioni parziali selettive sia all'azoto sfingosinico sia a quello neuraminico. Lo schema 1 illustra tali procedimenti.
La deacilazione di ?,?'-diacil-?,?'-di-lisogangliosidi all'azoto sfingosinico per via enzimatica come riportato in precedenza si pu? eseguire nelle stesse condizioni come quella usata per la deacilazione parziale dei gangliosidi, per esempio come descritto in J. Biochem., 103. 1 (1988). La doppia deacilazione di N,N'-diacil-?,?'-di-lisogangliosidi a N,N'-di-lisogangliosidi pu? essere eseguita in maniera analoga alla preparazione dei de-N-acetil-lisogangliosidi come descritto per esempio in Biochemistry 2&, 525 (1985); J. Biol. Chem. 255.
7657, (1980); Biol. Chem. Hoppe Seyler 367. 241, (1986); Carbohydr. Research 179. 393 (1988); Bioch. Bioph. Res. Comn. 147. 127 (1987).
Nella suddetta pubblicazione in Carbohydr. Research 179 ? anche descritto un metodo per la deacilazione selettiva all?azoto neuraminico ottenibile dall'azione di KOH 0,1M in butanolo normale al 90% del ganglioside GM3, deacilazione che si pu? applicare agli N,N'-diacil-?,?'-di-lisogangliosidi della presente invenzione per ottenere degli N-acil-?,?'-di-lisogangliosidi .
Beninteso, fanno parte dei metodi di preparazione di questo tipo nell'ambito della presente invenzione anche tutti gli equivalenti chimici deducibili dall?esperto in tale arte.
SCHEMA 1
La preparazione di derivati carbossilici o idrossilici dei nuovi acil lisogangliosidi ottenuti secondo il procedimento sopra descritto si pu? eseguire secondo procedimenti di per s? conosciuti, escludendo quei metodi che avrebbero per effetto di alterare la struttura gangliosidica di base, come quelli che facessero uso di agenti di alta acidit? o che comunque si svolgessero in drastiche condizioni alcaline o acide, o anche quei metodi che porterebbero ad una indesiderata alchilazione dei gruppi idrossilici della parte saccaridica. L'esterificazione di gruppi carbossilici degli N-acil gangliosidi o la loro conversione in amidi pu? essere eseguita per esempio come descritto nel brevetto US 4,713,374 del 15.12.1987 per i gangliosidi. La formazione di esteri interni dei nuovi derivati pu? pure essere eseguita in analogia alla preparazione di esteri interni di gangliosidi, come descritto per esempio nel brevetto US 4,593,091 e nel brevetto EP 0072 722. Questi esteri interni non comprendono solo i composti formati per lattonizzazione di gruppi carbossilici sialici con idrossili saccaridici, ma anche quelli per esempio che contengono anelli lattonici formati tra i carbossili sialici e gli idrossili sialici, essendo questi ultimi a loro volta legati alla parte saccaridica, e anche altre possibili strutture lattoniche. Il procedimento dei suddetti brevetti per la formazione di esteri interni consiste nel trattare un ganglioside in un solvente organico non acquoso in condizioni anidre con un agente lattonizzante . I solventi organici idonei includono il dimetilsolfossido, la dimetilformamide, il solfolano, il tetraidrofurano, il dimetossietano, la piridina o miscele di questi solventi. Reagenti idonei per la lattonizzazione includono le carbodiimidi solubili in solventi organici, come la dicicloesilcarbodiimide, la benzilisopropilcarbodiimide, la benziletilcarbodiimide, sali di 2-cloro-1-metilpiridinio, l?etossiacetilene e il reagente di Woodward (N-etil-5-fenil-isossazolio-3'-solfonato). Metodi pi? vecchi usano la reazione tra un ganglioside con acido acetico o tricloroacetico o con una carbodiimide solubile in acqua o in un mezzo acquoso. Tutti questi metodi possono anche essere usati per la preparazione di esteri interni dei nuovi N-acil lisogangliosidi.
Per l'esterificazione "esterna" di gruppi carbossilici, cio? l'esterificazione con alcoli delle suddette serie, si pu? per esempio far reagire gli N-acil lisogangliosidi con l'alcool desiderato, in presenza di uno scambiatore ionico, p.e. una resina del tipo Dowex 50, la resa essendo limitata per la formazione contemporanea di esteri interni e i tempi di reazione essendo assai lunghi. Un altro metodo di esterificazione consiste nel far passare l'alcool su una resina del tipo Dowex -50Wx8 (100-200 mesh forma H) e trattando l?eluato disciolto nello stesso alcool con il diazoalcano corrispondente.
Un altro buon metodo di preparazione degli esteri consiste nel trattare un sale metallico del derivato lisogangliosidico con un agente eterificante. Si usano i sali dei metalli alcalini, alcalinoterrosi, ma anche qualsiasi altro sale metallico. Come agenti eterificanti si possono usare quelli conosciuti in letteratura, come in modo speciale gli esteri di diversi acidi inorganici, o di acidi solfonici organici, come gli idracidi, cio?, in altri termini, gli alogenuri idrocarbilici, come lo ioduro di metile, di etile, ecc., o i solfati neutrali o acidi di idrocarbile, i solfiti, i carbonati, i silicati, i fosfiti o i solfonati idrocarbilici, come per esempio il benzo o il p-toluolsolfonato di metile. La reazione pu? venire eseguita in un solvente opportuno, per esempio un alcool, di preferenza quello corrispondente al gruppo alchilico che si.vuole introdurre, ma anche in solventi non polari, come i chetoni, gli eteri, come il diossano oppure il dimetilsolfossido.
Un metodo particolarmente vantaggioso per l'esterificazione consiste nel trattare un estere interno del derivato lisogangliosidico con una miscela dell'alcool voluto e del suo alcoolato corrispondente. La reazione pu? essere condotta a temperature corrispondenti al punto di ebollizione dell'alcool, per? si possono usare anche temperature inferiori, essendo allora i tempi di reazione pi? lunghi .
Le amidi dei derivati lisogangliosidici della presente invenzione si possono preparare con metodi di per s? conosciuti, e in modo speciale con i seguenti metodi:
a) reazione degli esteri interni dei derivati N-acil lisogangliosidici con ammoniaca o con le amine;
b) reazione degli esteri carbossilici dei derivati N-acil lisogangliosidici con ammoniaca o con le amine;
c) reazione dei derivati N-acil lisogangliosidici con i gruppi carbossilici attivati con ammoniaca o con le amine;
La reazione a) pu? venire effettuata per trattamento diretto, con o senza solvente, del ganglioside estere interno con l'ammoniaca o con 1'amina di cui si intende preparare l'amide. La reazione pu? essere effettuata anche a temperature assai basse, come per esempio da -5 a 10?, ma preferibilmente a temperatura ambiente o a temperature superiori, per esempio tra 30 e 120?. Come solventi si possono usare chetoni, idrocarburi aromatici, dimetilformamide, dimetilsolfossido, diossano o tetraidrofurano.
Anche la reazione b) viene effettuata di preferenza nelle condizioni descritte per a). Oltre agli esteri descritti per la presente invenzione si possono usare anche altri esteri, per esempio esteri con fenoli.
Per l'attivazione del gruppo carbossilico nella reazione secondo c) si usano metodi conosciuti nella chimica dei peptidi evitando quelli che fanno uso di condizioni troppo acide o basiche che porterebbero ad una disgregazione della molecola del ganglioside. Se i gangliosidi di partenza sono in forma, per esempio, di sali sodici conviene trattare prima il sale con una resina scambiatrice di ioni del tipo Dowex o altro scambiatore ionico acido. Si usa per esempio il metodo della condensazione in presenza di carbodiimidi, per esempio dicicloesilcarbodiimide, benzilisopropilcarbodiimide o benziletilcarbodiimide, in presenza di 1-idrossibenzotriazolo o la condenzazione in presenza di N,N'-carbonildiimidazolo.
L'acilazione dei gruppi idrossilici della parte saccaridica, sialica ed eventualmente del residuo ceramidico pu? pure essere fatta in modo di per s? conosciuto, per esempio per acilazione con un alogenuro o un'anidride dell'acido con cui si vuole acilare, di preferenza in presenza di una base terziaria, come la piridina o la collidine. Si ottengono cos? dei derivati peracilati sopra descritti.
E' anche possibile, secondo la definizione del procedimento della presente invenzione, sottoporre ad acilazione un de-N-acetil lisoganglioside e ripristinare il gruppo acetilaminico nell'acido neuraminico dopo l'acilazione. Tale acetilazione pu? pure essere eseguita in maniera di per se conosciuta; si scelgono in tal caso per 1?N-acilazione metodi relativamente blandi, con i quali rimane inaiterato il gruppo idrossilico dell'acido neuraminico. L'acetilazione di tale gruppo, da eseguirsi dopo la reazione di acilazione all'azoto sfingosinico, si pu? fare usando metodi drastici, soprattutto con l?uso di anidride acetica.
Infine, in tutti i composti ottenibili secondo il suddetto procedimento che presentino gruppi salificabili si possono salificare tali gruppi in maniera di per s? conosciuta.
L'invenzione comprende anche le modificazioni del procedimento di preparazione dei nuovi derivati, in cui un procedimento viene interrotto ad una fase qualsiasi oppure nelle quali si parte da un composto intermedio e vengono eseguite le rimanenti tappe, o nelle quali i prodotti di partenza vengono formati in situ.
Oggetto della presente invenzione sono pure le preparazioni farmaceutiche comprendenti come sostanze attive uno o pi? dei nuovi derivati acil lisogangliosidici e, in particolare, quelli messi in rilievo.
Le preparazioni farmaceutiche ora menzionate possono essere preparazioni per l'uso orale, rettale, parenterale, locale o transdermico. Esse sono quindi in forma solida o semisolida, per esempio confetti, compresse, opercoli gelatinosi, capsule, supposte, capsule di gelatina molle. Per l'uso parenterale si possono usare forme predestinate alla somministrazione intramuscolare, sottocutanea o transdermica, o atte alle infusioni o iniezioni endovenose e si possono quindi presentare come soluzioni dei composti attivi o come polveri liofilizzate dei composti attivi da unire ad uno o piu eccipienti o diluenti accettabili dal punto di vista farmaceutico, e convenienti per gli usi suddetti e di osmolarit? compatibile con i liquidi fisiologici. Per l'uso locale entrano in considerazione preparazioni in forma di sprays, per esempio sprays nasali, creme o unguenti per l'uso topico o cerotti opportunamente preparati per somministrazione transdermica.
Le preparazioni dell'invenzione possono essere destinate alla somministrazione all'uomo o all'animale. Esse contengono di preferenza da 0.01% al 10% di componente attivo per le soluzioni, gli sprays, gli unguenti e le creme e dall'1% al 100% e preferibilmente da 5% al 50% del composto attivo per i preparati in forma solida. Il dosaggio da somministrarsi dipender? dall'indicazione, dall'effetto desiderato e dalla via di somministrazione prescelta.
Un ulteriore oggetto della presente invenzione ? dato dall'uso terapeutico sia dei nuovi acil-lisogangliosidi sia di quelli gi? noti come sostanze e sopra enumerati. Tale uso terapeutico riguarda soprattutto le indicazioni pi? sopra enumerate. I dosaggi giornalieri all'uomo per via infettiva (sottocutanea o intramuscolare) o transdermica o orale, variano da 0,05 mg a 5 mg di sostanza attiva per kg di peso corporeo.
I seguenti Esempi illustrano la preparazione degli acil-lisogangliosidi della presente l'invenzione e le preparazioni farmaceutiche che li contengono come ingredienti attivi, e il loro uso terapeutico.
ESEMPIO 1
?, ? ' -di-liso GM1
10 g di GM1 vengono sciolti in 200 mi KOH 3N e si conduce la reazione di idrolisi per 72 ore a 90? C. Al termine si raffredda la soluzione e si porta a pH 6.5 con acido cloridrico. Si lascia riposare per 18 ore a 4?C e quindi si filtrano via gli acidi grassi precipitati. Si dializza contro acqua e si concentra sino a 500 mi e si precipita in 5 lt di acetone.
Si porta a secchezza il prodotto e si esegue cromatografia preparativa ad alta risoluzione su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/NH3 5N (55:45:10).
Le frazioni contenenti il prodotto vengono portate a secchezza e quindi ridisciolte in acqua. Si porta a pH 10 con NaOH 0.01 N e si dializza, si concentra a 100 mg/ml e si precipita in 5 voluml di acetone .
Resa in ?,?'-di-liso GM1 5.7 g (70% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/NH2 5N (55:45:10) il prodotto si dimostra essere un composto unitario con Rf=0.05 (GM1=0.35).
ESEMPIO 2
N-liso GM1
10 g (6.37 mM) di GM1 vengono sciolti in 200 mi KOH 3N e si conduce la reazione di idrolisi per 72 ore a 90? C.
Al termine si raffredda la soluzione e si porta a pH 6.5 con acido cloridrico. Si lascia riposare per 18 ore a 4?C e quindi si filtrano via gli acidi grassi precipitati. Si dializza contro acqua e si concentra sino a 500 mi e si precipita in 5 lt di acetone
Il prodotto contenente l?N'-liso GM1 e l'N,N'-diliso GM1 (20%) viene portato a secco in alto vuoto e quindi ridisciolto in 100 ml di dimetilformamide. Si aggiungono quindi lentamente 2.15 g (6.37 mM) di 9-f luorenilmetilossicarbonil-N-idrossisuccinimide sciolti in 20 ml di tetraidrofurano e si lascia reagire per 1 ora a temperatura ambiente. Al termine si aggiungono 3 ml (31.85 mM) di anidride acetica e 0.9 mi (63.7 mM) di trietilamina. Dopo 30 min. si aggiungono 12.5 ml di piperidina per rimuovere il gruppo protettore. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 2 lt di acetone e si porta a secchezza. Il materiale cos? ottenuto viene sciolto in Na2CO31M e tenuto a 60?C per 1 ora. Si dializza, si concentra a 100 mg/ml e si precipita in 5 voluml di acetone.
Il prodotto viene passato su colonna di S Sepharose (forma H<+>) equilibrata in metanolo. Si lava con metanolo e quindi si ottiene il l'N-liso GM1 eluendo con NH4.C110 mM in metanolo.
Le frazioni contenenti il prodotto vengono portate a secchezza e quindi ridisciolte in acqua. Si porta a pH 10 con NaOH 0.01N e si dializza, si concentra a 100 mg/ml e si precipita in 5 voluml di acetone.
Prodotto ottenuto: circa 5 g (60% del teorico). Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/NH3 5N (55:45:10) il prodotto si dimostra essere unitario con Rf = 0.11.
ESEMPIO 3
N-ciclobutancarbonil-N-liso GM1 500 mg (0.38 mM) di Liso GM1 (preparato secondo l'esempio 2) vengono sciolti in 1 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 1.050 mi (7.6 mM) di trietilamina e 728 ?l (7.6 mM) di cloruro acido dell'acido ciclobutan carbossilico .
La reazione di condensazione viene condotta a temperatura ambiente per 4 ore. Al termine della reazione la soluzione viene precipitata in 10 ml di etileacetato saturo di acqua, si filtra e si secca in alto vuoto.
Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8). Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2C03 IN, dializzate contro acqua distillastillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 350 mg (66% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.33 (GM1 = 0.43; Liso GM1 = 0.24).
ESEMPIO 4
N-(2-norbornanoacetil)-N-liso GM1 500 rag (0.38 mM) di liso GM1 (preparato secondo l'esempio 2) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono, a 0?C, 106 ?l (0.76 mM) di trietilamina e l'anidride norbornanoacetica preparata sul momento facendo reagire 1.1 mi (7.6 mM) di acido 2-norbornanacetico e 939 mg (9.12 mM) di dicicloesilcarbodiimide sciolti in 20 ml di tetraidrofurano e previa filtrazione, dopo 2 ore, della dicicloesilurea formatasi.
La reazione di condensazione viene condotta a 0?C per 18 ore sotto agitazione. Al termine della reazione la soluzione viene concentrata ad 1 ml, si precipita in 10 ml di acetone e si secca in alto vuoto
Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8). Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2C03 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 508 mg (92% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.33 (GM1 = 0.43; Liso GM1 = 0.24).
ESEMPIO 5
N-fenilacetil-N-liso GM1
500 mg (0.38 mM) di Liso GM1 (preparato secondo l'esempio 2) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 528 ?l (7.6 mM) di trietilamina, 260 mg (1.9 mM) di acido fenilacetico e 194.2 mg (0.76 mM) di 1-metil-2-cloropiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide .
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8).
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2C03 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 354 mg (65% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.37 (GM1 = 0.43; Liso GM1 = 0.24) e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 6
N-(2,6-dimetossibenzoil)-N-liso GM1 500 mg (0.38 mM) di Liso GM1 (preparato secondo l'esempio 2) vengono sciolti in 1 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 1.056 ml (7.6 mM) di trietilamina e l'anidride dimetossibenzoica preparata sul momento facendo reagire 2.76 g (15.2 mM) di acido 2,6-dimetossibenzoico e 1.08 g (3.8 mM) di l-metil-2-fluoropiridinio ?-toluensolfonato in 10 ml di dimetilformamide/ tetraidrofurano 1:1.
La reazione di condensazione viene condotta a temperatura ambiente per 4 ore sotto agitazione. Al termine della reazione ,la soluzione viene concentrata ad 5 ml, si precipita in 50 ml di acetone, si filtra e si secca in alto vuoto.
Si esegue cromatografia su gel di silice utilizzando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8).
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2CO3 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 ml e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 506 mg (90% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl20.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.35 (GM1 = 0.43; Liso GMl = 0.24) e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 7
N-(2-furoil)-N-liso GMl
500 mg (0.38 mM) di Liso GMl (preparato secondo l'esempio 2) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 528 pi (3.8 mM) di trietilamina, 210 mg (1.9 mM) di acido 2-furoico e 194.2 mg (0.76 mM) di 1-metil-2-cloropiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 10 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8).
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2C03 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 402 mg (75% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.37 (GM1 = 0.43; Liso GM1 = 0.24) e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 8
N-M-imidazolacetil)-N-liso GM1 500 mg (0.38 mM) di Liso GM1 (preparato secondo l'esempio 2) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 1056 pi (7.6 mM) di trietilamina, 310 mg (1.9 mM) di acido 4-imidazolacetico cloridrato e 194.2 mg (0.76 mM) di l-metil-2-cloropiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8).
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2C03 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 ml e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 352 mg (65% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.33 (GM1 = 0.43; Liso GM1 = 0.24).
ESEMPIO 9
N-(1=metilP-HO-111)-N-liso GM1 500 mg (0.38 mM) di Liso GM1 (preparato secondo l'esempio 2) vengono sciolti in 3.5 ml di dimetilformamide/acqua 2.5:1 e si aggiungono a temperatura ambiente 1056 ?l (7.6 mM) di trietilamina, 260 mg (1.9 mM) di N-metil-L-prolina e 194.2 mg (0.76 mM) di l-metil-2-cloropiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8).
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2C02 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 380 mg (70% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.33 (GMl = 0.43; Liso GM1 = 0.24).
ESEMPIO 10
N-(1-metil?2?pirrolocarbonil)?N-liso GMl 500 mg (0.38 mM) di Liso GMl (preparato secondo l'esempio 2) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 528 pi (7.6 mM) di trietilamina, 220 mg (1.9 mM) di acido l-metil-2-pirrolcarbossilico e 194.2 mg (0.76 mM) di l-metil-2-cloropiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8).
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2CO3 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 487 mg (90% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/raetanolo/CaCl20.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.38 (GM1 = 0.43; Liso GM1 = 0.24) e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
N-(l-tetrazolacetil)-N-liso GM1 500 mg (0.38 mH) di Liso GM1 (preparato secondo l'esempio 2) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 528 pi (7.6 mM) di trietilamina, 250 mg (1.9 mM) di acido 1-tetrazolacetico e 194.2 mg (0.76 mM) di l-metil-2-cloropiridinio ioduro sciolti in 2.5 mi di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8).
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2C03 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 472 mg (87% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.32 (GMl = 0.43; Liso GM1 = 0.24).
ESEMPIO 12
N-(2-tiofeneacetil)-N-liso GM1 500 mg (0.38 mM) di Liso GMl (preparato secondo l?esempio 2) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 528 ?l (7.6 mM) di trietilamina, 270 mg (1.9 mM) di acido 2-tiofeneacetico e 194.2 mg (0.76 mM) di l-metil-2-cloropiridinio ioduro sciolti in 2.5 mi di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8).
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2CO3 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 383 mg (70% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.34 (GM1 = 0.43; Liso GMl = 0.24) e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 13
N-(6-metilnicotinoil)-N-liso GMl 500 mg (0.38 mM) di Liso GMl (preparato secondo l'esempio 2) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 528 pi (7.6 mM) di trietilamina, 260 mg (1.9 mM) di acido 6-metilnicotinico e 194.2 mg (0.76 mM) di l-metil-2-cloropiridinio ioduro sciolti in 2.5 mi di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8).
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2CO3 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 218 mg (40% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.38 (GM1 = 0.43; Liso GM1 = 0.24) e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 14
N-(2-pxridilacetin-N-liso GM1 500 mg (0.38 mM) di Liso GM1 (preparato secondo l?esempio 2) vengono sciolti in 3.5 ml di dimetilformamide/acqua 2.5:1 e si aggiungono a temperatura ambiente 1056 pi (7.6 mM) di trietilamina, 330 mg (1.9 mM) di acido 2-piridilacetico cloridrato e 194.2 mg (0.76 mM) di l-metil-2-cloropiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8).
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2CO3 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 ml e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 327 mg (60% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.35 (GM1 = 0.43; Liso GM1 = 0.24) e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 15
N-(4-piridiltioacetil)-N-liso GM1
500 mg (0.38 mM) di Liso GM1 (preparato secondo l'esempio 2) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 528 |il (7.6 mM) di trietilamina, 320 mg (1.9 mM) di acido 4-piridiltioacetico e 194.2 mg (0.76 mM) di l-metil-2-cloropiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8).
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2CO3 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 390 mg (70% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl20.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.34 (GM1 = 0.43; Liso GM1 = 0.24) e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nra.
ESEMPIO 16
N-(3-chinolincarbonil)-N-liso GM1 500 mg (0.38 mM) di Liso GM1 (preparato secondo l'esempio 2) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 52B ?l (7.6 mM) di trietilamina, 330 mg (1.9 mM) di acido 3-chinolincarbossilico e 194.2 mg (0.76 mM) di l-metil-2-cloro-piridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8).
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2C03 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 358 mg (64% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl20.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.35 (GM1 = 0.43; Liso GM1 = 0.24) e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 17
N-(7-teofillinacetil)-N-liso GM1 500 mg (0.38 mM) di Liso GM1 (preparato secondo l'esempio 2) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 528 ?l (7.6 mM) di trietilamina, 460 mg (1.9 mM) di acido 7-teofillinacetico e 194.2 mg (0.76 mM) di l-metil-2-cloro-piridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:35:8).
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2CO3 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 397 mg (68% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.35 (GM1 = 0.43; Liso GM1 =* 0.24) e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 18
N-2, 6-dimetossibenzoil-di-liso GM1 500 mg di di-liso GM1 (0.39 mM) (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 5 ml di dimetilformamide, si aggiungono quindi lentamente 145 mg (0.43 mM) di 9-fluorenilmetilossicarbonil-N-idrossisuccinimide (FMOC-succ.) e si lascia reagire per 1 ora e temperatura ambiente.
Al termine della reazione si precipita in 100 ml di acetone, si filtra e si porta a secchezza, il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:30:6.
Le frazioni contenenti l'intermedio di reazione N-FMOC-di-liso-GMl vengono riunite, portate a secchezza e quindi ridisciolte in 2.5 ml di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiungono, a 0?C, 1.1 mi (7.92 mM) di trietilamina e 0.40 ml (3.96 mM) di trifluoroacetato di metile e si fa reagire a temperatura ambiente per 3 giorni.
Si aggiungono quindi 1 ml di piperidina per rimuovere il gruppo fluorenile. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 100 ml di acetone/acqua 9:1, si filtra e si porta a secchezza.
L'intermedio di reazione viene sciolto in 2.5 mi di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiunge l'anidride dimetossibenzoica preparata sul momento facendo reagire 1.88 g (7.6 mM) di acido 2,6-dimetossibenzoico e 5.40 mg (1.9 mM) di fluorometilpiridinio paratoluensolfonato in 5 ml di dimetilformamide/tetraidrofurano 1:1, si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente, si precipita in 100 ml di acetone, si riprende con 5 ml di acqua e si porta a pH 9.0 con NaOH 0.01 N.
Si lascia reagire a temperatura ambiente per 2 ore per rimuovere il gruppo trifluoroacetile. Si dializza, si concentra a 3 mi e si precipita in 15 mi di acetone.
Il prodotto grezzo ottenuto viene purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:35:8.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, ridisciolte in 2 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e precipitate in 10 ml di acetone.
Prodotto ottenuto = 283 mg (51% del teorico) Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 50:42:11, il prodotto si dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.18, positivo alla colorazione con ninidrina e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 19
N-2-piridilacetil-di-liso GM1 500 mg di di-liso GM1 (0.39 mM) (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 5 ml di dimetilformamide, si aggiungono quindi lentamente 145 mg (0.43 mM) di 9-fluorenilmetilossicarbonil-N-idrossisuccinimide (FMOC-succ.) e si lascia reagire per 1 ora e temperatura ambiente.
Al termine della reazione si precipita in 100 mi di acetone, si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:30:6.
Le frazioni contenenti l'intermedio di reazione N-FMOC-di-liso-GMl vengono riunite, portate a secchezza e quindi ridisciolte in 2.5 ml di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiungono, a 0?C, 1.1 ml (7.92 mM) di trietilamina e 0.40 mi (3.96 mM) di trifluoroacetato di metile e si fa reagire a temperatura ambiente per 3 giorni.
Si aggiungono quindi 1 ml di piperidina per rimuovere il gruppo fluorenile. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 100 ml di acetone/acqua 9:1, si filtra e si porta a secchezza.
L'intermedio di reazione viene sciolto in 2.5 mi di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiungono a temperatura ambiente 1056 pi (7.6 mM) di trietilamina, 330 mg (1.9 mM) di acido 2-piridilacetico cloridrato e 194.2 mg (0.76 mM) di clorometilpiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide, si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente, si precipita in 50 ml di acetone, si riprende con 5 ml di acqua e si porta a pH 9.0 con NaOH 0.01 N. Si lascia reagire a temperatura ambiente per 2 ore per rimuovere il gruppo trifluoroacetile. Si dializza, si concentra a 3 mi e si precipita in 15 ml di acetone.
Il prodotto grezzo ottenuto viene purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:35:8.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, ridisciolte in 2 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e precipitate in 10 ml di acetone.
Prodotto ottenuto = 296 mg (55% del teorico) Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl20.3% 50:42:11, il prodotto si dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.19, positivo alla colorazione con ninidrina e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 20
N.N'-di-cicloeptancarbonil-di-liso GM1
500 mg (0.39 mM) di di-liso GM1 (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 0.33 mi (2.37 mM) di trietilamina, 162 ?l (1.18 mM) di acido cicloeptan-carbossilico e 0.2 g (0.79 mM) di clorometilpiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide .
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:25:4.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2CO3 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 407 mg (68% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 60:35:8 dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.32 .
ESEMPIO 21
N.N'-di-ciclopentancarboni1-di liso GM1 500 mg (0.39 mM) di di-liso GM1 (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 0.33 ml (2.37 mM) di trietilamina, 123 ?l (1.18 mM) di acido ciclopentan-carbossilico e 0.2 g (0.79 mM) di clorometilpiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:25:4.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2CO3 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 277 mg (48% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl 0.3% 60:35:8 dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.30.
ESEMPIO 22
N,N'-di-fenilacetil-di-liso GM1 500 mg (0.39 mM) di di-liso GM1 (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 0.88 mi (6.34 mM) di trietilamina, 430 mg (3.17 mM) di acido fenil acetico e 0.2 g (0.79 mM) di clorometilpiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:25:4.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2CO3 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 564 mg (95% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 60:35:8 dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.32 e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 23
N.N'-di-(5-metossi-l-indanone-3-acetil)-di-liso GM 500 mg (0.39 mM) di di-liso GM1 (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 0.88 mi (6.34 mM) di trietilamina, 700 mg (3.17 mM) di acido 5-metossi-l-indanone-3-acetico e 0.2 g (0.79 mM) di clorometilpiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:25:4.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2CO3 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 601 mg (91% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 60:35:8 dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.33 e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 24
N.N'-di-(2-piridilacetil)-di-liso GM1
500 mg (0.39 mM) di di-liso GM1 (preparato secondo l?esempio 1) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 0.88 mi (6.34 mM) di trietilamina, 550 mg (3.17 mM) di acido 2-piridil acetico e 0.2 g (0.79 mM) di clorometilpiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide .
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:25:4.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2C03 IN, dializzate contro acqua distillata ? quindi concentrate a 5 ml e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 268 mg (43% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 60:35:8 dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.23 e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
N.N'-di- (5-metil-2-tiofencarbonil)-di-liso GM1 500 mg (0.39 mM) di di-liso GM1 (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 0.88 ml (6.34 mM) di tristilamina, 450 mg (3.17 mM) di acido 5-metil-2-tiofene carbossilico e 0.2 g (0.79 mM) di clorometilpiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:25:4.
Le frazioni pure vengono riunite# evaporate, riprese con Na2CO3 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 509 mg (85% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl20.3% 60:35:8 dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.33 e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 26
N-acetil-N'-2-niridilacetil-di-liso GM1 500 mg di di-liso GM1 (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 5 ml di dimetilformamide, si aggiungono quindi lentamente 145 mg (0.43 mM) di 9-fluorenilmetilossicarbonil-N-idros sisuccinimide (FMOC-succ) e si lascia reagire per 1 ora e temperatura ambiente.
Al termine della reazione si precipita in 100 ml di acetone, si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:30:6.
Le frazioni contenenti l'intermedio di reazione (N-FMOC-di-liso-GMl) vengono riunite, portate a secchezza e quindi ridisciolte in 2.5 ml di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiungono, a temperatura ambiente, 1056 pi (7.6 mM) di trietilamina, 330 mg (1.9 mM) di acido 2-piridilacetico cloridrato e 194.2 mg (0.76 mM) di clorometilpiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente per 18 ore.
Si aggiunge quindi 1 ml di piperidina per rimuovere il gruppo fluorenile. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 100 ml di acetone/acqua 9:1, si filtra e si porta a secchezza .
L'intermedio di reazione viene sciolto in 30 ml di cloroformio/metanolo/acqua 1:1 0.1 e si aggiungono 1.1 ml (7.92 mi) di trietilamina e 373 pi (3.96 mM) di anidride acetica. Si lascia reagire per 2 ore a temperatura ambiente, si porta a secchezza, si riprende con 5 ml di Na2C03 1 M e si tiene a 60?C per 1 ora. Si dializza, si concentra a 5 mi e si precipita in 5 voluml di acetone.
Il grezzo di reazione viene purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo 60:35:8.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, ridisciolte in 2.0 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e precipitate in 10 ml di acetone.
Prodotto ottenuto = 299 mg (54% del teorico) Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente clorof ormio/metanolo/CaCl2 0.3% 50:42:11, il prodotto si dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.37 e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 27
N-acetil-N'-3,4,5-trimetossibenzoil-di-liso GM1 500 mg di di-liso GM1 (0.39 mM) (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 5 ml di dimetilformamide, si aggiungono quindi lentamente 145 mg (0.43 mM) di 9-fluorenilmetilossicarboni1-N-idrossisuccinimide (FMOC-succ) e si lascia reagire per 1 ora e temperatura ambiente.
Al termine della reazione si precipita in 100 mi di acetone, si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo/aqqua 60 : 30 : 6 .
Le frazioni contenenti l'intermedio di reazione (N-FMOC-di-liso-GMl) vengono riunite, portate a secchezza e quindi ridisciolte in 2.5 ml di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiunge l'anidride trimetossibenzoica disciolta in 20 ml di tetraidrofurano e preparata al momento facendo reagire 0.3 g (1.9 mM) di dicicloesilcarbodiimide e 0.3 g (1.4 mM) di acido trimetossibenzoico in 20 ml di tetraidrofurano e filtrando dopo 2 ore la dicicloesilurea formatasi.
La reazione di condensazione viene condotta a 25?C per 18 ore sotto agitazione.
Si aggiunge quindi 1 ml di piperidina per rimuovere il gruppo fluorenile. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 100 ml di acetone/acqua 9:1, si filtra e si porta a secchezza .
L'intermedio di reazione viene sciolto in 30 ml di cloroformio/metanolo/acqua 1:1 0.1 e si aggiungono 1.1 mi (7.92 mi) di trietilamina e 373 pi (3.96 mM) di anidride acetica. Si lascia reagire per 2 ore a temperatura ambiente, si porta a secchezza, si riprende con 5 ml di Na2CO3 1M e si tiene a 60?C per 1 ora. Si dializza, si concentra a 5 mi e si precipita in 5 voluml di acetone.
Il grezzo di reazione viene purificato mediante cromatografia su gel di.silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo 60:35:8.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, ridisciolte in 2.0 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e precipitate in 10 ml di acetone.
Prodotto ottenuto = 286 mg (49% del teorico) Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 50:42:11, il prodotto si dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.39 e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 28
N-dicloroacetil-N' -2-piridilacetil-di-liso GM1 500 mg di di-liso GM1 (0.39 mM) (preparato secondo l?esempio 1) vengono sciolti in 5 ml di dimetilformamide, si aggiungono quindi lentamente 145 mg (0.43 mM) di 9-fluorenilmetilossicarbonil-N-idrossisuccinimide (FMOC-succ) e si lascia reagire per 1 ora e temperatura ambiente.
Al termine della reazione si precipita in 100 mi di acetone, si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:30:6.
Le frazioni contenenti l'intermedio di reazione (N-FMOC-di-liso-GMl) vengono riunite, portate a secchezza e quindi ridisciolte in 2.5 ml di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiungono, a temperatura ambiente, 1056 ?l (7.6 mM) di trietilamina, 330 mg (1.9 mM) di acido 2-piridilacetico cloridrato e 194.2 g (0.76 mM) di clorometilpiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si fa reagire a temperatura ambiente per 18 ore.
Si aggiunge quindi 1 ml di piperidina per rimuovere il gruppo fluorenile. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 100 ml di acetone/acqua 9:1, si filtra e si porta a secchezza.
L'intermedio di reazione viene sciolto in 30 ml di cloroformio/metanolo/acqua 1:1 0.1 e si aggiungono 1.1 mi (7.92 ml) di trietilamina e 950 mg (3.96 mM) di anidride dicloroacetica. Si lascia reagire per 2 ore a temperatura ambiente, si porta a secchezza, si riprende con 5 ml di Na2CO3 1 M e si tiene a 60?C per 1 ora. Si dializza, si concentra a 5 mi e si precipita in 5 voluml di acetone.
Il grezzo di reazione viene purificato mediante cromatografia su gel di.silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo 60:35:8.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, ridisciolte in 2.0 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e precipitate in 10 ml di acetone.
Prodotto ottenuto = 267 mg (46% del teorico) Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 50:42:11, il prodotto si dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.40 e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 29
N-dicloroacetil-N? -3.4.5-trimetossibenzoil-di-liso GM1
500 mg di di-liso GM1 (0.39 mM) (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 5 ml di dimetilformamide, si aggiungono quindi lentamente 145 mg (0.43 mM) di 9-fluorenilmetilossicarbonil-N-idrossisuccinimide (FMOC-succ) e si lascia reagire per 1 ora e temperatura ambiente.
Al termine della reazione si precipita in 100 mi di acetone, si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:30:6.
Le frazioni contenenti l'intermedio di reazione (N?FMOC-di-liso-GMl) vengono riunite, portate a secchezza e quindi ridisciolte in 2.5 ml di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiunge l'anidride trimetossibenzoica disciolta in 10 ml di tetraidrofurano e preparata sul momento facendo reagire 0.3 g (1.9 mM) di dicicloesilcarbodiimide e 0.3 g (1.4 mM) di acido trimetossibenzoico in 10 ml di tetraidrofurano e filtrando dopo 2 ore la dicicloesilurea formatasi.
La reazione di condensazione viene condotta a 25?C per 18 ore sotto agitazione.
Si aggiunge quindi 1 ml di piperidina per rimuove re il gruppo fluorenile. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 100 ml di acetone/acqua 9:1, si filtra e si porta a secchezza.
L'intermedio di reazione viene sciolto in 30 ml di cloroformio/metanolo/acqua 1:1 0.1 e si aggiungono 1.1 mi (7.92 mi) di trietilamina e 950 mg (3.96 mM) di anidride dicloroacetica. Si lascia reagire per 2 ore a temperatura ambiente, si porta a secchezza, si riprende con 5 ml di Na2C03 1 M e si tiene a 60?C per 1 ora. Si dializza, si concentra a 5 mi e si precipita in 5 voluml di acetone.
Il grezzo di reazione viene purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo 60:35:8.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, ridisciolte in 2.0 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e precipitate in 10 ml di acetone.
Prodotto ottenuto = 293 mg (48% del teorico)
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 50:42:11, il prodotto si dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.41 e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 30
N-2-furoil-N'-butirril-di-liso GM1
500 mg di di-liso GM1 (0.39 mM) (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 5 ml di dimetilformamide, si aggiungono quindi lentamente 145 mg (0.43 mM) di 9-fluorenilmetilossicarbonil-N-idrossisuccinimide (FMOC-succ) e si lascia reagire per 1 ora e temperatura ambiente.
Al termine della reazione si precipita in 100 mi di acetone, si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:30:6.
Le frazioni contenenti l?intermedio di reazione (N-FMOC-di-liso-GMl) vengono riunite, portate a secchezza e quindi ridisciolte in 2.5 ml di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiungono, a 0?C, 1.1 mi (7.92 mM) di trietilamina e 626 mg (3.96 mM) di anidride butirrica e si fa reagire a temperatura ambiente per 2 ore.
Si aggiunge quindi 1 ml di piperidina per rimuovere il gruppo fluorenile. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 100 ml di acetone/acqua 9:1, si filtra e si porta a secchezza.
L?intermedio di reazione viene sciolto in 2.5 mi di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 528 pi (3.8 mM) di trietilamina, 210 mg (1.9 mM) di acido 2-furoico e 194.2 mg (0.76 mM) di clorometilpiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide .
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:35:8.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, ridisciolte in 2.0 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e precipitate in 10 ml di acetone.
Prodotto ottenuto = 289 mg (52% del teorico) Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 50:42:11, il prodotto si dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.39 e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 31
N-2 .6-dimetossibenzoil-N'-butirril-di-liso GM1 500 mg di di-liso GM1 (0.39 mM) (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 5 ml di dimetilformamide, si aggiungono quindi lentamente 145 mg (0.43 mM) di 9-fluorenilmetilossicarbonil-N-idrossisuccinimide (FMOC-succ) e si lascia reagire per 1 ora e temperatura ambiente.
Al termine della reazione si precipita in 100 mi di acetone, si filtra e si porta a secchezza, il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:30:6.
Le frazioni contenenti l'intermedio di reazione (N-FMOC-di-liso-GMl) vengono riunite, portate a secchezza e quindi ridisciolte in 2.5 ml di dimetiIformamide/metanolo 1:1 e si aggiungono, a 0?C, 1.1 mi (7.92 mM) di trietilamina e 626 mg (3.96 mM) di anidride butirrica e si fa reagire a temperatura ambiente per 2 ore.
Si aggiunge quindi 1 ml di piperidina per rimuovere il gruppo fluorenile. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 100 ml di acetone/acqua 9:1, si filtra e si porta a secchezza .
L'intermedio di reazione viene sciolto in 1 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura ambiente 1.056 mi (7.6 mM) di trietilamina e l'anidride 2,6-dimetossibenzoica preparata al momento facendo reagire 2.76 g (15.2 mM) di acido 2,6-dimetossibenzoico e 1.08 g (3.8 mM) di fluorometilpiridinio paratoluensolfonato in 10 ml di dimetilformamide/tetraidrofurano 1:1.
La reazione di condensazione viene condotta a temperatura ambiente per 4. ore sotto agitazione. Al termine della reazione, la soluzione viene concentrata a 5 mi, si precipita in 50 ml di acetone, si filtra e si secca in alto vuoto.
Si esegue cromatografia su gel di silice utilizzando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:35:8.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, riprese con Na2CO3 IN, dializzate contro acqua distillata e quindi concentrate a 5 mi e precipitate in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto = 297 mg (51% del teorico) Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 50:42:11, il prodotto si dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.37 e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 32
N-2-piridilacetil-N '-lauroil-di-liso GM1 500 mg di di-liso GM1 (0.39 mM) (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 5 ml di dimetilformamide, si aggiungono quindi lentamente 145 mg (0.43 mM) di 9-fluorenilmetilossicarbonil-N-idrossisuccinimide (FMOC-succ) e si lascia reagire per 1 ora e temperatura ambiente.
Al termine della reazione si precipita in 100 mi di acetone, si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:30:6.
Le frazioni contenenti l'intermedio di reazione (N-FMOC-di-liso-GMl) vengono riunite, portate a secchezza e quindi ridisciolte in 2.5 ml di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiungono, a 0?C, 1.1 mi (7.92 mM) di trietilamina e 1.51 g (3.96 mM) di anidride laurica e si fa reagire a temperatura ambiente per 18 ore.
Si aggiunge quindi 1 ml di piperidina per rimuovere il gruppo fluorenile. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 100 ml di acetone/acqua 9:1, si filtra e si porta a secchezza .
L'intermedio di reazione viene sciolto in 2.5 mi di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiungono a temperatura ambiente 1056 pi (7.6 mi) di trietilamina e 330 mg (1.9 mM) di acido 2-piridilacetico cloridrato e 194.2 mg (0.76 mM) di clorometilpiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide, si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 100 ml di acetone.
Il grezzo di reazione viene purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo 60:35:8.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, ridisciolte in 2.0 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e precipitate in 10 ml di acetone.
Prodotto ottenuto = 262 mg (43% del teorico) Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 50:42:11, il prodotto si dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.61 e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 33
N-3.4,5-trimetossibenzoil-N' -lauroil-di-liso GM1 500 mg di di liso GM1 (0.39 mM) (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 5 ml di dimetilformamide, si aggiungono quindi lentamente 145 mg (0.43 mM) di 9-fluorenilmetilossicarbonil-N-idrossisuccinimide (FMOC-succ) e si lascia reagire per 1 ora e temperatura ambiente.
Al termine della reazione si precipita in 100 mi di acetone, si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:30:6.
Le frazioni contenenti l'intermedio di reazione (N-FMOC-di-liso-GMl) vengono riunite, portate a secchezza e quindi ridisciolte in 2.5 ml di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiungono, a 0?C, 1.1 ml (7.92 mM) di trietilamina e 1.51 g (3.96 mM) di anidride laurica e si fa reagire a temperatura ambiente per 18 ore.
Si aggiunge quindi 1 ml di piperidina per rimuovere il gruppo fluorenile. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 100 ml di acetone/acqua 9:1, si filtra e si porta a secchezza .
L'intermedio di reazione viene sciolto in 2.5 mi di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiunge l'anidride trimetossibenzoica disciolta in 10 ml di tetraidrofurano e preparata sul momento facendo reagire 0.3 g (1.9 mM) di dicicloesilcarbodiimide e 0.3 g (1.4 mM) di acido trimetossibenzoico in 10 ml di tetraidrofurano e filtrando dopo 2 ore la dicicloesilurea formatasi.
La reazione di condensazione viene condotta a 25?C per 18 ore sotto agitazione e quindi si precipita in 100 ml di acetone.
Il grezzo di reazione viene purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo 60:35:8.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, ridisciolte in 2.0 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e precipitate in 10 ml di acetone.
Prodotto ottenuto = 294 mg (46% del teorico)
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 50:42:11, il prodotto si dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.63 e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 34
N-3,4,5-trimetossibenzoil-N'-2-piridilacetil-di-liso GM1
500 mg di di-liso GM1 (0.39 mM) (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 5 ml di dimetilformamide, si aggiungono quindi lentamente 145 mg <0.43 mM) di 9-fluorenilmetilossicarbonil-N-idrossisuccinimide (FMOC-succ) e si lascia reagire per 1 ora e temperatura ambiente.
Al termine della reazione si precipita in 100 mi di acetone, si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:30:6.
Le frazioni contenenti l'intermedio di reazione (N-FMOC-di-liso-GMl) vengono riunite, portate a secchezza e quindi ridisciolte in 2.5 ml di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiungono, a temperatura ambiente, 1056 ?l (7.6 mM) di trietilamina e 330 mg (1.9 mM) di acido 2-piridilacetico cloridrato e 194.2 mg (0.76 mM) di clorometilpiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si fa reagire a temperatura ambiente per 18 ore. Si aggiunge quindi 1 ml di piperidina per rimuovere il gruppo fluorenile. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 100 ml di acetone/acqua 9:1, si filtra e si porta a secchezza .
L'intermedio di reazione viene sciolto in 2.5 mi di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiunge l'anidride trimetossibenzoica disciolta in 10 ml di tetraidrofurano e preparata sul momento facendo reagire 0.3 g (1.9 mM) di dicicloesilcarbodiimide e 0.3 g (1.4 mM) di acido trimetossibenzoico in 10 ml di tetraidrofurano e filtrando dopo 2 ore la dicicloesilurea formatasi.
La reazione di condensazione viene condotta a 25?C per 18 ore sotto agitazione e quindi si precipita in 100 ml di acetone.
Il grezzo di reazione viene purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo 60:35:8.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, ridisciolte in 2.0 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e precipitate in 10 ml di acetone.
Prodotto ottenuto = 243 mg (43% del teorico) Cromatografato su piastra di-gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 50:42:11, il prodotto si dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.59 e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 35
N-2-piridilacetil-N'-2.6-dimetossibenzoil-di-liso GMl 500 mg di di-liso GMl (0.39 mM) (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 5 ml di dimetilformamide, si aggiungono quindi lentamente 145 mg (0.43 mM) di 9-fluorenilmetilossicarbonil-N-idrossisuccinimide (FMOC-succ) e si lascia reagire per 1 ora e temperatura ambiente.
Al termine della reazione si precipita in 100 mi di acetone, si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo/acqua 60:30:6.
Le frazioni contenenti l'intermedio di reazione (N-FMOC-di-liso-GMl) vengono riunite, portate a secchezza e quindi ridisciolte in 2.5 ml di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiunge, l'anidride dimetossibenzoica preparata sul momento facendo reagire 1.88 g (1.6 mM) di acido 2,6-dimetossibenzoico e 540 mg (1.9 mM) di fluorometilpiridinio paratoluensolfonato in 5 ml di dimetilformamide/ tetraidrofurano 1:1 e si fa reagire a temperatura ambiente, per 4 ore.
Si aggiunge quindi 1 ml di piperidina per rimuovere il gruppo fluorenile. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 100 ml di acetone/acqua 9:1, si filtra e si porta a secchezza .
L'intermedio di reazione viene sciolto in 2.5 mi di dimetilformamide/metanolo 1:1 e si aggiungono, a temperatura ambiente, 1056 pi (7.6 mM) di trietilamina, 330 mg (1.9 mM) di acido 2-piridilacetico cloridrato e 194.2 mg (0.76 mM) di clorometilpiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide, si fa reagire a temperatura ambiente per 18 ore e quindi si precipita in 100 ml di acetone. Il grezzo di reazione viene purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo 60:35:8.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, ridisciolte in 2.0 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e precipitate in 10 ml di acetone.
Prodotto ottenuto = 247 mg (41% del teorico) Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 50:42:11, il prodotto si dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.58 e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 36
N'-3.4.5-trimetossibenzoil-N '-liso GM1
500 mg (0.33 mM) di N'-liso GM1 vengono sciolti in 50 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e si aggiungono 0.28 g (0.7 mM) di anidride trimetossibenzoica disciolta in 20 ml di tetraidrofurano e preparata sul momento facendo reagire 0.3 g (1.9 mM) di dicicloesilcarbodiimide e 0.3 g (1.4 mM) di acido trimetossibenzoico in 20 ml di tetraidrofurano e filtrando dopo 2 ore la dicicloesilurea formatasi. La reazione di condensazione viene condotta a 25?C per 18 ore sotto agitazione.
Al termine della reazione, il prodotto viene portato a secchezza, ripreso con 5 ml di cloroformio/ metanolo 1:1 e precipitato in 100 ml di acetone. Il prodotto grezzo cos? ottenuto viene purificato mediante cromatografia preparativa su gel di silice usando come solvente una miscela di cloroformio/ metanolo/acqua 60:15:2.
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, ridisciolte in 5 ml di cloroformio/metanolo 1:1 ed il prodotto viene precipitato con 100 ml di acetone. Prodotto ottenuto: 320 mg (56.7% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 60:35:8 il prodotto si dimostra essere un composto unitario fluorescente con Rf 0.50.
ESEMPIO 37
N'-2-furoil-di-liso GM1
500 mg di di-liso GM1 (0.39 mM) (preparato secondo l'esempio 1) vengono sciolti in 5 ml di dimetilformamide, si aggiungono quindi lentamente 145 mg (0.43 mM) di 9-fluorenilmetilossicarbonil-N-idrossisuccinimide sciolti in 2 ml di tetraidrofurano e si lascia reagire per 1 ora e temperatura ambiente. Al termine della reazione si aggiungono a temperatura ambiente 528 ?l (3.8 mM) di trietilamina, 210 mg (1.9 mM) di acido 2-furoico e 194.2 mg (0.76 mM) di clorometilpiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide. Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si aggiungono 2 ml di piperidina per rimuovere il gruppo protettore. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto cos? ottenuto viene sciolto in 10 mi Na2C03 1 M e tenuto a 60?C per 1 ora. Si dializza, si concentra a 5 mi e si precipita in 5 voluml di acetone.
Il grezzo di reazione viene purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo NH3 2.5N 60:35:8.
Le frazioni contenenti il prodotto puro vengono portate a secchezza e quindi ridisciolte in 5 ml di acqua. Si porta a pH 10 con NaOH 0.01N e si dializza, si concentra a 5 mi e si precipita in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 301 mg (57% del teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 50:42:11 il prodotto si dimostra essere unitario con Rf = 0.31, positivo alla colorazione con ninidrina e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 38
N'-3,4,5-trimetossibenzoil-di-liso GM1
500 mg di di-liso GM1 (0.39 mM) (preparato secondo l?esempio 1) vengono sciolti in 5 ml di dimetilformamide, si aggiungono quindi lentamente 145 mg (0.43 mM) di 9-fluorenilmetilossicarbonil-N-idrossisuccinimide sciolti in 2 ml di tetraidrofurano e si lascia reagire per 1 ora e temperatura ambiente.
Al termine della reazione si aggiunge l'anidride trimetossibenzoica disciolta in 20 ml di tetraidrofurano e preparata sul momento facendo reagire 0.3 g (1.9 mM) di dicicloesilcarbodiimide e 0.3 g (1.4 mM) di acido trimetossibenzoico in 20 ml di tetraidrofurano e filtrando dopo 2 ore la dicicloesilurea formatasi.
La reazione di condensazione viene condotta a 25?C per 18 ore sotto agitazione. Si aggiungono quindi 2 ml di piperidina per rimuovere il gruppo protettore, si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 100 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza. Il prodotto cos? ottenuto viene sciolto in 10 mi Na2CO31 M e tenuto a 60?C per 1 ora. Si dializza, si concentra a 5 mi e si precipita in 5 voluml di acetone.
Il grezzo di reazione viene purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come solvente di eluizione una miscela di cloroformio/metanolo NH3 2.5N 60:35:8.
Le frazioni contenenti il prodotto puro vengono portate a secchezza e quindi ridisciolte in 5 mi di acqua. Si porta a pH 10 con NaOH 0.01N e si dializza, si concentra a 5 mi e si precipita in 50 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 317.5 mg (56% del teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% 50:42:11 il prodotto si dimostra essere unitario con Rf = 0.35, positivo alla colorazione con ninidrina e fluorescente su piastra con indicatore a 254 nm.
ESEMPIO 39
Preparazione di una miscela di gangliosidi (miscela GA) per estrazione di tessuto di cervello bovino Della corteccia cerebrale bovina, prelevata dall'animale, viene omogeneizzata in tampone fosfato a pH 6,8; vengono quindi aggiunti 6 voluml di tetraidrofurano e la miscela risultante viene centrifugata. Il supernatante viene riestratto per due volte con tetraidrofurano. Dopo centrifugazione i materiali non polari vengono rimossi per partizionamento con etere etilico e la fase acquosa -tetraidrofuranica viene introdotta in colonna a scambio ionico equilibrato con etanolo al 50%. All'affluente dalla colonna viene aggiunto idrossido di bario e quattro voluml di etanolo ghiacciato. Dopo 18 ore al freddo viene raccolto un precipitato che viene poi acidificato leggermente con acido cloridrico dopo dissoluzione in acqua. La soluzione cos? ottenuta viene d?alizzata e liofilizzata. La resa a questo punto ? di circa 0.6 mg di miscela di gangliosidi grezzi per grammo di tessuto nervoso utilizzato. La polvere liofilizzata viene dispersa in 20 voluml di cloroformio-metanolo 2:1, filtrata la soluzione ottenuta fino a renderla perfettamente limpida, questa viene partizionata aggiungendo 0.2 voluml di soluzione di cloruro di potassio in acqua allo 0.88%.
La fase superiore viene separata, d?alizzata e liofilizzata. La resa finale ? di circa 0.3 mg di miscela purificata di sali di gangliosidi per grammo di tessuto cerebrale.
La miscela di gangliosidi ottenuta pu? essere frazionata in varie porzioni rappresentanti sostanzialmente gangliosidi puri (nel senso gi? usato nella descrizione generale), adoperando colonne di acido silicico ed eluendo con miscele di metanolocloroformio. Si trova cos? in media una composizione di circa il 40% di ganglioside GD1a, del 21% del ganglioside GM1, del 19% del ganglioside e del 16% del ganglioside GD1b?
ESEMPIO 40
2-furori derivati di una miscela
di N-lisoganoliosidi
1) Preparazione degli N-lisogangliosidi
10 g di miscela gangliosidica (ottenuta secondo l'esempio 39) vengono sciolti in 200 ml di KOH 3N e si conduce la reazione di idrolisi per 72 ore a 90?C.
Al termine si raffredda la soluzione e si porta a pH 6.5 con acido cloridrico. Si lascia riposare per 18 ore a 4?C e quindi si filtrano via gli acidi grassi precipitati. Si dializza contro acqua e si concentra sino a 500 mi e si precipita in 5 lt di acetone.
11 prodotto contenente gli N'-lisogangliosidi e gli N,N'-di-lisogangliosidi (< 20%) viene portato a secco in alto vuoto e quindi ridisciolto in 100 ml di dimetilformamide.
Si aggiungono quindi lentamente 2.15 g (6.37 mM) di 9-fluorenilmetilossicarboni l-N-idrossisuccinimide sciolti in 20 ml di tetraidrofurano e si lascia reagire per 1 ora a temperatura ambiente. Al termine si aggiungono 3 ml (31.85 mM) di anidride acetica e 0.9 mi (63.7 mM) di trietilamina.
Dopo 30 min si aggiungono 12.5 ml di piperidina per rimuovere il gruppo protettore. Si lascia reagire per 18 ore a temperatura ambiente e si precipita in 2 lt di acetone e si porta a secchezza. Il materiale cos? ottenuto viene sciolto in Na2CO31M e tenuto a 60? per 1 ora. Si dializza, si concentra a 100 mg/ml e si precipita in 5 voluml di acetone.
Il prodotto viene passato su colonna di S-Sepharose (forma H<+>) equilibrata in metanolo. Si lava con metanolo e quindi si ottengono gli N-lisogangliosidi eluendo con NH4.C110 mM in metanolo.
Le frazioni contenenti il prodotto vengono portate a secchezza e quindi ridisciolte in acqua. Si porta a pH 10 con NaOH 0.01N e si dializza, si concentra a 100 mg/ml e si precipita in 5 voluml di acetone .
Prodotto ottenuto: 4.7 g (55% del teorico).
2) Preparazione del 2-furoil derivato
500 mg (0.31 mM) della miscela di N-lisogangliosidi precedentemente preparata vengono sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide e si aggiungono a temperatura 431 ?i (3.1 mM) di trietilamina, 174 mg (1.55 mM) di acido 2-furoico e 158.4 mg (0.62 mM) di l-metil-2-cloropiridinio ioduro sciolti in 2.5 ml di dimetilformamide.
Si fa reagire per 18 ore a temperatura ambiente e quindi si precipita in 10 ml di acetone. Si filtra e si porta a secchezza.
Il prodotto acilato viene separato dal composto che non ha reagito mediante cromatografia su colonna S-Sepharose (forma H<+>) equilibrata in metanolo. Si eluisce in metanolo il derivato furoilico, lo si porta a secchezza, si riprende con N2CO3 IN, si dializza, si concentra a 2.5 mi e si precipita in 25 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 373 mg (72% teorico).
ESEMPIO 41
Metilestere del N-(2-furoil)-N-liso GM1 500 mg (0.36 mM) di N-(2-furoil)-N-liso GM1 sale sodico (preparato secondo l'esempio 7) vengono sciolti in 5 ml di N-metilpirrolidone e si aggiungono 44.5 ?l (0.72 mM) di ioduro di metile.
Si lascia reagire per 3 ore a temperatura ambiente, si precipita in etile acetato, si filtra e si secca in alto vuoto.
Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:30:6).
Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, ridisciolte in 2.5 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e precipitate in 25 ml di.acetone.
Prodotto ottenuto: 449 mg (89% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl20.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.4 [N-(2-furoil) liso GM1 = 0.37).
ESEMPIO 42
Peracetilato del metil estere del N-(2-furoil)-Nrliso GM1 500 mg (0.36 mM) di estere metilico del N-(2-furoil)-N-liso GM1 (preparato secondo l'esempio 41) vengono sciolti in 5 ml di piridina e si aggiungono 2.5 ml di anidride acetica distillata di fresco ed il miscuglio viene mantenuto in agitazione per 72 ore a temperatura ambiente. Al termine della reazione la soluzione viene evaporata al rotante ed il residuo ripartito fra 10 ml di acqua ghiacciata e 10 ml di etileacetato; l'acetato di etile viene lavato in HC1 1M freddo, con acqua e con soluzione di NaHco3 1M. Le fasi organiche vengono anidrificate con solfato sodico, evaporate ed il residuo purificato mediante cromatografia su colonna di gel di silice, usando una miscela di diclorometano/etile/acetato/isopropanolo (70:30:45). Le frazioni pure vengonp riunite, evaporate, ridisciolte in 5 ml di etere etilico e precipitate in 25 ml di n-esano.
Prodotto ottenuto: 463 mg (62% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/etile/acetato (70:10:30), ed acetato di etile/isopropanolo (95:5), il prodotto si rivela essere unitario con Rf: 0.45 e 0.26 rispettivamente .
ESEMPIO 43
Estere interno del N-(2-furoil)_-N-liso GM1 500 mg (0.36 mM) di N-(2-furoil)-N-liso GM1 sale sodico vengono sciolti in 5 ml di N-metilpirrolidone a 4?C e fatti reagire con 55 ?l (0.4 mM) di trietilamina e 100 mg (0.41 mM) di l-metil-2-cloropiridinio ioduro. La reazione viene condotta per 4 ore con resa quantitativa. Si precipita il prodotto aggiungendo 50 ml di acetone, si filtra, si riprende con 5 ml di cloroformio/isopropanolo 1:1 e si riprecipita in 25 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 476 mg (96% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl20.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.44 [N-(2-furoil)-N-liso GM1 ? 0.37].
ESEMPIO 44
2-butilamide del N-(2-furoil)-N-liso GM1 500 mg (0.36 mM) di estere metilico del N-(2-furoil)-N-liso GM1 (preparato secondo l'esempio 41) vengono sciolti in 5 ml di piridina e si aggiungono 2.5 ml di 2-butilamina. Si fa reagire per 72 ore a temperatura ambiente. Al termine si porta a secchezza al rotante, si riprende con 5 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e si precipita in 25 ml di acetone; si filtra e si secca in alto vuoto.
Il prodotto viene quindi purificato mediante cromatografia su gel di silice usando come eluente una miscela di cloroformio/metanolo/acqua (60:25:4). Le frazioni pure vengono riunite, evaporate, ridisciolte in 2.5 ml di cloroformio/metanolo 1:1 e precipitate in 25 ml di acetone.
Prodotto ottenuto: 376 mg (75% teorico).
Cromatografato su piastra di gel di silice con solvente cloroformio/metanolo/CaCl2 0.3% (50:42:11), dimostra essere un composto unitario con Rf = 0.50 [metil estere del N-(2-furoil)-N-liso GM1 = 0.42].
ESEMPIO 45
Preparati farmaceutici in soluzione per iniezione
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 5, 12.
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti nell'E-sempio 7.
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti negli Esempi 27, 29, 38, 40.
Esempio 46
Composizioni farmaceutiche
preparate con doppio flaconcino
Le preparazioni illustrate in questo Esempio vengono ottenute con doppio flaconcino. Il primo flaconcino contiene la sostanza attiva in forma di polvere liofilizzata in quantit? che possono variare dal 10% al 90% in peso assieme ad un eccipiente accettabile dal punto di vista farmaceutico, con glieina o mannitolo. Il secondo flaconcino contiene il solvente, come una soluzione di cloruro di sodio e un tampone citrato.
Solamente prima della somministrazione i contenuti dei due flaconcini vengono uniti e la polvere della sostanza attiva liofilizzata si discioglie rapidamente dando luogo ad una soluzione iniettabile. La forma farmaceutica che prevede un flaconcino contenente la polvere liofilizzata della sostanza attiva, ? quella preferita dalla presente invenzione.
Sistema No.1
a. un flaconcino liofilizzato da 2 mi contiene:
b. una fiala di solvente da 2 mi contiene:
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 5, 12.
Sistema No.2
a. una fiala liofilizzata da 3 mi contiene:
b. una fiala di solvente da 2 mi contiene:
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 5, 12.
Sistema No.3
a. una fiala liofilizzata da 3 ml contiene
b. una fiala di solvente da 3 ml contiene:
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 18, 33, 38.
Sistema No.4
a. una fiala liofilizzata da 3 ml contiene:
b. una fiala di solvente da 3 ml contiene:
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 18, 33, 38.
Sistema No.5
a. un flaconcino liofilizzato da 5 ml contiene:
b. una fiala di solvente da 4 ml contiene:
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 27, 29, 38, 40.
Sistema No.6
a. un flaconcino liofilizzato da 5 ml contiene:
b. una fiala di solvente da 4 ml contiene:
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 27, 29, 38, 40.
Sistema No.7
a. un flaconcino da 3 ml contiene:
b. una fiala di solvente da 3 ml contiene:
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 41, 42, 43.
Sistema No,8
a. un flaconcino da 5 ml contiene:
b. una fiala di solvente da 4 mi contiene:
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 41, 42, 43.
Esempio 47
Preparati farmaceutici per
somministrazipne transdermica
Preparato No.1 - un cerotto contiene:
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 22, 23, 25.
Preparato No.2 - 100 g di pomata contengono:
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 22, 23, 25.
Preparati farmaceutici per somministrazione orale
Preparato No.l - una compressa contiene:
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 9, 13, 19, 26.
Preparato No.2 - un confetto contiene:
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 9, 14, 28.
Preparato No.3 - un opercolo gelatinoso contiene:
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 15, 24, 24.
Preparato No.4 - una capsula di gelatina molle contiene:
La sostanza attiva viene scelta dal gruppo costituito dai derivati gangliosidici descritti in uno qualsiasi degli Esempi 15, 24, 34.
Claims (3)
- Ci? che si rivendica: 1. N-acil-N,N?-di-lisogangliosidi, N'-acil-?,?'-dilisogangliosidi e ?,?'-diacil-N,N'-di-lisogangliosidi, in cui i gruppi acilici derivano da un acido organico della serie alifatica, aromatica, aralifatica, aliciclica o eterociclica e in cui almeno uno dei due gruppi acilici non ? alifatico, i loro esteri e/o amidi dei loro gruppi carbossilici sialici e/o i loro esteri interni e/o i loro derivati peracilati, ed eventualmente i loro sali metallici o con basi organiche o sali di addizione con acidi, e miscele di tali composti.
- 2. Acil-di-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 1, in cui un acile aromatico, aliciclico o eterociclico contiene il sistema ciclico direttamente legato al gruppo carbamidico -NH-CO-dei residui neuraminici o sfingosinici del derivato gangliosidico.
- 3. Acil-di-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 1, in cui un acile aromatico, aliciclico o eterociclico contiene il sistema ciclico legato al gruppo carbamidico -NH-CO- dei residui neuraminici o sfingosinici del derivato gangliosidico per mezzo di un gruppo alchilenico o alchilidenico. Acil-di-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1-3, in cui il sistema ciclico dei gruppi acilici ? sostituito da gruppi idrocarbilici alitatici. 5 . Acil-di-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 3 o 4, in cui le catene alifatiche sono interrotte da eteroatomi scelti dal gruppo formato da N, S e O. 6. Acil-di-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1-5, in cui il sistema ciclico ? monociclico. 7. Acil-di-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1-6, in cui i gruppi acilici possiedono da 6 a 24 atoml di carbonio. 8. Acil-di-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 7, in cui i gruppi acilici ciclici contengono un solo sistema ciclico eventualmente sostituito da gruppi alchilici con un massimo di 6 atoml di carbonio. Acil-di-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1-8, in cui i gruppi acilici sono sostituiti nelle parti alifatiche e/o negli anelli da funzioni o funzioni modificate scelte dal gruppo formato da cloro, bromo, fluoro, gruppi idrossilici liberi, esterificati o eterificati, gruppi aminici liberi o acilati o sostituiti da gruppi alchilici o alchenilici, grupppi chetonici, chetalici, acetalici, chetossimici, chetossimici sostituiti, aldossimici, idrazonici, gruppi mercaptanici liberi o eterificati, gruppi sulfamidici liberi o sostituiti, gruppi solfonici liberi o esterificati, gruppi solfossidi o solfone e gruppi nitrile. 10. Acil-di-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 9, in cui gli esteri dei gruppi idrossilici o gruppi aminici acilati derivano da acidi terapeuticamente accettabili. 11. Acil-di-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 9, in cui gli alcoli eterificanti gruppi idrossilici o mercaptanici sono alcoli alitatici o aralifatici inferiori con un massimo di 4 atomi di carbonio nella parte alifatica e un gruppo benzenico eventualmente sostituito da 1 a 3 gruppi alchilici inferiori, idrossilici o alcossilici inferiori o da cloro, bromo o fluoro 12 Acil-di-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 9, in cui gruppi idrocarbilici sostituenti gruppi aminici sono gruppi alchilici o aralchilici con un massimo di 4 atoml di carbonio o sono gruppi alchilenici aventi da 4 a 5 atoml di carbonio o gruppi aralchilici con un gruppo benzenico eventualmente sostituito da 1 a 3 gruppi alchilici inferiori, idrossilici o da cloro, bromo o fluoro. 13. Acil-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 9, in cui gruppi idrocarbilici sostituenti gruppi chetalici, acetalici, chetossimici o esterificanti gruppi carbossilici sono gruppi alchilici o aralchilici con un massimo di 4 atoml di carbonio nella parte alifatica e un gruppo benzenico eventualmente sostituito da 1 a 3 gruppi alchilici inferiori, idrossilici o da cloro, bromo o fluoro. 14 Acil-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui un gruppo acilico aromatico deriva dall'acido benzoico o i suoi derivati sostituiti da 1 a 3 gruppi scelti dal gruppo formato da gruppi alchilici, idrossilici, osso gruppi, aminici, mercaptanici, carbossilici liberi o funzionalmente modificati o alogeni. Acil-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1-13, in cui un gruppo acilico aromatico deriva da un acido con pi? anelli benzenici condensati o non condensati, o con anelli benzenici e anelli idrocarbilici aliciclici o eterociclici, condensati o non condensati. 16. Acil-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1-13, in cui un gruppo acilico aralifatico ha un solo anello benzenico eventualmente sostituito da 1 a 3 gruppi alchilici inferiori, idrossilici o da cloro, bromo o fluoro, e in cui la catena alifatica ha di preferenza da 1 a 6 atoml di carbonio e pu? essere sostituita da funzioni o funzioni modificate scelte dal gruppo formato da cloro, bromo, fluoro, gruppi idrossilici liberi, esterificati o eterificati, grupppi aminici liberi o acilati o sostituiti da gruppi alchilici o alchenilici, gruppi chetonici, chetalici, acetalici, chetossimici, chetossimici sostituiti, aldossimici, idrazonici, gruppi mercaptanici liberi o eterificati, gruppi sulfamidici liberi o sostituiti, gruppi solfonici liberi o esterificati, gruppi solfossidi o solfone e gruppi nitrile e/o pu? essere interrotta da eteroatomi scelti dal gruppo formato da N, .0 e S o da altri nuclei aromatici o eterociclici o aliciclici. 17. Acil-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1-13, in cui un gruppo acilico aliciclico deriva da acidi contenenti da 1 a 3 anelli aliciclici scelti fra quelli aventi da 5 a 7 atoml di carbonio ciclici eventualmente sostituiti da residui idrocarbilici benzenici o naftalinici o alchilici o alchenilici aventi da 1 a 6 atoml di carbonio, o da gruppi idrossilici liberi, esterificati o eterificati, gruppi aminici liberi o acilati o sostituiti da gruppi alchilici o alchenilici, gruppi chetonici, chetalici, carbossilici liberi o funzionalmente modificati. 18. Acil-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 17 in cui il gruppo carbamidico -NH-CO- dei residui neuraminici o sfingosinici ? legato direttamente all'anello aliciclico. 19. Acil-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 17 in cui il gruppo carbamidico -NH-CO- dei residui neuraminici o sfingosinici ? legato tramite una catena alifatica al sistema aliciclico, la quale ? eventualmente sostituita da gruppi idrossilici liberi o esterificati o stituita da gruppi idrossilici liberi o esterificati o eterificati, gruppi aminici liberi o acilati, gruppi chetonici, chetalici, carbossilici liberi o funzionalmente modificati. 25. Acil-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 20-24 in cui il sistema eterociclico ? sostituito o condensato con residui idrocarbilici alifatici, e/o aromatici e/o aliciclici. 26. Acil-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 20-25, in cui il sistema eterociclico ? sostituito da funzioni libere o modificate scelte dal gruppo formato da gruppi idrossilici liberi, esterificati o eterificati, gruppi mercaptanici liberi o sostituiti da gruppi alchilici o acilici, gruppi aminici liberi o sostituiti da gruppi alchilici o alchilenici o acilici, gruppi chetonici, chetalici, carbossilici liberi o funzionalmente modificati. 27. Acil-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 20-26, in cui un residuo eterociclico di un acido acilante il gruppo aminico neuraminico o sfingosinico ? scelto dal gruppo formato da pirrolo, pirazolo, imidazolo, tiofene, furano, pirano, piridina, pirimidina, eterificati, gruppi aminici liberi o acilati, gruppi chetonici, chetalici, carbossilici liberi o funzionalmente modificati. 20. Acil-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1-13 in cui un gruppo acilico eterociclico deriva da acidi contenenti uno o pi? residui eterociclici, condensati o non, scelti dal gruppo formato da eterociclici, triciclici fino a octaciclici, contenenti da 1 a 4 eteroatomi scelti dal gruppo formato da N, S e 0. 21. Acil-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 20, in cui il residuo eterociclico ? insaturo con un sistema di doppi legaml di tipo aromatico. 22. Acil-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 20, in cui il residuo eterociclico ? saturo. 23. Acil-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 20-22, in cui il gruppo carbamidico -NH-CO- dei residui neuraminici o sfingosinici ? legato direttamente all?anello eterociclico. 24. Acil-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 20-22, in cui il gruppo carbamidico -NH-CO- dei residui neuraminici o sfingosinici ? legato al sistema eterociclico tramite una catena alifatica, la quale ? eventualmente sopirazina, tiopirano, ossazolo isossazolo tiazolo, isotiazolo, un triazolo, tetrazolo, o una triazina. Acil-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 20-26, in cui un residuo eterociclico di un acido acilante il gruppo aminico neuraminico o sfingosinico ? scelto dal gruppo formato da indolo, indolizina, cumarina, tionaftene, carbazolo, indazolo, benzimidazolo, benzotiazolo, benzoisotiazolo, chinolina, isochinolina, acridina, fenantridina, cromene, cinnolina, ftalazina e benzodiazepina. N,N'-diacil-N,N'-di-lisogangliosidi secondo una delle precedenti rivendicazioni in cui tutti e due i gruppi acilici derivano da un acido della serie aromatica, aralifatica, aliciclica o eterociclica. ?,?'-diacil-?,?*-di-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1-23, in cui il gruppo acilico all'azoto sfingosinico deriva da un acido della serie aromatica, aralifatica, aliciclica o eterociclica e il gruppo acilico all'azoto neuraminico deriva da un acido alifatico, saturo o insaturo, sostituito o non sostituito, avente da 1 a 24 atoml di carbonio. ?,?'-diacil-N,N?-di-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 30, in cui il gruppo acilico alifatico all'azoto.neuraminico ha un massimo di 11 atoml di carbonio. 32. N,N'-diacil-N,N'-di-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 30, in cui il gruppo acilico alifatico all'azoto neuraminico possiede da 12 a 16 atoml di carbonio. 33. N,N'-diacil-N,N'-di-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 30, in cui il gruppo acilico alifatico all?azoto neuraminico ? l'acile misto come presente nei gangliosidi naturali. 34. N,N'-diacil-N,N'-di-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1-23, in cui l'acile all'azoto neuraminico deriva da un acido della serie aromatica, aralifatica, aliciclica o eterociclica e l'acile all'azoto sfingosinico deriva da un acido alifatico. 35. N,N'-diacil-N,N'-di-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 34, in cui il gruppo acilico alifatico all'azoto sfingosinico ? l'acile misto come presente nei gangliosidi naturali. 36. Acil-di-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 9, 16, 17, 19, 24, 26 in cui gruppi idrossilici o mercaptanici esterificati derivano da alcoli alifatici o aralifatici inferiori con un massimo di 4 atoml di carbonio nella parte alifatica ed un gruppo benzenico eventualmente sostituito da 1 a 3 gruppi alchilici inferiori, idrossilici o alcossilici inferiori o da cloro, bromo o fluoro, e anche gruppi aminici sostituiti derivano da idrocarburi corrispondenti a tali alcoli o contengono un gruppo alchilenico inferiore con 4 o 5 atoml di carbonio. Acil-di-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1, 29-35 in cui un gruppo acilico aromatico deriva da un acido scelto dal gruppo formato dai seguenti acidi: acido benzoico, saliciclico, ?-aminobenzoico, p-sulfaminobenzoico, 2-clorobenzoico, 3-clorobenzoico, 4-clorobenzoico . Acil-di-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1, 29-35 in cui un gruppo acilico aralifatico deriva da un acido scelto dal gruppo formato dai seguenti acidi: fenilacetico, idratropico, cinnaminico, fenilpropiolico, piperico, mandelico, sulfobenzenacetico. Acil-di-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1, 29-35 in cui un gruppo acilico aliciclico deriva da un acido scelto dal gruppo formato dai seguenti acidi: ciclopropancarbossilico, ciclobutancarbossilico, cicloesancarbossilico, 1-amino-cicloesancarbossilico, ciclopentancarbossilico, cicloeptancarboss ilico, colanico, colico, litocolico, desossicolico. 40. Acil-di-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1, 29-35 in cui un gruppo acilico eteroclico deriva da un acido scelto dal gruppo formato dai seguenti acidi: nicotinico, isonicotinico, 7-teof illinacetico, 2-aminonicotinico, 6-aminonicotinico, 6-idrossinicotinico, 4-imidazolilacetico, 5-fluoroindol-2-carbossilico, 1 'N-aceti1-L-istidina, l'N-acetil-L-triptofano . 41. Acil-di-lisogangliosidi scelti dal gruppo formato da: ; ;Acil-di-lisogangliosidi scelti dal gruppo formato da N,N '-diaci1-N,N'-di-lisogangliosidi derivati dal ganglioside GM1 corrispondenti agli N-acil-N-lisogangliosidi derivati da GM1 elencati nella rivendicazione 41, in cui per? il gruppo acilico neuraminico ? sostituito dagli stessi acili come presenti all'azoto sfingosinico . 43. Acil-di-lisogangliosidi scelti dal gruppo formato da N'-acil-?,?'-di-lisogangliosidi derivati dal ganglioside GM1 corrispondenti agli N-acil-N-lisogangliosidi derivati da GM1 elencati nella rivendicazione 41, in cui i diversi gruppi acilici sostituiscono il gruppo aminico neuraminico. 44. Acil-di-lisogangliosidi scelti dal gruppo formato da ?,?'-diacil-?,?'-di-lisogangliosidi corrispondenti agli N-acil-N-lisogangliosidi derivati da GM1 ed elencati nella rivendicazione 41, in cui per? l'acile misto "naturale" all'azoto neuraminico ? sostituito da un acido alifatico avente da 2 a 6 atoml di carbonio, eventualmente sostituiti da alogeni. Esteri carbossilici sialici di acil-di-lisogangliosidi secondo le precedenti rivendicazioni derivanti da alcoli della serie alifatica aventi un massimo di 12 atoml di carbonio, o della serie aralifatica aventi un massimo di 4 atomi di carbonio nella parte alifatica e un solo anello benzenico eventualmente sostituito da 1-3 gruppi alchilici inferiori (C1-4), 0 della serie aliciclica o alifatico-aliciclica aventi un solo anello cicloalifatico e un massimo di 14 atoml di carbonio o della serie eterociclica aventi un massimo di 12 atoml di carbonio e un solo anello eterociclico contenente un eteroatomo scelto dal gruppo formato da N, 0 e S. 46. Esteri secondo la rivendicazione 45, derivanti da alcoli sostituti da funzioni scelte dal gruppo formato da gruppi idrossilici, aminici, alcossilici con un massimo di 4 atoml di carbonio nel residuo alchilico, alchilaminici o dialchilaminici con un massimo di 4 atoml di carbonio negli alchili. 47. Esteri secondo la rivendicazione 46, derivanti da alcoli alifatici aventi un massimo di 6 atoml di carbonio. 48. Amidi carbossiliche sialiche di acil-di-lisogangliosidi secondo le precedenti rivendicazioni, derivanti da amine di qualsiasi classe con un massimo di 12 atoml di carbonio. 49. Amidi secondo la rivendicazione 43, derivanti da amine alifatiche sostituite con gruppi idrocarbilici con un massimo di 12 atoml di carbonio, eventualmente, interrotte nelle catene idrocarbiliche da eteroatomi scelti dal gruppo formato da N, 0 e S o sostituite da funzioni scelte dal gruppo formato da gruppi idrossilici, aminici o mercaptanici. 50. Amidi secondo la rivendicazione 48, derivanti da amine alifatiche sostituite da gruppi alchilici con un massimo di 6 atoml di carbonio o da gruppi alchilenici con da 3 a 6 atoml di carbonio eventualmente interotti nelle catene di atoml di carbonio da eteroatomi scelti dal gruppo formato da N, O e S o sostituiti da funzioni scelte dal gruppo formato da gruppi idrossilici, aminici o mercaptanici. 51. Esteri sialici carbossilici secondo la rivendicazione 47, derivanti da alcoli alifatici con un massimo di 4 atoml di carbonio o da alcoli aralifatici con un massimo di 4 atoml di carbonio nella parte alifatica e un gruppo benzenico eventualmente sostituito da 1 a 3 gruppi alchilici inferiori, idrossilici o alcossilici inferiori o da alogeni. 52. Amidi secondo la rivendicazione 50, derivanti da amine sostituite da gruppi alchilici con un massimo di 4 atoml di carbonio o da gruppi aralchilici con un massimo di 4 atoml di carbonio e un gruppo benzenico eventualmente sostituito da 1-3 gruppi alchilici inferiori, idrossilici o alcossilici o da alogeni. 53. Esteri interni di acil-di-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1-44, formati per lattonizzazione di gruppi carbossilici sialici con degli idrossili saccaridici. 54. Esteri interni di acil-di-lisogangliosidi secondo una delle rivendicazioni 1-44, contenenti anelli lattonici formati tra i carbossili sialici e gli idrossili sialici. 55. Esteri interni secondo una delle rivendicazioni 53 e 54 ottenibili per azione di un agente lattonizzante in un solvente organico non acquoso in condizioni anidre su un acil-di-lisoganglioside come definito in una delle rivendicazioni 1-44. 56. Esteri interni secondo una delle rivendicazioni 53 e 54 ottenibili per azione di acido acetico o tricloroacetico o di una carbodiimide solubile in acqua o in un mezzo acquoso su un acil-di-lisoganglioside come definito in una delle rivendicazioni 1-44. Derivati peracilati di acil-di-lisogangliosidi secondo la rivendicazione 1, derivanti da acidi alifatici con un massimo di 6 atoml di carbonio. Derivati peracilati secondo la rivendicazione 57, derivanti dall?acido formico, acetico, propionico, gli acidi butirrici, valerianici, l'acido capronico o caprinico. Derivati peracilati secondo la rivendicazione 57, derivanti da idrossiacidi, da aminoacidi o da acidi bibasici. Derivati peracilati secondo la rivendicazione 57, derivanti da acidi aromatici a un solo nucleo benzenico, eventualmente sostituito da gruppi idrossilici, aminici o carbossilici. Miscele di acil-di-lisogangliosidi rivendicati in una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni. I nuovi composti descritti negli Esempi illustrativi . Gli esteri dei gruppi carbossilici sialici dei composti delle rivendicazioni 41-44 derivanti da un alcool scelto dal gruppo formato da alcool etilico, propilico, isopropilico, butilico normale, isobutilico, terziarbutilico, benzilico, allilico, etossicarbonilmetilico, cicloesilico. 64. Le amidi dei gruppi carbossilici sialici dei composti delle rivendicazioni 41-44 derivate da amine scelte dal gruppo formato da metilamina, etilamina, propilamina, dimetilamina, dietilamina, pirrolidina, piperidina, piperazina, morfolina, tiomorfolina. 65. I peracetilati, perpropionilati, perbutirrilati, permalonilati, permalonati e i persuccinilati dei composti delle rivendicazioni 41-44. 66. Sali metallici terapeuticamente accettabili di qualsiasi acil-di-lisoganglioside o delle rispettive miscele delle precedenti rivendicazioni aventi almeno una funzione acida nella molecola. 67. Sali di sodio, potassio, ammonio, calcio, magnesio, alluminio secondo la rivendicazione 66. 68. Sali di basi organiche terapeuticamente accettabili di qualsiasi acil-di-lisoganglioside o delle rispettive miscele delle precedenti rivendicazioni aventi almeno una funzione acida nella molecola. 69. Sali di addizione con acidi terapeuticamente accettabili di qualsiasi acil-di-lisoganglioside o delle rispettive miscele delle precedenti rivendicazioni aventi almeno una funzione basica nella molecola. 70. Procedimento per la preparazione di N-acil-N,N'-di-lisogangliosidi , di N?-acil-N,N' -dilisogangliosidi e di ?,?'-diaci?-?,?'-di-lisogangliosidi consistente nell'acilare gli ?,?'-di-lisogangliosidi o gli N-acil-N,N'-di-lisogangliosidi o gli N'-acil-N,N'-di-lisogangliosidi con gli acidi corrispondenti ai gruppi acilici che si vogliono introdurre, o nel deacilare gli opportuni ?,?'-diacil-?,?*-di-lisogangliosidi selettivamente all'azoto sfingosinico o a quello neuraminico, o miscele di questi composti e, se lo si desidera, nel convertire in esteri, amidi o in esteri interni o in peracilati idrossilici i composti ottenuti e, se lo si desidera, nel convertire in sali i prodotti ottenuti. 71. Un procedimento secondo la rivendicazione 70, in cui l'acilazione viene eseguita facendo reagire il prodotto di partenza con un derivato funzionale reattivo dell'acido. 72. Un procedimento secondo la rivendicazione 71, in cui si usa un metodo scelto dal gruppo delle seguenti reazioni: 1. reazione del derivato lisogangliosidico con l'azide dell?acido; 2. reazione del derivato lisogangliosidico con un acilimidazolo; 3. reazione del derivato lisogangliosidico con un'anidride mista dell'acido e dell'acido trifluoroacetico; 4. reazione del derivato lisogangliosidico con il cloruro dell'acido; 5. reazione del derivato lisogangliosidico con l'acido in presenza di una carbodiimide ed eventualmente in presenza di 1-idrossibenzotriazolo; 6. reazione del derivato lisogangliosidico con l'acido a temperatura elevata; 7. reazione del derivato lisogangliosidico con un estere metilico dell'acido a temperatura elevata; 8. reazione del derivato lisogangliosidico con un estere fenolico dell'acido a temperatura elevata; 9. reazione del derivato lisogangliosidico con un estere derivante dallo scambio tra un sale dell'acido e 1'l-metil-2-cloropiridinio ioduro o prodotti analoghi. 73. Un procedimento seco.ndo le rivendicazioni 71-72 in cui si proteggono temporaneamente nella reazione di acilazione dei gruppi idrossilici, aminici primari o secondari o gruppi carbossilici liberi. 74 . Un procedimento secondo la rivendicazione 73 in cui si usano metodi di protezione conosciuti nella chimica dei peptidi. 75 . Un procedimento secondo una delle rivendicazioni 71-74, in cui si usano metodi blandi di acilazione nel caso in cui si usi come sostanza di partenza un N'-lisoganglioside. 76 . Un procedimento secondo una delle rivendicazioni 70-75 in cui si esterificano gruppi carbossilici sialici o si convertono in amidi, o si preparano esteri interni o derivati peracilati secondo metodi descritti in letteratura. 77. I composti definiti nella rivendicazione 1 per il loro uso farmaceutico. 78. Un composto secondo la rivendicazione 77 e come definito in una delle rivendicazioni 2-69. 79 . Preparazioni farmaceutiche contenenti un composto secondo la rivendicazione 1 come ingrediente attivo insieme ad un eccipiente farmaceutico. 80. Preparazioni farmaceutiche secondo la rivendicazione 79, in cui l'ingrediente attivo ? uno dei composti delle rivendicazioni 2-69. 81. Preparazioni farmaceutiche secondo una delle rivendicazioni 79-80 in cui l'ingrediente attivo ? uno dei composti descritti negli Esempi illustrativi. 82. L'uso terapeutico di un composto secondo la rivendicazione 1 per il trattamento delle patologie del sistema nervoso. 83. L'uso terapeutico secondo la rivendicazione 82, in cui si somministrano uno o pi? dei composti definiti in una delle rivendicazioni 2-69. 84. L'uso terapeutico secondo una delle rivendicazioni 82-83 nelle terapie delle seguenti patologie: ischemia cerebrale, encefalopatie metaboliche quali ipoglicemia e ipossia, encefalopatie di origine tossica, trauma, invecchiamento, epilessia, malattie neurodegenerative tra le quali il Morbo di Parkinson e la Corea di Huntington, disordini mentali. 85. L'uso terapeutico secondo una delle rivendicazioni 82-84 in cui si somministrano per via parenterale quantit? varianti da 0,05 a 5 mg di sostanza per kg di peso corporeo al giorno. 86. I nuovi composti ottenibili attraverso l'applicazione del procedimento definito in una delle rivendicazioni 70-76. 87. Un procedimento secondo una delle rivendicazioni 70-76 in cui si interrompe il procedimento ad una tappa qualsiasi o in cui si parte da un intermedio e si eseguono le rimanenti tappe.
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