IT9020571A1 - Perfezionamenti nei dispositivi per la sintesi ossea, in particolare delle fratture pertrocanteriche - Google Patents

Perfezionamenti nei dispositivi per la sintesi ossea, in particolare delle fratture pertrocanteriche

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IT9020571A1
IT9020571A1 IT020571A IT2057190A IT9020571A1 IT 9020571 A1 IT9020571 A1 IT 9020571A1 IT 020571 A IT020571 A IT 020571A IT 2057190 A IT2057190 A IT 2057190A IT 9020571 A1 IT9020571 A1 IT 9020571A1
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Gianvittorio Casolo
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Gianvittorio Casolo
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Description

Descrizione di un'invenzione
DESCRIZIONE
Forma oggetto della presente invenzione un dispositivo per la sintesi ossea, in particolare per le fratture prossimali del femore, del tipo comprendente una placca atta ad essere fissata alla diafisi femorale ed una vite inserita nel collo del femore stesso, detta placca presentando una sede atta ad accogliere la citata vite.
Quest'ultima presenta, per l'avvitamento nel collo del femore una estremità filettata, mentre l'estremità opposta (o testa) è realizzata in modo da cooperare con usuali strumenti o utensili che consentono di far ruotare la suddetta vite al fine di farla penetrare nell'epifisi femorale prossimale.
Sono già noti da tempo dispositivi del tipo sopra citato. Essi si possono sostanzialmente suddividere in due gruppi: a) dispositivo a vite rigidamente col legata con la placca cosicché, quando la placca è fissata al femore, la vite non può spostarsi relativamente ad essa.
In questo tipo di dispositivo, una forza agente sulla testa del femore in direzione dell'asse della vite tende, a causa della frattura, a far scorrere tale testa sulla vite stessa.
Può così succedere che l'estremità filettata della vite perfori la suddetta testa e, con ovvi inconvenienti, fuoriesca per un breve tratto nell'articolazione;
b) dispositivo a vite mobile rispetto alla placca. In tale realizzazione, lo stelo della vite può scorrere entro la sede della placca.
In tal modo, quando sulla testa del femore agisce una spinta diretta come l'asse della vite, il moncone prossimale della frattura, durante il suo fisiologico spostamento si trascina la vite che, scorrendo nella sede suddetta, fuoriesce dalla placca con conseguente affondamento eventuale dei monconi della frattura.
Scopo perciò della presente invenzione è quello di realizzare un dispositivo per la sintesi ossea del tipo sopra citato che consenta il naturale movimento del moncone prosimlale della frattura senza che ciò provochi inconvenienti sia al moncone stesso che a parti del corpo prossime al femore.
Un ulteriore scopo dell'invenzione è quello di fornire un dispositivo del tipo sopra indicato che permetta di recuperare i piccoli movimenti della vite nella placca al cessare della forza premente diretta lungo l'asse della vite stessa.
Un altro scopo dell'invenzione è quello di offrire un dispositivo che consenta di assorbire gli urti sopportati dal femore.
Un ulteriore scopo è quello di offrire un dispositivo del tipo citato che sia sicuro ed affidabile durante l'uso e che permetta spostamenti del moncone fratturato tali da facilitarne il ricongiungimento con la restante parte del femore. Un altro scopo è quello di realizzare un dispositivo del tipo suddetto che sia di semplice realizzazione ed inserimento nel corpo umano.
Questi ed altri scopi che risulteranno evidenti all'esperto del ramo vengono raggiunti da un dispositivo del tipo più sopra citato caratterizzantesi per il fatto che la vite è mobile in modo guidato entro la sede suddetta, detto movimento avvenendo in contrasto a mezzi elastici interposti tra la vite e la placca e cooperanti con esse, detti mezzi permettendo di recuperare almeno in parte gli spostamenti relativi tra detta vite e la rispettiva placca.
Per una miglior comprensione della presente invenzione si allega a titolo puramente esemplificativo, ma non limitativo, il seguente disegno in cui:
la figura 1 rappresenta una vista prospettica di un dispositivo realizzato secondo l'invenzione;
la figura 2 rappresenta una sezione secondo la traccia II-II di figura 1; e
la figura 3 rappresenta una sezione simile a quella di figura 2, ma di una diversa forma di realizzazione dell'invenzione.
Con particolare riferimento alle figure 1 e 2, il dispositivo di sintesi ossea oggetto dell'invenzione è indicato genericamente con 1 e comprende una placca 2 ed una vite 3, in se note; tra di esse è posta una molla di compressione, a spirale 4 o altro elemento elastico.
Più in particolare, la placca 2 presenta una porzione 5, leggermente ricurva così da adattarsi alla morfologia del femore, provvista di fori 6 atti ad accogliere usuali viti per il vincolo della placca 2 alla diafisi del femore {non rappresentata).
Ad una estremità 8 della porzione di placca 5 è presente, disposto inclinato rispetto a quest'ultima, un elemento sostanzialmente cilindrico 9, in cui è realizzata una cavità 10 aprentesi in corrispondenza di entrambe le estremità opposte 11 e 12 dell'elemento 9. Quest'ultimo è atto a fungere da sede per almeno una porzione dello stelo 14 della vite 3.
Tale vite 3 presenta una cavità passante 15 disposta lungo il proprio asse K ed aprentesi in corrispondenza della testa dela vite 17 e dell'estremità filettata 18 opposta alla testa 17.
La vite 3 inoltre presenta dei mezzi di guida cooperanti con contromezzi associati alla parete 10A della cavità 10 dell'elemento cilindrico 9 (o sede della vite).
Tali mezzi e contromezzi comprendono, in un esempio di realizzazione almeno una scanalatura 23 realizzata nello stelo 14 della vite 3 atta a cooperare con una corrispondente sporgenza longitudinale (non rappresentata) realizzata sulla parete 10A della cavità 10.
Tali mezzi e contromezzi permettono di evitare che la vite possa ruotare attorno al proprio asse dopo che è stata avvitata al moncone del femore fratturato, cosa che potrebbe provocare problemi non del tutto trascurabili.
In alternativa a quanto descritto, i mezzi ed i contromezzi di guida possono comprendere un accoppiamento a guida prismatica; ciò è ottenuto per es. realizzando lo stelo 14 della vite con sezione poligonale e realizzando la parete 10A della cavità 10 in modo corrispondente.
Al fine di rendere elastico e limitare il movimento relativo della vite 3 rispetto alla placca 5, tra di esse è posta, come già detto in precedenza, una molla di compressione 4.
Tale molla 4, in particolare, è disposta (vedere figura 1 e 2} sulla porzione di stelo 14 della vite 3 che fuoriesce dalla sede 9 e presenta una estremità 26 poggiante su un filetto estremo 27 della elica dell'estremità filettata 18 della vite 3 suddetta.
L'estremità opposta 28 di tale molla 4, invece, poggia sulla estremità 12 dell’elemento o sede 9.
In tal caso, la molla 4 ha le proprie spire disposte secondo un verso opposto a quello dell'elica dell'estremità filettata 18 (come si può notare dalla figura 2) in modo tale da impedire che la molla possa avvolgersi sull'elica stessa.
Si supponga ora di utilizzare il dispositivo 1 al fine di fissare un moncone fratturato del femore alla restante parte di quest'ultimo.
Dopo aver realizzato, in modo in sè noto, un foro lungo il collo del femore, si introduce, con modalità usuali, la vite 3 fino a quando questa è quasi del tutto infilata entro tale foro ovvero lasciando sporgere leggermente da quest'ultimo almeno parte dello stelo 14. La vite a questo punto è nella posizione voluta.
Successi vamente si calza sullo stelo 14 la molla 4 e quindi si infila la placca 2 che va ad appoggiarsi alla molla (con l'estremità 12 dell'elemento cilindrico 9) con una leggera pressione. Da ultimo si fissa la placca 2 alla diafisi femorale mediante viti introdotte nei fori 6 della sua porzione 5.
La molla 4, in tal modo, è disposta tra la vite 3 e la placca 2; ciò consente di ottenere notevoli vantaggi rispetto ad analoghi dispositivi di sintesi ossea già noti. Infatti:
a) sono consentiti modesti opportuni movimenti della vite 3 lungo il suo asse K, cosa che permette una certa mobilità al segmento prossimale (moncone) della frattura in cui tale vite è inserita;
b) la molla 4 (o in generale l'elemento elastico) tende a riportare la vite 3 (e quindi il segmento prossimale o moncone del femore) nella posizione originaria e può quindi recuperare suoi piccoli spostamenti al cessare della forza diretta lungo il suo asse K;
c) lo spostamento della vite 3 non può essere superiore ad un determinato limite, corri spondente allo schiacciamento totale della molla 4; la vite 3 quindi può spostarsi rispetto alla placca 2 eventualmente solo di una quantità massima ben definita (dal pacco della molla);
d) l'estremità filettata 18 della vite 3 più difficilmente perforerà la testa del femore perchè l'appoggio su essa testa è dapprima cedevole e diventa rigido solo dopo un certo spostamento;
e) il dispositivo 1 secondo l'invenzione si comporta da ammortizzatore nei confronti di eventuali urti a cui il femore è soggetto (soprattutto a frattura ancora non ricomposta) ed in generale favorisce l'assorbimento di tutte le sollecitazioni a cui detto femore è soggetto.
Per quanto riguarda questo ultimo punto, l'effetto ammortizzante garantito dal dispositivo di sintesi 1 tende ad esaurirsi man mano che la consolidazione ossea aumenta, fino a cessare a frattura completamente consolidata.
In figura 3 rappresenta una variante del dispositivo di sintesi delle figure 1 e 2; in tale figura, parti corrispondenti a quelle delle figure sopra citate, sono indicate con gli stessi numeri di riferimento.
Nella forma di realizzazione in esame l'elemento o sede 9 della vite 3 presenta una cavità 10 la cui estremità 11 presenta un gradino 42 su cui poggia un'estremità 43 di una molla 44 del tipo a bovolo. L'altra estremità 45 di tale molla coopera con la testa 17 della vite 3.
La funzione della molla a bavolo 44 è del tutto identica a quella della molla a spirale 4 delle figure 1 e 2.
L'unica differenza risiede nelle operazioni di applicazione del dispositivo 1 nel femore di un paziente.
Tale applicazione si effettua similmente a quanto descritto in relazione alle figure 1 e 2 per ciò che riguarda il posizionamento della vite nel femore. Dopo di ciò, la molla 44 viene posta nell 'elemento 9 della placca 2 e quindi tale elemento viene calzato sullo stelo 14 della vite 3. Da notare che, in alternativa, la stessa molla può essere già predisposta all'interno della placca.
Ogni movimento della vite 3 quindi verrà assorbito dalla molla 44 e scaricato sulla placca 2.
Come detto, i vantaggi della soluzione della figura 3 sono analoghi a quelli della soluzione delle figure 1 e 2 e perciò non vengono ulteriormente ripresi.
E' stata descritta una forma di realizzazione dell'invenzione comprendente delle molle interposte tra vite 3 e placca 2. Nel presente documento, comunque, ricadono anche altri dispositivi aventi mezzi elastici o comunque deformabili, differenti da quelli descritti e comprendenti almeno un elemento, anche in materiale elastico non metallico quale gomma, materie plastiche o similare, interposto tra la vite 3 e la placca 2.

Claims (9)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Dispositivo per la sintesi ossea, in particolare delle fratture dell'estremo prossimale del femore comprendente una placca, atta ad essere fissata alla diafisi femorale, ed una vite atta ad essere inserita nel collo del femore stesso, detta placca presentando una sede atta ad accogliere parzialmente detta vite, caratterizzato dal fatto che la vite (3) è mobile in modo guidato entro la sede (9) suddetta, detto movimento avvenendo in contrasto a mezzi elastici {4,44) interposti tra la vite (3) e la placca (2) e cooperanti con esse, detti mezzi (4,44) permettendo di recuperare almeno in parte gli spostamenti relativi tra detta vite (3) e la rispettiva placca (2).
  2. 2) Dispositivo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i mezzi elastici (4) sono posti sullo stelo (14) della vite (3) e presentano una loro estremità (26) cooperante con un'usuale estremità filettata (18) di tale vite (3) e l'altra estremità (28) cooperante con un'estremità (12) della sede (9) in cui detta vite (3) è parzialmente accolta.
  3. 3) Dispositivo di cui alla rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che i mezzi elastici sono una molla di compressione, a spirale (4).
  4. 4) Dispositivo di cui alla rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che le spire della molla di compressione (4) sono disposte sullo stelo (14) della vite (3) secondo un senso opposto a quello dell'elica dell'estremità filettata (18) di tale vite (3).
  5. 5) Dispositivo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i mezzi elastici (44) sono disposti in una cavità (10) della sede (9) ove è posta una parte dello stelo (14) della vite (3), detti mezzi cooperando con una testa (17) di tale vite (3) e con un gradino (42) realizzato in corrispondenza di una estremità (11) della cavità (10) suddetta.
  6. 6) Dispositivo di cui alla rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che i mezzi elastici sono una molla a bovolo.
  7. 7) Dispositivo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i mezzi elastici sono almeno un elemento metallico.
  8. 8) Dispositivo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i mezzi elastici sono almeno un elemento in gomma o materiale similare.
  9. 9) Dispositivo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i mezzi elastici sono almeno un elemento in materia plastica deformabile.
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