IT9067805A1 - Dispositivo di antiaccecamento per componenti di sistemi di sicurezza. - Google Patents

Dispositivo di antiaccecamento per componenti di sistemi di sicurezza. Download PDF

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Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo: "Dispositivo di antiaccecamento per componenti, di. sistemi di sicurezza"
TESTO DELLA DESCRIZIONE Campo dell'invenzione La presente invenzione si riferisce ai dispositivi ant,iaccecamento (antimascheramento) ed è stata sviluppata con particolare attenzione al possibile impiego nell'ambito di sistemi antiintrusione (sistemi antifurto).
In modo più specifico, la presente invenzione si riferisce al problema di proteggere contro le azioni di accecamento quegli elementi del sistema (ad esempio i sensori all'infrarosso, ossia i cosiddetti sensori piroelettrici, ovvero elementi quali sirene, o similari) che presentano una superficie esterna esposta a tentativi di accecamento. Tale superficie può essere definita, ad esempio, da un cosiddetto radome o da una lente, quale ad esempio una lente di Fresnel destinata a convogliare i raggi infrarossi provenienti dall'ambiente di rilevazione sull'eleme nto sensibile del sensore. Un sensore avente tali caratteristi che è descritto, ad esempio, nella domanda di brevetto europeo EP-A-0 255 812, di titolarità della stessa richiedente.
Nei caso di un elemento quale una sirena, tale superficie può corrispondere, oltre che ad uno schermo, alla superficie ideale di una o più aperture previste per consentire l'uscita del suono. Tecnica nota - Problemi posti alla base dell 'invenzione
Rispetto ad altre soluzioni tecniche correntemente adottate nei sistemi di sorveglianza, i sensori a raggi infrarossi presentano notevoli vantaggi funzionali e di imipiego. Tali sensori risultano peraltro abbastanza vulnerabili rispetto ad operazioni di accecamento (riiascheramento) attuate disponendo mezzi fortemente assorbenti (pannelli di legno, di cartone, di materiali fotoassorbenti quale materiale spugnato) di fronte al sensore, ovvero con l'impiego di materiali che finiscono a contatto con la superficie dello schermo frontale, quali ad esemipio lacche, spray o vernici, spruzzati a distanza sullo schermo, o di sostanze gassose che si solidificano sulla superficie dello schermo del sensore dopo qualche ora rendendolo praticamente insensibile a causa della maggiore riflessione o assorbimento dei materiale spruzzato nei confronti della radiazione utilizzata per la rilevazione. Una delle maggiori difficoltà che si incontrano nel provvedere sensori di questo tipo di mezzi destinati a svolgere una funzione antiaccecamento o ant imascherame rito risiede nel fatto che in molti casi, onde evitare che il sensore rilevi come tentativo di accecamento o di mascheramento un fenomeno insito nella sua normale vita di impiego, è necessario conferire al sensore (e più in particolare ai circuiti ad esso associati) una certa capacità di adeguamento a determinati parametri a lenta evoluzione temporale. Questo significa, dall'altra parte, che se l'azione di accecamento viene condotta con particolare perizia, procedendo molto lentamente, è possibile arrivare sino al totale mascherarnentc del sensore senza che questo sia in grado di fornire alcuna rivelazione utile al riguardo. Scopi e sintesi dell'invenzione
La presente invenzione si prefigge pertanto lo scopo di fornire un dispositivo antiacce cemento intrinsecarnente refrattario nei confronti dei tentativi di accecamento o mascheramento attuati sia affacciando ad una certa distanza dal sensore, nel campo di rilevazione coperto dallo stesso, materiali fortemente assorbenti, sia per effetto dello spruzzamento di spray, lacche, vernici, sostanze gassose, ecc. sullo schermo (raderne o lente) sia ancora tramite rimozione dello schermo, tutti tentativi di accecamento suscettibili di essere attuati anche nei confronti di altri elementi di un sistema di sicurezza. In particolare, scopo della presente invenzione è realizzare un dispositivo sostanzialmente refrattario anche ai tentativi di mascheramento attuati operando molto lentamente.
Secondo la presente invenzione, tale scopo viene raggiunto grazie ad un dispositivo avente le caratteristiche richiamate in modo specifico nelle rivendicazioni che seguono.
Descrizione particolareggiata dell'invenzione L'invenzione verrà ora descritta, a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, nei quali:
- la figura 1 è una vista in prospettiva, parzialmente spaccata per maggior chiarezza di illustrazione, di un sensore provvisto di un dispositivo antiaccecemento realizzato secondo l'invenzione, e - la figura 2 illustra, sotto forma di schema a blocchi, la generale struttura della parte circuitale del dispositivo secondo l'invenzione.
Nella vista della figura 1, il riferimento 1 indica nel complesso un sensore destinato a far parte d:i un sistema antiintrusione (antifurto) per la.sorveglianza di un ambiente o di un complesso di ambienti..
Il dispositivo è a tal fine provvisto di un involucro 2 destinato a consentirne il fissaggio su una.delle pareti dell'ambiente sorvegliato, se dei caso con l'interposizione di una staffa. L'involuero 2 è provvisto anteriormente, sulla parte destinata ad essere rivolta versa la zona di rilevazione (ossia l'ambiente sorvegliato) di una parete definente uno schermo 3. Si tratta di uno schermo trasparente alla radiazione utilizzata per la rivelazione (tipicamente radiazione all'infrarosso nel campo di lunghezze d'onde compreso, ad esempio, fra 0,6 e 15 μ) e che ha dunque caratteristiche di Tadorne o, di preferenza, di una lente suscettibile di raccogliere i raggi infrarossi provenienti da più regioni dell'ambiente sorvegliato e di farli convergere sull'elemento sensibile (rilevatore pi— roelsttrico) 4 del sensore.
Il segnale di rilevazione prodotto da tale elemento 4 permette di identificare la presenza di intrusi nell'ambiente sorvegliato, così da emettere, quando il sistema è attivato, eventuali segnali di a1larme.
I criteri generali di realizzazione del sensore 1, particolarmente per quanto riguarda la realizzazione dello schermo 3, la disposizione relativa dell'elemento sensibile 4 e l'elaborazione dei segnali generati da quest'ultimo, sono ampiamente noti nella tecnica, e non richiedono dunque di essere richiamati in modo specifico in questa sede.
Come già indicato in precedenza, l'invenzione si riferisce in particolare al problema di rendere il sensore 1 refrattario rispetto ai tentativi di accecamento io mascheramento) attuati:
- disponendo di fronte alla superficie frontale esterna del sensore 1 (superficie definita dello scherma 3 interposto fra l'elemento sensibile 4 e la zona sottoposta a rilevazione e dunque destinato ad essere attraversato dalla radiazione infrarossa di rilevazione che incide sull'elemento 4), di solito ad una certa distanza dallo stesso, pannelli assorbenti (pannelli di legno, di cartone, pannelli fonoassorbenti, ecc.), che da un lato ostruiscono completamente il campo di visione del sensore e dall'altra parte rinviano verso il sensore stesso soltanto una quota modestissima della radiazione eventualmente emessa dallo stesso con l'intento di rilevare la presenza di un ostacolo nel campo osservato, e/o
- spruzzando sullo schermo 3, ovvero su un'eventuale finestra frontale comunque provvista nell'elemento attaccato, sostanze quali spray, lacche, vernici, sostanze gassose, ecc, destinati a rendere tale superficie frontale (schermo 3) sostanzialmente opaca, ossia non trasparente nei confronti della radiazione utilizzata per la rilevazione.
Secondo l'invenzione, l'azione di protezione contro tali tentativi di mascheramento o accecamento (che, come già detto, possono essere attuati anche contro elementi diversi, quali una sirena, cercando.di avvolgerle in un involucro ovvero di occludere le aperture di emissione del suono) viene condotta utilizzando due sottosistemi distinti.
Il primo sottosistema comprende essenzialmente una sorgente di radiazione, tipicamente un led 11 operante nell'infrarosso, montato in un appendice 12 che si proietta verso l'esterno a part,ire dall'involucro 2 in posizione gemericarnente non interferente con il campo di osservazione definito dalla lente 3. In pratica, quando, come nell'esempio di attuazione illustrato, il sensore 1 presenta in generale uno sviluppo semicilindrico, l'appendice 12 costituisce una sorta di "corno" che sporge superiormente dall'involucro in direzione diametrale e centrale rispetto allo stesso al disopra della lente 3. Il led 11 è cosi in grado di proiettare la sua.radiazione dall'esterno dell'involucro attraverso la lente 3, in direzione genericamente obliqua rispetto alla superficie della stessa, così da farla pervenire su un primo fotorivelatore (ad esempio un fotodiodo o un fototransistore) 13 disposto in generale nella parte inferiore dell'involucro 2, ossia, rispetto al led 11, sul lato opposto della lente 3- In particolare, il fotorivelatore 13 è disposto nella parte bassa dell'involucro 2, in posizione genericameni-e occultata rispetto al1'ambiente esterno, cosi da non risentire del-1'interferonza di eventuali sorgenti esterne di infrarossi (ad esempio telecomandi, ecc.).
Nel contempo la radiazione emessa dal led 11 viene anche trasmessa, attraverso un condotto 14 (costituito di solito da un semplice foro provvisto in una piarete dell'involucro 2) verso un ulteriore fotorivelatore 15 costituito anche in questo caso (la un fotodiodo o da un fototransistare.
Il secondo sottosistema di protezione contro il mascheramento o l'accecarnento è costituito da un'ulteriore sorgente 16, costituita da una coppia di emettitori di radiazione (anche qui led operanti all'infrarosso) 16a disposti in posizione genericamente simmetrica ed affiancata rispetto all'involucro 2 e da un terzo emettitore (led) 16b disposto in posizione centraie fra i due led 16a. Pili precisamente, i led 16a sono disposti in modo da proiettare la loro radiazione in un piano sostanzialmente ortogonale al piano di estensione dello schermo 3 (ossia genericamente in avanti rispetto al sensore 2), mentre il led intermedio 16b proietta la sua radiazione verso il basso, in direzione inclinata.
Per consentire questa disposizione funzionale, l'appendice frontale 12 dell'involucro 2 presenta inferiormente una finestra 17 inclinata di circa 45° rispetto al piano verticale definito dallo schermo 3 così da poter essere attraversatè sia dalla radiazione proiettata dal led 11 verso il sensore fotoelettrico 13, sia dalla radiazione proiettata dai led 16a e 16b verso lo spazio antistante il ssrisore 1.
La collocazione comune del led 11 e dei led 16a, 16b nella appendici. 12, in condizioni di stretta adiacenza fra loro, è·destinata a far sì che qualunque ipotetico tentativo di neutralizzare uno dei sottosisterni antiaccecemento si traduca necessariamente in un tentativo di neutralizzare anche l'altro sottosistema, con conseguente emissione di un segnale di allarme-.Sempre nella vista in prospettiva della figura 1, con 18 è indicato un ulteriore sensore fotaelettrico, costituito da un singolo fotodiodo o fototransistore o, eventualmente da una coppia di tali dispositivi collocati simmetricarnente rispetto all'involucro H.
Il sensore (i) 18 è posto dietro la lente 3, in generale al disotto dell'elemento sensibile 4, così da poter raccogliere la frazione di radiazione generata dai led 16a, 16h ed eventualmente retroriflessa verso il sensore 1 per effetto della disposizione, di fronte allo stesso, di uno schermo di mascheramento P.
Naturalmente, le lunghezze d'onda o spettri di emissione del. led 11 e le curve di sensibilità dei fotorivelatori 13, 15 - da una parte - nonché gli spettri di emissione dei led 1&a, e la curva di sensibilità del fotorivelatore 18 - dall'altra parte - vengono scelte in modo da dare origine, nell'ambito di ciascuna coppia sorgente-rivelatore, ad un accoppiamento di natura selettiva, destinato a far sì che l'azione di rivelazione attuata dai fotorivelatori non sia perturbata dalla luce ambientale o, eventualmente, dalla radiazione utilizzata per la rilevazione antiintrusione attuata dall'elemento sensibile 4
A titolo di esempio, si può pensare di utilizzare led 11, 16a, 16b operanti ad una lunghezza d'onda dell'ordine di 800-1000 nanometri, con fotorivelatori corrispondenti.
Come meglio si vedrà nel seguito con riferirnen— to allo schema a blocchi nella figura 2, i due sottosistemi antimascheramento descritti in precedenza sono destinati ad operare in intervalli temporali distinti: viene così esclusa in ogni caso la possibilità che i led 16a, 16b possano perturbare l'azione di rivelazione attuata dai fotorivelatori 13, 15 e, di converso, che il led 11 possa andare a perturbare l'azione di rivelazione attuata dal fotorivelatore 13. In ogni caso, però, l'attivazione dei sottosistemi antimascheramento non interferisce con la funzione di sorveglianza attuata dal sensore piroelettrico 4, che può essere mantenuto attivo anche durante lo svolgimento dei test antiaccecamento, La funzione antiaccecarnento non interrompe quindi lo svolgimento della funzione di sorve— glianza.
Nello schema a blocchi della figura 2 sono riprodotti i vari elementi emettitori e ricevitori già illustrati nella figura 1 con le rispettive connessioni elettriche. Si apprezzerà che nello schema a blocchi della figura 2 l'elemento fotosensibile 4, cosi come i circuiti ad esso associati non sono stati rappresentati: si tratta, infatti, di elementi suscettibili di essere realizzati in modo noto, cosi da non richiedere una descrizione particolareggiata in questa sede.
Nello schema a blocchi della figura 2, il riferimento numerico 19 illustra un temporizzatore la cui funzione è quella di attivare periodicamente la funzione di prova aniiaccecamento (antimascheramento) del dispositivo secondo l'invenzione.
La frequenza con cui tale prova viene ripetuta può essere variata selettivamente (agendo - in modo noto - sul temporizzatcre 19) a seconda del livello di sicurezza che si vuole attribuire al sensore 1 e, di conseguenza, al sistema di cui esso fa parte. Di solito, per sistemi con livello di sicurezza elevato, si può prevedere che la prova venga svolta molto di frequente, ad esempio con pochi secondi di separazione fra una prova e quella successiva. In ogni caso, il dispositivo secondo l'invenzione di presta anche allo svolgimento continuativo della prova aniiaccecarnerito, cosi come può essere richiesto in applicazioni per le quali si desidera raggiungere un livello di sicurezza molto elevato. Il tutto senza interrompere l'azione di sorveglianza In cascata al temporizzatore 19 è disposto un circuito sincronizzatore 20 il cui compito é quello di produrre, durante l'intervallo di prova stabilito dal ternporizzatore 19, lo svolgimento alternato dei due test seguenti:
— rivelazione di un eventuale tentativo di accecamento per effetto di spruzzamento di sostanze sulla lente 3 a dell'eventuale asportazione della lente stessa (led 11 ed elementi ad esso associati),
- rivelazione dell'eventuale presenza di un pannello assorbente P di fronte al sensore 1 (1ed "I6a, 16b ed elementi ad essi associati). La frequenza di alternanza dei due test pud essere elevata (anche dell'ordine dei kHz), vista l'estrema rapidità con cui ciascun singolo ciclo di prova viene effettuato. Al riguardo, ciascun intervallo di prova può prevedere che il singolo test venga ripetuto un numero elevato di volte (anche diverse centinaia di volte) emettendo un segnale di avviso di tentato accecamento soltanto quando tutte le prove danno un risultato positivo al riguardo. Tutto questo con il chiaro scopo di evitare che fenomeni dei tutto accidentali (ad esempio il transito od il posarsi momentaneo di un insetto sulla lente 3) possano dare origine ad un allarme ingiustificato.
In ogni caso, come ben noto al tecnico esperto del settore, le modalità di elaborazione s di utilizzazione dei risultati delle prove possono essere i più diversi, con la possibilità di modificare la strategia di elaborazione in funzione delle specifiche esigenze applicative.
Con 21 e 22 sono indicati due circuiti di pilotaggio controllati dal circuito di sincronizzazione 20 la cui funzione è essenzialmente quella di attivare, rispettivamente:
- il led 11, emettendo altresì su una linea di sincronizzazione 23 un corrispondente segnale di abilitazione, la cui funzione verrà meglio illustrata nel seguito, e - i led 16a, 16b, con emissione su una linea di sincronizzazione 24 di un corrispondente segnale di abilitazione la cui funzione verrà, anche in questo caso, meglio illustrata nel seguito. Come visibile nella parte alta dello schema della figura 2, i fotorivelatori 13 e 15 associati al led 11 sono collegati fra loro secondo una generale disposizione a ponte, di cui. fotorivelatori 13 e 15 costituiscono due rami opposti, i rimanenti due rami essendo costituiti da rssistori 25.
Le due uscite del ponte vengono inviate ad un gruppo di bilaneiamento 26 facente capo ad un potenziometro 27 regolabile dall'esterno il cui reoforo mobile è collegato in ingresso ad un amplificatore 28. L'uscita dell'amplificatore viene fatta passare attraverso un circuito 29 costituito da uno switch analogico che si chiude per effetto della ricezione di un segnale di sincronizzazione che viene emesso sulla linea 23 dal circuito 21 per un intervallo di tempo di lunghezza predeterminata a partire dall'istante in cui il circuito 21 stesso ha attivato il led 11. A questo fine, il circuito 21 può incorporare una funzione di ritardo- eventualmente regolabile, cosi come la durata della finestra di sensibilità determinata in chiusura,dallo switch analogico 29. Il segnale in uscita da quest'ultimo viene fatto passare attraverso uricircuito a soglia 30 per poi essere avviato verso un circuito di elaborazione dei segnali di allarme 31 collegato secondo una generale disposizione di "wirsd-OR" anche all'altro sottosistema di rilevazione del mascheramento facente capo ai led 16a, 16b. Quest'ultimo comprende, all'uscita del fotorivelatore 18, accoppiato attraverso un resistere di polarizzazione 13a, un amplificatore 32 la cui uscita, dopo aver attraversato un primo circuito a soglia 33, passa .ad un altro switch analogico 34, controllato dal circuito 22 secondo modalità sostanzialmente analoghe a quelle con cui il circuito 21 controlla lo switch 29, per poi passare, attraverso un ulteriore circuito a soglia 35, verso il circuito di elaborazione degli allarmi 31.
Il primo sottosisterna di rivelazione (ossia quello facente capo al led 11) viene inizialmente tarato, agendo sul potenziometro 27, in moda tale per cui, con il dispositiva 1 correttamente funzionante (ossia con la. lente 3 montata correttamente sull'involucro 2 e pulita, ossia non imbrattata da lacche, spray, vernici, ecc.) , il ponte formato dai fotoriveiatori 13, 15 e dai resistori 25 nonché dal circuito 26 risulti complessivamente bilanciato, ossia tale da non dare origine ad un segnale di uscita apprezzabile verso il circuito di soglia 30 quando il led 11 viene attivato.
Questo corrisponde, in pratica, ad aver stabilito un rapporto predeterminato fra le uscite dei fotorivelatori 13, 15.
.Tale rapporto o bilanciamento risulta del tutto indipendente dalle caratteristiche di emissione del led 11, per cui fenomeni quali un'eventuale variazione delle caratteristiche di emissione del led 11 stesso derivanti da invecchiamento nel tempo o da variazioni dei parametri ambientali risultano del tutto ininfluenti sul comportamento del dispositivo. Ciò vale anche per quanto riguarda le diverse caratteristiche di emissione dei led 11 utilizzati per realizzare i dispositivi di un certo lotto.
Anche le caratteristiche di propagazione della radiazione dal led 11 verso il fotorivelatore 15 attraverso il canale 14 (che è nascosto all'interno dell'involucro 2 e dunque protetto rispetto a fenomeni esterni) risultano praticamente invariabili nel tetriρo.
Ciò significa che, in pratica, gli unici fenomeni che possono portare ad un sbilanciamento del circuito sono i fenomeni tali da produrre una variazione delle caratteristiche di propagazione della radiazione dal led 11 verso il fotorivelatore 13 attraverso la superficie definita della lente 3, comprendendo beninteso in tale dizione - adottata nelle rivendicazioni ~ sia i tentativi di mascheramento del sensore attuati spruzzando sulla lente schermo o finestra definente la superficie 3
stessa spray, vernici, lacche, ecc., sia l'eventua— dell'elemento definente tale superficie le asportazione dell'elemento definente tale superficie 3 dall'involucro 2. Tali interventi di manomissione determinano infatti una variazione delle caratteristiche di attenuazione del cammino di propagazione della radiazione dal led 11 verso il fotorivelatore 13, con un corrispondente sbilanciamento del circuito a ponte e la generazione di un segnale che, superando il livello di soglia impostato sul circuito 30, determina l'emissione di un allarme attraverso il circuito 31.
La funzione dello switch analogico 29 έ essenzialmente quella di tener conto di possibili diversità dell'andamento temporale della risposta dimostrata dai fotorivelatori 13 e 15 quando questi vengono colpiti dall'impulso di radiazione emesso dal led 11; si può di solito verificare che tali risposte possono presentare leggere differenze, soprattutto in corrispondenza del fronte di salita: per questo motivo lo switch 29 viene controllato dal circuito 21 attraverso la linea 23 in modo da aprirsi, consentendo il passaggio del segnale generato dalla somma in controfase delle risposte all'impulso dei fotarive1atori 13 e 15 verso il circuito di soglia 30, soltanto con un certo ritardo rispetto all'attivazione del led 11.
Ad esempio, supponendo di attivare il led 11 con un impulso della durata di 30 microsecondi, si può pensare che lo switch 29 sia destinato a chiudersi a circa 10 microsecondi dopo il fronte di salita dell'impulso di attivazione del led 11 per dare origine ad una finestra di osservazione della durata di circa 20 microsecondi. In ogni caso, l'esatta taratura dell'intervallo di ritardo e della durata della finestra di osservazione determinata dallo switch 29 può essere facilmente ottenuta, in funzione dei componenti utilizzati, osservando ad esempio all'oscilloscopio il segnale differenziale in ingresso o in uscita rispetto all'amplificatore 28.
In ogni caso, si noterà che il sottosistema facente capo al led 11 fa riferimento ad una condizione di equilibrio statico, fissata una volta per tutte all'atto della taratura del dispositivo, e non già ad un riferimento dinamico suscettibile di dare origine a fenomeni di adattamento nel tempo, con conseguente impossibilità di segnalare tentativi di mascheramento attuati con destrezza, agendo molto lentamente.
Come già indicato in precedenza, il test relativo alla presenza di eventuali schermi assorbenti P collocati di fronte al dispositivo viene attuato, sotto l'azione di comando realizzata dal circuito 20, in intervalli alternati con quelli di svolgimento del test descritto in precedenza. Tutto questo per evitare eventuali influenze incrociate fra i due test.
In questo caso, il rispettivo sottosistema viene regolato, ad esempio agendo sul resistore 18a o sul guadagno dell'amplificatore 32, in modo tale da far si che il segnale di rivelazione proveniente dal fotorivelatore 18 non superi il livello di soglia impostato sul circuito 33 se non in presenza di un ostacolo P collocato di fronte al sensore 1 in funzione di mascheramento: si tratta di una si-Suasione suscettibile di essere riprodotta in modo preciso in fase di taratura del dispositivo. In particolare, l'adozione di più led (la coppia 16a, costituita da due led collegati in serie fra loro ed il terzo led 16b collegato in parallelo) consente di ottenere un livello di potenza irradiata nel— l'ambiente piuttosto elevato (con un corrispendante possibile segnale retroriflesso certamente distinguibile anche qualora lo scherma P sia costituito da materiale fortemente assorbente, ad esempio spugna, ecc.), conseguendo nel contempo una completa copertura spaziale del campo di visuale antistante al sensore 1. Questo permette in particolare di sventare i tentativi di accecamento eventualmente attuati avvicinandosi al sensore I dal disotto, ovverosia dal basso.
Anche in questo caso il livello di confronto su cui agiscono i circuiti di soglia 33 e 33 ha carattere assoluto, per cui non possono intervenire fenomeni di adattamento nel tempo tali da consentire fenomeni di mascheramento .o accecamento attuati operando lentamente. In sostanziale analogia con quanto descritto in precedenza con riferimenta allo switch analogico 29, la funzione dello switch 34 è essenzialmente quella di aprire una finestra di osservazione del segnale eventualmente emesso dal fotorivelatare 18 per effetto dell'attivazione degli emettitori 16a, 18b soltanto in corrispondenza di un intervallo temporale ben determinato dopo l'eccitazione delle sorgenti 16a, 16b. La risposta all'impulso del fotorivelatore 18 può presentare infatti un picco in corrispondenza del fronte di salita con un graduale successivo assestamento su un valore circa continuo: è in generale preferibile che l'osservazione venga fatta in tali condizioni di assestamento. In ogni caso, il circuito comparatore 33 provvede ad evitare che verso lo switch 34 possano propagarsi segnali di ampiezza modesta dovuti a Fenomeni di rumore o altri fenomeni spuri, facendo sì che il successivo comparatore 35 possa effettivamente intervenire su segnali,aventi un'elevata probabilità di corrispondere ad un tentativo di mascheramento.
La configurazione di "wired-OR" con cui i due sottosistemi sono collegati al circuito 31 assicura che l'emissione del segnale d'avviso di tentativo di accecamento in corso venga comunque emesso, quale che sia la natura dello stesso.
Naturalmente, fermo restando il principio dell'invenzione, i particolari di realizzazione e le forme di attuazione potranno essere ampiamente variati rispetto a quanto descritto ed illustrato, senza per questo uscire dall'ambito della presente invenzione.

Claims (6)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo antiaccecamento per sistemi di sicurezza destinato ad essere associato ad un elemento M ) comprendente una superficie esterna (3) suscettibile di essere esposta ad azioni di accecamento, caratterizzato dal fatto che comprende: - mezzi radianti (11) destinati a proiettare radiazione attraverso detta superficie (3), e - mezzi sensibili (13) alla radiazione emessa da detti mezzi radianti e disposti, rispetto ai mezzi radianti (11) stessi, sul lato opposto di detta superficie (3), per cui, in presenza di una variazione delle caratteristiche di propagazione della radiazione attraverso detta superficie (3), detti mezzi sensibili (13) sono suscettibili di generare (25 a 30) un corrispondente segnale di avviso.
  2. 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che comprende: ulteriori messi radianti (16a, 16b) suscettibili di proiettare radiasione verso l' ambiente a cui detto elemento M ) è affacciato nell'impiego, e - ulteriori messi sensibili (18) alla radiasione emessa da detti ulteriori messi radianti (16a, 16b) e retroriflessa verso l'elemento M ) da uno schermo di mascheramento (P) eventualmente posto di fronte all'elemento (1) stesso, per cui detti ulteriori messi sensibili (16a, 16b) sono suscettibili di generare (31 a 35), in presenza di detto schermo di mascheramento (P), un corrispondente segnale di avviso.
  3. 3. Dispositivo presentante le caratteristiche di cui alle rivendicazioni 1 e 2, prese in combinazione fra loro.
  4. 4. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1 a 3, caratterizzato dal fatto che detta superficie (3) ha caratteristiche di lente.
  5. 5. Dispositivo secondo la rivendicasione 4, caratterizzato dal fatto che detta lente (3) è una lente di Fresnel.
  6. 6. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che detto elemento (1) comprende un organo di tipo piroelettrico (4), sensibile a radiazione elettromagnetica nel campo dell'infrarosso, 7. Dispositivo secondo la rivendicazione 6, caratterizzata dal fatto che detto organo (4) è sensibile a.radiazione la cui lunghezza d'onda è sostanzialmente compresa nel campo da 5 a 15 μ. 8. Dispositivo secondo la rivendicazione 1 0 la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detti mezzi radianti (11) e/o detti ulteriori mezzi radianti (16a, 16b) comprendono almeno un diodo emettitore di radiazione (led), preferibilmente operante nel campo dell'infrarosso. 8. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che comprende un involucro (2) con un'appendice (12) che si proietta in generale oltre detta superficie (3) e dal fatto che detti mezzi radianti (11) sono montati in detta appendice (12). 10. Dispositivo secondo la rivendicazione 2 e la rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che anche detti ulteriori mezzi radianti (16a, 16b) sono montati in detta appendice (12). 11. Dispositivo secondo la rivendicazione 1 o la rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che detti mezzi radianti (11) sono collocati in posizione genericernente superiore rispetto a detta superficie (3). 12. Dispositivo secondo uno qualsiasi delle rivendicazioni 1, 9 o 11, caratterizzato dal fatto che detti mezzi radianti (11) proiettano detta radiazione in direzione genericamente obliqua rispetto a detta superficie (3). 13. Dispositivo seconda una qualsiasi delle rivendicazioni 1, 9, 11 o 12, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensibili (13) sono collocati in posizione genericamente occultata rispetto all'esterno di detto elemento (1). 14. Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che a detti mezzi radianti (11) sono associati secondi mezzi sensibili (15) investiti in modo diretto dalla radiazione generata da detti mezzi radianti (11) e dal fatto che detti mezzi sensibili (13) e detti secondi mezzi sensibili (15) sono collegati fra loro in un generale rapporto differenziale (25, 26) in vista di generare, in funzione della differenza dei segnali di uscita di detti mezzi sensibili (13) e di detti secondi mezzi sensibili (15), un segnale di avviso sensibile esclusivamente alla variazione delle caratteristiche di propagazione della radiazione attraverso detta superficie (3). 15. Dispositivo secondo la rivendicazione 14, caratterizzato dal fatto che detti secondi mezzi sensibili (15) sono affacciati ad un'apertura (14) provvista nel corpo di detto elemento (1) in condizioni di allineamento con detti mezzi radianti ( I). 16. Dispositivo secondo la rivendicazione 1 o la rivendicazione 14, caratterizzato dal fatto che comprende mezzi circuitali (29) per attivare detti mezzi sensibili (13) per un intervallo di tempo selettivamente predeterminato dopo l'attivazione di detti mezzi radianti (11). 17. Dispositivo secondo la rivendicazione H, caratterizzato dal fatto che comprende mezzi circuitali (34) per attivare detti ulteriori mezzi sensibili (13) per un intervallo di tempo selettivamente predeterminato dopo l'attivazione di detti ulteriori mezzi radianti (16a, 16b). 18. Dispositivo secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detti ulteriori mezzi radianti (16) comprendono almeno due sorgenti distinte (16a, 16b) che proiettano radiazione verso detto ambiente in due direzioni diverse. 19. Dispositiva secondo la rivendicazione 18, caratterizzato dal fatto che di dette almeno due sorgenti, una (16a) proietta radiazione in direzione genericamente frontale rispetto all'elemento (1), e 1'altra proietta radiazione in direzione genericamente inclinata rispetto all'elemento stesso. 20. Dispositivo secondo la rivendicazione 18 o la rivendicazione 19, caratterizzato dal fatto che detti ulteriori mezzi radianti (16) comprendono una coppia di sorgenti (16a) che proiettano radiazione in direzione ganericarnente frontale rispetto a detto elemento (1). 21. Dispositivo secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che detta appendice (12) presenta una finestra,frontale (17) estendentesi in direzione genericernente obliqua rispetto a detto elemento (1) ed alla quale si affacciano detti mezzi radianti (11) e detti ulteriori mezzi radianti (16a, 16b). 22. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che comprende mezzi temporizzatori (19) per attivare selettivamente, con intervalli di attesa predeterminati, detti mezzi radian— ti (11). 23. Dispositivo secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che comprende mezzi temporissatori (19) per attivare selettivamente, con intervalli di attesa predeterminati, detti ulteriori messi radianti (16a, 16b). 24. Dispositivo secondo la rivendicazione 22 e la rivendicazione 23, caratterizzato dal fatto che comprende messi di pilotaggio (20, 21, 22) per attivare alternativamente detti messi radianti (11) e detti ulteriori messi radianti (16a, 16b). 25. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicasioni 22 a 24, caratterizzato dal fatto che: - detto elemento (1) comprende un organo sensibile (4) con funzione di sorveglianza di un amifaiente, e - detti messi temporissatori (19) vengono attivati mantenendo detto organo sensibile (4) in condisioni di funzionamento, per cui 1'effettuazione dell'azione anti.accecarnento non interrompe lo svolgimento di detta funzione di sorveglianza.
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