IT9082575A1 - Attacco di sicurezza - Google Patents
Attacco di sicurezzaInfo
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Description
"ATTACCO DI SICUREZZA"
R I A S S U N T O
La presente domanda ha per oggetto un attacco di sicurezza, particolarmente utilizzabile per associare temporaneamente una calzatura, quale ad esempio uno scarpone, ad uno sci.
Tale attacco comprende un mezzo di aggancio anteriore il quale presenta un puntale, interagente con detta calzatura, cooperante, tramite elementi di interconnessione, con mezzi per la regolazione del carico di sgancio di detto mezzo di aggancio anteriore stesso.
Tali mezzi risultano alloggiati entro almeno un distinto e separato corpo cavo posto anteriormente a detto puntale.
I mezzi per la regolazione del carico di sgancio del mezzo di aggancio anteriore comprendono una leva interagente con almeno una camma avente un profilo ad inclinazione variabile.
D E S C R I Z I O N E
La presente domanda ha per oggetto un attacco di sicurezza, particolarmente utilizzabile per associare temporaneamente una calzatura, quale uno scarpone, ad uno sci.
Oggi giorno gli attacchi di sicurezza di tipo noto utilizzabili per gli sci sono costituiti usualmente da una talloniera e da un puntale, entrambi associati allo sci, i quali consentono l'aggancio delle estremità, usualmente normalizzate, di uno scarpone da sci.
Usualmente tali attacchi di tipo noto presentano almeno una camma, interagente con la ganascia della talloniera o con predisposte appendici presenti sul puntale, la quale preme su una molla che comanda lo sgancio di sicurezza dell'attacco.
Specificatamente per il puntale si riscontrano strutture interne complesse oltretutto poste entro spazi ristretti, dato il problema sentito nel settore di compattare al massimo gli ingombri esterni del puntale stesso.
Per quanto concerne inoltre il profilo delle camme di tipo noto, esso risulta presentare una inclinazione costante per cui si ha che il carico agente sulle camme stesse, effettuato da parte ad esempio della ganascia associata alla talloniera, a delle appendici del puntale, risulta circa linearmente crescente a meno degli attriti, in funzione della costante elastica della molla.
L'inconveniente quindi che tali tipi noti di attacchi presentano consiste nel fatto che lo sforzo ad esempio da trasmettere alla ganascia associata alla talloniera o al puntale da parte dello scarpone risulta essere crescente per tutta la durata della fase di sgancio e quindi ad esempio della rotazione della ganascia associata al puntale o alla talloniera.
Durante quindi la calzata o la scalzata dello scarpone dall'attacco si incontra una resistenza costantemente crescente: ciò implica che per pervenire allo sgancio dello scarpone in caso di pericolo si passa attraverso una fase di incremento del serraggio dello scarpone stesso.
Compito principale di quanto forma oggetto della presente domanda è quindi quello di eliminare gli inconvenienti sopra lamentati in tipi noti escogitando un attacco il cui mezzo di aggancio anteriore consenta di disporre di un puntale di dimensioni assai contenute e quindi strutturalmente molto semplice e compatto.
Nell'ambito del compito sopra esposto un importante scopo è quello di realizzare un attacco che consenta lo sgancio di una calzatura ad esso associata in condizione di sicurezza e quindi tale da agevolare lo sgancio al di sopra di un carico prefissato.
Un altro importante scopo è quello di realizzare un attacca che faciliti lo sganciamento successivamente al raggiungimento di tale carico limite.
Ancora un importante scopo è quello di realizzare un attacco che alle caratteristiche precedenti accomuni quella di risultare strutturalmente semplice e di facile industrializzazione.
Non ultimo scopo è quello di ottenere un attacco che alle caratteristiche precedenti accomuni quella di risultare affidabile e sicuro nell'uso.
Il compito e gli scopi sopra accennati nonché altri che più chiaramente appariranno in seguito vengono raggiunti da un attacco di sicurezza, comprendente un mezzo di aggancio anteriore per una calzatura, quale uno scarpone da sci, che si caratterizza per il fatto che detto mezzo di aggancio anteriore presenta un puntale, interagente con detta calzatura, cooperante, tramite elementi di interconnessione, con mezzi per la regolazione del carico di sgancio di detto mezzo di aggancio anteriore stesso alloggiati entro almeno un distinto e separato corpo cavo posto anteriormente a detto puntale.
Vantaggiosamente detti mezzi per la regolazione del carico di sgancio di detto mezzo di aggancio anteriore comprendono una leva interagente con almeno una camma avente un profilo ad inclinazione variabile.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi del trovato risulteranno maggiormente dalla descrizione dettagliata di una particolare, ma non esclusiva, forma di realizzazione, illustrata a titolo indicativo e non limitativo nella allegata tavola dì disegni in cui:
la fig. 1 illustra, in una vista laterale parzialmente sezionata, l'attacco di sicurezza;
la fig. 2 illustra un diagramma;
la fig. 3 illustra, in una vista laterale parzialmente sezionata ed in un dettaglio, la camma di cui alla figura N. 1 nella condizione di attacco in posizione normale e chiusa; la fig. 4 illustra, in una vista analoga alla precedente, la condizione in cui l’attacco risulta in posizione di sgancio; Con riferimento alla figura 1 risulta illustrata una particolare forma realizzativa per l'attacco di sicurezza in cui con il numero 1 si è evidenziato un mezzo di aggancio anteriore per una calzatura, quale uno scarpone 2, ad uno sci 3.
Tale mezzo di aggancio anteriore 1 risulta essere costituito da un puntale 4, presentante posteriormente una ganascia 5 interagente con la punta 6 dello scarpone 2 ed anteriormente fulcrato trasversalmente, mediante un primo perno 7, ad una ala 8 sporgente da una basetta 9 poggiante su di una sottostante appendice 10.
Quest 'ultima sporge posteriormente ed assialmente ad un corpo 11, distinto da detto puntale 4 e posto anteriormente al medesimo.
Il puntale 4 risulta presentare una prima cavità interna 12 trasversalmente alla quale è posto un secondo perni interagente con l’estremità arcuata di un risalto 14 sporgente circa perpendicolarmente da una base 15 scorrevolmente associata in corrispondenza di una predisposta sede 16 ricavata in detta appendice 10.
L'estremità arcuata del risalto 14 risulta poggiare in corrispondenza del secondo perno 13 nell'interspazio compreso tra il medesimo e la ganascia 5.
Lo scorrimento della base 15, comandato da una variazione angolare del puntale 4, impone lo spostamento di una asta 17, solidale inferiormente alla base 15 stessa e costituente un elemento di interconnessione, unitamente ad una coppia di spalle 18 da essa sporgenti, con mezzi per la regolazione del carico di sgancio di detto mezzo di aggancio anteriore 1 stesso alloggiati entro una predisposta seconda cavità 19 ricavata in detto corpo 11.
Entro quest'ultima è alloggiata una prima molla 20 le cui estremità risultano interagire con il gambo 21 di una prima vite 22, accessibile allo sciatore in corrispondenza di un'estremità aperta 21 del corpo 11, e con una camma 24.
La camma 24 risulta interagire, da parte opposta a detta molla 20, con una prima ala 25 di una leva 26, conformata essenzialmente ad L, fulcrata ad un terzo perno 27 e ad un quarto perno 28 rispettivamente in corrispondenza della seconda ala 29 e del raccordo la prima e la seconda ala stesse.
Il terzo perno 27 inoltre costituisce l'elemento di raccordo e fulcraggio tra detta seconda ala 29 e la coppia di spalle 18: si ha infatti che ad uno spostamento della asta 17 corrisponde una variazione della posizione reciproca tra la prima ala 25 e la camma 24.
Quest'ultima presenta la superficie interagente con detta prima ala dotata di un profilo ad inclinazione variabile essendo sulla medesima ricavata, a partire dall’estremità superiore, una prima zona 30 definente rispetto al piano di appoggio sullo sci 3 un angolo a ed una seconda zona 31, contigua alla prima, definente rispetto al piano di appoggio allo sci 3 Un angolo β.
Nel caso specifico l'angolo a risulta minore rispetto all'angolo β.
Per meglio comprendere il funzionamento passeremo ora ad illustrare il diagramma di fig.2 in cui in corrispondenza delle ordinate è stata riportata la forza F che rappresenta il carico agente in corrispondenza della ganascia 5 del puntale 4 , e in ascissa l'angolo σ di rotazione del puntale durante la fase di sgancio.
Nella condizione illustrata in fig. 3, in cui l'attacco è in posizione normale chiusa, si ha che la leva 26 risulta impegnata con la prima zona 30 della camma 24 presentante l'angolo a rispetto al piano di appoggio allo sci; in tale condizione la forza F, rappresentante il carico agente sulla leva 26 ed impresso, tramite l'asta 17, dallo scarpone 2, risulta disposta tangente alla circonferenza con centro sull'asse della leva raggiio pari alla distanza istantanea tra il centro ed il punto contatto tra la leva e la seconda camma.
Tale forza F risulta scomponibile in una componente R, costituente la reazione della molla 20, ed, A costituente la reazione della camma disposta perpendicolarmente alla prima zona 30 di contatto con la leva.
Per semplicità, nella scomposizione delle forze si è considerata costante la reazione R della molla 20.
Nella fig. 4 invece è illustrata la condizione di sgancio in cui la leva 26 risulta interagire con la seconda zona 31 della camma 24 la quale presenta l'angolo, rispetto al piano di appoggio allo sci, β, che risulta essere superiore rispetto all'angolo a.
In tale condizione si ha che, presupponendo costante la reazione R della molla 20, trascurandosi cosi l'incremento dovuto alla compressione della stessa, la forza F' risulti molto inferiore rispetto alla forza F di cui alla fig. 3.
Supponendo che la forza F di cui alla fig. 3 corrisponda al carico limite (identificato con la sigla Flim) si ha che una volta attivato lo sgancio, e quindi superata la soglia di sicurezza, il carico agente necessario per vincere la reazione della molla 20 e della camma 24 cresce con un gradiente inferiore pertanto lo scarpone incontra minore resistenza qualora la leva 26 interagisca rispettivamente con la prima o la seconda zona della camma 24.
ciò risulta molto vantaggioso in quanto lo scarpone riceve un impulso, a seguito della diminuzione del carico, che favorisce lo sgancio.
Ciò risulta evidenziato chiaramente nel diagramma di cui alla fig. 2 in cui si è indicata con la sigla FI la forza che negli attacchi di sicurezza di tipo noto deve essere impressa per conseguire lo sgancio totale e quindi avere l'apertura completa del puntale.
Negli attacchi di tipo noto la costanza del profilo delle camme tradizionali comporta una crescita della forza applicata dallo scarpone circa lineare rispetto alla variazione dell'angolo di rotazione imprimibile alla ganascia: in corrispondenza del carico limite, indicato con la sigla Flim, comincia la fase di sgancio che termina all'apertura completa delle ganasce del puntale a cui corrisponde un angolo identificato con la sigla ol.
Nel diagramma di cui alla fig. 2 è riportata inoltre la curva relativa al trovato di cui alla presente domanda: si nota come nel tratto della prima o seconda camma presentante l'angolo a si possa conseguire il raggiungimento del carico limite indicato con la sigla Flim per un angolo σ2 minore rispetto all'angolo σ3 conseguibile negli usuali attacchi di tipo noto.
Successivamente la forza applicata allo scarpone cresce con un gradiente inferiore interagendo la leva con la seconda zona della camma presentante l'angolo β che risulta essere maggiore rispetto all'angolo a.
Questo consente di pervenire alla rotazione completa del puntale in corrispondenza di un angolo σ1 mediante l'applicazione di una forza F3 minore rispetto alla forza FI richiesta dagli attacchi di sicurezza di tipo noto.
Si è cosi constatato come il trovato abbia raggiunto il compito e gli scopi prefissati essendosi conseguito un attacco in cui viene utilizzato un puntale di dimensioni alquanto contenute dovendo il medesimo presentare elementi essenziali per la sola interazione con la punta dello scarpone.
Inoltre il trovato permette di conseguire una migliore sicurezza dinamica nella fase di sgancio dello scarpone.
Si ha infatti che in una fase di pericolo, come quella dello sganciamento, ad una fase iniziale in cui è necessaria una determinata forza per conseguire il carico limite segue una fase in cui lo sgancio risulta agevolato richiedendosi allo scarpone di vincere forze molto minori.
Lo scarpone quindi incontra una minore resistenza nella seconda fase dello sgancio che prevede l'interazione della leva con la seconda zona della camma.
Naturalmente il trovato è suscettibile di numerose modifiche e varianti, tutte rientranti nell'ambito del medesimo concetto inventivo.
Anche i materiali nonché le dimensioni costituenti i singoli componenti il trovato dovranno essere i più pertinenti a seconda delle specifiche esigenze.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1) Attacco di sicurezza, comprendente un mezzo di aggancio anteriore per una calzatura, quale uno scarpone da sci, che si caratterizza per il fatto che detto mezzo di aggancio anteriore presenta un puntale, interagente con detta calzatura, cooperante, tramite elementi di interconnessione, con mezzi per la regolazione del carico di sgancio di detto mezzo di aggancio anteriore stesso alloggiati entro almeno un distinto e separato corpo cavo posto anteriormente a detto puntale.
- 2) Attacco come alla rivendicazione 1 che si caratterizza per il fatto che detti mezzi per la regolazione del carico di sgancio di detto mezzo di aggancio anteriore comprendono una leva interagente con almeno una camma avente un profilo ad inclinazione variabile.
- 3) Attacco come alle rivendicazioni 1 e 2 che si caratterizza per il fatto che detto mezzo di aggancio anteriore è costituito da un puntale, presentante posteriormente una ganascia interagente con la punta di detto scarpone ed anteriormente fulcrato trasversalmente, mediante un primo perno, ad una ala sporgente da una basetta poggiante su di una sottostante appendice, quest'ultima sporgendo posteriormente ed assialmente ad un corpo, distinto da detto puntale e posto anteriormente al medesimo.
- 4) Attacco come alle rivendicazioni 1 e 5 che si caratte rizza per il fatto che detto puntale presenta una prima cavità interna trasversalmente alla quale è posto un secondo perno intei ragente con l'estremità arcuata di un risalto sporgente circa perpendicolarmente ad una base scorrevolmente associata in corrispondenza di una predisposta sede ricavata in detta appendice, l’estremità arcuata di detto risalto poggiando in corrispondenza di detto secondo perno nell'interspazio compreso tra il medesimo e detta ganascia.
- 5) Attacco come alle rivendicazioni 1 e 4 che si caratterizza per il fatto che lo scorrimento di detta base, comandato da una variazione angolare di detto puntale, impone lo spostamento di una asta, solidale inferiormente a detta base, la quale costituente un elemento di interconnessione, unitamente ad una coppia di spalle da essa sporgenti, con mezzi per la regolazione del carico di sgancio di detto mezzo di aggancio anteriore stesso alloggiati entro una predisposta seconda cavità ricavata in detto corpo, entro detta seconda cavità essendo alloggiata una prima molla le cui estremità risultano interagire con il gambo di una prima vite, accessibile allo sciatore in corrispondenza di un 'estremità aperta di detto corpo, e con una camma.
- 6) Attacco come alle rivendicazioni 1 e 5 che si caratterizza per il fatto che detta camma interagisce, da parte opposta a detta molla, con una prima ala di una leva, conformata essenzialmente ad L, fulcrata ad un terzo perno e ad un quarto perno rispettivamente in corrispondenza della seconda ala di detta leva e del raccordo tra dette prima e seconda ala stesse, detto terzo perno costituendo un elemento di raccordo e fulcraggio tra dette seconda ala e coppia di spalle.
- 7) Attacco come alle rivendicazioni 1 e 6 che si caratterizza per il fatto che detta camma presenta la superficie interagente con detta prima ala dotata di un profilo ad inclinazione variabile essendo sulla medesima ricavata, a partire dall 'estremità superiore, una prima zona definente rispetto al piano di appoggio sullo sci un angolo a ed una seconda zona, contigua alla prima, definente rispetto al piano di appoggio allo sci un angolo β.
- 8) Attacco come alle rivendicazioni le 7 che si caratterizza per il fatto che detto angolo a risulta minore rispetto a detto angolo β.
- 9) Attacco come alle rivendicazioni 1 e 8 che si caratterizza per il fatto che nella condizione di attacco in posizione normale chiusa detta leva risulta impegnata con detta prima zona di detta camma presentante l'angolo a rispetto al piano di appoggio a detto sci.
- 10) Attacco come alle rivendicazioni 1 e 9 che si caratterizza per il fatto che nella condizione di sgancio detta leva interagisce con detta seconda zona di detta camma presentante l'angolo β rispetto al piano di appoggio a detto sci. allegata tavola di disegni.
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Families Citing this family (1)
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1990
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Also Published As
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