ITAT970006U1 - Dispositivo di protezione e antiscasso, particolarmente per cassettedi sicurezza, casseforti e simili - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE del Modello Industriale di Utilità' dal titolo: "Dispositivo di protezione e antiscasso, particolarmente per cassette di sicurezza, casseforti e simili"
TESTO DELLA DESCRIZIONE
Il presente ^trovato si riferisce alle cassette di sicurezza delle banche, casseforti e simili.
Attualmente tali cassette, malgrado i sistemi di sicurezza, risultano ancora piuttosto vulnerabili ad azioni di scasso, in quanto le zone critiche rappresentate dalle toppe delle chiavi che dispone il cliente e la banca , potrebbero essere soggette ad introduzione di attrezzi di scasso, ad esempio di grimaldelli, oppure esplosivo o liquidi infiammabili con conseguente possibilità di scasso, Scopo del trovato è quello di ovviare a tale inconveniente prevedendo di proteggere da azioni esterne tali zone critiche delle toppe, intervenendo pertanto sulla parte frontale di dette cassette di sicurezza o simili, al fine di aumentare la protezione contro lo scasso e comunque di aumentare il tempo di scasso stesso necessario per portare a termine l’eventuale rapina, detto trovato evitando laboriosi interventi sulle cassette già esistenti, senza addirittura dover convocare il cliente della cassetta di sicurezza che sì intende proteggere secondo il trovato, evitando altresì operazioni di saldatura, ma limitandosi a semplici fissaggi con viti, prevedendo però il loro completo occultamento allorché il trovato si trova nella configurazione di protezione delle dette toppe, con una soluzione altresì di minimo ingombro.
Un ulteriore scopo è quello di .costituire una soluzione pratica, semplice, funzionale, affidabile e vantaggiosa, sia come realizzazione e come comodità d’impiego.
Questi scopi vengono ottenuti dal trovato prevedendo un dispositivo di protezione e antiscasso, particolarmente per cassette di sicurezza, casseforti e simili, caratterizzato dal fatto di comprendere due piastre quadrilatere, di cui una destinata ad essere fissata, in adatto modo, sulla superficie esterna dello sportello della cassetta di sicurezza o simili e l’altra piastra mobile sulla detta piastra fissa ed in grado di assumere una posizione di chiusura e cioè di protezione andando a sovrapporsi e quindi occultare le toppe per le chiavi di apertura e chiusura- di detta cassetta di sicurezza o simili, per assumere poi un’altra posizione di apertura, previa manovra e consenso dell’operatore, destinata a mettere a vista dette toppe per consentire l’introduzione e l’estrazione delle chiavi dello sportello della cassetta, prevedendo mezzi che consentano di mantenere la piastra mobile nella posizione di apertura per il normale svolgimento delle operazioni di introduzione ed estrazione delle chiavi dalle toppe, nonché mezzi per ripristinare la posizione di chiusura ad operazioni terminate ed altresì mezzi atti ad assicurare il bloccaggio della piastra mobile alla piastra fissa nella posizione di chiusura, assumendo il dispositivo, nella posizione di chiusura, una conformazione antiscasso e cioè consentendo di occultare le zone favorevoli allo scasso rappresentate soprattutto dalle toppe delle chiavi, proprio grazie alla piastra mobile che va invece a sovrapporsi a dette zone, occultandole completamente nella posizione di chiusura, ivi compresi, contemporaneamente anche tutti i mezzi di fissaggio della prima piastra allo sportello della cassetta.
Queste ed altre caratteristiche del trovato ed i vantaggi che ne derivano appariranno evidenti dalla seguente descrizione dettagliata di un preferito esempio esecutivo, non limitativo, con riferimento alle allegate tavole di disegni, in cui:
la fig. 1 è una vista anteriore dall’alto della piastra destinata ad essere fissata allo sportello della cassetta di sicurezza o simili, secondo il trovato;
la fig. 2 è una vista di testata della piastra di cui alla fig. l;
le figg. 3 e 4 sono rispettivamente una vista frontale anteriore e posteriore della piastra mobile;
la fig. 5 è una vista prospettica, in esploso, delle varie parti costitutive di un dispositivo secondo il trovato;
la fig. 6 illustra una fase iniziale per l’assemblaggio della piastra mobile sulla piastra fissa;
le figg. 7 e 8 illustrano il dispositivo con la piastra mobile rispettivamente in posizione di chiusura (di sicurezza) e di apertura;
la fig. 9 è una sezione parziale della piastra mobile ricavata secondo la linea IX-IX della fig. 7;
la fig. 10 è una vista di testata della piastra mobile; le figg. 11 e 12 sono due sezioni longitudinali schematiche illustranti il dispositivo con la piastra mobile rispettivamente in posizione di chiusura (sicurezza) e di apertura;
la fig. 13 è una vista in stralcio della faccia esterna della piastra fissa con illustrato il cilindro antimanipolazione in posizione di bloccaggio e raffigurata priva della piastra mòbile;
la fig. 14 è una sezione ricavata secondo la linea XIV-XIV della fig. 13 comprendente anche la piastra mobile.
Con riferimento alle figure il dispositivo secondo il trovato comprende una piastra fissa 10 ed una piastra mobile 11.
La piastra fissa 10 è destinata ad essere applicata alla superficie esterna dello sportello S (fig. 5) della cassetta di sicurezza per l’esempio esecutivo illustrato, oppure casseforti o simili, sfruttando vantaggiosamente i due fori F già esistenti ai lati delle toppe T, detti fori F filettati destinati a ricevere viti, preferibilmente viti 12 di adatta testa svasata e di opportuno diametro, previa foratura della piastra fissa 10 con fori passanti 13 cilindrici, ossia senza svasature, per il solo passaggio dei gambi delle viti 12. Detta testa svasata delle viti 12 di fissaggio della piastra fissa 10, per effetto della sua sottostante conicità risulta opportunamente aggettante ossia sollevata rispetto alla superficie della piastra 10, allorché i gambi di dette viti 12 sono impegnati nei fori F dello sportello 5 e nei fori 13 della piastra 10.
In detta piastra fissa 10 sono previamente ricavate delle sfinestrature 14 e 15 opportunamente disposte e conformate, in maniera tale che a sovrapposizione avvenuta della piastra fissa 10 sulla superficie esterna dello sportello S (fig. 8), rendano accessibili le toppe T dello sportello S stesso, cosi da consentire l’introduzione delle chiavi per le normali manovre di apertura e chiusura dello sportello S della cassetta di sicurezza.
Comunicante con la sfinestratura 14 vi è un’ulteriore sfinestratura 16' di opportuna forma complementare alla sezione trasversale di un cilindro antimanipolazione 17 destinato a passare, con accoppiamento mobile assiale in detta sfinestratura 16. Adiacente alla sfinestratura 16 vi è un’incavatura 18 ricavata sulla faccia esterna della piastra fissa 10 e pressoché a metà altezza di essa.
Sulla faccia esterna della piastra fissa 10 e cioè rivolta verso la piastra mobile 11 è preventivamente applicata una vite 19 a testa svasata aggettante, posizionata superiormente e pressoché centralmente (figg.
2 e 5).
Al disotto dei fori 13 e della sfinestratura 16 è previsto, sulla faccia esterna della piastra fissa 10, un bordo aggettante 20 di lunghezza pari alla larghezza della piastra mobile 11, risvoltante poi ad angolo retto per almeno un certo tratto 201 verso l’alto , detto tratto 201, secondo una forma esecutiva non illustrata, previsto prolungantesi anche per tutta l’altezza della piastra mobile 11 e cioè fino al lato superiore della piastra fissa 10.
Contro il bordo 20 e tratto 201 è destinata ad .andare a far riscontro la piastra mobile.11 nella posizione di chiusura. Sostanzialmente assialmente rispetto alla sfinestratura 16 è previsto superiormente nella piastra fissa 10 un foro passante 21 a due diametri differenziati di cui quello a diametro maggiore ricavato sulla faccia interna della piastra fissa 10 rivolta verso lo sportello S.
Nella piastra fissa 10 sono previsti poi fori passanti 22 per il passaggio di ulteriori spine di fissaggio allo sportello S e non illustrate.
La piastra mobile 11 è vantaggiosamente destinata a traslare sulla piastra fissa 10, da una posizione di chiusura (fig. 7) (occultamento ed inaccessibilità delle toppe T) sino ad una posizione di apertura (fig. 8) (accessibilità delle toppe T) e viceversa.
La piastra mobile 11 è traslabile sulla piastra fissa 10, grazie ad almeno una gola a coda di rondine 23 (figg. 4 e 7), chiusa alle due testate e ricavata sulla faccia interna della piastra mobile 11 destinata ad andare a contatto con la piastra fissa 10, in maniera da impedire lo sfilamento della piastra mobile 11 dalla piastra fissa 10, detta gola 23 a coda di rondine (figg, 7 e 9) di adatta sezione e dimensioni, tali da consentire che vada ad impegnarsi, in modo scorrevole, la testa svasata aggettante, analoga a quella delle viti 12 di fissaggio, della suddetta vite 19 (fig. 2), in maniera che la piastra mobile resti vincolata traslabile sulla piastra fissa 10, detta guida 23 il cui asse risulta ortogonale all’asse passante per le due toppe T (fig. 8).
La testa svasata aggettante della vite 19 prevista sulla piastra fissa 10 può andare ad impegnarsi nella gola di guida 23 della piastra mobile 11, grazie ad un foro cieco 24 (figg. 7, 8 e 9) ricavato sulla faccia interna di detta piastra mobile 11, di diametro leggermente superiore a quello della testa svasata aggettante della vite 19 e di profondità pari ad almeno a quello di tale testa aggettante svasata, detto foro 24 comunicante con la gola 23 tramite un breve tratto 25 a coda di rondine ed ortogonale ad essa, in maniera da poter allogare la testa svasata nel foro cieco 24, andando poi detta testa della vite 19 a scorrere nel breve tratto 25 a mezzo di un movimento laterale traslatorio della piastra mobile 11 (figg. 6 7 e 0), sino a poter cosi entrare nella gola 23 di guida cosi da permettere che la piastra mobile 11 possa traslare vincolata sulla piastra fissa in direzione ortogonale all’asse passante per le due toppe T, aumentando contemporaneamente le prestazioni antiscasso del dispositivo per l’ accoppiamento coda di rondine-testa svasata aggettante.
Nella piastra mobile 11 sono ulteriormente ricavate, nella faccia interna, due tratti di gola 26 e 27 a coda di rondine, risultanti aperti su una testati e precisamente su quella destinata a far battuta contro il bordo aggettante 20 della piastra fissa 10 e paralleli alla gola 23 di guida principale, disposti lateralmente ad essa, detti tratti di gola 26 e 27 i cui assi coincidono con i centri delle viti a testa svasata 12 di fissaggio della piastra fissa 10 (figg. 4 , 7 e 0), cosi da poter accogliere, detti tratti di gola 26 e 27, le teste svasate aggettanti di tali viti 12, allorché la piastra mobile 11 si trova in posizione di chiusura (fig. 7), in maniera da restare occultate anche le teste svasate di dette viti 12, aumentando ulteriormente le prestazioni antiscasso del dispositivo grazie agli accoppiamenti code di rondine-teste svasate aggettanti ed aumentando le prestazioni antisfilamento della piastra mobile 11 da quella fissa 10.
La piastra mobile 11 è mantenuta nella posizione di apertura, grazie a mezzi a scatto consistenti preferibilmente in un perno 28 a molla antagonista 29 (figg. 5 , Il e 12), impegnantesi nel foro 21 andando con la sua testa a far battuta in corrispondenza al diametro minore di detto foro 21, in maniera che detto perno 21 possa automaticamente introdursi in un corrispondente foro passante 30 ricavato nella piastra mobile 11. Tale foro 30, analogamente al foro 21, è previsto a diametri differenziati ed è ricavato a diametro maggiore sulla faccia interna della piastra mobile 11 ed è in grado di accogliere un perno 31 con funzione di pulsantino posizionato in maniera che il suo gambo possa fuoriuscire dalla faccia esterna della piastra mobile 11, mentre la sua testa va a poter far riscontro in corrispondenza al diametro minore interno di tale foro 30.
Ne consegue vantaggiosamente che allorché il detto perno 28 va ad introdursi nel foro 30 della piastra mobile 11, quest'ultima resta cosi vincolata in tale posizione sollevata (posizione di apertura) mettendo in vista ed accessibili le toppe T (figg. 8 e 12), mantenendo in tale posizione la piastra mobile 11 per poter comodamente effettuare le operazioni di introduzione ed estrazioni delle chiavi dalla toppe T per le manovre di apertura e chiusura dello sportello S.
Per disattivare invece i mezzi a scatto che mantengono la piastra mobile 11 nella posizione di apertura basta intervenire sul pulsantino 31, azionabile dall’esterno, in grado di far arretrare il perno di vincolamento 28 fino a disimpegnarlo dal foro 30 della piastra mobile 11, la quale resta cosi svincolata e libera di poter traslare, andando a ripristinare la posizione di chiusura (figg. 7 e 11), fino a poter far battuta contro il bordo aggettante 20 di riscontro della piastra fissa 10.
Sulla faccia esterna della piastra mobile 11 è previsto un blocchetto 32 provvisto di sfinestratura 33 per accogliere, in modo complementare, il cilindro antimanipolazione 17 e ad elevata cifratura, azionabile da chiave esterna, destinato a consentire e ad assicurare l’operazione di bloccaggio della piastra mobile 11 nella posizione di chiusura, nonché lo sbloccaggio di detta piastra mobile 11 da tale posizione di chiusura.
La piastra mobile 11 presenta una sfinestratura 34 coincidente con quella 33 del blocchetto 32 e con quella 1É> della piastra fissa 10, comunque di opportuna forma complementare alla sezione trasversale del cilindro 17 cosi da poterla accogliere con accoppiamento mobile assiale.
Il detto cilindro 17 è traslabile assialmente (figg. 5, 11, 12 e 14), previa corrispondente manovra di relativa chiave d’azionamento, entro il detto blocchetto 32 e relative sfinestrature 16 e 34 previste sulle piastre rispettivamente 10 fissa e mobile li, in maniera da poter assumere una posizione di bloccaggio andando a traslare fino a raggiungere la sfinestratura 16 della piastra fissa 10 e a penetrare in essa, sino a far riscontro contro la faccia esterna dello sportello S della cassetta ; determinando la posizione di bloccaggio nella posizione di chiusura, mentre è in grado di traslare in direzione opposta, cosi da svincolare la piastra mobile 11 da quella fissa 10 per la traslazione di apertura.
Adiacente alla sfinestratura 34 della piastra mobile 11 è ricavata una sede incavata 35 pressoché a metà altezza della piastra mobile 11, in maniera che dall’accoppiamento e combinazione con l’incavatura 18 della piastra fissa 10,si ottenga una sede destinata ad accogliere l’elemento a nasello 36 solidale alla rotazione della chiave del cilindro 17 (figg. 13 e 14), dette incavature 18 e 35 di opportuna profondità cosi che l’elemento a nasello 36 possa restare impegnato contemporaneamente nella piastra fissa 10 e nella piastra mobile 11, consentendo nel contempo che il cilindro 17 possa traslare nella sfinestratura 16 della piastra fissa 10 ed assicurare l’ancoraggio antisfilamento del cilindro 17 dalla piastra mobile 11 per il fatto che l’elemento a nasello 36 è poi trattenuto dalla restante paretinà della relativa incavatura 35 della piastra mobile 11, assicurando cosi il bloccaggio della piastra mobile 11 alla piastra fissa 10 nella posizione di chiusura ed assicurando l’antisfilamento del cilindro 17 dalla piastra mobile 11. Per ottenere lo sbloccaggio della piastra mobile 11 dalla piastra fissa 10, per effetto del corrispondente azionamento della chiave del cilindro 17 ne consegue che l’elemento a nasello 36 ruoti sino ad inserirsi a scomparsa nel corpo del cilindro 17, così che quest’ultimo può traslare assialmente verso l’esterno, fuoriuscendo dalla sfinestratura 16, svincolando cosi la piastra mobile 11 dalla piastra fissa 10 per consentire la traslazione di detta piastra 11 sulla piastra 10 .
Nella posizione di sbloccaggio il cilindro 17 è munito di mezzi antisfilamento dal blocchetto 32 di limitazione della propria traslazione assiale, ad esempio costituiti da un perno filettato 37 di arresto (fig. 12) inserito sulla testata del blocchetto 32 della piastra mobile 11 in grado di impegnarsi in una fresatura 38 prevista ricavata longitudinalmente sul corpo del cilindro 17 (figg. 5 e 12).
Secondo una forma esecutiva non illustrata, il dispositivo secondo il trovato può essere già previsto in fase di fabbricazione della cassetta di sicurezza, cassaforte o simili, prevedendo in tal caso monopezzo la piastra fissa 10 con il relativo sportello S.
Il trovato non è pertanto limitato all’esempio esecutivo testé descritto ed illustrato, ma comprende anche i modelli che conseguono pari utilità, utilizzando lo stesso concetto innovativo.
Da quanto precedentemente esposto, appare evidente perciò che il trovato potrà essere variato e modificato, nel suo complesso e nei singoli particolari, a seconda delle specifiche esigenze e convenienze di fabbricazione e d’impiego, nell’ambito degli equivalenti tecnici e funzionali, senza per questo abbandonare il concetto innovativo sopra esposto ed a seguito rivendicato.
Claims (1)
- RIVENDICAZIONI 1)- Dispositivo di protezione e antiscasso, particolarmente per cassette di sicurezza, casseforti e simili, caratterizzato dal fatto di comprendere due piastre quadrilatere, di cui una destinata ad essere fissata, in adatto modo, sulla superficie esterna dello sportello della cassetta di sicurezza o simili e l’altra piastra mobile sulla detta piastra fissa e in grado di assumere una posizione di chiusura e cioè di protezione andando a sovrapporsi e quindi occultare le toppe per le chiavi di apertura e chiusura di detta cassetta di sicurezza o simili, per assumere poi un’altra posizione di apertura, previa manovra e consenso dell’operatore, destinata a mettere a vista dette toppe per consentire l’introduzione e l’estrazione delle chiavi dello sportello della cassetta, prevedendo mezzi che consentano di mantenere la piastra mobile nella posizione di apertura per il normale svolgimento delle operazioni di introduzione ed estrazione delle chiavi dalle toppe, nonché mezzi per ripristinare la posizione di chiusura ad operazioni terminate ed altresì mezzi atti ad assicurare il bloccaggio della piastra mobile alla piastra fissa nella posizione di chiusura, assumendo il dispositivo, nella posizione di chiusura, una conformazione antiscassoa e cioè consentendo di occultare le zone favorevoli allo scasso rappresentate soprattutto dalle toppe delle chiavi, proprio grazie alla piastra mobile che va invece a sovrapporsi a dette zone, occultandole completamente nella posizione di chiusura, ivi compresi, contemporaneamente anche tutti i mezzi di fissaggio della prima piastra allo sportello della cassetta. 2)~ Dispositivo secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che la piastra fissa può essere applicata alla superficie esterna dello sportello della cassetta di sicurezza, casseforti o simili, grazie a mezzi di fissaggio per avvitamento, quali viti o simili, evitando in tal modo opere di saldatura . 3)- Dispositivo secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la piastra fissa, secondo una preferita forma realizzativa, è prevista applicata allo sportello della cassetta di sicurezza o simili, sfruttando vantaggiosamente i due fori già esistenti ai lati delle toppe, detti fori filettati destinati a ricevere viti, preferibilmente viti di adatta testa svasata e di opportuno diametro, previa foratura della piastra fissa con fori passanti cilindrici, ossia senza svasature, per il solo passaggio dei gambi delle viti. 4)- Dispositivo secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che la testa svasata delle viti di fissaggio della piastra fissa, per effetto della sua sottostante conicità risulta opportunamente aggettante ossia sollevata rispetto alla superficie della piastra fissa. 5)- Dispositivo secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che nella piastra fissa sono previamente ricavate delle sfinestrature, opportunamente disposte e conformate, in maniera tale che a sovrapposizione avvenuta della piastra fissa sulla superficie esterna dello sportello, rendano accessibili le toppe dello sportello stesso, cosi da consentire l’introduzione delle chiavi per le normali manovre di apertura e chiusura dello sportello della cassetta di sicurezza. 6)- Dispositivo secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la piastra mobile è destinata a traslare sulla piastra fissa, da una posizione di chiusura (occultamento ed inaccessibilità delle toppe) sino ad una posizione di apertura (accessibilità delle toppe) e viceversa. 7)- Dispositivo secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che la piastra mobile è traslabile sulla piastra fissa, grazie ad almeno una gola di guida a coda di rondine, chiusa alle due testate e ricavata sulla faccia interna della piastra mobile destinata ad andare a contatto con la piastra fissa, in maniera da impedire lo sfilamento della piastra mobile dalla piastra fissa, detta gola a coda di rondine, di adatta sezione e dimensioni, tali da consentire che vada ad impegnarsi, .in modo scorrevole, la testa svasata aggettante, analoga a-quelle delle viti di fissaggio, di un organo quale vite 0 simili, preventivamente applicata sulla piastra fissa e sul lato rivolto verso la piastra mobile, in maniera che la piastra mobile resti vincolata traslabile sulla piastra fissa, detta guida il cui asse risulta ortogonale all’asse passante per le due toppe. 8)- Dispositivo secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che la testa svasata aggettante della vite prevista sulla piastra fissa può andare ad impegnarsi nella gola di guida della piastra mobile grazie ad un foro cieco ricavato sulla faccia interna di detta piastra mobile, di diametro leggermente superiore a quello della detta testa svasata aggettante di detta vite e di profondità pari ad almeno all’altezza di tale testa aggettante svasata, detto foro comunicante con la gola tramite breve tratto a coda di rondine ed ortogonale ad essa, in maniera da poter allogare la testa svasata nel foro cieco, andando poi detta testa a scorrere nel breve tratto a mezzo di un movimento laterale traslatorio della piastra mobile, sino a poter cosi entrare nella gola di guida cosi da permettere che la piastra mobile possa traslare vincolata sulla piastra fissa in direzione ortogonale all’asse passante per le due toppe, aumentando contemporaneamente le prestazioni antiscasso del dispositivo per l’accoppiamento coda di rondine-testa svasata aggettante. 9)- Dispositivo secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che nella piastra mobile sono ulteriormente ricavate, nella faccia interna, due tratti di gole a coda di rondine, risultanti aperti su una testata e paralleli alla gola di guida principale, disposti lateralmente ad essa, detti tratti di gola i cui assi coincidono con i centri delle viti a testa svasata di fissaggio della piastra fissa di cui alla rivendicazione 4, cosi da poter accogliere, detti tratti di gola, le teste svasate aggettanti di tali viti, allorché la piastra mobile si trova in posizione di chiusura, in maniera da restare occultate anche le teste svasate di dette viti, aumentando ulteriormente le prestazioni antiscasso del dispositivo grazie agli accoppiamenti code di rondine-teste svasate aggettanti ed ' aumentando le prestazioni antisfilamento della piastra mobile da quella fissa. 10)- Dispositivo secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la piastra mobile, in posizione di chiusura, va a far riscontro, di testata, contro un bordo aggettante previsto sulla faccia esterna della piastra fissa, risvoltante ad angolo retto per almeno un certo tratto su almeno un lato, eventualmente per una lunghezza pari a quello di un lato della piastra mobile-11)- Dispositivo secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la piastra mobile è mantenuta nella posizione di apertura, grazie a mezzi a scatto consistenti preferibilmente in un perno e molla antagonista in maniera che detto perno automaticamente possa allogarsi in un corrispondente foro passante ricavato nella piastra mobile, restando cosi vincolata e mantenuta, in tale posizione, la piastra mobile alla piastra fissa, mettendo in vista ed accessibili le toppe per l’introduzione delle chiavi. 12)- Dispositivo secondo la rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che è possibile disattivare i mezzi a scatto che mantengono la piastra mobile nella posizione di apertura, grazie ad un pulsanlino disposto nel detto foro passante, azionabile sulla faccia esterna della piastra mobile, in grado di Far arretrare il perno di vincolamento fino a disimpegnarlo dalla piastra mobile, che resta cosi svincolata e libera di poter traslare, andando a ripristinare la posizione di chiusura, fino a poter far battuta contro il bordo aggettante di riscontro. 13)- Dispositivo secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che sulla faccia esterna della piastra mobile è previsto un blocchetto provvisto di sfinestratura per accogliere, in modo complementare, un cilindro antimanipolazione e ad elevata cifratura, azionabile da chiave esterna da parte dell’operatore, destinato a consentire ed assicurare l’operazione di bloccaggio della piastra mobile nella posizione di chiusura, nonché lo sbloccaggio di detta piastra mobile da tale posizione di chiusura. 14)- Dispositivo secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che sia la piastra mobile che quella fissa presentano coincidenti sfinestrature di opportuna forma complementare alla sezione trasversale del cilindro cosi da poterla accogliere con accoppiamento mobile assiale. 15)- Dispositivo secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il detto cilindro antimanipolazione è traslabile assialmente, previa corrispondente manovra di relativa chiave d’azionamento, entro il detto blocchetto della piastra mobile e relative sfinestrature coincidenti previste sulle piastre, rispettivamente mobile e fissa, in maniera da poter assumere una posizione di bloccaggio andando a traslare fino a raggiungere la sfinestratura della piastra fissa e a penetrare in essa sino a far riscontro contro la faccia esterna dello sportello della cassetta di sicurezza o simili, determinando la posizione di bloccaggio nella posizione di chiusura, mentre è in grado di traslare in direzione opposta, così da svincolare la piastra mobile da quella fissa per la traslazione di apertura. 16)- Dispositivo secondo la rivendicazione 15, caratterizzato dal fatto che nella posizione di bloccaggio, l’elemento a nasello solidale alla rotazione della chiave del cilindro antimanipolazione è previsto che vada a potersi inserire in un’apposita sede incavata ricavata pressoché a metà altezza rispettivamente della piastra fissa e della piastra mobile ed adiacente alla sfinestratura di inserimento del cilindro antimanipolazione, in maniera che tale sede cosi composta dall’accoppiamento e dalla combinazione di dette incavature possa accogliere l’elemento a nasello, previste dette incavature di opportuna profondità cosi che l’elemento a nasello possa restare impegnato contemporaneamente nella piastra fissa e nella piastra mobile, consentendo nel contempo che il cilindro antimanipolazione possa traslare nella sfinestratura della piastra fissa ed assicurare l'ancoraggio antisfilamento del cilindro ' dalla piastra mobile per il fatto che l’elemento a nasello è poi trattenuto dalla restante paretina della relativa incavatura della piastra mobile stessa, assicurando cosi il bloccaggio della piastra mobile alla piastra fissa nella posizione di chiusura ed assicurando l’antisfilamento del cilindro dalla piastra mobile. 17)- Dispositivo secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che nella posizione di sbloccaggio il cilindro è munito di mezzi antisfilamento dal blocchetto di limitazione della propria traslazione assiale, ad esempio costituiti da un perno di arresto inserito sulla testata del blocchetto della piastra mobile, in grado di impegnarsi in una fresatura prevista ricavata longitudinalmente sul corpo del cilindro. 18)- Dispositivo secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che, secondo una forma esecutiva, può essere già previsto in fase di fabbricazione della cassetta di sicurezza, cassaforte o simili, prevedendo in tal caso monopezzo la piastra fissa con il relativo sportello. 19)- Dispositivo di protezione e antiscasso, particolarmente per cassette di sicurezza, casseforti o simili, come illustrato nella descrizione precedente, come pure ogni sua parte isolatamente o in combinazione.
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|---|---|---|---|
| IT1997AT000006 IT243004Y1 (it) | 1997-04-24 | 1997-04-24 | Dispositivo di protezione e antiscasso, particolarmente per cassettedi sicurezza, casseforti e simili |
Applications Claiming Priority (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| IT1997AT000006 IT243004Y1 (it) | 1997-04-24 | 1997-04-24 | Dispositivo di protezione e antiscasso, particolarmente per cassettedi sicurezza, casseforti e simili |
Publications (2)
| Publication Number | Publication Date |
|---|---|
| ITAT970006U1 true ITAT970006U1 (it) | 1998-10-24 |
| IT243004Y1 IT243004Y1 (it) | 2002-02-28 |
Family
ID=11335243
Family Applications (1)
| Application Number | Title | Priority Date | Filing Date |
|---|---|---|---|
| IT1997AT000006 IT243004Y1 (it) | 1997-04-24 | 1997-04-24 | Dispositivo di protezione e antiscasso, particolarmente per cassettedi sicurezza, casseforti e simili |
Country Status (1)
| Country | Link |
|---|---|
| IT (1) | IT243004Y1 (it) |
-
1997
- 1997-04-24 IT IT1997AT000006 patent/IT243004Y1/it active
Also Published As
| Publication number | Publication date |
|---|---|
| IT243004Y1 (it) | 2002-02-28 |
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