ITAV20010004A1 - "metodo di produzione industriale di giunti e trerminali autostringenti a piu' pareti tecniche, senza l'adozione del costampaggio e della co - Google Patents
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Description
TITOLO INVENZIONE INDUSTRIALE:
“METODO DI PRODUZIONE INDUSTRIALE DI GIUNTI E TERMINALI AUTOSTRINGENTI A PIU’ PARETI TECNICHE, SENZA L’ADOZIONE DEL COSTAMPAGGIO e della COESTRUSIONE e con ELEVATA FORZA E MEMORIA ELASTICA”.
DESCRIZIONE INVENZIONE INDUSTRIALE :
Scopo del presente trovato è la produzione di tubi per giunti e terminali elettrici in materiale autostringente, composto da pareti a più strati, aventi ciascuna caratteristiche elettriche e meccaniche diverse, non più con il metodo del costampaggio e della coestrusione, ma bensì estrudendo o stampando o altrimenti producendo singolarmente le varie sezioni tubolari e poi calzandole una sull’altra secondo le necessità.
Col metodo descritto si possono realizzare i singoli componenti le pareti con le caratteristiche migliori per l’impiego cui sono destinate, senza dover realizzare un compromesso tra le caratteristiche desiderate ed il metodo produttivo.
Si riduce anche lo stress meccanico a cui sono sottoposti i tubi autostringenti nella fase di assemblaggio sui supporti tubolari rigidi e si riduce drasticamente il numero di diametri necessari a magazzino per coprire tutta la gamma delle applicazioni.
Questo metodo trova applicazione principale nel settore degli accessori per impianti di produzione e distribuzione dell’energia elettrica.
RIASSUNTO:
Un terminale o giunto o altro, per definirsi “ AUTOSTRINGENTE “ deve essere realizzato in materiali elastici tipo gomma naturale o gomma sintetica o altro materiale con funzioni analoghe, poiché esso deve prima essere allargato ad un diametro leggermente superiore a quello sul quale va installato e poi, grazie alla memoria elastica intrinseca, stringersi energicamente fino ad assicurare la desiderata tenuta, senza impiego di energia esterna.
La fase di allargamento viene fatta normalmente in fabbrica e rappresenta una delle fasi del ciclo produttivo.
In pratica si procede ad espandere il manufatto e ad alloggiarlo su un supporto rigido, a forma normalmente cilindrica, con un diametro interno superiore a quello sul quale deve poi essere posizionato il manufatto stesso. Il preassemblato espanso rimane normalmente in magazzino fino alla vendita e quindi all’applicazione.
E’ di fondamentale importanza che durante la vita di magazzino il manufatto non perda eccessiva memoria elastica e forza elastica, cioè che conservi la proprietà di ritornare al diametro o alla forma che aveva prima dell’espansione e soprattutto che conservi la necessaria forza elastica.
Tutti i tipi di giunti e terminali autostringenti attualmente prodotti e commercializzati sono realizzati stampando o estrudendo o coestrudendo o costampando contemporaneamente le varie mescole che servono a realizzare le varie funzioni elettriche e meccaniche o entrambi le funzioni (vedi fig. 1), con processi molto delicati e costosi.
Osservando la fig. 1 si vede che l’insieme è composto da uno o più spessori di materiale, ciascuno dei quali svolge una funzione particolare. In genere lo strato più interno deve assicurare il controllo del campo elettrico e quindi è realizzato con mescole caricate opportunamente. Lo strato più esterno deve assicurare la tenuta meccanica del giunto o del terminale e il giusto grado di isolamento elettrico e pertanto è realizzato con mescole diverse di quello più interno.
Gli eventuali strati intermedi possono svolgere di volta in volta varie funzioni, sia elettriche che meccaniche, in ciò contribuendo ad esaltare le caratteristiche finali del manufatto.
La diversità delle mescole impiegate per realizzare ciascuno strato, oltre a conferire quelle qualità elettriche specifiche alla funzione, determinano anche alcune qualità meccaniche che non sempre sono desiderabili e che limitano il campo d’impiego rendono difficoltoso il preassemblaggio in fabbrica e che riducono la vita di magazzino.
Studi eseguiti da diversi laboratori hanno dimostrato che i manufatti in gomma, di varia natura e composizione, preespansi e tenuti in magazzino, perdono circa il 15% della loro memoria elastica dopo appena due anni.
Le gomme caricate, quelle che costituiscono lo strato più interno del manufatto, hanno scarsa memoria elastica, perdendone addirittura fino al 50% sempre nei due anni.
Nel processo produttivo di costampaggio o coestrusione, o per entrambe le tecnologie, le mescole da utilizzare devono essere un compromesso tra quelle che sarebbero migliori con quelle compatibili col processo stesso.
Inoltre un’altra grossa limitazione del sistema produttivo al costampaggio o coestrusione è che le dimensioni originarie stesse dei singoli strati non possono che essere l’una complementare all’altra, per cui non è possibile conferire maggiore forza elastica allo strato esterno, quello non caricato, per compensare la perdita di memoria dello strato più interno, quello caricato.
TESTO DELLA DESCRIZIONE
Per meglio descrivere il trovato basta immaginare di scomporre il manufatto della fig. 1 nei suoi singoli strati, ottenendo così una serie di singoli tubi in materiale elastico variamente composto come riportato in fig. 2.
Nella fig. 2 si riporta una applicazione a puro titolo esemplificativo per meglio descrivere l’invenzione, esso pertanto non costituisce limitazione per gli sviluppi che possono derivare dalle varie applicazioni che di volta in volta si andranno a realizzare; sviluppi, modifiche e aggiunte che si intendono pertanto fin da ora compresi nelle rivendicazioni di cui al presente trovato.
Nel processo di costampaggio o coestrusione o entrambi le tecnologie i singoli strati disaccoppiati si presenterebbero con le lunghezze caratteristiche LI , LIn , L2 , LS e con i diametri complementeri, cioè il diametro esterno del tubo più interno uguale al diametro interno del primo tubo intermedio e così via fino ad avere il diametro esterno deH’ultimo tubo intermedio uguale al diametro interno del tubo più esterno; cioè
Del = Diln , DeIn = Di2.
Il supporto tubolare rigido ha poi una sua lunghezza LS ed un suo diametro DS.
Nel processo descritto nel presente trovato ciascuno strato tubolare componente il manufatto è prodotto singolarmente con la tecnica più opportuna a conferirgli quelle caratteristiche meccaniche e elettriche o superficiali o altro che si desiderano.
Le lunghezze di ciascun componente saranno quelle più o meno corrispondenti alla funzione da svolgere, mentre i diametri e gli spessori delle pareti saranno studiati con particolare cura per prevenire i fenomeni prima descritti di perdita di memoria elastica, per semplificare la fase di preassemblaggio e per ridurre rassortimento delle misure da tenere a magazzino.
Se ad esempio il tubo più interno deve essere in una particolare mescola caricata che riduce drasticamente la memoria elastica dello stesso, il diametro originario sarà molto prossimo al diametro del supporto su quale deve essere alloggiato, in modo da ridurre i rischi di strappo durante il preassemblaggio. Questa scelta ovviamente fa si che questo strato da solo non possa adattarsi ai vari diametri delle applicazioni cui è destinato.
I vari strati intermedi saranno realizzati con il medesimo principio informatore, conferendo a ciascuno di volta in volta la caratteristica che più si ritiene importante.
Lo strato più esterno sarà invece realizzato avendo come obiettivo quello di assicurare la opportuna memoria e forza elastica al tutto, oltre che contribuire con altre qualità; capace quindi di stringere i vari strati interni, con la dovuta forza, sull’applicazione finale cui il tutto è destinato.
Sempre a puro titolo esemplificativo e non limitativo, se il supporto rigido ha diametro esterno DeS, il primo tubo può avere diametro originario interno Dii prossimo a DeS; i tubi intermedi possono avere diametri originari conformi alle caratteristiche desiderate; l’ultimo tubo può avere diametro originario interno Di2 < DeS o Di2«DeS, cioè addirittura minore del diametro del supporto rigido.
In questa esemplificazione la forza e la memoria elastica possono essere demandati solo al tubo più esterno, che può essere costruito in mescole con grandi caratteristiche elastiche e di memoria.
Per ottenere il manufatto finito e preassemblato si procederà a calzare consecutivamente l’uno all’altro i vari strati, partendo dal più interno, come si vede sempre nella fig. 2.
Claims (14)
- RIVENDICAZIONI 1) Metodo di produzione industriale di giunti e terminali autostringenti a piu’ pareti tecniche senza l’adozione del costampaggio o della coestrusione o con entrambi le tecnologie ma con forte memoria elastica e forza elastica.
- 2) Metodo di produzione industriale come alla rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di poter produrre i singoli componenti sciolti.
- 3) Metodo di produzione industriale come alla rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di poter produrre i singoli componenti con le tecniche più opportune per ciascuno di loro.
- 4) Metodo di produzione industriale come alla rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di poter produrre i singoli componenti con i materiali più opportuni per ciascuno di loro.
- 5) Metodo di produzione industriale come alla rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di poter produrre i singoli componenti con le dimensioni più opportune per ciascuno di loro.
- 6) Metodo di produzione industriale come alla rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di poter preassemblare i singoli componenti sul supporto tubolare rigido calzando consecutivamente l’uno sull’altro i vari strati a partire da quello più interno.
- 7) Metodo di produzione industriale come alla rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di poter preassemblare i singoli componenti calzando ciascuno di loro su un supporto tubolare rigido e quindi utilizzare solo quelli richiesti dalla particolare applicazione.
- 8) Metodo di produzione industriale come alla rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di non richiedere particolari macchine e mescole di stampaggio e estrusione contemporanea di due o più mescole diverse.
- 9) Metodo di produzione industriale come alla rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di non limitare la varietà dei diametri originari dei singoli strati, potendosi realizzare gli strati più esterni con diametri originari ben più piccoli di quelli interni e viceversa.
- 10) Metodo di produzione industriale come alla rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di poter ottenere un manufatto finale con un numero indefinito di strati, ciascuno con caratteristiche e dimensioni proprie.
- 11) Metodo di produzione industriale come alla rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di poter ridurre l’assortimento dei diametri dei vari strati interni ed esterni, trasferendo la capacità autostringente e quindi di adattabilità ai vari diametri, allo/agli strati più estemi/intemi.
- 12) Metodo di produzione industriale come alla rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di poter produrre i singoli componenti in tempi e luoghi diversi.
- 13) Metodo di produzione industriale come alla rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di poter assemblare i singoli componenti anche direttamente sull’applicazione, calzando consecutivamente gli strati che si ritengono necessari.
- 14) Metodo di produzione industriale come a tutte le precedenti rivendicazioni, alla relazione descrittiva ed ai disegni allegati.
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