ITBA20070026A1 - Impianto per la produzione di gamberi peneidi - Google Patents

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ITBA20070026A1
ITBA20070026A1 IT000026A ITBA20070026A ITBA20070026A1 IT BA20070026 A1 ITBA20070026 A1 IT BA20070026A1 IT 000026 A IT000026 A IT 000026A IT BA20070026 A ITBA20070026 A IT BA20070026A IT BA20070026 A1 ITBA20070026 A1 IT BA20070026A1
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breeding
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IT000026A
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Rinaldis Saponaro Corrado De
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Tct Srl
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    • AHUMAN NECESSITIES
    • A01AGRICULTURE; FORESTRY; ANIMAL HUSBANDRY; HUNTING; TRAPPING; FISHING
    • A01KANIMAL HUSBANDRY; AVICULTURE; APICULTURE; PISCICULTURE; FISHING; REARING OR BREEDING ANIMALS, NOT OTHERWISE PROVIDED FOR; NEW BREEDS OF ANIMALS
    • A01K61/00Culture of aquatic animals
    • A01K61/50Culture of aquatic animals of shellfish
    • A01K61/59Culture of aquatic animals of shellfish of crustaceans, e.g. lobsters or shrimps
    • YGENERAL TAGGING OF NEW TECHNOLOGICAL DEVELOPMENTS; GENERAL TAGGING OF CROSS-SECTIONAL TECHNOLOGIES SPANNING OVER SEVERAL SECTIONS OF THE IPC; TECHNICAL SUBJECTS COVERED BY FORMER USPC CROSS-REFERENCE ART COLLECTIONS [XRACs] AND DIGESTS
    • Y02TECHNOLOGIES OR APPLICATIONS FOR MITIGATION OR ADAPTATION AGAINST CLIMATE CHANGE
    • Y02ATECHNOLOGIES FOR ADAPTATION TO CLIMATE CHANGE
    • Y02A40/00Adaptation technologies in agriculture, forestry, livestock or agroalimentary production
    • Y02A40/80Adaptation technologies in agriculture, forestry, livestock or agroalimentary production in fisheries management
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Description

Descrizione
Impianto per la produzione di gamberi peneidi
Impianto per la produzione di gamberi peneidi comprendente almeno una vasca di allevamento (2) ed una vasca di rilancio (3) oppure un sistema di vasche, almeno una struttura di incremento spaziale (6), collocata all'interno di detta vasca (2) ed almeno un turbolatore (7) per lossìgenazione naturale dell' impianto; comprendente, inoltre, almeno un impianto di aerazione ed ossigenazione (g), almeno un impianto di depurazione (9), almeno un impianto di condizionamento (10) ed un sistema di controllo (1 1} delle acque di allevamento.
La presente Invenzione concerne un impianto per la produzione intensiva di gamberi peneidi costituito da un prefabbricato in cemento armalo alleggerito a circuito chiuso e da un sistema hardware e software che consente dì controllare capillarmente ed automaticamente tutti i parametri che influenzano il processo quali temperatura, ossigeno disciolto e concentrazione della sostanza organica ed inorganica nelle acque dì allevamento.
In Italia si importano grandi quantità in termini di valore commerciale di crostacei, con particolare riferimento ai gamberi, dato l'elevato prezzo medio unitario.
Numerosi fattori limitano la crescita e l'espansione della gambericoltura a livello internazionale: raffermarsi di pandemie alloctone e l'instaurarsi di seri problemi dì " ìnbreeding" incroci tra specie dello stesso tipo, hanno costituito un forte deterrente all'incremento di queste pratiche,
D’altro canto, però, i sistemi tradizionali dì allevamento estensivo o semi-intensivo sono tipicamente gestiti su elevati volumi e/o con elevati tassi di ricambio ìdrico, con effetti non sempre positivi sulle specie allevate, come per esempio ì gamberi.
Un altro fattore vincolante per questo tipo di allevamento è rappresentato dalla necessità di essere presenti sulla linea di spiaggia (per ovvie ragioni di carico e scarico delle acque), dove le autorizzazioni per esercitare l'attività pongono una serie dì vìncoli che, unitamente all'elevato costo dei terreni, non favoriscono l'iniziativa.
Altro fattore limitante è rappresentato dal parametro termico che, in molte nazioni tra cui l'Ita lia, subisce elevale escursioni nel corso delle stagioni, anche al dì sotto del range di sopravvivenza di molte specie dì gamberi. Ciò determina, ovviamente, la riduzione del periodo dì allevamento e, quindi, della produttività del l'impianto.
Inoltre, fattuale aumento delle produzioni, a parità dì volumi di allevamento, è stato reso possibile dall'incremento delle densità di allevamento attraverso l'impiego di tecnologie avanzate. Tuttavia, questo intensificarsi delle produzioni ha determinato un deterioramento della qualità ambientale di coltura che ha coinvolto i principali parametri chimico-fisici (primi fra tutti, l'ossigeno di sciolto e la concentrazione dì prodotti azotati tossici) ed ha causato l'insorgere di patologie, conseguenti lo stress di allevamento, che accompagnano grosse perdite di prodotto. La moderna acquicoltura marina ha posto in evidenza la necessità di distribuire ossigeno puro per densità di allevamento superiori a 4 kg/m3. Il punto critico degli allevamenti intensivi, quindi, sta nel controllo in vasca dell'ossigeno e degli altri parametri chimicofisici. Per l'accrescimento corretto delle specie allevate un buon tenore di ossigeno è basilare.
La suddetta raccolta di dati e la ricerca bibliografica sono essenzialmente riconducibile alle seguenti fonti:
■ periodici scientifici (Elsevier, Blackwell, Kluwer);
* archivi bibliografici e ricerche su internet;
<■>tra aziende del settore ittico;
<■>newsgroup del WEB (Crusl-L e Shrimpgroup).
Scopo principale della presente invenzione è quello di risolvere dette problematiche e svantaggi, sviluppando un impianto di produzione per gamberi peneidi, prefabbricato, a circuito chiuso, controllato automaticamente da un sistema altamente tecnologico e caratterizzato da forti elementi innovativi, con il quale si possano ottenere elevate densità di allevamento a costi contenuti. L'impianto a circuito chiuso premetterà di approfondire le conoscenze biologiche in merito all'allevamento dei gamberi peneidi in condizioni di coltura iper-intensiva determinando ì limiti massimi dì densità tollerati dagli animali e realizzando un prodotto con standard produttivi definiti.
L'impianto prefabbricato a circuito chiuso offre, rispetto agli impianti tradizionali di allevamento intensivo con elevati tassi di ricambio idrico costruiti sulla linea di spiaggia, maggiori efficienze produttive poiché
■ funziona tutto l''anno, indipendentemente dalla escursione termica delle condizioni ambientali esterne;
* ha un minore impatto ambientale rispetto al territorio in cui va ad operare.
Il sistema di controllo hardware software di cui l'impianto è dotato consente il continuo monitoraggio di parametri quali l'ossigeno disciolto nell'acqua, la temperatura ed il pH dell'acqua, la concentrazione di sostanza organica disciolta nell'acqua e consente, anche, l'acquisizione ed analisi di immagini, in modo da intervenire in tempo reale su possibili alterazioni delle condizioni ottimali di allevamento, in base alla densità di prodotto presente in vasca.
Gli scopi dichiarati sono conseguiti attraverso un impianto dì allevamento (1) realizzato secondo lo schema rappresentato in Fig. 1 .
Esso è costituito dai seguenti elementi o sistemi;
• una serie di vasche ed in particolare la vasca di allevamento (2), dove sono collocati ì gamberi da allevare; la vasca di rilancio (3), direttamente collegata alla vasca di allevamento (2), da dove viene prelevata l'acqua da filtrare, evitando di creare turbolenze all'interno della vasca di allevamento (2); la vasca di emergenza (4); la vasca di accumulo delle acque di scarico (5), in cui vengono convogliati tutti gli scarichi prodotti dall'impianto attraverso i vari sistemi di filtraggio.
E' importante sottolineare che ciascuna vasca è costituita da moduli standard di numero opportuno rispetto alla dimensione della vasca stessa. In Fig, 2 sono rappresentati i tre moduli base con cui possono essere costruite le varie vasche: il modulo di testata tipo "A" (21) che chiude il lato sinisiro delle vasche, il modulo di testata tipo "E” (23) che chiude il lato destro delle vasche ed il modulo intermedio (22) che deve essere racchiuso tra i primi due. Si possono utilizzare una molteplicità di moduli intermedi (22) secondo le dimensioni della vasca da realizzare;
■ un certo numero di Strutture di Incremento Spaziale (di seguito. SIS) (6), collocate all'interno della vasca (2), che consentono di incrementare la superficie di allevamento, pur mantenendo i volumi costanti;
<■>un turbolatore (7), quale sistema di ossigenazione "naturale" delle acque, che ha il compito di aumentarne la turbolenza per incrementare la superficie di contatto acqua aria:
<■>un impianto di ossigenazione ed aerazione (8), complementare al turbolatore (7), essenzialmente costituito (vedere Fig. 10) da pompe (37) che pescano l'acqua della vasca (2) e la rimettono in essa, in pressione, tramite eiettori nei quali viene immesso ossigeno o aria;
<■>un impianto di depurazione (9), necessario poiché l' invenzione in oggetto concerne un sistema a circuito chiuso basato sul riciclo delle acque reflue dì allevamento; si tratta dì un sistema a microfiltrazione (vedere Fig. 12) costituito da un filtro autopulente statico (45) del tipo "free- adatto a trattenere detriti solidi trascinati dai fluidi; uno skimmer (48), adatto alla separazione dei residui organici dall'acqua di ricircolo deile vasche; una lampada (47) a raggi ultravioletti per la sterilizzazione dell'acqua, come più efficace metodo per la distruzione di tutti i virus e i batteri presenti: un filtro biologico (46) per l’abbatti mento del la sostanza organica residua;
un impianto di condizionamento (10), (vedere Fig. 13) collocato all'esterno dei locale di allevamento, che ha il compito di garantire la termostatazione dell'impianto durante tutto l’anno;
un sistema di monitoraggio delle acque di allevamento (1 1) che consiste (vedere Fig. L ) in un certo numero di sonde di rilevamento, collegate ad un quadro periferico (54); ogni quadro è collegato, tramite una rete di comunicazione, ad un computer centrale (55), posto nella sala di controllo (12), dal quale è possibile effettuare qualsiasi operazione di interpretazione del sistema, registrazione dati, valutazione dei trend periodici e gestione remota delle macchine; in particolare, il software di gestione consente la visione in tempo reale dei parametri controllati nelle diverse partì dell'allevamento, la registrazione dei dati e la costruzione di grafici storici, l'attivazione dì tutti gli allarmi (ottici, acustici, telefonici, esistenti, la determinazione dei valori di attivazione automatica e a distanza delle valvole, ossigenatori e pompe.
Le caratteristiche dell'impianto, secondo la presente invenzione, risulteranno più chiaramente evidenti dalla seguente descrizione dettagliata dì un suo modo preferito di realizzazione, riportato a titolo esemplificativo, ma non limitativo, con riferimento ai disegni nei quali:
* la Fig. 1 rappresenta uno schema semplificato dell'intero impianto {1), con la sua molteplicità di vasche (2,3,4, 5), il turbolatore (7), l'impianto di ossigenazione ed aerazione (8), l'impianto di depurazione (9), l'impianto di condizionamento (10) e il sistema di monitoraggio delle acque di allevamento (11), allocato nella sala dì controllo (12);
<■>la Fig. 2 rappresenta la vista assonometrica dei tre moduli costituenti le vasche: il modulo di testata tipo "A" (21) che chiude il lato sinistro delle vasche, il modulo dì testata tipo "E" (23) che chiude il lato destro delle vasche ed il modulo intermedio (22); inoltre, il dettaglio (24) rappresenta il punto di giunzione tra i moduli;
<■>la Fig. 3 rappresenta la vista in sezione del giunto (24) dei moduli costituenti le vasche, rappresentato da un tipo di attacco maschio femmina, in cui, nella parte superiore dello stesso, rimane uno spazio tra un modulo e l'altro di ampiezza pari ad 1 cm. al fine dì evitare urli durante le operazioni di posa opera;
la Fig. 4 rappresenta la vista della cassaforma (15) con la quale vengono realizzati i moduli delle vasche (21, 22, 23); nella parte superiore della cassaforma è previsto un sistema di intelaiatura con profilati (16) e in posizione centrale rispetto alla lunghezza del modulo, è prevista una doppia serie di tiranti filettati (17), collegata alla cassaforma da entrambi i lati con un vìncolo a cerniera (1 8);
la Fig. 5 rappresenta la vista assonometrica della Struttura di incremento Spaziale SIS (6), costituita dal telaio metallico (25), da superfici di appoggio orizzontali (26) in materiale inerte, plastico e leggero, quali Polietilene, PVC o Plexiglas e da substrati flottanti verticali (27), costituiti da brandelli di stoffa, opportunamente sagomati, di fibre sintetiche di tessuto non tessuto;
la Fig. 6 rappresenta la vista assonometrica del telaio (25) della Struttura dì Incremento Spaziale SIS (6), di cui alla Fìg.
5;
la Fig, 7 rappresenta la vista assonometrica delle superfici di appoggio (26) della Struttura di Incremento Spaziale SIS (6), di cui alla Fìg. 5, incluso il dettaglio del foro (31) attraverso il quale avviene il collegamento delle superfici flottanti verticali (27) di tessuto non tessuto, attraverso lacci di corda; la Fig. 8 rappresenta la vista assonometrica del turbolatore (7), In cui sono evidenti le varie parti che lo costituiscono:, gii appoggi ad L (33) per il fissaggio alla vasca, i travetti di sostegno (34) costituiti da profilati rettangolari di acciaio, il piano di plexiglas (35), ed il piano ondulato (36):
la Fig. 9 rappresenta la vista frontale del turbolatore (7), con le stesse parti già evidenziate in Fig. 8;
la Fig. 10 rappresenta lo schema semplificato del sistema di ossigenazione (8) costituito da pompe (37) che pescano l'acqua della vasca (2) e la rimettono in essa tramite eiettori nei quali viene immesso ossigeno o aria;
la Fig. 1 1 rappresenta il layout dell'impianto di ossigenazione ed aerazione (8), costituito da quattro pompe autoadescanti (37), di cui due ossìgenatori (38), connessi attraverso opportune tubazioni al sistema ad ossigeno liquido (39), e due sono aeratori (40) che aspirano solo aria; tutte e quattro le pompe autoadescanti sono dotate di eiettori (41), non visibili in figura, per l' iniezione dell’ossigeno;
la Fig. 12 rappresenta l'impianto di depurazione (9), divìso in due circuiti: uno primario, che preleva l’acqua dalla vasca di rilancio (3), ed uno secondario, che preleva l’acqua direttamente dalla vasca di allevamento (2) e, dopo il trattamento, la immette nella vasca di rilancio (3). Il circuito primario è, a sua volta, costituito da un filtro autopulente statico (45) del tipo "free-flow", un filtro biologico (46), una lampada a raggi ultravioletti (47). Il circuito secondario è, invece, costituito da uno skhmmer (48). I fanghi residui prodotti dal circuito di depurazione vengono convogliati, attraverso la tubazione di scarico (49) nella vasca di accumulo delle acque di scarico (5), per lo smaltimento finale;
■ la Fig. 13 rappresenta l’impianto di condizionamento (10), costituito da una pompa di calore (50), posizionata all'esterno del locale di allevamento, che preleva l'acqua dalla vasca di rilancio (3) ed ad essa la rimanda, dopo l 'avvenuto condizionamento.
Dalle figure allegate, si evince che l'impianto dì allevamento di gamberi peneidi (1), di cui alta presente invenzione, è costituito nella sua soluzione preterita, da:
■ un sistema dì vasche, costituito dalla vasca di allevamento (2), dove sono collocati i gamberi da allevare, la vasca di rilancio (3), direttamente collegata alla vasca di allevamento (2), da dove viene prelevata l'acqua da filtrare, evitando di creare turbolenze all'interno della vasca di allevamento (2), la vasca dì emergenza (4) ed infine la vasca di accumulo delle acque di scarico (5), in cui vengono convogliati tutti gli scarichi prodotti dall' impianto attraverso i vari sistemi di filtraggio.
Ciascuna vasca è stata concepita in modo modulare, in modo da essere formata da un mìnimo di due moduli, quelli di testata (2 1 e 23), con l'aggiunta di un appropriato numero di moduli intermedi (22), a secondo della dimensione della vasca da realizzare. Il generico modulo di vasca è stato dimensionato in modo da avere in pianta le massime dimensioni compatibili per il trasporto contemporaneo di due moduli con un autocarro munito di gru per lo scarico. Pertanto limite massimo di peso del singolo modulo è dì 80 q. Per ciascun modulo sono state previste delle boccole di ancoraggio (2 5), opportunamente dimensionate e posizionate in modo da consentire una corretta messa in opera dei moduli e dei punti di giunzione (24), Detto giunto (24) dei moduli costituenti le vasche (vedere Fig. 3), è costituito da un tipo di attacco maschio femmina, in cui, nella parte superiore dello stesso, rimane uno spazio tra un modulo e l'altro di ampiezza pari ad 1 cm, al fine di evitare urti durante le operazioni di posa in opera. I moduli possono essere uniti, attraverso i punti dì giunzione (24), per mezzo di nastro impermeabilizzante in PVC il cui incollaggio è realizzato attraverso l'applicazione di una resina epossidica, evitando di introdurre adesivo all'interno del giunto stesso. Per impermeabilizzare tutta la vasca si utilizzerà una malta elastica impermeabile , la quale sarà stesa previo posizionamento sulla superficie interna della vasca di una rete in fibra di vetro resistente agli alcali con maglia di 4x4,5 mm. La malta deve essere stesa accuratamente, in modo da evitare la presenza di rigature, che possono diventare luogo di focolai di batteri e accumulo dì piccoli detriti che si depositano durante l'esercizio dell’impianto. L’eliminazione quasi totale delle rigature si ottiene con l’ausilio di carta abrasiva. La miscela dì calcestruzzo sarà additivata con un superfluidifìcante-impermeabilizzante ìn polvere ad alta azione pozzolanica, per consentire una buona compattazione dei calcestruzzo durante il getto ed una buona impermeabilizzazione. La cassaforma (15), che realizza il singolo modulo, è stata dimensionata in modo che esso sia formato da un pezzo unico, per evitare che eventuali superfici di giunzione elevate causassero problemi di tenuta della vasca. Durante la colata, la cassaforma è disposta In posizione verticale In modo che la sua altezza, pari a 250 cm, risulti pari alla lunghezza del modulo (vedere Fig, 2). La parte esterna è prevista in tre pezzi; la base del modulo come unico pezzo fìsso, saldato ad una piastra di acciaio, fissata rìgidamente al pavimento, per contenere le deformazioni della cassaforma, e le due pareti laterali del modulo mobili, fissate tramite bulloni alla parte fissa, per agevolare la formatura del modulo stesso. La parte interna della cassaforma, mobile e realizzata in pezzo unico, è collegala alla parte fissa attraverso diversi punti di giunzione, realizzati con bulloni. Le parti interne delle pareti del modulo sono state previste di spessore variabile. In particolare la parte superiore di 10 cm e quella inferiore di 13 cm, per favorire lo sfìlamento della parte mobile della cassaforma durante la fase di formatura e per annientare la resistenza statica nella parte interiore della parete, dove la spinta idrostatica è massima. Per irrigidire la cassaforma (15) è stata realizzala, nella zona superiore della stessa (vedere Fig. 4), un sistema di intelaiatura con profi lati (16) e, per evitare deformazioni che possano compromettere laccoppiamento dei moduli (2 1, 22.
23), sono stati previsti quattro punti dì contatto tra parte (fssa e mobile, collegati a due a due con profilati fissati alla cassaforma tramite bulloni. Per agevolare la sfilatura della parte mobile, in posizione centrale rispetto alla lunghezza del modulo, una doppia serie di tiranti filettati (17) è collegata alla cassaforma da entrambi i lati con un vincolo a cerniera
un certo numero di Strutture dì Incremento Spaziale (SIS) ( 6), collocate all'interno della vasca (2), la cui forma, collocazione e disposizione è stata definita tenendo conto delle dimensioni della vasca, delle esigenze gestionali, delle modalità di fissaggio alla struttura portante, delle abitudini dei gamberi peneidi allevati, delle specifiche esigenze biologiche dell’impianto, in termini dì attività batterica ed algale, e della necessità di mantenere l'ambiente di allevamento pulito ed igienicamente sano. Le SIS (6), previste nell'impianto di cui alla presente invenzione, sono delle aree pensili mobili di larghezza variabile (vedere Fig, 5), da alloggiare lungo i bordi della vasca a diverse profondità, costituite da un telaio di materiale metallico (25), da superfici dì appoggio (26) dì materiale inerte, plastico e leggero, quali Polietilene, PVC o Plexiglas e da substrati flottanti verticali (27) in materiale sintetico inerte. In particolare, con riferimento alla Fig. 6, il telaio è realizzato con fasce di acciaio Inox (28) dello spessore di 3 mm e della larghezza di 5 cm, piegate in modo da essere appese alle pareti della vasca. Sulla parte superiore del telaio delle SIS sono presentì delle maniglie (29) con interasse di 1 m per facilitarne il sollevamento e trasporto nelle periodiche operazioni dì pulitura. Per aumentarne la rigidità, sono previste delle fasce trasversali (30) di materiale e dimensioni uguali alle precedenti. I due piani che fungono da superficie d’appoggio, rispettivamente di dimensioni 24x200x1 cm e 50x200x 1 cm, sono realizzati in plexiglas, poiché la trasparenza di questo materiale consente una maggiore visibilità di tutte le parti dell'impianto. La parte terminale dei ripiani é opportunamente forata (3 1 ) in modo da consentire il collegamento delle superfici verticali flottanti (27), costituite da brandelli di stoffa opportunamente sagomati di fibre sintetiche di tessuto non tessuto, mediante lacci di corda. un eventuale telo in plastica, posto almeno a 40 cm sopra il livello dell'acqua, in modo da contenere i fenomeni di evaporazione che, oltre a costituire una importante perdita del mezzo di coltura ed un agente aggressivo delle strutture metalliche, risultano deleteri per l'effètto di trasporto che le gocce dì condensa possono acquisire ricadendo nella vasca ed inquinando sìa chimicamente che biologicamente il sistema, La distanza dal livello dell'acqua è fondamentale per garantire gli scambi gassosi da e con il mezzo dì allevamento (ossigeno in entrata ed ammonìaca in uscita) e per ridurre al minimo lo sviluppo di colonie batteriche sul telo stesso.
un turbolatore (7), costituito da una superficie ondulata (36) realizzata in lamiera metallica o materiale polimerico, sulla quale l'acqua da ossigenare, arrivando da una tubazione dì mandata, scorre costantemente e, grazie alla presenza delle lamelle trasversali, acquisisce una turbolenza crescente che ne permette l'arricchimento ossìgeno, il fissaggio del turbolatore (7) alla vasca avviene mediante delle strutture ad L (33), inclinate di 3° per seguirne il profilo, opportunamente bullonate alle pareli interne attraverso dei fori; su questi appoggi vengono fìssati dei travetti (34), costituiti da profilati rettangolari in acciaio. Nella soluzione preferita, il turbolatore (7) è costituito da un piano (35) di dimensioni 475x130 cm, formato da due fogli di plexiglas dello spessore di 1 cm e lunghezza pari alla metà del piano, e da un piano ondulato (36) in policarbonato.
un impianto dì ossigenazione ed aerazione ( 8) che viene azionato automaticamente solo quando il sistema centrale di monitoraggio (1 1 ) dà il consenso, valutando in tempo reale il tenore dì ossigeno dìsciolto. Esso è costituito (vedere Fig. 11 ) da quattro pompe autoadescanti (37), di cui due sono ossigenatoti (38) veri e propri, connèssi tramite opportune tubazioni al sistema ad ossìgeno liquido (39), che possono essere staccati qualora l'aria, all'interno dell'acqua nella vasca di allevamento (2), è sufficiente, consentendo un risparmio sui costi di gestione dell' impianto, e due sono aeratori (40) che aspirano solo aria; quattro eiettori (41) con speciale profilo, completi di ugello per l'iniezione dell’aria o dell'ossìgeno . L’impianto dì aerazione può essere completato con l'introduzion una soffiante e dal relativo sistema di aria gassosa, che consente di assicurare buoni livelli operativi di ossigeno disciolto ed un corretto movimento delle acque, in alternativa all'azionamento degli ossigenatori, consentendo, rispetto a questi, un certo risparmio energetico e l 'attenuazione del moti d’acqua turbolenti. All'inizio della fase di allevamento, quando vi è nella vasca (2) quasi esclusivamente presenza di postlarve, può essere utile sostituire l’azione degli ossigenatori, deleteri su quel tipo di popolazione, con un sistema di aerazione a pietre porose.<■>un impianto di depurazione (9) diviso in due circuiti (vedere Fig. 12); uno primario, che preleva l'acqua dalla vasca dì rilancio (3), ed uno secondario, che preleva l’acqua dirottamente dalla vasca di allevamento (2) e, dopo il trattamento la immette nella vasca di rilancio (3). Trattandosi di un impianto a circuito chiuso, il problema dell'abbattimento della concentrazione di inquinanti e agenti tossici, quali azoto ammoniacale, ammoniaca e, in particolari condizioni di temperatura e pH dell’acqua, ione nitrito, prodotti dal ciclo biologico dei crostacei, costituisce uno dei punti chiave della gestione del sistema: infatti, la presenza di tali sostanze è un ottimo indicatore dello stato qualitativo dell'acqua ed loro accumulo costituisce un fort pericolo per la sopravvivenza degli animali allevati. L’impianto di depurazione (9) previsto è un sistema a filtrazione biologica, attraverso il processo di nitrificazione, realizzato da due ceppi batterici la cui crescita e sviluppo è favorita attraverso la costruzione di un ambiente aerobico generato da un elevato rapporto superficie/volume. In dettaglio, il circuito primario dell'impianto di depurazione (9) è costituito da:
*un filtro autopulente stàtico (45) del tipo "free-flow" adatto a trattenere detriti solidi trascinati da fluidi su condotte d’impianti. Esso è costituito da un corpo esterno, da un elemento filtrante e da una valvola di scarico dei detriti, interamente realizzali in materie plastiche, resìstenti agli acidi presenti nell’ambiente dell'allevamento. Il filtro funziona utilizzando una pressione di linea di almeno 2 bar ed opera in continuo, anche durante la fase autopulente, regolata dal sistema automatico di controllo mediante PLC, senza presenza di personale.
• un filtro biologico (46), mediante il quale di abbatte la sostanza organica residua: in particolare, si tratta di un filtro a gocciolamento che lavora ad una pressione dì 2.5 bar, consentendo l'increment della superficie di contatto ad opera di elementi polimerici, tipo resina dì poliestere, rinforzata con fibra di vetro. Questo filtro presenta un'elevata efficienza con gli elevati carichi di azoto ammoniacale presenti nell 'ambiente di allevamento ed in presenza dì un'adeguata ossigenazione, favorisce lo sviluppo di bìofilm.
* una lampada a raggi ultravioletti (47) che sterilizza e debatterizza l'acqua, penetrando attraverso la parete cellulare dei microrganismi, eliminando il 99% della flora batterica, senza alcuna aggiunta di prodotti chimici, senza alterazione dell'acqua e con bassa manutenzione,
Il circuito secondario è invece costituito da uno skimmer (48) che preleva l’acqua direttamente dalla vasca di allevamento (2), in corrispondenza del pelo lìbero e separa i residui organici in sospensione. Eisso funziona utilizzando piccolissime bolle d’aria insufflate dal basso del serbatoio, che, miscelate all'acqua da purificarne, formano una schiuma e captano per effetto della tensione superficiale, salendo, un sottile film di materiale organico; quando le bollicine arrivano alla sommità del serbatoio scoppiano rilasciando il materia le organico che è evacuato.
In condizioni dì regime, è previsto che l’acqua immessa nel circuito primario di depurazione debba provenire per 2/3 dallo skimmer (48) e per 1/3 dalla tubazione di troppo pieno che collega la vasca di allevamento (2) con quella di rilancio (3),
un impianto di condizionamento ( 10) (vedere Fig, 13), necessario a garantire la termostatazione delle acque di allevamento durante tutto l'anno, poiché il fattore termico è fondamentale per la crescita degli organismi allevati. Esso è costituito da una pompa di calore (50), posizionata all’esterno del locale di allevamento, che preleva l’acqua dalla vasca di rilancio (3), mantiene la sua temperatura tra i 18 ed i 29°C, considerato un intervallo favorevole alla crescita dei gamberi peneidi, e la rimanda alla vasca (3).
un sistema di monitoraggio delle acque di allevamento ( 1 che consiste in (vedere Fig. 1 ):
* un certo numero di sonde di rilevamento di parametri fondamentali per l'ecosistema dell 'allevamento quali temperatura, ossigeno contenuto nell’acqua di allevamento e pH dell’acqua, collegate ad una centralina di controllo (54), Data l’esigenza di mantenere costante il valore della temperatura, è stata prevista l’esigenza di installare due sonde di rilevamento della temperatura (51) in due punti del circuito idrico, come mostrato in Fig, 1. Nelle stesse zone, sono state installate anche due sonde di rilevamento della concentrazione di ossigeno (52) che lavorano in continuo controllando che i valori misurati nell'acqua siano contenuti nell'intervallo impostato nella centralina di controllo ed azionando, opportunamente ed in modo automatico le apparecchiature dì ossigenazione, in caso si renda necessario ossìgeno aggiuntivo; in caso di difformità il software aziona un segnale di allarme. Considerando che l'impianto in oggetto è a circuito chiuso, un innalzamento di concentrazione della sostanza organica accompagnato da un abbassamento del pH, deve essere interpretato come l'esaltazione dellattività dì batteri nitrificati , che in poco tempo portano alla distruzione dell'alimento dei gamberi. E' presumibile pensare che il valore del pH non vari a ll'intern della vasca, per cui è prevista l'installazione di una sola sonda (53) che rileva in modo continuo i valori trasmettendoli alla centralina dì controllo (54); nel caso in cui i valori siano al di fuori del limite prefissato, un allarme automatico consente all'operatore di intervenire sia manualmente che attraverso il computer (55), aggiungendo, per esempio, una soluzione di sodio idrogeno carbonato.
un sistema di monitoraggio video utilizzato sia per fini scientifici che per molivi di sicurezza.
una centralina di controllo (54) che può essere configurata in automatico sia da! computer (55) sia dai quadro dì comando della centralina stessa. Il sistema di controllo è dotato di un meccanismo che consente, in caso di avaria ad una qualsiasi delle componenti del sistema, l'autoconfigurazione in stato di emergenza, così da garantire la sopravvivenza del materiale biologico in vasca sino all'intervento manuale di ripristino,
un computer centrale (55) con un software di gestione per l'impianto in questione, opportunamente sviluppato in ambiente Windows XP, che è dotato delle seguenti funzioni: visualizzazione in continuo della temperatura e del valore di pH dell'acqua di allevamento e della concentrazione di ossigeno disciolto nella vasca di allevamento (2); registrazione in continuo dei valori misurati in un database, con possibilità di visualizzare diagrammi storici; gestione degli allarmi con accomodamento automatico; gestione degli aeratori (40) ed ossigenatori (38),

Claims (1)

  1. R I V E N D I C A Z I O N I 1) impianto per la produzione di gamberi penei di comprendente almeno una vasca di al levamento (2) ed una vasca di rilancio (3) oppure un sistema di vasche, almeno un impianto di aerazione ed ossigenazione (8), almeno un impianto di depurazione (9), almeno un impianto di condizionamento ( IO) ed un sistema di controllo (11) delle acque dì allevamento e caratterizzato da almeno una struttura di incremento spaziale (6), collocata all’interno di detta vasca (2) ed almeno una turbolatore (7) per l'ossigenazione naturale dell'impianto, 2) Impianto secondo la rivendicazione I caratterizzato dal fatto che detto sistema vasche comprende una vasca di allevamento (2 ) una vasca di rilancio (3), direttamente collegata alla vasca di allevamento (2), una vasca di emergenza (4) ed ima vasca di accumulo delle acque di scarico (3). 3) Impianto secóndo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che ciascuna vasca è o modulare, in modo da essere formata da un minimo dì due moduli, quelli di testala (2 1 e 23), con l'aggiunta di un appropriato numero dì moduli intermedi (22). 4) impianto secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che detti moduli dì vasca hanno in pianta le massime dimensioni compatibili per il trasporto contemporaneo di due moduli con un autocarro munito di gru per lo scarico ed il peso massimo del singolo modulo è di 80 quintali 5) Impianto secondo la rivendicazione 3 o 4 caratterizzato dal fatto che detti moduli sono collegati per mezzo di un giunto (24) costituito da un tipo di attacco maschio femmina, in cui, nella parte superiore dello stesso, rimane uno spazio tra un modulo e l'altro di ampiezza pari ad 1 cm. 6) Impianto secondo una delle rivendicazioni precèdenti, caratterizzato da una pluralità di strutture di incremento spaziale (6), collocate all'interno della vasca (2), che consentono di incrementare la superficie di allevamento, 7) Impianto secondo la rivendicazione 6, laddove dette strutture di incremento spaziale (6) sono delle aree pensili mobìli di larghezza variabile da alloggiare lungo i bordi della vasca a diverse profondità, costituite da un telaio di materiale metallico (25), da superfici di appoggio (26) di materiale inerte, plastico e leggero e da substrati flottanti verticali (27) in materiale sintetico inerte, 8) Impianto secondo la rivendicazione 7, laddove dette superficie d'appoggio (26) sono realizzate in plexiglas, e la loro parte terminale è opportunamente forata (31) in modo da consentire il collegamento delle superflui, verticali flottanti (27), costituite da brandelli di stoffe opportunamente sagomati di fibre sintetiche di tessuto non tessuto, mediante lacci di corda. 4) Impianto secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato, Inoltre, da un telo in plastica, posto sopra il livello dell'acqua, in modo da contenere i fenomeni di evaporazione, 10) Impianto secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato da un turbolatore (7), comprendente almeno una superficie ondulata (36) realizzata in lamiera metallica o materiale polimerico, 11 ) impianto secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che detto turbolatore (7) è costituito da un piano (35) formato da due fogli di plexiglas e da un piano ondulato (36) in policarbonato, 12) Impianto secondo la rivendicazione 10 o 11, laddove il fissaggio del turbolatore (7) alla vasca avviene mediante delle strutture ad L (33), inclinate di 3° per seguirne il profilo, sulle quali sono fissati del travetti (34), costituiti da profilati rettangolari in acciaio, 13) impianto secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato da un impianto di ossigenazione ed aerazione (8 ) comprendente almeno una pompa (37) che pesca l'acqua della vasca (2) e la rimette in essa, in pressione, e almeno un eiettore mediante il quale è immesso ossigeno o aria nell'impianto, 14) Impianto secondo la rivendicazione 13, laddove detto impianto dì aerazione (8) comprende una soffiante ed il relativo circuito di aria gassosa, 15) Impianto secondo la rivendicazione 14 laddove detto impianto di areazione comprende un sistema di aerazione a pietre porose. 16) Impianto secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato da un sistema di depurazione (9) mìcrofitrazione comprendente un circuito primario, che preleva l’acqua dalla vasca di rilancio (3), ed uno secondario, che preleva l’acqua direttamente dalla vasca dì allevamento (2) e, dopo il trattamento la immette nella vasca di rilancio, 17) Impianto secondo la rivendicazione 16, laddove detto circuito primario comprende un filtro autopulente statico (45) del tipo "free-flow' un filtro biologico (46) per labbattimento della sostanza organica residua e una lampada (47) a raggi ultravioletti per la sterilizzazione dell'acqua. 18) impianto secondo la rivendicazione 16 o 17, laddove detto circuito primario comprende uno skìmmer (48), adatto alla separazione dei residui organici dall’acqua di ricircolo delle vasche. 19) impianto secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato da un Impianto di condizionamento (10), comprendente almeno una pompa di calore (50), posizionata all'esterno del locale di allevamento, che preleva l'acqua dalla vasca di rilancio (3), mantiene la sua temperatura tra i 18 ed i 29°C e la rimanda alla vasca (3). 20) impianto secondo una delle rivendicazioni precedenti caratterizzato da un sistema di monitoraggio delle acque di allevamento (11) comprendente una pluralità di sonde di rilevamento, almeno una unità di controllo, almeno un computer centrale (55) ed un software di gestione. 21 ) impianto secondo la rivendicazione 20, laddove dette sonde rilevano la temperatura dell' acqua, la concentrazione di ossigeno ed il pH dell’acqua. 22) Cassaforma (15) per realizzare moduli di vasche di un impianto per la produzione di gamberi peneidi come alle rivendicazioni precedenti, avente una parte interna mobile e realizzata in pezzo unico e una parte esterna in tre pezzi: la base del modulo come unico pezzo fisso, saldato ad una piastra dì acciaio, fissata rigidamente al pavimento, per contenere le deformazioni della cassaforma, e le due pareti laterali dei modulo mobili, fissate tramite bulloni alla parte fissa; detta parte interna collegata alla parte esterna fissa attraverso punti di giunzione, realizzati con bulloni. 23) Cassaforma (15) secondo la rivendicazione 22, caratterizzata,. inoltre, da un sistema di intelaiatura con profilati (16) e da una doppia serie dì tiranti filettati (17), collegata alla cassaforma da entrambi i lati con un vincolo a cerniera (18).
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