ITBA20090050U1 - Sistema dinamico di sostentamento e ancoraggio di tramezzature mobili - Google Patents
Sistema dinamico di sostentamento e ancoraggio di tramezzature mobiliInfo
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-
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Description
DESCRIZIONE
Forma oggetto del presente modello di utilità un sistema dinamico di sostentamento e ancoraggio di tramezzature mobili, ideato ad integrazione e perfezionamento del trovato di cui al brevetto europeo n. EP1562457.
Detto brevetto ha infatti ad oggetto un sistema di pannelli per la compartimentazione di ambienti interni, che può essere installato, smontato e rimontato altrove con un lay-out differente con rapidità, sicurezza e in maniera versatile. Esso consta essenzialmente di una struttura metallica comprendente montanti, aventi piedi e puntali autolivellanti e telescopici per consentirne bloccaggio ed estensione.
L’invenzione descritta in detto brevetto utilizza un sistema con cui elementi strutturali possono essere installati e/o smontati o collocati altrove con rapidità, con sicurezza e in maniera versatile per eliminare i problemi causati da compartimentazioni in muratura fisse, soddisfacendo la necessità di suddivisioni basse e fornendo nello stesso tempo un fissaggio sicuro alla struttura circostante.
Inoltre, detto sistema di pannelli rappresenta anche una soluzione per migliorare l’uso degli spazi di lavoro e l’operatività all’interno di qualsiasi ambiente ove sia opportuno o necessario compartimentare fisicamente, ma non totalmente, gli ambienti. Il limite del trovato sopraesposto è rappresentato dal fatto di costituire una struttura comunque rigida non in grado di reagire a sollecitazioni di tipo dinamico (quelle, ad esempio, tipicamente indotte da terremoti), né di trovare una configurazione di equilibrio stabile in seguito a deformazioni permanenti subite da pavimento e/o soffitto, a causa di assestamenti del relativo fabbricato (ad esempio, a causa di cedimenti del terreno sottostante).
Il trovato oggetto del presente modello di utilità consiste in un sistema dinamico di sostentamento e ancoraggio, concepito per consentire alle descritte strutture di compartimentazione, realizzate secondo le specifiche di cui al brevetto europeo n.
1562457, di non entrare in crisi e non collassare qualora installate in contesti non stabilmente rigidi, qualunque sia il movimento reciproco dei punti di attacco dei piedi superiori o inferiori dei montanti alla struttura base.
Il sistema oggetto del presente trovato comprende, infatti, un insieme di organi che consente alle suddette pannellature di suddivisione di spazi di adeguarsi alla variazione di inclinazione dei pilastrini, sia nell’ipotesi che la detta suddivisione riguardi tutta la altezza tra pavimento e soffitto (vera e propria tramezzatura), sia nel caso in cui la stessa risulti distaccata tanto dal pavimento quanto dal soffitto.
Ciò in quanto, secondo il presente modello di utilità, dette pannellature possono essere realizzate con particolari mascelle oscillanti che consentano di modificare, con i pilastrini, l’inclinazione degli elementi di contatto, senza che si modifichi la posizione dei pannelli stessi.
In altri termini, il trovato consente di mantenere in loco, senza deformazioni, o con modifiche di assetto previste e quindi con effetti annullabili, l’elemento di separazione (tramezzatura o pannello), pur se i punti di attacco dei pilastrini al soffitto ed al pavimento subiscono spostamenti relativi.
Applicando il sistema in oggetto alle dette strutture di compartimentazione è, infatti, possibile che dette strutture si adeguino senza traumi alla variazione di inclinazione dei pilastrini, allorquando i punti di attacco dei piedi superiori ed
<inferiori del sistema siano sottoposti a movimenti:>
<• paralleli ma reciprocamente non congruenti;>
• ortogonali al piano di posa, con variazione della relativa
distanza;
• inclinati, variando l’originale angolazione.
I suddetti movimenti possono essere indotti sia con sollecitazione statica che dinamica ed impulsiva.
Nella realizzazione preferenziale e assolutamente non limitativa descritta nelle Tavole 1/3, 2/3 e 3/3, il trovato di cui al presente
<modello di utilità comprende i seguenti elementi:>
<• Pilastrini (11);>
• Elementi piani (12) (tramezzature o pannelli sorretti daisuddetti pilastrini).
In particolare, nelle suddette tavole:
- in Fig. 1 è rappresentato il prospetto dell’intero sistema pannello/montanti in condizioni di verticalità;
- la Fig. 2 mostra in particolare un montante e il relativo mezzo di connessione alla superficie di ancoraggio, nei diversi elementi compresi in detto meccanismo;
- in Fig. 3 lo stesso montante illustrato in Fig. 2 è mostrato in posizione obliqua.
Nella realizzazione preferenziale di cui alle suddette figure, i pilastrini comprendono uno stelo di opportune dimensioni, realizzato in tubolare di acciaio inox o altro materiale, e due mezzi di connessione montati su di esso ad ognuna delle estremità, che collegano lo stelo medesimo alle superfici di ancoraggio.
I detti pilastrini possono essere montati con qualunque inclinazione rispetto alla verticale e quindi anche in orizzontale, per funzioni di collegamento tra elementi verticali, questo in quanto il mezzo di connessione si comporta come un vincolo elastico a cerniera.
I detti due mezzi di connessione dello stelo del pilastrino alle superfici di ancoraggio comprendono, nell’ordine, allontanandosi<dalla superficie di appoggio:>
• Una piastra di ripartizione del carico (1), da fissare al solaio oal pavimento a mezzo di n. 3 tasselli ad espansione (1.a) e un dado saldato al centro (1.b) in grado di ricevere un perno di fissaggio (3).
• Un tronco di cono cavo (2) avente diametro di base uguale alla altezza e diametro della base minore pari a 2/5 del
<diametro della base maggiore.>
• Un perno di fissaggio (3) del tronco di cono (2) alla piastra(1), avente lunghezza di mm 35 maggiore della altezza del cono, di diametro pari a 2/5 del diametro della base minore del tronco di cono, interamente filettato, e comprendente: - un collare (3.a), dello spessore di mm 5, con foro del diametro del perno, maschiato con la stessa filettatura del detto perno; il diametro del collare è di mm 5 superiore a quello della base minore del tronco di cono;
- una molla a tazza (3.b) (o un tampone di gomma dura ma elastica) saldata sotto la testa del perno (3) e avente
<diametro pari a quello del collare (3.a) di blocco del cono.>• Un elemento telescopico (4), comprendente un bicchieremaschio (4.1) e un bicchiere femmina (4.2).
Il bicchiere maschio (4.1) è costituito da un tronco di tubo in acciaio avente diametro pari a 3/2 del diametro della base minore del cono e lunghezza pari a 4/5 della altezza del cono. Alla distanza di mm 35 dal bordo aperto del bicchiere, sono inserite in fori maschiati in posizione a 120° rispetto all’asse, in posizione radiale dall’esterno all’interno, n. 3 viti (4.1.a) aventi lunghezza pari ad 1⁄4 del diametro del bicchiere. Una delle estremità è chiusa da una piastra (4.1.b) avente spessore 4 mm. Nella piastra di chiusura è presente, in posizione centrale, un foro passante, avente diametro superiore al diametro del perno di fissaggio del cono. Un bullone (4.1.c) del diametro pari a quello sopra menzionato per fissare il cono alla base (1.b) è presente, libero di muoversi, sulla parte esterna della piastra che chiude il bicchiere maschio telescopico (4.1). Il foro del bullone, pur se libero di muoversi perpendicolarmente e parallelamente alla piastra (4.1.b), è coassiale con il foro della piastra sopra descritto. Una piastrina circolare (4.1.d), con spessore mm 3, avente diametro pari a 2/3 del diametro della piastra che chiude il bicchiere maschio telescopico (4.1.b), è fissata con viti e distanziatori al fondo di chiusura del bicchiere e mantiene il bullone in posizione. La piastrina ha un foro centrale pari al foro della piastra di chiusura del bicchiere. La piastra è fatta in maniera tale che il bullone possa muoversi liberamente con un gioco di circa 2 mm, secondo i tra assi ortogonali, ma non può né fuoriuscire dal suo alloggiamento, né ruotare liberamente al suo interno.
Il bicchiere femmina (4.2) è costituito da un tronco di tubo del diametro interno superiore di 1 mm rispetto al diametro esterno dell’elemento maschio (4.1) e lunghezza pari alla altezza del cono. Un disco di acciaio (4.2.a) dello spessore di mm 4 saldato al bordo del tubo chiude una delle estremità. Una piastrina (4.2.b) con un foro centrale attraverso il quale passa, libero di muoversi, un perno (5), la cui testa, ingabbiata tra la detta piastrina (4.2.b), il fondo del bicchiere femmina (4.2.a) ed i perni di fissaggio della piastrina al fondo, può muoversi sia parallelamente che ortogonalmente
<alla superficie di appoggio, ma non può ruotare.>
• Un perno (5), della lunghezza pari a 5/6 del bicchierefemmina dell’elemento telescopico (4.2), mantenuto pressato, in fase di carico di compressione, contro la piastra di chiusura del bicchiere (4.2.a). La piastrina (4.2.b) che ne tiene fissa la posizione, gli consente traslazioni di max 2 millimetri parallele e perpendicolari rispetto al piano di appoggio, ma
<non la rotazione.>
• Un tronco di perno (6) dello stesso diametro degli altri pernidel sistema telescopico, della lunghezza non superiore a mm 18, saldato sul lato opposto della piastra (4.2.a), in posizione assiale. Su esso andrà ad avvitarsi un bullone (7.1.a) di tipo “alto” del diametro dei perni sopra descritti, saldato sulla superficie esterna della base dell’elemento maschio di un
<ammortizzatore (7.1).>
• Un ammortizzatore (7) comprendente due bicchieri, maschio(7.1) e femmina (7.2), che scorrono tra di loro con le imboccature contrapposte, fissato al perno (6) saldato sull’elemento telescopico (4.2) tramite un bullone (7.1.a) saldato alla base dell’elemento maschio (7.1) dell’ammortizzatore. Un colletto (7.1.b) costituito da prolungamento della superficie cilindrica esterna dell’elemento (7.1), della lunghezza di mm 20, consente di bloccare il detto elemento maschio (7.1), avvitato con il bullone (6) sul perno (5), contro la base (4.2.b) dell’elemento telescopico. I detti due bicchieri (7.1, 7.2), che scorrono reciprocamente, l’uno dentro l’altro, sono condotti da uno stelo (7.2.a) con superficie esterna rettificata. Detto stelo (7.2.a), saldato all’interno della base del bicchiere femmina (7.2), scorre in una boccola (7.1.d) con tenuta di olio posizionata in un tappo di chiusura (7.1.e) del bicchiere maschio (7.1), avvitato su filettatura interna (7.1.f) all’estremità aperta dello stesso bicchiere. Una piastra circolare (7.2.b) ortogonale all’asse del perno (7.2.a) è fissata alla sua estremità, in posizione, in fase di riposo, all’incirca alla metà del bicchiere maschio (7.1). Detta piastra (7.2.b), avente diametro di poco inferiore a quello interno del bicchiere maschio (7.1), è forata con fori di piccolo diametro. In questa maniera, quando i bicchieri (7.1, 7.2) scorrono reciprocamente tra di loro, il disco forato può percorrere tutto il volume interno del bicchiere maschio (7.1). Una molla cilindrica elicoidale (7.1.g.1) è posta tra il disco (7.2.b) e la base del bicchiere maschio (7.1.c). La molla ha adeguata caratteristica ed elongazione sia in compressione che in trazione. Una seconda molla cilindrica elicoidale (7.1.g.2) è posta tra il disco (7.2.b) ed il tappo di chiusura del bicchiere maschio. Le caratteristiche dimensionali e meccaniche delle dette due molle (7.1.g.1, 7.1.g.2) sono identiche. In fase di assemblaggio, le molle sono parzialmente compresse alla stessa lunghezza, ma mantengono la possibilità di ulteriore accorciamento o allungamento di cm 3. A seconda di dette caratteristiche varia la resistenza a trazione o a compressione
<dell’ammortizzatore.>
• Una massa liquida (8), di adeguata viscosità, riempie il vanointerno al bicchiere (7.1) maschio. Nello spostamento del disco (7.2.b) posto all’estremità del gambo (7.2.a), il liquido (8) passa attraverso i fori presenti sul disco e nel vano compreso tra il disco e la superficie interna del bicchiere maschio, dalla camera inferiore a quella superiore e viceversa, creando una resistenza al deflusso dipendente dalle caratteristiche che viscosità del fluido e dalle dimensioni dei fori di passaggio. Il sistema ammortizzante potrà anche essere
<costituito da un ammortizzatore a gas.>
• Un tronco di perno (7.2.c) dello stesso diametro degli altriperni del sistema telescopico, della lunghezza non superiore a mm 18, saldato in posizione assiale sulla piastra (7.2.d) di chiusura del bicchiere femmina dell’ammortizzatore. Su detto tronco di perno è avvitato un bullone (9.a) di tipo “alto” del diametro dei perni su visti, saldato sulla piastra di chiusura (9.b) di un tronchetto di profilato scatolare quadro (9), di dimensioni esterne tali da aderire alla superficie interna dello scatolare (10) che costituirà il pilastrino. Il tronchetto avrà lunghezza pari a cinque volte il suo lato che deve essere inferiore di 0,5 mm rispetto al lato interno dello scatolare quadro (10) che costituirà il piastrino. In caso debba essere usato un piastrino tondo, sul tronchetto avvitato all’ammortizzatore sarà inserito un manicotto della sua stessa lunghezza, di profilato quadro adatto al tronchetto saldato. Il tubo tondo che andrà a costituire il piastrino, dovrà avere il diametro interno non maggiore di 0,5 mm della diagonale esterna del manicotto. Un bullone (9.a) è saldato sulla piastra di chiusura (9.b) del tronchetto (9).
• Un tubolare (10) quadrato o tondo, di opportune dimensioni espessore, destinato a svolgere le funzioni di pilastrino del sistema. Un foro passante (10.a) è predisposto nel tronchetto avvitato all’ammortizzatore, nel manicotto, nel piastrino quadro o nel piastrino tondo per essere attraversati da un spina trasversale costituita da un perno brucola a testa svasata ed un manicotto con filettatura interna idonea a quella del perno, anch’esso con testa svasata e presa di attrezzo brucola. Su tutti gli elementi devono essere effettuati due fori contrapposti con bordo svasato in modo da poter inserire e fissare il perno brucola ed evitare, così, lo sfilamento nel caso in cui il sistema sia sottoposto a sollecitazione in trazione. Il principio di funzionamento del descritto sistema di sostentamento e ancoraggio assicura stabilità e riposizionamento dei pannelli ancorati agli elementi di sostentamento, in caso di modifica dell’assetto iniziale del sistema montante/piani di appoggio a soffitto e pavimento.
Ciò in quanto il fissaggio dei pannelli ai montanti è caratterizzato dal fatto che negli elementi verticali (10) sono fissati inserti filettati passanti aventi diametro 10 mm. A questi, sono avvitati perni brucola diam. mm 10, lunghezza mm 100. Il perno è inserito in due rondelle a bicchiere di diametro interno mm 12 e diametro esterno mm 32 e bordo ribattuto mm 5.
Il foro di passaggio sul montante del telaio del pannello ha diametro pari al doppio del diametro del perno.
Tra i bicchieri delle due rondelle è posizionata una molla elicoidale cilindrica avente diametro esterno mm 30 e lunghezza, in posizione di riposo, mm 90. Man mano che il perno viene avvitato, nella molla aumenta la compressione. Avvitando il perno con una chiave dinamometria, si può caricare la molla sino al punto in cui la forza di accoppiamento necessaria sarà assicurata, ma la molla potrà ancora essere accorciata in caso di maggiore compressione, ovvero rimane lontana dalle sue condizioni di instabilità euleriana.
Il sistema montanti/pannelli così descritto, sarà stabile in quanto, in caso di evento che dovesse modificare la posizione reciproca tra i montanti e le superfici di ancoraggio dei coni/piedi al pavimento o a soffitto, le molle potranno assorbire eventuali variazioni di aderenza o parallelismo che dovessero verificarsi tra i montanti ed i lati verticali dei pannelli, garantendo la stabilità.
Per assicurare le oscillazioni sul piano dei montanti e dei montanti, le estremità verticali dei pannelli sono costituite da mascelle rotanti intorno ad un perno orizzontale assiale. In questo modo si ottiene che gli angoli retti dei vertici del quadrilatero costituente il pannello si modifichino in angoli acuti ed ottusi, senza che il pannello vero e proprio subisca sollecitazioni secondo le diagonali.
Claims (7)
- RIVENDICAZIONI 1) Sistema dinamico di sostentamento ed ancoraggio di tramezzature mobili per la compartimentazione di ambienti interni, comprendente pannelli, montanti di sostentamento di detti pannelli e mezzi di connessione di detti montanti con le superfici di ancoraggio dell’intera struttura, e caratterizzato dal fatto che detti mezzi di connessione dei montanti alle superfici di ancoraggio sono dei vincoli elastici a cerniera che consentono di modificare l’inclinazione dei detti elementi di collegamento rispetto alle superfici di ancoraggio e di variare le condizioni di aderenza o parallelismo tra il pannello e il montante che lo sostiene.
- 2) Sistema secondo la rivendicazione 1, laddove detti mezzi di connessione comprendono inoltre un ammortizzatore che assorbe plasticamente le variazioni di distanza tra i punti di attacco della struttura esterna al sistema e smorza l’ampiezza delle oscillazioni elastiche del sistema stesso.
- 3) Sistema secondo la rivendicazione 1 o 2, laddove detti mezzi di connessione tra montanti e superfici di ancoraggio comprendono elementi telescopici caratterizzati dalla possibilità di inclinarsi allorquando i punti di ancoraggio dei montanti siano sottoposti a sollecitazioni di tipo dinamico, mantenendo nel pilastrino la componente assiale della forza applicata e scaricando sugli attacchi del piede alla struttura esterna la componente di taglio trasversale.
- 4) Sistema secondo una delle rivendicazioni precedenti, laddove detti mezzi di connessione dei pannelli ai montanti comprendono una mascella oscillante ed un perno in appoggio al montante, due rondelle a bicchiere inserite nel perno e una molla elicoidale cilindrica posizionata tra le due rondelle, la cui compressione aumenta con l’avvitamento del perno, assorbendo eventuali variazioni di aderenza o parallelismo tra la tramezzatura e il montante che la sostiene.
- 5) Sistema secondo una delle rivendicazioni precedenti, laddove ciascun montante di sostentamento comprende uno stelo e due mezzi di connessione montati alle sue estremità, che collegano il montante medesimo alle relative superfici di ancoraggio.
- 6) Sistema secondo la rivendicazione 5, laddove detti montanti di sostentamento possono essere installati sia in verticale che in orizzontale o con altra inclinazione e le superfici di ancoraggio possono essere soffitto e pavimento ovvero pareti o pilastri.
- 7) Sistema secondo la rivendicazione 5 o 6, laddove dette tramezzature mobili coprono tutta l’altezza tra pavimento e soffitto ovvero sono distaccate dal pavimento e/o dal soffitto.
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