ITBA20120052A1 - "dispositivo per la gassificazione di una matrice lipidica in ambiente a temperatura controllata" - Google Patents

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Description

"Dispositivo e metodo di gassificazione di una matrice lipidica in ambiente a temperatura controllata"
Forma oggetto del presente trovato un procedimento per la gassificazione di una o più matrici lipidiche in tempi ed in ambienti a temperature controllate, al fine di ottenere molecole o nuovi composti chimici o migliorare le caratteristiche chimiche e/o fisiche delle matrici lipidiche utilizzate.
Dette molecole o detti nuovi composti o dette matrici migliorate, sono da utilizzare in campo medico, chirurgico, farmaceutico, veterinario e cosmetico per, ad esempio, terapie antibatteriche, antineoplastiche, antiradicali, ed altro ancora, o nei settori agroalimentare e chimico industriale.
In particolare, scopo del presente trovato à ̈ quello di fornire un dispositivo ed un metodo per ottenere una reazione all'interno di una matrice lipidica, costituita ad esempio da olio extra vergine di oliva, olio di colza, olio di semi di girasole, olio di mandorla, olio di argan, oli essenziali ecc, attraverso un gas fatto gorgogliare ail'interno di detta matrice lipidica opportunamente predisposta ailo scopo.
L'ossido nitrico o altre serie di gas, quali, ad esempio, l'ozono, il monossido di carbonio, i gas medicali o loro isotopi ecc., possono essere utilmente utilizzati per la realizzazione del metodo, i quali reagiranno all'interno dell'olio extra vergine di oliva o di altra matrice lipidica, ottenendo cosi, molecole di gas rese stabili da sostanze naturali, o la formazione di nuove molecole o composti chimici di particolare interesse conseguenti alle reazioni chimiche complesse avvenute, o il miglioramento delle caratteristiche chimico-fisiche delle matrici lipidiche utilizzate.
II metodo prevede che possano essere fatti gorgogliare uno o più gas contemporaneamente o in successione, compatibilmente con le proprietà chimicofisiche dei vari gas al fine di evitare condizioni dannose agli operatori e all'ambiente. Un ulteriore scopo del presente trovato à ̈ quello fornire un metodo per la solubilizzazione e stabilizzazione di molecole di gas (NO, CO, 03, ecc.) ai fine di farle penetrare all'interno di olio extravergine di oliva o altra idonea matrice lipidica, con controllo delle temperature e delle portate di erogazione a seconda del gas utilizzato.
In altri termini, il trovato ha lo scopo di ottenere molecole di gas, circondate da olio extravergine di oliva, rese stabili da altre sostanze naturali, o nuove molecole o composti chimici o il miglioramento delle matrici lipidiche.
Allo scopo di rilevare eventuali modifiche nella struttura molecolare dei diversi componenti della matrice lipidica e della sua frazione insaponificabile ovvero se ipotizzabile la formazione di nuove molecole utilizzabili ai fini di applicazioni scientifiche o industriali, sono state condotte delle prove di laboratorio da parte della Chemiservice S.r.l. (rap. 18063/12, 21541/12 e n. 21542/12).
In particolare l'oggetto delle prove era:
- sul campione di olio extravergine relativo al rapporto di prova n. 11174/12 di verificare la determinazione dei polifenoli totali e la caratterizzazione dei Biofenoli;
sul campione di olio extravergine di oliva sottoposto a insufflazione di Monossido di Azoto relativo al rapporto prova n. 18603/12 di verificare la presenza di composti epossidati presenti nei trigliceridi poiinsaturi;
- sui campioni dello stesso olio extravergine di oliva sottoposto ad insufflazione con Monossido di Azoto, denominati con le indicazioni "stabilizzato" e "non stabilizzato", relativi ai rapporti di prova individuati con i numeri 21540/12 e 21541/12, di eseguire le seguenti prove: Esame Spettrofotometrico nell'Ll.V., composizione degli acidi grassi e dei trans isomeri degli acidi grassi, composizione della frazione sterolica, valore degli stigmastadieni, composizione dei Polifenoli, concentrazione di Azoto totale.
La composizione dei Polifenoli, il cui esito viene riportato nel R.P. 11174/12, evidenzia un andamento tipico corrispondente ad un olio di oliva extra vergine di buona qualità.
La ricerca di composti epossidati eseguita sul campione di olio extra vergine sottoposto a insufflazione di Monossido di Azoto, i cui risultati sono inseriti nel R.P.
18603/12, espresso come ESBO e valutato anche come composti epossidati degli acidi grassi poiinsaturi (acido linoleico e linolenico) non ha evidenziato alcuna presenza.
Le prove eseguite sui due campioni di olio extra vergine sottoposti ad insufflazione di Monossido di Azoto, i cui valori sono inseriti nei R.P. 21541/12 e 21540/12, hanno evidenziato un notevole incremento dei valori Spettrofotometrici e degli Isomeri Trans degli acidi grassi mono e poiinsaturi, mentre non sono variati significativamente né i valori della composizione degli Steroli e neppure il valore dello Stigmastadiene. Su entrambi i campioni sono state rilevate presenze di Azoto totale normalmente non presente negli oli extra vergini di oliva.
Il valore dei Polifenoli totali à ̈ risultato più basso rispetto al valore rilevato sull'olio extravergine estratto a freddo da olive denocciolate, ma risulta stabile il tenore del Biofenoli liberi attivi (tirosolo e idrossitirosolo).
I risultati ottenuti dagli esami eseguiti sui campioni di olio extra vergine di oliva ha evidenziato che :
- il valore dei Polifenoli totali presenti nella quantità e composizione caratteristica degli oli extra vergini di oliva di buona qualità à ̈ risultata più bassa nei due campioni sottoposti a trattamento di insufflazione. La causa di ciò, non necessariamente à ̈ da ascrivere al trattamento effettuato con il monossido di azoto ma più verosimilmente al normale processo di invecchiamento dell'olio extra vergine di oliva. Occorre sottolineare che il prodotto ha conservato la quantità di Biofenoli attivi in forma libera;
- il trattamento con Monossido di Azoto non ha prodotto composti epossidati (composti tossici che nei processi di ossidazione lipidica costituiscono una fase intermedia tra l'ossidazione primaria, instabile, e l'ossidazione secondaria) che risultano non presenti sia nelle prove eseguite in un primo laboratorio sia nelle verifiche affidate ad un secondo laboratorio accreditato;
- la composizione della frazione sterolica non subisce sostanziali modifiche, ma si osserva la presenza, come riscontrabile nei relativi cromatogrammi, di segnali non presenti nel normale profilo gascromatografico della frazione sterolica degli oli extra vergini di oliva. La loro presenza potrebbe giustificare l'ipotesi di formazione di nuove molecole o la trasformazione di alcune sostanze presenti naturalmente nella frazione insaponificabile degli oli extra vergini di oliva {si veda gascromatogramma di cui a Fig. 2 e 3);
- la concentrazione dello Stigmastadiene risulta inalterata e conserva il valore tipico degli oli vergini di oliva.
Si deve considerare significativo l'incremento su entrambi i campioni dei valori Spettrofotometrici e degli isomeri trans degli acidi grassi. Si potrebbe ipotizzare che la causa di tale incremento sia, per i valori spettrofotometrici, l'incremento dei doppi legami coniugati degli acidi grassi poiinsaturi presenti nei trigliceridi oppure la formazione di nuove sostanze a seguito del trattamento con il Monossido di Azoto che ha contribuito anche all'incremento delle forme trans della composizione acidica rispetto alle forme cis.
Inoltre, la presenza Azoto Totale, anche in quantità abbastanza basse, lascia pensare o alla presenza di gas disciolto nell'olio o a nuove forme molecolari da meglio identificare.
In conclusione, i risultati ottenuti in questa sperimentazione sono molto suggestivi ed evidenziano aspetti di valutazione analitica significativi e di forte impatto innovativo, tali da giustificare la successiva prosecuzione delle attività di ricerca, sia con gli stessi materiali che con altri, aventi differenti capacità di reazione.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi, come meglio appariranno dalla descrizione che segue, sono raggiunti dal procedimento di gassificazione di una matrice lipidica con ossido nitrico NO o altri gas alternativi quali ad esempio l'Ozono 03 ed il monossido di carbonio CO ecc.
L'invenzione à ̈ descritta di seguito, in una esecuzione preferita non limitativa di ulteriori sviluppi suscettibili di tutte le modifiche o variazioni con elementi innovativi, tecnicamente equivalenti e tutti rientranti nel concetto inventivo, con l'aiuto delle tavole di disegno allegate, in cui sono illustrati :
Fig. 1, uno schema che riassume tutti i componenti del dispositivo ovvero l'attrezzatura necessaria per la realizzazione del metodo;
Fig. 2, un gascromatogramma della frazione sterolica di un olio extravergine di oliva quando non sottoposto ad alcun trattamento;
Fig. 3, un gascromatogramma della frazione sterolica dei due campioni di olio extravergine di oliva quando trattati con monossido di azoto;
Fig. 4, una tabella in cui à ̈ evidenziata la percentuale di vitalità cellulare per dose di prodotto testato;
Fig. 5, la curva della vitalità cellulare dopo un trattamento con dosi crescenti di SLS (controllo positivo);
Fig. 6, la curva di regressione per il calcolo dell'IC5O (Inhibiting Concentration 50); Fig. 7, una tabella che illustra la percentuale di mortalità cellulare alle diluizioni testate;
Fig. 8, la curva delia vitalità cellulare dopo trattamento con diverse diluizioni del prodotto testato;
Fig. 9, una tabella che evidenzia la mancanza di effetti citotossici alle concentrazioni testate su fibroblasti.
Con riferimento alla Figura 1, il dispositivo per la gassificazione di una matrice lipidica, comprende:
- un generatore di gas 2, quale ad esempio monossido di azoto, consistente, ad esempio, in una bombola già raffreddata e predisposta per uso medicale possibilmente priva di saldatura;
- un ozonizzatore, non illustrato, nel solo caso in cui il gas utilizzato à ̈ l'ozono; - un regolatore di pressione in uscita 3 (pressostato);
- un rilevatore (manometro) della pressione del generatore 31;
- un rilevatore della pressione di esercizio 32;
- un dispositivo di controllo della temperatura (termometro) 33;
- un flussimetro 4, per rilevare informazioni sulla quantità di volume nell'unità di tempo, ovvero, un mass flow controller, che consente di controllare l'erogazione della quantità di gas secondo portate molto piccole e sotto controllo elettronico;
un gorgogliatore in vetro 5 a tenuta ermetica e raffreddato o in alternativa in acciaio inox a doppia camera con sistema di raffreddamento a serpentina, a celle di Peltier, ecc.
- una membrana con istmo poroso o cilindro poroso 51 in acciaio che permette una maggiore distribuzione favorendo la non aggregazione del gas;
- una serie di anelli (non illustrati) o sfere di vetro 52 di riempimento del gorgogliatore e/o allungamento del gorgogliatore stesso, il cui scopo à ̈ quello di rallentare la risalita delle bollicine di gas per aumentare il tempo di contatto tra il gas e l'olio. L'utilizzo di questo materiale à ̈ molto utile in caso il gas erogato richieda tempi di solubilizzazione elevati come il monossido di azoto (NO);
- un sistema di ricircolo del gas in uscita 6 comprendente una pompa 61, una valvola per il recupero di eventuali vapori dell'olio 62, tubazioni 63, una valvola per il riciclo del gas 64, una valvola uscita gas 65;
- la raccorderia e le tubazioni 63 per la realizzazione dei vari circuiti sono realizzati in acciaio AISI 316 per assicurare la resistenza all'attacco di gas reattivi;
- ambiente a temperatura controllata 1.
Tutti i componenti su descritti possono essere sostituiti da elementi dalle funzioni equivalenti.
La matrice lipidica (olio) à ̈ il componente fondamentale delle nuove composizioni, di conseguenza à ̈ fondamentale selezionare in partenza un olio biologicamente puro con caratteristiche organolettiche opportune.
Per effettuare le prime sperimentazioni à ̈ stato utilizzato olio extravergine di oliva della varietà cultivar "Coratina" denocciolato, ciò non significa che non possano essere utilizzate anche altre varietà magari autoctone pugliesi ed altri tipi di olio, li metodo prevede che il gas contenuto nella bombola 2 venga fatto uscire regolando la pressione in bar, mediante il regolatore di pressione 3, in modo che possa gorgogliare, nella matrice oleosa, in maniera controllata,
Una pressione ottimale di uscita del gas in modo che possa avvenire un efficace gorgogliamento à ̈ compresa fra 0,1 bar e 0,2 bar. La portata del gas prima che entri nel cilindro 5 per gorgogliare, à ̈ rilevata dal flussimetro o dal mass flow controller 4 e la temperatura da un termometro 33.
La rilevazione dei suddetti parametri (pressione, volume, massa), consentono di poter calcolare nell'unità di tempo (calcolata in gr/min o qualsiasi altra unità di misura) la massa di monossido di azoto o altro gas gorgogliato nell'olio.
Il gorgogliamento del monossido di azoto o altro gas nella matrice oleosa comporta da una parte la solubilizzazione del monossido di azoto o altro gas nella matrice oleosa e dall'altra parte la reazione chimica tra i doppi legami carbonio-carbonio della matrice oleosa e quindi alla formazione di nuove molecole rispetto alle molecole iniziali reagenti.
Alle temperature ideali, a seconda della natura del gas, laddove fosse necessario saranno utilizzati solubilizzatori ad uso medicale tipo "PEG - 40 Hydrogenated Castor Oil ", o il "PEG - 26", o il "Trideceth - 9".
Ai fini di una corretta applicazione del metodo, à ̈ necessario che tutte le molecole del gas siano possibilmente stabilizzate, anche quelle che hanno reagito con il substrato della matrice olio, a tale scopo si utilizzerà, vitamina E acetato circa 0,5% e Acido tiottico allo 0,3%.
Per una maggiore verifica sperimentale dei composto ottenuto, à ̈ stata effettuata Tanalisi dei perossidi confrontata con i dati preliminari della matrice lipidica utilizzata, in quanto quest'ultima, aveva valori più bassi del valore di 4,00 meq 0<2>/Kg., in quanto utilizzato olio extravergine denocciolato.
In previsione di una possibile interazione tra l'ossigeno del monossido di azoto ed i doppi legami carbonio degli addi grassi presenti nella matrice, à ̈ stato ipotizzato, in fase sperimentale, quale conseguenza di un incremento dei perossidi costante nelle varie fasi dei tre prelievi di olio con diverso contento di gas disciolto, come legame intermedio la formazione di epossidi, per i quali à ̈ stato condotto un test di citotossicità, ed infine, di nuovi composti azotati e/o un miglioramento della matrice a seguito liberazione della frazione libera (attiva) dei biofenoli anche questi precedentemente testati. Infatti, sono stati eseguiti i test chimici, dei cui risultati, si à ̈ già avuto modo di scrivere.
Per quanto riguarda il caso particolare dell' utilizzo di NO in olio di oliva à ̈ stato eseguito il procedimento eseguendo tre prelievi di 200 mi con intervalli di tempo di 20 minuti su campione di 10 L di olio gassificato con 25L di gas. Su tali campioni sono state fatte le analisi dei perossidi e di citotossicità, da parte del laboratorio ABIC di Verbania di cui si riportano i risultati.
Analisi perossidi
1° prelievo: Numero di perossidi = 8.50 meq 0<2>/Kg
2° prelievo: Numero di perossidi = 14.60 meq O<z>/Kg
3° prelievo: Numero di perossidi = 18.62 meq 0<2>/Kg
Analisi citotossicità
Solo su 3° prelievo:
Il risultato à ̈ espresso come vitalità cellulare in percentuale secondo la formula:
% di vitalità cellulare = [OD(570 nm - 650 nm) prodotto testato/ OD{570 nm - 650 nm) controllo negativo] x 100
Una riduzione della vitalità cellulare > 30% à ̈ considerato un effetto citotossico.
In tal caso à ̈ possibile calcolare il valore di IC50 (Inhibiting Concentration 50) che indica la concentrazione di prodotto che inibisce la vitalità cellulare del 50% (si vedano Fig. da 4 a 9).
Dallo studio delle figure n. 4, n. 5, n. 6, n. 7, n. 8 e n. 9, emerge che:
Non ha causato effetti citotossici alle concentrazioni testate su fibroblasti.
TEST Citotossicità sui Fibroblasti negativi.
TEST Ricerca Epossidi negativi.
TEST Gascromatografia, analisi Spettrofotometriche ed altre indagini per la Ricerca dei Composti Azotati, positivi da dove si evince la Trasposizione degli elettroni negli acidi grassi passati dalla forma CIS alla forma TRANS, Presenza di Azoto e di nuovi composti azotati di norma mai presenti nell'olio extravergine di oliva.
Conformemente al presente metodo, a fini puramente esemplificativi ma non limitativi, un olio d'oliva à ̈ stato ozonizzato utilizzando una bombola di ossigeno 99,9% e attraverso un ozonizzatore consistente in un apparecchio che genera una piccola scarica elettrica che produce una parziale dissociazione dell'ossigeno formando una miscela composta dal 20 - 25 % di ozono e 75 - 80 % di ossigeno fatto gorgogliare nell'olio extravergine di oliva.
L'erogazione di tale miscela à ̈ stata regolata su 12 g/h attraverso l'utilizzo di un regolatore di pressione e confermata visivamente da un flussimetro.
Impostando una pressione di uscita della miscela ossigeno/ozono di 0,1 bar, la miscela di gas à ̈ fatta gorgogliare in un contenitore di vetro o di acciaio a doppia camera con sistema di controllo della temperatura del tipo descritto nella gassificazione con NO, a tenuta ermetica, contenente 1 litro di olio, per un tempo determinato. All'uscita del gorgogliatore à ̈ posto un sistema di recupero dei vapori.
In particolare, nella sperimentazione condotta, sono stati effettuati trattamenti dell'olio con la miscela ossigeno/ozono, per tempi di 10, 20, 180 minuti.
I campioni di olio così ozonizzato consentono di valutare l'efficacia delle modifiche prodotte, in riferimento agii usi cui l'olio à ̈ destinato, in confronto con composizioni analoghe contenenti l'olio di partenza non ozonizzato.
Sono stati valutati i seguenti parametri, utilizzando un olio extravergine di oliva non denocciolato:
Acidità — E' stata misurata secondo le indicazioni dettate dall'allegato II del Regolamento CEE N. 2568/91. L'olio tal quale (0TQ) mostra una acidità dello 0,7%; l'olio ozonizzato per 10 minuti (Oi0) ha lo stesso indice di acidità circa; i due campioni ozonizzati per un tempo maggiore, 20 minuti (O2o) a 180 minuti (Oi80), danno un indice di acidità superiore, intorno a 1,0%.
In complesso comunque tutti i campioni mostrano una bassa acidità.
1 valori sono risultati costanti a distanza di 3 mesi.
Numero di perossidi — Il contenuto in perossidi à ̈ stato calcolato secondo le indicazioni dell'allegato III del Regolamento CEE N. 2568/91.
Si sono ottenuti i seguenti valori:
OTQ = 8,74 meq Oz/Kg
O10= 11,55 meq Oz/Kg
O20= 17,34 meq Oz/Kg
O180= 41,02 meq Oz/Kg
Come nelle previsioni, il numero di perossidi cresce con il crescere del tempo di trattamento dell'olio, con la miscela ossigeno/ozono.
Analisi spettrofotometrica nell'ultravioletto - Questa caratterizzazione à ̈ stata effettuata secondo le indicazioni dell'allegato IX del regolamento CEE N. 2568/91.
Gli indici spettrofotometrici mostrano un aumento progressivo dall'olio 0TQa quello ozonizzato per più lungo tempo.
In particolare gli indici spettrofotometrici dell'estinzione specifica a 232nm e 270nm sono:
K232 medio à ̈ pari a 0,87 per l'olio 0TQ
K232 medio à ̈ pari a 1,02 per l'olio Οχ0
K232 medio à ̈ pari a 1,24 per l'olio O2o
K232 medio à ̈ pari a 1,64 per l'olio Oi8o
K270 medio à ̈ pari a 5,45 per l'olio 0TQ
K270 medio à ̈ pari a 5,78 per l'olio Oi0
K270 medio à ̈ pari a 6,19 per l'olio O2o
K270 medio à ̈ pari a 7,85 per l'olio Oi8o
Gli assorbimenti alle lunghezze d'onda riportate sono dovuti in generale alla presenza di sistemi dienici e/o trienici o alla presenza di funzioni carboniliche di diversa natura. L'aumento rilevato dei valori delle estinzioni specifiche permette di ipotizzare la comparsa e il relativo aumento, proporzionale ai tempi di ozonizzazione, di una frazione costituita da composti variamente ossidati di diverso peso molecoiare e in grado di dare assorbimento di radiazioni nella regione dell'ultravioletto.
Questi valori sono stati confermati dall'analisi ripetuta a distanza di tre mesi.
Determinazione della frazione gliceridica - La valutazione della frazione gliceridica e del contenuto di acidi grassi à ̈ stata effettuata secondo le indicazioni dettate dagli allegati VII, X "A" e X "B", del Regolamento CEE N. 2568/91 e secondo le indicazioni riportate da Gigliotti e coll. - Riv. (tal. Sostanze Grasse, 70, 483-489 (1993); Marini e coli. Riv. — Ital. Sostanze Grasse, 18, 75, 383-389 (1998).
La composizione dell'olio tal quale rispecchia, entro i limiti dell'errore sperimentale, i valori tipici per l'olio ottenuto dal frutto di Olea europea, con un contenuto di trigiiceridi del 97% circa, in cui gli acidi grassi più rappresentati sono: l'acido oleico (69%), il linoleico (12%) e il paimitico (10%).
La composizione dell'olio O10presenta un contenuto di trigiiceridi del 93% circa, con gli stessi acidi grassi più rappresentati, cioà ̈ l'acido oleico (67%), il linoleico (10%) e il paimitico (9%).
La composizione dell'olio O20presenta un contenuto di trigiiceridi dell'89% circa, con l'acido oleico (63%), il linoleico (9%) e il paimitico (8%) sempre presenti in quantità prevalente.
La composizione dell'olio O180presenta un contenuto di trigliceridi dell'85% circa, sempre con gli stessi acidi grassi più rappresentati: l’acido oleico (60%), il linoleico (7%) e il paimitico (5%).
La reazione di ozonizzazione comporta una diminuzione della frazione gliceridica normalmente presente nell'olio tal quale, accompagnata dalla comparsa e dal relativo aumento, proporzionale ai tempi di ozonizzazione, di una frazione a più basso peso molecolare, variamente ossigenata, ottenuta per scissione ossidativa in corrispondenza delle insaturazioni presenti nella matrice di partenza.
Determinazione della frazione non gliceridica - La valutazione della frazione e del contenuto in steroli à ̈ stata effettuata secondo le indicazioni dettate dall’allegato V, del Regolamento CEE N. 2568/91.
La valutazione del contenuto in alcoli à ̈ stata effettuata secondo le indicazioni dettate dall’allegato VI del Regolamento CEE N. 2568/91.
La determinazione del contenuto in polifenoli totali à ̈ stata effettuata secondo le indicazioni riportate da Montedoro e coll. - Agr. Food Chem., 40, 1571-1576 (1992). La valutazione del contenuto di idrocarburi (cere) à ̈ stata effettuata secondo le indicazioni dell’allegato IV del Regolamento CEE N. 2568/91.
La frazione di natura non gliceridica dell’olio tal quale rappresenta circa il 3% del totale ed à ̈ costituita da: steroli, alcoli, polifenoli e idrocarburi.
Gli steroli identificati sono 12 e tra questi predominano il β-sitosterolo, con una percentuale di circa 89% e il Δ5-avenasterolo, con una percentuale di circa 5%.
La composizione dell'olio ΟΠ̄0rispecchia entro i limiti dell'errore sperimentale quella dell'olio tal quale presentando gli stessi 12 steroli e, in particolare, il β-sitosterolo, con una percentuale di circa 87% e il A5-avenasterolo, con una percentuale di circa 4%.
Nell'olio O20erano rilevabili solo 9 steroli, non essendo stati rilevati quelli che nell'olio tal quale erano presenti in quantità inferiori al 3%, tra questi, Il β-sitosterolo e il A5-avenasterolo erano presenti in quantità pressoché invariate rispetto all'olio
O20·
L'olio O180presenta solo sei steroli ma il β-sitosterolo e il A5-avenasterolo insieme costituivano il 78% della frazione.
In quest'ultimo olio erano presenti picchi relativi a derivati variamente ossigenati degli steroli presenti in quantità maggiori e a loro prodotti di degradazione, con una presenza valutabile intorno al 18%.
La frazione aicoolica dell'olio tal quale risulta ricchissima di componenti, tra cui predominano quelli a catena C26 con il 31% e quelli a catena C28 con il 28%; comunque sono presenti percentuali molto alte anche per quelli a catena C24 (21%) e quelli a catena C22 (12%).
La composizione dell'olio a tempi di ozonizzazione intermedi (O10e O20) rispecchia entro i limiti dell’errore sperimentale quella dell'olio tal quale presentando gli stessi componenti.
Nell'olio O180era rilevabile un notevole cambiamento della composizione quali -quantitativa. Gli alcoli a catena C26 erano presenti con il 25%, quelli a catena C28 con il 20%, quelli a catena C24 con il 15% e quelli a catena C22 con 18%.
Inoltre erano presenti numerosi componenti fortemente ossigenati, identificati come prodotti derivati dalla degradazione ossidativa delle componenti più abbondanti.
Per quanto riguarda il contenuto di polifenoli totali per l'olio tal quale, à ̈ stata trovata una quantità media di 260 mg/Kg. La stessa quantità di polifenoli à ̈ stata rilevata negli oli ozonizzati a 10 e 20 minuti, mentre l'olio ozonizzato per 180 minuti risultava contenere una quantità media di 295 mg/Kg, più alta del 15%.
La frazione idrocarburica risulta ricca di componenti a catena C36, presenti con una concentrazione media del 29%, seguiti da quelli a catena C38 con il 22%, C40 con l' 8 %, C42 con il 15%, C44 con il 9%, e, infine, C46 con il 12%,
I tre oli ozonizzati presentavano, entro i limiti dell'errore sperimentale, la stessa composizione.
Come precedentemente detto, la composizione chimica e le caratteristiche chimicofisiche dell'olio impiegato nella sperimentazione a supporto della presente invenzione, sono state determinate soltanto con funzione esemplificativa e non limitativa degli oli che possono essere correttamente impiegati per ottenere i risultati ottimali nei campi d'impiego rivendicati.
Dopo tale sperimentazione si sono ridotti i tempi di saturazione aumentando in altezza e restringendo il diametro della camera di vetro o di gorgogliamento riempiendo il suo interno con delle palline di vetro più degli anelli a diverse altezze ed infine portando la temperatura di esercizio in erogazione a 0 gradi per l'ozono a differenza di altri gas che avranno differenti temperature di esercizio, da qui la necessità di avere un ambiente a temperatura controllata,
Per ottenere la massima saturazione si deve raggiungere la condizione in cui le molecole di gas non reagiscono più con la matrice lipidica M; si precisa che tale condizione si raggiungeva con la precedente metodica dopo 10 - 12 ore.

Claims (13)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo e metodo di gassificazione di una matrice lipidica in ambiente a temperatura controllata, comprendente un ambiente a temperatura controllata (1), un generatore di gas (2), un regolatore di pressione in uscita (3), un rilevatore di pressione (31) di detto generatore di gas (2), un rilevatore (32) della pressione di esercizio in bar o psi, un rilevatore della temperatura del gas (7), un flussimetro dedicato (4) in base al tipo di gas o un mass flow controller, un cilindro o gorgogliatore (5) con alla base un dispositivo di agitatore regolabile, con possibilità di controllo della temperatura, una membrana con istmo poroso (51), ed un sistema di ricircolo del gas (6), caratterizzato dal fatto che il gas contenuto nel generatore di gas (2) à ̈ immesso, ad una determinata pressione controllata a seconda del tipo di gas, ad eccezione dell'ozono che richiede un ozonizzatore, ed in relazione alle proprie caratteristiche di solubilità, in una matrice lipidica M, costituita da olio extravergine di oliva o altre tipologie di olio, contenuta all'interno di detto gorgogliatore (5), in modo che il gas possa gorgogliare e dal fatto che le molecole così ottenute sono stabilizzate mediante l'aggiunta di sostanze naturali quali tocoferolo acetato circa 0,5% e acido tiottico allo 0,3%.
  2. 2. Dispositivo e metodo di gassificazione di una matrice lipidica di cui a rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la solubilizzazione avviene dopo che il gas ha attraversato la membrana porosa (51) e dal fatto che la solubilizzazione può essere potenziata da sostanze solubilizzanti.
  3. 3. Dispositivo e metodo di gassificazione di una matrice lipidica di cui ad una o più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che per effetto del gorgogliamento si ottiene un fenomeno di solubilizzazione che consiste nel passaggio del gas (NO, CO, 03, ecc.) nella matrice M costituita da olio extravergine di oliva o altro tipo di olio e provocando una reazione, di detto gas, con i doppi legami di carbonio presenti in detta matrice oleosa formando nuove molecole rispetto a quelle reagenti presenti inizialmente.
  4. 4. Dispositivo e metodo di gassificazione di una matrice lipidica di cui a una o più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il gorgogliatore (5), in una esecuzione preferita, à ̈ in acciaio inox a doppia camera con sistema di raffreddamento a serpentina poggiato su un agitatore regolabile. La forma e il tipo di gorgogliatore influiscono sulla pressione finale di immissione del gas in quanto ad esso à ̈ associato un determinato valore di caduta di pressione. Tale valore à ̈ da tenere in conto in fase di regolazione del pressostato (3) o del mass flow controller (4). I sistemi di raffreddamento utilizzati essendo del tipo a celle di Peltier o del tipo utilizzante la tecnica del laser cooling o un ambiente climatizzato (1).
  5. 5. Dispositivo e metodo di gassificazione di una matrice lipidica di cui ad una o più rivendicazioni precedenti caratterizzato dal fatto che all'interno del gorgogliatore (5) sono presenti sfere (52) e/o anelli di vetro.
  6. 6. Dispositivo e metodo di gassificazione di una matrice lipidica di cui ad una o più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il flussimetro (4) può essere di tipo volumico o massico; il flussimetro di tipo massico (4) restituisce la massa nell'unità di tempo di gas gorgogliata nelle matrici lipidiche M; il flussimetro (4) essendo di tipo dedicato a seconda il gas utilizzato.
  7. 7. Dispositivo e metodo di gassificazione di una matrice lipidica di cui ad una o più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il dispositivo à ̈ dotato di un sistema di ricircolo (6) del gas eventualmente non disciolto nella matrice lipidica M ed azionato da opportuna pompa (61).
  8. 8. Dispositivo e metodo di gassificazione di una matrice lipidica di cui ad una o più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che a valle del gorgogliatore (5) à ̈ presente una valvola di recupero di eventuali vapori dell' olio (62).
  9. 9. Dispositivo e metodo di gassificazione di una matrice lipidica di cui ad una o più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che possono essere fatti gorgogliare uno o più gas contemporaneamente o in successione, compatibilmente con le proprietà fisico-chimiche dei vari gas e delle matrici lipidiche M al fine di evitare condizioni di rischio per operatori e fruitori o danni all'ambiente.
  10. 10. Dispositivo e metodo di gassificazione di una matrice lipidica di cui ad una o più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dall'impiego di un solubilizzante ad uso medicale tipo PEG - 40 Hydrogenated Castor Oil o tipo PEG - 26 o Trideceth - 9, laddove necessario.
  11. 11. Dispositivo e metodo di gassificazione di una matrice lipidica di cui ad una o più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che à ̈ utilizzato un sistema di misura quali - quantitativa della solubilizzazione raggiunta (possibile utilizzo di spettro gascromatografia o altro dispositivo).
  12. 12. Dispositivo e metodo di gassificazione di una matrice lipidica di cui a rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che, la matrice lipidica gassificata con ozono e stabilizzata così ottenuta, à ̈ utilizzabile in ampi campi della medicina come nella terapia antineoplastica, come terapeutico di varie infezioni ginecologiche (candidosi), odontoiatriche, riduzione e controllo batterico (stomatiti, implantologia, parodontopatie e carie), nel campo chirurgico per impregnare fili da sutura o membrane per la rigenerazione tissutale; otorino (otiti); malattie metaboliche (ulcere diabetiche ecc.); ulcere post trattamento radiazioni ionizzanti; neuropatie periferiche e patologie osteoarticolari.
  13. 13. Dispositivo e metodo di gassificazione di una matrice lipidica di cui a rivendicazioni precedenti caratterizzato dai fatto che tutte le molecole o composti derivanti dalia gassificazione delle varie matrici con i vari gas, possono essere utilizzati per scopi e fini in medicina, chirurgia, farmacia, veterinaria, cosmetica, in campo agro alimentare o nel settore chimico industriale, dove il concepito à ̈ suscettibile di numerose modifiche e varianti e dove tutti i dettagli sono sostituibili da elementi tecnicamente equivalenti tutti rientranti nell'ambito del concetto inventivo.
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