ITBO940232A1 - Cella per analisi spettroscopiche di soluzioni o dispersioni fluide. - Google Patents

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ITBO940232A1
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IT94BO000232A
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Alberto Nava
Domizio Ulivagnoli
Original Assignee
Orintex S R L
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Abstract

Il corpo della cella (1) ha una finestra definita da una successione a scalare di tre fori (2-3-4). Nella sede formata dal foro intermedio sono alloggiati con la interposizione di anelli di tenuta alle estremità (10-14), due vetrini al quarzo (11-13) con interposto un anello (12) di spessore micrometrico, che definiscono la camera trasparente (C) di contenimento della soluzione da analizzare. Il detto pacco di anelli e vetrini viene bloccato nella detta sede da un distanziale (5) e da una ghiera (15) avvitata nella sede di maggior diametro (4) del detto corpo. Il distanziale è dotato sul fronte interno, di spine antirotazione (17) che si inseriscono in fori (18) del fondo (104) della detta sede di maggior diametro. Lo stesso distanziale porta sul fronte interno delle piccole spine (7) che in parte si inseriscono in fori (8) del fondo della detta sede intermedia (3) e che attraversano dei corrispondenti fori (9) delle dette parti che compongono la camera trasparente, per allineare loro coppie di fori (23-24-27-28) aperte nel punto più alto e più basso della stessa camera (C), con corrispondenti fori (19-119-29) del distanziale, ai quali sono attestati dei nippli (20-30) per riempire la detta camera di soluzione.

Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo: "Cella per analisi spettroscopiche di soluzioni o dispersioni fluide
TESTO DELLA DESCRIZIONE
Il trovato concerne una cella per analisi spettroscopiche di soluzioni o dispersioni fluide, ad esempio per analisi spettrofotometriche o spettrocolorimetriche di vernici, inchiostri, paste colorate o delle dispersioni torbide dei bagni di tintoria.
La cella secondo il trovato è caratterizzata da una elevata affidabilità tecnologica e dal poter operare su prodotti con viscosità fino a 100 poise e con pressioni fin sull'ordine delle 30 atmosfere.
Le caratteristiche della cella di cui trattasi, ed i vantaggi che ne derivano, appariranno evidenti dalla seguente descrizione di una forma preferita di realizzazione della stessa, illustrata a puro titolo d'esempio, non limitativo, nelle figure dell'unica tavola allegata di disegno, in cui:
- la figura 1 illustra la cella completa dei vari componenti e sezionata secondo un piano verticale che contiene l'asse ottico della cella stessa;
- la figura 2 è una vista in elevazione frontale e nel senso indicato dalla freccia K di figura 1, della parte principale del corpo della cella;
- la figura 3 illustra in prospettiva e scomposti, i vari componenti che realizzano la camera trasparente di contenimento del prodotto da analizzare.
Nelle figure 1 e 2, con 1 è indicato il corpo della cella, realizzato preferibilmente in acciaio inox 316 od in altro adatto materiale e dotato di facce piane e parallele sulle quali s'aprono le estremità opposte di una finestra che interessa il corpo stesso in posizione centrale ed in senso passante, che ha sezione circolare e che è formata da una successione a scalare di tre fori 2-3-4 atti a realizzare nel medesimo corpo due sedi consecutive, le cui pareti di fondo sono indicate con 103 e 104. La sede 4 è internamente filettata su tutta la lunghezza, per potervi avvitare un componente di cui verrà detto più avanti.
Nella sede 4 viene alloggiato un anello 5 con funzioni di distanziale, anch’esso dello stesso materiale del corpo 1, con diametro interno 6 uguale a quello 2 di tale corpo e che porta parallelamente al proprio asse, sporgenti dal fronte rivolto verso la sede 3 e tali da impegnare sostanzialmente la mezzeria di tale sede, una coppia di spine 7 tra loro angolarmente equidistanziate , delle quali una sola è visibile in figura 1 e che si inseriscono in fori contrapposti 8 della medesima sede 3. Prima di inserire il distanziale 5 nella sede 4, sul fronte del distanziale stesso con le dette spine 7 vengono impilati nell'ordine i componenti a seguito indicati, dotati tutti di fori contrapposti 9 per il passaggio delle piccole spine 7 ed aventi diametro esterno tale da alloggiare nella sede 3. Questi componenti sono illustrati nelle figure 1 e 3 ed a partire dal quello che è a contatto col distanziale 5, comprendono:
un anello 10 di un qualsiasi adatto materiale di tenuta, ad esempio di teflon e con diametro interno tale da non sporgere dal foro 2;
- un vetrino al quarzo 11, di adatto spessore;
- almeno un anello piatto e metallico 12, ad esempio li rame, avente lo spessore micrometrico col quale deve risultare la camera trasparente di contenimento del prodotto da analizzare e che è anch'esso tale da non sporgere internamente dal foro 2;
un ulteriore vetrino al quarzo 13, di adatto spessore
un anello 14 di qualsiasi adatto materiale di tenuta , ad esempio di caucciù, con diametro interno tale da non sporgere dal foro 2.
Il pacco degli anelli 10-11-12-13-14 ha uno spessore opportunamente superiore alla profondità della sede 3, in modo da poter essere convenientemente pressato dal distanziale 5, per realizzare, il necessario accoppiamento a tenuta tra gli stessi anelli e tra questi e le parti di contenimento e supporto 3-103-5. Questa condizione viene ottenuta con l'avvitamento nella sede 5 di una ghiera anulare per interni 15, ad esempio in bronzo od altro adatto materiale, dotata frontalmente di recessi equidistanziati 16 per poter essere azionata con un apposito attrezzo a denti frontali, predisposto per il collegamento ad una chiave dinamometrica, il tutto, in modo intuibile e facilmente realizzabile dai tecnici del ramo. Per facilitare questa operazione, è etata prevista una basetta con impugnatura, non illustrata, dotata di una sede nella quale può essere alloggiato il corpo 1 che sporge da tale sede con la ghiera 15 per l'avvitamento. L'operatore agisce con una mano sulla leva della chiave dinamometrica e con l'altra mano sull'impugnatura della detta basetta.
Per evitare la rotazione del distanziale 5 durante l'avvitamento della ghiera 15, è stato previsto che il distanziale stesso sia dotato di una o più spine 17 tra loro angolarmente equidistanziate , parallele alle spine dianzi dette, più robuste di queste e che cooperano :on corrispondenti fori 18 previsti sul fondo 104 della sede 4 {f'ig. 2).
Il distanziale 5 è dotato radialmente di un foro 19 aperto sulla parte più alta dello stesso distanziale dove, in apposita sede filettata, è avvitato un nipplo 20 ad esempio di acciaio inox od altro adatto materiae, che attraversa una feritoia 21 della sede 4 ed al quale può essere collegato un condotto od altro mezzo di mandata della sospensione liquida da analizzare, non llustrato, e che può essere chiuso a tenuta con un tappo 22. L'altra estremità del foro 19 è collegata ad un foro perpendicolare 119 che s'apre sul fronte del distanziale rivolto verso l'anello in teflon 10, il quale è a sua volta dotato di un foro passante 23 allineato col detto foro 119 e con un foro passante 24 del etrino 11 che a sua volta s'apre nella cavità C del-'anello a spessore micrometrico 12, all'interno del vertice 25 della detta cavità illustrata nei disegni con forma esagonale.
E' evidente come la presenza delle spine 17 sul distanziale 5, serva anche ad evitare che il nipplo 20 venga caricato a flessione contro i fianchi della feritoia 21.
All'interno del vertice 26 della cavità del disco ucrometrico 12, in contrapposizione al detto vertice 25, s'apre un foro passante 27 del vetrino 11, attestato ad un foro 28 dell'anello 10 che a sua volta comunica con un foro 29 ricavato nella parte bassa del distanziale 5, parallelamente all'asse della cella ed alla cui estremità opposta è collegato un nipplo 30 di acciaio inox, che può essere chiuso da un tappo 31, Completa la cella secondo il trovato, una idonea conformazione smussata del corpo 1, come indicato con 101 nella figura 2, ed una conformazione inferiore rastremata 201 di tale corpo, per poterlo montare in un qualsiasi adatto supporto, non illustrato, che consente la corretta disposizione della cella nello spettrofotometro
Quando il nipplo 20 è aperto ed è collegato al condotto di immissione a gravità o forzata della soluzione liquida da analizzare, il nipplo 30 può essere parzialmente aperto o completamente aperto, ossia col tappo 31 parzialmente svitato o privo di tale tappo. Quando una giusta quantità del prodotto da analizzare è uscita dal nipplo 30, per cui il prodotto stesso ha impegnato completamente ed uniformemente la camera C esistente tra i vetrini 11-12 e definita dal disco micrometrico 12, si interrompe l'alimentazione del prodotto, si chiude il nipplo 30 col tappo 31, si staccano dal nipplo 20 i detti mezzi di immissione del prodotto e si chiude anche tale nipplo col relativo tappo 22. La cella può cosi essere montata nello spettrofotometro per l'analisi della soluzione racchiusa nella camera trasparente C.
Diversamente, la cella può essere sempre correttamente montata nello spettrofotometro ed i nippli 20 e 30 possono essere permanentemente collegati a condotti di mandata e di scarico del prodotto da analizzare e che possono essere automaticamente commutati nel collegamento con mezzi per la pulitura interna della camera C nell'intervallo che intercorre tra un esame e quello successivo, il tutto in modo intuibile e facilmente realizzabile dai tecnici del ramo. In questo caso, non è escluso che il nipplo 20 possa essere disposto parallelamente al nipplo 30.
Resta inteso che alla cella come descritta, possono essere apportate numerose varianti e modifiche, soprattutto costruttive, il tutto per altro senza abbandonare il principio informatore dell'invenzione, come sopra esposto, come illustrato e come a seguito rivendicato. Nelle rivendicazioni che seguono, i riferimenti riportati tra parentesi sono puramente indicativi e non limitativi dell'ambito di protezione delle ‘medesime rivendicazioni.

Claims (3)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Cella per analisi spettroscopiche di soluzioni o dispersioni fluide, ad esempio per analisi colorimetriche di vernici, inchiostri, paste colorate o dispersioni torbide per bagni di tintoria, caratterizzata dal comprendere : - un corpo (1) preferibilmente di acciaio inossidabile, di forma (101-201) adatta per il montaggio nello strumento di analisi e. dotato di un'apertura passante ed a sezione tonda, formata dalla successione a scalare di tre fori (2-3-4) che realizzano nel corpo stesso una camera intermedia (3) ed una camera di estremità (4) di maggior diametro e filettata per tutta la lunghezza, essendo sul fondo della camera intermedia previsti perpendicolarmente e con equidistanziamento angolare, uno o due fori contrapposti (8), mentre sul fondo della detta camera di maggior diametro (4) sono previsti perpendicolarmente e con equidistanziamento angolare uno o più fori (18); - nella sede intermedia (3) del detto corpo, essendo montati a partire dal fondo (103) di tale sede: un anello di tenuta (14) ad esempio in caucciù; un vetrino al quarzo (13); almeno un anello piatto (‘12) e con lo spessore micrometrico del quale deve risultare la camera (C) di contenimento del prodotto; un ulteriore vetrino al quarzo (11); un anello di tenuta (10) ad esempio in teflon; essendo previsto che i detti anelli non sporgano internamente dalla sede che li contiene ed il tutto essendo caratterizzato dal formare un pacco di spessore tale da sporgere frontalmente dalla stessa sede, cosi da poter essere pressato da appositi mezzi che assicurano la cooperazione a tenuta tra gli stessi anelli e vetrini componenti il pacco e tra questo e le parti di contenimento e supporto; - nella sede di maggior diametro (4) del detto corpo, essendo collocato un distanziale (5) preferibilmente di acciaio inossidabile, ed essendo successivamente avvitata con un carico assiale controllato, una ghiera (15) preferibilmente di bronzo, che assicura la necessaria compressione del detto pacco di anelli e vetrini che formano la camera trasparente (C) di contenimento del prodotto, essendo previsto che tale distanziale sia dotato sul fronte interno di spine antirotazione (17) che impegnano i corrispondenti fori (18) del fondo della sede che contiene tale componente ed essendo dotato 3ullo stesso fronte di spine (7) più piccole di quelle dianzi dette, che attraversano dei corrispondenti fori (9) previsti sulla periferia delle dette parti discoidali che compongono il pacco di formazione della detta camera trasparente e che impegnano anche fori (8) del fondo della sede (3) di contenimento del pacco, allo scopo di correttamente orientare dei fori contrapposti (23-24-27-28) di cui sono dotati il vetrino (11) e l'anello di tenuta in teflon (10), prossimi al detto distanziale ed aperti nella parte alta ed in quella bassa della detta camera trasparente, con corrispondenti fori (19-119, 29) previsti nello stesso distanziale e connessi a due nippli (20-30) utili per l'immissione del prodotto nella detta camera trasparente (C) e per il completo riempimento di tale camera.
  2. 2) Cella secondo la rivendicazione 1), in cui il nipplo più alto (20) è disposto radialmente sul distanziale (5) ed attraversa una feritoia (21) prevista longitudinalmente sulla sede internamente filettata (4) che alloggia lo stesso distanziale e la ghiera (15) di bloccaggio assiale, essendo invece previsto che il nipplo inferiore (30) sia disposto parallelamente all'asse della cella, che attraversi internamente la detta ghiera e che sporga opportunamente da questa con la propria estremità filettata.
  3. 3) Cella per analisi spettroscopiche di soluzioni o dispersioni fluide, particolarmente per analisi colorimetriche di vernici, inchiostri, paste colorate e delle soluzioni torbide dei bagni di tintoria, realizzata più in particolare, in tutto o sostanzialmente come descritto, come illustrato nelle figure dell'unica tavola allegata di disegno e per gli scopi sopra esposti,
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