ITBO990010A1 - Macchina per il drenaggio del liquido ascitico accumulato in una cavita' addominale . - Google Patents
Macchina per il drenaggio del liquido ascitico accumulato in una cavita' addominale .Info
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Description
D E S C R I Z IO N E
del brevetto per invenzione industriale
La presente invenzione è relativa ad una macchina per il drenaggio del liquido ascitico accumulato in una cavità addominale.
In particolare, la presente invenzione è relativa ad una macchina per prelevare dalla cavità addominale o peritoneale di un paziente il liquido ascitico ivi accumulatosi a causa di disfunzioni epatiche; impiego a cui la trattazione che segue farà esplicito riferimento senza per questo perdere in generalità.
Come è noto, in presenza di disfunzioni epatiche capita sovente che il paziente accumuli del liquido sieroso all'interno della propria cavità addominale o peritoneale. Tale liquido, comunemente chiamato "liquido ascitico", deve essere periodicamente prelevato dalla cavità addominale o peritoneale per impedire un eccessivo aumento di peso, evitare la compressione degli organi interni limitrofi, e per prevenire l'insorgere di infezioni o ulteriori patologie che potrebbero aggravare le già precarie condizioni del paziente.
Attualmente, il drenaggio del liquido ascitico viene effettuato scaricando il liquido ascitico dalla cavità peritoneale o addominale del paziente attraverso un catetere, senza sottoporre il liquido ascitico stesso ad alcun trattamento volto a recuperare le sostanze proteiche in esso presenti. Come è noto, infatti, il liquido ascitico è costituito da una soluzione acquosa contenente proteine (per esempio l'albumina) ed altre sostanze indispensabili al paziente, che devono essere rapidamente ripristinate se non si vuole incorrere in gravi scompensi fisiologici.
Attualmente, il ripristino del corretto equilibrio proteico del paziente viene realizzato immediatamente dopo il prelievo del liquido ascitico, infondendo lentamente nell'apparato circolatorio del paziente una soluzione proteica .contenente la giusta quantità di proteine .
Purtroppo, l'infusione di sostanze proteiche in vena espone il paziente a rischi di contagio da virus o batteri. La soluzione proteica somministrata al paziente viene infatti prodotta industrialmente con tutte le incertezze del caso: numerosi sono infatti i pazienti che hanno contratto l'epatite o altre gravissime patologie in seguito ad una infusione di soluzione proteica non perfettamente purificata da virus o batteri.
Per ovviare a tali inconvenienti, in passato sono state sperimentate delle macchine che, a ciclo continuo, prelevavano il liquido ascitico dalla cavità addominale o peritoneale del paziente, lo filtravano in modo tale da separare le sostanze proteiche dall'acqua e da eventuali altre sostanze tossiche, ed infine iniettavano direttamente nell'apparato circolatorio del paziente il liquido ascitico filtrato, ossia una soluzione concentrata delle sostanze proteiche sottratte al paziente. Tali macchine hanno prodotto risultanti deludenti, .portando in alcuni casi al decesso del paziente a causa dei forti squilibri idroelettrolitici dovuti all'infusione in vena di grandi quantità di liquido poco concentrato.
Scopo della presente invenzione è realizzare una macchina in grado di rendere inutile l'uso di soluzioni proteiche di tipo commerciale, senza mettere in pericolo l'incolumità del paziente.
Secondo la presente invenzione viene realizzata una macchina per il drenaggio del liquido ascitico da una cavità addominale comprendente mezzi filtranti atti a filtrare il liquido ascitico, e mezzi di pompaggio atti a prelevare il liquido ascitico dalla detta cavità addominale ed a veicolarlo attraverso i detti mezzi filtranti; la detta macchina essendo caratterizzata dal fatto che i detti mezzi filtranti presentano almeno un ingresso ed almeno una uscita collegate alla detta cavità addominale in modo tale che il liquido ascitico filtrato in uscita dai detti mezzi filtranti venga convogliato nuovamente all'interno della detta cavità addominale; il liquido ascitico depurato consistendo in una soluzione proteica concentrata contenete almeno le sostanze proteiche in soluzione presenti nel liquido aàcitico in ingresso ai detti mezzi filtranti.
La presente invenzione verrà ora descritta con riferimento al disegno annesso, che ne illustra in modo schematico, e con parti asportate per chiarezza, un esempio di attuazione non limitativo.
Con riferimento alla figura annessa, con 1 è indicata nel suo complesso una macchina per il drenaggio del liquido ascitico, che si accumula nella cavità addominale o peritoneale 2 di un paziente affetto da disfunzioni epatiche. Tale liquido ascitico è costituito da una soluzione acquosa comprendente sostanze proteiche, sali ed altre sostanze indispensabili al paziente.
La macchina 1 comprende un elemento filtrante 3, attraverso il quale viene veicolato il liquido ascitico proveniente dalla cavità addominale o peritoneale 2 del paziente per essere sottoposto ad un trattamento di filtraggio volto ad estrarre le sostanze proteiche in esso presenti; un condotto di aspirazione A collegante l'ingresso dell'elemento filtrante 3 con l'interno della cavità addominale o peritoneale 2; un condotto di mandata 5 collegante 1'uscita,dell'elemento filtrante 3 con l'interno della cavità addominale o peritoneale 2; ed infine una unità di pompaggio 6 atta a veicolare attraverso l'elemento filtrante 3 il liquido ascitico contenuto nella cavità addominale o peritoneale 2 del paziente .
L'unità di pompaggio 6 è disposta lungo il condotto di aspirazione A ed è preferibilmente, ma non necessariamente, costituita da una pompa peristaltica con portata regolabile di tipo noto.
L'elemento filtrante 3 è uguale a quelli impiegati nelle macchine per emodialisi, ed è internamente provvisto di membrane semipermeabili ad "alta permeabilità" (di tipo noto) che permettono, se sottoposte ad una elevata pressione idrostatica, di effettuare l'ultrafiltrazione del liquido ascitico proveniente dal paziente, in modo tale da estrarre dal liquido ascitico l'acqua ed i sali in eccesso, nonché eventuali sostanze tossiche presenti in soluzione.
Tale elemento filtrante 3, in particolare, presenta una bocca di ingresso 3a attraverso cui entra il liquido ascitico proveniente dalla cavità addominale o peritoneale 2 del paziente; una bocca di uscita 3b attraverso cui fuoriesce il liquido ascitico filtrato; ed una bocca di scarico 3b attraverso cui fuoriescono l'acqua ed i sali in eccesso, nonché le sostanze tossiche eventualmente presenti nel liquido ascitico stesso. É opportuno sottolineare che il liquido ascitico filtrato in uscita dalla bocca di uscita 3b consiste in una soluzione proteica concentrata contenete le sostanze proteiche presenti nel liquido ascitico in ingresso all'elemento filtrante 3 ed eventuali altre sostanze indispensabili al paziente, anch'esse presenti nel liquido ascitico in ingresso all'elemento filtrante 3.
Alla bocca di ingresso 3a è collegato il condotto di aspirazione 4, alla bocca di uscita 3b è collegato il condotto di mandata 5 in modo tale da convogliare il liquido ascitico filtrato all'interno della cavità addominale o peritoneale 2 del paziente, mentre la bocca di scarico 3c è in comunicazione con un serbatoio di accumulo 7 dove vengono immagazzinati i liquidi contenenti le scorie prima di essere smaltiti.
Nell'esempio illustrato, la macchina 1 comprende infineunacentralina.elettronica8dicontrolloattaa pilotare l'unità di pompaggio 6 in modo tale da regolare, sulla base di parametri impostati dal personale medico, la quantità di liquido ascitico prelevata per unità di tempo dalla cavità addominale o peritoneale 2 del paziente.
Secondo una variante illustrata a tratteggio nella figura allegata, lungo il condotto di mandata 5 che porta il liquido ascitico filtrato, ossia la soluzione proteica concentrata, alla cavità addominale o peritoneale 2 del paziente, la macchina 1 può comprendere una valvola deviatrice 10, la quale è atta a deviare il liquido ascitico filtrato su di un condotto ausiliario 11 collegato ad una sacca sterile 12 di tipo noto. La valvola deviatrice 10 può essere pilotata dalla centralina elettronica 8 e/o a comando manuale.
Il funzionamento della macchina 1 è facilmente desumibile da quanto sopra descritto, è non necessità quindi di ulteriori spiegazioni.
È comunque opportuno sottolineare che la cavità addominale o peritoneale 2 del paziente, il condotto di aspirazione 4, l'elemento filtrante 3 ed il condotto di mandata 5 definiscono un percorso chiuso all'interno del quale circola il liquido ascitico. Circolando all'interno di tale percorso chiuso, il liquido ascitico viene progressivamente privato dell'acqua in eccesso e di eventuali altre sostanze tossiche presenti in soluzione, in modo tale che al termine del trattamento all'interno della cavità addominale o peritoneale 2 sia presente una soluzione proteica concentrata, che prove sperimentali hanno dimostrano essere perfettamente tollerata dall'organismo.
La macchina 1 sopra descritta ed illustrata ha l'indubbio vantaggio di non richiede personale altamente specializzato per essere utilizzata.
Un ulteriore vantaggio deriva dal fatto che la macchina 1 è strutturalmente molto semplice, ed inoltre è relativamente poco costosa da produrre· in quando utilizza componenti di macchine per emodialisi già in commercio.
Risulta infine chiaro che alla macchina 1 per il drenaggio del liquido ascitico qui descritta ed illustrata possono essere apportate modifiche e varianti senza per questo uscire dall'ambito della presente invenzione .
Claims (1)
- R I V E N D I C A Z I O N I 1. Macchina (1) per il drenaggio del liquido ascitico accumulato in una cavità addominale (2) comprendente mezzi filtranti (3) atti a filtrare il liquido ascitico, e mezzi di pompaggio (6) atti a prelevare il liquido ascitico dalla detta cavità addominale (2) ed a veicolarlo attraverso i detti mezzi filtranti (3); la detta macchina (1) essendo caratterizzata dal fatto che i detti mezzi filtranti (3) presentano almeno un ingresso (3a) ed almeno una uscita (3b) collegate alla detta cavità addominale (2) in modo tale che il liquido ascitico filtrato in uscita dai detti mezzi filtranti (3) venga convogliato nuovamente all'interno della detta cavità addominale (2); il liquido ascitico depurato consistendo in una soluzione proteica concentrata contenete almeno le sostanze proteiche in soluzione presenti nel liquido ascitico in ingresso ai detti mezzi filtranti (3), 2. Macchina secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che i detti mezzi di filtraggio (3) comprendono un elemento filtrante (3) atto ad effettuare l'ultrafiltrazione del liquido ascitico proveniente dalla cavità addominale (2), in modo tale da estrarre dal liquido ascitico stesso l'acqua ed i sali in eccesso ed eventuali sostanze tossiche presenti in soluzione. 3. Macchina secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che il detto elemento filtrante (3) è internamente provvisto di membrane semipermeabili ad "alta permeabilità", e presenta almeno una bocca di ingresso (3a) attraverso cui entra il liquido ascitico proveniente dalla cavità addominale (2), almeno una bocca di uscita (3b) attraverso cui fuoriesce il liquido ascitico filtrato, ed almeno una bocca di scarico (3b) attraverso cui fuoriescono l'acqua ed i sali in eccesso e le eventuali sostanze tossiche presenti in soluzione nel liquido ascitico stesso. 4. Macchina secondo la. rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto di comprendere almeno un condotto di aspirazione (4) ed almeno un condotto di mandata (5) colleganti la cavità addominale (2) rispettivamente con la detta bocca di ingresso (3a) e con la detta bocca di uscita (3b). 5. Macchina secondo la rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto che i detti mezzi di pompaggio (6) comprendono una unità di pompaggio (6) dispósta lungo il detto condotto di aspirazione (6). 6. Macchina secondo la rivendicazione 5, caratterizzata dal fatto che la detta unità di pompaggio (6) è una pompa peristaltica (6) a portata variabile. 7 . Macchina secondo la rivendicazione 4 caratterizzata dal fatto di comprendere, in uscita dai detti mezzi di filtraggio (3), una valvola deviatrice (10) atta a deviare a comando il liquido ascitico filtrato in uscita dai detti mezzi di filtraggio (3) su di una sacca sterile (12). 8. Macchina secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto di comprendere una centralina elettronica (8) di controllo atta a pilotare i detti mezzi di pompaggio (6) in modo tale da regolare, sulla base di parametri preimpostati, la quantità di liquido ascitico prelevata per unità di tempo dalla cavità addominale (2). 9. Macchina secondo le rivendicazioni 7 e 8, caratterizzata dal fatto che la detta centralina elettronica (8) di controllo è atta a comandare la detta valvola deviatrice (10).
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