ITBO990529A1 - Testa di foratura portamandrini per macchine utensili atte a lavorareper asportazione di truciolo dei pannelli . - Google Patents
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Description
D E S C R I Z IO N E
del brevetto per invenzione industriale
La presente invenzione è relativa ad una testa di foratura portamandrini per macchine utensili atte a lavorare per asportazione di truciolo dei pannelli realizzati in legno, in plastica, o altri materiali di durezza simile. Tali pannelli possono essere utilizzati per la fabbricazione di mobili.
Per lavorare dei pannelli realizzati in materiali quali il legno, la plastica, o altri materiali di durezza simile, è noto impiegare delle macchine foratrici/fresatrici provviste di almeno una testa di foratura comprendente una pluralità di mandrini disposti affiancati fra loro e ciascuno dei quali porta un utensile quale, ad esempio, una punta elicoidale o una fresa. I mandrini presentano i rispettivi assi longitudinali paralleli e ravvicinati fra loro, in modo tale da permettere la realizzazione di fori paralleli ad interasse ridotto. Generalmente tale interasse è fisso a causa della esistente standardizzazione nel processo di fabbricazione dei mobili ed è generalmente di 32 mm in Europa e di 30 mm in altri Paesi quali il Giappone, onde realizzare, per esempio, nei montanti le sedi atte a contenere una pluralità di perni su cui appoggiare le mensole .
E' noto inoltre che esistono sia teste di foratura a mandrini fissi in cui i mandrini sono angolarmente girevoli ed assialmente fissi, che teste di foratura a mandrini indipendenti in cui i mandrini, oltre ad essere angolarmente girevoli, sono anche singolarmente mobili assialmente, in particolare, verticalmente. Per quanto riguarda la movimentazione in rotazione dei mandrini, entrambe le tipologie di teste sono realizzate mediante la stessa trasmissione del moto come verrà meglio spiegato in seguito.
In una prima forma di realizzazione appartenente all'arte anteriore e nel caso di teste di foratura a mandrini fissi, ciascuna testa di foratura comprende un corpo scatolare all'interno del quale sono alloggiati i mandrini stessi in modo angolarmente girevole ed assialmente fisso, ed una trasmissione del moto rotatorio che coopera con i mandrini stessi e li collega meccanicamente ad un unico attuatore supportato dal corpo scatolare. Pertanto le teste di foratura del tipo sopra descritto sono provviste di un unico dispositivo di trasmissione del moto rotatorio atto a portare in rotazione tutti i mandrini. Tali trasmissioni sono generalmente a catena, ad ingranaggi, o a cinghia dentata. Tutti questi tipi di trasmissione meccanica richiedono, però, particolari accorgimenti per il mantenimento della testa di foratura in stato di efficienza. Infatti, a tale scopo occorre dotare ciascuna testa di foratura di propri sistemi di asportazione del calore dall'interno del corpo scatolare. Tale asportazione del calore viene realizzata per mezzo di una sostanza lubrificante, nel caso di ingranaggi o di ruote e catena, mentre, nel caso di trasmissione a cinghia, per mezzo di una aerazione forzata effettuata da un dispositivo di ventilazione.
Da quanto sopra descritto risulta chiaramente che l'attivazione dell'attuatore provoca l'azionamento di tutti i mandrini, nessuno escluso, indipendentemente dalla presenza o meno degli utensili sui mandrini stessi. L'impossibilità di selezionare i mandrini che effettivamente sono coinvolti nella lavorazione dei pezzi implica che ciascun mandrino risulta attivato per un tempo totale di lavoro che eccede normalmente il tempo effettivo di lavorazione. A ciò consegue che l'usura delle parti rotanti (quali ad esempio i denti delle ruote dei vari ingranaggi, della catena o della cinghia) è normalmente maggiore di quella che si potrebbe avere prendendo in considerazione le effettive ore di lavoro.
Da quanto sopra descritto emerge, inoltre, che per fornire a ciascun mandrino la possibilità di effettuare il taglio del materiale con cui è costituito il pannello anche in condizioni di assorbimento di energia superiore a quello previsto, occorre fornire a tutti i mandrini una quota di potenza sufficiente a prevenire questo tipo di problema. Pertanto la potenza impiegata per azionare la testa è normalmente maggiore di quella strettamente richiesta per eseguire la lavorazione corrente, e a ciò segue un rilevante spreco energetico. È opportuno rilevare che il continuo succedersi di micro-urti tra le parti dentate che scambiano fra loro la coppia torcente necessaria a portare in movimento i vari mandrini provoca l'emissione di rumore, e tanto maggiore sarà questa emissione quanto maggiore è il numero dei mandrini che vengono azionati. Difatti, è ovvio che il funzionamento di un numero di mandrini maggiore di quello richiesto provoca un'emissione acustica maggiore di quella che ipoteticamente corrisponde all'azionamento dei mandrini strettamente necessari alla esecuzione di un ciclo di lavorazione. Inoltre, se la trasmissione del moto è ad ingranaggi, un mandrino ruota in senso orario ed il mandrino successivo in senso antioràrio; di conseguenza è necessario dotarsi di utensili con punta destra e di utensili con punta sinistra ed essere accorti ad effettuare il corretto montaggio di tali due tipologie di utensili. Inoltre è da evidenziare il fatto che la testa di foratura risulta di complessa costruzione per il numero elevato di mandrini che supporta e per la posizione dei mandrini stessi rispetto all'unico attuatore; in ogni caso la testa di foratura può supportare un massimo di 40 mandrini.
Riassumendo, le teste di foratura della prima forma di attuazione sopra descritta appartenente all'arte anteriore presentano mediamente i seguenti inconvenienti: elevata usura delle parti in movimento, necessità di un sistema di lubrificazione o aerazione all'interno del corpo scatolare che supporta i mandrini, elevata rumorosità, elevato spreco energetico, impossibilità di selezionare i mandrini da attivare, complessità costruttiva, possibili errori di montaggio degli utensili a punta destra ed a punta sinistra, impossibilità di innalzare il numero dei mandrini a più di 40, complessità nel montaggio/smontaggio delle teste, tempi lunghi di revisione/riparazione delle teste, e studi dedicati delle teste speciali progettate su richieste specifiche degli utilizzatori.
Per ovviare ai suddetti inconvenienti è stata pensata una seconda forma di attuazione, appartenente anch'essa all'arte anteriore, che prevede una testa operatrice la quale presenta una pluralità di mandrini, ciascuno dei quali è alloggiato all'interno di un corpo scatolare in modo liberamente girevole. In questa soluzione il corpo scatolare supporta, per ciascun mandrino, un organo attuatore atto a portare in rotazione uno ed uno solo mandrino.
Questa scelta, benché abbia rappresentato una notevole innovazione rispetto alle teste appartenenti alla prima forma di attuazione, ha però come svantaggio che, per rispettare il citato interasse di 32 mm (30 mm nel caso del Giappone), bisogna miniaturizzare eccessivamente i motori elettrici atti a mettere in rotazione le punte adibite alla foratura/fresatura.
Difatti, si è constatato che l'utilizzazione di motori elettrici aventi dimensioni ridotte comporta sia bassi valori della coppia di spunto, sia tempi di vita piuttosto limitati degli avvolgimenti elettrici appartenenti ai motori elettrici stessi. Inoltre, l’utilizzo di motori elettrici di piccole dimensioni si ripercuote sul valore della potenza massima che può sviluppare il motore stesso.
Pertanto, scopo della presente invenzione è realizzare una testa di foratura portamandrini per macchine atte a lavorare per asportazione di truciolo dei materiali quali legno, plastica e simili, che sia esente dagli inconvenienti sopra descritti e che possa essere sia del tipo a mandrini fissi, che del tipo a mandrini indipendenti traslabili lungo una direzione parallela a quella di simmetria della punta di foratura/fresatura.
Secondo la presente invenzione viene realizzata una testa di foratura portamandrini per macchine utensili atte a lavorare per asportazione di truciolo dei pannelli realizzati in legno, in plastica, o altri materiali di durezza simile; la testa comprendendo una pluralità di mandrini affiancati fra loro, ciascuno dei quali presentante un rispettivo asse longitudinale di rotazione; ciascun mandrino portando un rispettivo utensile; un attuatore cooperante con ciascun mandrino essendo previsto per azionare il rispettivo mandrino di moto rotatorio; ciascun attuatore essendo collegato meccanicamente ad uno solo dei mandrini; la testa essendo caratterizzata dal fatto di comprendere almeno un primo ed almeno un secondo dispositivo di foratura sovrapposti l'uno all'altro, ciascun dispositivo di foratura comprendendo una rispettiva pluralità di attuatori associati ad una rispettiva pluralità di mandrini, e dal fatto che i mandrini appartenenti alla prima pluralità di mandrini relativa al primo dispositivo di foratura sono sfalsati rispetto ai mandrini appartenenti alla seconda pluralità di mandrini relativa al secondo dispositivo di foratura, in modo tale che, in generale, ciascun asse relativo a ciascun mandrino appartenente al primo dispositivo di foratura sia compreso tra due attuatori adiacenti appartenenti al secondo dispositivo di foratura.
Il vantaggio precipuo della presente invenzione consiste nel fatto di fornire una testa in cui, pur avendo un attuatore associato a ciascun mandrino con un interasse standardizzato tra due punte di foratura/fresatura successive, siano previsti dei motori elettrici aventi dimensioni considerevoli, se rapportate a quelle dei motori elettrici utilizzati per la citata seconda forma di attuazione dell'arte anteriore, tali dimensioni saranno sostanzialmente doppie rispetto a quelle della seconda forma di attuazione. In questo modo è possibile prevedere motori elettrici in grado di sviluppare potenze maggiori, con coppie di spunto più elevate ed aventi, in generale, una vita più lunga. Diminuendo l'usura si dovranno sostituire con una frequenza minore i motori elettrici, abbassando così in maniera considerevole le spese di manutenzione della testa .
Come affermato in precedenza, questi vantaggi sono stati ottenuti realizzando una testa di foratura portamandrini avente due dispositivi simili di foratura l'uno disposto al di sopra dell'altro in maniera sfalsata l'uno rispetto all'altro, in modo tale che ciascuna punta appartenente al dispositivo di foratura superiore passi tra due motori elettrici attigui appartenenti al dispositivo di foratura inferiore.
L'invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano alcuni esempi di attuazione non limitativi, in cui:
- la figura 1 è una vista prospettica schematica di una macchina utensile provvista di una prima forma preferita di attuazione di una testa di foratura portamandrini realizzata secondo i dettami della presente invenzione;
- la figura 2 illustra in elevazione laterale la testa di foratura portamandrini di figura 1;
la figura 3 è una sezione trasversale di una seconda forma preferita di attuazione di un attuatore montato sulla testa realizzata secondo i dettami della presente invenzione; e
- la figura 4 rappresenta, in pianta, una variante di un particolare appartenente alla testa di foratura secondo la presente invenzione.
Con riferimento alle figure 1 e 2, con 1 è indicata nel suo complesso una testa di foratura portamandrini che è impiegabile per forare dei pannelli 2 realizzati in legno, plastica o altri materiali di durezza simile, tramite degli utensili 3 sostanzialmente cilindrici, ad esempio punte elicoidali o frese. Nel caso illustrato in figura 2, la testa portamandrini 1 è del tipo a mandrini indipendenti .
Tale testa 1 è installabile su di una macchina 4 utensile (visibile nella sola figura 1) la quale presenta un bancale 5 atto a fungere da organo di supporto e di bloccaggio dei pannelli 2 durante delle operazioni di foratura e/o fresatura quando questi pannelli 2 sono bloccati nella macchina 4. La macchina 4 comprende, inoltre, al disopra del bancale 5, un portale 6 fisso che è provvisto di una coppia di montanti 7 verticali supportanti un longherone 8 che si estende in una direzione 9 ed è longitudinale per il bancale 5. La macchina 4 supporta la testa 1 tramite un dispositivo di azionamento 10 (illustrato solo schematicamente in quanto di tipo noto), atto a muovere la testa 1 stessa lungo tre direzioni ortogonali fra loro, tra cui la direzione 9, una direzione verticale, ed una ulteriore direzione ortogonale a queste ultime {assi x, y, z). Associato a tale dispositivo di azionamento 10 è previsto, un organo 11 di protezione di forma sostanzialmente parallelepipeda, atto a proteggere una qualsiasi zona esterna alla testa 1 dalla proiezione di trucioli prodotti dagli utensili 3 in lavorazione.
In maniera innovativa e con riferimento alla sola figura 2, la testa 1 di foratura comprende almeno due dispositivi 11, 12 sovrapposti l'uno all'altro ed entrambi supportati da una piastra 13.
Ciascun dispositivo 11, 12 comprende, a sua volta, una pluralità di mandrini 14 affiancati fra loro e distribuiti sostanzialmente a passo costante. I due dispositivi 11, 12 possono essere separati tra di loro da una ulteriore piastra 15 parallela alla citata piastra 13. Le due piastre 13, 15 possono essere sia rettilinee, come illustrato in figura 2, che di forma qualsiasi quale "L", "T", "U" o altra a seconda delle esigenze dell'utilizzatore, senza che questo renda più complessa la realizzazione della testa 1. Inoltre, le dimensioni delle piastre 13, 15 possono essere senza limite sia per quanto riguarda la forma che la lunghezza.
Secondo una variante non illustrata, la piastra 15 non è presente e gli attuatori 19 del primo dispositivo 11 di foratura sono semplicemente appoggiati agli attuatori 19 del secondo dispositivo di foratura 12.
Secondo un'ulteriore variante non illustrata, almeno una delle piastre 13, 15 è associata stabilmente ad una struttura scatolare (non mostrata), la quale racchiude completamente tutti gli attuatori 19 del primo dispositivo 11 di foratura e del secondo dispositivo 12 di foratura.
Ciascun mandrino 14, appartenente al dispositivo 11 o al dispositivo 12, presenta un asse 16 longitudinale di rotazione, che, nella forma di attuazione mostrata in figura 2, è anche verticale. Inoltre, ciascun mandrino 14 presenta una sede 17 atta ad alloggiare in modo solidale un codolo 18 del relativo utensile 3. Le piastre 13, 15 supportano sulla rispettiva faccia superiore una pluralità di attuatori 19 rotativi, ciascuno dei quali è coassiale ad un rispettivo mandrino 14.
Ciascun attuatore 19 è costituito da un motore elettrico. Secondo una forma di attuazione questo motore elettrico è del tipo "brushless", adottando per comodità un termine inglese di uso corrente nella tecnica. Secondo un'altra forma di attuazione questo motore elettrico è un motore a corrente continua. Secondo un'ulteriore forma di attuazione questo motore elettrico è un motore elettrico asincrono. Pertanto, è evidente per l'uomo dell'arte che, nella testa 1 di foratura portamandrini oggetto della presente invenzione, è possibile utilizzare un motore elettrico di qualsiasi tipo.
Sempre con riferimento alla figura 2, ciascun attuatore 19 comprende una carcassa 20 di forma sostanzialmente parallelepipeda al cui interno sono alloggiati uno statore 21 ed un rotore 22 a cui è associato un rispettivo albero 23 alla cui estremità inferiore è previsto un rispettivo mandrino 14. Ciascun albero 23 è solidale al relativo rotore 22 ed è supportato da una coppia di cuscinetti 24a, 24b disposti verticalmente l’uno rispetto all'altro. La carcassa 20 di ciascun attuatore 19 presenta un ingombro trasversale A (figura 2) sostanzialmente uguale al passo B fra due utensili 3 adiacenti appartenenti allo stesso dispositivo 11 o 12 di foratura. In particolare il passo B tra due utensili 3 appartenenti allo stesso dispositivo 11, 12 di foratura è di 64 mm in Europa e di 60 mm in altri Paesi, quali, per esempio, il Giappone.
Per quanto riguarda il dispositivo 12 posto inferiormente, il rotore 22 di ciascun attuatore 19 viene a risultare al di sopra della piastra 13 ed il mandrino 14 si estende al di sotto della stessa piastra 13 attraverso un foro 25 passante realizzato in quest ' ultima.
L'impiego di un attuatore 19 coassiale a ciascuno dei mandrini 14 permette di trasmettere direttamente la coppia torcente prodotta dall'attuatore 19 stesso al relativo utensile 3. Tale soluzione è particolarmente vantaggiosa nel caso di teste 1 provviste di attuatori 19 atti ad azionare i rispettivi mandrini 14 ad alta velocità. La mancanza di una trasmissione meccanica consente, come è noto, di ridurre la dissipazione di energia sotto forma di calore e di rumore. Inoltre, i mandrini 14 possono ruotare a velocità molto più elevate rispetto a quelle dei mandrini relativi alle teste presenti attualmente sul mercato, in quanto non ci sono più vincoli di trasmissione del moto tra l'attuatore 19 ed il mandrino 14 stesso, quali ingranaggi, cinghie ecc.
Come è stato detto in precedenza, la testa 1 oggetto della presente invenzione si distingue da quelle presenti nell'attuale stato della tecnica per il fatto di comprendere due dispositivi il, 12 simili per la foratura dei pannelli 2 bloccati sul bancale 5. Inoltre, il dispositivo 11 è sovrapposto al dispositivo 12, si appoggia sulla piastra 15 ed è sfalsato rispetto al dispositivo 11 sottostante.
Nella forma di attuazione mostrata in figura 2 ciascun albero 23 appartenente al dispositivo 11 superiore ha, però, una lunghezza maggiore di quella di ciascun albero 23 appartenente al dispositivo 12, in modo che ciascun mandrino 14 associato al dispositivo 11 sporga dalla piastra 13 e si allinei in orizzontale alla pluralità di mandrini 14 appartenente al dispositivo 12. In altre parole, la differenza fra la lunghezza di qualsiasi albero 23 appartenente al dispositivo 11 e la lunghezza di qualsiasi albero 23 appartenente al dispositivo 12 sottostante deve essere sostanzialmente uguale alla somma tra le altezze di un attuatore 19 appartenente al dispositivo 12 e l'altezza della piastra 13.
Nel caso, però, che sia previsto uno spostamento assiale degli alberi 23 (vedi oltre, figura 3) è possibile adottare alberi 23 di lunghezze uguali sia per il dispositivo 11 che per il dispositivo 12.
Pertanto qualsiasi albero 13 appartenente al dispositivo 11 passa attraverso un citato foro 25 passante ed un relativo foro 26 passante previsto sulla piastra 15.
In tal modo, adottando una posizione sfalsata del dispositivo 11 rispetto al dispositivo 12 è possibile ottenere un interasse C tra una punta 3 e quelle adiacenti pari al valore standardizzato di 32 mm (30 mm in Giappone).
In altre parole, con la particolare soluzione adottata nella testa 1 rappresentata in figura 2, pur conservando un interasse C standardizzato tra punte 3 adiacenti, ancorché appartenenti a dispositivi 11, 12 fisicamente separati tra di loro, è possibile adottare degli attuatori 19 aventi ingombri trasversali A doppie (per esempio 64 nini) rispetto a quelle degli attuatori previsti nella seconda forma di attuazione dell'arte anteriore precedentemente descritta. In tal modo si evita di dover spingere troppo la miniaturizzazione dei componenti elettrici di ciascun attuatore, migliorando così la loro durata, innalzando la potenza trasmissìbile dall'attuatore al mandrino ed alla relativa punta, ed inoltre aumentando la coppia di spunto.
La testa 1 comprende, infine, un controllore 27 logico programmabile illustrato per comodità nella sola figura 1 a fianco della testa 1. Tale controllore 27 permette di selezionare a piacere gli attuatori 19 che devono essere azionati per l'esecuzione di un ciclo di lavorazione.
L'uso della testa 1 risulta facilmente comprensibile alla luce della descrizione data.
Risulta infine chiaro che alla testa 1 qui descritta ed illustrata possono essere apportate modifiche e varianti senza per questo uscire dall'ambito protettivo della presente invenzione.
Per esempio in figura 3 viene illustrata una parte di una testa di foratura 1 realizzata secondo il trovato e del tipo a mandrini 14 indipendenti, in cui i diversi mandrini 14 sono mobili assialmente, rispetto al relativo asse 16, in maniera indipendente.
Sia detto per inciso che la soluzione illustrata in figura 3 può essere adottata, mutatis wutandis, sia per quanto riguarda gli attuatori 19 appartenenti al dispositivo 11 che ai dispositivi attuatori 19 compresi nel dispositivo 12. In tal caso, come è stato affermato in precedenza, la lunghezza di un qualsiasi albero 23 appartenente al dispositivo 11 può essere uguale alla lunghezza di un qualsiasi albero 23 compreso nel dispositivo 12.
Pertanto, con riferimento alla figura 3, per mantenere valida l'architettura che prevede di accoppiare a ciascun mandrino 14 un rispettivo attuatore 19, la testa 1 presenta per ciascun attuatore 19 un albero 23 angolarmente vincolato ed assialmente svincolato al rispettivo rotore 22. Il rotore 22 presenta un foro passante 28 lungo il proprio asse 16 di rotazione attraversato dall'albero 23. Tra il rotore 22 e l'albero 23 è realizzato un accoppiamento che, appunto, permette la traslazione verticale dell'albero 23 tra una posizione superiore di riposo ed una posizione inferiore di lavoro. Ovviamente il rotore 22 porta sempre in rotazione l'albero 23. Al di sopra della carcassa 20 è montato un corpo scatolare 29 all'interno del quale si estende una porzione superiore dell'albero 23 la quale supporta un pistone 30, che delimita una camera superiore in collegamento tramite un foro 31 con un dispositivo fluidodinamico 32 ed una camera inferiore nella quale è installata una molla precaricata 33 che si oppone alla traslazione verso il basso dell'albero 23. Ovviamente il dispositivo 32 è atto, tramite il comando del controllore 27, ad inviare un fluido in pressione nella camera superiore del corpo 29 per traslare verso il basso, contro l'azione della molla 33, il pistone 30 e quindi il complesso albero 23, mandrino 14 ed utensile 3 (non mostrato in figura 3). Evidentemente la traslazione tra l'albero 23 ed il rotore 22 dell'attuatore 19 è reso possibile da un accoppiamento a profili scanalati 34 tra i due elementi 22, 23.
E' evidente per l'uomo dell'arte che la scelta del dispositivo attuatore per la movimentazione assiale lungo l'asse 16 di ciascun mandrino 14 indipendente è ininfluente ai fini della presente invenzione.
Per quanto sopra descritto, l'attivazione del dispositivo 32 determina la corsa verso la posizione di lavoro dell'albero 23 e quindi del corrispondente utensile 3, e tale movimento assiale può essere eseguito in qualsiasi momento, indipendentemente dalla condizione di moto o di sosta dell'attuatore 19, grazie al tipo di accoppiamento 34 fra l'albero 23 ed il rotore 22.
In figura 4 è illustrata, in pianta, una variante di un particolare di uno dei due dispositivi 11, 12, a scelta.
In questa variante lo statore 21 relativo ad un qualsiasi attuatore 19 appartenente ad uno ed uno solo dispositivo 11, 12 è stato ottenuto in un pezzo monoblocco 35 con gli statori 21 di analoghi attuatori 19 relativi allo stesso dispositivo 11, o 12. All'interno del pezzo monoblocco 35 è prevista una pluralità di cave 36 atte a ricevere gli avvolgimenti in materiale conduttore (non mostrati in figura 4) ed una pluralità di aperture passanti 37, ciascuna delle quali è atta ad accogliere un relativo rotore 22 (non mostrato in figura 4). Nel pezzo monoblocco 35, nel caso in cui serva alla costruzione di un dispositivo 12, è anche prevista una pluralità di luci 38, ciascuna delle quali è adibita al passaggio di un rispettivo albero 23 {non mostrato in figura 4) appartenente al dispositivo 11 sovrastante.
Anche in questo caso l'interasse C è sostanzialmente uguale alla metà dell'interasse B.
Nella forma di attuazione di figura 4 è stata adottata una soluzione in cui le cave 36 laterali atta a ricevere gli avvolgimenti (non mostrati in figura 4) di un qualsiasi statore 21 sono state deformate in modo tale da far posto ad una luce 38. L'uomo dell'arte può comunque facilmente riconoscere il fatto che questo accorgimento non è necessario se, per esempio, l'ingombro trasversale A di un qualsiasi statore 21 è uguale a 56 mm, mentre il diametro di un qualsiasi albero 23 (non mostrato in figura 4), e quindi della luce 38 che lo deve contenere, è uguale a 8 mm. In questo caso la distanza C sarà proprio uguale al desiderato valore di 32 mm.
Claims (16)
- R I V E N D I C A Z I O N I 1. Testa (1) di foratura portamandrini per macchine (4) utensili atte a lavorare per asportazione di truciolo dei pannelli (2) realizzati in legno, in plastica, o altri materiali di durezza simile; la detta testa (1) comprendendo una pluralità di mandrini (14) affiancati fra loro, ciascuno dei quali presentante un rispettivo asse (16) longitudinale di rotazione; ciascun detto mandrino (14) portando un rispettivo utensile (3); un attuatore (19) cooperante con ciascun detto mandrino (14) essendo previsto per azionare il rispettivo detto mandrino (14) di moto rotatorio; ciascun detto attuatore (19) essendo collegato meccanicamente ad uno solo dei detti mandrini (14); la detta testa (1) essendo caratterizzata dal fatto di comprendere almeno un primo (11) ed almeno un secondo dispositivo (12) di foratura sovrapposti l'uno all'altro, ciascun dispositivo (11, 12) di foratura comprendendo una rispettiva pluralità di detti attuatori (19) associati ad una rispettiva pluralità di detti mandrini (14), e dal fatto che i mandrini (14) appartenenti alla prima pluralità di mandrini (14) relativa a detto primo dispositivo (11) di foratura sono sfalsati rispetto ai mandrini (14) appartenenti alla seconda pluralità di mandrini (14) relativa a detto secondo dispositivo (12) di foratura, in modo tale che, in generale, ciascun asse (16) relativo a ciascun mandrino (14) appartenente a detto primo dispositivo (11) di foratura sia compreso tra due attuatori (19) adiacenti appartenenti al secondo dispositivo (12) di foratura.
- 2. Testa (1) come rivendicato alla rivendicazione 1, in cui 1<1 >ingombro trasversale (A) di ciascun attuatore (19) è sostanzialmente uguale o inferiore all'interasse (B) esistente tra due assi (16) contigui relativi a due attuatori (19) appartenenti ad uno stesso dispositivo (11) o ad uno stesso dispositivo (12).
- 3. Testa (1) come rivendicato alla rivendicazione 2, in cui l'interasse (C) esistente tra due assi (16) contigui appartenenti a dispositivi (11, 12) diversi è sostanzialmente uguale alla metà di un interasse (B) tra due assi (16) appartenenti allo stesso dispositivo (11, o 12).
- 4. Testa (1) come rivendicato in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detto dispositivo (12) è supportato da una piastra (13) provvista di una pluralità di fori (25) passanti, ciascuno dei quali è attraversato da un rispettivo albero (23) appartenente ad un rispettivo attuatore (19).
- 5. Testa (1) come rivendicato alla rivendicazione 5, in cui detto dispositivo (11) è supportato da una piastra (15) sostanzialmente parallela alla piastra (13), detta piastra (15) essendo provvista di una pluralità di fori (26) passanti, ciascuno dei quali è attraversato da un albero (23) relativo ad un attuatore (19) compreso in detto dispositivo (11).
- 6. Testa (1) come rivendicato alla rivendicazione 6, in cui ciascun foro (25) passante e ciascun foro (26) passante sono allineati e sono attraversati da uno stesso albero (23) appartenente ad un attuatore (19) compreso in detto dispositivo (11).
- 7. Testa (1) come rivendicato in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui tra due attuatori (19) adiacenti compresi in detto dispositivo (12) è prevista una luce (38) atta ad essere attraversata da un albero (23) appartenente ad un attuatore (19) compreso in detto dispositivo (11).
- 8. Testa (1) come rivendicato in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui ad almeno un rotore (22) di almeno un attuatore (19) è associato un albero (23) supportato da almeno una coppia di cuscinetti (24a, 24b).
- 9. Testa (1) come rivendicato alla rivendicazione 8, in cui detto rotore (22) presenta un foro passante (28), lungo il proprio asse (16), attraversato dall'albero (23); tra il detto rotore (22) ed il detto albero (23) essendo realizzato un accoppiamento (34) a scanalatura che consente la traslazione verticale di detto albero (23) tra una posizione superiore di riposo ed una posizione inferiore di lavoro.
- 10. Testa (1) come rivendicato alla rivendicazione 9, in cui vi sono inoltre dei mezzi per la traslazione del detto albero (23) fra la detta posizione di riposo e la detta posizione di lavoro e viceversa; i detti mezzi presentando un corpo scatolare (29) portato dal rispettivo detto attuatore (19) ed all'interno del quale si estende una porzione superiore del detto albero (23), ed un pistone (30) portato dal detto albero (23) e che, all'interno del detto corpo (29), delimita una camera superiore in collegamento con un dispositivo fluidodinamico (32) ed una camera inferiore nella quale è installata una molla precaricata (33) che si oppone alla traslazione verso il basso del detto albero (23).
- 11. Testa (1) come rivendicato in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detto attuatore (19) è un motore elettrico del tipo brushless.
- 12. Testa (1) come rivendicato in una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 10, in cui detto attuatore (19) è un motore elettrico del tipo a corrente continua.
- 13. Testa (1) come rivendicato in una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 10, in cui detto attuatore (19) è un motore elettrico del tipo asincrono.
- 14. Testa (1) come rivendicato in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui gli statori (21) relativi agli attuatori (19) appartenenti ad uno ed uno solo dispositivo (11, o 12) sono ottenuti in un pezzo monoblocco (35).
- 15. Testa (1) come rivendicato alla rivendicazione 14, in cui all'interno di detto pezzo monoblocco (35) è prevista una pluralità di cave (36) atte a ricevere gli avvolgimenti in materiale conduttore ed una pluralità di aperture (37) passanti, ciascuna delle quali è atta ad accogliere un relativo rotore (22).
- 16. Testa (1) come rivendicato alla rivendicazione 15, in cui nel pezzo monoblocco (35), nel caso in cui serva alla costruzione di detto dispositivo (12), è anche prevista una pluralità di luci (38), ciascuna delle quali è adibita al passaggio di un rispettivo albero (23) appartenente a detto dispositivo (11).
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