ITBS20080129A1 - Scudo di protezione per la prua di imbarcazioni - Google Patents

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ITBS20080129A1
ITBS20080129A1 IT000129A ITBS20080129A ITBS20080129A1 IT BS20080129 A1 ITBS20080129 A1 IT BS20080129A1 IT 000129 A IT000129 A IT 000129A IT BS20080129 A ITBS20080129 A IT BS20080129A IT BS20080129 A1 ITBS20080129 A1 IT BS20080129A1
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plate
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IT000129A
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Fabio Bellini
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Fabio Bellini
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    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B63SHIPS OR OTHER WATERBORNE VESSELS; RELATED EQUIPMENT
    • B63BSHIPS OR OTHER WATERBORNE VESSELS; EQUIPMENT FOR SHIPPING 
    • B63B59/00Hull protection specially adapted for vessels; Cleaning devices specially adapted for vessels
    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B21MECHANICAL METAL-WORKING WITHOUT ESSENTIALLY REMOVING MATERIAL; PUNCHING METAL
    • B21DWORKING OR PROCESSING OF SHEET METAL OR METAL TUBES, RODS OR PROFILES WITHOUT ESSENTIALLY REMOVING MATERIAL; PUNCHING METAL
    • B21D5/00Bending sheet metal along straight lines, e.g. to form simple curves
    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B63SHIPS OR OTHER WATERBORNE VESSELS; RELATED EQUIPMENT
    • B63BSHIPS OR OTHER WATERBORNE VESSELS; EQUIPMENT FOR SHIPPING 
    • B63B43/00Improving safety of vessels, e.g. damage control, not otherwise provided for
    • B63B43/18Improving safety of vessels, e.g. damage control, not otherwise provided for preventing collision or grounding; reducing collision damage

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Description

DESCRIZIONE
Forma oggetto della presente invenzione uno scudo di protezione da applicare alla carena della prua di un’imbarcazione, in particolare per proteggerla da eventuali impatti contro l’ancora quando questa è situata a prua. L’ancora, infatti, quando viene sollevata, potrebbe oscillare e sbattere contro la carena, scalfendo il rivestimento in vetroresina o addirittura ammaccandola.
Sono già noti scudi di protezione applicabili alla carena di un’imbarcazione, noti anche con il nome di “musoni di prua”.
Essi sono solitamente costituiti da una piastra sagomata fissata alla superficie della carena della prua.
La realizzazione e l’applicazione di questi dispositivi noti richiede tuttavia l’utilizzo di attrezzature specifiche e l’impiego di personale specializzato. Infatti, l’imbarcazione viene portata in cantiere e viene preso il calco della carena della prua, in modo da realizzare una dima o modello corrispondente alla forma della carena. La piastra viene quindi fissata a questa dima e, con apposite macchine piegatrici, viene piegata in modo da adattarsi ad essa. Successivamente, la piastra viene rimossa dalla dima e fissata all’imbarcazione.
Scopo della presente invenzione è quello di escogitare e mettere a disposizione un scudo di protezione la cui realizzazione e installazione risulti più semplice, rapida, economica ed effettuabile anche da persona non specializzata.
Tale scopo è raggiunto mediante uno scudo di protezione in accordo con la rivendicazione 1.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi del scudo secondo l’invenzione risulteranno dalla descrizione di seguito riportata di esempi preferiti di realizzazione, dati a titolo indicativo e non limitativo, con riferimento alle annesse figure, in cui:
- la figura 1 illustra uno scudo di protezione secondo l’invenzione;
- la figura 2 illustra lo scudo in una variante realizzativa;
- le figure 3-5 illustrano altrettanti fasi di applicazione dello scudo alla carena della prua di un’imbarcazione.
Con riferimento alle suddette figure, con 1 è stato indicato uno scudo di protezione applicabile alla carena 100 della prua di imbarcazioni, detto anche in gergo “musone di prua”.
Lo scudo 1 comprendente una piastra 2 avente un asse di simmetria X. In accordo con una forma generale di realizzazione, nella piastra 2 sono ricavate, parallelamente e simmetricamente rispetto a detto asse X, almeno due zone longitudinali di indebolimento 3 definenti rispettive linee di piegatura della piastra.
L’asse X della piastra è individuato dalla linea che, quando lo scudo è applicato alla carena, si sovrappone allo spigolo di questa.
Queste zone di indebolimento 3 sono adatte a permettere una deformazione manuale della piastra 2 in modo tale da adattarla alla forma a “V” della carena.
In accordo con una forma di realizzazione, le zone di indebolimento 3 si estendono sostanzialmente tra i bordi della piastra, parallelamente all’asse X.
In accordo con una forma di realizzazione, due zone di indebolimento simmetriche 3a sono ricavate in prossimità dell’asse di simmetria X in modo da preservare tra loro una zona assiale 4 adatta a proteggere lo spigolo della carena. In altre parole, le due linee di indebolimento 3a più vicine all’asse delimitano una porzione longitudinale di piastra, ovvero una striscia, non indebolita in quanto serve per proteggere lo spigolo della carena.
Secondo una forma preferita di realizzazione, nella piastra 2 sono ricavate una prima coppia di zone di indebolimento simmetriche 3a in prossimità dell’asse di simmetria X e almeno una seconda coppia di zone di indebolimento simmetriche 3b tra l’asse di simmetria e le estremità laterali della piastra. Per estremità laterali della piastra si intendono i lati o i vertici, a seconda della forma della piastra, più distanti dall’asse X. Le almeno due coppie di zone di indebolimento permettono una piegatura manuale della piastra in almeno quattro parti. Infatti, due parti interne 5 della piastra sono ripiegabili a V rispetto alla zona assiale 4, grazie alla prima coppia di zone di indebolimento 3a. Parti esterne 6 della piastra possono ulteriormente essere piegate rispetto alle parti interne 5, ad esempio nel senso di allargare l’angolo individuato dalle parti interne, grazie alla seconda coppia di zone di indebolimento 3b.
È chiaro che, in presenza di una forma particolarmente curva della carena della prua, la realizzazione di ulteriori zone di indebolimento permetterebbe di adattare in modo ancora più preciso la piastra alla carena stessa.
In accordo con una forma preferita di realizzazione, ogni zona longitudinale di indebolimento è realizzata come una fila di aperture 8 ricavate nella piastra 1. Queste aperture 8 agiscono da rompitratto e snervano la linearità della struttura della piastra.
Vantaggiosamente, le aperture 8 sono in forma di asole, ovvero presentano una forma oblunga nel senso della direzione parallela all’asse X.
La piastra 2 può essere fissata alla carena dell’imbarcazione in vari modi, ad esempio mediante viti o mezzi adesivi.
Nel caso di fissaggio mediante avvitamento, lungo il perimetro della piastra 2 è ricavata una pluralità di fori 10 per il passaggio di relative viti di ancoraggio.
È evidente che la piastra 2 sarà sagomata in base alla forma e alle dimensioni della carena della prua. Ad esempio, la piastra 2 ha una forma sostanzialmente triangolare con i lati convessi, ellittica oppure ovale.
Secondo una forma preferita di realizzazione, la piastra 2 è costituita da un foglio di lamiera, ad esempio in acciaio inossidabile.
Lo spessore del foglio di lamiera è utilmente scelto in funzione del peso dell’ancora. Ad esempio, è ipotizzabile uno spessore compreso tra circa 1,2 mm e circa 3 mm.
Vantaggiosamente, la piastra e le aperture in essa ricavate possono essere ottenute con un taglio ad acqua.
In pratica, quindi, una volta fornita una piastra piana come sopra descritto, è sufficiente appoggiare la piastra alla carena della prua, in modo che l’asse di simmetria si sovrapponga allo spigolo della carena (figura 3), piegare manualmente la piastra lungo le linee di piegatura in modo da farla aderire alla superficie della carena (figura 4) e fissare infine la piastra sagomata alla carena (figura 5).
L’imbarcazione può quindi essere munita in modo molto rapido, semplice e senza l’ausilio di particolari dispositivi, di uno scudo di protezione contro eventuali impatti dell’ancora.
Alle forme di realizzazione dello scudo sopra descritte, un tecnico del ramo, per soddisfare esigenze contingenti, potrà apportare modifiche, adattamenti e sostituzioni di elementi con altri funzionalmente equivalenti, senza uscire dall'ambito delle seguenti rivendicazioni. Ognuna delle caratteristiche descritte come appartenente ad una possibile forma di realizzazione può essere realizzata indipendentemente dalle altre forme di realizzazione descritte.

Claims (18)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Scudo di protezione applicabile alla carena della prua di imbarcazioni, comprendente una piastra avente un asse di simmetria, dove in detta piastra sono ricavate, parallelamente e simmetricamente rispetto a detto asse, almeno due zone longitudinali di indebolimento definenti rispettive linee di piegatura della piastra adatte a permettere una sua deformazione manuale in modo tale da adattarla alla forma a “V” della carena.
  2. 2. Scudo secondo la rivendicazione precedente, in cui due zone di indebolimento simmetriche sono ricavate in prossimità dell’asse di simmetria in modo da preservare tra loro una zona assiale adatta a proteggere lo spigolo della prua.
  3. 3. Scudo secondo una qualsiasi rivendicazione precedente, in cui nella piastra sono ricavate una prima coppia di zone di indebolimento simmetriche in prossimità dell’asse di simmetria e almeno una seconda coppia di zone di indebolimento simmetriche tra l’asse di simmetria e l’estremità laterale della piastra, in modo da permettere una piegatura della piastra in almeno quattro parti.
  4. 4. Scudo secondo una qualsiasi rivendicazione precedente, in cui ognuna di dette zone longitudinali di indebolimento è realizzata come una fila di aperture ricavate nella piastra.
  5. 5. Scudo secondo la rivendicazione precedente, in cui dette aperture sono in forma di asole.
  6. 6. Scudo secondo una qualsiasi rivendicazione precedente, comprendente mezzi di fissaggio della piastra alla prua dell’imbarcazione.
  7. 7. Scudo secondo la rivendicazione precedente, in cui lungo il perimetro della piastra è ricavata una pluralità di fori per il fissaggio della piastra alla prua mediante viti.
  8. 8. Scudo secondo una qualsiasi rivendicazione precedente, in cui la piastra ha una forma sostanzialmente triangolare con i lati convessi.
  9. 9. Scudo secondo una qualsiasi rivendicazione 1-7, in cui la piastra ha una forma sostanzialmente ellittica o ovale.
  10. 10. Scudo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui la piastra è un foglio di lamiera.
  11. 11. Scudo secondo la rivendicazione precedente, in cui la piastra è in acciaio inossidabile.
  12. 12. Scudo secondo la rivendicazione 10 o 11, in cui lo spessore del foglio di lamiera è compreso tra circa 1,2 mm e circa 3 mm.
  13. 13. Metodo di applicazione di uno scudo di protezione alla carena della prua di un’imbarcazione, comprendente le fasi di: - mettere a disposizione una piastra avente un asse di simmetria, dove in detta piastra sono ricavate, parallelamente e simmetricamente rispetto a detto asse, almeno due zone longitudinali di indebolimento definenti rispettive linee di piegatura della piastra; - appoggiare la piastra alla carena della prua, in modo che l’asse di simmetria si sovrapponga allo spigolo della carena; - piegare manualmente la piastra lungo le linee di piegatura in modo da farla aderire alla superficie della carena; - fissare la piastra alla carena.
  14. 14. Metodo secondo la rivendicazione precedente, in cui ogni zona di indebolimento è ottenuta praticando una fila di aperture nella piastra.
  15. 15. Metodo secondo la rivendicazione 13 o 14, in cui la piastra è foglio di lamiera.
  16. 16. Metodo secondo la rivendicazione 15, in cui le aperture sono ottenute mediante un taglio ad acqua.
  17. 17. Metodo secondo una qualsiasi rivendicazione 13-16, in cui la piastra è provvista di fori lungo il suo perimetro, e in cui il fissaggio della piastra alla carena è realizzato mediante avvitamento di viti passanti attraverso detti fori.
  18. 18. Metodo secondo una qualsiasi rivendicazione 13-17, in cui nella piastra sono ricavate una prima coppia di zone di indebolimento simmetriche in prossimità dell’asse di simmetria e almeno una seconda coppia di zone di indebolimento simmetriche tra l’asse di simmetria e l’estremità laterale della piastra, e in cui la piegatura della piastra avviene in almeno due fasi successive partendo dall’asse di simmetria.
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