ITBS20100206A1 - Caldaia per una macchina per la produzione di una bevanda infusa - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE
La presente invenzione riguarda una caldaia di una macchina per la produzione di una bevanda infusa, preferibilmente caffà ̈, un raccordo di ingresso e un raccordo di uscita di un fluido, e una macchina da caffà ̈ comprendente tale caldaia o almeno uno di tali raccordi.
Tradizionalmente, una macchina per la produzione di una bevanda infusa comprende una caldaia per riscaldare il fluido che servirà successivamente per l’infusione di tale bevanda con una sostanza aromatica, ad esempio al gusto di caffà ̈.
La caldaie di tipo noto, che comprendono raccordi di connessione impiegati indiscriminatamente in una pluralità di applicazioni, ricevono il fluido da opportuni mezzi di alimentazione e convogliano il fluido riscaldato alla camera di infusione con la suddetta sostanza.
Tali dispositivi non sono tuttavia privi di inconvenienti.
In particolare, la regolazione dello scambiatore per ottenere una determinata temperatura di fluido in uscita dalla caldaia, indipendentemente dalla velocità di flusso del fluido e dal numero di impieghi della macchina, risulta essere un’operazione estremamente complessa.
Si verifica infatti che, all’avviamento della macchina, le prime erogazioni di bevanda infusa avvengano ad una temperatura insufficientemente alta per cui l’infusione non viene completata; di contro, nel caso di uso intensivo della macchina, per le bevande successive si raggiungono temperature eccessivamente elevate sì che il gusto della bevanda risulta compromesso. Ad esempio, nel caso di bevande al gusto di caffà ̈, una temperatura di infusione vicina alla temperatura di ebollizione dell’acqua (di circa 98°C) produce la manifestazione di aromi del tannino nella bevanda, sgradevole alla maggioranza dei palati a causa del suo tipico sapore di astringenza.
La presente invenzione si pone pertanto l’obiettivo di fornire una caldaia in grado di fornire al gruppo di infusione acqua alla temperatura più corretta per produrre caffà ̈, cioà ̈ una temperatura compresa tra 88°C e 92°C, preferibilmente intorno a 90°C, mantenendo tale temperatura corretta il più a lungo possibile, garantendo quindi che tutte le erogazioni, dall’avviamento allo spegnimento della macchina, possiedano le medesime gradevoli proprietà organolettiche.
Tale obiettivo à ̈ raggiunto mediante una caldaia secondo la rivendicazione 1, mediante i raccordi secondo le rivendicazioni 14 e 15, e mediante una macchina da caffà ̈ secondo la rivendicazione 16. Le rivendicazioni da queste dipendenti mostrano varianti di realizzazione preferite.
L’oggetto della presente invenzione verrà ora descritto nel dettaglio, con l’ausilio delle tavole allegate, in cui:
- le figure 1 e 2 mostrano rispettivamente una vista prospettica e una vista laterale di una caldaia, oggetto della presente invenzione, in accordo ad una possibile variante;
- le figure 3 e 4 rappresentano rispettivamente viste prospettiche di un raccordo di uscita e di un raccordo di ingresso impiegati nella caldaia di figura 1; e
- la figura 5 mostra una sezione longitudinale schematizzata della caldaia delle figure 1 e 2.
Con riferimento alle tavole suddette, con il numero di riferimento 30 si à ̈ contraddistinta, nella sua totalità , una caldaia di una macchina per la produzione di una bevanda infusa, in particolare per la produzione di caffà ̈, preferibilmente espresso.
La caldaia 30 comprende almeno uno scambiatore di calore 46 adatto a contenere un fluido per essere riscaldato dalla caldaia 30, ad esempio acqua, almeno un raccordo di uscita 10 ed almeno un raccordo di ingresso 1 collegati a tale scambiatore 46, rispettivamente per l’ingresso e l’uscita di detto fluido da quest’ultimo.
Perciò, il raccordo di ingresso à ̈ alimentabile da mezzi di alimentazione fluidica per il riempimento dello scambiatore, mentre il raccordo di uscita à ̈ delegato al prelievo del fluido riscaldato dallo scambiatore per condurlo ad una camera di infusione (non illustrata), preferibilmente di una macchina da caffà ̈.
Nella forma di realizzazione illustrata ad esempio in figura 5, la caldaia 30 comprende un vano di caldaia 40 nel quale à ̈ accolto un fluido di scambio termico per il riscaldamento del fluido che transita nello scambiatore.
In accordo ad una variante preferita, il vano di caldaia 40 Ã ̈ in contatto termico con una resistenza elettrica 56 che riscalda il fluido di scambio termico, stagnante nel vano, in modo da incrementare la temperatura del fluido contenuto transitoriamente nel suddetto scambiatore.
Ad esempio, la resistenza elettrica 56 Ã ̈ immersa nel fluido di scambio termico.
In accordo ad una variante ulteriore, il fluido di scambio termico à ̈ fluente, ovvero viene alimentato nel vano di caldaia 40 tramite una prima tubazione, e prelevato da tale vano tramite una seconda tubazione, tali tubazioni (non illustrate) essendo ad esempio opposte.
In ogni caso, il fluido entrante dal raccordo di ingresso attraversa la parete 32 della caldaia e viene accolto nello scambiatore 46, in contatto termico con il vano di caldaia 40 e con il fluido di scambio termico, in modo fluidicamente isolato da quest’ultimo. In una forma di realizzazione, lo scambiatore di calore 46 comprende un corpo cavo, ad esempio di forma prismatica, preferibilmente cilindrica, preferibilmente di lunghezza superiore ad un diametro massimo della caldaia, vantaggiosamente anch’essa cilindrica, in modo da attraversarla completamente.
In tal modo, le porzioni di accoppiamento 12, 42 dello scambiatore ai raccordi 1, 10 giacciono esternamente al vano 40 di caldaia.
In accordo ad una variante realizzativa vantaggiosa, l’almeno uno scambiatore di calore 46 si estende in modo inclinato rispetto ad un immaginario piano verticale Y della caldaia. Tale inclinazione à ̈ ad esempio rappresentata nelle figure 1 e 2.
Il raccordo di uscita individua un condotto 14 di transito del fluido che si estende da un imbocco di entrata, e comprende un organo di miscelazione fluidica 16 applicato all’imbocco di entrata e aggettante all’interno dello scambiatore 46 in modo da essere almeno parzialmente immerso nel fluido contenuto in detto scambiatore 46.
In altre parole, l’organo di miscelazione à ̈ associato all’imbocco di entrata del condotto 14 in modo da essere almeno parzialmente sommerso dal livello del fluido da riscaldare nello scambiatore.
Tale organo di miscelazione fluidica 16 comprende una pluralità di passaggi di ingresso 20, 22 adatti ad individuare rispettivi sotto-flussi del fluido nel condotto 14 lungo diverse direzioni in maniera tale da ridurre gradienti termici del fluido entrante nel raccordo di uscita.
Siccome il fluido da riscaldare, entrante nella caldaia, presenta una temperatura di uscita macroscopicamente omogenea, ma localmente disomogenea, ad esempio in quanto una quota del fluido procederà direttamente verso l’uscita dal raccordo di ingresso, mentre altre porzioni andranno a contatto con lo scambiatore di calore 46, l’organo di miscelazione fluidica 16 consente la separazione del flusso in una pluralità di sotto-flussi, ciascuno entrante da un diverso passaggio di ingresso 20, 22; in tal modo, anche le differenze termiche locali vengono ridotte, se non addirittura eliminate, dalla miscelazione dei suddetti sotto-flussi di temperatura diversa all’interno dell’organo.
In altre parole, il flusso di fluido che entra nel raccordo di uscita non à ̈ formato esclusivamente dal fluido che, sotto pressione, proviene dal raccordo di ingresso con un flusso che segue la direzione principale coincidente con l’asse dello scambiatore, ma comprende anche una pluralità di sotto-flussi che provengono da direzioni secondarie. In tal modo, entra nel raccordo di uscita anche il fluido ristagnato, almeno in prossimità del raccordo di uscita, nel volume periferico dello scambiatore che sta attorno a detto asse dello scambiatore.
Vantaggiosamente, per ottenere la temperatura desiderata del fluido in uscita dalla caldaia, si può riscaldare lo scambiatore in misura inferiore, grazie al fatto che la temperatura dei sotto-flussi provenienti da zone periferiche rispetto all’asse principale sono ad una temperatura maggiore rispetto a quella del flusso principale proveniente dal raccordo di ingresso.
Evitando quindi di surriscaldare lo scambiatore di calore, le proprietà organolettiche della bevanda infusa sono notevolmente migliorate.
Secondo una forma di realizzazione, l’organo di miscelazione 16 à ̈ unito al raccordo 10 ad esempio tramite saldatura o avvitamento, preferibilmente prossimalmente ad una seconda porzione di accoppiamento 54 alla caldaia 30.
In accordo ad una variante preferita, l’organo di miscelazione 16 à ̈ disposto a monte di tale condotto 14 nella direzione di scorrimento 18 del fluido, ovvero à ̈ disposto almeno parzialmente esternamente al condotto 14 o internamente allo scambiatore.
In tal modo, la suddetta miscelazione si verifica prima dell’ingresso del fluido nel condotto.
Preferibilmente, l’organo di miscelazione 16 comprende un fondello, che si estende attorno ad un asse dell’imbocco Z di entrata e nel quale à ̈ ricavata una pluralità di passaggi radiali 20, 22 che confluiscono nel condotto.
In tal modo, i passaggi radiali 20, 22 convergono reciprocamente in modo che i sotto-flussi ripristinino un unico flusso di fluido nel condotto 14, ovvero dopo l’attraversamento del fondello da parte del fluido.
Vantaggiosamente, il fondello comprende una pluralità di passaggi radiali 20, 22 distribuiti circonferenzialmente e comprendenti almeno una fessura 22 che si estende parallelamente all’asse dell’imbocco Z.
Preferibilmente, il fondello comprende una coppia di fessure longitudinali 22 diametralmente opposte che, nella configurazione di montaggio, sono di preferenza disposte sostanzialmente ortogonalmente rispetto all’asse dell’imbocco Z.
Ancora più preferibilmente, la coppia di fessure longitudinali 22 giace in un piano verticale.
In tal modo, siccome i fluidi caldi si dispongono tendenzialmente in alto mentre i fluidi freddi prevalentemente in basso, e in virtù del fatto che il raccordo descritto à ̈ preferibilmente montato in posizione inclinata rispetto all’immaginario piano verticale Y (figure 1 e 2), l’organo di miscelazione viene impegnato da sotto-flussi di temperatura diversa attraverso aperture opposte, che quindi contribuiscono a migliorare la cinetica della miscelazione.
Ancora più preferibilmente, i passaggi radiali 20, 22 comprendono file di fori, allineate vantaggiosamente lungo l’asse dell’imbocco Z.
Una variante realizzativa particolarmente preferita prevede che, tra la coppia di fessure longitudinali diametralmente opposte, siano praticate tre file di fori circonferenzialmente equidistanti tra loro; ad esempio, in una forma di realizzazione le due file di fori maggiormente prossimali alle fessure si compongono di due fori, mentre la fila centrale di tre fori. Nel caso in cui l’organo di miscelazione 16 sia ricavato da un cilindro pieno, ad esempio in ottone, tutte le file di fori si compongono di tre fori.
Secondo una variante, nel fondello à ̈ ulteriormente ricavato un passaggio assiale avente sezione di transito inferiore rispetto alla sezione del condotto 14, ma preferibilmente superiore ai fori che realizzano i passaggi radiali, laddove previsti.
Preferibilmente, il raccordo di ingresso 1 del fluido nello scambiatore 46 comprende una porzione di ingresso 2’ collegabile a mezzi di alimentazione fluidica.
Perciò, la porzione di ingresso 2’ à ̈ conformata in maniera tale da consentire un collegamento stabile, preferibilmente a tenuta, con i mezzi di alimentazione fluidica.
Ad esempio, in accordo a quanto illustrato in figura 2, la porzione di ingresso 2’ comprende una filettatura esterna 28, vale a dire rivolta dalla parte opposta rispetto al vano di attraversamento 34 delimitato dal raccordo, accoppiabile con un condotto (non illustrato) preferibilmente per l’alimentazione di acqua.
Il raccordo di ingresso 1 comprende inoltre una porzione di uscita 2†comunicante con la porzione di ingresso 2’, accoppiabile alla caldaia 30 e comprendente una parete tubolare 4.
Perciò, il fluido entra nel raccordo dalla porzione di ingresso 2’ nella direzione della freccia 36, percorre preferibilmente il vano di attraversamento 34, e fuoriesce dalla porzione di uscita 2†.
Inoltre, tale porzione di uscita à ̈ adatta ad essere collegata allo scambiatore della caldaia 30, preferibilmente in modo che il fluido fluisca nello scambiatore stesso.
Preferibilmente, la porzione di uscita comprende una porzione di accoppiamento alla caldaia ed ancora più preferibilmente una porzione filettata 38, preferibilmente esternamente, adatta ad interagire con una porzione complementare della caldaia, ad esempio filettata internamente.
In accordo ad una variante preferita, la parete tubolare 4 si estende prossimalmente dalla porzione di accoppiamento alla caldaia 30 e, nello specifico, dalla porzione filettata 38 nella direzione di alimentazione del fluido allo scambiatore.
Ad esempio, la parete tubolare 4 Ã ̈ saldata alla porzione filettata 38.
Secondo una forma di realizzazione, il raccordo di ingresso 1 comprende una sezione radialmente più interna 48 dalla quale si estende la parete tubolare 4 e una sezione radialmente esterna 50, distanziata dalla sezione radialmente interna 48 in modo da creare una sede 52 per l’accoglimento di un elemento di tenuta, ad esempio di un O-Ring o di una guarnizione.
La sezione radialmente più interna 48 à ̈ preferibilmente la parte del raccordo di ingresso 1 portante la porzione filettata 38.
Vantaggiosamente, la sede 52 per l’accoglimento à ̈ ribassata in modo da contenere almeno parzialmente l’elemento di tenuta (non illustrato). In tal modo, quando la sezione radialmente esterna 50 viene avvicinata alla parete 32 della caldaia, l’elemento di tenuta viene schiacciato assialmente tra i suddetti componenti.
Inoltre, la parete tubolare si sviluppa lungo un asse di ingresso X del fluido nello scambiatore e tale parete presenta una lunghezza sufficiente ad attraversare lo spessore della parete 32 della caldaia 30.
In altre parole, la lunghezza assiale della parete tubolare à ̈ sufficiente all’attraversamento completo della parete 32, in modo che il fluido possa fluire nello scambiatore ad una certa distanza da tale parete 32.
In accordo ad una variante realizzativa preferita, l’asse di ingresso X e l’asse dell’imbocco Z sono paralleli e, preferibilmente, coincidenti.
Inoltre, la parete tubolare 4 individua almeno un ugello 6, adatto ad erogare fluido in direzione sostanzialmente radiale rispetto a detto asse X.
Perciò, l’ugello 6 à ̈ disposto in maniera tale da direzionare un getto di fluido in direzione radiale, preferibilmente ortogonale rispetto all’asse X, in modo da migliorare l’efficienza dello scambio termico nella caldaia.
Pertanto, siccome l’ugello proietta il getto di fluido sullo scambiatore di calore 46, l’innalzamento della temperatura del fluido alimentato tramite il raccordo 1 avviene rapidamente e in modo estremamente efficiente. L’aumento della velocità in ingresso à ̈ ottenuta sia tramite un’opportuna selezione dei diametri dell’ugello e, preferibilmente, realizzando ulteriormente una sezione di transito all’interno della parete tubolare 4 inferiore rispetto alla sezione del vano di attraversamento 34; in tal modo il fluido in ingresso subisce almeno due successive accelerazioni provocate dalle suddette riduzioni di sezione. Di conseguenza, il flusso entrante diviene turbolento.
In accordo ad una variante realizzativa, l’ugello 6 à ̈ disposto distalmente alla porzione di ingresso 2’ ed, in particolare, in corrispondenza di un’estremità libera 4’ della parete tubolare 4.
Vantaggiosamente, l’estremità libera 4’ della parete tubolare 4 à ̈ almeno parzialmente chiusa da una parete di fondo 8, adatta a convogliare il fluido verso l’ugello 6.
In altre parole, la parete di fondo realizza una barriera assiale alla fuoriuscita del fluido, deviando il flusso di quest’ultimo radialmente verso l’ugello. In accordo ad una forma realizzativa, la parete di fondo 8 à ̈ realizzata per deformazione della parete tubolare 4, ad esempio per schiacciamento radiale (e preferibilmente tramite una successiva saldatura) di tale parete 4.
Preferibilmente, la parete tubolare 4 comprende una pluralità di ugelli 6 disposti circonferenzialmente attorno alla parete tubolare 4 in modo da creare un moto vorticoso del fluido.
Tale moto vorticoso coopera con il migliorato scambio termico per omogeneizzare la temperatura in tutta la massa di fluido che attraversa lo scambiatore.
In accordo ad una variante, ciascuno della pluralità di ugelli 6 à ̈ disposto equidistante rispetto ad un ugello adiacente. Ad esempio, l’impiego di quattro ugelli disposti reciprocamente a 90° si à ̈ rivelato estremamente vantaggioso.
La presente invenzione ha, inoltre, per oggetto il raccordo di uscita 10 di un fluido e il raccordo di ingresso 1 secondo una qualsiasi delle varianti realizzative descritte in precedenza.
Infine, la presente invenzione riguarda una macchina da caffà ̈ comprendente almeno una caldaia 30 secondo una qualsiasi delle forme di realizzazione illustrate, almeno un raccordo di ingresso 1 e/o almeno un raccordo di uscita 10 del tipo descritto.
Innovativamente, la caldaia e i raccordi oggetto della presente invenzione consentono di abbassare la curva di temperatura del fluido di infusione per qualsiasi infusione della macchina di caffà ̈.
La presente caldaia consente, infatti, il raggiungimento e la conservazione di una temperatura di erogazione ridotta, in particolare compresa tra 88°C e 92°C, che permette un’elevata costanza nell’ottenimento di gradevoli caratteristiche di sapore della bevanda. In particolare, nel caso di infusioni di caffà ̈, à ̈ possibile evitare che tale bevanda assuma lo sgradevole sapore di tannino.
Vantaggiosamente, i raccordi oggetto della presente invenzione possono essere implementati in qualsiasi caldaia esistente, in virtù della molteplicità di connessioni che essi offrono.
Vantaggiosamente, il raccordo di ingresso oggetto della presente invenzione à ̈ adatto a generare un’elevata velocità di flusso nella caldaia, e un’elevata turbolenza, in modo che lo scambio termico risulti efficiente e non si creino gradienti di temperatura nella massa fluida.
Vantaggiosamente, i raccordi oggetto della presente invenzione consentono di ottenere un elevato grado di tenuta fluidica e, contemporaneamente, di evitare che tale tenuta possa essere compromessa da fattori esterni.
Vantaggiosamente, le caratteristiche dell’organo di miscelazione oggetto della presente invenzione consentono di omogeneizzare la temperatura del fluido uscente dalla caldaia, anche in virtù dell’aumento di sezione di transito che si verifica per alcune varianti.
Alle forme di realizzazione della caldaia e dei raccordi suddetti, un tecnico del ramo, al fine di soddisfare esigenze specifiche, potrebbe apportare varianti o sostituzioni di elementi con altri funzionalmente equivalenti.
Ad esempio, nella schematizzazione di figura 5 sono state rappresentate due camicie di scambio termico con due coppie di raccordi del tipo precedente; tuttavia, varianti realizzative alternative prevedono che la caldaia comprenda un numero minore oppure maggiore di gruppi scambiatori a seconda della quantità di camere di infusione da alimentare con il fluido.
Ancora, in alternativa o in aggiunta ad uno scambio termico tra fluidi quale quello illustrato in precedenza, la caldaia secondo una variante comprende una resistenza riscaldante, preferibilmente in contatto termico con lo scambiatore di calore.
Anche tali varianti sono contenute nell’ambito di tutela come definito dalle seguenti rivendicazioni.
Inoltre, ciascuna variante descritta come appartenente ad una possibile forma di realizzazione à ̈ realizzabile indipendentemente dalle altre varianti descritte.
Claims (16)
- RIVENDICAZIONI 1. Caldaia (30) di una macchina per la produzione di una bevanda infusa, preferibilmente caffà ̈, comprendente: - almeno uno scambiatore di calore (46) adatto a contenere un fluido per essere riscaldato dalla caldaia (30), ad esempio acqua; - almeno un raccordo di uscita (10) ed un raccordo di ingresso (1) collegati a detto scambiatore (46) rispettivamente per l’ingresso e l’uscita di detto fluido da quest’ultimo; dove detto raccordo di uscita individua un condotto (14) di transito del fluido che si estende da un imbocco di entrata e comprende; - un organo di miscelazione fluidica (16) applicato a detto imbocco di entrata e aggettante all’interno dello scambiatore (46) in modo da essere almeno parzialmente immerso nel fluido contenuto in detto scambiatore (46); detto organo (16) comprendendo una pluralità di passaggi di ingresso (20, 22) adatti ad individuare rispettivi sotto-flussi del fluido nel condotto (14) lungo diverse direzioni in maniera tale da ridurre gradienti termici del fluido entrante nel raccordo di uscita.
- 2. Caldaia secondo la rivendicazione 1, in cui l’organo di miscelazione (16) comprende un fondello che si estende attorno ad un asse dell’imbocco (Z) di entrata e nel quale à ̈ ricavata una pluralità di passaggi radiali (20, 22) che confluiscono nel condotto.
- 3. Caldaia secondo la rivendicazione 2, in cui la pluralità di passaggi (20, 22), distribuita circonferenzialmente, comprende almeno una fessura longitudinale (22) che si estende parallelamente a detto asse dell’imbocco (Z).
- 4. Caldaia secondo la rivendicazione 3, in cui detta pluralità di passaggi radiali comprende una coppia di fessure longitudinali (22) diametralmente opposte e giacenti in un piano verticale.
- 5. Caldaia secondo una qualsiasi delle rivendicazioni dalla 2 alla 4, in cui detta pluralità di passaggi radiali comprende una pluralità di file di fori (20) circonferenzialmente equidistanti tra loro.
- 6. Caldaia secondo una qualsiasi delle rivendicazioni dalla 2 alla 5, in cui nel fondello à ̈ ulteriormente ricavato un passaggio assiale avente sezione di transito inferiore rispetto alla sezione del condotto (14).
- 7. Caldaia secondo una qualsiasi delle rivendicazioni dalla 2 alla 6, in cui i bordi (24, 26) del fondello che delimitano detto passaggio radiale (20, 22), opzionalmente detto passaggio assiale, sono dimensionati e/o realizzati in un materiale tale da costituire una zona preferenziale di accumulo di depositi solidi di detto fluido, ad esempio di calcare.
- 8. Caldaia secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il raccordo di ingresso (1) comprende: - una porzione di ingresso (2’) collegabile a mezzi di alimentazione fluidica; e - una porzione di uscita (2†) comunicante con la porzione di ingresso (2’), accoppiabile alla caldaia (30) e comprendente una parete tubolare (4), che si sviluppa lungo un asse di ingresso (X) del fluido nella caldaia (30) e di lunghezza sufficiente ad attraversare lo spessore di una parete (32) della caldaia (30); in cui la parete tubolare (4) individua almeno un ugello (6), adatto ad erogare il fluido in direzione sostanzialmente radiale rispetto a detto asse (X).
- 9. Caldaia secondo la rivendicazione 8, in cui l’ugello (6) à ̈ disposto distalmente alla porzione di ingresso (2’).
- 10. Caldaia secondo la rivendicazione 8 o 9, in cui l’estremità libera (4’) della parete tubolare (4) à ̈ almeno parzialmente chiusa da una parete di fondo (8), adatta a convogliare il fluido verso l’ugello (6).
- 11. Caldaia secondo la rivendicazione 10, in cui la parete di fondo (8) Ã ̈ realizzata per deformazione della parete tubolare (4).
- 12. Caldaia secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, comprendente una pluralità di ugelli (6) disposti circonferenzialmente attorno alla parete tubolare (4), ad esempio equidistanti tra loro, in modo da creare un moto vorticoso del fluido.
- 13. Caldaia secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui la parete tubolare si estende prossimalmente ad una porzione di accoppiamento (38) alla caldaia (30), ad esempio filettata.
- 14. Raccordo di uscita (10) di un fluido riscaldato, ad esempio acqua, da uno scambiatore di calore (46) di una macchina per la produzione di una bevanda infusa, ad esempio caffà ̈, in cui detto raccordo: - individua un condotto (14) di transito del fluido che si estende da un imbocco di entrata; e - comprende un organo di miscelazione fluidica (16) applicato a detto imbocco di entrata e aggettante all’interno dello scambiatore (46) in modo da essere almeno parzialmente immerso nel fluido contenuto in detto scambiatore (46); detto organo (16) comprendendo una pluralità di passaggi di ingresso (20, 22) adatti ad individuare rispettivi sotto-flussi del fluido nel condotto (14) lungo diverse direzioni in maniera tale da ridurre gradienti termici del fluido entrante nel raccordo di uscita.
- 15. Raccordo di ingresso (1) di un fluido, ad esempio acqua, in uno scambiatore di calore (46) di una caldaia (30) per una macchina per la produzione di una bevanda infusa, comprendente: - una porzione di ingresso (2’) collegabile a mezzi di alimentazione fluidica; - una porzione di uscita (2†) comunicante con la porzione di ingresso (2’), accoppiabile allo scambiatore di calore (46) e comprendente una parete tubolare (4), che si sviluppa lungo un asse di ingresso (X) del fluido nella caldaia (30) e di lunghezza sufficiente ad attraversare lo spessore di una parete (32) della caldaia (30); in cui la parete tubolare (4) individua almeno un ugello (6), adatto ad erogare il fluido in direzione sostanzialmente radiale rispetto a detto asse (X).
- 16. Macchina da caffà ̈ comprendente almeno una caldaia (30) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni dalla 1 alla 13.
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2011
- 2011-11-24 WO PCT/IB2011/055284 patent/WO2012090091A1/en not_active Ceased
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