ITBS20130083A1 - Macchina per la lavorazione di lastre di vetro provvista di dispositivo di scarico degli sfridi - Google Patents

Macchina per la lavorazione di lastre di vetro provvista di dispositivo di scarico degli sfridi

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ITBS20130083A1
ITBS20130083A1 IT000083A ITBS20130083A ITBS20130083A1 IT BS20130083 A1 ITBS20130083 A1 IT BS20130083A1 IT 000083 A IT000083 A IT 000083A IT BS20130083 A ITBS20130083 A IT BS20130083A IT BS20130083 A1 ITBS20130083 A1 IT BS20130083A1
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IT
Italy
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plate
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Pietro Aceti
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Cms Spa
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    • C03—GLASS; MINERAL OR SLAG WOOL
    • C03B—MANUFACTURE, SHAPING, OR SUPPLEMENTARY PROCESSES
    • C03B33/00—Severing cooled glass
    • C03B33/02—Cutting or splitting sheet glass or ribbons; Apparatus or machines therefor
    • C03B33/0207—Cutting or splitting sheet glass or ribbons; Apparatus or machines therefor the sheet being in a substantially vertical plane
    • B—PERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B28—WORKING CEMENT, CLAY, OR STONE
    • B28D—WORKING STONE OR STONE-LIKE MATERIALS
    • B28D7/00—Accessories specially adapted for use with machines or devices of the preceding groups
    • B28D7/04—Accessories specially adapted for use with machines or devices of the preceding groups for supporting or holding work or conveying or discharging work
    • B28D7/046—Accessories specially adapted for use with machines or devices of the preceding groups for supporting or holding work or conveying or discharging work the supporting or holding device being of the vacuum type
    • B—PERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B65—CONVEYING; PACKING; STORING; HANDLING THIN OR FILAMENTARY MATERIAL
    • B65G—TRANSPORT OR STORAGE DEVICES, e.g. CONVEYORS FOR LOADING OR TIPPING, SHOP CONVEYOR SYSTEMS OR PNEUMATIC TUBE CONVEYORS
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    • B65G2249/04—Arrangements of vacuum systems or suction cups

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Description

Macchina per la lavorazione di lastre di vetro provvista di dispositivo di scarico degli sfridi
DESCRIZIONE
Campo dell’invenzione
La presente invenzione si colloca nel settore della lavorazione delle lastre di vetro, e si riferisce in particolare a una macchina per la lavorazione di lastre di vetro sostanzialmente verticali, ad esempio una macchina polifunzionale per la molatura/fresatura/foratura o il taglio di lastre di vetro, provvista di un dispositivo di scarico degli sfridi di lavorazione.
Stato dell’arte
La lavorazione delle lastre di vetro à ̈ molto spesso ottenuta utilizzando macchine polifunzionali che permettono di effettuare la molatura, la fresatura, il taglio e la foratura delle lastre.
Normalmente le lastre di vetro grezze vengono sottoposte ad una lavorazione di taglio alle dimensioni volute e molatura, che consiste nell’asportare il materiale in eccesso dai lati della lastra, creare bordi regolari lungo ogni lato e sfilettare, ovvero eliminare, gli spigoli vivi, altrimenti taglienti. I bordi della lastra molata potranno essere piatti, stondati o a bisello; la finitura scelta à ̈ ottenibile di volta in volta adottando mole aventi il profilo appropriato.
La molatura e il taglio delle lastre di vetro sono tradizionalmente eseguiti con macchine dotate di almeno una stazione di lavoro posizionata tra una stazione di entrata (o di carico), a monte, e una stazione di uscita (o di scarico), a valle. Le stazioni comprendono ciascuna una pluralità di rulli, sui quali poggiano le lastre di vetro in corrispondenza di un lato inferiore, e una struttura verticale, definita spalliera, per il sostegno laterale delle lastre inclinate secondo un angolo di circa 5 gradi rispetto alla verticale.
Le lastre di vetro vengono spinte con opportuni mezzi, ad esempio un trasportatore a cinghie, gli stessi rulli (motorizzati) o un assieme di ventose traslabili, una alla volta dalla stazione di carico verso la stazione di scarico, con un movimento rettilineo orizzontale, ed intercettano la stazione di lavoro lungo il relativo percorso. A sua volta la stazione di lavoro solitamente comprende una testa di lavorazione movibile verticalmente e dotata di un mandrino per l’azionamento di utensili intercambiabili quali, ad esempio, frese, punte di foratura, utensili di taglio, mole di sgrossatura, mole sfilettatrici per l’asportazione degli spigoli vivi, mole di finitura-lucidatura, ecc. che effettuano le necessarie lavorazioni sulla lastra.
Il funzionamento di una macchina di questo tipo può essere così riassunto. Ogni lastra da trattare viene caricata e appoggiata in verticale sulla rulliera della stazione di carico a monte; da qui viene prelevata dai mezzi di presa e traslata verso la stazione di lavoro, in corrispondenza della quale interagisce con la testa di lavorazione e con il relativo utensile per subire una lavorazione di taglio, o molatura, oppure fresatura o foratura. In uscita dalla stazione di lavoro la lastra viene scaricata sulla stazione di scarico a valle, dopo di che la lastra può essere presa nuovamente e riportata sulla spalliera a monte per subire una nuova lavorazione.
In alcune macchine polifunzionali i mezzi di presa delle lastre sono costituiti da assiemi di ventose montate su carrelli movibili in modo indipendente uno dall’altro lungo una trave longitudinale orizzontale e continua che intercetta la stazione di lavoro. In altre soluzioni note i rulli della spalliera sono motorizzati e le lastre vengono traslate dai rulli, oppure le spalliere sono provviste di nastri trasportatori che spingono le lastre.
Indipendentemente dal sistema di movimentazione delle lastre, le macchine disponibili soffrono dell’inconveniente che gli sfridi di lavorazione delle lastre cadono a terra in modo incontrollato.
Con il termine †̃sfridi’ sono genericamente indicati gli scarti delle lavorazioni, ad esempio le rimanenze della lastra di vetro dopo che à ̈ stato effettuato un taglio. In pratica possono essere considerati sfridi le porzioni a perdere tagliate dalla lastra.
Gli sfridi cadono per gravità nei pressi della testa di lavorazione e urtando la macchina o il pavimento possono rompersi e produrre schegge che costituiscono un pericolo per l’incolumità degli operatori e che possono incastrarsi nelle parti in movimento della macchina, danneggiandole. Inoltre gli sfridi di grandi dimensioni non vengono recuperati per un’eventuale riutilizzo.
Scopo della presente invenzione à ̈ pertanto quello di mettere a disposizione una macchina per la lavorazione di lastre di vetro verticali, preferibilmente una machina polifunzionale, provvista di mezzi di scarico controllato degli sfridi di lavorazione.
Sommario dell’invenzione
Pertanto, in un primo aspetto la presente invenzione concerne una macchina secondo la rivendicazione 1.
In particolare, la presente invenzione concerne una macchina per la lavorazione di lastre di vetro, comprendente:
- almeno una stazione di lavoro,
- una stazione di carico, o di ingresso, delle lastre di vetro da lavorare, predisposta a monte della stazione di lavoro rispetto ad una direzione X di alimentazione delle lastre stesse,
- una stazione di scarico, o di uscita, delle lastre di vetro lavorate, predisposta a valle della stazione di lavoro rispetto alla direzione X di alimentazione, e
- mezzi di movimentazione delle lastre di vetro dalla stazione di carico alla stazione di lavoro e dalla stazione di lavoro alla stazione di scarico. I mezzi di movimentazione possono consistere in, ad esempio, uno o più nastri trasportatori attivi lungo la direzione di alimentazione, uno o più carrelli provvisti di ventose e traslabili lungo la direzione di alimentazione, o ancora possono consistere in rulli motorizzati di rulliere delle stazioni di carico e scarico, ecc..
La stazione di lavoro a sua volta comprende una testa di lavorazione traslabile almeno verticalmente, in direzione ortogonale alla direzione di alimentazione. La testa di lavorazione à ̈ provvista tipicamente di un mandrino portautensile sul quale possono essere montati utensili intercambiabili per il taglio, la molatura, la sfilettatura, ecc. delle lastre di vetro.
Vantaggiosamente la macchina comprende anche un dispositivo di scarico degli sfridi di lavorazione. Il dispositivo à ̈ provvisto di un gruppo ventose vincolato alla testa di lavorazione e traslabile verticalmente con essa o rispetto ad essa. In aggiunta il gruppo ventose à ̈ traslabile in modo indipendente rispetto alla testa di lavorazione in una direzione Z ortogonale sia alla direzione di alimentazione che alla direzione verticale. La possibilità di spostamento lungo la direzione Z consente al gruppo ventose di portarsi in battuta contro la lastra di vetro in lavorazione, per aderire ad essa, trattenere uno sfrido e allontanarlo dalla lastra, per rilasciarlo nel momento più opportuno, quando non si corre il rischio che la caduta dello sfrido possa in qualche modo interferire con la lavorazione in corso.
Alla luce di quanto precede, à ̈ evidente che la macchina secondo la presente invenzione permette di superare gli inconvenienti delle soluzioni tradizionali, in quanto consente di trattenere gli sfridi durante la lavorazione, per impedirne l’accidentale caduta sull’utensile o su parti della macchina, ad esempio sui mezzi di movimentazione, e rilasciare lo sfrido in un secondo momento, lateralmente rispetto alla direzione di alimentazione, in un’area dove lo sfrido ed eventuali schegge non possono interferire con la testa di lavorazione o con gli operatori.
Inoltre la macchina à ̈ configurabile per recuperare gli sfridi di grande dimensione, se necessario. Ad esempio à ̈ sufficiente dotare la macchina di uno scivolo di scarico sul quale il gruppo ventose può scaricare gli sfridi, per un loro recupero.
Preferibilmente la stazione di lavoro comprende un’incastellatura verticale alla quale la testa di lavorazione à ̈ vincolata. Un attuatore impartisce alla testa di lavorazione gli spostamenti verticali alternati lungo l’incastellatura. Come à ̈ noto, questi movimenti sono combinati con il movimento di avanzamento della lastra di vetro per ottenere l’interazione tra l’utensile e i bordi frontale, superiore, posteriore e inferiore della lastra stessa.
Nella forma di realizzazione preferita il dispositivo di scarico degli sfridi à ̈ vincolato alla testa di lavorazione in modo da risultare traslabile rispetto a questa nei suoi spostamenti verticali sull’incastellatura, e comprende almeno una guida parallela alla direzione X di alimentazione e almeno una guida parallela alla direzione Z. Sono previsti uno o più attuatori per impartire al gruppo ventose i movimenti indipendenti di traslazione lungo tali guide. Con questa configurazione il gruppo ventose à ̈ suscettibile di spostamenti su tre assi, uno verticale e due orizzontali. Questa caratteristica consente di intercettare sfridi anche di piccole dimensioni.
In una forma di realizzazione alternativa il dispositivo di scarico degli sfridi à ̈ fissato alla testa di lavorazione in modo da risultare traslabile con questa, in modo solidale, nei suoi spostamenti verticali sull’incastellatura.
Preferibilmente il dispositivo di scarico degli sfridi à ̈ vincolato alla testa di lavorazione, tra un relativo mandrino e l’estremità superiore dell’incastellatura verticale, con il gruppo ventose orientato verso la lastra di volta in volta alimentata alla stazione di lavoro.
Un’unità di controllo, che comprende mezzi a programma, comanda gli spostamenti del gruppo ventose rispetto alla lastra e rispetto alla testa di lavorazione, nonché l’attivazione e l’arresto dell’alimentazione pneumatica delle ventose.
Chiaramente le ventose possono essere attivate in modo indipendente una dall’altra. Questa caratteristica à ̈ utile qualora lo sfrido da trattenere e scaricare abbia dimensioni troppo piccole affinché tutte le ventose possano aderire ad esso, e lo scarico viene effettuato trattenendo lo sfrido con una sola ventosa, o alcune ventose del gruppo.
In un suo secondo aspetto la presente invenzione concerne un metodo per scaricare gli sfridi da una macchina di lavorazione di lastre di vetro sostanzialmente verticali, del tipo dotata di una stazione di lavoro con una corrispondente testa di lavorazione a spostamenti verticali. Il metodo comprende le fasi:
a) vincolare alla testa di lavorazione un dispositivo di scarico degli sfridi provvisto di un gruppo di ventose rivolte verso la lastra alimentata alla stazione di lavoro; b) muovere il dispositivo di scarico degli sfridi verticalmente insieme alla testa di lavorazione, o rispetto ad essa, e orizzontalmente in modo indipendente dalla testa di lavorazione per:
- portare il gruppo ventose in battuta contro una porzione della lastra di vetro destinata ad essere separata dalla restante parte della lastra e costituire uno sfrido;
- trattenere e allontanare lo sfrido;
c) attivare e disattivare le ventose del dispositivo di scarico degli sfridi per, rispettivamente, trattenere lo sfrido durante la fase b) e, successivamente, far cadere lo sfrido lateralmente rispetto alla macchina.
Il metodo appena descritto à ̈ indicativo del funzionamento della macchina secondo la presente invenzione.
In generale lo sfrido trattenuto dal gruppo ventose viene rilasciato al termine della lavorazione della lastra di vetro, prima che la stessa lastra di vetro venga nuovamente lavorata nella stazione di lavoro o una nuova lastra di vetro venga alimentata alla stazione di lavoro. Elenco delle figure
Ulteriori caratteristiche e vantaggi dell’invenzione risulteranno meglio evidenziati dall’esame della seguente descrizione dettagliata di una forma di realizzazione preferita, ma non esclusiva, illustrata a titolo indicativo e non limitativo, col supporto dei disegni allegati, in cui:
- la figura 1 Ã ̈ una vista frontale di una macchina secondo la presente invenzione;
- la figura 2 Ã ̈ una vista frontale e ingrandita di un dettaglio di figura 1;
- la figura 3 Ã ̈ una vista in prospettiva del dettaglio di cui alla figura 2;
- la figura 4 Ã ̈ una vista in prospettiva posteriore del dettaglio di cui alla figura 2.
Descrizione dettagliata dell’invenzione
La descrizione dettagliata seguente si riferisce ad una forma di realizzazione di una macchina 1 secondo la presente invenzione per la lavorazione di lastre di vetro G verticali. In particolare la macchina 1 Ã ̈ di tipo multifunzione, ad esempio una molatrice con funzione di foratura.
La macchina comprende una stazione di lavoro 4, in corrispondenza della quale la lastra G viene lavorata e due stazioni 2 e 3 di carico e scarico, posizionate rispettivamente a monte della stazione di lavoro 4 e a valle di questa rispetto alla direzione X di alimentazione delle lastre G.
Le stazioni di carico 2 e scarico 3 sono dotate di rulliere 2’ e 3’ e di due carri ventose 14, 15 che consentono di movimentare le lastre G sulla relativa rulliera. La lastra G visibile sulla rulliera 2’ deve essere lavorata e viene spinta dal carro ventose 14 in direzione X per essere portata alla stazione di lavoro 4. Una volta lavorata, la lastra G ha bordi regolari e una sua porzione G’ à ̈ stata tagliata e rimossa; sulla rulliera 3’ à ̈ visibile la lastra G lavorata (deve essere pensata in un momento temporale successivo alla lavorazione e sempre in presa dal carro ventose 14).
Ciascuna rulliera 2’ e 3’ comprende una pluralità di rulli 5 di supporto del bordo inferiore delle lastre G di vetro. Le stazioni 2 e 3 comprendono inoltre una spalliera quasi verticale (non mostrata), per il supporto laterale delle lastre G; la spalliera à ̈ inclinata di circa cinque – sei gradi rispetto ad un piano verticale.
I rulli 5 sono montati folli o frizionati sul relativo asse di rotazione, oppure sono motorizzati per mezzo di un apposito motore e una cinghia o catena di trasmissione.
Un montante 10, che si estende verticalmente in direzione Y, supporta una testa di lavorazione 11, oppure una controtesta di lavorazione se la macchina 1 Ã ̈ provvista di testa e controtesta di lavorazione. La testa di lavorazione 11 comprende il corrispondente mandrino 13 il cui asse di rotazione e traslazione Z, ben visibile in figura 3, Ã ̈ ortogonale alla lastra di vetro G che si trova nella stazione di lavoro 4.
La testa di lavorazione 11 à ̈ vincolata ad una piattaforma 21 a sua volta vincolata al montante verticale 10 in modo da risultare traslabile nei due sensi della direzione Y. L’accoppiamento della piattaforma 21 al montante 10 può essere, ad esempio, meccanico o oleopneumatico, nel senso che un attuatore (non mostrato) à ̈ previsto per impartire gli spostamenti alla piattaforma 21 rispetto sul montante 10.
La figura 2 mostra frontalmente e in dettaglio la porzione della macchina 1 interna alla linea circolare tratteggiata A di figura 1. Si tratta della testa di lavorazione 11 fissata alla piattaforma 21. Le restanti parti della macchina sono state omesse per maggior chiarezza. Con il riferimento T à ̈ indicato l’utensile intercambiabile montato sul mandrino 13.
Peculiarità della presente invenzione à ̈ la presenza, montata a bordo della testa di lavorazione 11, di un dispositivo 100 di scarico degli sfridi G’. Il dispositivo 100 comprende una piastra 101 sulla quale sono previste una o più ventose S. Nella forma di realizzazione illustrata nelle figure le ventose S sono quattro e hanno forma sostanzialmente rettangolare. Chiaramente il numero e la forma delle ventose S possono essere differenti: ad esempio le ventose possono essere due e avere forma triangolare, ecc.. La piastra 101 à ̈ supportata parallela alla lastra G in lavorazione nella stazione di lavoro 4, con le ventose S rivolte verso il piano della lastra.
Il dispositivo 100 comprende inoltre una struttura 102 di collegamento con una struttura 103, la quale a sua volta si collega alla struttura 106 di collegamento alla testa di lavorazione 11. La configurazione della struttura 102 verrà meglio illustrata con riferimento alle figure 3 e 4. Ciò che rileva à ̈ che la struttura 102 che supporta la piastra 101 consente alla piastra di traslare, rispetto alla testa di lavorazione 11 – ovvero rispetto al mandrino 13 – nei due sensi di un asse parallelo alla direzione X, nei due sensi di un asse parallelo alla direzione Z (attraverso la struttura 105) di accostamento del mandrino 13 alla lastra G in lavorazione e nei due sensi di un asse parallelo alla direzione Y attraverso la struttura 106. L’insieme à ̈ trascinato dalla piattaforma 21.
In una soluzione tecnica alternativa, non mostrata nelle figure, il dispositivo 100 di scarico degli sfridi si muove in direzione Y in modo solidale alla testa di lavorazione 11.
Le ventose S sono azionate con una pompa pneumatica esterna, in aspirazione. L’attivazione e lo spegnimento delle ventose S sono controllati da un’unità di controllo della macchina, ad esempio di tipo PLC, in base al programma impostato dall’operatore per le lastre G di volta in volta alimentate. Chiaramente à ̈ possibile configurare la macchina per attivare selettivamente le ventose S, se necessario.
Le figure 2 e 3 sono viste in prospettiva frontale e posteriore della testa di lavorazione 11 e il dispositivo 100 di scarico degli sfridi G’. Come si può notare osservando le figure, la struttura 102 di supporto del dispositivo 100 comprende a sua volta una piastra 104 di sostegno della piastra 101 (e del gruppo ventose S) e una traversa 103, solidale alla testa di lavorazione 11, attraverso la struttura 106. La traversa 103 si estende in direzione parallela alla direzione X e funziona da guida per la piastra 104. La struttura 106 si estende in direzione parallela alla direzione Y e funziona da guida alla traversa 103. In pratica il dispositivo 100 à ̈ traslabile parallelamente alla direzione Y grazie all’accoppiamento scorrevole tra la struttura 106 (solidale alla struttura 21) e la traversa 103, parallelamente alla direzione X in virtù dell’accoppiamento scorrevole della piastra 104 rispetto alla traversa di guida 103. Inoltre la struttura 102 à ̈ traslabile in una direzione parallela alla direzione Z lungo una traversa 105.
Gli accoppiamenti della struttura 102 rispetto alle guide 103, 105 e 106 consentono alle ventose S di muoversi nello spazio, secondo un sistema cartesiano parallelo a quello di macchina. Opportuni attuatori (non mostrati) comandati dall’unità di controllo impartiscono gli spostamenti alla struttura 102.
Il funzionamento del dispositivo 100 à ̈ semplice. Quando una lastra G si trova nella stazione di lavoro 4, la piastra 101 viene spinta in avanti per portare le ventose S in battuta contro la lastra G, in corrispondenza di una porzione G’ destinata a costituire uno sfrido di lavorazione. Le ventose S vengono quindi azionate per trattenere la porzione G’ per tutto il tempo necessario affinché l’utensile T effettui il taglio e anche più a lungo.
In particolare, il dispositivo 100 trattiene lo sfrido G’ e si ritrae rispetto all’utensile T, ovvero arretra, per allontanare lo sfrido G’ dal resto della lastra G; quest’ultima può subire nuove lavorazioni o essere spostata nella stazione di scarico 3, come mostrato in figura 1.
A questo punto lo sfrido G’ à ̈ mantenuto sospeso dalle ventose S in corrispondenza di un piano verticale più vicino alla testa di lavorazione 11 rispetto al piano di giacitura delle lastre G nella stazione di lavoro 4. Disattivando le ventose S lo sfrido cade al suolo, comunque in una zona distante dall’utensile T, dal mandrino 13 e dalla lastra G, in ogni caso una zona che può essere allestita con schermi e protezioni per evitare la diffusione di schegge. La zona di caduta dello sfrido G’ può anche essere attrezzata con uno scivolo per il recupero degli sfridi. Il rilascio dello sfrido G’ può avvenire anche dopo che la lastra G ha terminato la lavorazione prevista nella stazione di lavoro 4, e prima che una nuova lastra venga lavorata. In alternativa lo sfrido G’ può essere scaricato subito quando l’utensile T ancora à ̈ attivo sulla lastra G.
Ciò che conta à ̈ che il dispositivo 100 permette di gestire al meglio la movimentazione degli sfridi G’, a tutto vantaggio della sicurezza degli operatori e della gestione della macchina 1.

Claims (9)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Macchina (1) per la lavorazione di lastre di vetro, comprendente: - almeno una stazione di lavoro (4), - una stazione (2) di carico delle lastre di vetro (G) da lavorare, predisposta a monte della stazione di lavoro (4) rispetto ad una direzione X di alimentazione delle lastre (G) stesse, - una stazione (3) di scarico delle lastre di vetro (G) lavorate, predisposta a valle della stazione di lavoro (4) rispetto alla direzione X di alimentazione, e - mezzi (14, 15) di movimentazione delle lastre di vetro (G) dalla stazione di carico (2) alla stazione di lavoro (4) e dalla stazione di lavoro (4) alla stazione di scarico (3), in cui la stazione di lavoro (4) a sua volta comprende una testa di lavorazione (11) traslabile almeno verticalmente, in direzione Y ortogonale alla direzione X di alimentazione, caratterizzata dal fatto di comprendere, inoltre, un dispositivo (100) di scarico degli sfridi (G’) di lavorazione provvisto di un gruppo ventose (S) vincolato alla testa di lavorazione (11) e traslabile verticalmente con questa o rispetto ad essa, e traslabile in modo indipendente in una direzione Z ortogonale alla direzione X di alimentazione e alla direzione verticale Y, per aderire ad uno sfrido (G’) di una lastra (G) in lavorazione, allontanarlo dalla lastra (G) e rilasciarlo.
  2. 2. Macchina (1) secondo la rivendicazione 1, in cui la stazione di lavoro (4) comprende una incastellatura verticale (10) alla quale la testa di lavorazione (11) à ̈ vincolata e un attuatore della testa di lavorazione che impartisce ad essa gli spostamenti verticali lungo l’incastellatura (10).
  3. 3. Macchina (1) secondo la rivendicazione 2, in cui il dispositivo (100) di scarico degli sfridi (G’) à ̈ vincolato alla testa di lavorazione (11), in modo da risultare solidale a questa nei suoi spostamenti verticali, e comprende almeno una guida (103) parallela alla direzione X di alimentazione, almeno una guida (105) parallela alla direzione Z, e uno o più attuatori che impartiscono al gruppo ventose i movimenti indipendenti di traslazione lungo dette guide (103, 105).
  4. 4. Macchina (1) secondo la rivendicazione 2, in cui il dispositivo (100) di scarico degli sfridi (G’) à ̈ vincolato alla testa di lavorazione (11) per mezzo di una guida (106) parallela alla direzione verticale Y, ed à ̈ traslabile rispetto alla testa di lavorazione (11) lungo detta guida (106) parallela alla direzione verticale Y, e comprende almeno una guida (103) parallela alla direzione X di alimentazione, almeno una guida (105) parallela alla direzione Z, e uno o più attuatori che impartiscono al gruppo ventose i movimenti indipendenti di traslazione lungo dette guide (106, 103, 105).
  5. 5. Macchina (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 2-4, in cui il dispositivo (100) di scarico degli sfridi (G’) à ̈ fissato alla testa di lavorazione (11), tra un rispettivo mandrino (13) e l’estremità superiore dell’incastellatura verticale (10), con il gruppo ventose (S) orientato verso la lastra (G) nella stazione di lavoro (4).
  6. 6. Macchina (1) secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, comprendente un’unità di controllo della stazione di lavoro (4) e del dispositivo (100) di scarico degli sfridi, in cui l’unità di controllo comprende mezzi a programma per comandare gli spostamenti del gruppo ventose (S) rispetto alla lastra (G) e rispetto alla testa di lavorazione (11), e per comandare l’attivazione e l’arresto dell’alimentazione pneumatica delle ventose.
  7. 7. Metodo per scaricare gli sfridi (G’) da una macchina (1) di lavorazione di lastre di vetro (G) sostanzialmente verticali dotata di una stazione di lavoro (4) con una corrispondente testa di lavorazione (11) a spostamenti verticali, comprendente le fasi: a) vincolare alla testa di lavorazione (11) un dispositivo (100) di scarico degli sfridi (G’) provvisto di un gruppo ventose (S) rivolte verso la lastra (G) presente nella stazione di lavoro (4); b) muovere il dispositivo (100) di scarico degli sfridi verticalmente insieme alla testa di lavorazione (11), o rispetto alla testa di lavorazione (11), e orizzontalmente in modo indipendente dalla testa di lavorazione (11) per: - portare il gruppo ventose (S) in battuta contro una porzione (G’) della lastra di vetro (G) destinata ad essere separata dalla restante parte della lastra (G) e costituire uno sfrido; - trattenere e allontanare lo sfrido (G’); c) attivare e disattivare le ventose (S) del dispositivo (100) di scarico degli sfridi per, rispettivamente, trattenere lo sfrido (G’) durante la fase b) e, successivamente, far cadere lo sfrido (G’) lateralmente rispetto alla stazione di lavoro (4).
  8. 8. Metodo secondo la rivendicazione 7, in cui lo sfrido (G’) à ̈ rilasciato dal gruppo ventose (S) al termine della lavorazione della lastra di vetro (G), prima che la stessa lastra di vetro (G) venga nuovamente lavorata nella stazione di lavoro (4) o una nuova lastra di vetro venga alimentata alla stazione di lavoro.
  9. 9. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 7-8, in cui gli sfridi (G’) vengono fatti cadere a terra oppure sono rilasciati in uno scivolo di scarico, per l’eventuale recupero.
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