ITBS20130188A1 - Procedimento per fabbricare un intaso o un manufatto, intaso o manufatto e manto erboso. - Google Patents

Procedimento per fabbricare un intaso o un manufatto, intaso o manufatto e manto erboso.

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ITBS20130188A1
ITBS20130188A1 IT000188A ITBS20130188A ITBS20130188A1 IT BS20130188 A1 ITBS20130188 A1 IT BS20130188A1 IT 000188 A IT000188 A IT 000188A IT BS20130188 A ITBS20130188 A IT BS20130188A IT BS20130188 A1 ITBS20130188 A1 IT BS20130188A1
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IT
Italy
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raw materials
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infill
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composite mixture
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IT000188A
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Gianpietro Biffi
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Villalta S R L
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    • EFIXED CONSTRUCTIONS
    • E01CONSTRUCTION OF ROADS, RAILWAYS, OR BRIDGES
    • E01CCONSTRUCTION OF, OR SURFACES FOR, ROADS, SPORTS GROUNDS, OR THE LIKE; MACHINES OR AUXILIARY TOOLS FOR CONSTRUCTION OR REPAIR
    • E01C13/00Pavings or foundations specially adapted for playgrounds or sports grounds; Drainage, irrigation or heating of sports grounds
    • E01C13/08Surfaces simulating grass ; Grass-grown sports grounds

Landscapes

  • Engineering & Computer Science (AREA)
  • Architecture (AREA)
  • Civil Engineering (AREA)
  • Structural Engineering (AREA)
  • Medicines Containing Plant Substances (AREA)

Description

DESCRIZIONE
La presente invenzione riguarda un procedimento per fabbricare un intaso per un manto erboso sintetico, un intaso realizzato con il procedimento suddetto, ed un manto erboso sintetico comprendente un siffatto intaso. Nel settore dei campi sintetici per lo svolgimento di attività sportive (ad esempio di calcio, calcetto oppure tennis) è noto l’impiego di c.d. “intasi” per distanziare i fili d’erba, e per mantenerli in una disposizione non schiacciata a seguito dei ripetuti calpestii.
Il progressivo ma inesorabile esaurimento delle risorse naturali impone a qualsiasi azienda produttrice di attivarsi responsabilmente per ridurre o per ottimizzare i consumi delle materie prime vergini, e per sviluppare processi e mezzi idonei a re-impiegare le sostanze di scarto di altri processi produttivi, in modo da conferire a queste una seconda vita utile.
Quest’ultima esigenza è con la presente ideazione recepita nel settore dei campi sintetici per cui l’invenzione, inserendosi nel contesto che precede, si propone di fornire un procedimento innovativo in grado di reimpiegare materie prime seconde provenienti da svariate origini, ed anzi di valorizzare scarti produttivi che sarebbero altrimenti destinati ad essere gettati o bruciati.
Il suddetto obiettivo è raggiunto tramite un procedimento per la fabbricazione di un intaso per un manto erboso sintetico da materie prime seconde comprendente le seguenti fasi:
- fornire una pluralità di materie prime seconde polimeriche;
- miscelare dette materie prime seconde per ottenere una miscela composita;
- scaldare la miscela composita ad una temperatura superiore alla temperatura di transizione vetrosa di almeno una parte delle materie prime seconde per creare un agglomerato intermedio;
- macinare o tagliare l’agglomerato intermedio per ottenere detto intaso.
Pertanto, innovativamente, il presente procedimento permette di generare un prodotto da intaso a partire da due o più materie prime seconde polimeriche.
In particolare, un possibile criterio di selezione di tali materie è la relativamente semplice reperibilità del prodotto di scarto o di riciclo. Inoltre, anche gli aspetti di agevole lavorabilità e legabilità sono importanti al fine di ottenere un procedimento produttivo efficiente. Ad esempio, le suddette materie polimeriche potrebbero essere prodotti di scarto o di recupero del settore edile e/o automotive.
Sotto il profilo quantitativo, una forma di realizzazione prevede che le materie prime seconde siano presenti in una percentuale in peso compresa tra 0,1 ed il 100%wt, preferibilmente tra circa l’1%wt ed il 70%wt, opzionalmente nell’intervallo 5-50%wt.
Ne consegue che la fase di scaldare prevederà una fase di riscaldamento in un range ampio, e fortemente variabile a seconda della miscela selezionata.
Preferibilmente, tale riscaldamento avviene al di sopra della temperatura di fusione della materia prima seconda maggiormente alto-fondente sicché, al termine di tale fase, sostanzialmente tutte le materie prime seconde contenute risultano fuse o rammollite.
A puro titolo esemplificativo, varie forme di realizzazione prevedono che la materia prima seconda provenga dal gruppo consistente in stirene-butadiene, acrilonitrile-butadiene-stirene, etilene-propilenediene-monomero, gomma naturale o sintetica, polipropilene, polietilene, polietilene espanso, isoprene, poliuretano opzionalmente espanso, e loro miscele.
In accordo ad una forma di realizzazione di particolare vantaggio, il procedimento prevede che si fornisca una miscela di materie seconde polimeriche selezionando: i) almeno una prima materia dal gruppo consistente in stirene-butadiene, acrilonitrile-butadiene-stirene, etilene-propilene-diene-monomero, gomma naturale o sintetica e loro miscele; ed
ii) una o più seconde materie dal gruppo consistente in polipropilene, polietilene, polietilene espanso, isoprene, poliuretano opzionalmente espanso, e loro miscele.
In altre parole, tale variante prevede che le materie prime seconde alimentate comprendano almeno una gomma ed almeno una poliolefina.
Secondo una variante vantaggiosa, i prodotti di scarto o di recupero sono selezionati tra pneumatici, tubi, plastiche, plastiche da imballo, polimeri da isolamento termico e/o acustico, erba sintetica opzionalmente in ritagli e/o di recupero e loro miscele.
Preferibilmente, vengono fornite materie prime seconde polimeriche già precedentemente sminuzzate ad una granulometria media compresa nell’intervallo 0,1-5,0 millimetri, preferibilmente 0,5-3,0 millimetri, ad esempio 0,5-1,4 millimetri, oppure 1,6-3,0 millimetri. Ciò fa sì che durante il successivo riscaldamento si crei un agglomerato intermedio con caratteristiche di massa sufficientemente omogenee.
Secondo una variante vantaggiosa, la fase di sminuzzare genera granuli di materia prima seconda con una pluralità di spigoli vivi, che aiutano l’omogeneizzazione nella successiva miscelazione. Tuttavia, la presenza di tali spigoli non deve essere estremizzata, al fine di evitare lesive abrasioni delle parti meccaniche adibite alla fabbricazione dell’agglomerato intermedio.
Più precisamente, una forma di realizzazione potrebbe prevedere che la fase di fornire potrebbe comprendere una prima sotto-fase di triturare almeno una materia prima seconda ad una pezzatura di circa 100 x 100 millimetri, ed una seconda sotto-fase di granulare la materia prima seconda triturata in modo da ridurne ulteriormente le dimensioni medie.
Tale variante si rivela di particolare vantaggio per l’alimentazione di materie prime seconde di grossa pezzatura. Ad esempio le suddette sotto-fasi potrebbero rivelarsi utili per un efficace impiego di pneumatici all’interno del procedimento.
Preferibilmente, le fasi di miscelare e di scaldare avvengono almeno parzialmente contestualmente in una fase di estrusione dell’agglomerato intermedio attraverso una filiera, che secondo una variante avviene ad una temperatura almeno pari alla temperatura di fusione della materia prima seconda maggiormente basso-fondente, ma che di preferenza si verifica al di sopra della temperatura di fusione della materia prima seconda polimeriche maggiormente alto-fondente.
Pertanto, tale variante prevede che il riscaldamento della miscela composita, e la relativa trasformazione in agglomerato, avvengano nell’estrusione di quest’ultimo.
A tale scopo, sebbene una forma di realizzazione preveda la creazione di un agglomerato in una generica forma allungata, filiforme oppure tubolare, una forma geometrica specifica di tale agglomerato non è tutto sommato una variabile sensibile del procedimento. Infatti, la successiva fase di macinare o di tagliare consente di regolare efficacemente il parametro dimensionale dell’intaso.
Infatti, secondo una forma di realizzazione preferita, a seguito della fase di macinare/tagliare, l’intaso possiede una granulometria media compresa nell’intervallo 0,1-5,0 millimetri, preferibilmente 0,5-3,0 millimetri, ad esempio 0,5-1,4 millimetri, oppure 1,6-3,0 millimetri.
In una forma di realizzazione di particolare vantaggio, il procedimento comprende ulteriormente una fase di unire alla miscela composita (o più preferibilmente di unire alle materie prime seconde opzionalmente sminuzzate) almeno una carica di aumento ponderale, in modo da aumentare il peso medio della mescola risultante.
In accordo a varianti di implementazione dell’invenzione, la carica di aumento ponderale possiede un peso specifico superiore a 1,5 g/cm3, a 2,0 g/cm3, oppure a 2,5 g/cm3.
Gli effetti vantaggiosi di tale carica o di tale pluralità di cariche sono molteplici.
Secondo un primo aspetto, la presenza della carica migliora il trasporto delle materie prime seconde durante le diverse fasi di procedimento, soprattutto in quanto tali materie risultano appesantite dalla carica o dalla relativa pluralità.
Secondo un aspetto ulteriore, tale carica favorisce un riscaldamento migliorato della miscela composita, motivo per cui si ottiene un agglomerato intermedio termicamente omogeneo.
Infine, la presenza di una o più cariche di aumento ponderale incrementa la durezza complessiva del suddetto agglomerato per la successiva fase di macinazione o di taglio.
Preferibilmente, la carica di aumento ponderale è o comprende un composto ionico, in particolare carbonato di calcio.
Ad esempio, la carica di aumento ponderale in generale, ed un sale nello specifico, è presente in una percentuale in peso compresa nell’intervallo 5-40%wt delle materie prime seconde o della miscela composita. Oltre ai vantaggi menzionati in precedenza, il carbonato di calcio, o più in generale un composto salino, possiede ulteriori proprietà che lo rendono desiderabile all’interno di questo procedimento.
Il carbonato di calcio possiede infatti una colorazione bianca, per cui risulta più semplice modificare – sotto il profilo cromatico – il colore della miscela eterogenea che viene alimentata. Inoltre un peso specifico di 2,93 g/cm3, quasi triplo rispetto al peso dell’acqua, permette di evitare in modo efficiente qualsiasi galleggiamento dell’intaso in caso di pioggia.
Secondo una forma di realizzazione ulteriore, il procedimento comprende una fase di introdurre almeno un colorante nelle materie prime seconde oppure nella miscela composita. Tale colorante potrebbe essere fornito in pasta oppure in polvere, e potrebbe di preferenza essere presente nella miscela in una percentuale compresa tra 0,1-5%wt, ad esempio 0,5-4%wt, di preferenza circa 1-3%wt.
Secondo una variante, il colorante è o comprende un ossido metallico, preferibilmente un ossido di cromo, un ossido di ferro oppure loro miscele.
La presente invenzione ha altresì per oggetto un intaso (o manufatto; a tal proposito si veda la descrizione che segue) ottenuto tramite il procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti forme di realizzazione, ed un manto erboso sintetico comprendente almeno uno strato di intaso secondo una qualsiasi delle precedenti varianti, disposto al disopra di una base dalla quale si sviluppano formazioni filiformi tra le quali è intercalato tale intaso.
Innovativamente, il procedimento oggetto della presente invenzione permette di ottimizzare i costi di produzione degli intasi, in quanto in grado di sfruttare in sostanza qualsiasi tipologia di scarto, almeno uno dei quali è di preferenza almeno parzialmente fusibile.
Vantaggiosamente, il procedimento oggetto della presente invenzione permette di creare una seconda vita utile ai materiali di scarto, che tradizionalmente vengono buttati oppure laboriosamente smaltiti.
Vantaggiosamente, il procedimento oggetto della presente invenzione viene eseguito con una propensione spiccatamente pro-ambientale.
Vantaggiosamente, l’intaso oggetto della presente invenzione presenta caratteristiche meccaniche e fisiche almeno comparabili rispetto a quelle degli intasi tradizionali, ottenuti da materie vergini.
Vantaggiosamente, l’intaso oggetto della presente invenzione presenta una scarsa migrabilità, ed è stato appositamente progettato per evitarne un trasporto da parte dell’acqua piovana.
Alle forme di realizzazione del procedimento e dell’intaso suddetto, un tecnico del ramo, al fine di soddisfare esigenze specifiche, potrebbe apportare varianti o sostituzioni di elementi con altri funzionalmente equivalenti.
Ad esempio, benché l’invenzione che precede sia stata descritta con particolare riferimento ad un procedimento di fabbricazione di un intaso impiegante materie prime seconde, ulteriori forme di realizzazione prevedono che il procedimento possa essere impiegato per la fabbricazione di altre tipologie di manufatti da tali materie. A puro titolo esemplificativo si annoverano sottofondi, tappeti o rotoli elastici, manufatti prefabbricati (preferibilmente per l’edilizia), mattonelle per pavimentazione, cordoli di contenimento, costruzioni, e similari.
Anche tali varianti sono contenute nell’ambito di tutela come definito dalle seguenti rivendicazioni.
Inoltre, ciascuna variante descritta come appartenente ad una possibile forma di realizzazione è realizzabile indipendentemente dalle altre varianti descritte.

Claims (15)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Procedimento per la fabbricazione di un intaso per un manto erboso sintetico da materie prime seconde comprendente le fasi di: - fornire una pluralità di materie prime seconde polimeriche, ad esempio una gomma ed una poliolefina; - miscelare dette materie prime seconde per ottenere una miscela composita; - scaldare la miscela composita ad una temperatura superiore alla temperatura di transizione vetrosa di almeno una parte delle materie prime seconde per creare un agglomerato intermedio; - macinare o tagliare l’agglomerato intermedio per ottenere detto intaso.
  2. 2. Procedimento secondo la rivendicazione 1, in cui dette materie prime seconde comprendono almeno una gomma ed almeno una poliolefina.
  3. 3. Procedimento secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui la fase di fornire comprende una fase di fornire una miscela di materie seconde polimeriche selezionando almeno una prima materia dal gruppo consistente in stirene-butadiene, acrilonitrile-butadiene-stirene, etilene-propilene-diene-monomero, gomma naturale o sintetica e loro miscele, ed una o più seconde materie dal gruppo consistente in polipropilene, polietilene, polietilene espanso, isoprene, poliuretano, e loro miscele.
  4. 4. Procedimento secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui la fase di fornire comprende una fase di fornire prodotti di scarto o di recupero del settore edile e/o automotive, selezionati dal gruppo consistente in pneumatici, tubi, plastiche da imballo, polimeri da isolamento termico e/o acustico, erba sintetica opzionalmente in ritagli e/o di recupero e loro miscele.
  5. 5. Procedimento secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui le fasi di miscelare e di scaldare avvengono almeno parzialmente contestualmente in una fase di estrusione dell’agglomerato intermedio attraverso una filiera, ad una temperatura almeno pari alla temperatura di fusione della materia prima seconda maggiormente bassofondente.
  6. 6. Procedimento secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui, a seguito della fase di macinare/tagliare, l’intaso possiede una granulometria media compresa nell’intervallo 0,1-5,0 millimetri, preferibilmente 0,5-3,0 millimetri, ad esempio 0,5-1,4 millimetri, oppure 1,6-3,0 millimetri.
  7. 7. Procedimento secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui la fase di fornire comprende una fase di fornire materie prime seconde polimeriche sminuzzate ad una granulometria media compresa nell’intervallo 0,1-5,0 millimetri, preferibilmente 0,5-3,0 millimetri, ad esempio 0,5-1,4 millimetri, oppure 1,6-3,0 millimetri.
  8. 8. Procedimento secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui la fase di fornire comprende una prima sotto-fase di triturare almeno una materia prima seconda ad una pezzatura di circa 100 x 100 millimetri, ed una seconda sotto-fase di granulare la materia prima seconda triturata in modo da ridurne ulteriormente le dimensioni medie.
  9. 9. Procedimento secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, comprendente una fase di unire alle materie prime seconde oppure alla miscela composita almeno una carica di aumento ponderale, avente un peso specifico superiore a 2,0 g/cm3.
  10. 10. Procedimento secondo la rivendicazione precedente, in cui la carica di aumento ponderale è carbonato di calcio, ed è presente in una percentuale in peso compresa nell’intervallo 5-40%wt delle materie prime seconde o della miscela composita.
  11. 11. Procedimento secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, comprendente una fase di introdurre almeno un colorante nelle materie prime seconde oppure nella miscela composita, detto colorante essendo un ossido metallico, ad esempio un ossido di cromo, un ossido di ferro oppure loro miscele.
  12. 12. Manto erboso sintetico comprendente almeno uno strato di intaso ottenuto tramite il procedimento secondo le rivendicazioni precedenti, disposto al disopra di una base dalla quale si sviluppano formazioni filiformi tra le quali è intercalato detto intaso.
  13. 13. Procedimento per la fabbricazione di un manufatto da materie prime seconde comprendente le fasi di: - fornire una pluralità di materie prime seconde polimeriche, ad esempio una gomma ed una poliolefina; - miscelare dette materie prime seconde per ottenere una miscela composita; - scaldare la miscela composita ad una temperatura superiore alla temperatura di transizione vetrosa di almeno una parte delle materie prime seconde per creare un agglomerato intermedio; - macinare o tagliare l’agglomerato intermedio per ottenere detto manufatto.
  14. 14. Procedimento secondo la rivendicazione precedente, in cui detto manufatto è selezionato dal gruppo consistente in sottofondi, tappeti o rotoli elastici, manufatti prefabbricati preferibilmente per l’edilizia, mattonelle per pavimentazione, cordoli di contenimento, costruzioni e similari, laddove detto procedimento comprende di preferenza una o più delle caratteristiche di cui alle rivendicazioni 2-11.
  15. 15. Intaso o manufatto ottenuto tramite il procedimento secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1-11 oppure 13-14.
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