ITCS990014A1 - "le crete in argento di ercole barile". - Google Patents

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ITCS990014A1
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crystalline
galvanic
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Ercole Barile
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Ercole Barile
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  • Electroplating And Plating Baths Therefor (AREA)

Description

DESCRIZIONE DELL' INVENZIONE
STATO ANTERIORE DELLA TECNICA
Non risultano esserci tecniche simili a quelle utilizzate per Γ innovazione in oggetto, o comunque tali da determinare risultati còme quelli evidenziati nella presente descrizione.
OBIETTIVO DELL’ INNOVAZIONE
L'obiettivo che si è prefisso raggiungere è la creazione di una collezione di alta qualità composta da vasi, ciotole ed anfore di diverse forme e tipologie, tutte
fatte con decori in argento e decori dipinti a mano.
Per arrivare ad un prodotto di buona qualità è stata necessaria una lunga sperimentazione, in quanto creta ed argento non sono due elementi facilmente combinabili.
PARTE I
LA SPERIMENTAZIONE
Si partiva da un prodotto iniziale costituito da un oggetto, in comune creta grezza, che noi definiremo per una questione di comodità "scafo". Su questo poi venivano fissati, con tecnica galvanica, dei riporti in argento, ma presto si verificavano degli inconvenienti. L'oggetto dopo il trattamento di deposizione dell'argento si presentava perfetto. Dopo qualche mese però venivano fuori delle macchie di colore biancastro, dovute al liquido conduttore delle vasche galvaniche che, assorbito dalle porosità della creta, veniva rigettato in superficie successivamente.
Ma gli inconvenienti non finivano qui. Il liquido delle vasche galvaniche, infatti, contenendo acido cianidrico (fortemente corrosivo) creava all’interno dello "scafo" una specie di cancro, rendendone la struttura molto fragile.
A questo punto si pensava di isolare lo scafo dal liquido galvanico con una soluzione di silicati cristallini liquidi, definita tecnicamente come "cristallina”, che fondendo a 900° creava sullo scafo una sorta di patina protettiva a struttura vetrosa. Questa stessa però, in quanto tale, non consentiva al metallo di penetrare nella porosità della creta e quindi di ancorarvisi saldamente.
Si pensava così di mantenere libere dalla cristallina le porzioni di scafo da argentare, soluzione però non facile, in quanto la suddetta cristallina veniva depositata sull'oggetto mediante immersione, solidificandosi già dopo qualche secondo e rendendo quindi pressocchè impossibili le operazioni di asporto della stessa.
Dopo diverse prove si scopriva che bastava cospargere la superficie interessata con uno strato di acqua e colla (Vinavil). Infatti, su questa soluzione, la cristallina non attecchiva per cui bastava ripulire la zona precedentemente trattata con una spugna imbevuta d'acqua. Il prodotto presentava ancora degli inconvenienti in quanto la cristallina, normalmente adoperata, conteneva una percentuale di piombo che veniva aggredito dal cianuro, contenuto nel liquido conduttore adoperato nell’argentatura galvanica, creando inconvenienti estetici sul pezzo, ovvero un effetto bruciato sulla superficie vetrosa della cristallina. Inoltre il piombo staccandosi dalla soluzione cristallina creava delle impurità all'interno del sistema galvanico con grave danno economico. Si provvedeva così ad eliminare il piombo dalla cristallina che creava però un inconveniente nell'omogeneità della struttura della stessa, rendendola meno consistente.
Il prodotto perciò, per tali motivi, non era ancora perfetto.
Successivamente all'immersione galvanica, sotto la superficie vetrosa della cristallina, comparivano delle zone punteggiate di colore bluastro date da depositi gassosi contenuti aH'intemo della creta che, durante la seconda cottura, venivano soffiati fuori creando micro-fratture sulla cristallina, indebolita dall'assenza di piombo. Si passava, quindi, al trattamento di argentatura.
Una volta immerso il pezzo nelle vasche galvaniche, il liquido conduttore (di colore bluastro) contenuto nelle stesse, penetrava attraverso le micro-fratture causando delle macchie bluastre sotto la superficie vetrosa.
Bisognava allora risolvere l'inconveniente delle micro-fratture eliminando i depositi gassosi con una particolare tecnica di cottura. Si faceva arrivare la temperatura fino a 980° in maniera molto lenta (12 ore), si manteneva la temperatura raggiunta per altre 4 ore e poi si procedeva alla fase di raffreddamento in un tempo di altre 12 ore.
L'innalzamento e il conseguente abbassamento della temperatura doveva avvenire in mamera molto lenta oltre che per purificare il pezzo dai depositi gassosi, anche per evitare rotture dovute a repentini sbalzi di temperatura.
PARTE Π
LE FASI DI PRODUZIONE
PURIFICAZIONE
Fase 1
- Preparazione dell'argilla amalgamandola in maniera da eliminare eventuali bolle d'aria e renderla omogenea.
FICOLATURA
Fase 2
a) Prima fase di preparazione sul tornio per ricavare la forma dell’oggetto desiderato.
b) Preparazione di manici, fregi ed altre appendici.
ESSICCAZIONE
Fase 3
a) La forma viene messa ad essiccare in un ambiente privo di luci e di correnti d'aria, in quanto il procedimento deve avvenire in modo più naturale possibile. b) Rotazione del pezzo di 180° ogni 12 ore.
c) Durata del periodo di essiccazione : 4 giorni.
RIFINITURA
Fase 4
a) Dopo il secondo giorno di essiccazione il pezzo viene riposto sul tornio per un secondo passaggio di rifinitura con la spatola.
b) Segue un terzo passaggio con spugna naturale imbevuta d'acqua per far si che il pezzo risulti perfettamente liscio.
c) Selezione dei pezzi che dovranno essere decorati con smalti, preparandoli con un fondo bianco, con la tecnica detta dell'ingobbio.
Tale fondo bianco serve per dare più risalto ai colori che verranno sovrapposti in un secondo tempo.
d) Applicazioni delle appendici dove previsto.
INCISIONE
Fase 5
- Al quarto giorno della fase di essiccazione si procede all'incisione del pezzo con un punteruolo di acciaio per mezzo del quale si eseguono delle vere e proprie operazioni di cesello su creta. Si praticano inoltre dei solchi di contenimento intorno alla zona dove si dovrà depositare l'argento, per far si che lo stesso vi si ancori saldamente.
1° COTTURA
Fase 6
a) Terminata la fase di essiccazione si inforna ad una temperatura di 980° arrivando a tale temperatura molto lentamente (12 ore). Dopo di che si mantengono i pezzi alla temperatura ottenuta per altre quattro ore.
b) Periodo di raffreddamento, a forno chiuso, di altre 12 ore fino a che la temperatura non scenderà a circa 80°.
c) Apertura porta forno e raffreddamento completo dei pezzi.
SMALTATURA E SPENNELLATURA
Fase 7
a) Posa degli smalti ove previsto sui pezzi trattati in precedenza con l'ingobbio.
b) in contemporanea si spennellano le parti dove si andrà a depositare l'argento con una soluzione di acqua colla (Vinavil).Tale procedimento serve a non fere solidificare la cristallina sulla zona cosi trattata.
CRISTALLIN ATURA
Fase 8
- Immersione del pezzo in un bagno a base di silicati cristallini liquidi (cristallina), i quali fondono ad una temperatura di 900° formando sul pezzo una sorta di patina vetrosa.
P PULITURA
Fase 9
- Dopo aver levato il pezzo dal bagno di cristallina, si passano, con una spugna inumidita di acqua, le parti trattate in precedenza con il Vinavil (tale operazione permette la successiva rimozione del liquido vetroso altrimenti impossibile). Questo procedimento è necessario poiché, dal momento che l'argento viene depositato con una tecnica galvanica, non si avrebbe un buon attecchimento sulla parte vetrosa, mentre è indispensabile avere superfici porose per far si che il metallo penetri all'interno per formare un corpo unico.
ASCIUGATURA
Fase 10
- 1 pezzi vengono messi ad asciugare per tre giorni.
11° COTTURA
Fase 11
- Seconda infornata con i medesimi accorgimenti della fase 6 salvo, per la temperatura che sarà di 900° circa.
ARGENTATURA
Fase 12
- Posa in opera dell'argento che avverrà con una tecnica di deposizione galvanica.
LUCIDATURA
Fase 13
- Lucidatura dell'argento.
11° PULITURA
Fase 14
- Le parti in creta vengono nettate dairanrierimento, dovuto alla precedente lucidatura dell’argento, con un primo lavaggio che adopera un detergente liquido (Pool) contenente tensioattivi anionici nonionici, e poi con ulteriore strofinatura con succo concentrato di limone.
PROTEZIONE
Fase 15
- Si passa con pennello, sulle parti argentate, una patina protettiva normalmente adoperata per evitare che l’argento annerisca.
TEMPI DI LAVORAZIONE
Per la realizzazione di un pezzo circa 15 giorni di lavoro.

Claims (3)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Procedimento, per la creazione delle "crete in argento", che fa uso di una soluzione di acqua colla (Vinavil): con essa si spennellano le parti dove si andrà a depositare l'argento, per far si che si rimuova la cristallina su cui altrimenti l'argento non attecchirebbe.
  2. 2) Procedimento, di cui alla rivendicazione 1, che prevede l'immersione del pezzo in lavorazione in un bagno di silicati cristallini liquidi, che fondono formando sul pezzo stesso una patina vetrosa in modo tale da proteggere lo scafo, in terracotta, dalle infiltrazioni acide del bagno galvanico.
  3. 3) Procedimento, di cui alle rivendicazioni precedentri, che fa uso di una tecnica galvanica che consente di fare attecchire l'argento sulla parte porosa della creta, penetrandovi e formando un corpo unico.
IT1999CS000014A 1999-09-22 1999-09-22 "le crete in argento di ercole barile". ITCS990014A1 (it)

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