ITCT20130002A1 - Dispositivo e metodo per la realizzazione di protesi dentarie - Google Patents

Dispositivo e metodo per la realizzazione di protesi dentarie

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ITCT20130002A1
ITCT20130002A1 IT000002A ITCT20130002A ITCT20130002A1 IT CT20130002 A1 ITCT20130002 A1 IT CT20130002A1 IT 000002 A IT000002 A IT 000002A IT CT20130002 A ITCT20130002 A IT CT20130002A IT CT20130002 A1 ITCT20130002 A1 IT CT20130002A1
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Description

Descrizione
Campo di applicazione
La presente invenzione si colloca nel campo medico dentistico ed ha particolarmente per oggetto un dispositivo ed un metodo per la realizzazione di protesi dentarie.
Stato della tecnica
La realizzazione di una protesi dentaria, sia essa superiore e/o inferiore oppure da realizzare su un impianto, à ̈ una operazione alquanto complessa, in particolar modo nel caso di paziente edentuli, in quanto sia l’odontoiatra che l’odontotecnico devono considerare molteplici fattori al momento della scelta della forma e della posizione dei denti, al fine di soddisfare requisiti non solo funzionali ma anche estetici e fonetici.
Infatti, à ̈ noto che la posizione dei denti frontali superiori ed inferiori, ed in particolare la loro reciproca inclinazione e la distanza tra i margini incisali superiore ed inferiore, così come la distanza tra il margine incisale superiore ed il labbro inferiore, condizionano la corretta fonazione ed in particolare la pronuncia dei fonemi S, F e V.
Inoltre, il corretto posizionamento degli incisivi e dei canini condiziona la corretta estetica del labbro ed à ̈ necessario affinché il labbro risulti everso e non cascante, il prolabio sia evidente ed il filtro, ossia la depressione tra il tubercolo del labbro superiore ed il setto nasale, non sia piatto.
Poiché l’anatomia del labbro varia da paziente a paziente appare chiaro che in questo caso non à ̈ possibile applicare principi di carattere generale senza rischiare di ottenere risultati poco soddisfacenti.
Da un punto di vista funzionale, invece, à ̈ necessario evitare che all’atto della masticazione si abbia un’eccessiva protrusione del labbro inferiore dovuta ad una possibile posizione prognatica della mandibola.
Non da ultimo, Ã ̈ importante stabilire la giusta inclinazione dei denti al fine di rispettare i rapporti naturali tra la parte cervicale del dente e le zone periferiche gengivali.
In sintesi, in fase di montaggio dei denti, il tecnico, o i tecnici, si trovano davanti a tre incognite principali, rappresentate dall’inclinazione dei denti e dalla loro corretta posizione al di sotto della cresta alveolare e davanti alla stessa.
Nella tecnica nota si procede generalmente mediante una pluralità di fasi che necessitano più sedute da parte del paziente, al fine di poter ottenere una configurazione dei denti soddisfacente.
In particolare, i metodi più diffusi prevedono, nel caso di paziente edentulo, una prima seduta per rilevare le impronte che serviranno per la realizzazione del portaimpronte individuale, o cucchiaio di precisione, il quale sarà poi inviato in laboratorio per la colatura in gesso necessaria ad ottenere i modelli definitivi.
Su questi ultimi, l’odontotecnico costruirà delle placche in resina con sopra un vallo in cera, denominato blocco di masticazione, con il quale, in occasione di una seconda seduta, prenderà le giuste misure ed i riferimenti per la realizzazione delle protesi definitive.
Successivamente, sarà necessaria una terza seduta in cui si potranno provare sul paziente le placche provviste dei denti. Tuttavia, nel caso in cui il paziente non sia soddisfatto del risultato finale, sarà necessario ritornare in laboratorio per montare nuovi denti e quindi riprovarli sul paziente, nel corso di un’ulteriore seduta, reiterando il procedimento fintanto che non si sarà ottenuto il risultato voluto.
Appare pertanto evidente che simili metodologie operative sono lunghe, antieconomiche e con scarso grado di comfort per il paziente e spesso conducono ad un risultato poco soddisfacente in quanto si può essere portati ad accettare un lavoro non perfetto piuttosto che a sottoporsi a nuove sedute ed a subire nuovi costi.
Presentazione dell’invenzione
Uno scopo della presente invenzione à ̈ quello di superare gli inconvenienti sopra indicati, realizzando un dispositivo per la realizzazione di protesi dentarie che consenta la realizzazione di un prototipo o modello di protesi in maniera particolarmente semplice e rapida.
Uno scopo particolare à ̈ quello di realizzare un dispositivo per la realizzazione di protesi dentarie che consenta di realizzare un modello anche parziale di protesi dentaria che presenti caratteristiche soddisfacenti sia da un punto di vista funzionale che estetico e fonetico in un numero relativamente limitato di sedute per il paziente, incrementando il grado di comfort e riducendo i costi per il paziente e per il tecnico. Altro scopo à ̈ quello di realizzare un dispositivo per la realizzazione di protesi dentarie che consenta ad un paziente di provare una molteplicità di configurazioni dei denti nel corso di una stessa seduta.
Non ultimo scopo della presente invenzione à ̈ quello di mettere a disposizione un metodo per la realizzazione di protesi dentarie che sia particolarmente rapido ed efficace.
Tali scopi, nonché altri che appariranno più chiari inseguito, sono raggiunti da un dispositivo per la realizzazione di protesi dentarie in accordo alla rivendicazione 1. Grazie a questa combinazione di caratteristiche, il dispositivo consentirà di posizionare, anche nel corso di una stessa seduta, oppure in più sedute, una molteplicità di serie di elementi sagomati che riproducono differenti configurazioni dei denti, in modo da fornire al paziente un riscontro immediato dell’aspetto finale della protesi e raggiungere in maniera semplice, rapida e confortevole il risultato ottimale.
Secondo un ulteriore aspetto del trovato à ̈ previsto un metodo per la realizzazione di una protesi dentaria in accordo alla rivendicazione 10.
Breve descrizione dei disegni
Ulteriori caratteristiche e vantaggi del trovato risulteranno maggiormente evidenti alla luce della descrizione dettagliata di una forma di realizzazione preferita ma non esclusiva di un dispositivo per la realizzazione di protesi secondo l’invenzione, illustrata a titolo di esempio non limitativo con l’aiuto delle unite tavole di disegno in cui:
la FIG. 1 à ̈ una vista prospettica frontale del dispositivo secondo l’invenzione;
la FIG. 2 à ̈ una vista prospettica angolata e parziale del dispositivo secondo l’invenzione;
la FIG. 3 à ̈ una vista frontale parziale del dispositivo secondo l’invenzione; la FIG. 4 à ̈ una vista dall’alto parziale del dispositivo secondo l’invenzione; la FIG. 5 à ̈ una vista prospettica frontale del dispositivo secondo l’invenzione privo degli elementi sagomati;
la FIG. 6 Ã ̈ una vista di insieme di alcune serie di elementi sagomati riproducenti i denti da impiantare ed organizzati in funzione della forma in pianta ed in sezione;
la FIG. 7 à ̈ una vista laterale sezionata del dispositivo secondo l’invenzione; la FIG. 8 à ̈ una vista laterale sezionata del dispositivo secondo l’invenzione con gli elementi sagomati in due configurazioni differenti necessarie per ottenere i riscontri fonetici ed estetici.
Descrizione dettagliata di un esempio di realizzazione Con riferimento alle figure citate, à ̈ illustrato un dispositivo per la realizzazione di protesi dentarie secondo l’invenzione destinato ad essere utilizzato da un odontotecnico e/o da un odontoiatra per la realizzazione dei modelli necessari per la configurazione di una protesi dentaria definitiva per pazienti totalmente o parzialmente edentuli.
Come visibile in Fig. 1, il dispositivo, indicato globalmente con 1, comprende una placca di articolazione 2 avente almeno una porzione di supporto o vallo di masticazione 3 realizzato in un materiale plasticamente deformabile, ad esempio cera o materiale similare, atto a deformarsi plasticamente per essere modellato superiormente al calco di un’impronta di arcata dentaria.
In particolare, in maniera nota, il vallo 3 sarà atto a riportare una masticazione propria del paziente corrispondente all’impronta dell’arcata dentaria.
Il vallo 3 potrà essere ottenuto in laboratorio a partire da un portaimpronte o cucchiaio di precisione utilizzato nel corso di una prima seduta, secondo una qualsiasi delle tecniche note, non descritte pertanto nel corso della presente descrizione.
In particolare, il portaimpronte sarà utilizzato per rilevare l’impronta del paziente ed ottenere un calco sul quale si costruirà il vallo deformabile 3.
Il dispositivo 1 comprenderà quindi una pluralità di elementi sagomati 4 atti ad essere applicati amovibilmente e regolabilmente al vallo deformabile 3.
Ognuno di tali elementi sagomati 4 riprodurrà, almeno in pianta frontale, la sagoma di un rispettivo dente da ricostruire in laboratorio, in modo che all’applicazione degli elementi sagomati 4 sul vallo 3 si possa simulare una porzione dell’arcata dentaria della protesi da realizzare.
In particolare, gli elementi sagomati 4 potranno essere organizzati in una pluralità di serie S, S’, S’’ applicabili selettivamente ed una alla volta al vallo o porzione di supporto 3.
In Fig. 2 ed in Fig. 3 Ã ̈ illustrato parzialmente il dispositivo 1 secondo, rispettivamente, una vista prospettica ed una frontale ed in cui al vallo 3 Ã ̈ applicata una serie S di elementi sagomati 4 atti a rappresentare i denti frontali superiori, in particolare gli incisivi ed i canini.
In Fig. 4 à ̈ illustrato ancora lo stesso dispositivo 1 visto dall’alto ed in cui con R sono indicate le rughe palatine.
Opportunamente, gli elementi sagomati 4 di ogni singola serie S, S’, S’’ saranno reciprocamente uniti tra loro in posizioni reciprocamente affiancate ed allineate lungo una direzione longitudinale L mediante un elemento di collegamento 5, visibile sia nella Fig. 1, in cui à ̈ applicato agli elementi sagomati 4, che in Fig. 5, con la sola placca di articolazione 2.
L’elemento di collegamento 4 sarà sostanzialmente allungato ed elasticamente deformabile per permettere l’applicazione unitaria della rispettiva serie S, S’, S’’ di elementi sagomati 4 al vallo 3 ed allo stesso tempo per consentire la regolazione delle posizioni reciproche degli elementi sagomati 4 lungo almeno una direzione predeterminata.
Preferibilmente, l’elemento di collegamento 5 sostanzialmente allungato sarà scelto tra gli elementi filiformi, nastriformi o similari, come più chiaramente illustrato nella Fig. 5, e sarà atto a consentire il movimento relativo di regolazione degli elementi sagomati 4 di una stessa serie S, S’, S’’ lungo una pluralità di direzioni nell’intero spazio, in modo da ampliare le possibilità di configurazione di una stessa serie S, S’, S’’ di elementi sagomati 4 destinata a definire il modello per la protesi.
L’elemento di collegamento 5 potrà essere realizzato in un qualsiasi materiale, sia metallico che polimerico, purché provvisto di adeguata flessibilità ed eventualmente del tipo a memoria di forma. Opportunamente, per motivi estetici, sarà sostanzialmente dello stesso colore degli elementi sagomati 4 della rispettiva serie S, S’, S’’.
Preferibilmente, gli elementi sagomati 4 di una stessa serie S, S’, S’’ saranno sostanzialmente omogenei tra loro per forma, dimensioni e/o colore.
Ad esempio, come schematizzato in Fig. 6, le serie S, S’, S’’ di elementi sagomati 4 potranno essere organizzate in funzione della forma in pianta degli elementi sagomati 4, che potrà essere sostanzialmente triangolare, sostanzialmente ovale o oblunga oppure sostanzialmente rettangolare. All’interno di una stessa serie S, S’, S’’, gli elementi sagomati 4 risulteranno omogenei per quanto riguarda il profilo in sezione trasversale, oltre che preferibilmente per il colore.
In questo modo, nel corso di una stessa seduta il paziente potrà provare una molteplicità di serie S, S’, S’’ di denti artificiali in funzione delle proprie preferenze, in quanto sarà sufficiente rimuovere dal vallo 3 la serie S, S’, S’’ precedentemente provata ed applicare un’ulteriore serie S, S’, S’’.
Nella configurazione preferita ma non esclusiva delle figure, ogni serie S, S’, S’’ sarà costituita da sei elementi sagomati 4 riproducenti gli incisivi ed i canini superiori. Tuttavia, gli elementi sagomati 4 potranno anche riprodurre gli incisivi ed i canini inferiori, applicandosi in questo caso tutto quanto detto finora nel caso di elementi sagomati 4 riproducenti i denti superiori.
Inoltre, anche il numero di elementi 4 costituenti la singola serie S, S’, S’’ potrà essere differente, sia minore che maggiore di sei, a seconda delle esigenze. Tuttavia la configurazione illustrata à ̈ quella preferita in quanto le principali caratteristiche funzionali, estetiche e fonetiche sono legate alla corretta regolazione della posizione dei canini e degli incisivi.
Come più chiaramente visibile dalla Fig. 7, gli elementi sagomati 4 saranno anche provvisti di mezzi 6 per il loro ancoraggio amovibile al vallo 3 o porzione di supporto deformabile.
Inoltre, ogni elemento sagomato 4 avrà una prima porzione di estremità 7 atta a sporgere trasversalmente rispetto alla porzione di supporto deformabile 3, ad esempio verso il basso nel caso delle configurazioni illustrate ovvero verso l’alto nel caso in cui gli elementi sagomati 4 rappresentino i denti inferiori.
Ulteriormente, ogni elemento sagomato 4 presenterà una seconda porzione di estremità 8 provvista dei mezzi di ancoraggio 6 ed atta ad essere sovrapposta alla porzione di supporto deformabile 3.
In una configurazione preferita non illustrata nelle figure ogni elemento sagomato 4 potrà avere forma interamente tridimensionale per riprodurre completamente la forma del rispettivo dente.
Secondo la forma preferita delle figure, ogni elemento sagomato 4 presenta la rispettiva prima porzione di estremità 7 avente forma sostanzialmente tridimensionale e riproducente per intero il margine del rispettivo dente da simulare ed una seconda porzione di estremità 8 costituita da una parete relativamente sottile con spessore sostanzialmente costante ed atta a riprodurre la zona cervicale del dente da simulare.
Opportunamente, la parete sottile 8 avrà una faccia posteriore 9 zigrinata e provvista dei mezzi di ancoraggio 6.
Questi ultimi potranno comprendere, ad esempio, una pluralità di chiodi 10 o elementi similari di dimensioni micrometriche sporgenti dalla faccia posteriore 9, ortogonalmente alla stessa, per penetrare il materiale del vallo 3 o porzione di supporto deformabile.
In questo modo risulterà semplificato sia l’ancoraggio degli elementi sagomati 4 al vallo 3 che la loro movimentazione rispetto al vallo 3 per regolarne la posizione trasversale e/o longitudinale e/o l’inclinazione.
Preferibilmente, l’elemento di collegamento 5 si estenderà in direzione sostanzialmente longitudinale X in corrispondenza delle seconde porzioni di estremità 8 degli elementi sagomati 4, in modo da permettere movimenti limitati ma precisi e liberi rispetto a qualsiasi direzione dello spazio tra gli elementi sagomati 4. In questo modo sarà possibile ottenere in maniera immediata un riscontro effettivo ed efficace, sia da un punto di vista dell’aspetto fonetico che dell’estetica, del corretto posizionamento degli elementi sagomati 4, e quindi dei denti che andranno a definire la protesi, potendo apportare i necessari aggiustamenti in un’unica seduta.
Ad esempio, come schematizzato in Fig. 8, gli elementi superiori 4 potranno essere movimentati rispetto a quelli inferiori 4’ per definire i piani di riferimento per la corretta fonazione e funzionalità della protesi.
In particolare, in Fig. 8 la zona A rappresenta la zona di overbite, ossia di sovraocclusione verticale, mentre la zona B Ã ̈ quella di overjet, ossia di sovraocclusione orizzontale.
La dimensione d rappresenta invece la distanza verticale che deve essere prevista tra denti contrapposti al fine di ottenere un’occlusione centrica. La distanza verticale d’ rappresenta invece la distanza tra i margini incisali superiore ed inferiore per la corretta pronuncia del fonema S. Infine la zona C rappresenta lo spazio fonetico. Appare pertanto chiaro che il tecnico, partendo da considerazioni note in merito ai necessari requisiti di posizionamento dei denti, potrà regolare agevolmente la posizione dei denti.
I materiali utilizzabili per la realizzazione degli elementi sagomati 4 non rappresentano un limite per l’ambito di tutela della presente invenzione e potranno essere di qualsiasi tipo.
Secondo alcune varianti preferite, i suddetti materiali potranno essere scelti nel gruppo comprendente le resine o altri materiali polimerici, i materiali ceramici, i materiali compositi, i materiali contenenti zirconio o similari.
In una particolare variante, i materiali potranno essere radiopachi in modo da risultare visibili ad una radiografia per utilizzare gli elementi sagomati 4 come dima implantare.
Ancora, il dispositivo 1 potrà essere del tipo ad utilizzo singolo, ad esempio usa e getta, oppure potrà essere riutilizzabile e costituire perciò un kit da studio, ovvero uno strumento utilizzabile dal tecnico per illustrare al paziente il risultato finale. In questo ultimo caso almeno i materiali utilizzati per gli elementi sagomati 4 dovranno essere sterilizzabili, a caldo e/o a freddo.
Il dispositivo 1 così configurato troverà ulteriori applicazioni nel campo dentistico, in particolare in applicazioni CAD-CAM, ad esempio nella realizzazione di abutment singoli o per realizzare una barra avvitata su impianti perché, una volta posizionati gli elementi sagomati 4 sulla placca 2, sarà possibile eseguire una scansione ed ottenere sul monitor l’ombra degli stessi, permettendo di valutare lo spazio necessario e proteggere gli alloggi che serviranno ad ospitare i denti in resina, composito o zirconio.
Secondo un ulteriore aspetto dell’invenzione à ̈ previsto un metodo per la realizzazione di una protesi dentale che prevede la realizzazione del dispositivo 1 sopra descritto necessario a definire il modello per la realizzazione della protesi vera e propria.
Il metodo si caratterizza per il fatto di comprendere una fase a) di predisposizione di una placca di articolazione 2 avente una porzione di supporto o vallo di masticazione 3 in un materiale plasticamente deformabile provvista di un’impronta almeno parziale dell’arcata dentale del paziente.
La realizzazione del vallo 3 provvisto dell’impronta potrà essere ottenuto secondo una qualsiasi modalità, anche di tipo noto e senza alcuna particolare limitazione per l’ambito di tutela della presente invenzione.
E’ inoltre prevista una fase b) di predisposizione di una pluralità di elementi sagomati 4 riproducenti ognuno la sagoma di un dente destinato a definire l’arcata dentaria della protesi da realizzare.
Come specificato anche sopra, gli elementi sagomati 4 saranno organizzati in una pluralità di serie S, S’, S’’ formate da uno stesso numero di elementi sagomati 4 reciprocamente uniti tra loro in posizioni reciprocamente affiancate ed allineate. Successivamente si effettuerà (fase c) una selezione di una di tali serie S, S’, S’’ di elementi sagomati 4 destinata ad essere applicata al vallo 3 o porzione di supporto. Nel caso in cui la serie non dia risultati soddisfacenti si provvederà (fase d) alla sua rimozione e sostituzione con una serie ulteriore della pluralità.
Le suddette fasi c) e d) saranno eventualmente reiterate (fase e) fino alla selezione della serie ottimale.
A questo punto si procederà ad una fase f) di regolazione indipendente della posizione di ognuno degli elementi sagomati 4 della serie S, S’, S’’ selezionata ed applicata alla porzione di supporto 3, rispetto alla stessa, per regolare le caratteristiche estetiche, fonetiche e funzionali della protesi da realizzare.
Al termine di quest’ultima fase si procederà ad una fase g) di prelievo dell’assieme costituito dalla placca di articolazione 2 e dalla serie S, S’, S’’ selezionata per inviarlo in laboratorio e permettere la realizzazione della protesi, che potrà essere eseguita secondo una molteplicità di tecniche, senza particolari limitazioni.
Da quanto sopra esposto appare evidente che l’invenzione realizza gli scopi prefissati ed in particolare quello di mettere a disposizione un dispositivo ed un metodo che consentano di realizzare modelli di protesi dentarie in tempo relativamente breve e con un numero ridotto di sedute, incrementando il comfort per il paziente e riducendo i costi complessivi.
Il dispositivo ed il metodo secondo l’invenzione sono suscettibili di numerose modifiche e varianti tutte rientranti nel concetto inventivo espresso nelle rivendicazioni allegate. Tutti i particolari potranno essere sostituiti da altri elementi tecnicamente equivalenti, ed i materiali potranno essere diversi a seconda delle esigenze, senza uscire dall'ambito di tutela della presente invenzione.
Anche se il dispositivo ed il metodo sono stati descritti con particolare riferimento alle figure allegate, i numeri di riferimento usati nella descrizione e nelle rivendicazioni sono utilizzati per migliorare l'intelligenza dell’invenzione e non costituiscono alcuna limitazione all'ambito di tutela rivendicato.

Claims (10)

  1. Rivendicazioni 1. Dispositivo (1) per la realizzazione di protesi dentali, comprendente: - una placca di articolazione (2) avente almeno una porzione di supporto o vallo di masticazione (3) in un materiale plasticamente deformabile e provvista di un’impronta almeno parziale dell’arcata dentaria del paziente a cui à ̈ destinata la protesi; - una pluralità di elementi sagomati (4, 4’) atti ad essere applicati amovibilmente e regolabilmente a detta porzione di supporto deformabile (3), ognuno di detti elementi sagomati (4, 4’) riproducendo la sagoma di un rispettivo dente per simulare una porzione dell’arcata dentaria della protesi da realizzare; caratterizzato dal fatto che detti elementi sagomati (4, 4’) sono organizzati in una pluralità di serie (S, S’, S’’) applicabili selettivamente a detta porzione di supporto (3), gli elementi sagomati (4, 4’) di ognuna di dette serie (S, S’, S’’) essendo uniti tra loro in posizioni reciprocamente affiancate ed allineate lungo una direzione longitudinale (L) mediante un elemento di collegamento (5) sostanzialmente allungato ed elasticamente deformabile atto a permettere l’applicazione unitaria degli elementi sagomati (4, 4’) della rispettiva serie (S, S’, S’’) a detta porzione deformabile (3) e la regolazione delle rispettive posizioni reciproche lungo almeno una direzione predeterminata.
  2. 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto elemento di collegamento (5) sostanzialmente allungato à ̈ scelto tra gli elementi filiformi, nastriformi o similari ed à ̈ atto a consentire il movimento relativo di regolazione degli elementi sagomati (4, 4’) di una stessa serie (S, S’, S’’) lungo una pluralità di direzioni.
  3. 3. Dispositivo secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che gli elementi sagomati (4, 4’) di una stessa di dette serie (S, S’, S’’) sono sostanzialmente omogenei tra loro per forma, dimensioni e colore e sono provvisti ognuno di mezzi (6) per l’ancoraggio amovibile a detta porzione di supporto deformabile (3).
  4. 4. Dispositivo secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che ognuna di dette serie (S, S’, S’’) à ̈ costituita da sei elementi sagomati (4, 4’) riproducenti gli incisivi ed i canini superiori, ovvero gli incisivi ed i canini inferiori, ognuno di detti elementi sagomati (4, 4’) avendo una prima porzione di estremità (7) atta a sporgere trasversalmente da detta porzione di supporto (3) ed una seconda porzione di estremità (8) provvista di detti mezzi di ancoraggio (6) ed atta ad essere sovrapposta a detta porzione di supporto deformabile (3).
  5. 5. Dispositivo secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detto elemento di collegamento (5) si estende in direzione sostanzialmente longitudinale (L) in corrispondenza delle seconde porzioni di estremità (8) di detti elementi sagomati (4, 4’).
  6. 6. Dispositivo secondo la rivendicazione 4 o 5, caratterizzato dal fatto che ognuno di detti elementi sagomati (4, 4’) presenta la rispettiva prima porzione di estremità (7) con forma sostanzialmente tridimensionale riproducente per intero il margine del rispettivo dente da simulare ed una seconda porzione di estremità (8) costituita da una parete relativamente sottile con spessore sostanzialmente costante atta a riprodurre la zona cervicale del dente da simulare, detta parete sottile (8) avendo una faccia posteriore (9) zigrinata e provvista di detti mezzi di ancoraggio (6).
  7. 7. Dispositivo secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di ancoraggio (6) comprendono una pluralità di chiodi (10) o elementi similari di dimensioni micrometriche sporgenti da detta faccia posteriore (9), ortogonalmente alla stessa, per penetrare il materiale di detta porzione di supporto deformabile (3).
  8. 8. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti elementi sagomati (4, 4’) sono realizzati in un materiale scelto nel gruppo comprendente le resine o altri materiali polimerici, i materiali ceramici, i materiali compositi, i materiali contenenti zirconio o similari, eventualmente radiopachi e/o sterilizzabili a caldo e/o a freddo.
  9. 9. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta porzione di supporto deformabile (3) di detta placca di articolazione (2) Ã ̈ in cera o materiale similare.
  10. 10. Metodo per la realizzazione di una protesi dentale, caratterizzato dal fatto di comprendere le seguenti fasi: a) predisposizione di una placca di articolazione (2) avente una porzione di supporto o vallo di masticazione (3) in un materiale plasticamente deformabile recante l’impronta almeno parziale dell’arcata dentale da riprodurre; b) predisposizione di una pluralità di elementi sagomati (4, 4’) riproducenti ognuno la sagoma di un dente destinato a definire l’arcata dentaria della protesi da realizzare, detti elementi sagomati (4, 4’) essendo organizzati in una pluralità di serie (S, S’, S’’) formate da uno stesso numero di elementi sagomati (4, 4’) reciprocamente uniti tra loro in posizioni reciprocamente affiancate ed allineate; c) selezione di una di dette serie (S, S’, S’’) di elementi sagomati (4, 4’) e sua applicazione a detta porzione di supporto (3); d) eventuale rimozione di detta serie (S, S’, S’’) e sua sostituzione con una serie (S, S’, S’’) ulteriore di detta pluralità; e) eventuale iterazione di dette fasi c) e/o d) fino alla selezione della serie (S, S’, S’’) ottimale; f) regolazione della posizione di ognuno di detti elementi sagomati (4, 4’) della serie (S, S’, S’’) selezionata rispetto a detta porzione di supporto (3) per regolare le caratteristiche estetiche, fonetiche e funzionali della protesi da realizzare; g) prelievo dell’assieme costituito da detta placca di articolazione e detta serie (S, S’, S’’) selezionata di elementi sagomati (4, 4’) e suo invio in laboratorio per la realizzazione della protesi.
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