ITDP20000020A1 - Antifurto ad impronte digitali. - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE
TITOLO: “Antifurto ad impronte digitali”
L’antifurto in oggetto funziona attraverso il rilevamento delle impronte digitali dell’utente sfruttando un sistema che sarà illustrato qui di seguito:
- In fase di montaggio l’antifurto è dapprima fissato alla plancia d’attacco ( contrassegnata dalla lettera A, figura 2, PROSPETTO A, pag. I ) e poi, così composto, viene montato all’Interno del cofano motore o del portabagagli e poi collegato alle chiusure elettriche, alle portiere, ai vetri elettrici ed all’impianto elettrico dell’autoveicolo attraverso appositi cavi - agganciati alle prese ( punti B e C della figura 2, PROSPETTO A, pag. I ) che si trovano sulla facciata posteriore dell’antifurto tramite le due spine di cui al punto D della TAVOLA 2, pag. 3
Per mettere in funzione l’antifurto e per disattivarlo è necessario digitare, rispettivamente, un codice numerico personalizzato di attivazione e disattivazione utilizzando un'apposita tastiera numerica posizionata sulla facciata anteriore ( punto E delia figura 3, PROSPETTO A, pag. I )
A questo punto l’antifurto è acceso ma diverrà operativo solo in un secondo momento e cioè quando l’utente poggerà un suo dito sul rilevatore a cristalli fotografici di attivazione montato sul telecomando e contrassegnato dal colore rosso ( punto F della figura 4, PROSPETTO A, pag.I ) che fotograferà l’impronta e la trasmetterà al rilevatore a cristalli liquidi di attivazione montato sulla scheda elettronica ( nr.ll della TAVOLA 1, pag.I )
Solo attraverso il rilevamento e contestuale riconoscimento della stessa impronta digitale ad opera del cristallo fotografico di disattivazione montato sul telecomando ( punto G della figura 4, PROSPETTO A, pag.I ), contrassegnato dal colore verde, e quindi del cristallo liquido di disattivazione della scheda elettronica ( nr.lll della TAVOLA 1, pag.I ) sarà possibile disattivare l’antifurto. Il rilevamento di qualsiasi altra impronta diversa da quella di attivazione non produrrà alcun effetto . Questo tipo di antifurto si presta ad un uso turnario perché non vi è nessuna memorizzazione definitiva di impronte digitali in fase di montaggio; ciò che importa è che l’utente che lo utilizza in fase di attivazione, attraverso il rilevamento delle sue impronte digitali, sia lo stesso che procede alla sua disattivazione attraverso lo stesso procedimento.
L’antifurto si avvale inoltre dell’azione di due tipi di sensori: quelli di cui al disegno L della TAVOLA 2, pag. 3 che vengono montati in corrispondenza delle chiusure elettriche, e quelli di cui al disegno identificato con la lettera Q, sempre della TAVOLA 2, pag. 3 che vengono montati sia sul portellone posteriore che su quello anteriore. Entrambi i tipi di sensori sono dotati di un comando a distanza di allerta con la capacità di rilevare l’apertura delle porte, la rottura di un vetro e perfino l’eventuale dislivello della posizione della macchina per il caso in ci si tentasse, per esempio, di rubare le ruote.
Qualora l’antifurto venga montato su un motociclo gli unici sensori installati saranno quelli del secondo tipo (lett.Q, TAVOLA 2, pag. 3) diretti a rilevare eventuali tentativi di spostamento del motociclo stesso.
Tali sensori, una volta rilevata l’esistenza di una delle situazioni sopra descritte, trasmettono il segnale di pericolo all’antifurto che immediatamente mette in funzione i seguenti dispositivi:
- di bloccaggio del sistema elettrico attraverso un trasformatore convertito ( disegno XI DELLA TAVOLA 1 , pag. 2 ) ;
- di arresto del flusso di carburante, attraverso un’apposita volavola di cui alla lettera R della TAVOLA 2, pag. 3 ;
- di attivazione della sirena di cui al disegno N della figura 3 protetta da una membrana reticolata per evitare infiltrazioni di acqua, polvere, etc. La membrana funziona da chiusura ed apertura; nel primo caso la configurazione è di protezione mentre nel secondo crea delle piccole fessure per liberare il suono. La sirena in oggetto è del tipo ad ultrasuoni creando un campo magnetico ad onde sonore in un certo raggio di azione..
In questo caso l’antifurto trasmetterà inoltre il segnale al rilevatore acustico montato sul telecomando ( disegno M della figura 4, PROSPETTO A, pag. I che emetterà un bip di pericolo, il telecomando è dotato inoltre di due batterie di cui una di riserva ed il cui eventuale esaurimento viene segnalato da una spia luminosa ( dis.P delia figura 4, PROSPETTO A, pag. I ).
Per quanto attiene, invece, l’arresto dei flusso di carburante questo si verifica per effetto dell’azione di una valvola - posizionata sul bocchettone superiore del serbatoio, lett.R della TAVOLA 2, pag. 3 - che si attiva nel momento in cui, in caso di tentato furto, la scheda elettronica trasmetterà ai sensori posizionati sulla valvola ( punto H ed I della TAVOLA 2, pag. 3 ) il relativo ordine.
Nel caso in cui i cavi di alimentazione venissero recisi l’antifurto mette in funzione un sistema di difesa traendo l’energia necessaria da una batteria autonoma rispetto a quello dell’autoveicolo e posizionata in prossimità dell’antifurto medesimo.
Sulla facciata anteriore dell’antifurto è montata un’antenna integrata contrassegnata con la lettera O della figura 3, PROSPETTO A, pag. I che ha la funzione di captare il segnale di attivazione e disattivazione dei vari sistemi difesa, per es. il segnale di arresto del flusso di carburante o quello di attivazione della sirena.
L’alimentazione dell’antifurto avviene tramite una batteria montata sulla scheda elettronica ( disegno X della TAVOLA 1, pag. 2 ) che si autoricarica sfruttando l'impianto elettrico dell’autovettura o in alternativa attraverso un apposito alimentatore da collegare ad una presa a muro.
Claims (1)
- RIVENDICAZIONI TITOLO: “Antifurto ad impronte digitali” Allo stato attuale gli antifurti in circolazione sfruttano dei sistemi che possono essere facilmente annullati dai malintenzionati. Si pensi all’antifurto satellitare, cosiddetto “VIASAT”, che oltre ad avere un prezzo molto elevato può essere facilmente eluso attraverso sistemi di disturbo dei segnali emessi dal trasmettitore. 0 ancora si pensi a quanto sono comuni quegli antifurti concessi in dotazione alle autovetture di nuova produzione e con esse venduti e precisamente quelli con la chiave codificata di accensione che però non riesce a scoraggiare i ladri che rompendo la scatola all’interno dello sterzo e collegando i fili elettrici possono portarsi via indisturbati l’autovettura. L’antifurto ad impronte digitali, ideato è invece l’unico prodotto veramente innovativo ed a prova di ladro. In nessun caso si può rubare il mezzo di trasporto, sia esso autoveicolo o motociclo, cui esso sia applicato; sarebbe inutile, per esempio, recidere i cavi elettrici perché l’intero sistema di difesa, in questo caso, trae energia da una batteria autonoma a quella dell’autovettura. Inoltre non esistono chiavi codificate di sorta, nè strani e complessi collegamenti satellitari; il sistema è semplice ed economico rispetto a questi in quanto i materiali sono facilmente reperibili ed il funzionamento si fonda sull’azione combinata di un telecomando e di una scheda elettronica deputare ed idonee a rilevare e fotografare le impronte digitali che, in un certo senso, costituiscono le uniche e vere chiavi di acceso di questo antifurto che, però, non hanno gli handicaps riscontrabili in altri sistemi di antifurto. Infatti sono chiavi che per la loro intrinseca natura non possono essere perdute, non possono essere falsificate o riprodotte, non sono pesanti nè scomode o ingombranti. Per l’utente è necessario e sufficiente utilizzare un suo dito, una a scelta, affinché siano rilevate sia in sede di attivazione che di disattivazione le proprie impronte digitali e così poter dormire sonni tranquilli.
Priority Applications (1)
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Country Status (1)
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