ITFO990001A1 - Rubinetto particolarmente idoneo per l'erogazione alla spina della birra e di altre bevande. - Google Patents
Rubinetto particolarmente idoneo per l'erogazione alla spina della birra e di altre bevande.Info
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- B67D1/1438—Control taps comprising a valve shutter movable in a direction parallel to the valve seat, e.g. sliding or rotating
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Description
Descrizione del trovato avente come titolo
"RUBINETTO PARTICOLARMENTE IDONEO PER L'EROGAZIONE ALLA SPINA DELLA BIRRA E DI ALTRE BEVANDE. "
DESCRIZIONE
I rubinetti sono notoriamente quei dispositivi che intercettano il flusso del fluido di una tubazione consentendo sia la regolazione e sia lo sbarramento della portata.
In linea di massima, nella forma più semplice, i rubinetti noti constano di un pezzo di tubo con la cavità in parte strutturata per l'alloggiamento dell'organo d'intercettazione che, provvisto di un foro passante, può essere ruotato attorno al proprio asse di calettamento che è ortogonale all'asse del tubo. In tal modo, ruotando l'organo d'intercettazione per variare l'assetto del suo foro passante rispetto all'asse del tubo, si ottiene la variazione del flusso dal valore di massima portata a quello di sbarramento.
L'organo d'intercettazione, denominato comunemente "spina" o "maschio", a seconda delle caratteristiche costruttive e funzionali del rubinetto può avere forma tronco-conica, cilindrica, sferica od anche composita. Tuttavia sia la femmina come il maschio sono realizzati in metallo e la loro tenuta è sempre assicurata dall'impiego di apposite guarnizioni.
Come precisato nel titolo, il rubinetto in oggetto è stato ideato principalmente per l'erogazione alla spina della birra e di altre bevande in quanto i rubinetti tradizionali, attualmente impiegati a tale scopo, non consentono di effettuare in modo rapido e soddisfacente i periodici interventi di pulizia necessari ad assicurare l'efficienza del dispositivo e l'assoluta igienicità del liquido erogato. Tutto ciò è invece ottenibile al meglio con il rubinetto in oggetto avente tra l'altro il pregio di una maggiore semplicità realizzativa e di un costo inferiore rispetto a qualsiasi altro rubinetto noto.
In via principale il nuovo rubinetto si differenzia sostanzialmente da quelli noti in quanto il maschio, oltre ad essere privo di fori passanti che possano intralciare gli interventi di pulizia, è realizzato in teflon od altro materiale sufficientemente flessibile da consentire, con il semplice serraggio di mezzi a vite, una deformazione radiale atta ad assicurare la perfetta tenuta nella femmina senza l'ausilio di alcuna guarnizione.
Queste ed altre caratteristiche del presente trovato sono di seguito descritte più dettagliatamente con l'ausilio di due tavole di disegno, ciascuna delle quali riguardante una preferita forma di attuazione e dove, a solo titolo indicativo e non limitativo, sono rappresentate:
- le FIGG. 1 e 2, che mostrano una vista laterale e la vista frontale di una prima versione del rubinetto;
- la FIG. 3, che mostra la sezione orizzontale XX;
- la FIG. 4, che mostra la possibile deformazione radiale del maschio quando viene serrato per l'assemblaggio del rubinetto;
- le FIGG. 5 e 6, che mostrano la sezione verticale YY del rubinetto in ciascuna delle due posizioni limite;
- le FIGG. 7 e 8, che mostrano una vista laterale e la vista frontale di una seconda versione del rubinetto;
- la FIG. 9, che mostra la sezione orizzontale XX;
- la FIG. 10, che mostra la forma del maschio prima del suo serraggio nella femmina;
- le FIGG. 11 e 12, che mostrano la sezione verticale YY del rubinetto in ciascuna delle due posizioni limite.
Con riferimento ai disegni allegati ed iniziando dalla TAV. 1, riguardante la prima versione, si rileva che la femmina A, realizzata in acciaio inox o in qualsiasi altro materiale rigido idoneo (compresa la plastica per alimenti), è un elemento anulare cilindrico destinato ad accogliere, nell'ampio foro centrale, l'organo d'intercettazione o maschio B. Nella suddetta femmina A si addentrano radialmente i condotti C e D, rispettivamente di arrivo e di uscita del flusso, affacciantisi pertanto nella sede che accoglie il maschio B.
Oltre ai fori passanti per Γ innesto dei suddetti condotti C e D, la femmina A presenta una finestra Al dalla quale fuoriesce la leva E per razionamento del maschio B al quale è solidale.
Pertanto detta finestra Al si estende quanto, basta a definire le due posizioni limite della leva E e conseguentemente del màschio B ad essa solidale.
Il maschio B, realizzato in teflon od altro materiale idoneo ed avente una forma pressoché cilindrica, presenta una sede radiale B1 in cui accoglie la leva E che, forata trasversalmente nell'estremità El, viene qui vincolata dall'inserimento del bullone di serraggio F nel foro assiale B2 del maschio medesimo.
Infatti il maschio B e la leva di azionamento E, dopo il loro inserimento nella femmina A, vengono serrati, tra due rondelle H ed I, dal bullone F e dal relativo dado G od altri mezzi a vite equivalenti, magari formati da un gambo filettato e da due dadi ciechi.
Nella superficie cilindrica del maschio B è predisposto un incavo o canale B3 di ampiezza e lunghezza tali da poter collegare il condotto di arrivo C del flusso con quello di uscita D soltanto quando il maschio è in posizione di rubinetto aperto come alla FIG. 6.
Se la leva E assicura il centraggio del maschio B nella femmina A ed il mantenimento dei due elementi assemblati, alla tenuta tra l'organo mobile e quello fisso provvede la deformazione radiale che il maschio B subisce, come esemplificato nella FIG. 4, con il serraggio ad opera del bullone F e del relativo dado G o di altri mezzi equivalenti, comunque a vite per consentire, periodicamente, lo smontaggio e la pulizia integrale dei componenti.
Basandosi il trovato sulla deformazione radiale del maschio compresso assialmente all'interno della femmina, un analogo risultato potrebbe aversi se la sede di serraggio del maschio fosse chiusa sul fondo e parzialmente filettata all'ingresso onde potervi avvitare una sorta di tappo preposto al serraggio suddetto. In tal caso il maschio presenterebbe un foro radiale filettato in cui avvitare, passando per la finestra A1 della femmina, la leva di azionamento E a tale scopo predisposta.
Esaminando la seconda versione, rappresentata nella TAV. 2, si rileva che la femmina L, realizzata in acciaio inox o in qualsiasi altro materiale rigido idoneo (compresa la plastica per alimenti), è un elemento anulare cilindrico destinato ad accogliere, nell'ampio foro centrale, l'organo d'intercettazione o maschio M. Nella suddetta femmina L sono innestati radialmente i condotti e D, rispettivamente di arrivo e di uscita del flusso, affacciantisi pertanto nella sede che accoglie il maschio M.
Il maschio M, realizzato in teflon od altro materiale idoneo e di forma pressoché cilindrica con un foro assiale MI per il bullone di serraggio F, presenta, nella superficie cilindrica, un incavo o canale M2 di ampiezza e lunghezza tali da poter collegare il condotto di arrivo C del flusso con quello di uscita D soltanto quando il maschio è in posizione di rubinetto aperto come alla FIG. 12.
A differenza della versione precedente, la leva di azionamento N trovasi all’esterno della femmina L essendo saldata alla rondella 0 che, insieme alla rondella P, effettua il serraggio del maschio M ad opera del bullone F e del relativo dado G o di altri mezzi a vite equivalenti, magari formati da un gambo filettato e da due dadi ciechi.
Un dente 01, sporgente dal Iato interno della rondella O ed inserito nel corrispondente foro cieco M3 del maschio, rende quest'ultimo solidale ai movimenti della leva N il cui posizionamento nei due assetti limite è definito dall'interferenza dei denti LI ed L2 sporgenti in un lato della femmina L. In alternativa ai suddetti denti di arresto LI ed L2, la stessa funzione potrebbe aversi dimensionando la femmina L a sporgere, nel lato di fissaggio della leva N, quanto basta a crearvi uno scasso con cui definire l'angolo di movimentazione della suddetta leva N.
Una ulteriore variante potrebbe consistere nel predisporre i denti o risalti di arresto della leva N sulla superficie cilindrica della femmina L e nel conformare la leva N per interferire con i suddetti denti o risalti.
Infine, come si evince dalla sezione orizzontale della FIG. 9, la femmina L accoglie il maschio M (FIG. 10) in una sede dalla superfìcie leggermente concava "a botte" affinchè la deformazione radiale del suddetto maschio ivi serrato, oltre ad assicurare la tenuta necessaria, ne impedisca lo sfilamento dalla femmina.
E' ovvio che il trovato in oggetto, ferme restando le caratteristiche di massima illustrate e descritte, può essere suscettibile di ulteriori modifiche e varianti comunque comprese nel presente ambito brevettuale.
Claims (1)
- RIVENDICAZIONI 1) "RUBINETTO PARTICOLARMENTE IDONEO PER L'EROGA-ZIONE ALLA SPINA DELLA BIRRA E DI ALTRE BEVANDE" caratterizzato in via principale dal fatto che il maschio, realizzato in teflon od altro materiale flessibile e di forma pressoché cilindrica con un incavo nella superficie avvolgente atto a collegare il condotto di arrivo del flusso con quello di uscita soltanto in posizione di apertura, una volta inserito all'interno della femmina e sottoposto alla compressione assiale dei mezzi a vite preposti all'assemblaggio dei due elementi, subisce una deformazione radiale che, pur consentendogli la rotazione imposta da una leva ad esso solidale, assicura la perfetta tenuta tra i due elementi senza l’ausilio di alcuna guarnizione. 2) "RUBINETTO...", come alla precedente rivendicazione, caratterizzato dal fatto che la femmina, realizzata in acciaio inox o in qualsiasi altro materiale rigido idoneo (compresa la plastica per alimenti), è un elemento cilindrico nel quale i condotti di arrivo e di uscita del flusso si addentrano radialmente fino ad affacciarsi nella sede centrale che accoglie il maschio ed in corrispondenza dell'incavo in esso predisposto per il passaggio del fluido. 3) "RUBINETTO...", come alle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che, secondo la versione della TAV. 1, la femmina A è un elemento anulare cilindrico nel quale, oltre ai fori passanti per l'innesto dei condotti C e D del flusso, trovasi una finestra Al che, attraversata dalla leva E solidale al maschio B da ruotare, si estende quanto basta a definire le due posizioni limite di detta leva e conseguentemente del maschio. 4) "RUBINETTO...", come alle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che il maschio B, nel quale è predisposto un incavo o canale B3 di ampiezza e lunghezza tali da poter collegare il condotto di arrivo C del flusso con quello di uscita D soltanto quando il maschio è in posizione di rubinetto aperto come alla FIG. 6, presenta una sede radiale B1 in cui accoglie la leva E che, forata trasversalmente nell'estremità El, viene qui vincolata dall’inserimento del bullone di serraggio F nel foro assiale B2 del maschio medesimo. 5) "RUBINETTO...", come alle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che il maschio B e la leva di azionamento E, dopo il loro inserimento nella femmina A, vengono serrati, tra due rondelle H ed I, dal bullone F e dal relativo dado G od altri mezzi a vite equivalenti, magari formati da un gambo filettato e da due dadi ciechi. 6) "RUBINETTO...", come alle rivendicazioni 1) e 2), caratterizzato dal fatto che, basandosi il trovato sulla deformazione radiale del maschio compresso assialmente all 'interno della femmina, un analogo risultato potrebbe aversi se la sede nella femmina che accoglie il maschio fosse chiusa in uno dei due lati e parzialmente filettata all'ingresso onde potervi avvitare una sorta di tappo preposto al serraggio del maschio in tal caso predisposto con un foro radiale filettato in cui avvitare, passando per la finestra Al della femmina, la leva di azionamento E a tale scopo filettata all’estremità. 7) "RUBINETTO...", come alle rivendicazioni 1) e 2), caratterizzato dal fatto che, secondo la versione della TAV. 2, la leva di azionamento N trovasi aH'estemo sia della femmina L che del maschio M essendo saldata alla rondella O che, insieme alla rondella P, effettua il serraggio del maschio M ad opera del bullone F e del relativo dado G o di altri mezzi a vite equivalenti, magari formati da un gambo filettato e da due dadi ciechi. 8) "RUBINETTO...", come alle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che la femmina L accoglie il maschio M in una sede dalla superficie leggermente concava "a botte" affinchè la deformazione radiale del suddetto maschio ivi serrato, oltre ad assicurare la tenuta necessaria, ne impedisca lo sfilamento dalla femmina. 9) "RUBINETTO...", come alle rivendicazioni 7) e 8), caratterizzato dal fatto che un dente 01, sporgente dal lato interno della rondella O ed inserito nel corrispondente foro cieco M3 del maschio, rende quest'ultimo solidale ai movimenti della leva N il cui posizionamento nei due assetti limite è definito dall'interferenza dei denti LI ed L2 sporgenti in un lato della femmina L. 10) "RUBINETTO...", come alla rivendicazione 9), caratterizzato dal fatto che in alternativa ai denti di arresto LI ed L2, la stessa funzione potrebbe aversi dimensionando la femmina L a sporgere, nel lato di fissaggio della leva N, quanto basta a crearvi uno scasso con cui definire l'angolo di movimentazione della suddetta leva N. 11) "RUBINETTO...", come alla rivendicazione 9), caratterizzato dal fatto che in alternativa ai denti di arresto L1 ed L2, la stessa funzione potrebbe aversi predisponendo i denti o risalti di arresto della leva N sulla superficie cilindrica della femmina L e nel conformare la leva N per interferire con i suddetti denti o risalti. 12) "RUBINETTO... ', come a tutte le precedenti rivendicazioni, sostanzialmente come illustrato e descritto per gli scopi specificati ed indipendentemente da quelle modifiche o varianti che in pratica potrebbero essere apportate senza esulare dal presente ambito brevettale.
Priority Applications (2)
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