ITGE20110060A1 - Strumento per centrare le lenti multifocali sulla montatura secondo le esigenze ottiche dell'individuo - Google Patents
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Description
'Strumento per centrare le lenti multifocaii sulla montatura secondo le esigenze ottiche dell’ individuo"
TESTO DELLA DESCRIZIONE
Forma oggetto della presente invenzione uno strumento per la determinazione della distanza interpupillare (totale e parziale) nonché la centratura delle lenti multifocaii mediante rilevazione della lìnea di sguardo per la vista “da lontano†e la zona ottica per la vista “da vicino†con utente in movimento (cosiddetto rilevamento dinamico).
Le lenti multifocaii progressive risolvono molti dei problemi ai quali vanno incontro gli utilizzatori delle semplici lenti bifocali. Le lenti progressive sono suddivise per aree:
zona per lontano,
zona intermedia,
zona per vicino,
zona periferica.
La zona per lontano à ̈ quella con maggiore estensione (35% circa dell'intera superficie) e si trova nella parte superiore della lente. È la zona correttiva che contiene la prescrizione dei difetti visivi diversi dalla presbiopia e viene usata per la visione di ciò che oltrepassa la cosiddetta sfera spaziale egocentrica (ciò che si trova fuori la portata del proprio braccio).
La zona intermedia à ̈ la parte più critica delle lenti in quanto rappresenta il punto di passaggio dalla zona per lontano a quella per vicino ed una regolazione non accurata della zona intermedia può essere pregiudizievole per l'adattamento del soggetto a questo tipo di lenti. Il disegno di questa zona, peraltro, viene anche influenzato dal tipo di utilizzatore: vi sono, infatti, soggetti che, a causa della loro professione, devono muovere, molte volte e velocemente, lo sguardo da una zona all’altra della lente, mentre altri utilizzano, prevalentemente, una zona della lente piuttosto che l'altra.
La zona per la vista “da vicino†à ̈ una parte piuttosto estesa della lente (20% circa dell'intera superficie) ed à ̈, ovviamente, quella che viene utilizzata per attività che comportano una visione ravvicinata (come, per esempio, la lettura).
La parte della lente, che non appartiene alle zone sopradescritte (dette zone funzionali), fa parte della periferia (si parla di zona non funzionale) e viene detta appunto zona periferica, E’ una zona della lente che viene utilizzata scarsamente e può essere causa di alcuni problemi di tipo adattativo.
Naturalmente, queste lenti hanno le varie zone raccordate tra loro senza gradini e salti rapidi nell’ immagine.
Nelle lenti multifocali, quindi, il posizionamento delle zone nella montatura va effettuata con estrema precisione ed, in particolare, la zona “da lontano†la si ottiene rilevando nell’utente la distanza tra i due occhi e l’altezza di sguardo allinfìnito, facendo assumere al medesimo una posizione statica non corrispondente a quella abitualmente tenuta dal soggetto. Tali rilevamenti, secondo l'arte nota, sono, infatti, effettuati manualmente dall’ottico oppure tramite apposito macchinario ed, in entrambi i casi, si richiede l'assunzione, da parte dell’utente, della detta posizione statica. Poiché, peraltro, il mercato richiede montature per occhiali sempre più di forma rettangolare, vi à ̈ il rischio per l’ottico di tagliare, nella fase di montaggio delle lenti, la zona “da vicino†compromettendo, cosi, il buon funzionamento dell’occhiale.
E’ evidente che tanto più dette misurazioni sono precise, tanto più la lente sarà ottimamente posizionata consentendo all’ utilizzatore un facile e confortevole uso degli occhiali.
Scopo della presente invenzione à ̈ quello di fornire uno strumento in grado di effettuare, in modo preciso e comodo le misurazioni. Tale risultato viene ottenuto utilizzando lo strumento della presente invenzione applicato direttamente sulle lenti di prova delta montatura prescelta, consentendo, peraltro, le opportune rilevazioni sia con l’utente nella posizione statica, sia con l’utente che muove lo sguardo in più direzioni: si ottiene, cosi, diversamente dall’arte nota, una regolazione cosiddetta dinamica.
Dette rilevazioni, pertanto, si adattano perfettamente al normale specifico uso dell'occhiale da parte di ciascun utente.
E’, inoltre, possibile per le aziende produttrici di occhiali fornire agli ottici un kit di semplice utilizzo contenente le lenti di prova (domolens) già dotate di fori e lo strumento di determinazione delle zone di correzione su lenti multifocali oggetto della presente invenzione.
Forma oggetto della presente invenzione uno strumento per la centratura di lenti multifocali sulle montature secondo le esigenze ottiche dell ’individuo e per la determinazione delle zone di correzione secondo la rivendicazione 1. Nella seguente descrizione di almeno una forma di realizzazione dell’ invenzione, esemplificativa ma non limitativa, e fatta con riferimento alle allegate figure, emergeranno le qualità dell’ invenzione stessa. Nelle figure si illustra in particolare:
nella figura 1 una vista prospettica frontale dello strumento secóndo una prima forma di realizzazione della presente invenzione,
nella figura l a. Una vista prospettica posteriore dello strumento della figura 1, nella figura 2 una vista prospettica dello strumento secondo una seconda forma di realizzazione della presente invenzione,
nella figura 3 una vista prospetica dello strumento di figura 1 applicato su una montatura:
nella figura 4 una vista prospettica dello strumento di figura 2 applicato su una montatura;
nella figura 5 una vista frontale dì lenti di prova applicate ad una montatura sulla quale à ̈ stato posizionato lo strumento secondo la presente invenzione. Lo strumento per la centratura di lenti multifocali sulle montature e la corretta determinazione delle zone di correzione, secondo la presente invenzione, comprende una barra orizzontale 2, sulle cui opposte estremità sono presenti mezzi di posizionamento della barra stessa su una montatura M di occhiali, sui quali debbono essere montate le lenti.
Tali mezzi consentono alla barra di scorrere in verticale, dall' alto verso il basso o viceversa sulla lente, lasciando libera la zona alta della lente ed occludendo con la barra lo sguardo appena soto l’asse visivo orizzontale. Lungo tale barra sono presenti due cursori 4 (uno per occhio o lente), scorrevoli in orizzontale sulla barra stessa al fine di determinare la posizione pupillare sulla lente, provvisti ciascuno, preferibilmente nella zona inferiore, dì un occhiello o anello 41, atto alla determinazione della zona “da vicino†della lente. Tale porzione ad anello à ̈ decentrata verso linterno rispetto al centro del cursore, per assecondare la convergenza naturale della direzione dello sguardo.
La porzione superiore del cursore presenta un incavo 42 per la determinazione della posizione pupillare, che viene centrato tramite il movimento verticale della barra ed orizzontale dei cursori. Nella zona di scorrimento di deti cursori la barra presenta altrettante scale graduate G, aventi vantaggiosamente lo zero in corrispondenza del centro nasale, zona nella quale la barra presenta una adeguata porzione sagomata 21.
La procedura di determinazione del posizionamento delle varie zone nella lente, con lo strumento secondo la presente invenzione, prevede che sulla montatura si posizionino delle lenti di prova L (demolens) prive di qualunque fattore correttivo, sulle quali possono essere tracciati i punti critici che determinano tale posizionamento o ubicazione delle varie zone,
I mezzi di posizionamento, esemplarmente rappresentati nella prima forma di realizzazione, comprendono una coppia di piedini 32 che si inseriscono in scanalature o aperture S verticali ricavate su tali lenti e consentono, in tal modo, alla barra di poter scorrere verticalmente sulla lente.
Su tali piedini à ̈ prevista la presenza di almeno una protuberanza laterale 33, atta a formare attrito con i bordi della scanalatura, in modo da favorire il controllo dello spostamento verticale.
Nella seconda esemplare forma di realizzazione tali mezzi di posizionamento sono costituiti da una coppia di pinze 31 che si posizionano a cavallo della montatura M dell’occhiale e che scorrono su tali lenti di prova consentendo allo strumento di scorrere verticalmente rispetto ad essa.
In entrambe le soluzioni sopra prospettate, à ̈ necessario far scorrere lo strumento in verticale sulla lente di prova e tracciare una linea orizzontale O nella posizione in cui la barra occlude lo sguardo appena sotto l’asse visivo orizzontale (figura 5),
Successivamente, facendo scorrere i cursori, si posiziona l’incavo in corrispondenza delle pupille, in modo da calcolare la distanza interpupiliare (totale o parziale) e tracciare una tacca verticale V sulla lente di prova intersecando la linea orizzontale già tracciata. Infine, viene tracciata la posizione A dell’anello sulla lente di prova per la zona “da vicino†, ottenendo il risultato evidenziato in figura 5.
1 cursori 4 sono facilmente sostituibili a seconda delle diverse tipologie di costruzione delle lenti.
Claims (8)
- RIVENDICAZIONI 1. Strumento per centrare le lenti multifocali sulle montature e per determinare le zone di correzione (vista “da lontano·â€™â€™ e vista “da vicino†) caratterizzato dal fatto di comprendere una barra orizzontale (2), sulle cui opposte estremità sono presenti mezzi di posizionamento della barra stessa su una montatura (M) di occhiale, ove sono montate preventivamente lenti di prova e, successivamente, le lenti correttive, in cui tali mezzi consentono alla barra di scorrere in verticale, dall’alto verso il basso o viceversa lungo la montatura al fine di determinare la zona “per lontano†ed in cui, lungo tale barra, sono presenti due cursori (4). uno per lente, scorrevoli in orizzontale sulla barra stessa, al fine di determinare la posizione pupillare sulla lente, provvisti ciascuno di un occhiello o anello (41) atto alla determinazione della zona “da vicino†della lente.
- 2. Strumento secondo la rivendicazione 1, in cui la porzione superiore del cursore presenta un incavo (42) per la determinazione di tale posizione pupillare, che viene centrato tramite il movimento verticale della barra ed orizzontale dei cursori.
- 3. Strumento secondo la rivendicazione 1, in cui tale porzione ad anello à ̈ decentrata verso l'interno rispetto al centro del cursore, per assecondare la convergenza naturale della direzione dello sguardo.
- 4. Strumento secondo la rivendicazione 1, in cui nella zona di scorrimento di detti cursori la barra presenta altrettante scale graduate (G), aventi lo zero in corrispondenza del centro nasale.
- 5. Strumento secondo la rivendicazione 1, in cui i mezzi di posizionamento comprendono una coppia di piedini (32) che si inseriscono in scanalature o aperture (S) verticali ricavate su tali lenti di prova, consentendo in tale modo alla barra di poter scorrere verticalmente sulla lente.
- 6. Strumento secondo la rivendicazione 1, in cui tali mezzi di posizionamento sono costituiti da una coppia di pinze (31 ) che si posizionano a cavallo della montatura (M) dell'occhiale e che scorrono su tali lenti di prova consentendo allo strumento di scorrere verticalmente rispetto ad essa.
- 7. Strumento secondo la rivendicazione 5, in cui su tali piedini à ̈ prevista la presenza di almeno una protuberanza laterale (33), atta a formare attrito con i bordi della scanalatura in modo da favorire il controllo dello spostamento verticale.
- 8. Strumento secondo la rivendicazione 1, in cui lo strumento viene fatto scorrere in verticale sulla lente di prova, si traccia una linea orizzontale (O) nella posizione in cui la barra occlude lo sguardo appena sotto l'asse visivo orizzontale, i cursori vengono fatti scorrere in orizzontale posizionando l<'>incavo in corrispondenza delle pupille, si traccia una tacca verticale (V) sulla lente di prova che interseca la linea orizzontale già tracciata ottenendo la zona per la vista "da lontano" e si segna la posizione (Λ) dell’anello sulla lente per la zona "da vicino".
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2011
- 2011-05-26 IT IT000060A patent/ITGE20110060A1/it unknown
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