ITMC20080029A1 - Occhiale con intelaiatura per lenti amovibile. - Google Patents

Occhiale con intelaiatura per lenti amovibile. Download PDF

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Description

DESCRIZIONE
a corredo di una domanda di brevetto per invenzione industriale avente per titolo:
“OCCHIALE CON INTELAIATURA PER LENTI AMOVIBILE”.
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente invenzione ha per oggetto un occhiale del tipo comprendente una intelaiatura per lenti, la quale comprende una struttura almeno parzialmente rigida atta ad arrestare una coppia affiancata di lenti, e comprendente inoltre una montatura provvista almeno di un telaio al quale sono girevolmente associate due stanghette; come intelaiatura si intende quella parte che circonda almeno parzialmente e trattiene le lenti degli occhiali e può essere montata su di una montatura, costituita dalle stanghette e dal telaio, a formare un occhiale, sia esso sportivo che da vista.
Allo stato dell’arte sono noti numerosi e diversi tipi di occhiale, siano essi sportivi che da vista, in cui l’intelaiatura delle lenti è montabile sul telaio della montatura, ad esempio al fine di cambiare l’una o l’altra con analoghi ricambi senza dover necessariamente cambiare tutti i componenti dell’occhiale.
Un tipo noto di occhiale ed abbastanza diffuso, è costituito da una intelaiatura in plastica, o più specificamente in acetato, che circonda le lenti, mantenendole in posizione reciproca, e che viene fissato al telaio della montatura grazie a due o più viti di fissaggio; in questo modo è possibile cambiare l’uno o l’altra senza dover cambiare integralmente l’occhiale: ad esempio è estremamente comodo nel caso di occhiali sportivi poter avere una sola montatura sulla quale possono essere montate più intelaiature, ognuna provvista di un diverso tipo di lente, adatta ad un diverso irraggiamento solare (come per esempio negli occhiali da sci).
Un altro esempio di occhiali con intelaiature amovibili è costituito da quelle che sono incernierate sulla sommità della montatura, e che possono essere rimosse quando sono ribaltate.
Questi occhiali tuttavia presentano alcuni inconvenienti: innanzitutto normalmente il montaggio tra l’intelaiatura e la montatura avviene grazie a viti, che necessitano la predisposizione sul telaio della montatura o sull’intelaiatura di una corrispondente sede filettata. Inoltre le viti hanno un piccolo diametro e non sono quindi facilmente utilizzabili da chiunque, e rischiano di essere perse durante le fasi di montaggio e smontaggio dell’intelaiatura stessa; inoltre, sempre a causa delle piccole dimensioni, il lavoro di montaggio e smontaggio richiede un certo tempo ed una notevole perizia, nonché strumenti adeguati (ad esempio giraviti di piccole dimensioni e talvolta lenti di ingrandimento).
Uno scopo della presente invenzione è quello di risolvere i problemi dell’arte nota con un occhiale in cui l’intelaiatura delle lenti è montabile su di una montatura e il cui montaggio non prevede l’utilizzo di viti, superando quindi gli inconvenienti dell’arte nota.
La presente invenzione ha per oggetto un occhiale secondo la prima rivendicazione allegata.
Ulteriori caratteristiche vantaggiose sono oggetto delle sottorivendicazioni allegate.
In breve l’occhiale secondo la presente invenzione ha un’intelaiatura che viene disassemblata dalla normale condizione operativa per mezzo di una rotazione della intelaiatura rispetto al proprio asse e di una successiva traslazione.
Il montaggio avviene all’opposto, ovvero l’intelaiatura viene accoppiata al telaio della montatura facendola traslare inclinata rispetto alla condizione operativa e poi viene bloccata facendola ruotare su se stessa fino al raggiungimento della posizione corrispondente alla normale condizione operativa.
Con il termine “normale condizione operativa” della intelaiatura si intende quel posizionamento della intelaiatura che porta le lenti ad essere correttamente disposte sul piano degli occhi dell’utente, ad esempio con le lenti sostanzialmente perpendicolari alle stanghette; ovviamente la “normale condizione operativa” è più in generale quella disposizione delle lenti che permette all’occhiale di svolgere la sua funzione quando posizionato sul viso di un utente.
In sostanza ed in altre parole l’intelaiatura per poter essere accoppiata o disaccoppiata dal telaio deve essere ruotata attorno al suo asse trasversale orizzontale di un certo angolo rispetto alla normale condizione operativa.
Secondo una caratteristica vantaggiosa sono inoltre previsti mezzi di blocco per impedire all’intelaiatura una non desiderata rotazione attorno al suo asse trasversale, ed il suo disimpegno dal telaio.
In questo modo si semplificano le operazioni di accoppiamento e disaccoppiamento reciproco della intelaiatura e del telaio: è infatti sufficiente far ruotare e traslare la intelaiatura per incastrarla sul telaio, semplificando nel contempo la realizzazione degli occhiali, perché non sono necessari collegamenti filettati.
Secondo una variante particolarmente vantaggiosa descritta in seguito è inoltre possibile utilizzare vantaggiosamente l’intelaiatura (e/o le lenti) come mezzo di bloccaggio delle stanghette, che in questa variante sono innestabili su di un perno del telaio e che sono sfilabili dal perno solo in corrispondenza di una posizione angolare delle stanghette rispetto al telaio, il raggiungimento della quale posizione è impedito appunto dalla intelaiatura in condizione operativa.
Queste ed altre caratteristiche vantaggiose saranno meglio comprese dalla descrizione di un esempio esecutivo, fornito a titolo non limitativo, ed illustrato negli allegati disegni in cui:
fig.1 illustra una vista frontale di una intelaiatura (con lenti) secondo la presente invenzione;
fig.2 illustra una vista dall’alto di un telaio secondo la presente invenzione;
fig.3 illustra una porzione del telaio di fig.2 visto in prospettiva;
fig.4 illustra gli occhiali con la intelaiatura accoppiata al telaio nella normale condizione operativa;
fig.5 illustra un particolare della montatura e delle stanghette;
fig. 6 mostra un particolare ingrandito dell’intelaiatura di supporto delle lenti .
Facendo riferimento alla fig. 1 in essa si possono notare le lenti (20,21) di un occhiale montate su una intelaiatura (22), parzialmente rigida.
Si nota che l’intelaiatura (22) abbraccia parzialmente le lenti (20,21) ed è provvista di due teste a fungo (23,24) posizionate alle sue opposte estremità laterali e sorrette da due corrispondenti corpi piastriformi (25,26), evidenziati in figura 6.
Con riferimento a fig. 3 e 5 si nota che il telaio è provvisto di due sedi di impegno (27,28) per tali corpi piastriformi, alle quali essi possono accedere dopo essere passati in corrispondenti guide (29,30).
Le guide (29,30) ed i corpi piastriformi (25,26) delle teste fungo hanno una geometria e dimensioni tali da consentire il passaggio dei corpi (25,26) nelle guide (29,30) solo quando l’intelaiatura (22) è disposta angolata rispetto alla posizione corrispondente alla normale condizione operativa (definita più sopra ed illustrata in fig. 4).
Le guide (29,30) sono composte da due bracci tra loro tra loro separati da una distanza minore della larghezza dei corpi piastriformi (25,26), così che questi possano passare tra le guide solo se inclinati, e cioè quando l’intelaiatura (22) è inclinata rispetto alla posizione di montaggio (o operativa); per montare l’intelaiatura (22) sul telaio (4) si deve far scorrere i corpi piastriformi (25,26) dentro alle guide (29,30) fino a portarli nelle corrispondenti sedi di impegno (27,28); a questo punto per bloccare in posizione l’intelaiatura (22) è sufficiente farla ruotare su se stessa, in modo che la dimensione più larga di ogni corpo piastriforme (25,26) non possa più fuoriuscire dalla rispettiva sede di impegno (27,28).
Secondo una ulteriore caratteristica vantaggiosa è possibile prevedere un ulteriore blocco (31), visibile in fig. 4, posto in corrispondenza della zona centrale della montatura e dell’intelaiatura. Tale blocco (31) è realizzato in due distinte parti, di cui una solidale all’intelaiatura (22) ed una solidale al telaio (4).
Ad esempio le due parti del blocco (31) possono essere realizzate come due parti tra loro meccanicamente interferenti, che possono essere tra loro accoppiate grazie ad una deformazione elastica del telaio (4) o della intelaiatura (22): nella forma esecutiva illustrata il blocco è ottenuto mediante un gancio (32) realizzato sul telaio (4) che afferra e trattiene in posizione la parte centrale (33) della intelaiatura; ovviamente tali parti potranno essere tra loro reciprocate, ovvero il gancio potrebbe essere previsto sull’intelaiatura.
In alternativa è appena il caso di segnalare che il blocco potrebbe essere realizzato con due magneti, uno sul telaio ed uno sulla intelaiatura, che si attraggono tra loro, contribuendo al blocco in posizione dei due.
In questo caso il blocco impedisce la rotazione della intelaiatura attorno al suo asse e le teste a fungo impediscono che possa traslare parallelamente a se stessa.
Secondo una variante estremamente vantaggiosa le due stanghette (2,3) sono girevolmente associabili al telaio (4); ad ogni estremità terminale (78) del telaio è previsto un profilo di impegno, il quale comprende un perno di rotazione (10,11) non filettato su cui si innesta e attorno al quale ruota la corrispondente stanghetta (2,3).
Ogni profilo di impegno comprende inoltre un braccio di impegno (12,13), che interferisce con la stanghetta in certe posizioni angolari; a tal fine è da notare che ogni braccio di impegno (12,13) ed il corrispondente perno (10,11) sono sostanzialmente perpendicolari tra loro e giacciono su diversi piani.
Il perno (10,11) è collegato al corrispondente braccio di impegno (12,13) rispettivamente con un profilo a “C” costituito da un braccio inferiore (14,15) e da un braccio di unione (16,17), che è sostanzialmente parallelo al relativo perno (10,11), nella forma esecutiva illustrata.
Vantaggiosamente (in termini di riduzione delle parti) il braccio di impegno (12,13) coincide con uno dei bracci delle guide.
Si può così comprendere il funzionamento della montatura (1): in una prima posizione angolare ogni stanghetta (2,3) può essere innestata o rimossa dal corrispondente perno (10,11): infatti essa può muoversi nella direzione definita dall’asse del corrispondente perno (10,11) da e verso quest’ultimo senza incontrare interferenze, così da accoppiare o disaccoppiare il perno con il corrispondente foro della stanghetta (2, 3), così da impegnare o disimpegnare la stanghetta (2, 3) al telaio (4).
Appare pertanto chiaro come l’intelaiatura (22) viene accoppiata al telaio (4) per mezzo di una traslazione con l’intelaiatura (22) inclinata rispetto alla normale condizione operativa e viene bloccata in posizione mediante una rotazione su se stessa fino al raggiungimento della posizione corrispondente alla normale condizione operativa, così come è chiaro che l’intelaiatura (22) viene disaccoppiata dal telaio per mezzo di una rotazione della intelaiatura rispetto al proprio asse e di una successiva traslazione.
In una seconda posizione angolare la stanghetta (ruotata rispetto al telaio di un certo angolo) si trova in una condizione in cui è impedito lo sfilamento dal corrispondente perno (10,11), poiché il movimento di sfilamento della stanghetta (2,3) comporterebbe uno spostamento della stessa nella direzione dell’asse del perno (10,11), in senso di allontanamento dal braccio inferiore (14,15), su cui la stanghetta appoggia, ma un tale spostamento è impedito dal fatto che ogni stanghetta interferisce superiormente contro il corrispondente braccio di impegno (12,13) per cui ogni stanghetta si trova in una condizione in cui il suo sfilamento è impedito.
Ogni ulteriore spostamento angolare della stanghetta, in verso concorde con lo spostamento angolare che ha portato la stanghetta dalla prima alla seconda posizione, conduce la stanghetta (2,3) in una condizione in cui le è comunque impedito lo sfilamento dal corrispondente perno (10,11), sempre grazie al fatto che il corrispondente braccio di impegno (12,13) interferisce con la stanghetta (2,3) in un suo eventuale spostamento sull’asse del perno in senso di allontanamento dal braccio inferiore (14,15).
Ne consegue che ogni stanghetta, a partire dalla seconda posizione e per ogni ulteriore movimento angolare concorde con quello che va dalla prima alla seconda posizione, è stabilmente associata al telaio (4) e non può essere rimossa; volendo rimuovere la stanghetta è infatti necessario riportarla nella prima posizione, in cui il corrispondente braccio di impegno (12,13) non interferisce con la stanghetta (2,3) nel suo spostamento sull’asse del perno in senso di allontanamento dal braccio inferiore (14,15).
Vantaggiosamente la prima posizione angolare corrisponde alla stanghetta perpendicolare al telaio, che si estende però sul lato del telaio associabile alle lenti (in sostanza la stanghetta è posizionata a 180° rispetto a quando si trova aperta nella normale posizione operativa), e la seconda posizione angolare corrisponde ad una rotazione di un angolo di qualche grado, ad esempio 10°, a partire dal quale la stanghetta non si può più sfilare dal perno.
Un utente pertanto può innestare la stanghetta sul perno e poi farla ruotare nelle tipiche posizioni operative (ossia in assetto “chiuso” con la stanghetta dietro le lenti parallela al telaio, ed in assetto “aperto” con la stanghetta dietro alle lenti perpendicolare al telaio), superando quindi la seconda posizione, a partire dalla quale ogni ulteriore rotazione della stanghetta la conduce in una condizione di non sfilamento dal perno: in questo modo pertanto le condizioni operative di stanghetta “chiusa” e stanghetta “aperta” sono entrambe condizioni in cui è inibito lo sfilamento di questa dal perno.
In tale modo si comprende come l’intelaiatura possa validamente essere utilizzata quale mezzo di blocco per evitare che le stanghette (2,3) si spostino verso la prima posizione e quindi possano sfilarsi inavvertitamente dal telaio; infatti l’utente, dopo aver montato le stanghette sul telaio come descritto più sopra, provvede a montare l’intelaiatura (22) che, ovviamente, sarà davanti alle stanghette nella normale condizione operativa e pertanto interferisce con la rotazione della stanghetta verso la prima posizione angolare, così da mantenerla in una posizione in cui risulta non sfilabile dal perno grazie al braccio di impegno.
Grazie a questi accorgimenti si può quindi comprendere come si possa assemblare e disassemblare facilmente un occhiale secondo la presente invenzione: partendo dal telaio, dalle stanghette e dalla intelaiatura che regge le lenti si procede prima di tutto a innestare le stanghette sui rispettivi perni e a portarle in posizione operativa (come sopra descritto), in cui non possono essere sfilate dai perni, per poi montare l’intelaiatura con le lenti inclinandola e facendo scorrere i corpi piastriformi all’interno delle rispettive guide, per poi bloccarla a scatto con una sua rotazione nella corretta posizione operativa e perfezionare infine il bloccaggio agendo eventualmente sul blocco (31).
I vantaggi di un occhiale secondo la presente invenzione sono quindi evidenti: l’occhiale è del tutto sprovvisto di parti avvitate tra loro, risultando di facile assemblaggio, alla portata anche di una persona non tecnica, la quale può cambiare da sé le stanghette o le lenti (ad esempio per variarne il colore o la forma con altre differenti).
Ovviamente le modifiche a questa struttura possono essere svariate (ad esempio per necessità estetiche), pur senza uscire dagli insegnamenti della presente invenzione.

Claims (20)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Occhiale del tipo comprendente una intelaiatura (22) parzialmente rigida atta a supportare una coppia affiancata di lenti (20 e 21) e comprendente inoltre una montatura (1) provvista almeno di un telaio (4) al quale sono girevolmente associate due stanghette (2,3), in cui l’intelaiatura (22) è montabile sul telaio (4) in una normale condizione operativa, in cui l’occhiale è in grado si svolgere la sua funzione quando è stato posizionato sul viso di un utente, occhiale caratterizzato dal fatto che il telaio (4) presenta mezzi (29, 30) atti a consentire a detta intelaiatura (22) di accoppiarvisi per mezzo di una traslazione eseguita in un assetto inclinato rispetto alla sua normale condizione operativa, nonché mezzi (27, 28) atti a consentire alla medesima intelaiatura (22) di ruotare rispetto al suo asse trasversale orizzontale fino a bloccarsi in una posizione corrispondente alla normale condizione operativa.
  2. 2. Occhiale secondo la rivendicazione 1, in cui detti mezzi (29, 30) consistono in due sedi di guida ciascuna prevista ad un lato del telaio (4) per l’inserimento di una relativa testa a fungo (23,24) sorretta da un corpo piastriforme (25,26) e ricavata ad un lato dell’intelaiatura (22); essendo previsto che l’uscita del corpo piastriforme (25,26) dalla corrispondente sede di impegno (27,28) sia inibita allorquando l’intelaiatura (22) si trovi nella sua condizione operativa.
  3. 3. Occhiale secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui detti mezzi (27, 28) consistono in due sedi di impegno, ciascuna prevista ad un lato del telaio (4) ed associata alla rispettiva sede di guida (29,30) così da permettere l’accesso di ogni corpo piastriforme (25,26) all’interno di quest’ultima solo in condizione di assetto inclinato, rispetto alla sua normale condizione operativa; essendo previsto che ciascuna guida (29,30) sia composta da due bracci tra loro separati da una distanza minore della larghezza dei corpi piastriformi (25,26).
  4. 4. Occhiale secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, comprendente inoltre un blocco (31) per impedire la rotazione della intelaiatura (22) sul suo asse trasversale orizzontale.
  5. 5. Occhiale secondo la rivendicazione 5, in cui detto blocco (31) è posto in corrispondenza della zona centrale della montatura e dell’intelaiatura, e comprende due distinte parti, di cui una solidale all’intelaiatura (22) ed una solidale al telaio (4).
  6. 6. Occhiale secondo la rivendicazione 5, in cui le due parti del blocco (31) sono parti tra loro meccanicamente interferenti, tra loro accoppiate grazie ad una deformazione elastica del telaio (4) e/o della intelaiatura (22).
  7. 7. Occhiale secondo la rivendicazione 6, in cui il blocco comprende un gancio (32) realizzato sul telaio (4) che afferra a trattiene in posizione la parte centrale (33) della intelaiatura.
  8. 8. Occhiale secondo la rivendicazione 5, in cui il blocco (31) comprende almeno un magnete.
  9. 9. Occhiale secondo la rivendicazione 8, in cui il blocco (31) comprende almeno un magnete associato al telaio (4) ed almeno un secondo magnete associato all’intelaiatura (22), essendo i due magneti affacciati con polarità inverse.
  10. 10. Occhiale secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, in cui la montatura comprende due stanghette (2,3) girevolmente associabili ad un telaio (4), in cui ad ogni estremità terminale (7,8) del telaio è previsto un profilo di impegno per la corrispondente stanghetta comprendente un perno di rotazione (10,11) su cui si innesta ed attorno al quale la stanghetta (2,3) può ruotare almeno tra una prima posizione angolare ed una seconda posizione angolare, in cui la prima posizione angolare corrisponde ad una condizione di stanghetta (2,3) sfilabile dal perno (10,11) e la seconda posizione angolare corrisponde ad una condizione di stanghetta (2,3) impedita allo sfilamento dal perno (10,11) ed in cui ogni profilo di impegno comprende inoltre un braccio di impegno (12,13), essendo il perno di rotazione (10,11) sostanzialmente perpendicolare al braccio di impegno (12,13) e giacente su un diverso piano rispetto a quello che contiene il braccio di impegno (12,13), così da ostacolare lo sfilamento della stanghetta (2,3) dal relativo perno (10,11) in corrispondenza della seconda posizione angolare, per effetto della interferenza tra la stanghetta (2,3) ed il corrispondente braccio di impegno (12,13).
  11. 11. Occhiale secondo la rivendicazione 10, in cui ogni stanghetta, a partire dalla seconda posizione e per ogni ulteriore movimento angolare concorde con quello che va dalla prima alla seconda posizione, è in condizione di stanghetta (2,3) impedita allo sfilamento dal perno (10,11) e stabilmente associata al telaio (4).
  12. 12. Occhiale secondo la rivendicazione 10 o 11, in cui ogni perno (10,11) è collegato al corrispondente braccio di impegno (12,13) rispettivamente con un braccio inferiore (14,15) e con un braccio di unione (16,17), il quale è sostanzialmente parallelo al relativo perno (10,11).
  13. 13. Occhiale secondo una o più delle rivendicazioni da 10 a 12, in cui nella prima posizione angolare ogni stanghetta (2,3) è libera di muoversi nella direzione definita dall’asse del corrispondente perno (10,11) da e verso quest’ultimo senza incontrare interferenze.
  14. 14. Occhiale secondo una o più delle rivendicazioni da 10 a 13, in cui nella seconda posizione angolare ed a partire da questa per ogni ulteriore spostamento angolare concorde con quello che va dalla prima alla seconda posizione, è impedita allo sfilamento dal corrispondente perno (10,11) essendo ogni spostamento della stanghetta (2,3) nella direzione dell’asse del perno (10,11) ed in senso di allontanamento dal braccio inferiore (14,15), su cui la stanghetta appoggia, impedito dall’interferenza contro il corrispondente braccio di impegno (12,13).
  15. 15. Occhiale secondo una o più delle rivendicazioni da 10 a 14, in cui la prima posizione angolare corrisponde sostanzialmente alla stanghetta perpendicolare al telaio, ed estendentesi sul lato del telaio associabile alle lenti e la seconda posizione angolare corrisponde ad una rotazione di un angolo di alcuni gradi rispetto alla prima posizione, ad esempio 10°.
  16. 16. Occhiale secondo una o più delle rivendicazioni da 10 a 15, in cui le normali posizioni operative (ossia assetto “chiuso” con la stanghetta dietro le lenti parallela al telaio, ed assetto “aperto” con la stanghetta dietro alle lenti perpendicolare al telaio), sono comprese nell’intervallo dello spostamento angolare della stanghetta (2,3) che va - a partire dalla prima posizione angolare ed in senso concorde con lo spostamento dalla questa alla seconda posizione - oltre la seconda posizione e quindi in condizione di stanghetta (2,3) non sfilabile dal perno (10,11).
  17. 17. Occhiale secondo una o più delle rivendicazioni da 10 a 16, in cui il perno di rotazione (10,11) non è filettato.
  18. 18. Occhiale secondo una o più delle rivendicazioni da 10 a 17, in cui le stanghette (2,3) presentano in corrispondenza di una estremità terminale un foro di innesto con il perno ed una forma a camma così da prevenire lo sfilamento per un preferito angolo di rotazione della stanghetta (2,3)
  19. 19. Occhiale secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, in cui, in cui uno dei bracci delle guide coincide con detto braccio di impegno (12,13).
  20. 20. Occhiale secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, in cui il telaio è di pezzo con ogni perno (2,3) con ogni braccio inferiore (14,15), con ogni braccio di unione (16,17), con ogni braccio delle guide, con almeno una parte del blocco (31).
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