ITMC20080141A1 - Recipiente di cottura corredato di un manico salva-spazio, amovibile. - Google Patents

Recipiente di cottura corredato di un manico salva-spazio, amovibile.

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ITMC20080141A1
ITMC20080141A1 IT000141A ITMC20080141A ITMC20080141A1 IT MC20080141 A1 ITMC20080141 A1 IT MC20080141A1 IT 000141 A IT000141 A IT 000141A IT MC20080141 A ITMC20080141 A IT MC20080141A IT MC20080141 A1 ITMC20080141 A1 IT MC20080141A1
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IT
Italy
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pin
handle
groove
cooking container
head
Prior art date
Application number
IT000141A
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English (en)
Inventor
Andrea Bruni
Emanuele Cacciatori
Umberto Mezzanotti
Original Assignee
Alluflon Spa
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Publication date
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Classifications

    • AHUMAN NECESSITIES
    • A47FURNITURE; DOMESTIC ARTICLES OR APPLIANCES; COFFEE MILLS; SPICE MILLS; SUCTION CLEANERS IN GENERAL
    • A47JKITCHEN EQUIPMENT; COFFEE MILLS; SPICE MILLS; APPARATUS FOR MAKING BEVERAGES
    • A47J45/00Devices for fastening or gripping kitchen utensils or crockery
    • A47J45/06Handles for hollow-ware articles
    • A47J45/07Handles for hollow-ware articles of detachable type
    • A47J45/071Saucepan, frying-pan handles

Landscapes

  • Engineering & Computer Science (AREA)
  • Food Science & Technology (AREA)
  • Cookers (AREA)

Description

DESCRIZIONE
a corredo di una domanda di brevetto per invenzione industriale avente per titolo:
“RECIPIENTE DI COTTURA CORREDATO DI UN MANICO SALVA-SPAZIO, AMOVIBILE”.
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente domanda di brevetto per invenzione industriale ha per oggetto un recipiente di cottura, come una pentola o una padella, corredato di un manico amovibile, fissato all’esterno della sua sponda, il quale può assumere un primo assetto operativo, oppure un secondo assetto non operativo, che minimizza gli ingombri in pianta del complesso “recipiente-manico”.
È noto che ogni tipo di recipiente di cottura è corredato di almeno un manico di impugnatura che ne consente un sicuro e agevole afferraggio durante la sua manipolazione.
Da diverso tempo si è compreso che un manico amovibile conferisce una serie di vantaggi al recipiente in più di una circostanza.
I vantaggi di un recipiente corredato di manico amovibile, come tutti sanno, consistono nella possibilità di ridurre notevolmente gli ingombri in fase di stoccaggio, piuttosto che all’interno di una lavastoviglie o di un cassetto della cucina dove la padella o la pentola vengono riposti.
Esistono poi dei recipienti i cui manici, oltre ad essere di tipo amovibile, sono del tipo salva-spazio e cioè che possono essere posizionati, oltre che in assetto operativo, anche in un secondo assetto al quale corrispondono dimensioni di ingombro ridotte del complesso “recipiente-manico”.
Questo tipo di articolazione è particolarmente vantaggiosa per quei manici che presentano una forma affusolata e sono disposti perfettamente in assetto radiale rispetto al relativo recipiente.
È facile comprendere, quindi, che l’ingombro in pianta di questa tipologia di recipienti di cottura è notevolmente condizionato dalla lunghezza del suo manico, la quale, nel caso di piccoli recipienti, potrebbe addirittura essere pressoché identica alla dimensione di maggior valore del recipiente stesso.
Scopo della presente invenzione consiste nell’ideare un recipiente per cottura corredato di un manico fissato esternamente alla sua sponda in maniera amovibile tramite mezzi di innesto che ne consentono un rapido e sicuro fissaggio, nonché una veloce e facile rimozione.
Ulteriore scopo della presente invenzione consiste nell’ideare un recipiente per cottura il cui manico, oltre a soddisfare i requisiti sopra detti, presenti mezzi atti a consentirne il posizionamento in due assetti, il primo operativo, in direzione perpendicolare rispetto alla sponda del recipiente dove è agganciato, cui corrisponde il massimo ingombro del complesso “recipiente-manico”, il secondo assetto non operativo, pressoché tangente alla sponda del recipiente, cui corrisponde invece l’ingombro minimo del complesso “recipiente-manico”.
Questi ed altri scopi sono stati raggiunti dal recipiente di cottura, corredato di un manico amovibile, secondo il trovato, le cui caratteristiche principali sono puntualizzate nella prima rivendicazione.
Il recipiente di cottura corredato di un manico salvaspazio, secondo l’invenzione, comprende un codolo solidale al recipiente ed un manico di impugnatura recante mezzi di facile e rapido innesto e disinnesto rispetto a detto codolo.
Più precisamente il recipiente presenta, esternamente alla sua sponda, un codolo dal quale aggetta superiormente un perno dalla testa ingrossata, mentre il manico di impugnatura presenta inferiormente una sede dove può essere inserita la testa di detto perno, solo quando il manico è in orientato in direzione perpendicolare rispetto alla sponda del relativo recipiente.
Detta sede consiste in un’asola che interseca una scanalatura ricavata longitudinalmente al di sotto di detto manico.
Detta scanalatura presenta una sezione a “T”, avente dimensioni atte a consentire l’alloggiamento di detto perno dalla testa ingrossata, il quale, una volta inserito, può spostarsi fino ad un punto di fine corsa, in corrispondenza del quale va in battuta contro l’estremità di fondo, rivolta verso il recipiente, di detta scanalatura.
In corrispondenza di detta battuta il manico presenta dei mezzi di bloccaggio preposti all’arresto del perno, al fine di stabilizzare il manico nel suo assetto operativo.
Per maggior chiarezza esplicativa la descrizione del recipiente di cottura, corredato di un manico amovibile, secondo il trovato, prosegue con riferimento alle tavole di disegno allegate, aventi solo valore illustrativo e non certo limitativo:
- la figura 1 mostra, con una vista assonometrica, il codolo del recipiente ed il relativo manico non accoppiati e con il perno in asse con la relativa asola;
- la figura 2 è analoga alla precedente, ma mostra il codolo del recipiente ed il relativo manico ad accoppiamento avvenuto, con il perno inserito all’interno della relativa asola;
- la figura 3 è analoga alla precedente, con il manico posizionato in assetto operativo;
- le figura 4 e 5 mostrano le due fasi operative che consentono lo stabile arresto del manico rispetto al codolo, tramite l’azionamento dei mezzi di bloccaggio ricavati in seno al manico;
- la figura 6 è analoga alla figura 2, con il perno in assetto completamente arretrato all’interno della scanalatura;
- le figure 7A e 7B mostrano, con due viste assonometriche rispettivamente dal basso e dall’alto, il codolo del recipiente ed il relativo manico con il manico ruotato di 90° posizionato in configurazione “salva-spazio”;
- le figure 3A, 4A e 5A mostrano rispettivamente il codolo ed il manico nella configurazione di figure 3, 4 e 5, sezionati parzialmente con un piano verticale passante per l’asse longitudinale del manico, di cui, per chiarezza grafica, è stato tratteggiato parzialmente soltanto il profilo;
- le figure 4B e 5B mostrano alcuni particolari del codolo ed del manico;
- la fig. 1A mostra il codolo ed il manico nella configurazione di figura 1, sezionati con un piano verticale trasversale, passante per l’asse del perno con testa ingrossata;
- la figura 8 mostra, con una vista assonometrica, il codolo del recipiente, secondo il trovato, in una particolare forma realizzativa;
- la figura 9 mostra, con una vista assonometrica, il manico in una preferita forma realizzativa, sezionato con un piano verticale trasversale, passante nel punto di fine corsa posteriore.
Come evidenziato in fig. 1, il recipiente (R) secondo il trovato presenta esternamente alla sponda laterale (S), in corrispondenza del suo bordo superiore (B), un codolo (1) dal quale aggetta superiormente un perno (2) con una testa ingrossata rettangolare (2a).
Con particolare riferimento alla figg. 1A e 7A, il manico amovibile “salva-spazio” (M) presenta inferiormente una sede (3) dove può essere inserita la testa (2a) di detto perno (2), solo quando il manico (M) è orientato in direzione perpendicolare rispetto alla sponda (S) del relativo recipiente (R).
Detta sede (3) consiste in un’asola che interseca una scanalatura (4) ricavata longitudinalmente al di sotto di detto manico (M).
Detta scanalatura (4) presenta una sezione a “T”, atta a consentire lo scorrimento al suo interno del perno (2); essendo previsto che l’ala verticale (4a) di detta scanalatura (4) è atta ad alloggiare il gambo (2b) di detto perno (2), mentre l’ala orizzontale (4b) della scanalatura (4) è atta ad alloggiare la testa ingrossata (2a) del perno (2), come evidenziato in fig. 1A.
In seno a detta scanalatura (4) è possibile individuare due punti di fine corsa (FA e FP): il primo “anteriore” (FA) in cui si posiziona il perno (2) quando il manico (M) è sistemato in assetto operativo, perpendicolarmente rispetto alla sponda (S) del relativo recipiente (R) (vedi fig. 5), il secondo “posteriore” (FP) in cui si posiziona il perno (2) quando il manico (M) è sistemato in assetto non operativo (vedi fig. 6), al fine di essere poi ruotato di 90°, così da ridurre al minimo l’ingombro in pianta del “recipiente-manico” (R e M) (vedi figg. 7A e 7B).
Detto manico (M) presenta mezzi di bloccaggio (6, 8) atti a bloccare il perno (2) non appena il manico (M) si posiziona in assetto operativo.
Con particolare riferimento alle figg. 3, 4 e 5, detti mezzi consistono in un cursore (8) dislocato sull’estremità anteriore del manico (M) ed ivi scorrevole lungo una direzione che coincide con l’asse longitudinale del manico (M) e in un nasello oscillante (6), fulcrato alla sua estremità posteriore (6a) con un perno ad asse orizzontale (7); detto nasello (6) può disporsi con la sua faccia superiore (FSN) in assetto complanare con la faccia superiore (FSM) del manico (M), quando è in assetto operativo (vedi fig. 5), o sporgere verso l’esterno rispetto alla faccia superiore (FSM) del manico (M) quando è in assetto non operativo (vedi fig. 3).
Detto nasello (6) è sottoposto alla forza di una molla di richiamo (5) che lo spinge sempre in assetto non operativo e presenta, sulla sua estremità libera anteriore (6b), un bordo inferiore verticale (6c).
Non appena il perno (2) si posiziona a fine corsa anteriore (FA) è possibile abbassare detto nasello (6), così che detto bordo inferiore verticale (6c) si attesti perfettamente contro il lato (2c) della testa (2a) del perno (2), rivolto verso il nasello stesso (6): in questo modo il perno (2) non può più scorrere a ritroso all’interno della scanalatura (4).
Detto nasello (6) quindi può assumere due assetti, il primo in cui risulta sollevato e consente il libero scorrimento di detto perno (2), come mostrato in figg. 3 e 3A, il secondo invece in cui risulta abbassato, in assetto operativo, come mostrato in figure 4 e 4A.
A detto cursore (8) è affidato il compito di tenere abbassato detto nasello oscillante (6) nonostante la spinta sollevatrice della molla (5); il cursore (8) presenta all’uopo una mensola orizzontale (8a) la cui estremità libera (8b), rivolta verso detto nasello oscillante (6), risulta atta a bloccare il nasello oscillante (6) quando questo è in assetto operativo.
Più precisamente detto cursore (8) può scorrere tra due punti di fine corsa, il primo non operativo, mostrato in figura 4A, il secondo operativo, mostrato in figura 5A.
In figura 5A è mostrato come detto nasello oscillante (6) presenti anteriormente un dente (6d), al di sopra del quale si posiziona il tratto di estremità (8b) della mensola (8a) quando il cursore (8) è in assetto operativo.
Con particolare riferimento alle figg. 4B e 5B, detto cursore (8) presenta altresì una seconda mensola orizzontale biforcuta (8c) dislocata al di sotto di detta prima mensola (8a).
Le facce contrapposte (8d) dei bracci paralleli (8e) di detta mensola biforcuta (8c) distano tra loro di una larghezza identica alla larghezza della testa rettangolare (2a) del perno (2) e presentano una lunghezza tale che, quando detto perno (2) è posizionato nel punto di fine corsa anteriore (FA) ed il cursore (8) è in assetto operativo, la testa (2a) del perno (2) risulta interposta tra i bracci paralleli (8e) di detta mensola biforcuta (8c), come mostrato in fig. 5B.
Questa mensola biforcuta (8c) è stata prevista nel cursore (8) come un mezzo di bloccaggio atto ad assicurare che il manico (M) non presenti il minimo “gioco” o possibilità di rotazione rispetto al perno (2) quando quest’ultimo viene bloccato in assetto operativo dal nasello oscillante (6).
Con particolare riferimento alle figure 7A e 7B, al fine di ridurre al minimo gli ingombri del complesso “recipientemanico” (R-M) è necessario far scorrere il perno (2) all’interno della scanalatura (4) fino a portarlo fino al punto di fine corsa posteriore (FP), come evidenziato in figura 6, per poi ruotare di 90° il manico (M), così da posizionarlo in assetto tangente rispetto alla sponda (S) del relativo recipiente (R), come evidenziato in figg. 7A e 7B.
Al fine di disaccoppiare il recipiente (R) e il relativo manico (M) è necessario nuovamente che l’asse del perno (2) coincida con l’asse longitudinale della relativa asola (3), così da consentire alla testa rettangolare (2a) del perno (2) di fuoriuscire da detta asola (3).
Con particolare riferimento alla figura 8, in una preferita forma realizzativa, il perno (2) con la testa ingrossata rettangolare (2a) presenta superiormente una scanalatura ad “L” (2c) in cui è possibile individuare due tratti (2d, 2e), il primo rettilineo longitudinale (2d), la cui direzione coincide con l’asse della scanalatura (4), ed il secondo leggermente arcuato (2e).
La figura 9 mostra il manico (M), in una preferita forma realizzativa, il quale presenta, in corrispondenza del fine corsa posteriore (FP) una sede per un pressore (11) che comprende una sfera (11a) alloggiata e scorrevole all’interno del corpo cilindrico di detto pressore (11).
Il corpo cilindrico di detto pressore (11) contiene una molla che spinge detta sfera (11a) verso l’esterno ed il pressore (11) è posizionato in maniera tale che detta sfera (11a) aggetti inferiormente penetrando parzialmente in detta scanalatura (4), vedi figura 9.
Detto pressore (11) è posizionato in maniera tale che, poco prima che il perno (2) arrivi nel punto di fine corsa posteriore (FP), la sfera (11a) imbocchi automaticamente il tratto longitudinale (2d) della scanalatura ad “L” (2c).
Il tratto rettilineo viene percorso interamente finché il perno (2) arriva a fine corsa posteriore (FP), mentre il tratto arcuato (2e) viene percorso dalla sfera (11a) non appena inizia la rotazione del manico (M) intorno all’asse del perno (2).
Detta scanalatura ad “L” (2c) presenta una profondità costante per tutta la sua lunghezza e sfocia poi in una cavità (2f) avente una maggiore profondità; più precisamente detta scanalatura (2c) presenta una profondità tale per cui, durante tutto lo scorrimento della sfera (11a) al suo interno, la sfera (11a) risulti premuta all’interno del pressore (11), per poi invece essere di nuovo espulsa, con scatto elastico, in corrispondenza di detta cavità (2f) dalla profondità maggiore.
Ciò significa che in questa preferita forma realizzativa sono previsti mezzi (2c, 11) atti a consentire al manico (M), una volta compiuta una rotazione di 90° rispetto al perno (2), di rimanere bloccato in detto assetto, cui corrisponde la cosiddetta configurazione “salva- spazio”.
Al fine di far scorrere a ritroso la sfera (11a) all’interno della scanalatura (2c) è quindi necessario applicare una forza tale da vincere la forza espulsiva che il pressore (11) esercita sulla sfera (11a), la quale deve rientrare all’interno del pressore (11) al fine di superare il gradino tra detta sede (2f) ed il tratto terminale del tratto arcuato (2e) della scanalatura (2c).

Claims (9)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Recipiente di cottura (R), corredato di un manico amovibile, posto all’esterno della sua sponda laterale (S) caratterizzato per il fatto di comprendere: - un codolo (1), posto esternamente a detta sponda laterale (S), dal quale aggetta superiormente un perno (2) avente una testa ingrossata (2a); - un manico (M) che presenta inferiormente una sede (3) che può alloggiare la testa (2a) di detto perno (2), e che interseca una scanalatura (4), ricavata longitudinalmente al di sotto di detto manico (M), la quale (4) presenta una sezione a “T”, atta a consentire lo scorrimento al suo interno del perno (2) ed in seno alla quale (4) è possibile individuare due punti di fine corsa (FA e FP): il primo “anteriore” (FA) in corrispondenza del quale detto manico (M) presenta mezzi di bloccaggio (6, 8) atti a bloccare detto perno (2), il secondo “posteriore” (FP), in cui il perno (2) può ruotare di 90° all’interno di detta scanalatura (4).
  2. 2) Recipiente di cottura (R), secondo la rivendicazione 1, caratterizzato per il fatto che detta testa ingrossata (2a) è rettangolare e che detta sede (3) consiste in un asola atta a consentire a detta testa ingrossa (2a) di attraversarla solamente quando il manico è disposto in assetto perpendicolare rispetto alla sponda (S).
  3. 3) Recipiente di cottura (R), secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzato per il fatto che detta scanalatura (4) presenta un’ala verticale (4a) atta ad alloggiare il gambo (2b) di detto perno (2) e presenta un’ala orizzontale (4b) atta ad alloggiare la testa ingrossata (2a) del perno (2).
  4. 4) Recipiente di cottura (R), secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato per il fatto che detti mezzi di bloccaggio (6, 8) consistono in un cursore (8), dislocato sull’estremità anteriore (FA) del manico (M) ed ivi scorrevole lungo una direzione che coincide con l’asse longitudinale del manico (M) e in un nasello oscillante (6), fulcrato alla sua estremità posteriore (6a) con un perno ad asse orizzontale (7).
  5. 5) Recipiente di cottura (R), secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato per il fatto che detto nasello (6) si dispone con la sua faccia superiore (FSN) in assetto complanare con la faccia superiore (FSM) del manico (M), quando è in assetto operativo, mentre sporge verso l’esterno rispetto alla faccia superiore (FSM) del manico (M) quando è in assetto non operativo.
  6. 6) Recipiente di cottura (R), secondo la rivendicazione 4 e 5, caratterizzato per il fatto di comprendere una molla di richiamo (5) che spinge detto nasello (6) sempre in assetto non operativo e per il fatto che detto nasello (6) presenta, sulla sua estremità libera anteriore (6b), un bordo inferiore verticale (6c), che si attesa, quando il nasello (6) è abbassato, perfettamente contro il lato (2c) della testa del perno (2), quando quest’ultimo si trova a fine corsa anteriore (FA).
  7. 7) Recipiente di cottura (R), secondo la rivendicazione 6, caratterizzato per il fatto che detto cursore (8) presenta una mensola orizzontale (8a) la cui estremità libera (8b), rivolta verso detto nasello oscillante (6), risulta atta a bloccare il nasello oscillante (6) quando questo è in assetto operativo; essendo previsto che detto nasello oscillante (6) presenta anteriormente un dente (6d) al di sopra del quale si posiziona il tratto di estremità (8b) della mensola (8a) quando il cursore (8) è in assetto operativo.
  8. 8) Recipiente di cottura (R), secondo la rivendicazione 7, caratterizzato per il fatto che detto cursore (8) presenta, dislocata al di sotto di detta prima mensola (8a), una seconda mensola orizzontale biforcuta (8c) le cui facce contrapposte (8d) dei bracci paralleli (8e) distano tra loro di una larghezza identica alla larghezza della testa rettangolare (2a) del perno (2) e presentano una lunghezza tale che, quando detto perno (2) è posizionato nel punto di fine corsa anteriore (FA) ed il cursore (8) è in assetto operativo, la testa (2a) del perno (2) risulta interposta esattamente tra i bracci paralleli (8e) di detta mensola biforcuta (8c).
  9. 9) Recipiente di cottura (R), secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato per il fatto che: - detto perno (2) con la testa ingrossata (2a) presenta superiormente una scanalatura ad “L” (2c) in cui è possibile individuare due tratti (2d , 2e), il primo rettilineo longitudinale (2d), la cui direzione coincide con l’asse della scanalatura (4), ed il secondo leggermente arcuato (2e); - il manico (M) presenta, in corrispondenza del fine corsa posteriore (FP) una sede per un pressore (11) che comprende una sfera (11a), soggetta alla forza espulsiva di una molla, posizionato in maniera tale che la sfera (11a) aggetti inferiormente dalla parete superiore della scanalatura (4); - detta scanalatura ad “L” (2c) presenta una profondità costante per tutta la sua lunghezza tale che la sfera (11a), durante il suo attraversamento, risulta sospinta all’interno del pressore (11); - detta scanalatura ad “L” (2c) in una cavità (2f) avente una maggiore profondità.
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