ITMC20080180A1 - Attrezzatura modulare componibile per la realizzazione di pareti attrezzate. - Google Patents

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Description

DESCRIZIONE
a corredo di una domanda di brevetto per invenzione industriale avente per titolo:
“ATTREZZATURA MODULARE COMPONIBILE PER LA REALIZZAZIONE DI PARETI ATTREZZATE”.
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente domanda di brevetto per invenzione industriale ha per oggetto un’attrezzatura modulare componibile per la realizzazione di pareti attrezzate.
Come è noto con l’espressione “parete attrezzata” attualmente si allude ad una parete destinata al sostegno di mensole e ripiani portaoggetti ed eventualmente tamponata con pannelli di rivestimento in legno o simili.
Ebbene per la realizzazione di simili pareti attrezzate è previsto già da tempo l’impiego di barre scatolate metalliche destinate ad essere montate in assetto verticale ed altresì capaci di fornire supporto sia ad eventuali mensole o ripiani orizzontali, che agli anzidetti pannelli verticali destinati al tamponamento della retrostante parete portante in muratura.
È infatti previsto che le anzidette barre scatolate rechino, per tutta l’altezza dei propri fianchi laterali, scanalature atte ad accogliere esattamente il bordo verticale di un adiacente pannello di tamponatura o, viceversa, nervature atte ad insediarsi esattamente entro conformi scanalature ottenute in corrispondenza del bordo verticale del medesimo adiacente pannello.
A fini del supporto degli anzidetti ripiani orizzontali è invece previsto che ciascuna di simili barre scatolari rechi frontalmente, e per tutta la sua altezza, una scanalatura rettilinea cui si accede tramite la relativa apertura frontale, definibile altrimenti come una vera e propria “fuga”.
In particolare questa stessa scanalatura risulta dotata di una sezione trasversale sostanzialmente a “C”, in quanto delimitata ai due lati da una coppia di spondine e sul retro da una paretina intermedia di fondo.
Quest’ultima paretina risulta peraltro incisa, all’incirca per tutta la sua altezza, da una serie equidistanziata di fori ad asse orizzontale che risultano destinati a costituire i punti di aggancio selettivo per il braccio di supporto di un ripiano orizzontale.
Inutile dire che la presenza di questa pluralità di fori di aggancio è stata prevista per dare agio all’utente finale di una coppia di simili barre scatolate di fissarvi i propri ripiani a qualsiasi desiderata altezza.
Ebbene, pur nella sua notevole diffusione, una simile tecnologia risulta certamente penalizzata da alcuni significativi inconvenienti.
Il primo di tali inconvenienti è di natura tecnicofunzionale ed è legato al fatto che l’anzidetta scanalatura di aggancio dei bracci porta-ripiani di ciascuna delle tradizionali barre scatolate finisce inevitabilmente per divenire ricettacolo di polvere e di sottili impurità di vario genere, le quali peraltro – vista la limitata larghezza della rispettiva fuga “di accesso” – risulta anche assai difficile da rimuovere.
A ciò si aggiunga che queste tradizionali barre scatolate risultano anche penalizzate, in questo caso in una prospettiva squisitamente estetica, dalla vistosa presenza, sul fondo delle rispettive scanalature verticali, dell’anzidetta serie di fori adibiti all’aggancio selettivo dei bracci orizzontali portaripiano.
Ebbene fino ad ora questi due inconvenienti sono stati superati per il tramite di soluzioni alquanto macchinose ed onerose.
La prima di tali soluzione prevede il montaggio, in corrispondenza delle anzidette fughe verticali delle tradizionali barre scatolate, di opportune guarnizioni in gomma da tagliare a misura anche in funzione del posizionamento selezionato per i vari ripiani orizzontali agganciate alle barre medesime.
Si tratta insomma di un’operazione piuttosto lunga e delicata, che deve peraltro essere ripetuta ogni qualvolta l’utente di una simile serie di tali barre scatolate voglia modificare la quota di aggancio dei ripiani orizzontali montati a sbalzo sul fronte delle stesse.
In alternativa vi è pure chi ha provveduto a “sigillare” le fughe verticali delle tradizionali barre scatolate per il tramite di appositi spazzolini parapolvere, comunemente reperibili in commercio.
Si dà il caso che questa soluzione imponga tempi ancora più lunghi ed il ricorso a manodopera specializzata, senza contare il maggiore onere legato all’acquisto degli anzidetti spazzolini parapolvere.
Scopo specifico della presente invenzione è quello di realizzare un’attrezzatura modulare componibile, destinata alla realizzazione di pareti attrezzate, in grado di ovviare contemporaneamente a tutti gli inconvenienti della riferita tecnica anteriore.
Un simile risultato è stato ottenuto conferendo una particolare ed innovativa configurazione alle barre scatolate adottate nell’ambito dell’attrezzatura medesima.
Tale configurazione, infatti, oltre ad ostacolare la penetrazione della sporcizia sottile e a sottrarre alla vista diretta l’antiestetica serie dei fori di aggancio, serve ad assicurare a ciascuna di tali barre la capacità di assicurare efficacemente il supporto di un ripiano indipendentemente dal fatto che la stessa sia posta in opera in assetto verticale o in assetto orizzontale.
Più precisamente la vera peculiarità della barra scatolata secondo il trovato è quella di prevedere – a differenza delle analoghe barre di impostazione tradizionale – che la sua fuga rettilinea frontale non dia un accesso diretto alle retrostanti scanalature a “C” adibite all’aggancio dei bracci orizzontali porta-ripiani.
Questa nuova barra scatolata prevede infatti che la sua fuga rettilinea frontale dia accesso ad una scanalatura a “C” che, rispetto ad essa, risulta rivolta di lato con un’inclinazione di circa 45°.
È come dire che, proprio in ragione di tale orientamento inclinato, il fondo dell’anzidetta scanalatura (e con esso la relativa tradizionale serie di fori di aggancio) non può più essere rilevato alla vista attraverso la fuga frontale.
Come anticipato, del resto, l’assetto inclinato di tale scanalatura limita certamente anche la penetrazione delle polveri e della sporcizia fine, ma ogni caso – anche considerando inevitabile che una quantità di tali impurità si raccolga sul fondo della scanalatura medesima – risulterà praticamente impossibile poterla rilevare visivamente dal fronte della barra secondo il trovato.
Va detto peraltro che la nuova configurazione frontale della nuova barra in parola ha reso necessario prevedere un’innovativa configurazione anche per i bracci e le staffe destinate a supporto diretto dei ripiani; ciò significa che anche questi bracci e queste staffe debbono essere considerati parti integranti (o moduli) dell’attrezzatura secondo il trovato.
Per maggiore chiarezza esplicativa la descrizione del trovato prosegue con riferimento alle tavole di disegno allegate, aventi solo valore illustrativo e non certo limitativo, in cui:
- la figura 1 mostra, con una vista, dall’alto due esemplari di una prima versione della barra scatolata appartenente all’attrezzatura in questione, tra i quali risulta interposto un pannello;
- la figura 2 è analoga alla precedente, ma serve ad illustrare le modalità di accoppiamento degli anzidetti esemplari di barra scatolata con rispettivi bracci di supporto per ripiani;
- la figura 3 è analoga alla figura 1, ma si riferisce ad una seconda versione della barra scatolata anzidetta;
- la figura 4 mostra una differente modalità di montaggio della medesima barra scatolata di figura 3;
- la figura 5 mostra una terza versione della barra scatolata anzidetta;
- la figura 6 mostra una quarta versione della barra scatolata anzidetta;
- la figura 7 mostra una quinta versione della barra scatolata medesima;
- la figura 8 è una rappresentazione assonometrica relativa all’anzidetta figura 2, nell’ambito della quale però i due bracci portaripiano sono mostrati in fase di inserimento ai fini del loro aggancio.
Con riferimento alle figure 1, 2 e 8, il primo modulo dell’attrezzatura in questione consiste in una barra scatolata metallica (1), aperta posteriormente, nell’ambito della quale è possibile individuare una parete frontale (11) e due fianchi laterali (12).
In particolare in tale figura sono mostrati due esemplari della barra anzidetta (1) intercalati da un pannello (P) destinato a tamponare verticalmente la retrostante parete portante in muratura.
A tale scopo è previsto che ciascuna di tali barre (1) rechi, in corrispondenza dei propri fianchi laterali (12), opportuni mezzi – di per sé tradizionali – atti a garantire l’esatto supporto e lo stabile aggancio del pannello (P) ad esso interposto, magari con l’interposizione di opportune viti di fissaggio.
Nell’esemplare di barra mostrato in figura 1, i mezzi che ciascuna barra (1) adotta ai fine di favorire il supporto e l’aggancio del pannello (P) sono rappresentati da due retrostanti profili scatolati (20) incorporati sui suoi anzidetti fianchi laterali (12) e dotati di una sezione sostanzialmente a “C” con la concavità rivolta verso il fronte della barra medesima (1).
In effetti una volta che i pannelli (P) previsti a destra e a sinistra della barra montante (1) siano attestati contro le sponde laterali della stessa (12), le superfici posteriore degli stessi si dispongono a battuta contro gli anzidetti profili scatolati (20), in una posizione che le permette di fissarsi stabilmente a questi ultimi con l’interposizione di opportuni listelli (L) di collegamento.
A tale riguardo va detto che questi listelli di collegamento (L) potrebbero essere applicati sul retro del rispettivo pannello (P), così come, indifferentemente, essere ottenuti “di pezzo” per fresatura nella struttura del pannello medesimo.
Altrettanto usualmente è previsto che l’anzidetta parete frontale (11) di una simile barra (1) risulta incisa longitudinalmente un intaglio (13), o “fuga”.
Questa stessa fuga (13) dà accesso però ad una retrostante nicchia (14) con cui risulta raccordata una scanalatura (15), sostanzialmente a “C”, che presenta in corrispondenza della propria parete di fondo (15a), una serie equidistanziata di fori (16).
Si ribadisce in questo senso che la peculiarità di questa scanalatura (15) è quella di presentare un orientamento inclinato di circa 45° rispetto a quell’anzidetta fuga frontale (13) attraverso cui è possibile accedere al suo interno (o, più precisamente, rispetto alla parete frontale (11) sulla quale la fuga medesima risulta praticata).
Il riferimento diretto all’anzidetta figura 1 consente di accertare che proprio grazie a questa soluzione l’osservatore che si ponga di fronte ad una simile barra (1) è in grado di rilevare visivamente, attraverso la fuga (13), soltanto un tratto della parete continua che delimita l’anzidetta nicchia longitudinale (14).
Egli invece non è assolutamente in grado, dalla stessa prospettiva ottica, di rilevare visivamente l’anzidetta scanalatura (15) e soprattutto l’antiestetica serie equidistanziata di fori (16) realizzata sul fondo (15a) della stessa (15).
Peraltro questa specifica soluzione consente anche di conferire un aspetto estetico omogeneo alla faccia frontale (11) della barra in questione (1), nell’ipotesi in cui si voglia conferire ad essa una particolare lavorazione superficiale (magari ad incavo o in rilievo).
In effetti in presenza di una barra tradizionale la lavorazione superficiale attribuita alla medesima parete frontale, a destra e a sinistra della rispettiva fuga, perderebbe visivamente di continuità a causa dell’evidente presenza della serie di fori eseguiti sul fondo della retrostante scanalatura.
Nella barra secondo il trovato (1), invece, l’eventuale lavorazione superficiale prevista sull’anzidetta faccia frontale (11), a destra e a sinistra della fuga (13), potrebbe trovare perfetta continuità, in quanto vi è la possibilità di realizzarla anche in corrispondenza dell’anzidetta parete interna della nicchia (14), nella zona che può essere direttamente rilevata alla vista attraverso l’antistante fuga (13).
Con particolare riferimento alla citata figura 1, occorre comunque precisare che l’anzidetta scanalatura “inclinata” (15), insieme con la rispettiva serie di fori (16) rappresenta usualmente il mezzo di insediamento e di aggancio selettivo in favore dell’estremità posteriore (21) di un braccio orizzontale (21a) destinato al supporto di un ripiano.
Evidentemente la necessità di ottenere un perfetto accoppiamento tra l’estremità posteriore (21) del braccio (21a) e la rispettiva scanalatura di alloggiamento e di aggancio (15) richiede che la medesima estremità posteriore (21) assuma, nei confronti del rispettivo braccio (21a), un’inclinazione di circa 45° perfettamente compatibile con quella che la scanalatura medesima (15) presenta rispetto alla propria fuga frontale (13) di accesso.
Si richiama peraltro l’attenzione che, nell’ambito dell’anzidetta figura 1, i due esemplari della barra secondo il trovato (1) adottano un orientamento simmetrico, nel senso cioè che l’uno reca la propria scanalatura (15) rivolta verso destra e l’altro la medesima scanalatura (15) rivolta verso sinistra; si tratta in realtà di due esemplari della stessa barra (1) montati secondo opposte modalità.
In tal modo le scanalature (15) delle due barre adiacenti (1) sono rivolte l’una verso l’altra, nell’ambito di una configurazione che naturalmente obbliga anche di adottare bracci portaripiano (21a) ugualmente dotati di estremità inclinate (21) simmetricamente contrapposte.
Nulla vieta naturalmente di utilizzare, per il supporto di un analogo pannello (P), due esemplari della medesima barra (1) con le rispettive scanalature (15) rivolte nella medesima direzione; inutile dire che in questo caso anche le estremità dei rispettivi bracci porta ripiano (21a) dovranno presentare una stessa inclinazione laterale (così come mostrato in figura 2).
Con particolare riferimento alla figura 3, la medesima barra si presta ad essere realizzata in una prima versione alternativa (10) che si differenzia da quella mostrata in figura 2 in quanto dotata di differenti mezzi laterali adibiti al supporto ed al fissaggio degli anzidetti pannelli (P).
In questo caso, infatti, dai fianchi (12) della barra (1) aggettano centralmente rispettive costole longitudinali (22) in grado di insediarsi esattamente entro rispettive scanalature (S) eseguite sul rispettivo bordo del pannello (P), nel momento in cui quest’ultimo sia attestato contro la rispettiva sponda laterale (12) della barra medesima (10).
La figura 4 mostra in particolare le modalità di montaggio della barra in questione (10) in un assetto orizzontale (vale a dire in una posizione intermedia a due pannelli (P) sovrapposti “di taglio”), mantenendo comunque inalterata la propria capacità di sostenere un ripiano (R).
Tale risultato può essere ottenuto con l’ausilio di un ulteriore componente dell’attrezzatura modulare secondo il trovato; si allude ad una particolare staffa (30) destinata ad essere montata in corrispondenza del bordo longitudinale interno di un ripiano (R).
Vista in sezione, questa staffa (30) presenta un primo tratto verticale (30a), dotato di un’altezza sostanzialmente pari allo spessore del ripiano (R), contro cui il bordo longitudinale del ripiano medesimo (R) va esattamente attestato e fissato.
Questo primo tratto verticale (30a) della staffa (30) risulta raccordato, per il tramite di un breve tratto orizzontale rivolto posteriormente (30b), con un secondo più breve tratto verticale (30c).
La citata figura 4 permette di verificare le modalità di posa in opera di questa staffa (30) rispetto alla barra (10) disposta in assetto orizzontale.
In particolare è previsto che il tratto superiore (30c) di tale staffa (30) sia infilato ed insediato dal basso verso l’alto entro la fuga (13) della barra (10).
In tal modo il tratto orizzontale intermedio (30b) di tale staffa (30) si appoggia su una battuta orizzontale (13a) disposta inferiormente alla fuga (13), mentre l’anzidetto tratto verticale superiore (30c) si attesta sul retro del tratto (13b) della parete frontale (11) che occupa una posizione sovrastante a quella della fuga medesima (13).
La figura 5 si riferisce ad una versione alternativa (1A) della barra (1) mostrata in figura 1.
Questa ulteriore barra (1A) si caratterizza per il fatto di rinunciare, sul retro della rispettiva fuga (13), all’adozione dell’anzidetta nicchia (14).
In questo caso è previsto invece che tale fuga (13) costituisca direttamente l’imboccatura della solita scanalatura inclinata (15).
Allo stesso modo la figura 6 mostra una versione alternativa (10A) della barra (10) mostrata in figura 3.
Anche in questo caso infatti la barra (10A), ferme restando tutte le altre caratteristiche strutturali, si caratterizza per il fatto che la sua fuga (13) costituisce direttamente l’imboccatura della scanalatura inclinata (15).
La figura 7 mostra invece un’ulteriore versione (1B) della barra (1) di figura 1, la cui peculiarità è quella di recare una coppia affiancata e parallela di scanalature inclinate (15).
Inutile dire che quest’ultima versione (1B) della barra in parola deve essere considerata compatibile con un braccio porta ripiano (21a) che adotti a sua volta una coppia parallela ed affiancata di estremità inclinate (21), tali da potersi esattamente infilare nelle due suddette scanalature (15) ed agganciare ai rispettivi appositi fori (16).
Si richiama l’attenzione alla figura 8 per evidenziare che la barra scatolata ivi mostrata si presta anche ad essere realizzata in una versione destinata a fungere da “terminale” per la relativa parete attrezzata.
A tale scopo l’esemplare (1C) mostrato sulla sinistra dell’anzidetta figura 8 si differenzia, rispetto a quello mostrato sulla destra, per il fatto di adottare, a partire dalla sua parete laterale esterna (12), un profilo scatolato (20a) dotato di una sezione sostanzialmente ad “L”, con la concavità rivolta all’indietro.
Inutile dire che, in un simile contesto, l’ala di maggiore larghezza di tale profilo (20a) ha lo scopo di fungere da elemento terminale di finitura di un’intera parete attrezzata.
Resta inteso che questo profilo terminale ad “L” (20a) potrebbe essere previsto anche sulle versioni della barra in questione diverse da quella espressamente mostrata nella citata figura 8.
Allo stesso modo nulla vieta di realizzare le barre anzidette, nelle loro differenti versioni, in una soluzione priva degli anzidetti mezzi laterali (20, 22) destinati all’aggancio ed al sostegno di adiacenti pannelli di tamponatura.
In tale evenienza, dunque, le barre di questo tipo avrebbero il solo compito di sostenere frontalmente ripiani montati a sbalzo e non anche quello di dare continuità ad una serie di pannelli di tamponatura.

Claims (11)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Attrezzatura modulare componibile per la realizzazione di pareti attrezzate, del tipo comprendente un primo modulo consistente in una barra scatolata dotata, sul retro di rispettive fughe frontali di accesso (13), di almeno una scanalatura longitudinale (15) sostanzialmente a “C” che adotta, in corrispondenza della propria parete di fondo (15a), una fila verticale ed equistanziata di fori (16) atti a fungere da punti di aggancio selettivo per l’estremità posteriore (21) di un braccio porta ripiani (21a), caratterizzata per il fatto che detta barra scatolata (1, 1A, 10, 10A, 1B, 1C) adotta l’anzidetta almeno una scanalatura (15) con un orientamento inclinato di un angolo “α” rispetto alla propria parete frontale (11), quella su cui risulta ottenuta la fuga di accesso (13) della scanalatura medesima (15).
  2. 2) Attrezzatura secondo la rivendicazione 1, caratterizzata per il fatto che l’anzidetto angolo “α” relativo all’inclinazione dell’anzidetta almeno una scanalatura (15) è di 45°.
  3. 3) Attrezzatura secondo la rivendicazione 1, caratterizzata per il fatto di adottare, in corrispondenza dei suoi due lati, mezzi (20, 22) atti a sostenere pannelli di tamponatura (P).
  4. 4) Attrezzatura secondo la rivendicazione 3, caratterizzata per il fatto che gli anzidetti mezzi atti a sostenere i pannelli di tamponatura (P) consistono in una coppia di retrostanti profili scatolati (20), ciascuno dei quali aggettante da una delle pareti laterali (12) della barra anzidetta (1, 1A, 10, 10A, 1B) e dotato di una sezione sostanzialmente a “C” con la concavità rivolta verso il fronte di quest’ultima.
  5. 5) Attrezzatura secondo la rivendicazione 3, caratterizzata per il fatto che gli anzidetti mezzi atti a sostenere i pannelli di tamponatura (P) consistono in una coppia simmetricamente contrapposta di costole longitudinali (22), rivolte verso l’esterno, che aggettano dalle pareti laterali (12) della barra scatolata anzidetta (1, 1A, 10, 10A, 1B).
  6. 6) Attrezzatura secondo la rivendicazione 1, caratterizzata per il fatto che l’anzidetta barra scatolata (1, 1A, 10, 10A, 1B, 1C) incorpora, in corrispondenza della prima delle sue pareti laterali (12), un retrostante profilo scatolato dotato di una sezione sostanzialmente a “C” con la concavità rivolta verso il fronte della barra medesima (1, 1A, 10, 10A, 1B, 1C) e, in corrispondenza della seconda delle sue pareti laterali (12), un profilo scatolato (20a) dotato di una sezione sostanzialmente ad “L” con la concavità rivolta all’indietro.
  7. 7) Attrezzatura secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata per il fatto che l’anzidetta barra scatolata (1, 10) adotta, immediatamente sul retro della rispettiva fuga longitudinale frontale (13), una nicchia (14) che risulta raccordata con l’anzidetta scanalatura inclinata (15).
  8. 8) Attrezzatura secondo una o più delle rivendicazioni da 1 a 6, caratterizzata per il fatto che l’anzidetta barra scatolata (1A, 10A) adotta l’anzidetta scanalatura inclinata (15) immediatamente sul retro della rispettiva fuga di accesso (13).
  9. 9) Attrezzatura secondo una o più delle rivendicazioni da 1 a 6, caratterizzata per il fatto che l’anzidetta barra scatolata (1B) adotta una coppia affiancata delle anzidette scanalature inclinate (15), dislocate in posizione immediatamente retrostante alle rispettive fughe di accesso (13).
  10. 10) Attrezzatura modulare componibile secondo la rivendicazione 1, del tipo comprendente un secondo modulo consistente in un braccio portaripiani (21a) recante almeno un’estremità posteriore (21) atta a penetrare entro l’anzidetta almeno una scanalatura (15) della barra scatolata (1) e ad agganciarsi selettivamente in uno degli appositi fori (16) di quest’ultima, caratterizzata per il fatto che l’anzidetta almeno una estremità posteriore (21) di tale braccio porta ripiani (21) risulta inclinata, rispetto all’asse longitudinale di quest’ultimo, di un angolo “α” pari all’anzidetto angolo di inclinazione previsto per la corrispondente scanalatura (15).
  11. 11) Attrezzatura modulare componibile secondo le rivendicazioni 1 e 7, caratterizzata per il fatto di comprendere un terzo modulo consistente in una staffa (30) dotato di un profilo sostanzialmente ad “S” atta ad insediarsi e ad agganciarsi entro l’anzidetta fuga frontale (13) della barra (1) nel momento in cui quest’ultima sia disposta in assetto orizzontale; essendo previsto in particolare che detta staffa (30) sia costituita da un tratto inferiore (30a) e di un tratto superiore (30c), sostanzialmente paralleli, raccordati tramite un breve tratto intermedio (30b) sostanzialmente ortogonale ad essi, dei quali l’anzidetto tratto intermedio (30b) è in grado di appoggiarsi al di sopra di una battuta orizzontale (13a) disposta inferiormente all’anzidetta fuga (13), mentre l’anzidetto tratto superiore (30c) è in grado di attestarsi sul retro del tratto (13b) della parete frontale (11) che occupa una posizione sovrastante a quella della fuga medesima (13).
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