ITMC20090014U1 - Arma da fuoco con grilletto asportabile. - Google Patents
Arma da fuoco con grilletto asportabile.Info
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Description
“ARMA DA FUOCO CON GRILLETTO ASPORTABILE”.
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente domanda di brevetto per modello di utilità ha per oggetto un’arma da fuoco, del genere dei fucili, pistole e simili, dotata di un grilletto asportabile.
Il trovato in questione è stato concepito al fine di superare definitivamente una grave problematica che emerge in occasione alla tenuta delle armi da fuoco in ambienti domestici.
In tali evenienze, infatti, le armi possono risultare accessibili anche a persone poco esperte della gestione delle stesse e poco consapevoli dei rischi connessi, quali ad esempio i bambini o gli anziani incapaci d’intendere e di volere.
Ebbene l’indebito utilizzo delle armi da parte di questi soggetti può diventare estremamente pericoloso nel caso in cui la persona autorizzata all’uso delle stesse le abbia per caso riposte cariche, senza togliere cioè il colpo dalla canna.
Del resto una simile situazione può risultare estremamente pericolosa anche nel caso in cui l’arma sia maneggiata da una persona consapevole che però non sappia, o abbia dimenticato, che l’arma stessa risulti effettivamente carica.
Inutile dire che, in tutti questi casi, il rischio che si manifesti è quello che dall’arma carica possa partire un colpo accidentale che potrebbe esporre a gravissimi rischi l’incolumità dello stesso soggetto che maneggia l’arma o di coloro che si trovano nelle vicinanze.
Va detto peraltro che il rischio del manifestarsi di una simile deprecabile situazione ha indotto, ormai da molto tempo, i fabbricanti delle armi a dotare queste ultime delle cosiddette “sicure”, vale a dire di dispositivi in grado di bloccare il funzionamento del grilletto e quindi di impedire la partenza fortuita di un colpo.
A dispetto di una simile dotazione, però, gli incidenti con le armi da fuoco continuano a verificarsi con una preoccupante frequenza, evidentemente per il fatto che, in alcuni casi, tali sicure non vengono attivate, magari per la negligenza dei soggetti responsabili, o per il fatto che, in altri casi, la persona non autorizzata che maneggia l’arma riesce comunque, in maniera consapevole o fortuita, a rimuovere la sicura precedentemente attivata.
Scopo specifico della presente invenzione è quella di realizzare un’arma da fuoco che sia in grado di impedire, oltre ogni ragionevole rischio, che possa esplodere un colpo fortuito da un’arma che sia stata risposta carica.
Partendo dalla considerazione che le tradizionali sicure possono essere disattivate anche da persone non autorizzate (e che quindi la loro efficacia in termini di sicurezza risulta alquanto aleatoria), si è pensato di adottare nelle armi da fuoco un accorgimento ancora più drastico, consistente per l’appunto in un grilletto asportabile.
In tal modo la persona responsabile della custodia dell’arma, allorquando decida di riporla ancora carica, può smontarne il grilletto e riporlo a debita distanza dalla stessa, magari in un luogo chiuso e dunque sottratto al libero accesso delle persone non autorizzate all’uso dell’arma stessa.
È facile comprendere così che se anche l’arma stessa dovesse cadere nelle mani di persone non autorizzate, queste ultime non sarebbero comunque – in mancanza del necessario grilletto – nella condizione di azionarne il cane e dunque di far esplodere un colpo.
Si deve peraltro ritenere che la rimozione del grilletto dalla rispettiva arma possa rappresentare una scelta certamente favorevole anche per le esigenze di sicurezza delle persone più consapevoli e più esperte nella gestione delle armi.
Allorquando, infatti, l’utente dell’arma voglia ricondurre la stessa in condizioni di efficienza deve naturalmente provvedere a rimontare il relativo grilletto.
Ebbene, nel momento in cui lo stesso sia chiamato a compiere una simile operazione, è ben difficile che possa dimenticare (o evitare di controllare) il reale stato dell’arma, vale a dire se la stessa risulti carica oppure no.
Egli infatti non potrà non ricordare che la sua decisione originaria di rimuovere il grilletto dall’arma era stata maturata proprio in relazione al fatto che la stessa era stata riposta ancora carica e quindi in una potenziale situazione di estremo pericolo.
Per maggiore chiarezza esplicativa la descrizione del trovato prosegue con riferimento alla tavola di disegno allegata, avente solo valore illustrativo e non certo limitativo, in cui:
- la figura 1 è la vista laterale di un’arma da fuoco, in relazione alla rispettiva zona del grilletto che, in questo caso, risulta peraltro in assetto operativo;
- la figura 2 è una sezione con un piano verticale della vista di figura 1;
- la figura 3 è analoga alla figura 2, ma mostra il grilletto anzidetto nell’atto del suo disaccoppiamento dalla rispettiva arma.
Con particolare riferimento alla figura 1, si precisa che l’arma da fuoco secondo il trovato (1) si avvale usualmente di un grilletto (2) ospitato all’interno di un occhiello (3), entro cui l’utente deve infilare il dito indice al fine di azionare il grilletto medesimo.
Come anticipato la peculiarità dell’arma in questione (1), che per il resto adotta una struttura assolutamente tradizionale, risiede nel fatto di adottare un grilletto asportabile (2).
Più precisamente tale grilletto (2) termina in sommità con una piccola testa cilindrica (2a) filettata sull’esterno, sostanzialmente consistente in un perno filettato.
Questo perno filettato (2a) è in grado di accoppiarsi elicoidalmente all’interno di una corrispondente sede cilindrica filettata (4a) realizzata sul cane (4) alloggiato all’interno della carcassa dell’arma medesima (1).
Al fine di consentire tale accoppiamento elicoidale è naturalmente necessario che la presenza di un’asola (4b) attraverso la quale l’anzidetta testa filettata (2a) del grilletto (2) possa penetrare entro la carcassa dell’arma e raggiungere la corrispondente sede (4a) eseguita sul rispettivo cane (4).
In ogni caso nel momento in cui il grilletto (2) sia stabilmente accoppiato con il cane anzidetto (4), esso si trova nella normale condizione di poter normalmente azionare il cane medesimo (4) e di poter abilitare così l’esplosione del colpo; si vedano al riguardo le anzidette figure 1 e 2.
Allorquando però si voglia rendere l’arma inoffensiva, il grilletto anzidetto (2) può essere svitato dalla sua anzidetta sede di impegno (4a) e sfilato dalla stessa dall’alto verso il basso.
A tale proposito si rimanda alla figura 3 che mostra peraltro come quest’ultima rimozione del grilletto asportabile (2) sia favorita dalla possibilità, prevista nell’arma secondo il trovato (1), di aprire il tratto inferiore-orizzontale (3a) del rispettivo occhiello (3), opportunamente dotato di una struttura articolata.
Questa figura permette infatti di verificare come il particolare occhiello (3) dell’arma secondo il trovato (1) sia costituito da due tratti distinti, vale a dire da un tratto frontaleverticale fisso (3b) e dall’anzidetto tratto inferiore-orizzontale mobile (3a).
Il tratto frontale-verticale (3b) risulta usualmente incorporato nella struttura dell’arma da fuoco (1) e termina inferiormente con un piccolo foro.
Da parte sua il tratto inferiore-orizzontale (3a) del medesimo occhiello (3) reca alle due estremità con altrettanti analoghi fori.
Ebbene il collegamento tra i due anzidetti tratti (3a, 3b) dell’occhiello (3) può essere realizzato per il tramite di una vite ad asse orizzontale (V1) dopo che siano stati condotti in una condizione di perfetto allineamento – tale per l’appunto di favorire l’inserimento della vite anzidetta (V1) – il foro previsto inferiormente al tratto fisso (3b) ed il foro previsto in corrispondenza dell’estremità anteriore del tratto mobile (3a).
Da parte sua il foro previsto in corrispondenza dell’estremità posteriore del tratto mobile (3a) del grilletto (3) è destinato a disporsi in una condizione di perfetto allineamento con un analogo foro previsto al centro di un’orecchiola (5) che aggetta di taglio sul fronte dell’impugnatura dell’arma.
In tale assetto il reciproco collegamento di questi due fori allineati può essere realizzato per il tramite di una seconda vite passante (V2).
Fintanto che questa seconda vite (V2) sia mantenga nel suo assetto operativo, l’occhiello in questione (3) mantiene la sua continuità strutturale, così come mostrato nelle figure 1 e 2.
Allorquando però si voglia sfilare verso il basso l’anzidetto grilletto asportabile (2) e dunque eliminare l’ostacolo costituito dal tratto inferiore-orizzontale (3a) dell’occhiello medesimo (3), occorre semplicemente rimuovere l’anzidetta seconda vite (V2), e magari allentare leggermente la prima (V1).
In tal modo l’estremità posteriore del tratto mobile (3a) dell’occhiello (3) si disaccoppia dall’orecchiola di ancoraggio (5) e può ruotare verso il basso, attorno al punto di fulcro costituito dalla prima vite (V1) che assicura ancora il collegamento, seppure in maniera non rigida, tra l’estremità anteriore di questa stesso tratto mobile (3a) e l’estremità inferiore del tratto fisso (3b) del medesimo occhiello; questa condizione risulta espressamente mostrata in figura 3.
Inutile dire che per ricondurre l’arma nella sua condizione operativa mostrata in figura 1, è sufficiente ripetere al contrario le operazioni anzidette, vale a dire reinsediare il grilletto (2) entro il rispettivo cane (4) e restituire continuità alla struttura articolata dell’occhiello (3).
È appena il caso di precisare che nulla vieta, nell’ambito della presente idea inventiva, di adottare una differente soluzione per liberare, al di sotto del grilletto (2), una sezione di passaggio utile per favorire il suo accoppiamento e disaccoppiamento dal rispettivo cane (4).
Si potrebbero ad esempio prevedere, in corrispondenza delle estremità del suddetto occhiello (3), mezzi di aggancio rapido atti a creare una stabile connessione con corrispondenti mezzi di ritegno previsti sulla carcassa e sull’impugnatura dell’arma secondo il trovato, ma altresì capaci di favorire un altrettanto rapido distacco dell’intero occhiello (3).
Claims (4)
- RIVENDICAZIONI 1) Arma da fuoco comprendente un grilletto (2) ospitato all’interno di un occhiello (3) e preposto ad azionare il cane (4) in dotazione alla stessa, caratterizzata per il fatto che l’anzidetto grilletto (2) risulta accoppiata con il rispettivo cane (4) mediante mezzi di connessione amovibili.
- 2) Arma da fuoco secondo la rivendicazione 1, caratterizzata per il fatto che l’anzidetto grilletto (2) reca in sommità una testa cilindrica filettata (2a) atta ad accoppiarsi elicoidalmente con una corrispondente sede cilindrica filettata (4a) realizzata sul rispettivo cane (4) ed accessibile per il tramite di un’asola (4b) eseguita sulla carcassa dell’arma medesima.
- 3) Arma da fuoco secondo la prima o entrambe le precedenti rivendicazioni, caratterizzata per il fatto che l’anzidetto occhiello (3) che ospita il grilletto (2) risulta fissato amovibilmente alla carcassa dell’arma medesima, sì da essere in grado di liberare, inferiormente al grilletto (2), una sezione di passaggio utile per favorire il disaccoppiamento/accoppiamento di quest’ultimo dal rispettivo cane (4).
- 4) Arma da fuoco secondo la rivendicazione 3, caratterizzata per il fatto che l’anzidetto occhiello (3) presenta una struttura articolata costituita da un tratto frontale-verticale fisso (3b) e da un tratto inferiore-orizzontale mobile (3a), essendo previsto che il tratto frontale-verticale (3b) sia incorporato nella carcassa dell’arma medesima e termini inferiormente con un foro sul quale risulta incernierata, con l’interposizione di una vite ad asse orizzontale (V1), l’estremità anteriore, a sua volta dotata di un analogo foro, dell’anzidetto tratto inferioreorizzontale (3a), la cui estremità posteriore reca un rispettivo foro in grado di disporsi in perfetto allineamento, ai fini dell’inserimento di una comune vite di collegamento ad asse orizzontale (V2), con un analogo foro realizzato su un’orecchiola di ancoraggio (5) che aggetta di taglio sul fronte dell’impugnatura dell’arma
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Family Applications (1)
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