ITMC20090211A1 - Metodo e dispositivo per l'acquisizione di immagini. - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE
a corredo di una domanda di brevetto per invenzione industriale avente per titolo:
“METODO E DISPOSITIVO PER L'ACQUISIZIONE DI IMMAGINI”.
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente invenzione ha per oggetto un dispositivo per l'acquisizione di immagini di un oggetto secondo diverse angolazioni secondo il preambolo della prima rivendicazione. Ulteriori oggetti della presente invenzione sono due metodi per l'acquisizione di immagini secondo il preambolo delle allegate rivendicazioni indipendenti 10 e 16.
È noto, allo stato dell'arte, acquisire immagini di un oggetto mediante diverse tecniche, e negli ultimi anni, con l'avvento degli elaboratori elettronici, si è fatta sempre più frequente la tecnica che prevede una acquisizione preliminare di una immagine da parte di un mezzo di ripresa (ad esempio una fotocamera, una videocamera o simili) ed una successiva elaborazione delle immagini da parte di un elaboratore elettronico.
A tal fine le immagini acquisite dal mezzo di ripresa sono inviate all'elaboratore elettronico sotto forma di dati, che vengono poi manipolati da quest'ultimo per ottenere un'immagine avente le caratteristiche desiderate.
Una tecnica particolare che si è diffusa negli ultimi anni prevede di riprendere immagini di un oggetto sotto diverse angolazioni; questa tecnica prevede che l'oggetto di cui si vuole acquisire l'immagine venga posto su di un piatto rotante che ruota attorno ad un asse verticale in un verso definito (ad esempio orario o antiorario): il mezzo di ripresa è fisso rispetto al piatto rotante ed acquisisce immagini in corrispondenza di preferiti angoli di rotazione del piatto, così che si possano riprendere immagini dell'oggetto in corrispondenza di diverse angolazioni; in sostanza mentre l'oggetto ruota attorno ad un asse (quello verticale) ne vengono acquisite le diverse immagini.
Ovviamente il punto di vista da cui vengono acquisite le immagini dipende, in questo caso, dal posizionamento verticale del mezzo di ripresa rispetto al piatto: infatti è intuitivo che, ad esempio, se quest'ultimo è posto sullo stesso piano orizzontale su cui giace il piatto, non si potranno acquisire immagini dall'alto dell'oggetto.
Nel caso in cui sia necessario effettuare delle riprese dell'oggetto anche secondo un diverso angolo verticale, è previsto di far ruotare l'oggetto secondo due assi (ad esempio verticale ed orizzontale) così che il mezzo di ripresa, fisso, possa riprenderlo dalle varie angolazioni.
Predisporre la rotazione dell'oggetto secondo due assi diversi implica tuttavia la realizzazione di un dispositivo atto allo scopo che è normalmente molto ingombrante e meccanicamente complesso; inoltre tale dispositivo risulta costoso, delicato e di difficile trasportabilità.
Nel corso del tempo si è poi sviluppata la necessità di acquisire immagini in stereoscopia dell'oggetto, ovvero immagini che possono essere visualizzate fornendo all'utente una immagine tridimensionale dell'oggetto ripreso: queste immagini in stereoscopia vengono visualizzate su un monitor o un televisore e l'utente indossa speciali occhiali (noti in sé e già disponibili sul mercato), così da percepire la profondità, e ottenere l'impressione di trovarsi realmente davanti all’oggetto fotografato o ad una sua rappresentazione tridimensionale. Le tecniche note per la visualizzazione di immagini stereoscopiche sono diverse (anaglifi, immagini a luce polarizzata, sincronizzazione con occhiali LCD, ed altro ancora), ma non ci si sofferma oltre su di esse (in quanto note in sé), basti considerare che le diverse tecniche prevedono sostanzialmente tutte l'utilizzo di almeno due distinti mezzi di ripresa (da qui il nome di immagini “in stereoscopia”), necessari per rilevare ognuna una delle due immagini dello stesso oggetto, in particolare una immagine destra ed una sinistra, che sono idealmente associate rispettivamente all’occhio destro e sinistro, dell’utente.
L' utilizzo di due mezzi di ripresa comporta un costo relativamente elevato delle attrezzature necessarie per acquisire tali immagini stereoscopiche e la necessità di porli in posizione corretta tra loro, al fine di acquisire le immagini come se fossero viste dall'occhio destro e da quello sinistro dell'utente che guarda l'oggetto.
Scopo della presente invenzione è ovviare ai suddetti inconvenienti delle soluzioni note allo stato dell'arte.
Un primo oggetto della presente invenzione è un dispositivo per l'acquisizione di immagini di un oggetto secondo una molteplicità di angolazioni, del tipo comprendente almeno un piano di appoggio rotante attorno ad un asse verticale su cui viene posizionato detto oggetto ed almeno un mezzo di ripresa, preferibilmente una fotocamera o una videocamera, in cui il mezzo di ripresa è spostabile su di un piano ortogonale al detto piano rotante.
Un secondo oggetto della presente invenzione è un metodo per l'acquisizione di immagini, secondo diverse angolazioni, di un oggetto, mediante almeno un mezzo di ripresa, che prevede , da un lato, di impartire a detto oggetto un primo spostamento e, dall’altro, di impartire a detto mezzo di ripresa un secondo spostamento.
Un terzo oggetto della presente invenzione è un metodo per l'acquisizione di immagini in stereoscopia di un oggetto in cui è previsto di acquisire almeno una prima ed una seconda immagine di detto oggetto nonché di spostare alternativamente o il mezzo di ripresa o l'oggetto tra l'acquisizione della prima e della seconda immagine.
L'idea alla base della presente invenzione è quella di acquisire le immagini dell'oggetto secondo diverse angolazioni mediante un movimento combinato sia dell'oggetto che del mezzo di ripresa (sia esso una fotocamera, una videocamera o simili). In questo modo, come si vedrà, si possono vantaggiosamente ridurre gli ingombri del dispositivo e conseguentemente ridurne anche i costi e renderlo facilmente trasportabile.
La presente invenzione risulterà più chiara da un suo esempio di realizzazione fornito nei disegni allegati, in cui:
la fig. 1 illustra una vista in prospettiva di un dispositivo per l'acquisizione di immagini secondo la presente invenzione; la fig. 2 illustra una vista laterale del dispositivo di fig. 1; la fig. 3 illustra diversi momenti dell'acquisizione di immagini di un oggetto secondo la presente invenzione;
le figg. 4 e 5 illustrano due dettagli del dispositivo di fig. 1; la fig. 6 illustra l'acquisizione di immagini in stereoscopia secondo la tecnica nota;
la fig. 7 illustra l'acquisizione di immagini in stereoscopia secondo la presente invenzione;
la fig. 8 illustra una variante del metodo di acquisizione di immagini in stereoscopia secondo la presente invenzione; le fig. 9A-9B illustrano due immagini in stereoscopia acquisite secondo la tecnica nota;
le fig. 9c-9D illustrano due immagini in stereoscopia acquisite secondo la presente invenzione;
la fig. 10 illustra un diagramma di flusso del metodo secondo la presente invenzione;
la fig. 11 illustra una presentazione delle immagini acquisite secondo la presente invenzione.
Facendo riferimento alle figg. 1 e 2, in essa è mostrato un dispositivo per l'acquisizione di immagini di un oggetto secondo diverse angolazioni in accordo alla presente invenzione.
Esso comprende un’unità motorizzata di ripresa (2) o acquisizione, che a sua volta comprende un mezzo di ripresa (1), come ad esempio una fotocamera o una videocamera (preferibilmente del tipo digitale) con annesse le relative ottiche.
Il dispositivo per l'acquisizione di immagini comprende poi uno o più emettitori di luce (10), un piano (4) di appoggio, preferibilmente motorizzato e rotante attorno ad un asse verticale, sul quale viene posizionato l'oggetto (16) di cui si vogliono riprendere le immagini secondo diverse angolazioni. Il dispositivo comprende poi una guida di movimentazione (3) curva attorno ad un asse orizzontale sulla quale si sposta l'unità motorizzata di ripresa (2) .
In accordo agli insegnamenti della presente invenzione, infatti, l’unità motorizzata di ripresa (2) si può spostare autonomamente lungo la guida, ad esempio mediante un motore che aziona una ruota dentata in presa su di una cremagliera, come verrà descritto in dettaglio in seguito, così da acquisire immagini dell’oggetto (16) da diverse angolazioni. Ritornando al dispositivo delle figg. 1 e 2 esso comprende poi un supporto (6) della guida (3) al quale quest'ultima è girevolmente associata mediante un perno di fissaggio (7) che le permette la rotazione attorno all'asse orizzontale del perno (7), così da regolare l'asse ottico (8) del mezzo di ripresa (1). Si noti che il perno di fissaggio (7) è smontabile e permette alla guida di essere facilmente rimossa dal suo supporto e sostituita con un’altra avente raggio di curvatura diverso per adattarsi alle diverse esigenze.
Al fine di permettere una certa facilità di trasporto e di assemblaggio, il piano (4) ed il supporto (6) della guida (3) sono associati entrambi ad una comune base (5).
Si noti inoltre che, vantaggiosamente ai fini della praticità di utilizzo, il supporto (6) a cui è associato il perno è fissato alla base (5) in modo scorrevole, ad esempio esso è provvisto di un foro asolato (non mostrato) in cui scorrono due bulloni avvitati alla base (5), così che, allentando i due bulloni, sia possibile spostare su di un piano orizzontale il supporto (6) e di conseguenza il perno (7), avvicinando o allontanando quindi la guida (3) all’oggetto (16).
La combinazione tra un cambio di guida (3) e lo spostamento del supporto (6) consente pertanto diversi possibili posizionamenti dell’unità motorizzata di ripresa (2) a tutto vantaggio della flessibilità di utilizzo del dispositivo.
Opzionalmente poi il dispositivo comprende anche un pannello di copertura laterale che fa da sfondo per le immagini dell'oggetto e che riflette la luce emessa dagli emettitori di luce (10) (ad esempio delle lampade flash o simili).
Come si può apprezzare già sin d'ora il dispositivo così realizzato è compatto e robusto, facilmente trasportabile e presenta un assemblaggio tutto sommato semplice.
Scendendo ora maggiormente nel dettaglio costruttivo del dispositivo, la guida (3) è realizzata come un asse curvo che si estende verticalmente dalla base (5) e la movimentazione dell’unità motorizzata di ripresa (2) lungo tale asse è realizzata in modo da rendere estremamente semplice e compatta la componente meccanica.
A tal fine, con riferimento alle figg. 4 e 5, l'unità motorizzata di ripresa (2) comprende un motore (12) che muove una puleggia dentata (13) cooperante con una cremagliera (14) associata alla guida (3).
L'unità motorizzata di ripresa (2) comprende poi due pulegge (o cuscinetti o ruote o simili) di sostegno e riscontro (15) poste sul lato della guida opposto a quello provvisto della cremagliera (14).
L'unità motorizzata di ripresa (2) comprende anche un’unità di controllo (19), ad esempio un circuito elettronico preposto al controllo della movimentazione lungo la guida (3), quindi, in sostanza, atto almeno a comandare il motore (12).
La guida (3) può essere realizzata con un semplice profilo rettangolare (di alluminio o acciaio) sagomato o incurvato sul raggio desiderato, su cui viene applicata con metodi noti la cremagliera (14) o un analogo profilo dentato.
In questo modo si può modificare la traiettoria su cui si muove il mezzo di ripresa mediante una semplice modifica del raggio di curvatura della guida (3), senza la necessità di modificare la meccanica dell’unità motorizzata di ripresa (2): a tal fine sarà infatti sufficiente sostituire il profilo curvo della guida (3) con un altro atto allo scopo, che comprenderà a sua volta una cremagliera (14), senza che sia necessario intervenire sul motore (12).
Si fa notare sin d'ora che, vantaggiosamente, tutti i componenti meccanici per la movimentazione dell'unità motorizzata di ripresa (2) sono assemblati su quest'ultima, evitando così di utilizzare organi di trasmissione esterni (cinghie, viti senza fine, ecc.), e così da rendere l'unità motorizzata di ripresa (2) meccanicamente autonoma rispetto alla guida (3).
Vantaggiosamente poi l’unità motorizzata di ripresa (2) è alimentata e comandata da un elaboratore elettronico esterno (non mostrato) mediante un solo cavo elettrico ad essa afferente, che permette sia di alimentare il mezzo di ripresa (1) che di trasmettere e ricevere i comandi per la gestione della movimentazione e per la gestione del mezzo di ripresa (1) (ad esempio mediante connessione seriale con cavo oppure wireless per la trasmissione dei dati).
Anche in questo caso, il fatto che l’unità di controllo (19) sia posizionata a bordo dell’unità motorizzata di ripresa (2) permette di semplificare molto il cablaggio elettronico, con conseguente diminuzione di cavi, sensori esterni ed ingombri. Il funzionamento, in breve, è come segue: l’oggetto (16) viene posizionato sul piano rotante (4) ed attraverso il movimento di questo (4) e dell’unità motorizzata di ripresa (2) si è in grado di inquadrare l’oggetto da diversi punti di vista.
La movimentazione combinata del piano rotante (4) e dell’unità motorizzata di ripresa (2), infatti, permette di simulare una “semisfera” ideale da cui fotografare l’oggetto per cui ogni punto di questa semisfera rappresenta un diverso punto di vista dell’oggetto, come mostrato sinteticamente in fig. 3.
Come accennato più sopra l’intero dispositivo è collegabile ad un elaboratore elettronico in modo che le immagini acquisite dal mezzo di ripresa (1) vengano trasferite e memorizzate nella memoria dell'elaboratore elettronico per poter essere processate o modificate da un programma di gestione atto allo scopo.
Come si vedrà nel dettaglio più oltre l'elaboratore elettronico elabora le immagini acquisite dal dispositivo, così da generare anche dei video (sia bidimensionali che in stereoscopia).
Scendendo più nel dettaglio il metodo della presente invenzione prevede che la movimentazione necessaria per acquisire le immagini dell’oggetto secondo diverse angolazioni venga effettuata sia mediante una rotazione dell'oggetto che mediante una rotazione del mezzo di ripresa: in questo modo si riescono ad evitare le complesse soluzioni note allo stato dell'arte ed a semplificare il dispositivo per renderlo meno costoso, più robusto e facilmente trasportabile.
Il metodo secondo la presente invenzione prevede di spostare alternativamente o in combinazione l'oggetto o il mezzo di ripresa, così che ad ogni passo di spostamento il punto di vista del mezzo di ripresa rispetto all’oggetto sia diverso da quello associato al passo precedente.
Preferibilmente una delle sequenze di questo metodo prevede che l’oggetto venga fatto ruotare dapprima attorno ad un asse verticale mediante uno spostamento del piano rotante motorizzato (4) per intervalli angolari sempre uguali.
Ad ogni passo di spostamento viene quindi acquisita una immagine che viene poi inviata all'elaboratore elettronico.
Dopo aver completato un’intera rotazione di 360° oppure una rotazione parziale (a seconda della necessità), l’unità motorizzata di ripresa (2) viene spostata lungo la guida (3) in modo da inquadrare l’oggetto da un diverso punto di vista (corrispondente ad un diverso angolo tra il piano 4 e l'asse ottico 8), dopodiché la sequenza viene ripetuta facendo nuovamente ruotare il piano (4) ad angoli costanti ed acquisendo per ogni passo di spostamento una immagine dell'oggetto (16).
In questo modo si ottiene una serie di immagini, ognuna delle quali è associata ad un diverso punto di vista dell’oggetto, a sua volta determinato dalla posizione spaziale della camera e dall’orientamento del suo asse ottico (8).
Durante i vari passi di spostamento, in sostanza, è come se il mezzo di ripresa (1) si spostasse intorno all'oggetto (16) sui punti di una semisfera, come schematizzato in fig. 3.
Preferibilmente durante tutti i passi di spostamento l’asse ottico (8) del mezzo di ripresa (1) rimane sempre orientato in modo che il centro dell’immagine corrisponde al centro del piano rotante (4) (o ad un altro punto fisso nell’oggetto, come ad es. il baricentro dell’oggetto).
Secondo un’ulteriore caratteristica vantaggiosa del metodo secondo la presente invenzione le immagini così acquisite possono essere elaborate e composte per dare origine ad un video consistente in una sequenza predefinita di immagini riprese dal mezzo di ripresa (1).
Più nello specifico il metodo prevede che, a partire dalla sequenza di immagini acquisite come sopra descritto, si possa generare un video (o filmato) da visualizzare su un monitor o un televisore.
In alternativa è possibile generare un video “interattivo” che può essere visualizzato su un monitor di un calcolatore elettronico con appositi programmi di visualizzazione presenti sul mercato.
In quest'ultimo caso il video è “interattivo” nel senso che la sua visualizzazione non è fissa o ripetitiva, ma dipende dal movimento di un dispositivo di puntamento, come un mouse (o altro) comandato da un operatore che guarda il video.
In particolare il video mostra ad ogni istante una data immagine, scelta tra quelle acquisite precedentemente, in funzione della posizione del dispositivo di puntamento; l'immagine è sua volta associata ad una precisa posizione ed angolazione che la fotocamera ha assunto, durante la fase di acquisizione, nella semisfera ideale descritta sopra.
La sensazione che l’utente ha guardando il video “interattivo” è quella di ruotare fisicamente l’oggetto con il dispositivo di puntamento.
Come ulteriore caratteristica si prevede di incrementare vantaggiosamente la sensazione dell'utente, al quale sembra di trovarsi davanti all’oggetto reale, mediante la possibilità di ingrandire (effetto zoom) in qualsiasi istante l’immagine visualizzata, al fine di poter osservare meglio alcuni particolari dell’oggetto.
Il video interattivo così generato potrà poi essere pubblicato o trasmesso, ad esempio via Internet (in diversi formati grafici attualmente disponibili come ad es. Java, Flash, o altro) a scopo di offrire la possibilità ad una molteplicità di utenti di osservare ed analizzare l’oggetto fotografato.
Per quanto attiene invece all’acquisizione di immagini in stereoscopia di un oggetto, il metodo secondo la presente invenzione prevede che esse vengano acquisite mediante un solo mezzo di ripresa, che viene movimentato tra una prima ed una seconda posizione, corrispondenti rispettivamente all'acquisizione di una prima ed una seconda immagine dell'oggetto.
Più nello specifico si prevede di acquisire due immagini separate (destra e sinistra) che poi andranno successivamente visualizzate con le tecniche sopra citate per fornire all'utente una immagine tridimensionale dell'oggetto (16).
La fig. 6 mostra la tecnica nota che prevede di utilizzare due mezzi di ripresa (17 e 18) per acquisire due immagini dello stesso oggetto 16, ognuna con un proprio punto di vista.
La distanza D esistente tra gli assi ottici (8' e 8'') dei due mezzi di ripresa (17 e 18) corrisponde in sostanza ad avere due diversi punti di vista per le due immagini (destra e sinistra). Tale distanza D tipicamente è scelta circa pari a 65 mm, ovvero alla distanza media dei due occhi di un utente, in modo da dare luogo all'immagine stereoscopica attraverso la quale si percepisce la profondità e quindi si genera l'effetto tridimensionale apprezzabile quando si osserva l'immagine. Il metodo proposto permette di generare un video in stereoscopia, sfruttando la movimentazione dell’oggetto posto sul piano rotante e dell’unità ottica sull’asse curvo verticale. Vantaggiosamente tale generazione può essere effettuata contemporaneamente alla generazione di un normale video bidimensionale come prima descritto, sia esso o meno del tipo interattivo.
Invece di utilizzare i due mezzi di ripresa (17 e 18) separati come previsto dall'arte nota, il metodo secondo la presente invenzione prevede che dapprima l'oggetto venga posto sul dispositivo per l'acquisizione di immagini descritto e che poi venga utilizzata la movimentazione del piano rotante per simulare lo spostamento laterale del punto di vista dell’immagine destra rispetto a quella sinistra, come mostrato in fig. 7.
In questo modo si ha un notevole vantaggio in termini di riduzione della complessità meccanica ed elettronica perché si utilizza un solo mezzo di ripresa, senza neppure la necessità di spostare meccanicamente lo stesso tra la generazione dell’immagine destra e quella sinistra, poiché si prevede di spostare l'oggetto mediante la rotazione del piano (4) attorno al suo asse verticale.
In sostanza il mezzo di ripresa (1), il cui asse ottico (8) è allineato col centro di rotazione del piano (4), acquisisce una prima immagine (ad es. quella relativa all’occhio sinistro); poi si effettua una parziale rotazione del piano rotante motorizzato di un angolo (β) (come mostrato in fig. 7) e quindi si acquisisce una seconda immagine (ad es. quella relativa all’occhio destro).
La sequenza di acquisizione ed il verso di rotazione del piano rotante non è influente per il risultato finale, a condizione che non vengano scambiate le due immagini rispetto ai due occhi. L’angolo (β) viene calcolato in funzione della distanza della fotocamera dal centro di rotazione del piano rotante, in modo da simulare la distanza D tipica degli occhi, secondo la relazione
in cui
D= distanza media tra gli occhi di un utente, preferibilmente D compreso tra 45 mm e 85 mm, in particolare D= 65 mm
d= distanza del mezzo di ripresa (1) dal centro di rotazione dell'oggetto (16).
Vantaggiosamente con questa tecnica è possibile anche aumentare o diminuire l’effetto stereoscopico attraverso un lieve incremento o decremento dell’angolo (β), facilmente controllabile dal programma di gestione del dispositivo.
In questo modo si riesce in sostanza ad amplificare la percezione della profondità nella visione delle immagini acquisite in stereoscopia.
Si fa notare che nella tecnica stereoscopica nota mostrata in fig. 6 le immagini relative ai due occhi (immagine destra e sinistra) vengono acquisite con i rispettivi assi ottici (8' e 8'') paralleli tra loro e pertanto le immagini risultanti, mostrate nelle figg. 9A e 9B, sono anch'esse leggermente traslate tra loro, così da simulare il fatto che gli occhi sono traslati tra loro in senso orizzontale.
In accordo al metodo della presente invenzione invece ad ogni istante l’asse ottico (8) del mezzo di ripresa (1) è orientato verso il centro di rotazione del piano (4) rotante: questo comporta che le due immagini acquisite, pur riprendendo l’oggetto da angolazioni diverse, hanno il centro focalizzato sul medesimo punto, ovvero il centro di rotazione del piano (4) rotante).
Vantaggiosamente si prevede di correggere questo difetto mediante il programma di gestione caricato sull'elaboratore elettronico a cui vengono inviate le immagini.
Più in particolare il programma effettua una traslazione della prima immagine rispetto alla seconda (figg. 9C e 9D), in modo da rendere trascurabile questa differenza e ripristinare l'effetto tridimensionale apprezzabile quando le due immagini vengono proiettate insieme.
Anche in questo caso, in maniera simile al calcolo dell’angolo (β), il fattore di correzione per la traslazione orizzontale delle due immagini, viene calcolato in proporzione alla distanza della fotocamera dal centro di rotazione del piano rotante.
In particolare ognuna delle due immagini viene traslata in modo che l’asse di rotazione del piano rotante venga visualizzato traslato di una distanza corrispondente al valore D/2= d* sen(β/2) rispetto al centro dell’immagine.
In funzione della risoluzione (numero di pixel) dell’immagine e del campo visivo della camera, si può facilmente stimare il numero di pixel (corrispondenti alla distanza reale D/2) di cui deve essere traslata ognuna delle due immagini.
Il metodo esposto sopra è utilizzabile principalmente durante la rotazione del piano (4) rotante con l’unità motorizzata di ripresa (2) posizionata in basso, mentre non è utilizzabile se l’unità motorizzata di ripresa (2) è posizionata in alto verso l’estremità superiore della guida (3).
Ciò è dovuto al fatto che quando il mezzo di ripresa (1) è posizionato in alto, il piano (4) giace su un piano che non è in comune con quello su cui giace l’asse ottico (8) del mezzo di ripresa (1), per cui la rotazione dell’oggetto (16) non genera nessun effetto stereoscopico.
Ciò comporta che questo metodo può acquisire delle immagini in stereoscopia con la rotazione a 360° dell’oggetto, escludendo la movimentazione in altezza dell’unità motorizzata di ripresa (2) lungo la guida.
Una variante prevede che sia possibile l'acquisizione delle immagini in stereoscopia anche quando l’unità ottica è posizionata al di sopra del piano o più in generale quando l'asse ottico (8) del mezzo di ripresa (1) non è perpendicolare rispetto all'asse verticale attorno a cui ruota l'oggetto (16).
In tal caso si prevede di traslare lateralmente il mezzo di ripresa (1) (ad esempio tramite un attuatore lineare motorizzato oppure manualmente) della distanza D di cui sopra, come mostrato in fig. 8.
L’acquisizione, in questo caso, viene effettuata in due passi separati: si posiziona la fotocamera nella posizione A (a sinistra); si acquisisce l’immagine di sinistra; poi si posiziona la fotocamera nella posizione B (a destra) ed infine si acquisisce l’immagine di destra.
L’intero procedimento di acquisizione secondo l’invenzione è vantaggiosamente realizzato tramite un programma per elaboratore caricato in una memoria ed eseguito su un elaboratore collegato al dispositivo tramite un cavo di comunicazione seriale (USB) o un collegamento senza cavo (wireless, bluetooth o simili).
Un diagramma funzionale del metodo secondo l’invenzione è quello illustrato nel diagramma a blocchi di figura 10, cui si fa riferimento per la comprensione dei vari passi di metodo.
In sostanza il metodo prevede che venga posizionato l'oggetto sul piano (4) e venga scattata una fotografia con il mezzo di ripresa (1), la quale fotografia viene trasmessa sotto forma di dati immagine all'elaboratore elettronico e poi memorizzata associandola alle coordinate attuali del mezzo di ripresa (1). Successivamente viene mantenuto fermo il mezzo di ripresa e viene ruotato di un prestabilito angolo il piano (4) scattando una successiva foto, che viene trattata come la precedente. Quando il piano (4) ha compiuto una rotazione completa (di 360°) il mezzo di ripresa viene spostato lungo la guida di un prestabilito angolo, così da assumere un nuovo livello in altezza e ricomincia il ciclo di acquisizione con la rotazione del piano (4) appena descritto.
Ogni qualvolta termina una rotazione completa del piano (4) il mezzo di ripresa (1) viene spostato lungo la guida fino ad assumere un nuovo livello in altezza, per poi raggiungerne il termine dopo un numero sufficiente di rotazioni del piano (4). Il programma caricato sull'elaboratore elettronico permette anche all’operatore di generare la foto ed il video di un oggetto da fotografare attraverso alcuni semplici passi e l’impostazione di alcuni parametri (ad es. il numero di foto da scattare, la risoluzione grafica scelta, ecc.).
La procedura implementata dal programma, e schematizzata in fig. 10, prevede anche la generazione automatica di un “catalogo”, ovvero il programma guida, passo-passo, l’utente durante l’acquisizione di più oggetti allo scopo di generare delle schede tecniche, una per ogni oggetto fotografato.
Preferibilmente per ogni oggetto il programma comanda il dispositivo allo scopo di ottenere: un video a 360°, un video in stereoscopia, una foto dell’intero oggetto, una o più foto di dettagli rilevanti (immagini “ZOOM” a scelta dell’utente) dell’oggetto.
Un esempio di scheda tecnica è rappresentato in fig. 11.
La funzione di generazione automatica del catalogo, permette all’utente di risparmiare prezioso tempo, perché una volta impostati i vari parametri, il dispositivo (comandato dal programma) ripete automaticamente la procedura di acquisizione foto e/o video su tutti gli oggetti che verranno posti sul piano (4), mentre l’utente si limita semplicemente a sostituire gli oggetti tra una acquisizione e la successiva fino al completamento del catalogo.
Claims (17)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo per l'acquisizione di immagini di un oggetto secondo una molteplicità di angolazioni, del tipo comprendente almeno un piano (4) di appoggio, rotante attorno ad un asse verticale, su cui viene posizionato detto oggetto (16) ed almeno un mezzo di ripresa (1), preferibilmente una fotocamera o una videocamera, caratterizzato dal fatto che detto mezzo di ripresa (1) è associato a mezzi che ne consentono lo spostamento su di un piano ortogonale rispetto a detto piano rotante (4).
- 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che comprende almeno una guida di movimentazione (3) lungo la quale è spostabile detto mezzo di ripresa (1), la quale guida (3) si sviluppa su di un piano ortogonale a detto piano (4) per permettere detto spostamento del mezzo di ripresa (1).
- 3. Dispositivo secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che comprende una unità motorizzata di ripresa (2), la quale comprende detto mezzo di ripresa (1).
- 4. Dispositivo secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che detta unità motorizzata di ripresa (2) comprende un motore (12), almeno una puleggia dentata (13) mossa dal detto motore (12) cooperante con una cremagliera (14) associata alla guida (3) ed almeno due pulegge di sostegno e riscontro (15) in contatto con il lato della detta guida (3) opposto a quello provvisto della cremagliera(14).
- 5. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 3 o 4, caratterizzato dal fatto che detta unità motorizzata di ripresa (2) comprende una unità di controllo (19) preposta al controllo almeno del detto motore (12).
- 6. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 2 a 5, caratterizzato dal fatto che detta guida (3) è curva attorno ad un asse orizzontale, preferibilmente con un raggio di curvatura costante.
- 7. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 6, caratterizzato dal fatto che comprende almeno un emettitore di luce (10) e/o un supporto (6) della detta guida (3) e/o un pannello di copertura (11) ed in cui detto almeno un emettitore di luce (10) e/o detto supporto (6) della guida (3) e/o detto pannello di copertura (11) sono associati ad una base (5) comune, essendo detta guida (3) girevolmente associata a detto supporto (6) mediante un perno di fissaggio (7) smontabile.
- 8. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 7, caratterizzato dal fatto che comprende un elaboratore elettronico dotato di un’unità di memoria sul quale è caricato o caricabile un programma eseguibile da detto elaboratore ed atto alla gestione del detto dispositivo, il quale elaboratore è in comunicazione di dati almeno con detta unità motorizzata di ripresa (2) così da comandare detta unità di controllo (12).
- 9. Metodo per l’acquisizione di immagini, secondo diverse angolazioni, di un oggetto (16), mediante almeno un mezzo di ripresa (1), che prevede di impartire a detto oggetto (16) un primo spostamento caratterizzato dal fatto che prevede inoltre di impartire al detto mezzo di ripresa (1) un secondo spostamento.
- 10. Metodo secondo la rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che detto primo spostamento è una rotazione attorno ad un asse verticale e detto secondo spostamento è una rotazione attorno ad un asse orizzontale.
- 11. Metodo secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che prevede la ripetizione delle seguenti fasi: a- acquisire una immagine del detto oggetto b- ruotare detto oggetto attorno a detto asse verticale di un prestabilito angolo c- acquisire un’altra immagine del detto oggetto d- ripetere detti passi a,b,c fino ad una rotazione completa o di 360° del detto oggetto e- ruotare detto mezzo di ripresa (1) attorno a detto asse orizzontale di un prestabilito angolo f- ripetere detti passi a,b,c fino ad una rotazione completa o di 360° del detto oggetto g- ripetere detti passi e,f .
- 12. Metodo per l'acquisizione di immagini in stereoscopia di un oggetto (16) in cui è previsto di acquisire almeno una prima ed una seconda immagine del detto oggetto (16) caratterizzato dal fatto che comprende almeno i seguenti passi: i- acquisire detta prima immagine mediante un mezzo di ripresa (1) lungo un asse ottico (8) di detto mezzo di ripresa (1), ii- ruotare detto oggetto (16) di un prestabilito angolo (β) attorno ad un asse verticale, iii- acquisire detta seconda immagine mediante lo stesso mezzo di ripresa (1).
- 13. Metodo secondo la rivendicazione 12, caratterizzato dal fatto che detto angolo (β) è calcolato mediante la relazione: D/2= d* sen(β/2) in cui: D= distanza media tra gli occhi di un utente, preferibilmente D compreso tra 45 mm e 85 mm, in particolare D= 65 mm d= distanza del mezzo di ripresa (1) dal centro di rotazione dell'oggetto (16).
- 14. Metodo secondo una o più delle rivendicazioni 12 o 13 caratterizzato dal fatto che l'asse ottico (8) del detto mezzo di ripresa è fisso e perpendicolare rispetto a detto asse verticale.
- 15. Metodo secondo una o più delle rivendicazioni 12 o 13 caratterizzato dal fatto che quando l'asse ottico (8) del detto mezzo di ripresa non è perpendicolare rispetto a detto asse verticale, il detto passo ii- è sostituito dal passo iv- di traslare detto mezzo di ripresa (1) di una quantità predeterminata (D) preferibilmente compresa tra 45 mm e 85 mm, in particolare pari a 65 mm.
- 16. Metodo secondo una o più delle rivendicazioni da 9 a 11, o da 12 a 15 caratterizzato dal fatto che prevede inoltre la seguente fase: memorizzare ogni immagine acquisita in una memoria di un elaboratore elettronico, associandola ad un riferimento indicativo della posizione del detto mezzo di ripresa (1) rispetto a detto oggetto (16) e rendendola visualizzabile su di uno schermo mediante un comando impartibile da un utente per mezzo di un dispositivo di puntamento.
- 17. Metodo secondo una o più delle rivendicazioni da 9 a 11, o da 12 a 15 caratterizzato dal fatto che è attuato o attuabile in un dispositivo secondo una o più delle rivendicazioni da 1 a 8.
Priority Applications (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| IT000211A ITMC20090211A1 (it) | 2009-10-12 | 2009-10-12 | Metodo e dispositivo per l'acquisizione di immagini. |
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| IT000211A ITMC20090211A1 (it) | 2009-10-12 | 2009-10-12 | Metodo e dispositivo per l'acquisizione di immagini. |
Publications (1)
| Publication Number | Publication Date |
|---|---|
| ITMC20090211A1 true ITMC20090211A1 (it) | 2011-04-13 |
Family
ID=41667169
Family Applications (1)
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| IT000211A ITMC20090211A1 (it) | 2009-10-12 | 2009-10-12 | Metodo e dispositivo per l'acquisizione di immagini. |
Country Status (1)
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|---|---|
| IT (1) | ITMC20090211A1 (it) |
Citations (4)
| Publication number | Priority date | Publication date | Assignee | Title |
|---|---|---|---|---|
| US5282029A (en) * | 1991-02-19 | 1994-01-25 | John Lawrence | Optimization of simulated 3-D effect through camera technique |
| US5857119A (en) * | 1996-08-30 | 1999-01-05 | Borden; John | Object photographer |
| JP2001145123A (ja) * | 1999-11-10 | 2001-05-25 | Shimane Pref Gov | 三次元表示装置用の画像撮影装置 |
| WO2002023265A1 (fr) * | 2000-09-13 | 2002-03-21 | Dbjay Jean Michel | Systeme de prise de vue destine a la realisation de montages vr |
-
2009
- 2009-10-12 IT IT000211A patent/ITMC20090211A1/it unknown
Patent Citations (4)
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