ITMC20100104A1 - Telaietto portafregi da utilizzare su articoli di gioielleria e bigiotteria. - Google Patents

Telaietto portafregi da utilizzare su articoli di gioielleria e bigiotteria. Download PDF

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ITMC20100104A1
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Description

DESCRIZIONE
a corredo di una domanda di brevetto per invenzione industriale avente per titolo:
“TELAIETTO PORTAFREGI DA UTILIZZARE SU ARTICOLI DI GIOIELLERIA E BIGIOTTERIA”.
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente domanda di brevetto per invenzione industriale ha per oggetto un telaietto portafregi da utilizzare su articoli di gioielleria e bigiotteria.
Il trovato in questione è stato studiato con la duplice finalità di rendere più rapide ed agevoli le operazioni necessarie alla realizzazione di un gioiello e di assicurare al gioiello medesimo una grande versatilità d’impiego, intesa come capacità di cambiare la propria immagine a discrezione dello specifico proprietario.
Ulteriore scopo della medesima invenzione è quella di realizzare una modalità di supporto di fregi che può essere alternativamente utilizzata in qualsiasi tipologia di gioielli: dalle spille, ai ciondoli, dai bracciali agli anelli.
Ultima, ma non meno significativa finalità della medesima invenzione è quella di dare nuovo impulso ad un settore merceologico che, essendo strettamente legato al campo della moda, è sempre alla ricerca di nuovi spunti creativi e di nuovi potenziali armi di successo sul mercato.
Le peculiarità ed i vantaggi del trovato in questione risulteranno più evidenti a seguito di una breve descrizione dell’arte anteriore più vicina.
A quest’ultimo proposito giova ricordare che da molto tempo vengono prodotti gioielli che sfruttano, come elementi decorativi, fregi insediati all’intemo di rispettive comici di supporto.
Talvolta una simile soluzione viene adottata per la realizzazione di ciondoli per bracciali o collane, in altri casi per la realizzazione di spille.
Se è vero che questo genere di articoli di gioielleria e di bigiotteria ha conosciuto un consistente successo, non si possono tuttavia tacere i limiti della tecnologia attualmente adottata per la loro realizzazione.
Finora, infatti, gli anzidetti fregi vengono stabilmente fissati all’intemo della rispettiva cornice portante per il tramite di un’operazione di saldatura metallica o per il tramite della cooperazione di minuscoli ganci e graffette interposti tra il fregio e la sua rispettiva cornice.
In entrambi i casi si tratta, insomma, di una soluzione che realizza un fissaggio sostanzialmente irreversibile tra fregio e rispettiva cornice e che peraltro può essere posta in opera soltanto ad opera di artigiani esperti nell’arte orafa.
Peraltro Γ irreversibilità di un simile accoppiamento genera un altro incontinente a carico della suddetta tecnologia, dovuto al fatto che il gioiello così ottenuto è destinato a restare irreversibilmente legato alla sua immagine originaria e, più in particolare, alle forme dello specifico fregio adottato che rappresentano certamente il connotato più appariscente dell’intero gioiello.
Ebbene per superare questi inconvenienti dell’ arte nota e per perseguire, di conseguenza, le finalità sopra dichiarate è stato concepito per l’appunto il nuovo telaietto portafregi in questione.
L’idea alla base della presente invenzione è quella di realizzare un telaietto sostanzialmente anulare che risulta effettivamente formato da due identiche flange componibili e dunque destinate ad essere interfacciate e fissate tra loro.
La faccia esterna di tali flange può essere variamente configurata, nel senso che può essere lasciata liscia, può essere incisa da disegni, iscrizioni e/o motivi decorativi oppure utilizzata per il supporto di piccole pietre preziose.
Le facce interne di tali flange, invece, sono destinate a formare in combinazione, nel momento del loro reciproco interfacciamento, una o più sedi radiali oppure una sede anulare continua, comunque dislocate all’altezza della circonferenza interna del telaietto anulare formato dalla cooperazione delle flange medesime.
In effetti è previsto che queste sedi siano sfruttate ai fini del fissaggio di un fregio che debba occupare, per l’appunto, lo spazio vuoto previsto al centro dell’ anzi detta telaietto anulare.
In questa prospettiva si richiede soltanto che il fregio anzidetto sia dotato di una o più appendici “periferiche” atte a restare esattamente contenute aH’intemo delle anzidette sedi del telaietto, a seguito dell’ anzidetto interfacciamento delle due flange.
È importante notare che allorquando il telaietto secondo il trovato sia dotato dell’anzidetta sede anulare, il rispettivo fregio si trova in condizione di poter ruotare nello spazio vuoto previsto al centro dello stesso.
In effetti questa capacità di rotazione conferita al fregio medesimo contribuisce certamente ad assicurare al manufatto secondo il trovato una grande originalità e gradevolezza.
Si consideri peraltro che nell’ambito della presente invenzione è previsto che le due anzidette flange del telaietto secondo il trovato possano essere montate e smontate a cura dell’ utilizzatore finale e dunque senza il ricorso a personale qualificato.
È previsto infatti che il loro reciproco fissaggio possa essere alternativamente ottenuto per avvitamento, ad incastro elastico, con un innesto frontale a baionetta o con l’ausilio di piccole viti di collegamento o con altre tecniche di fissaggio altrettanto semplici e pratiche.
L’utente finale del manufatto secondo il trovato si trova così nella felice condizione di poter facilmente smontare e rimontare le due flange dell’ anzidetto telaietto e dunque di provvedere anche in proprio a fissare all’interno di quest’ultimo un fregio di suo specifico gradimento.
In questo senso è facile comprendere come il telaietto in questione offra la possibilità al rispettivo utente di acquistare alcuni fregi alternativi, lasciandogli poi la possibilità di montare, di volta in volta, lo specifico fregio ritenuto più consono ai gusti personali o alle diverse occasioni.
Considerando altresì che il fregio rappresenta certamente, anche nell’ambito del telaietto scomponibile in questione, l’elemento decorativo che caratterizza maggiormente l’immagine complessiva dell’intero gioiello, è facile comprendere come la sostituzione del fregio medesimo consenta all’utente di cambiare radicalmente l’estetica del proprio gioiello, suscitando nei terzi l’impressione di avere a disposizione un’ampia dotazione di gioielli alternativi di impostazione tradizionale.
Per sottolineare ancor più la versatilità del trovato si avverte peraltro che il telaietto in questione, una volta che ne sia stato completato l’assemblaggio con il rispettivo fregio, si presta a più svariati impieghi.
Esso, infatti, può essere utilizzato come ciondolo di un collier o di un bracciale, essendo previsto che in questo caso sia collegato ad una catena, ad un cinturino o simili.
Esso naturalmente può essere utilizzato anche nell’ambito di una spilla, semplicemente prevedendo il montaggio di una clip in corrispondenza della sua faccia posteriore; ma si presta altresì ad essere utilizzato nell’ ambito di un anello, essendo previsto, in questo caso, che il telaietto medesimo sia montato in assetto orizzontale al di sopra di un occhiello metallico da infilare usualmente al dito dell’utente.
Per maggiore chiarezza esplicativa la descrizione del trovato prosegue con riferimento alla tavola di disegno allegata, avente solo valore illustrativo e non certo limitativo, in cui:
- la figura 1 è una rappresentazione assonometrico in esploso del telaietto portafregi in questione;
- la figura 2 è un disegno in sezione del telaietto medesimo nel suo assetto operativo compatto;
- la figura 3 mostra, con un disegno ingrandito, la configurazione attribuita al telaietto anzidetto in una forma di realizzazione alternativa.
Con riferimento alle figure 1 e 2, il telaietto in questione (1) risulta formato da tre componenti assemblabili, consistenti in due flange anulari (2, 3) atte ad interfacciarsi esattamente e di rimanere stabilmente fissate l’una contro l’altra ed in un fregio (4) atto a rimanere serrato tra le due anzidette flange anulari (2, 3), andando ad occupare lo spazio circolare previsto al centro del telaietto medesimo (1).
In una preferita forma di realizzazione è infatti previsto che la prima (2) di dette flange rechi una faccia esterna perfettamente piatta, eventualmente idonea per eseguire piccole incisioni decorative o per realizzare l’incastonatura di piccole pietre ornamentali.
La sua faccia posteriore (2a) presenta invece una scanalatura anulare (2b) che risulta delimitata da una spondina perimetrale (2c) prevista in corrispondenza della circonferenza interna di detta prima flangia (2).
La seconda (3) delle flange anzidette reca, invece, una faccia posteriore perfettamente piatta ed una faccia anteriore (3 a) dotata di una rispettiva scanalatura anulare (3b) che presenta dislocazione e dimensioni tali da consentirle di interfacciarsi esattamente con l’anzi detta corrispondente scanalatura anulare (2b) eseguita sulla faccia posteriore (2a) della prima flangia (2).
Da parte sua L anzidetto fregio (4) reca uno spessore sostanzialmente pari alla profondità dell’ anzi detta scanalatura anulare (2b) della prima flangia (2) e risulta dotato di un’appendice radiale (4a) che adotta una sezione sostanzialmente ad “L”
Questa appendice (4a) risulta infatti formata da una prima aletta (4a’) che risulta complanare al fregio medesimo (4), ma che presenta, rispetto a questo, uno spessore assottigliato, e da una seconda aletta (4a”) disposta a 90° rispetto alla prima (4a’). In effetti l’aver previsto che l’anzidetta prima aletta (4a’) dell’ appendice (4a) adotti uno spessore assottigliato ha consentito di creare, in posizione intermedia tra il bordo perimetrale del fregio anzidetto (4) e la seconda aletta (4a”) della medesima appendice (4a), un’incisione (4b) dotata di una profondità sostanzialmente pari all’altezza di quella anzidetta spondina perimetrale (2c) che circoscrive la scanalatura anulare (2b) eseguita sulla faccia posteriore (2a) della prima flangia (2); al riguardo vedasi in particolare la sezione di figura 2.
Una volta descritti i tre componenti chiamati a cooperare nell’ambito del telaietto secondo il trovato (1), non resta che chiarire le specifiche modalità della loro reciproca cooperazione, sempre alla luce dell’ anzidetta figura 2.
Innanzitutto si deve provvedere ad accoppiare il fregio (4) alla prima flangia (2) inserendolo entro l’anzidetta faccia posteriore (2a) di quest’ ultima.
In particolare occorre insediare l’anzidetta seconda aletta (4a”) dell’appendice (4a) del fregio medesimo (4) entro l’anzidetta scanalatura anulare (2b) eseguita sulla faccia posteriore (2a) della medesima prima flangia (2) .
Una simile operazione comporta altresì che l’anzidetta spondina (2c) che circoscrive la scanalatura anulare (2b) della prima flangia (2) si insedi entro l’anzidetta incisione (4b) della medesima appendice (4a) del fregio (4).
Quest’ultima condizione assicura che Γ appendice (4a) del fregio (4) non possa essere estratta in direzione radiale dalla scanalatura anulare (2b) della prima flangia (2), visto che un eventuale tentativo in tal senso troverebbe Γ opposizione dell’interferenza creata dall’anzidetta seconda aletta (4a”) dell’appendice (4a) del fregio (4) contro l’anzidetta spondina perimetrale (2c) dell’incisione anulare (2b) della prima flangia (2a).
In questo modo si comprende allora come Γ anzi detta appendice (4a) del fregio (4) si configuri come un’autentica appendice di aggancio e come, invece, l’anzidetta scanalatura anulare (2b) si configuri come la corrispondente sede di alloggiamento.
L’ulteriore operazione consiste nell’ attestare la faccia anteriore (3a) della seconda flangia (3), a mo’ di coperchio, contro la faccia posteriore (2a) della prima flangia (2) e provvedere al loro stabile fissaggio.
Questa operazione permette di bloccare definitivamente l’appendice (4a) del fregio (4) all’interno della scanalatura anulare (2b) della prima flangia (2), impedendo che tale appendice (4a) possa essere estratta in direzione assiale dalla scanalatura medesima (2b).
In un simile contesto la presenza dell’ anzi detta incisione anulare (3b) sulla seconda flangia (3) si giustifica con l’esigenza di lasciare al fregio (4) la libertà di ruotare all’interno del telaietto in questione (1), pur senza rischiare di disaccoppiarsene.
Si comprende che in mancanza di detta scanalatura anulare (3b), infatti, la seconda flangia (3) si troverebbe ad interferire direttamente - o, per meglio dire, ad attestarsi strettamente - contro la faccia posteriore dell’ appendice (4a) del fregio (4), con l’effetto di impedire a quest’ultima di poter ruotare all’ interno dell’anzidetta scanalatura anulare (2b) della prima flangia (2).
Ai fini di consentire Γ anzidetto reciproco fissaggio delle due anzidetta flange (2, 3), è previsto - almeno nella versione mostrata nelle figure allegate - che la seconda flangia (3) sia dotata di una tema di fori passanti (5) cui corrisponde, sulla faccia posteriore (2a) della prima flangia (2), una rispettiva tema di fori ciechi filettati (5 a).
In questo caso dunque il fissaggio delle due flange (2, 3) può essere realizzato per il tramite di tre viti di fissaggio (V), il cui stelo filettato attraversa i fori passanti (5) della seconda flangia (3) e si impegna nei fori ciechi filettati (5a) della prima flangia (2).
Con specifico riferimento alla figura 3, si precisa tuttavia che il nuovo telaietto in questione (1) si presta ad essere realizzato anche secondo modalità costruttive differenti, magari anche in una versione che non permetta di lasciare al rispettivo fregio (4) la possibilità di ruotare liberamente al suo interno.
In questa evenienza la prima flangia (2) si limita a presentare posteriormente - nella stessa zona su cui giace la scanalatura anulare (2b) della versione mostrata nelle figure 1 e 2 - una o più sedi radiali (20b) atte ad alloggiare e a trattenere una o più corrispondenti appendici del rispettivo fregio, comunque dotate dell’anzidetta estremità di aggancio sostanzialmente ad “L”.
Naturalmente anche queste sedi radiali (20b) debbono essere delimitate dalla solita spondina (2c) atta ad insediarsi entro la corrispondente incisione delle rispettive appendici del fregio, nel momento in cui ciascuna di tali appendici sia insediata nella rispettiva sede, secondo le stesse modalità chiarite in precedenza.
Nel caso in cui il telaietto secondo il trovato (1) debba essere utilizzato come ciondolo di un collier o di un bracciale occorre altresì predisporre su di esso un occhiello sporgente in direzione radiale, destinato ad essere agganciato ad una catenella o ad essere penetrato da un cordino.
In una prima forma di realizzazione un simile occhiello può essere ottenuto “di pezzo” sulla circonferenza esterna della seconda flangia (3).
In una seconda forma di realizzazione, mostrata nelle figure 1 e 2, Γ occhiello medesimo (6) è destinato ad essere frapposto alle due flange (2, 3) in occasione del loro anzidetto reciproco serraggio.
Per tale ragione detto occhiello (6) è raccordato inferiormente con una piccola staffa (6a), avente sezione sostanzialmente a “T” capovolta, atta ad insediarsi esattamente entro una corrispondente sede che si forma per Γ interfacciamento di due impronte sostanzialmente simmetriche (20a, 30a) ottenute in corrispondenza delle facce interne (2a, 3 a) delle due flange (2, 3).
Si noti peraltro che Γ impronta (30a) ottenuta sulla seconda flangia (3) è destinata ad accogliere soltanto il tratto orizzontale dell’anzidetta staffa a “T” capovolta (6a), mentre nell’ambito deH’impronta (20a) ottenuta della prima flangia (2) è previsto un primo ramo capace di accogliere a sua volta il tratto orizzontale della staffa medesima (6a), ma anche un secondo ramo, raccordato al precedente e sfociante in corrispondenza del bordo perimetrale della medesima prima flangia (2), atto ad accogliere il tratto verticale della staffa anzidetta (6a).

Claims (7)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Telaietto portafregi per articoli di gioielleria e bigiotteria, caratterizzato per il fatto di essere composto da una coppia di flange anulari (2, 3) atte ad essere esattamente interfacciate ed altresì capaci di serrare tra di esse una o più appendici (4a) appartenenti ad un fregio (4) atto a collocarsi nello spazio vuoto presente al centro del telaietto anzidetto (1).
  2. 2) Telaietto secondo la rivendicazione 1, caratterizzato per il fatto che ciascuna delle anzidette una o più appendici (4a) del fregio (4) reca una sezione sostanzialmente ad “L”, in quanto formate da una prima aletta (4a’), complanare al fregio medesimo (4) ma dotato di spessore assottigliato, e da una seconda aletta (4a”) disposta a 90° rispetto alla prima; essendo previsto che questa seconda aletta (4a”) sia atta ad insediarsi esattamente all’ interno di una rispettiva sede (2b, 20b) realizzata sulla faccia posteriore (2a) della prima flangia (2), in maniera tale che la spondina (2c) che delimita detta sede (2b, 20b) in corrispondenza della circonferenza interna della prima flangia (2) possa insediarsi entro l’incisione (4b) che si forma tra il bordo perimetrale del fregio (4) e l’anzidetta seconda aletta (4a”) in virtù dello spessore assottigliato della prima aletta (4a’).
  3. 3) Telaietto portafregi secondo la rivendicazione 1, caratterizzato per il fatto che Γ anzidetto fregio (4) serrato tra le due anzidette flange anulari (2, 3) è libero di ruotare rispetto al telaietto anzidetto (1).
  4. 4) Telaietto portafregi secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato per il fatto che l’anzidetta sede (2b) realizzata sul retro della prima flangia (2) consiste in una scanalatura anulare e per il fatto che la seconda flangia (3) reca in posizione corrispondente una rispettiva scanalatura anulare (3b) di minore profondità.
  5. 5) Telaietto portafregi secondo una o più delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato per il fatto che Γ anzi detta seconda flangia (3) reca una serie di fori passanti (5) ai quali corrispondono, sulla faccia posteriore (2a) della prima flangia (2) rispettivi fori filettati ciechi (5 a).
  6. 6) Telaietto portafregi secondo una o più delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato per il fatto che una delle sue anzidette flange (2, 3) incorpora un occhiello che aggetta radialmente dal suo bordo perimetrale esterno.
  7. 7) Telaietto portafregi secondo una o più delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato per il fatto di essere corredato di un occhiello (6) terminante inferiormente con una staffa (6a) dotata di una sezione sostanzialmente a “T” capovolta, atta ad insediarsi ad insediarsi esattamente entro una corrispondente sede che si forma per Γ interfacciamento di due impronte sostanzialmente simmetriche (20a, 30a) ottenute in corrispondenza delle facce interne (2a, 3 a) delle due anzidette flange (2, 3); essendo previsto, in particolare, che l’impronta (30a) ottenuta sulla seconda flangia (3) sia atta ad accogliere soltanto il tratto orizzontale dell’ anzi detta staffa a “T” capovolta (6a), mentre l’impronta (20a) ottenuta della prima flangia (2) comprende un primo ramo capace di accogliere a sua volta il tratto orizzontale della staffa medesima (6a), nonché un secondo ramo, raccordato al precedente e sfociante in corrispondenza del bordo perimetrale della medesima prima flangia (2), atto ad accogliere il tratto verticale della staffa anzidetta (6a).
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