ITMC970031U1 - Arpione con testa ad ogiva per l'applicazione di elementi traccianti su fustelle tranciatrici - Google Patents
Arpione con testa ad ogiva per l'applicazione di elementi traccianti su fustelle tranciatrici Download PDFInfo
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Description
“ARPIONE CON TESTA AD OGIVA PER L’APPLICAZIONE DI ELEMENTI TRACCIANTI SU FUSTELLE TRANCIATRICI”.
TESTO DELLA DESCRIZIÓNE
La presente domanda di brevetto per modello di utilità ha per oggetto un “arpione” con testa ad ogiva per l’applicazione di elementi traccianti su fustelle tranciartici.
E’ noto come nei calzaturifici la tranciatura della tomaia o di parti di essa venga eseguita con apposite fustelle, atte ad operare contemporaneamente la tracciatura della traiettoria delle cuciture o delle impunture o delle altre lavorazioni speciali da eseguire su dette tomaie.
Secondo la tecnica corrente più diffusa per l’operazione di tracciatura anzidetta si ricorre all’ausilio di listelli flessibili, denominati in gergo “segni”, costituiti da un trafilato in PVC od altro materiale plastico idoneo all’uso, il quale presenta uno spigolo vivo, che, premuto con forza sopra la pello, è capace di lasciarvi un’impronta lineare di andamento rettilineo o curvilineo a seconda della piegatura conferita al “segno” medesimo.
II fissaggio di questi “segni” alla fustella tranciatrice avviene per mezzo di “arpioni”, consistenti sostanzialmente in piccoli perni terminanti con una punta a lancia, i quali vengono conficcati entro una serie ravvicinata di fori eseguiti sul telaio della fustella lungo una traiettoria corrispondente a quella della impronta lineare da tracciare sulla pelle durante la fase di tranciatura della stessa.
I “segni” vengono in pratica fissati alla fustella premendoli con forza sopra la serie appuntita degli “arpioni” anzidetti, che si conficcano nella base del trafilato plastico, al centro della quale è previsto un canaletto longitudinale , avente sezione a “V”, atto a facilitare ed assicurare il centraggio degli “arpioni” sulla base del segno .
Questi “arpioni” con testa appuntita a lancia hanno rivelato in fase di impiego differenti inconvenienti, il più grave dei quali consistente nella facilità con cui il “segno” tende a lacerarsi e fessurarsi durante la fase di tranciatura della pelle.
Infatti, a causa dell’elevata pressione con cui la pressa schiaccia la fustella contro la pelle in fase di tranciatura, le punte a lancia di detti “arpioni” tendono a conficcarsi sempre più nel profilato plastico sul quale insorgono sovente squarci passanti lungo il piano di simmetria longitudinale.
Il canaletto a “V” anzidetto, fra l’altro costituisce un intaglio che favorisce l’innesco della squarciatila anzidetta.
Per evitare questo inconveniente tipico degli “arpioni” con testa appuntita a lancia, i tecnici del settore hanno già proposto di ricorrere ad un differente tipo di “arpioni”, consistenti in pemetti metallici terminanti con una testa sferica, da utilizzare in combinazione con un adeguato e specifico “segno”, consistente in un listello in plastica, ottenuto per stampaggio ed avente una sezione a forma di triangolo isoscele, recante inferiormente una serie ravvicinata di fori distribuiti lungo il suo piano di simmetria longitudinale, sfociami ciascuno in una cavità interna, sferica, entro cui possono essere esattamente conficcate le teste sferiche del secondo tipo di “arpioni” anzidetto.
Anche questi pemetti con testa sferica sono destinati ad essere conficcati entro una serie di fori previsti sul telaio della fustella lungo una traiettoria corrispondente a quella della traccia da imprimere sulla superficie della pelle.
E’ evidente che il rischio di squarciatila sopra denunciato si annulla con l’impiego di pemetti terminanti con testine sferiche anziché con punte a lancia; d’altro canto, però, va detto che la presenza di una serie di fori lungo la base del “segno” al posto di un canaletto a “V” non consente di ricavare per trafilatura o per estrusione questo secondo tipo di “segni”, che deve necessariamente essere realizzato per stampaggio, con costi maggiori rispetto a quelli di produzione del primo tipo di “segni”. In considerazione del fatto che entrambi i tipi di “segni” sopra descritti presentano pregi e svantaggi, nessuno dei due è riuscito attualmente a soppiantare l’uso dell’altro, per cui alcuni calzaturifici richiedono fustelle tranciatrici corredate con “segni” fissati per mezzo di “arpioni” con testa appuntita a lancia mentre altri calzaturifici preferiscono ricorrere a fustelle corredate di “segni” fissati tramite “arpioni” con testa sferica.
Ciò significa che presso i fustellifici è necessario approntare un doppio magazzino di “segni” - e cioè “segni” del primo e del secondo tipo - ed un doppio magazzino di “arpioni” -e cioè di quelli con punta a lancia e di quelli con testa sferica.
Oltre questo inconveniente di ordine economico, per i fustellifici c’è anche il problema legato al rischio di montare erroneamente su una fustella “arpioni” sbagliati, non idonei al fissaggio del tipo di “segno” richiesto dal calzaturificio .
Scopo della presente invenzione è quello di ideare un nuovo modello di “arpione”, che possa essere utilizzato indifferentemente sia per il fissaggio dei ““segni”” corredati di canaletto inferiore a “V” sia per il fissaggio dei ““segni”” corredati inferiormente di una serie di fori sfocianti internamente entro cavità sferiche.
Il modello di “arpione” secondo il trovato consiste in un pemetto metallico che termina con una testa ad ogiva, di dimensioni tali da poter essere insediata entro la cavità sferica del secondo tipo di “segni” sopra descritto; d’altro canto la punta, pur arrotondata di detta testa ad ogiva, è comunque in grado di penetrare, se premuta con adeguata pressione, al centro del canaletto a “V” presente sotto al primo tipo di “segni” sopra citato.
Anzi, il fatto che la punta della testa ad ogiva sia arrotondata e non appuntita assicura un autocentraggio della testa rispetto al vertice di fondo di detto canaletto, eliminando un altro inconveniente degli “arpioni” con testa appuntita a lancia, che, proprio a causa della loro punta acuminata, si conficcano facilmente anche sulle pareti di detto canaletto, con conseguente fissaggio decentrato e squilibrato del “segno”.
Per maggior chiarezza esplicativa la descrizione del modello di “arpione” secondo il trovato prosegue con riferimento alle tavole di disegno allegate, aventi solo valore illustrativo e non limitativo, in cui:
- la fig. 1 mostra il modello di “arpione” secondo il trovato;
- la fig. 2 è una sezione con un piano verticale di un tratto di fustella, sulla quale sono stati montati due differenti “segni”, entrambi fissati con il modello di “arpione” secondo il trovato. - la fig. 3 mostra una versione costruttiva alternativa del modello di “arpione” secondo il trovato.
Con riferimento alle figure anzidètte, il modello di “arpione” secondo il trovato consiste in un pemetto (1) che termina con due teste ad ogiva (la), ciascuna delle quali presenta alla base un gradino di raccordo (2), a spigolo vivo, con lo stelo del pemetto (1).
Detto pemetto presenta un tratto centrale (le) di maggior diametro rispetto a quello delle teste (la), destinato ad essere conficcato entro un conforme foro (F) all’uopo previsto sul telaio (T) della fustella; a questo proposito si fa notare che questo tratto ingrossato (le) presenta ad una delle sue estremità una smussatura troncoconica (ld), che ne favorisce il centraggio entro il foro (F) della fustella.
Si precisa che la fustella illustrata in fig. 2 è del tipo a doppio taglio e cioè corredata di una lama perimetrale (L) che presenta entrambi i bordi taglienti, sia quello inferiore che quello superiore, per cui ribaltando semplicemente la fustella è possibile tranciare due pezzi specularmente identici, come si richiede ad esempio nel taglio delle tomaie destre e sinistre.
Come evidenziato in fig. 2, la testa ad ogiva (la), se conficcata con adeguata forza nel canaletto a “V” (3 a) del secondo modello “segno” (3) può forare il “segno” (3) medesimo e restarvi conficcata saldamente, senza possibilità di sfilaggio a causa del gradino di raccordo (2) anzidetto, che ostacola lo scorrimento a ritroso della punta (la).
D’altro canto, come evidenziato sempre in fig. 2, la testa ad ogiva (la), se conficcata con adeguata forza entro i fori (4a) del secondo modello di “segno” (4) può essere incastrata entro la cavità sferica (4b) con cui terminano internamente detti fori (4a); anche in questo caso il gradino (2) ostacola lo sfilaggio della testa (la) dalla cavità (4b).
E’ evidente che in caso di fustelle corredata di una lama avente un solo bordo tagliente, sul telaio della fustella verranno “arpioni” del tipo secondo il trovato, recanti una sola testa di estremità, sagomata ad ogiva, come quello illustrato in fig.3.
Claims (2)
- RIVENDICAZIONI 1) Arpione con testa ad ogiva per l applicazione di elementi traccianti su fustelle tranciartici, caratterizzato per il fatto di consistere in un pemetto (1) che termina con una o due teste di estremità, sagomate ad ogiva (la), ciascuna delle quali presenta alla base un gradino dì raccordo (2), a spigolo vivo, con lo stelo del pemetto (1).
- 2) Arpione con testa ad ogiva per l applicazione di elementi traccianti su fustelle tranciartici, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato per il fatto che detto pemetto (1) presenta un tratto centrale (le) di maggior diametro rispetto a quello delle teste (la), in corrispondenza del quale reca, ad una delle sue estremità, una smussatura troncoconica (ld).
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1997
- 1997-12-22 IT ITMC970031 patent/IT238516Y1/it active IP Right Grant
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| IT238516Y1 (it) | 2000-11-13 |
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