ITMI20072263A1 - "dispositivo di illuminazione interna per mobili dotato di fissaggio rapido" - Google Patents
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Description
"Dispositivo di illuminazione interna per mobili dotato di fissaggio rapido"
La presente invenzione si riferisce ad un dispositivo di illuminazione interna per mobili.
Nella tecnica sono conosciuti piccoli dispositivi a batteria che possono essere disposti all' interno di un mobile, in genere un armadio, per illuminarne l'interno Alcuni di questi dispositivi hanno un pulsante di accensione disposto in modo da spegnere automaticamente il dispositivo quando il mobile viene chiuso. Vi è una esigenza di fornire tali dispositivi con un sistema di fissaggio al mobile che sia rapido e riposizionabile, ma le soluzioni proposte nella tecnica nota sono insoddisfacenti.
Ad esempio, la rimozione di un dispositivo montato a vite e/o con un tassello ad espansione lascia in vista il foro originario con i bordi rovinati. Non solo diviene difficile assicurare un futuro saldo fissaggio nello stesso foro, ma l’estetica è comunque compromessa, poiché il foro rovinato risalta nettamente sul fianco interno del mobile. Inoltre, nel caso di tasselli ad espansione, solitamente il tassello che viene rimosso è oramai deformato e difficilmente riutilizzabile.
Una ulteriore caratteristica desiderata è quella di avere un aggancio stabile e robusto soprattutto considerando che il dispositivo di illuminazione riceve colpi abbastanza forti e ripetuti sul pulsante di spegnimento.
Ciò però si scontra con il desiderio di un sistema rapido, semplice, che non rovini il punto di aggancio e che sia fissabile senza impiego di utensili.
Inoltre, è comunque desiderato che Finterò dispositivo sia piccolo, di struttura semplice, robusta ed economica e che consentano un facile cambio della batteria. Anche in ciò, le soluzioni note sono insoddisfacenti.
Scopo generale della presente invenzione è fornire un dispositivo di illuminazione per mobili che abbiano struttura semplice, robusta ed economica, e che sia fissabile in modo rapido e sicuro senza l’impiego di utensili. Ulteriore scopo è che il dispositivo consenta un facile cambio della batteria.
In vista di tale scopo si è pensato di realizzare, secondo l'invenzione, un dispositivo per Γ illuminazione automatica a batteria dell’ interno di un mobile, comprendente un corpo dotato di mezzi di vincolo su una superficie del mobile mediante una sua superficie di montaggio e un vano contenente una batteria elettrica e una sorgente di luce e dal quale sporge anteriormente l' estremità di comando di un contatto a pulsante normalmente chiuso per la connessione della batteria alla sorgente di luce alla apertura del mobile, caratterizzato dal fatto che i mezzi di vincolo comprendono una linguetta, destinata ad appoggiarsi in corrispondenza di uno spigolo della superficie del mobile e un dente che è affrontato alla linguetta e che è destinato ad inserirsi in un foro sulla detta superficie del mobile, una leva di aggancio essendo ruotabile sul corpo di base da una posizione di sgancio ad una posizione di aggancio comandando nel movimento mezzi di avvicinamento del dente alla linguetta per provocare l’innesto del dente nella parete del foro con reazione sulla linguetta appoggiata allo spigolo del mobile.
Per rendere più chiara la spiegazione dei principi innovativi della presente invenzione ed i suoi vantaggi rispetto alla tecnica nota si descriverà di seguito, con l'aiuto dei disegni allegati, una realizzazione esemplificativa applicante tali principi. Nei disegni:
-figura 1 rappresenta una vista in prospettiva esplosa di un dispositivo di illuminazione realizzato secondo i principi dell’ invenzione;
-figura 2 rappresenta una vista laterale in sezione del dispositivo di figura 1 montato in un mobile;
-figura 3 rappresenta una vista in prospettiva del dispositivo di figura 1 assemblato; -figure 4 e 5 rappresentano viste laterali della parte di base del dispositivo di figura 1 posizionata su un mobile, prima e dopo l' innesto;
Con riferimento alle figure, in figura 1 è mostrato l’esploso di un dispositivo secondo l’invenzione, indicato genericamente con 10.
Il dispositivo 10 comprende un corpo 11 (vantaggiosamente stampato in materiale plastico) dotato di mezzi 12 di vincolo al mobile e con un vano 13 contenente una batteria elettrica 14. Nel corpo è presente anche una sorgente di luce 15 (vantaggiosamente un LED bianco ad alta luminosità) che sporge all’esterno per proiettare un fascio di luce. Da una estremità frontale del corpo sporge l’estremità di comando o pulsante 16 di un contatto a pulsante del tipo normalmente chiuso per la connessione della batteria alla sorgente di luce alla apertura del mobile.
I mezzi 12 di vincolo comprendono un corpo di base 41, preferibilmente realizzato in metallo e che individua una superficie di montaggio 30 destinata all’appoggio alla parete di fissaggio sul mobile. Vantaggiosamente, il corpo di base 41 può essere realizzato in lamiera piegata con una forma ad U per realizzare una coppia di binari laterali 58 estesi parallelamente all’asse principale della base per permettere l’accoglimento a cassetto del corpo 11.
Dalla superficie 30 sporgono una linguetta di battuta 43 e un dente di innesto 44, fra loro affrontati e genericamente paralleli. Il dente 44 è supportato al corpo mediante un perno 45 ed è mobile fra una posizione di riposo e una posizione di innesto mediante l’azionamento di una leva di manovra 46. Vantaggiosamente, il dente 44 ha bordo rivolto verso la linguetta 43 che è profondamente seghettato. Mezzi di avvicinamento reciproco fra dente e linguetta sono comandati dalla leva 46.
Come si vede bene anche in figura 2, nella realizzazione mostrata il dente 44 sporge dalla superficie 30 attraverso una cava sul fondo del corpo 41 e, internamente alla base, è collegato alla leva 46 per mezzo del perno 45. Il dente è libero di ruotare rispetto al perno e ha un braccio a squadra 48 che sporge parallelo alla superficie 30 e nella direzione opposta a quella della linguetta 43. L’estremità del braccio 48 è vincolata per potere scorrere verso e lontano dalla linguetta 43 con la possibilità di una leggera rotazione ma senza allontanarsi dalla superficie di montaggio 30. A tale scopo, Γ estremità del braccio 48 si appoggia sotto una superficie 49, vantaggiosamente ricavata di pezzo nella base.
Il perno 45 è vincolato a scorrere trasversalmente al suo asse lungo cave di guida 50 sui fianchi della base, in direzione normale alla superficie di montaggio 30.
La leva 46, vantaggiosamente conformata ad U, è montata alle estremità del perno per ruotare dalla posizione di sgancio di figura 4 (vantaggiosamente sollevata normale rispetto alla superficie di montaggio) verso la posizione di aggancio di figura 5 (vantaggiosamente abbassata parallela alla superficie di montaggio e in direzione posteriore alla base). Ciascuna estremità imperniata della leva individua una camma 51 che lavora contro una superficie 52 sulla base. Le due superficie 52 sono vantaggiosamente formate da ali sporgenti lateralmente dal corpo 4L Come si vede bene dalla comparazione delle figure 4 e 5, le camme 51 sono conformate eccentricamente al perno 45 per provocare lo scorrimento del perno lungo le cave 50 al movimento della leva fra la posizione sollevata di figura 4 e la posizione abbassata di figura 5. Il movimento del perno (verso l’alto nelle figure 4 e 5) combinato con l’appoggio dell’ estremità del braccio a squadra 48 contro la superficie 49 provoca una rotazione del dente 44 verso la linguetta 43, vantaggiosamente combinata con un movimento di ritiro del dente 44 nella superficie 30.
E’ chiaro dai disegni come il movimento di contrapposizione fra il dente 44, azionato dalla leva 46, e la linguetta 43 permetta il solido fissaggio del dispositivo alla superficie 31 di un mobile in prossimità di uno spigolo 32 e sfruttando un foro 55. Il posizionamento del dente 44 sulla base è dimensionato in modo che quando la leva 46 entra in funzione, portandosi in posizione di innesto (figura 5), la distanza fra la linguetta 43 e il bordo seghettato del dente stesso è inferiore alla distanza fra il foro ed il bordo anteriore del fianco del mobile.
In tale modo, l'azionamento della leva 46 comporta il movimento del dente fino a farlo interferire con la parete del foro 25, reagendo con la linguetta 43. Il movimento di ritiro del dente (verso l’alto nella figura 5) contribuisce nel contempo a fare aderire la base alla superficie del mobile rendendo il fissaggio solido e privo di giochi anche in caso di forti e ripetuti urti nella direzione di spinta sul pulsante di spegnimento.
Per sganciare il dispositivo dal mobile sarà sufficiente riportare la leva nella posizione iniziale, liberando il dente 44. Vantaggiosamente, quando la leva è sollevata in posizione di riposo appositi mezzi di blocco impediscono lo scorrimento del perno a causa di una trazione sulla leva. Ciò è vantaggiosamente ottenuto con sporgenze laterali 56 sul corpo di base che trovano alloggiamento in corrispondenti cave 57 nelle estremità della leva, impedendo che una trazione verso l’alto sulla leva porti il dente 14 nella posizione di serraggio senza ruotare la leva. Ciò permette anche di usare la leva come maniglia per la rimozione del dispositivo.
Vantaggiosamente, le cave 57 hanno ingresso per le sporgenze 56 che è sagomato per spingere attivamente il perno 45 nella posizione di partenza e garantire il movimento di ritorno del dente 44 verso la posizione di riposo. Come si vede bene in figura 5, le sporgenze 56 possono essere anche posizionate in modo da strisciare sulla superficie di camma della leva per tutto il movimento della leva fra la posizione di aggancio e la posizione di riposo, così che il movimento del perno sia fermamente guidato in entrambe le direzioni lungo le cave 50.
Come si vede bene in figura 2, il dispositivo 10 è destinato ad essere posizionato prossimo al bordo 32 della superficie 31 del mobile che è di battuta per l’elemento 33 del mobile (ad esempio, un frontale scorrevole o un’anta incernierata, rappresentata genericamente semiaperta in figura 2) che chiude il vano del mobile che si vuole illuminare, in modo che il pulsante 16 venga premuto dall’elemento 33 in posizione chiusa e rilasciato quando l’elemento 33 viene aperto.
Nelle figure 1 e 2 si vede la vantaggiosa realizzazione interna del dispositivo. In tale realizzazione il vano di accoglimento della batteria (di tipo a stilo) si estende vantaggiosamente secondo l’asse principale del dispositivo, vale a dire l’asse coincidente con la direzione di spinta sull’ estremità 16 di comando deH’accensione/spegnimento. Sul fondo del vano 13 è presente una molla di contatto con un polo della batteria mentre l' estremità opposta del vano, che è quella di inserimento assiale della batteria, viene chiusa dalla estremità di comando 16, che è montata scorrevolmente sull’ estremità aperta del vano e che realizza anche il coperchio o tappo del vano batteria in corrispondenza dell’altro polo della batteria. Il vano è genericamente cilindrico, per accogliere con gioco minimo la batteria a stilo, così come il pulsante 16.
L’estremità di comando 16 supporta internamente al vano una lamella di contatto 18 destinata ad appoggiarsi sull’ affrontato polo della batteria. La lamella si estende per formare una linguetta di contatto 19 che normalmente si appoggia su una seconda lamella di contatto 20 supportata nel corpo 11 e che realizza il contatto fisso dell’ interruttore a pulsante. L’appoggio fra la linguetta 19 e la lamella 20 è tale che il contatto elettrico fra di loro si interrompe quando il pulsante 16 viene spinto verso Γ interno del vano 13 contro l’azione della molla 17. La linguetta 19 è vantaggiosamente accolta in una sporgenza scatolare su un lato del pulsante 16 Sempre vantaggiosamente, la linguetta 19 realizza anche mezzo di vincolo rimuovibile per mantenere il pulsante 16 vincolato nella sede 13 durante il normale funzionamento del dispositivo. A tale scopo la linguetta 19 ha estremità piegata che sporge frontalmente sul pulsante 16 in una apposita sede 21 per realizzare una estremità 22 per il comando manuale allo sgancio di un dente 23 della linguetta da una battuta 24. La battuta 24 può vantaggiosamente essere coincidente con un estremità del contatto fisso 20. Il dente 23 ha vantaggiosamente una superficie inclinata per flettere elasticamente la linguetta 19 quando il pulsante 16 viene introdotto nella sede e per scattare poi in posizione di blocco contro la battuta 24. Vantaggiosamente, il contatto fisso 20 è connesso alla sorgente luminosa mediante interposizione di un interruttore di esclusione disposto in serie al circuito per permettere di spegnere l' illuminazione anche quando il pulsante 16 non è premuto. Nella realizzazione mostrata, l’interruttore di esclusione comprende una rotella di comando 25, imperniata nel dispositivo e sporgente lateralmente ad esso (come bene si vede in figura 3) per essere manualmente ruotabile. La rotella di comando prevede una sporgenza 26 (figura 1) che, a seconda della posizione angolare della rotella, spinge o meno su una estremità 27 della lamella di contatto 20 per spostarla e aprire il circuito che essa forma verso la sorgente di illuminazione o per chiudere tale circuito. Vantaggiosamente, tale estremità 27 solitamente si appoggia direttamente su un conduttore 28 di un resistore 29 di limitazione della corrente di alimentazione del LED, risparmiando l’uso di una ulteriore lamella di contatto.
La sorgente di illuminazione è vantaggiosamente aH’estremità posteriore del corpo 11, cioè quella opposta al pulsante 16, ed è inclinata rispetto all’asse di movimento del pulsante e diretta lontano dalla superficie di fissaggio. In tale modo essa illumina convenientemente Γ interno del mobile.
Vantaggiosamente, l’assemblaggio delle varie parti del dispositivo interne al corpo 1 1 avviene attraverso una apertura inferiore 34 di tale corpo che viene chiusa da una piastrina 35 in materiale plastico introdotta a scatto.
A questo punto è chiaro come si siano ottenuti gli scopi prefissati. La manovra di innesto è rapida e il fissaggio risulta di ottima solidità. La presenza della linguetta di reazione sul bordo della superficie del mobile rende il fissaggio sostanzialmente insensibile alle forze di spinta dirette verso l’interno del mobile, quali sono quelle che agiscono sul dispositivo alla chiusura del mobile. Inoltre, il movimento di presa all’intemo del foro assicura che il bordo del foro rimanga integro. Il dispositivo può così venire rimosso senza lasciare traccia e può essere riposizionato quante volte si vuole. Il dispositivo può essere dimensionato per adattarsi ad un sistema di foratura standard dei fianchi, come i sistemi 37x32 e 28x32 che sono utilizzati dalla maggior parte dei produttori di mobili per il fissaggio degli accessori. In tale modo non è necessaria una foratura apposita.
Prevedendo una superficie di battuta, costituita dalla linguetta 43 che si appoggia all'esterno del bordo frontale del mobile, si rendono ininfluenti le tolleranze di realizzazione del sistema di foratura e di fissaggio e si ha un posizionamento più preciso. Ciò è molto vantaggioso per avere la corretta interazione fra pulsante e parte del mobile che si chiude in battuta sul bordo esterno del fianco stesso. Inoltre, la sostituzione della batteria è facile e il costo del dispositivo è limitato, nonostante la sua robustezza ed affidabilità.
Naturalmente, la descrizione sopra fatta di una realizzazione applicante i principi innovativi della presente invenzione è riportata a titolo esemplificativo di tali principi innovativi e non deve perciò essere presa a limitazione delfambito di privativa qui rivendicato.
Ad esempio, come facilmente immaginabile dal tecnico, la forma della base di fissaggio può variare e può anche essere realizzata integrale con il corpo 11. La base può essere in lamiera piegata, come mostrato, o anche essere realizzata stampata o in altro modo. Anche la forma e la disposizione della leva di manovra potranno essere differenti da quelli mostrati. Sebbene il cinematismo a leva descritto sia stato trovato particolarmente vantaggioso per robustezza, praticità e costo, altri mezzi di manovra del movimento del dente possono essere facilmente immaginati dal tecnico alla luce della descrizione sopra fatta, per comandare ravvicinamento del dente alla linguetta 13 ed, eventualmente, tirarlo verso Γ interno della superficie di appoggio della base. Naturalmente, come facilmente immaginabile dal tecnico, la superficie di appoggio 12 potrà essere realizzata per un appoggio solo parziale con il mobile (ad esempio mediante piedini o bordi in rilievo). Il dente può anche avere bordo di innesto nella parete del foro che lavora per attrito anziché mordendo il materiale. In tale caso il bordo del dente può essere realizzato ricoperto con materiale cedevole di buon attrito (ad esempio gomma o similare). L’interruttore di esclusione può anche essere realizzato con manovra differente, ad esempio scorrevole a slitta.
Claims (19)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo per Γ illuminazione automatica a batteria dell’interno di un mobile, comprendente un corpo dotato di mezzi di vincolo su una superficie del mobile mediante una sua superficie di montaggio (30) e un vano (13) contenente una batteria elettrica e una sorgente di luce (15) e dal quale sporge anteriormente Γ estremità di comando (16) di un contatto a pulsante normalmente chiuso per la connessione della batteria alla sorgente di luce alla apertura del mobile, caratterizzato dal fatto che i mezzi di vincolo comprendono una linguetta (43), destinata ad appoggiarsi in corrispondenza di uno spigolo della superficie del mobile e un dente (44) che è affrontato alla linguetta e che è destinato ad inserirsi in un foro sulla detta superficie del mobile, una leva di aggancio (46) essendo ruotabile sul corpo di base da una posizione di sgancio ad una posizione di aggancio comandando nel movimento mezzi (45, 51, 52) di avvicinamento del dente alla linguetta per provocare Finnesto del dente nella parete del foro con reazione sulla linguetta appoggiata allo spigolo del mobile.
- 2. Dispositivo secondo rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il movimento di avvicinamento fra dente e linguetta avviene mediante inclinazione del dente rispetto alla linguetta.
- 3. Dispositivo secondo rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che al movimento di avvicinamento si combina un movimento di ritiro del dente nella superficie di montaggio.
- 4. Dispositivo secondo rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che i mezzi di avvicinamento comprendono un perno (45) con asse trasversale alla detta direzione di avvicinamento e che supporta il dente (44), e mezzi a camma (51, 52) di scorrimento del perno in direzione sostanzialmente normale alla superficie di montaggio e che sono cinematicamente connessi alla leva di aggancio (46) per la loro manovra, il dente (44) comprendendo un braccio a squadra (48) che ha estremità vincolata in modo da provocare rinclinazione del dente attorno al perno al detto scorrimento del perno.
- 5. Dispositivo secondo rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che la leva (46) è sagomata ad U con le estremità dei due bracci della U che sono imperniate al perno (45) su due lati del dente (44) e i mezzi a camma comprendono due superfici di camma (51) che sono realizzate sulle due estremità imperniate della leva.
- 6. Dispositivo secondo rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che il perno (45) nel suo scorrimento è guidato alle sue estremità per mezzo di due cave di guida (50).
- 7. Dispositivo secondo rivendicazioni 5 e 6, caratterizzato dal fatto che il perno (45) sporge dal corpo attraverso le cave di guida (50) per supportare le due estremità imperniate della leva.
- 8. Dispositivo secondo rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che nella sua posizione di sgancio la leva (46) è sollevata in direzione sostanzialmente normale alla superficie di montaggio, mentre nella sua posizione di aggancio è abbassata sostanzialmente parallela alla superficie di montaggio.
- 9. Dispositivo secondo rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che nella sua posizione di sgancio la leva innesta in mezzi di blocco che impediscono lo scorrimento del perno (45) a causa di una trazione sulla leva (46) nella direzione di estrazione del dente dal foro.
- 10. Dispositivo secondo rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il dente (44) ha bordo rivolto verso la linguetta che è seghettato per mordere la parete del foro.
- 11. Dispositivo secondo rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che restremità di comando realizza anche il coperchio del vano della batteria in corrispondenza di un polo della batteria.
- 12. Dispositivo secondo rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che restremità di comando supporta una lamella di contatto per il polo della batteria, la lamella prolungandosi in una linguetta che realizza il contatto elettrico a pulsante che sconnette il circuito elettrico fra batteria e sorgente di luce quando l' estremità di comando è spinta verso l’ interno del vano della batteria.
- 13. Dispositivo secondo rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che il vano contiene una molla sul fondo in corrispondenza dell’altro polo della batteria per realizzare contatto elettrico con tale altro polo e permettere un movimento scorrevole verso l’interno del pulsante assieme alla batteria contro l’azione della molla.
- 14. Dispositivo secondo rivendicazione 12, caratterizzato dal fatto che la linguetta che si prolunga dalla lamella di contatto con la batteria realizza anche mezzo di innesto rilasciabile dall’esterno per la rimozione del coperchio, sotto forma della detta estremità di comando, di chiusura del vano batteria.
- 15. Dispositivo secondo rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto di comprendere un interruttore di esclusione manuale in serie al circuito di alimentazione fra batteria e sorgente di luce.
- 16. Dispositivo secondo rivendicazione 15, caratterizzato dal fatto che l’interruttore di esclusione è realizzato per mezzo di una rotella la cui rotazione comanda un rispettivo movimento di connessione o disconnessione di una parte di un contatto elettrico in serie al circuito.
- 17. Dispositivo secondo rivendicazione 15, caratterizzato dal fatto che l' interruttore di esclusione è realizzato per mezzo di un cursore a slitta disposto trasversalmente all’asse principale del dispositivo per essere manualmente spostato a sporgere da un lato o dall’altro del corpo e comandare un rispettivo movimento di una parte di un contatto elettrico in serie al circuito.
- 18. Dispositivo secondo rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che la sorgente di luce è un LED.
- 19. Dispositivo secondo rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che la sorgente di luce è rivolta posteriormente al dispositivo e inclinata rispetto all’asse principale del dispositivo in direzione opposta a una superficie di montaggio del dispositivo al mobile.
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