ITMI20072269A1 - Metodo e disposizione per l'alimentazione a lunghezza di filo costante assorbito di una macchina tessile operante su una pluralita' di fili - Google Patents

Metodo e disposizione per l'alimentazione a lunghezza di filo costante assorbito di una macchina tessile operante su una pluralita' di fili Download PDF

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Description

DESCRIZIONE
Forma oggetto del presente trovato un metodo per alimentare una pluralità di fili a lunghezza di filo costante ad una macchina tessile secondo il preambolo della rivendicazione principale. Forma altresì oggetto del trovato una disposizione per attuare tale metodo.
Come è noto, sono da tempo presenti sul mercato dispositivi che consentono l'alimentazione di filato ad una macchina tessile a quantità di filo costante. Tali dispositivi, impiegati per esempio su macchine tessili circolari per maglieria, comprendono una pluralità di rotelle su cui vengono avvolte alcune spire di filato. Tali rotelle sono azionate in rotazione da un organo di trasmissione (cinghia) collegato ad una puleggia ad espansione variabile e solidale all'albero di trasmissione della macchina che porta in rotazione l'usuale cilindro di quest'ultima su cui viene formato il manufatto (ad esempio, tessuto a maglia).
Grazie a tale diretta connessione con l'albero della macchina, le rotelle forniscono una quantità di filo costante a tale macchina, quantità regolabile grazie alla possibilità di espandere la puleggia calettata su tale albero.
Il noto dispositivo sopra citato, pur consentendo di alimentare con assoluta certezza una quantità di filato predeterminato e costante alla macchina tessile, presenta comunque diversi inconvenienti. Ad esempio, se si desidera alimentare quantità di filo diverse per differenti gruppi di alimentazione, devono essere utilizzate diverse cinghie di trasmissione e corrispondenti pulegge di espansione variabile regolate al fine di garantire ciascuna, una alimentazione di filo costante, ma dette quantità di filo essendo però differenti per gruppi diversi di pulegge. Questa soluzione nota richiede pertanto un numero elevato di pulegge, numero che comunque deve essere limitato a causa di ovvie ragioni d'ingombro e limiti di spazio attorno alla macchina tessile. Il noto sistema, inoltre, presenta anche il rilevante inconveniente legato al fatto che la quantità di filo assorbita dalla macchina tessile dipende sempre e comunque dalla regolazione degli organi di macchina che prelevano il filo e che lo lavorano. Ad esempio, tali organi sono camme di maglia in una macchina da maglieria che determinano la corsa di un usuale ago che formerà il tessuto o maglia
I problemi nei dispositivi noti sopra citati derivano proprio dal fatto che la corsa di tale ago determinata dalle camme dovrebbe essere costante nel tempo per garantire una corretta formazione della maglia. Tuttavia, i realtà, così non è: usure meccaniche e variazioni di temperatura degli stessi non portano a tale costanza. Ad esempio, la dilatazione dei materiali definenti le varie parti di macchine nel passaggio da macchina fredda a macchina calda provocano una variazione della corsa degli aghi, con conseguente variazione della quantità di filo alimentato. Poiché il rapporto tra filo assorbito e filo alimentato determina la tensione del filo, la modifica della corsa degli aghi agenti sui fili comporterà la modifica della tensione di questi ultimi, con conseguente realizzazione di difetti (barrature) nel prodotto finito .
Pertanto, anche se i dispositivi di alimentazione dei fili a quantità costante operano correttamente la propria funzione, usura delle parti meccaniche di formazione della maglia (aghi, platine e camme) e variazioni dimensionali di tali parti (dilatazioni termiche) durante il normale funzionamento della macchina portano ad una mancanza di tale alimentazione a quantità di filo costante con conseguente produzione di prodotti difettosi o di qualità scadente.
A quanto sopra si aggiunge anche il fatto che per assicurare che una quantità di filo costante alimentato ad una macchina tessile da una rotella connessa all'albero motore di quest 'ultima, detto filo dovrebbe essere di fatto privo di elasticità. In realtà così non è: ogni filato possiede una propria elasticità che consente un allungamento del filo stesso in funzione della tensione a cui esso viene sottoposto, tensione che varia anche solo al variare della quantità di filo presente sulla bobina da cui si svolge (bobina di filo piena o vuota) . Tali variazioni di tensione all'ingresso della rotella di alimentazione del filato provocano variazioni di quantità di filo all'ingresso degli organi di formazione della maglia della macchina con conseguenze sulla produzione del manufatto.
Tutto ciò è tanto più evidente quanto maggiore è la finezza (numero di aghi per pollice della macchina per maglieria: le macchine attuali hanno oltre 44 aghi per pollice ed è ben comprensibile come, essendo molto piccola la "boccola di maglia", una piccola variazione della corsa dell'ago che forma la stessa causi una elevata possibilità di produrre manufatti difettosi se anche uno solo dei fili in lavorazione subisce una variazione di quantità di filo assorbita (LFA).
Sono noti anche dispositivi atti ad alimentare a tensione cosante i fili ad una macchia tessile. Tali dispositivi operano in modo da avere un controllo (misurazione/regolazione) continuo, attraverso anello chiuso di regolazione, del valore della tensione del filo alimentato che viene mantenuto costante ad un valore impostato. Tuttavia, anche l'uso di tali dispositivi non garantisce che alla macchina pervenga sempre una quantità costante di filato.
Infatti, i suddetti dispositivi garantiscono che il filo in uscita dagli stessi abbia effettivamente una tensione costante. Quest'ultima, però, può mutare in prossimità della macchina tessile, ad esempio di maglieria, a causa del passaggio del filo attraverso guidafili che si trovano lungo il percorso tra ogni dispositivo e gli organi (aghi, nel caso) che lo prelevano e lo lavorano nel cilindro di formazione della maglia. Tali guidafili, esercitando un'attrito sul filo in moto, ne modificano la tensione e conseguentemente provocano una variazione della lunghezza o quantità di filo assorbito dalla macchina. Tutto ciò, poi, può essere evidenziato anche da una eventuale erronea regolazione del valore di tensione di riferimento (o tensione zero: tensione misurata dal dispositivo in assenza di carico sull'organo di misurazione o cella di carico). A seguito di quanto sopra vi è quindi la reale possibilità di creare un prodotto difettoso. Tale possibilità può essere solo evitata mediante una regolazione specifica (e continua) degli organi di macchina che formano la maglia. Tuttavia, poiché questi sono soggetti alle usure ed alle modifiche dimensionali sopra citate, VI ancora la problematica precedentemente descritta in relazione a tali organi, problematica che impedisce il mantenimento nel tempo della costanza della lunghezza di filo assorbita della macchina tessile (con conseguente problema di produzione) .
EP050742 descrive l'uso di un dispositivo di alimentazione di filati a tensione costante misurando nel contempo, con precisione, la quantità o lunghezza di filo alimentata (o LFA) ed utilizzando tale valore misurato per regolare in controreazione gli organi della macchina che formano la maglia. Tale nota soluzione, per quanto efficace, richiede che la macchina tessile prevede per tali organi degli attuatori (per esempio motori elettrici passo-passo) o dispositivi regolatori da poter azionare per mantenere regolato con precisione il valore della LFA desiderata.
Pur essendo tali attuatori presenti sulle macchine di recente produzione, essi non sono presenti sulle macchine tessili prodotte anni fa e non è neppure possibile inserirli su queste ultime, data la complessità dell'integrazione di tali attuatori.
Infine, tali attuatori atti a regolare gli organi di formazione della maglia sono presenti, oggi, su tutte le nuove macchine con un limitato numero di cadute come le macchine per calze, collant e senza cucitura (o seamless), ma sono assenti su macchine per maglieria a grande diametro, dato l'elevato numero di cadute (84,96,...
Da ultimo sono anche noti dispositivi di alimentazione del filato per telai, denominati alimentatori ad accumulo, che sono in grado di prelevare il filato da una bobina, depositarlo su un proprio organo rotante da cui viene prelevato dalla macchina tessile. L'organo rotante è contrapposto ad un elemento tensionatore atto a definire la tensione finale a cui il filato viene prelevato dalla macchina.
Tale nota soluzione, pur garantendo un prelievo di filato tensione controllata (definita dall 'elemento tensionatore) non garantiscono però nel tempo il mantenimento di tale tensione a causa dell'inevitabile usura dell'elemento tensionatore, normalmente composto da un anello in plastica o spazzola anulare. Ne consegue la necessità di intervenire sostituendo tempestivamente o regolando detto organo o elemento al fine di evitare la produzione di manufatti difettosi.
Come si è descritto, pertanto, i dispositivi attualmente presenti sul mercato, pur se apprezzabili nel loro utilizzo, presentano limiti ed inconvenienti legati principalmente all'usura di parti meccaniche (dei dispositivi stessi o degli organi della macchina tessile con cui cooperano) che portano inevitabilmente a non poter mantenere un valore di LFA costante nel tempo per ogni manufatto prodotto, oppure uguale per tutti i filati alimentati ad una macchina tessile.
Scopo pertanto del presente trovato è quello di offrire un metodo ed una disposizione per alimentare in modo controllato mediante dispositivi di controllo dell'alimentazione del filato in sè noti, una pluralità di fili ad una macchina tessile in modo tale che la lunghezza di ogni filo assorbita (o LFA) sia sempre costante nel tempo per tutta la produzione di manufatti della stessa tipologia, oppure uguale per tutti i fili alimentati alla stessa.
In particolare, scopo del trovato è quello di offrire una disposizione ed un metodo del tipo sopra citato che permettano di ottenere tale costanza di LFA senza alcuna necessità di intervenire sulla macchina tessile a cui ogni filo viene alimentato o sui dispositivi che alimentano gli stessi, ciò consentendo di applicare detto dispositivo e di attuare detto metodo su qualsiasi tipo di macchina, di nuova produzione o già istallata e funzionante, provvista o meno di attuatori per la regolazione degli organi di formazione della maglia per la produzione di un manufatto
Un altro scopo è quello di offrire una disposizione ed un metodo del tipo citato che possano garantire una costanza nella lunghezza di filo assorbito indipendentemente dagli inevitabili attriti a cui il filo è soggetto dovuti alla sua cooperazione con guidafilo od elementi equivalenti prima dell'assorbimento da parte della macchina tessile .
Un ulteriore scopo è quello di offrire un metodo ed una disposizione del tipo citato che possano permettere di intercettare la formazione di deposito di residuo di filato o comunque di elementi sfusi che ne limitano il libero scorrimento in prossimità di ogni guidafilo prima che ciò possa provocare un difetto di qualità nella produzione di tessuto (ad esempio legato a barratura) prevenendo inoltre la rottura del filo stesso .
Un altro scopo è quello di offrire un metodo ed una disposizione del tipo citato che possa garantire il mantenimento di una lunghezza di filo assorbito costante uguale o differente per ciascuna alimentazione di filo alla macchina tessile ed applicabile in combinazione con tutti i dispositivi noti di alimentazione di filato.
Un ulteriore scopo è quello di offrire un metodo ed una disposizione del tipo citato che siano utilizzabili sia su macchine tessili che producono tessuto continuo, come ad esempio i telai, sia su macchine per maglieria che su macchine che producono capi separati come le macchine per calze, collant e similari.
Questi ed altri scopi che risulteranno evidenti all'esperto del ramo vengono raggiunti da un metodo e da una disposizione secondo le unite rivendicazioni.
Per una maggior comprensione del presente trovato si allegano a titolo puramente esemplificativo, ma non limitativo, i seguenti disegni, in cui:
la figura 1 mostra una vista schematica, a blocchi, di una disposizione secondo il trovato; la figura 2 mostra un diagramma di flusso di una prima forma di attuazione di un metodo secondo il trovato; e
la figura 3 mostra un diagramma di flusso di una seconda forma di attuazione del metodo secondo il trovato.
Con riferimento alla figura 1, una disposizione secondo il trovato comprende una pluralità di bobine 1 da cui si svolgono corrispondenti fili 2 che, passando attraverso guidafilo 3, giungono a noti dispositivi 4 per il controllo dell'alimentazione di ogni filo ad una macchina tessile 5. Tra ogni dispositivo 4 e la macchina 5, che può essere un telaio, una macchina da maglieria, una macchina per la produzione di calze o similari, vi possono essere uno o più guidafili di qualsiasi tipologia. I dispositivi 4 sono del tipo atto a controllare e regolare, mantenendola costante, la tensione del corrispondente filo 2.
Ogni dispositivo 4 è collegato, ad esempio mediante linea seriale, ad una unità a microprocessore 6 atta a controllare che l'alimentazione di ogni filo 2 avvenga con costanza nella lunghezza di filo assorbito (LFA) dalla macchina 5; in altre parole, l'unità 6 verifica che il valore di LFA rimanga costante durante tutta la fase produttiva della macchina 5. Ciò attraverso l'acquisizione dei dati di lunghezza filo assorbita (LFA) rilevati per ciascun filo 2 dal corrispondente dispositivo 4 e attraverso la eventuale modifica della tensione di alimentazione di detto filo 2 attraverso l'intervento sul corrispondente dispositivo 4, ottenendo la necessaria correzione del valore di LFA, allo scopo di mantenere il valore di LFA misurato uguale al valore di setpoint desiderato.
In figura 1, l'unità 6 è mostrata esterna ai dispositivi 4; tuttavia è vantaggiosamente previsto che ognuno di questi ultimi possegga un'unità equivalente a quella indicata con 6 nella figura, detta unità interna ad ogni dispositivo controllando il funzionamento di quest'ultimo e potendo autonomamente comunicare con la macchina 5 attraverso ad esempio, un collegamento seriale ad una usuale unità di comando di quest'ultima.
La disposizione di figura 1 permette di attuare il metodo inventivo sia su macchine tessili che producono capi separati, come macchine da calze, seamless e similari, che su macchine tessili che producono un tessuto continuo, come telai, macchine circolari per maglieria e similari. L'attuazione del metodo con riferimento alle macchine del primo tipo (per capi separati) è esemplificato dal diagramma di figura 2, mentre l'attuazione del metodo delle macchine del secondo tipo (tessuto o capi continui) è esemplificata dal diagramma di figura 3.
Con particolare riferimento alla figura 2, si chiarisce in primo luogo che nelle macchine per la produzione di capi separati è sempre possibile individuare quello che viene comunemente chiamato "ciclo", associabile per esempio alla produzione di un singolo capo (ad esempio una singola calza). Pertanto, di seguito, nel presente testo, si parlerà di "ciclo produttivo" per indicare la fase di produzione della macchina e di "ciclo di zero" per indicare la fase di passaggio da un "ciclo produttivo" a quello successivo.
Per eseguire il metodo atto a mantenere costante la lunghezza di ciascun filo assorbito (LFA) della macchina per la produzione del manufatto, si definisce un valore di riferimento di tale LFA. Tale valore o SETPOINT può essere il frutto di un ciclo di autoapprendimento (in sè noto) da parte dei dispositivi 4 durante il quale ogni dispositivo rileva il valore della lunghezza o quantità di filo alimentato alla macchina tessile 5 per la produzione del manufatto, detto valore essendo quindi memorizzato nell'unità 6 come valore di riferimento per ogni dispositivo 4 dopo un'analisi da parte di un operatore addetto alla produzione del prodotto ottenuto, analisi che ha evidenziato l'ottenimento di un manufatto privo di difetti.
In alternativa, tale SETPOINT può essere memorizzato direttamente in ogni dispositivo 4 (se l'unità di controllo 6 è presente in ciascuno di esso) in base a dati produttivi precedentemente ottenuti. In entrambi i casi, ogni dispositivo 4 (comandato dall'unità 6 interna o esterna) può operare in base ad un valore di LFA uguale o differenziato rispetto ai dati su cui operano gli altri dispositivi 4 della disposizione inventiva.
Il valore di SETPOINT può anche essere un valore medio di LFA calcolato tra tutti i dispositivi 4 dopo la produzione di un primo prodotto verificato ed accettato.
Durante la produzione del singolo capo può succedere che la quantità di filo alimentata (LFA) per ogni giro o rotazione dell'usuale cilindro della macchina per maglieria non sia costante e inoltre sia differente per ogni singola caduta durante tutto il "ciclo produttivo" e vari quindi durante le varie fasi del processo a causa, ad esempio, di assorbimenti discontinui dovuti a disegni, selezioni o restringimenti di maglia; eseguendo pertanto un controllo ad ogni fine ciclo è possibile attuare il metodo di controllo oggetto dell'invenzione. Tale controllo ha quindi lo scopo di minimizzare durante tutti i "cicli produttivi" l'errore calcolato tra la quantità di filo alimentata (LFA) da ciascun dispositivo ed il relativo setpoint (valore eventualmente autoappreso), allo scopo di renderli costanti ed eguali per ogni manufatto prodotto.
Secondo la metodologia attuata con il diagramma della figura 2, il controllo per il mantenimento delle costanze del valore di LFA di tutti i fili alimentati alla macchina 1 inizia con la fase secondo lo stato 1 (blocco 20 di figura 2). Durante questa fase l'unità di controllo 6 verifica se la macchina 5 si trova in fase di "ciclo produttivo" o in fase di "ciclo di zero". La determinazione di tale stato può avvenire attraverso il monitoraggio di un segnale proveniente direttamente dalla macchina e relativo ad una posizione di un asse o albero motore di quest'ultimo, da un sensore opportunamente posizionato sulla macchina stessa (su tale albero), attraverso un comando seriale in caso di integrazione della unità di controllo 6 con una unità di controllo della macchina o in diversi altri modi in sè conosciuti .
Nello stato 2 (blocco 21), mentre la macchina si trova nel "ciclo produttivo", l'unità 6 non esegue alcuna operazione; tuttavia, non appena rileva (con le modalità sopra descritte) il passaggio al "ciclo di zero", l'unità 6 passa allo stato successivo. In quest'ultimo stato 3 (blocco 22), l'unità di controllo 6 interroga, ad esempio attraverso la linea seriale, i singoli dispositivi 4 per raccogliere l'informazione sulla quantità di filo alimentata (LFA) durante il "ciclo produttivo".
Eseguita l'interrogazione, nello stato 4 (blocco 23) l'unità di controllo compara i consumi o la lunghezza del filo dimensionato (LFA) di ciascun dispositivo 4 con il setpoint impostato o autoappreso ed esegue le necessarie correzioni al valore di tensione di lavoro di ciascun dispositivo 4 atte ad eliminare l'entità dell'eventuale errore. In pratica se l'unità rileva che l'alimentazione di filo è superiore a quella impostata aumenta la tensione di lavoro del dispositivo 4 mentre se rileva che è inferiore riduce la tensione di lavoro dello stesso. L'entità della correzione in tensione da trasferire al singolo dispositivo di alimentazione può essere di un valore costante (eventualmente programmabile) funzione dell'errore calcolato
Nel successivo stato 5 (blocco 24), 1'unità 6 prima di passare la correzione di cui al blocco 23 al singolo dispositivo verif i ca che lo scostamento della nuova tensione di lavoro da quella di partenza non sia superiore ad un valore fisso o programmabile, prima di passare allo stato successivo. Se lo stato 6A (blocco 25), e l'unità 6 verifica che l'entità dello scostamento della nuova tensione di lavoro rispetto al setpoint di partenza è superiore ad un valore fisso o programmabile, procede col fermare la macchina o a segnalare all'operatore che si sta entrando in una zona limite, oltre la quale potrebbe essere impossibile mantenere il consumo o la lunghezza di filo alimentato costante. Ad esempio, si potrebbe essere molto vicini alla tensione minima o massima impostabile sul dispositivo 4 o alla massima tensione sopportabile dal filo.
Verificato che il valore della nuova tensione da impostare è accettabile, l'unità 6 (stato 6B, blocco 26) imposta per ciascun dispositivo il nuovo valore di tensione, da utilizzare nel successivo ciclo produttivo. Tale unità si pone in uno stato di attesa e nello stato 7 (blocco 27) si limita a monitorare il passaggio della macchina dallo stato di "ciclo di zero" allo stato di "ciclo produttivo".
Non appena l'unità di controllo 6 si accorge del passaggio dalla fase di "ciclo di zero" a quella di "ciclo di produzione" (stato 8, blocco 28), passa allo stato 1.
La descrizione precedente è ovviamente solo uno dei metodi di implementazione del trovato; infatti tante sono le varianti che si potrebbero apportare allo stesso senza modificare l'invenzione. Di seguito sono riportate alcune possibili modifiche e/o varianti a quanto descritto in relazione alla figura 2. Tali varianti sono le seguenti:
a) come detto l'intero controllo può essere svolto non da una unità esterna, ma da ciascun dispositivo di alimentazione, opportunamente interiacciato con la macchina per la verifica del passaggio da "ciclo produttivo" a "ciclo di zero". Tale dispositivo 4 contiene un equivalente dell'unità 6;
b) l'unità di controllo può avere come setpoint per LFA non un riferimento fisso (appreso o impostato), ma il valore di LFA misurato da un autonomo dispositivo di riferimento o ottenuto come media di LFA proveniente da più o da tutti i dispositivi 4; c) l'intero controllo di LFA potrebbe essere svolto non da una unità 6 esterna ma da uno dei dispositivi di alimentazione 4 utilizzato come campione o "MASTER" che comanderà tutti gli altri dispositivi 4 operanti come "SLAVES";
d) l'unità 6 potrebbe non limitarsi a fare un controllo alla fine di ogni "ciclo produttivo" ma eseguire più cicli di controllo durante lo stesso "ciclo produttivo", per esempio ogni frazione giro o "n" giri cilindro della machina tessile;
e) non tutti i "cicli produttivi" devono per forza essere uguali ma potrebbero essere ripetizioni fisse di cicli differenti (Capo 1, Capo 2, Capo 1, Capo 2, ....)· Anche questo caso è gestibile dall'unità 6 opportunamente predisposta.
Si esamini e descriva ora la figura 3 relativa all'attuazione del metodo secondo il trovato in una macchina tessile che produce un tessuto o manufatto in continuo. In questo tipo di lavorazione non è possibile stabilire una differenziazione tra "ciclo produttivo" e "ciclo di zero", ma è possibile individuare due stati della macchina che di seguito verranno indicati come "macchina in produzione" e "macchina non in produzione". Non essendo inoltre possibile avere un segnale di riferimento o di "zero ciclo" dalla macchina, è necessario avere un segnale di sincronizzazione (PRX) per cadenzare il controllo. Tale segnale potrà essere un segnale proveniente dalla macchina o da un sensore oppurtunamente posizionato sulla macchina stessa o attraverso un comando inviato attraverso una linea seriale e sincronizzato con la lavorazione. Ad esempio un segnale PRX può pervenire ad ogni frazione o multiplo di giro cilindro della macchina 0 in modo temporizzato.
Il metodo inventivo ha quindi lo scopo di minimizzare durante la fase di "macchina in produzione" l'errore calcolato tra la quantità di filo alimentata (LFA) da ciascun dispositivo ed il relativo setpoint, che può essere ottenuto come nel caso precedentemente descritto in relazione alla Figura 2.
L'attuazione del metodo ha inizio con lo stato 1 (blocco 30 di figura 3); durante questa fase l'unità di controllo 6 verifica se la macchina 5 si trova nello stato di "macchina in produzione" o di "macchina non in produzione". La determinazione di tale stato può avvenire attraverso il monitoraggio di un segnale proveniente direttamente dalla macchina, da un sensore opportunamente posizionato, attraverso un comando seriale in caso di integrazione con la macchina o in altri modi in sè noti
Mentre la macchina 5 si trova nello stato di macchina non in produzione l'unità 6 non esegue alcuna operazione, ma nello stato 2 (blocco 31) verifica lo stato della macchina. Non appena rileva lo stato di "macchina in produzione", l'unità passa allo stato successivo.
Nello stato 3 (blocco 32) l'unità 6 rimane in attesa di un segnale di sincronismo PRX o di un riconoscimento di stato "macchina non in produzione". La determinazione dell'arrivo di tale segnale può avvenire attraverso il monitoraggio di un segnale (hardware) proveniente direttamente dalla macchina, da un sensore opportunamente posizionato, oppure attraverso un comando seriale in caso di integrazione con la macchina.
Mentre la macchina si trova nello stato di "macchina in produzione", l'unità 6 (stato 4, blocco 33) non esegue alcuna operazione, ma continua a monitorarne lo stato. Se viene realizzato lo stato di "macchina non in produzione", tale unità passa dallo stato 1 (blocco 30) ; se invece si rileva un segnale PRX, l'unità passa allo stato successivo o stato 5 (blocco 34). In quest'ultimo l'unità di controllo 6 interroga attraverso la linea seriale i singoli dispositivi per raccogliere l'informazione sulla quantità di filo alimentata (LFA) durante l'intervallo intercorso tra due segnali di sincronismo (PRX) . Successivamente, stato 6 (blocco 35), l'unità di controllo 6 confronta la lunghezza di filo alimentato (LFA) da ciascun dispositivo con il setpoint impostato ed esegue le necessarie correzioni al valore di tensione di lavoro atte a ridurre ed eliminare l'entità dell'errore. In pratica se l'algoritmo trova che il consumo di filo è superiore a quello impostato aumenta la tensione di lavoro del dispositivo, se trova che è inferiore riduce la tensione di lavoro dello stesso. L'entità della correzione in tensione da passare al singolo dispositivo alimentatore 4 può essere un valore costante (eventualmente programmabile) o funzione dell'errore calcolato.
Nel successivo stato 7 (blocco 36), l'unità 6, prima di inviare tale correzione al singolo dispositivo 4, verifica che lo scostamento della nuova tensione di lavoro da quella di setpoint non sia superiore ad un valore di correzione massima consentita fisso o programmabile, prima di passare allo stato successivo. Se l'unità 6 rileva (stato 8A, blocco 37) che l'entità dello scostamento della nuova tensione di lavoro è superiore al valore di correzione massimo consentito, ferma la macchina e/o segnala all'operatore che si sta entrando in una zona limite, oltre la quale potrebbe essere impossibile mantenere il consumo costante. Ad esempio si potrebbe essere molto vicini alla tensione minima massima impostabile sull 'alimentatore alla tensione massima sopportabile dal filo. Tale segnalazione avviene in modo in sè noto tramite avvisatori luminosi o acustici .
Se la tensione corretta è accettabile; allora (stato 8B, blocco 38) l'unità di controllo imposta per ciascun dispositivo 4 il nuovo valore di tensione, da utilizzare per mantenere costante il valore di LFA desiderato.
Come nel caso della figura 2, la descrizione precedente è ovviamente solo uno dei metodi di implementazione del trovato applicato alle macchine tessili che producono in continuo. Altre varianti possono essere le seguenti:
a. l'unità di controllo potrebbe essere interna ad ogni dispositivo interiacciato opportunamente con la macchina per la verifica del passaggio da "macchina in produzione" a "macchina non in produzione" e per la ricezione del segnale di sincronismo PRX;
b. l'unità 6 può, come nel caso della figura 2, avere come setpoint per la LFA non un riferimento fisso (appreso o impostato), ma il valore di LFA misurato da un dispositivo di riferimento o ottenuto come media di più dispositivi;
c. il metodo potrebbe essere attuato mediante una unità di controllo propria di uno dei dispositivi di alimentazione utilizzato come campione (MASTER); d. la fase di lavorazione della macchina durante lo stato di "macchina in movimento" potrebbe essere non una costante per l'intera produzione, ma variare ciclicamente o casualmente ed essere quindi l'unità 6 o la macchina 5 stessa, opportunamente interfacciata, a variare il setpoint della lunghezza di filo assorbito LFA per ogni sincronismo di controllo PRX.
Alla luce di quanto precede, il metodo secondo il trovato può essere così riassunto e generalizzato. Un'unità di controllo 6 (esterna ai dispositivi 4 o parte di ciascuno di questi ultimi o di uno solo di essi), sulla base di un valore di SETPOINT (ottenuto dopo un ciclo produttivo campione e/o di autoapprendimento durante il quale viene ottenuto un manufatto privo di difetti), verifica la lunghezza di filo alimentato (o LFA) da ciascun dispositivo 4 alla macchina tessile 5. Tale controllo avviene al termine di un periodo di riferimento che può essere il periodo per produrre un manufatto finito oppure un periodo di tempo definito da dei segnali di riferimento successivi.
L'unità 6 confronta il valore reale di LFA corrispondente alla quantità reale di filo alimentato da ogni dispositivo 4 alla macchina tessile nel periodo di riferimento con il valore di SETPOINT; se vi è una discrepanza tra essi, procede a variare il valore di tensione per ogni singolo dispositivo 4 per cui si è rilevata la discrepanza al fine di riportare il valore di LFA al valore di SETPOINT prefissato.
Il trovato permette di raggiungere gli scopi dell'invenzione indicati nell'introduzione del presente documento.
Sono state descritte e citate varie forme di realizzazione del trovato. Altre ancora sono tuttavia ottenibili sulla base della descrizione che precede e sono da considerarsi ricadere nell'ambito delle rivendicazioni che seguono.

Claims (22)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Metodo per alimentare una pluralità di filati ad una macchina tessile (5) con una lunghezza di filo alimentato costante, ogni filo (2) svolgendosi da una bobina (1) e cooperando con un usuale dispositivo di alimentazione (4), atto a mantenere la tensione del filo (2) ad un valore predefinito, prima di essere indirizzato alla macchina tessile (5), essendo prevista almeno una unità (6) di controllo dell'alimentazione a tale macchina (5), caratterizzato dal fatto che si prevede di impostare un valore di lunghezza di filo assorbito da mantenere per ogni filo (2) inviato alla macchina tessile (5), di misurare i valori reali della lunghezza di filo effettivamente assorbita da tale macchina (5), di confrontare tali valori predefiniti con quelli reali e di intervenire su almeno uno i tali dispositivi di alimentazione (4) per modificare il valore di tensione del corrispondente filo (2) qualora tale confronto indicasse una difformità tra detti valori predefiniti ed i valori reali misurati, detta modifica di tensione uniformando questi valori di lunghezza di filo assorbito al valore predefinito.
  2. 2 . Metodo di cui alla rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto che il valore predefinito è un valore di SETPOINT rilevato dopo la produzione di un manufatto campione durante la quale ogni dispositivo di alimentazione (4) ha rilevato la quantità del corrispondente filo alimentato alla macchina tessile, detto valore di SETPOINT essendo identificato dopo l'analisi di detto prodotto campione e la verifica dell'assenza in esso di difetti, detto valore essendo quindi memorizzato ed essendo utilizzato come valore impostato di riferimento di lunghezza di filo assorbito per il successivo confronto con i corrispondenti valori reali rilevati da ciascun dispositivo di alimentazione .
  3. 3. Metodo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il valore predefinito è impostato in base a dati produttivi predefiniti derivanti da precedenti produzioni.
  4. 4. Metodo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il valore predefinito è ottenuto da una media delle rilevazioni delle lunghezze dei fili alimentati da una pluralità di dispositivi di alimentazione dei fili alla macchina tessile durante una fase produttiva di un prodotto campione sprovvisto di difetti.
  5. 5. Metodo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il valore predefinito è memorizzato in una unità di controllo (6) esterna ai dispositivi (4) di alimentazione dei fili (2), detta unità (6) sovraintendendo l'attuazione del metodo .
  6. 6. Metodo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il valore predefinito è memorizzato in una unità di controllo di ciascuno dei dispositivi (4) di alimentazione dei fili alla macchina tessile (5) ognuno di tali dispositivi essendo interfacciato direttamente con quest 'ultima.
  7. 7. Metodo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il valore predefinito è memorizzato in una unità di controllo di uno dei dispositivi (4) di alimentazione dei fili alla macchina tessile, detto dispositivo in cui è presente il valore predefinito comandando il controllo e la regolazione della tensione dei relativi fili di tutti gli altri dispositivi di alimentazione .
  8. 8. Metodo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la misura del valore reale della lunghezza di filo assorbita avviene entro un periodo di tempo predefinito.
  9. 9. Metodo di cui alla rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che tale tempo predefinito è il tempo che intercorre tra l'inizio e la fine della produzione di un manufatto.
  10. 10. Metodo di cui alla rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che tale tempo che intercorre tra due segnali di sincronizzazione correlati alla fase produttiva della macchina tessile .
  11. 11. Metodo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il confronto tra il valore predefinito e quello reale avviene prima dell'inizio di ogni ciclo produttivo di un manufatto prodotto entro una macchina tessile per la produzione di capi separati.
  12. 12. Metodo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il confronto tra il valore predefinito e quello reale avviene successivamente alla generazione di un segnale di riferimento corrispondente ad un particolare e predefinito momento della fase produttiva di una macchina tessile atto a produrre un manufatto in continuo .
  13. 13. Metodo di cui alla rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto che si prevede la generazione di un segnale d'avviso qualora la modifica della tensione, richiesta per il mantenimento della lunghezza di filo alimentata costante, superi un valore predefinito.
  14. 14. Metodo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che si prevede l'arresto della macchina tessile (5) qualora la modifica della tensione, richiesta per il mantenimento della lunghezza di filo alimentato costante, superi un valore predefinito.
  15. 15. Disposizione per alimentare una pluralità di filati (2) ad una macchina tessile (5) con una lunghezza di filo alimentato costante, ogni filo (2) svolgendosi da una corrispondente bobina (3) e cooperando con un dispositivo (4) di alimentazione a tale macchina (5), detto dispositivo di alimentazione (4) essendo del tipo atto a controllare e regolare la tensione del filo (2) al fine di renderla pari ad un valore predefinito, essendo prevista una unità di controllo (6) atta a controllare l'alimentazione di tutti i fili alla macchina tessile, caratterizzata dal fatto che detta unità (6) è connessa a mezzo di sincronismo atti a definire un particolare istante al quale detta unità di controllo confronta dati relativi alla quantità reale di filo alimentata da almeno un dispositivo (4) con un valore di quantità di filo alimentato predefinito memorizzato da tale unità, detto confronto consentendo a detta unità di rilevare l'eventuale discrepanza tra detta quantità reale rispetto al valore predefinito ed intervenire su almeno uno di tali dispositivi (4) per modificare il valore di tensione del corrispondente filo così che tutti i fili (2) vengano alimentati alla macchina (5) con una stessa lunghezza o quantità.
  16. 16. Disposizione di cui alla rivendicazione 15 caratterizzata dal fatto che detta unità (6) è esterna a tutti i dispositivi di alimentazione (4), detta unità essendo collegata a questi ultimi, riceve da essi i dati relativi alla quantità di filo da essi alimentato e ne controlla l'azione di tensionamento su detti fili.
  17. 17. Disposizione di cui alla rivendicazione 16, caratterizzata dal fatto che l'unità esterna (6) è collegata mediante collegamento seriale ai dispositivi di alimentazione.
  18. 18. Disposizione di cui alla rivendicazione 15, caratterizzata dal fatto che l'unità di controllo (6) è parte di uno dei dispositivi di alimentazione (4) e controlla il funzionamento di tutti tali dispositivi (4).
  19. 19. Disposizione di cui alla rivendicazione 15, caratterizzata dal fatto che l'unità di controllo (6) è parte di ogni dispositivo di alimentazione (4) .
  20. 20. Disposizione di cui alla rivendicazione 15 caratterizzata dal fatto che i mezzi di sincronismo sono funzionalmente connessi alla macchina tessile (5) .
  21. 21. Disposizione di cui alla rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che i mezzi di sincronismo sono parte della macchina tessile (5).
  22. 22. Disposizione di cui alla rivendicazione 21, caratterizzata dal fatto che i mezzi di sincronismo sono mezzi sensori della porzione di un organo rotante della macchina tessile (5). Riferimento archivio del mandatario A27701
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