ITMI20090639A1 - Banco a zone di caricamento multiple specie per centri di lavoro - Google Patents
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Description
Descrizione della domanda di brevetto per invenzione industriale dal titolo: “Banco a zone di caricamento multiple, specie per centri di lavoro”.
Descrizione
La presente invenzione si riferisce a un banco a zone di caricamento multiple, specie per centri di lavoro. Piu in particolare, la presente invenzione si riferisce a un banco ribaltabile, del tipo utilizzato sui centri di lavoro a una o più unità operatrici, con possibilità di caricare lungo più zone pezzi aventi dimensioni, forme e ingombri diversi tra loro. E’ noto che nella produzione industriale di elementi di arredo come sedie, tavoli, poltrone e divani sono spesso utilizzati appositi macchinari denominati centri di lavoro a più assi, i quali comprendono in genere svariati utensili attivati da elettromani a controllo numerico CNC- Su tali macchinari si realizzano, ad esempio, interventi di taglio, fresatura, foratura, tenonatura e mortasatura su componenti in legno, materiale plastico o metalli leggeri come gambe di tavoli e sedie, cioè tipicamente su corpi rettilinei o ricurvi sviluppati in lunghezza. 1 corpi oblunghi di questo genere sono prelevati automaticamente da un magazzino posto a bordo o nelle vicinanze del centro di lavoro e condotti in posizione idonea per essere lavorati da uno o più utensili delle unità operatrici. Per svolgere queste funzioni riguardanti il prelievo dei pezzi, il loro corretto posizionamento per la lavorazione e il successivo scarico sono tradizionalmente utilizzati dei dispositivi mobili denominati banchi, montati su slitte che scorrono su guide collegate ai centro di lavoro. I banchi possono scorrere in senso longitudinale lungo le guide e sono altresì provvisti di mezzi pneumatici o idraulici per il loro ribaltamento parziale, in genere di circa 90° verso l’alto. Detti banchi comprendono altresì una pluralità di pinze di presa, attivate ad esempio pneumaticamente, che afferrano il pezzo oblungo del magazzino e lo trattengono adeguatamente in posizione verticale durante la lavorazione cui è sottoposto, il posizionamento del banco verso l'alto permette quindi di portare il pezzo bloccato dalle pinze in posizione adeguata per l'intervento degli utensili attivati dagli elettromandrini.
Oltre alla lavorazione di gambe di sedie e tavoli, cioè di pezzi oblunghi, esiste anche la necessità di realizzare interventi di taglio, foratura, fresatura, sagomatura e simili su componenti aventi caratteristiche geometriche molto diverse, come sedili, cioè piani di seduta, e schienali pressoformati. Anche questi componenti possono essere realizzati non solo in legno, ma anche e sempre più diffusamente in materiale plastico come ad esempio ABS e alluminio prestampato.
Per svolgere gli interventi richiesti su detti componenti presso formati, che non si presentano con sviluppo in lunghezza ma piuttosto in larghezza, i centri di lavoro comprendono specifici banchi appositamente attrezzati per accogliere e trattenere tali pezzi. In particolare, i banchi sono provvisti, in luogo delle pinze, di supporti piastriformi forellati, sui quali i componenti pressoformati vengono disposti manualmente secondo l'orientamento più idoneo. La stabilizzazione di tali componenti si realizza con aspirazione di aria attraverso i fori dei supporti, o dime adeguatamente conformate per trattenere detti pezzi che determina un vuoto e li trattiene quindi stabilmente per il tempo necessario a eseguire la lavorazione. Un centro di lavoro può quindi essere provvisto solo di banchi per la presa di pezzi oblunghi, oppure sia di un banco di questo genere che di uno con supporti piastriformi per i componenti presso formati. Può essere altresì predisposto un centro di lavoro destinato unicamente alla lavorazione di sedili, schienali e presso formati simili, con due bandii recanti solo supporti piastriformi forellati. In tutti i casi, la flessibilità dei centri di lavoro è limitata, nel senso che uno stesso banco può sentire solo per un determinato tipo di pezzo da lavorare; ad esempio, se per un certo periodo i pezzi richiesti sono solo quelli oblunghi, un centro di lavoro a due unità operatrici potrà lavorare solo al 50% delle sue potenzialità, poiché un banco non è attrezzato in modo idoneo. Non è d’altra parte conveniente modificare all' occorrenza il banco e attrezzarlo in modo diverso, data la complessità dello stesso e degli specifici collegamenti di alimentazione.
Scopo della presente invenzione è quello di ovviare all'inconveniente sopra lamentato.
Più in particolare, lo scopo della presente invenzione è quello di provvedere un banco con zone di caricamento multiple, specie per centri di lavoro a una o più unità operatrici, che consenta di operare indifferentemente in presenza di pezzi oblunghi o di pezzi preformati tipo sedute e schienali senza necessità di essere attrezzato in modo specifico.
Ulteriore scopo dell’invenzione è quello di provvedere un banco comesopra definito in cui il passaggio dalla lavorazione dei pezzi di un determinato tipo alla lavorazione dei pezzi dell’altro tipo non comporti operazioni laboriose e complesse ma, al contrario, sia realizzabile con immediatezza.
Ulteriore scopo dell’invenzione è quello di mettere a disposizione degli utilizzatori un banco con doppia zona di caricamento atto a garantire un elevato livello di resistenza e affidabilità nel tempo, tale inoltre da poter essere facilmente ed economicamente realizzato. Questi e altri scopi ancora vengono raggiunti dal banco con zone di caricamento multiple della presente invenzione che, specialmente adatto a essere abbinato a centri di lavoro a una o più unità operatrici che effettuano, attraverso utensili portati da elettromandrini, operazioni di taglio, foratura, fresatura, tenonatura, mortasatura e slmili su componenti in legno, come per esempio gambe di sedie e tavoli bloccate da pinze, o in materiale plastico e metalli leggeri come sedili e schienali posti su piastre e ivi trattenuti con aspirazione d’aria, comprendente una slitta che forma la base per contrapposte spaile la cui estremità superiore supporta un albero almeno in parte rotante, e che si caratterizza fondamentalmente per il fatto che l’albero comprende almeno due opposte facce a sviluppo planare che accolgono dette pinze e/o piastre.
Le caratteristiche costruttive e funzionali del banco con zone di caricamento multiple delia presente invenzione potranno essere meglio comprese dalla dettagliata descrizione che segue, in cui si fa riferimento alle allegate tavole di disegni che ne rappresentano una forma dì realizzazione preferita e non limitativa e in cui:
la figura 1 rappresenta schematicamente, in vista prospettica dal fronte anteriore, il banco con zone di caricamento multiple della presente invenzione, predisposto per operare con pezzi oblunghi;
la figura 2 rappresenta schematicamente in vista prospe dal fronte anteriore, lo stesso banco con zone di caricamento multiple predisposto per operare con componenti pressoformati del tipo sedute, schienali e simili;
la figura 3 rappresenta schematicamente lo stesso banco di figura 2, ad evidenziare il posizionamento dei componenti preformati sui relativi supporti;
la figura 4 rappresenta schematicamente, in vista prospettica, un centro di lavoro provvisto di due banchi predisposti per operare su pezzi oblunghi;
la figura 5 rappresenta schematicamente, in vista prospettica, un centro di lavoro provvisto di due banchi, uno dei quali predisposto per operare su pezzi oblunghi e l’altro per operare su componenti pressoformafi del tipo sedute e schienali di sedie;
la figura 6 rappresenta schematicamente, in vista prospettica, una variante realizzativa del banco della presente invenzione;
la figura 7 rappresenta schematicamente, in vista prospettica, un’ulteriore vista del banco secondo la figura 6.
Con riferimento iniziale alle figure da 1 a 3, il banco con zone di caricamento multiple della presente invenzione, indicato nel complesso con 10 alle stesse figure, nonché alle successive figure 6 e 7, comprende una slitta (12) che forma la base dalla quale si sviluppano verso l’alto e con andamento verticale rispettive spalle 14, 16. L’estremità superiore 20 di dette ultime supporta un albero 18, avente facoltà di ruotare parzialmente rispetto alla stessa estremità 20; tale rotazione, tipicamente pari a circa 90°, si realizza per mezzo di due cilindri idraulici o pneumatici 22, 24, la cui parte posteriore è fissata, alla slitta 12, mentre l’estremità libera del loro stelo è vincolata, sui lati opposti, al mozzo 26 dell’albero 18.
Secondo l’invenzione, l'albero 18 presenta una sezione tale da definire, su opposte facce o fronti, rispettive superfici almeno parzialmente a sviluppo planare che accolgono una serie di supporti di cui si dirà in seguito. Nella forma di realizzazione esemplificativa di cui alle figure da 1 a 5, l’albero 18 presenta sezione sostanzialmente rettangolare e definisce, pertanto, due contrapposte facce di estensione maggiore, eguali tra loro. Dette facce, indicate con 28 a figura 1 e con 30 a figura 2, sono delimitate sui lati maggiori da guide sagomate 32, estese longitudinalmente, alle quali sono fìssati in modo scorrevole per il loro posizionamento specifici supporti 34 e 36. I supporti 34 sono fissati ad esempio alla faccia 28 dell’albero 18 e ciascuno di essi reca una pinza 38, in sé nota, che sporge dall’albero stesso e consente di afferrare e stabilizzare un componente oblungo come una gamba di sedie o tavolo, indicata con 40. I supporti 36, invece, sono fissati ad esempio all’opposta faccia 30 dell’albero 18 e a essi sono collegate rispettive piastre 42. Dette sono destinate ad accogliere pezzi del tipo sedili o schienali o componenti presso formati in genere, indicati con 44 alla figura 3. Detti componenti presso forma ti sono supportati e trattenuti in modo noto mediante dime appositamente sagomate. Le piastre 42 sono convenzionalmente provviste di fori o aperture passanti per l’aspirazione di aria atta a creare il vuoto e a stabilizzare su di esse i citati componenti da lavorare. Stante questa impostazione costruttiva e la presenza dei cilindri 22, 24 l'albero 18 può vantaggiosamente essere utilizzato in due modi, cioè condotto in posizione tale da permettere alle pinze 38 di afferrare e bloccare un componente di tipo gamba di sedia o di tavolo 40, come illustrato a figura 1, oppure ribaltato di 90° (come da figura 2 e 3) per portare le piastre 42 in posizione idonea a supportare i componenti pressoformati 44.
Il passaggio da una posizione all’altra è immediato e avviene in modo noto attraverso l'attivazione dei cilindri 22, 24. In particolare, nella posizione di figura 2 gli steli di detti cilindri sono retratti. In questa posizione, la faccia 30 dell’albero 18 è rivolta verso l’alto e sono esposte orizzontalmente le piastre 42 che potrebbero portare i componenti 44 come da figura 3. Se però è il pezzo 40 a dover essere lavorato, gli steli dei cilindri 22 si estendono e conducono alle rotazioni di 90° l’albero 18, il quale si posiziona in modo da presentare le contrapposte facce 28, 30 orientate in verticale, come da figura 1. In questa condizione, anche le pinze 38 e i relativi supporti 34 sono disposti verticalmente in una posizione utile al prelievo di un pezzo 40 dal magazzino per condurlo a sbalzo e superiormente all’albero stesso, cioè in posizione idonea per essere sottoposto a lavorazione. Le piastre 42 sono ripiegate verso il basso e non creano alcun intralcio agli utensili portati dall'elettromandrino. Quest' ultimo è schematizzato con 46 a figura 5, Le piastre 42 possono essere accostate o distanziate tra loro in quanto i rispettivi supponi possono scorrere in senso longitudinale ed essere stabilizzati in varie posizioni lungo le guide sagomate o profilate 32; le stesse piastre possono pure essere regolate in senso trasversale scorrendo lungo una o più guide dei rispettivi supporti 36.
Questo permette il posizionamento centrato dei supporti piastriformi rispetto all’albero 18, al fine di garantire la massima stabilità durante lavorazione dei pezzi pressoformati. In un secondo tempo, permette il loro spostamento fuori dalla zona operativa allo scopo di lasciare la massima libertà nella lavorazione dei pezzi oblunghi, bloccati a mezzo delle pinze 38.
Le figure 6 e 7 rappresentano una forma di realizzazione alternativa del banco a zone di caricamento multiple della presente invenzione. La soluzione prevede che l’albero, indicato con 18’, dei banco 10 presenti una sezione poligonale, tale da definire tre facce di forma rettangolare a sviluppo almeno in parte planare atte ad accogliere supporti 34 o 36 per rispettive pinze 38 o piastre 42.
Nella soluzione esemplificativa di cui alle figure 6 e 7, l’albero 18’ definisce una sezione esagonale irregolare, in cui le tre facce destinate ad accogliere i citati supporti sono sostanzialmente orientate tra loro a 120° e indicate con 50, 52 e 54. La sezione esagonale irregolare dell’albero 18’ alterna lati a estensione maggiore con lati a estensione minore; le facce 50, 52, 54 corrispondono alle superflui definite da detti lati maggiori. La sezione potrebbe altresì essere triangolare ove le tre facce del triangolo risulterebbero essere sempre la 50, 52 e 54. Dette facce sono delimitate, in senso longitudinale, da guide profilate 32’ del tipo utilizzato sull’albero 18 della forma di realizzazione precedentemente descritta, a formare guide di ancoraggio e posizionamento variabile di detti supporti per le pinze 38 o per le piastre 42. La rotazione dell’albero 18’, in questo caso, può essere ottenuta con un intermittore, che orienta in posizioni fisse a 120° le tre facce 50, 52, 54, oppure con un motore in asse all’albero 18’ e controllato elettronicamente come gli altri assi del centro di lavoro.
Avendo a disposizione tre superfici o facce 50, 52, 54, da attrezzare in modo diverso e mantenere in tali condizioni senza che vi siano reciproche interferenze tra pinze 38 e piastre 42, sì consegue in questo caso l’u vantaggiosa possibilità di un’estrema flessibilità del lavoro, che viene così ottimizzato. La possibilità di incrementare la produzione senza tempi morti di allestimento si traduce pure in un apprezzabile economia complessiva dei costi.
Come si può rilevare da quanto precede, sono evidenti i vantaggi che l’invenzione consegue.
Il banco della presente invenzione, specialmente adatto a essere abbinato a centri di lavoro a una o più unità operatrici, resta contemporaneamente attrezzato, nella prima forma di realizzazione, per poter effettuare lavorazioni su due tipi di pezzi di struttura a sviluppo sostanzialmente diversi tra loro, permettendo così di ottimizzare le fasi lavorative.
Ulteriormente vantaggiosa è la possibilità di poter operare in base a tre alternative di attrezzature sempre allestite su uno stesso banco, che può consentire, ad esempio, di predisporre e tenere a disposizione due serie diverse, quanto a caratteristiche o a distanze reciproche, di pinze 38, per pezzi oblunghi aventi dimensioni altrettanto diverse, oltre a una serie di piastre 42.
Benché l’invenzione sia stata sopra descritta con particolare
a una sua forma di realizzazione, data a scopo esemplificativo e non limitativo, numerose modifiche e varianti appariranno evidenti a un esperto del ramo alla luce della descrizione sopra riportata. La presente invenzione, pertanto, intende abbracciare tutte le modifiche e le varianti che rientrano nello spirito e nell’ambito protettivo delle rivendicazioni che seguono.
Claims (1)
- Rivendicazioni 1) Un banco (10) a zone di caricamento multiple, specie per centri di lavoro a una o più unità operatrici che effettuano, atraverso utensili portati da elettromandrini (46), operazioni di taglio, foratura, fresatura, tenonatura, mortasatura e simili su componenti in legno, materiale plasdco o metalli leggeri come gambe di sedie e tavoli, poltrone e divani (40) bloccate da pinze (38) o sedili e schienali (44) posti su piastre (42) e ivi trattenuti con aspirazione d’aria, comprendente una slitta (12) che forma la base per contrapposte spalle (14-16) la cui estremità superiore (20) supporta un albero (18) o (18') almeno in parte rotante, caratterizzato dal fatto che l’albero (18) comprende almeno due opposte facce (28-30) a sviluppo planare che accolgono dette pinze (38) e/o piastre (42), 2) Il banco a zone di caricamento multiple secondo la rivendicazione 1, caraterizzato dal fatto che detto albero (18) presenta sezione sostanzialmente rettangolare ed è delimitato, luogo dette facce (28-30), da guide profilate (32) estesi longitudinalmente ai quali sono fissate le pinze (38) e/o le piastre (42). 3) Il banco a zone di caricamento mul secondo ia rivendicazione 1, caraterizzato dal fatto che detto albero (18) comprende guide profilate (32) sulle quali possono essere regolate longitudinamente e trasversalmente sia le pinze 38 che i supporti piastriformi (42). 4) Il banco a zone di caricamento multiple secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta rotazione almeno parziale dell'albero (18) è realizzata per mezzo di cilindri idraulici o pneumatici (22), fissati alla slitta (12) e collegaci, con l' estremità del rispettivo stelo, al mozzo (26) del medesimo albero (18). 5) Il banco a zone di caricamento multiple secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto albero 18 presenta sezione poligonale e definisce tre facce (50-52-54) almeno in parte a sviluppo planare e di forma rettangolare che accolgono le pinze (38) e/o le piastre (42), 6) Il banco a zone di caricamento multiple secondo le rivendicazioni 4 e 5, caratterizzato dal fatto che dette facce (50-52-54) sono disposte tra loro a 120° e corrispondono alle superfìci definite da detti lati a estensione maggiore. 7) Il banco a zone di caricamento multiple secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che l’albero (18') è delimitato, lungo dette facce (50-52-54), da barre o profilati sagomati (32') cui sono fissate le pinze (38) e/o le piastre (42). 8) Il banco a zone di caricamento multiple secondo le rivendicazioni da 4 a 7, caratterizzato dal fatto che l’albero (18') è posto in rotazione da un intermittente o da un motore in asse all’albero stesso e controllato elettronicamente.
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ID=41600342
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2009
- 2009-04-17 IT IT000639A patent/ITMI20090639A1/it unknown
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