ITMI20091166A1 - Apparato per il posizionamento verticale di pilastri in costruzioni sotterranee di tipo "top-down" - Google Patents

Apparato per il posizionamento verticale di pilastri in costruzioni sotterranee di tipo "top-down" Download PDF

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ITMI20091166A1
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IT
Italy
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pillar
frame
guide
positioning
ground
Prior art date
Application number
IT001166A
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Inventor
Marcello Maffioletti
Massimiliano Signorelli
Original Assignee
Csp Prefabbricati S P A
Mec Maffioletti Dari O S R L Off
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    • EFIXED CONSTRUCTIONS
    • E02HYDRAULIC ENGINEERING; FOUNDATIONS; SOIL SHIFTING
    • E02DFOUNDATIONS; EXCAVATIONS; EMBANKMENTS; UNDERGROUND OR UNDERWATER STRUCTURES
    • E02D7/00Methods or apparatus for placing sheet pile bulkheads, piles, mouldpipes, or other moulds
    • E02D7/02Placing by driving
    • E02D7/06Power-driven drivers
    • E02D7/14Components for drivers inasmuch as not specially for a specific driver construction
    • E02D7/16Scaffolds or supports for drivers
    • EFIXED CONSTRUCTIONS
    • E02HYDRAULIC ENGINEERING; FOUNDATIONS; SOIL SHIFTING
    • E02DFOUNDATIONS; EXCAVATIONS; EMBANKMENTS; UNDERGROUND OR UNDERWATER STRUCTURES
    • E02D13/00Accessories for placing or removing piles or bulkheads, e.g. noise attenuating chambers
    • E02D13/04Guide devices; Guide frames

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Description

Titolo: Apparato per il posizionamento verticale di pilastri in costruzioni sotterranee di tipo "top-down"
DESCRIZIONE
Background dell'invenzione
La presente invenzione riguarda il posizionamento verticale di pilastri in costruzioni sotterranee di tipo "top-down" .
In particolare, la presente invenzione si riferisce ad un apparato per il posizionamento verticale di pilastri in costruzioni sotterranee di tipo "topdown", utilizzabile prima di eseguire lo sbancamento del terreno fra le paratie perimetrali.
Nella presente descrizione e nelle successive rivendicazioni, la terminologia "posizionamento verticale di un pilastro" indica l'operazione di collocare un pilastro in una posizione desiderata con inclinazione verticale.
Tecnica nota
Recentemente, le scelte costruttive nei centri urbani sono sempre più orientate verso costruzioni sotterranee. In particolare, è sempre più diffusa la costruzione di parcheggi interrati in quanto costituisce la soluzione più efficace nei centri storici e nelle aree urbane ad alta densità.
Anche le normative stanno promuovendo la costruzione di parcheggi nel sottosuolo allo scopo di ridurre il numero delle auto in sosta ai bordi delle strade e di offrire ai cittadini l'opportunità di acquistare un posto auto.
La realizzazione di tali costruzioni sotterranee, tuttavia, presenta alcuni problemi.
Innanzitutto, nelle costruzioni sotterranee è necessario apportare opere di contenimento del terreno con un conseguente aumento dei tempi e dei costi di costruzione. Tali opere di contenimento, normalmente effettuate con la tecnologia delle paratie o dei diaframmi o dei pali affiancati, sono posizionate verticalmente al confine delle proprietà limitrofe e necessitano, per poter resistere durante lo scavo, di tiranti infissi nel terreno confinante o di opere di contrasto interne. La prima soluzione presenta l'inconveniente di dover ottenere il consenso dei proprietari dei terreni limitrofi e la seconda soluzione presenta lo svantaggio di risultare molto costosa a fronte di opere solamente provvisorie.
In secondo luogo, i tempi di realizzazione delle costruzioni sono elevati e quindi i cantieri rimangono aperti per tempi eccessivamente lunghi con ovvi inconvenienti per il traffico cittadino e per la quiete pubblica .
Per risolvere i suddetti inconvenienti è stata messa a punto una tecnica di costruzione nota con il nome di "top-down". Tale tecnica prevede che la costruzione della struttura nel sottosuolo cominci dalle parti superiori dell'opera scendendo progressivamente in quelle inferiori,, ovvero operando in verso contrario a quanto avviene abitualmente.
Tale tecnica rappresenta la risposta più efficace ai summenzionati inconvenienti relativi alle costruzioni sotterranee dove gli spazi di intervento sono molto ristretti. Essa infatti consente di completare i lavori di superficie nel minore tempo possibile e quindi di minimizzare i disagi legati alla presenza di un cantiere in contesti fortemente urbanizzati, e di contenere i costi grazie all'impiego di minori quantità di calcestruzzo ed acciaio.
La tecnica "top-down", inoltre, consente di ottenere miglioramenti dal punto di vista della fattibilità, della sicurezza e della logistica dell'opera.
Tale tecnica, tuttavia, presenta il problema di non garantire il corretto posizionamento dei pilastri, quando il pilastro è posizionato sul palo appena gettato, ovvero nella maggior parte dei casi. Infatti, dal momento in cui la base del pilastro è posizionata sul calcestruzzo fresco del palo, non è più possibile regolare la posizione del pilastro in direzione ortogonale al suo asse in quanto la sua estremità inferiore rimane vincolata al palo a causa della viscosità del calcestruzzo. Pertanto, se il pilastro non è posizionato sul palo esattamente nella posizione desiderata, ogni tentativo di spostarlo orizzontalmente ne provoca una variazione di inclinazione; si ottengono quindi pilastri posizionati scorrettamente ovvero inclinati rispetto al piano di terra.
Ciò costituisce un grave problema, ulteriormente aggravato dal fatto che il pilastro è posizionato sul palo nel sottosuolo, normalmente immerso in fango bentonitico usato per stabilizzare il terreno, ed è quindi impossibile riuscire a vedere la sua collocazione spaziale prima che il calcestruzzo sia consolidato. Eventuali errori di posizionamento e/o inclinazione risultano pertanto visibili solo in una fase molto avanzata e tardiva della costruzione della struttura.
Non riuscendo a risolvere il problema del posizionamento scorretto dei pilastri, attualmente si utilizzano strutture provvisorie sostituite, successivamente, da strutture definitive. In altre parole si effettua dapprima una posa di pilastri provvisori con tecnica "top-down" e, successivamente, una posa di pilastri definitivi realizzati con tecnica tradizionale. Dopo la realizzazione dei pilastri definitivi, quelli provvisori sono rimossi. Tale procedimento, tuttavia, oltre a risultare economicamente oneroso, è lungo e laborioso .
La Richiedente ha percepito che disponendo di un apparato per il posizionamento verticale di un pilastro comprendente un primo telaio di appoggio a terra e un secondo telaio di supporto del pilastro il cui scorrimento rispetto a detto primo telaio è guidato lungo un asse verticale, in cui sia il primo che il secondo telaio hanno una posizione regolabile, è possibile garantire il perfetto posizionamento di pilastri in costruzioni sotterranee del suddetto tipo.
La presente invenzione si pone quindi come obiettivo quello di mettere a disposizione un apparato che consenta di conseguire il corretto posizionamento verticale dei pilastri nelle tecniche di costruzione di tipo "top-down".
Sommario dell'invenzione
Pertanto, l'invenzione riguarda un apparato per il posizionamento verticale di un pilastro in costruzioni sotterranee di tipo "top-down" comprendente: un primo telaio di appoggio a terra la cui posizione rispetto al terreno è regolabile e un secondo telaio di supporto del pilastro, il pilastro essendo posizionabile in modo regolabile rispetto a detto secondo telaio, il secondo telaio essendo guidato sul primo telaio secondo un asse di scorrimento verticale.
In accordo con forme di realizzazione preferite dell'apparato dell'invenzione, il primo telaio comprende almeno una guida e il secondo telaio comprende almeno un pattino atto a scorrere su detta almeno una guida, in modo da guidare il secondo telaio sul primo telaio secondo un asse di scorrimento verticale.
Preferibilmente, il primo telaio comprende anche almeno una controguida atta a tenere in sede detto pattino, accoppiato alla guida.
Vantaggiosamente, l'apparato per il posizionamento verticale di pilastri comprende almeno una sede atta ad accogliere un perno per il posizionamento in pianta dell'apparato stesso.
Preferibilmente, il secondo telaio è atto ad accogliere mezzi di supporto del pilastro.
Vantaggiosamente, detti mezzi di supporto sono resi solidali al pilastro stesso per mezzo di bulloni.
Ancor più preferibilmente, il secondo telaio è provvisto di mezzi di regolazione dei mezzi di supporto del pilastro, detti mezzi di regolazione essendo atti a regolare la posizione dei detti mezzi di supporto e guindi la posizione del pilastro rispetto al secondo telaio .
Secondo una forma di realizzazione preferita, il primo telaio è provvisto di piedi che comprendono appoggi e piastre di ancoraggio atte ad impedire il sollevamento da terra di detti appoggi.
Breve descrizione delle figure
Ulteriori caratteristiche e vantaggi dell'invenzione risulteranno evidenti dalla descrizione che segue di alcuni esempi preferiti di apparati per il posizionamento verticale di pilastri secondo l'invenzione, fatta - a titolo indicativo e non limitativo - con riferimento ai disegni allegati in cui:
la figura 1 mostra una vista frontale schematica di un apparato per il posizionamento verticale di pilastri secondo una forma di realizzazione preferita dell'invenzione in posizione di riposo;
la figura 2 mostra una vista laterale schematica dell'apparato di figura 1;
la figura 3 mostra una vista schematica in pianta dell'apparato di figura 1;
la figura 4 mostra una vista prospettica schematica dell'apparato di figura 1;
la figura 5 mostra una vista prospettica schematica dell'apparato di figura 1, in posizione di lavoro, con un pilastro; e
- la figura 6 mostra un particolare dell'apparato di figura 1, isolato dal resto dell'apparato; e
- la figura 7 mostra una vista parziale dall'alto dell'apparato di figura 5.
Descrizione_ dettagliata delle forme di realizzazione preferite
Con riferimento alle figure 1 - 7, con 1 è complessivamente indicato un apparato per il posizionamento verticale di un pilastro P secondo 1'invenzione.
L'apparato 1 per il posizionamento verticale comprende un primo telaio 2, atto ad essere appoggiato a terra tramite appositi piedi 11 in modo che la sua posizione rispetto al terreno risulti regolabile in pianta e in guota.
Come visibile in figura 6, detti piedi 11 comprendono appoggi 12 il cui sollevamento da terra è impedito da piastre di ancoraggio 13 e tasselli 21, nonché dispositivi 9 per la regolazione verticale degli appoggi 12 e quindi della posizione in quota e dell'inclinazione del primo telaio 2. I dispositivi 9 sono preferibilmente martinetti e sono regolabili in maniera indipendente l'uno dall'altro in modo tale da compensare eventuali dislivelli del terreno e/o dei cordoli guida e da consentire un corretto posizionamento orizzontale dell'apparato 1.
Nelle forma di realizzazione mostrata nelle figure, detti dispositivi 9 sono quattro e sono posizionati in corrispondenza di ciascun vertice della base 8 dell'apparato 1.
Nella forma di realizzazione preferita dell'invenzione, mostrata nelle figure, detto primo telaio 2 ha sostanzialmente la forma di un parallelepipedo retto cavo ma potrebbe avere anche una forma diversa, ad esempio prismatica o cilindrica.
Il primo telaio 2 è provvisto di una base 8 che, in posizione di lavoro, è appoggiata a terra per mezzo dei piedi 11. In corrispondenza della base 8 è predisposta almeno una sede 7 atta ad accogliere un perno per il posizionamento in pianta dell'apparato 1 stesso.
Tale perno può essere previsto ad esempio in un cordolo guida di fondazione (non illustrato).
Nella forma di realizzazione illustrata nelle figure, le sedi 7 sono quattro, ciascuna in corrispondenza di un vertice della base 8 dell'apparato 1.
Secondo l'invenzione, l'apparato 1 comprende inoltre un secondo telaio 3 di supporto del pilastro P, accoppiato al primo telaio 2 in maniera scorrevole. In particolare, il secondo telaio 3 è guidato sul primo telaio 2 secondo un asse di scorrimento verticale V. Ciò garantisce che, regolate la posizione in pianta e l'inclinazione del pilastro P supportato dal secondo telaio 3, esse rimangano invariate durante il movimento del secondo telaio 3 rispetto al primo 2. Pertanto, il secondo telaio 3 è atto a supportare il pilastro P durante la regolazione della sua posizione e durante la sua traslazione verso il basso, cioè durante la sua collocazione nella posizione finale, come spiegato nel seguito.
Il primo telaio 2 comprende almeno una guida 5 e il secondo telaio 3 comprende almeno un pattino 6 atto a scorrere su detta guida 5 in modo da guidare il secondo telaio 3 sul primo telaio 2, secondo l'asse di scorrimento verticale V.
Secondo la forma di realizzazione mostrata nelle figure, le guide 5 sono due e sono collocate in corrispondenza di facce contrapposte del parallelepipedo. Corrispondentemente, i pattini 6 sono due e sono collocati in modo da scorrere su dette guide 5.
Lo scorrimento del pattino 6 sulla guida 5, e quindi del secondo telaio 3 sul primo telaio 2, è regolato da dispositivi di tipo elettrico e/o idraulico come ad esempio un gruppo cilindro-pistone 18.
Nelle forme di realizzazione illustrate nelle figure, il primo telaio 2 comprende anche una coppia di controguide 10, atte a tenere in sede i pattini 6, accoppiati alle guide 5.
II secondo telaio 3 è atto ad accogliere mezzi di supporto 4 del pilastro P che sono resi solidali al pilastro P stesso per mezzo di bulloni 25. In altre parole, il secondo telaio 3 supporta il pilastro P per interposizione di detti mezzi di supporto 4.
Tali mezzi di supporto 4 del pilastro P sono ben visibili nella figura 3, che li illustra in una posizione di riposo, mentre non è illustrato il pilastro P associato ad essi; nella figura 5 e nella figura 7, detti mezzi di supporto 4 sono associati ad un pilastro P (raffigurato in modo schematico) per mezzo dei bulloni 25.
In tale forma di realizzazione, detti mezzi di supporto 4 comprendono una coppia di barre, ciascuna provvista di mensole di aggancio ad una flangia che si accoppiano a corrispondenti flange, previste sul pilastro P, per mezzo dei bulloni 25, rimanendo così il pilastro P appeso al supporto 4 e in definitiva all'apparato 1.
Il pilastro P è posizionabile in modo regolabile rispetto a detto secondo telaio 3. Preferibilmente, il secondo telaio 3 è provvisto di mezzi di regolazione della posizione del pilastro P rispetto al secondo telaio 3 stesso e quindi rispetto all'apparato 1.
In particolare, il secondo telaio 3 è provvisto di mezzi di regolazione dei mezzi di supporto 4 del pilastro P, detti mezzi di regolazione essendo atti a regolare la posizione di detti mezzi di supporto 4 e guindi la posizione del pilastro P rispetto a detto secondo telaio 3 sia in pianta che in elevazione.
Detti mezzi di regolazione della posizione del pilastro P rispetto al secondo telaio 3 comprendono preferibilmente dispositivi di tipo elettrico e/o idraulico, preferibilmente martinetti 19.
L'apparato 1 è provvisto di una centralina di comando dei dispositivi elettrici e/o idraulici, non illustrata.
Con riferimento all'apparato 1 illustrato nelle figure 1 - 7, verrà ora descritta una forma di attuazione preferita di un procedimento di posizionamento verticale di pilastri che utilizza l'apparato 1 dell'invenzione.
In accordo con una prima fase a), il procedimento di posizionamento verticale di pilastri prevede l'esecuzione di un foro nel terreno in una delle modalità note agli esperti del settore. Il foro deve essere eseguito in modo tale che il suo diametro risulti uguale al diametro del palo che si desidera realizzare. Infatti, la fase successiva b) prevede di gettare un palo di fondazione nel foro del terreno.
Tale fase b) comprende sia il posizionamento della gabbia del palo sia il getto vero e proprio di calcestruzzo.
Il posizionamento della gabbia del palo non prevede ferri di attesa per il pilastro P, mentre l'estremità inferiore del pilastro P è provvista di porzioni sporgenti 20 di ferri di armatura.
Di solito, la fase a) comprende anche una fase a') di stabilizzazione del foro mediante fango bentonitico o mediante un dispositivo di tipo meccanico. Tale accorgimento è finalizzato ad evitare che la parete laterale del foro frani sul foro stesso ostruendolo e creando instabilità nel terreno circostante. Il dispositivo di tipo meccanico è solitamente formato da anelli di lamierino metallico, disposti lungo la parete laterale del foro, nella parte superiore di esso per sostenere il terreno quando si asporta il fango.
II procedimento comprende inoltre una fase c) di predisporre il pilastro P al di sopra del foro. Secondo l'invenzione, il procedimento comprende quindi le fasi di:
d) regolare la posizione in pianta del pilastro P; e
e) regolare l'inclinazione del pilastro P.
Successivamente alle fasi d) ed e), il procedimento prevede una fase f) di traslare verticalmente il pilastro P verso il basso nel foro, fino a raggiungere la posizione finale al di sopra del palo di fondazione, garantendo il mantenimento della posizione in pianta e dell'inclinazione conseguite nelle precedenti fasi.
In altre parole, una volta regolate la posizione in pianta e l'inclinazione del pilastro P, esse vengono conservate durante la discesa del pilastro P nel foro; durante la discesa, pertanto, viene regolata solo la posizione in quota del pilastro P.
Secondo una fase m), successiva alla fase c) il pilastro P è dapprima portato ad una posizione intermedia con l'aiuto di un qualsiasi mezzo elevatore (ad esempio una gru). In tale posizione intermedia, in cui il pilastro si trova ancora distanziato verticalmente rispetto al palo, vengono regolate la posizione in pianta del pilastro (fase d)) e la sua inclinazione (fase e)), il pilastro viene poi fatto traslare fino alla sua posizione finale garantendo il mantenimento della posizione e dell'inclinazione conseguite (fase f)).
Il procedimento di posizionamento verticale del pilastro P comprende una fase g) di predisposizione di un apparato 1 di posizionamento verticale, descritto sopra, in cui la fase f) di traslazione è attuata per mezzo di detto apparato 1.
Preferibilmente, una o entrambe le fasi d) ed e) sono attuate per mezzo del medesimo apparato 1 di posizionamento verticale.
In tal caso, la fase d) di regolare la posizione in pianta del pilastro P comprende le seguenti sottofasi:
di) regolare la posizione in pianta dell'apparato 1 relativamente al terreno;
d2) regolare la posizione in pianta del pilastro P relativamente all'apparato 1.
Preferibilmente, tra la fase di) e la fase d2) è attuata la suddetta fase m).
La fase a) può essere preceduta da una fase z) di realizzazione di cordoli guida di fondazione, i quali sono atti a distribuire i carichi verticali e a fungere da riferimento per le successive fasi costruttive ed in particolare per il posizionamento dell'apparato 1.
La fase z) comprende anche l'attrezzare i cordoli guida di fondazione di uno o più perni di posizionamento, sporgenti verso l'alto e atti ad accogliere corrispondenti sedi 7 dell'apparato 1 di posizionamento verticale .
Grazie a tali perni è possibile agevolare il posizionamento in pianta dell'apparato 1 sui cordoli guida e quindi sul terreno.
La fase e) di regolare l'inclinazione del pilastro P comprende le seguenti sottofasi:
el) regolare l'inclinazione dell'apparato 1 relativamente al terreno;
e2) regolare l'inclinazione del pilastro P relativamente all'apparato 1. Preferibilmente, tra la fase el) e la fase e2) è attuata la suddetta fase m).
Nel caso di pilastri cavi, la fase e2) può essere attuata per mezzo di riscontri 14, 24 forniti in prossimità di ciascuna estremità del pilastro P, con l'aiuto di un dispositivo laser di allineamento verticale 15 autolivellante.
Tutti i riscontri 14, 24 hanno la medesima forma e sono sporgenti verso l'interno del pilastro in posizioni angolari predefinite. Tali posizioni angolari possono essere facilmente affette da errori pertanto, per compensare tali errori, è necessario prevedere due coppie di riscontri 14, 24, preferibilmente posizionate a circa 90° l'una dall'altra.
In particolare, i riscontri comprendono una prima coppia di riscontri 14 e una seconda coppia di riscontri 24. Ciascuna di dette coppie di riscontri 14, 24 comprende un riscontro 14a, 24a superiore posizionato in prossimità dell'estremità superiore del pilastro P ed un riscontro 14b, 24b inferiore posizionato in prossimità dell'estremità inferiore del pilastro P.
Ciascun riscontro 14, 24 è provvisto di un'asola di allineamento 17, arcuata in modo concentrico al pilastro P, e di un foro di fissaggio 16 per il fissaggio di un dispositivo di allineamento 15. I riscontri 14, 24, e preferibilmente i riscontri 14b, 24b inferiori, sono poi provvisti di una superficie superiore facilmente visibile in condizioni di scarsa visibilità.
Nel corso della fase e2), ciascun dispositivo di allineamento 15, posizionato sul riscontro superiore 14a, 24a di ciascuna coppia, viene attivato in modo da generare un raggio di luce laser che da ciascun riscontro superiore 14a, 24a raggiunge il rispettivo riscontro inferiore 14b, 24b; l'inclinazione del pilastro P viene regolata fino a che ciascun raggio di luce laser raggiunge il rispettivo riscontro inferiore in corrispondenza della sua asola di allineamento 17.
In tal modo, per ciascuna coppia di riscontri 14, 24 è definito un piano verticale tangente ad entrambe le asole 17 dei riscontri 14, 24, rispettivamente superiore ed inferiore. L'intersezione di tali piani verticali definisce una retta verticale che corrisponde all'inclinazione del pilastro P. Risulta in tal modo garantito il corretto posizionamento verticale del pilastro P stesso.
In accordo con una forma di attuazione preferita, il procedimento comprende inoltre la fase w) di associare il pilastro P all'apparato 1 mediante mezzi di supporto 4 descritti in precedenza.
Preferibilmente, detta fase w) comprende la sottofase wl) di associare i mezzi di supporto 4 solidali al pilastro P al secondo telaio 3 dell'apparato 1.
Preferibilmente, la fase f) è seguita da una fase h) di solidificazione del calcestruzzo del palo, la cui durata varia da 2 a 4 ore, preferibilmente 3.
Nel caso in cui sia stata attuata la precedente fase z) di realizzazione dei cordoli guida, il procedimento comprende anche una fase di fissare il pilastro P nelle posizione finale desiderata, raggiunta con la fase f), ad un cordolo guida, in modo da impedire variazioni della posizione del pilastro P in pianta e dell'inclinazione del pilastro P dopo il suo posizionamento, permettendo la rimozione dell'apparato 1. Terminata la solidificazione del calcestruzzo del palo, il procedimento prevede una fase di rimozione dell'apparato 1 ed eventualmente la sua predisposizione per il procedimento di posizionamento verticale di un ulteriore pilastro P.
Il procedimento sopra descritto può essere utilizzato con qualsiasi tipo di pilastro P in calcestruzzo, misto, prefabbricato o parzialmente prefabbricato in commercio e con sezione di qualsivoglia tipo .
Naturalmente, se la sezione del pilastro non è circolare, le asole dei riscontri non saranno arcuate, ma rettilinee e se il pilastro non è cavo, la regolazione dell'inclinazione del pilastro sarà effettuata con attrezzature e riscontri esterni ad esso.
Il procedimento può prevedere, prima delle fasi d), e) ed f), una fase y) di prevedere un pilastro P tubolare cavo provvisto ad una estremità di un puntale 22 atto ad impedire l'ingresso di fango bentonitico e/o calcestruzzo sporco o altro materiale indesiderato all'interno del pilastro P durante la sua discesa nel foro.
Tale puntale 22 ha una forma rastremata, generalmente piramidale o tronco-piramidale, ed è attraversato dalle suddette porzioni di ferri di armatura 20 sporgenti dal pilastro P.
Nel caso in cui sia stata attuata la suddetta fase a') di stabilizzazione del foro mediante fango bentonitico ed in cui il pilastro P sia cavo e provvisto di puntale 22, il procedimento prevede anche una successiva fase 1) di portare in superficie il fango bentonitico in eccesso. Tale fase è precedente e/o simultanea alla fase f) ed è finalizzata ad evitare che il pilastro P galleggi su detto fango.
Tale fase 1) può essere attuata mediante l'ausilio di una pompa a vuoto.
Se il pilastro P è di tipo cavo con puntale 22, la fase f) è seguita da una fase i) di gettare il calcestruzzo del pilastro P e successivamente da una fase j) di attesa della solidificazione del calcestruzzo, la cui durata varia da 2 a 4 ore.
Verrà ora descritta una seguenza tipica di un procedimento di posizionamento verticale di un pilastro P in una costruzione sotterranea di tipo top-down mediante l'apparato 1 dell'invenzione.
Dopo aver realizzato cordoli guida di fondazione, si posizionano i perni di posizionamento su tali cordoli.
Si esegue un foro della profondità, ad esempio, di circa 35m, si stabilizza lo stesso con fango bentonitico. Si posiziona nel foro la gabbia del palo ad esempio alta 22 m.
In seguito, si predispone un apparato 1 di posizionamento verticale mediante una sede 7 in cui viene accolto un perno di posizionamento ricavato nel cordolo di fondazione. Una volta posizionato in pianta l'apparato 1, si fissano i piedi 11 ai cordoli guida per mezzo di tasselli 21 in modo da fissare a terra l'apparato 1. Si procede guindi con la regolazione della quota e dell'inclinazione dell'apparato 1 mediante martinetti di tipo idraulico.
Durante tali operazioni, l'apparato 1 è nella posizione di riposo mostrata in figura 4.
Nel frattempo un pilastro P cavo provvisto di puntale 22, alto circa 13 m, è associato a mezzi di supporto 4, in accordo con la fase w) del procedimento.
Si procede pertanto a portare l'apparato 1 in posizione di lavoro, ovvero pronto ad accogliere il pilastro P. Si attua quindi, con l'aiuto di una gru, la fase m) di traslare il pilastro P nel foro fino a raggiungere una posizione intermedia, distanziata verticalmente dall'estremità superiore del palo gettato nel seguito. A questo punto, i mezzi di supporto 4 solidali al pilastro P sono associati al secondo telaio 3 e pertanto il pilastro P risulta associato all'apparato 1.
A questo punto si procede con la fase e2) di regolare 1'inclinazione del pilastro P. A tal fine, il pilastro P è stato preventivamente provvisto di due coppie di riscontri 14, 24. Grazie all'ausilio di un dispositivo laser di allineamento verticale 15 autolivellante, è possibile traguardare le asole di allineamento 17 di ciascuna coppia di riscontri 14,24, come spiegato in precedenza, e quindi allineare le due estremità del pilastro P. L'inclinazione del pilastro P rispetto all'apparato 1 è guidata da martinetti 19 a comando elettrico.
Con l'apparato 1 in tale posizione, è attuata la gettata del palo. Il calcestruzzo è fatto scendere attraverso un canale superficiale laterale rispetto all'apparato 1, per gravità con l'ausilio di un tubogetto.
Man mano che si getta il palo, il fango sgorga dal foro. Per portare in superficie il fango bentonitico residuo si introduce una pompa a vuoto nello stesso canale usato per il tubo getto.
Il pilastro P è quindi traslato verticalmente verso il basso, mediante scorrimento del secondo telaio 3 sul primo telaio 2 in modo da garantire il mantenimento dell'inclinazione verticale precedentemente ottenuta. Per portare in superficie il fango bentonitico sollevato in seguito alla traslazione del pilastro verso il basso, si continua ad azionare la pompa a vuoto. La posizione in guota del pilastro P è determinata dal fine corsa del secondo telaio 3 rispetto al primo telaio 2, precedentemente calcolato in maniera idonea.
In tal modo il pilastro P raggiunge esattamente la posizione desiderata al di sopra del palo di fondazione. Per poter successivamente rimuovere l'apparato 1 senza perdere il corretto posizionamento raggiunto, il pilastro P è fissato lateralmente ai cordoli guida per mezzo di opportune aste di collegamento .
In seguito, si lascia consolidare la struttura nella posizione corretta. Dopo circa tre ore, l'apparato 1 è rimosso dalla sua posizione per essere nuovamente utilizzato per un altro pilastro.
Se previsto, nel caso di pilastri tubolari cavi, si getta il pilastro P e si lascia consolidare la struttura nella posizione corretta. Altrimenti, tale fase può essere eseguita in qualunque successivo momento.
Nell'ambito della presente descrizione che precede e nelle successive rivendicazioni, tutte le grandezze numeriche indicanti quantità, parametri, percentuali, e così via sono da intendersi precedute in ogni circostanza dal termine "circa" se non diversamente indicato. Inoltre, tutti gli intervalli di grandezze numeriche includono tutte le possibili combinazioni dei valori numerici massimi e minimi e tutti i possibili intervalli intermedi, oltre a guelli indicati specificamente nel testo.

Claims (8)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Apparato (1) per il posizionamento verticale di un pilastro (P) in costruzioni sotterranee di tipo "top-down" comprendente: un primo telaio (2) di appoggio a terra la cui posizione rispetto al terreno è regolabile e un secondo telaio (3) di supporto del pilastro (P), il pilastro (P) essendo posizionabile in modo regolabile rispetto a detto secondo telaio (3), il secondo telaio (3) essendo guidato sul primo telaio (2) secondo un asse di scorrimento verticale (V).
  2. 2. Apparato (1) secondo la rivendicazione 2, in cui il primo telaio (2) comprende almeno una guida (5) e il secondo telaio (3) comprende almeno un pattino (6) atto a scorrere su detta almeno una guida (5), in modo da guidare il secondo telaio (3) sul primo telaio (2) secondo l'asse di scorrimento verticale (V).
  3. 3. Apparato (1) secondo la rivendicazione 2, in cui il primo telaio (2) comprende anche almeno una controguida (10) atta a tenere in sede detto pattino (6), accoppiato alla guida (5).
  4. 4. Apparato (1) secondo una delle rivendicazioni precedenti, comprendente almeno una sede (7) atta ad accogliere un perno per il posizionamento in pianta dell'apparato (1) stesso.
  5. 5. Apparato (1) secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui il secondo telaio (3) è atto ad accogliere mezzi di supporto (4) del pilastro (P).
  6. 6. Apparato (1) secondo la rivendicazione 5, in cui detti mezzi di supporto (4) sono resi solidali al pilastro (P) stesso per mezzo di bulloni (25).
  7. 7. Apparato (1) secondo la rivendicazione 5 o 6, il cui il secondo telaio (3) è provvisto di mezzi di regolazione dei mezzi di supporto (4) del pilastro (P), detti mezzi di regolazione essendo atti a regolare la posizione dei detti mezzi di supporto (4) e quindi la posizione del pilastro (P) rispetto a detto secondo telaio (3).
  8. 8. Apparato (1) secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui il primo telaio (2) è provvisto di piedi (11) che comprendono appoggi (12) e piastre di ancoraggio (13) atte ad impedire il sollevamento da terra di detti appoggi (12).
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