ITMI20091917A1 - "dispositivo di bloccaggio di porte scorrevoli o porte a battenti o ante e simili, particolarmente, per applicazioni in campo automotive" - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE
“Dispositivo di bloccaggio di porte scorrevoli o porte a battenti o ante e simili, particolarmente, per applicazioni in campo automotive”
La presente invenzione riguarda i dispositivi di bloccaggio di porte, in particolare, un dispositivo di bloccaggio di porte scorrevoli o porte a battenti o ante e simili, particolarmente, per applicazioni in campo automotive.
Un dispositivo di bloccaggio per porte scorrevoli o porte a battenti o ante per autoveicoli di tipo noto è tipicamente costituito da un blocco serratura che comprende, all’interno di un involucro, un corrispondente meccanismo azionabile da una chiave inseribile in una toppa posta sul blocco serratura. Tale meccanismo comprende una serratura tradizionale che permette la rotazione di un chiavistello.
Il dispositivo di bloccaggio comprende inoltre due rispettivi elementi di supporto destinati a cooperare meccanicamente con il blocco serratura in modo da garantire la chiusura della porta. Ciascun elemento di supporto presenta una pianta semicircolare in modo tale da potersi accoppiare meccanicamente al blocco serratura avente pianta circolare. Gli elementi di supporto sono fissati su ciascun battente della porta tramite mezzi di fissaggio in modo tale che, con i battenti in posizione di chiusura, le strutture di supporto sono affiancate rispetto al bordo rettilineo di ciascuna pianta semicircolare a formare una pianta circolare. Almeno una delle due strutture di supporto è provvista di elementi di chiusura che sono destinati ad impegnarsi con il chiavistello del blocco serratura garantendo la chiusura della porta.
Ad oggi nei dispositivi di bloccaggio per porte, è fortemente sentita l’esigenza di avere a disposizione informazioni sullo stato del blocco serratura e del dispositivo di bloccaggio stesso quali, ad esempio, informazioni rappresentative dell’apertura/chiusura del blocco serratura da parte di un utilizzatore (volontaria o involontaria) oppure da parte di un malintenzionato in seguito ad uno scasso.
Lo scopo della presente invenzione è di proporre un dispositivo di bloccaggio per porte che consenta di superare l’inconveniente sopra riportato con riferimento alla tecnica nota descritta.
Tale scopo viene raggiunto da un dispositivo di bloccaggio come definito dall’annessa rivendicazione 1. Forme di attuazione preferite dell’invenzione sono definite dalle rivendicazioni dipendenti.
Le caratteristiche ed i vantaggi della presente invenzione saranno resi evidenti dalla seguente descrizione dettagliata di una sua forma di realizzazione esemplificativa e per nulla limitativa in relazione agli annessi disegni, nei quali:
- la figura 1 illustra una vista in assonometria di un dispositivo di bloccaggio secondo un esempio dell’invenzione;
- la figura 2 illustra un ulteriore vista in assonometria del dispositivo di bloccaggio della figura 1;
- la figura 3 illustra una vista in sezione del dispositivo di bloccaggio della figura 1 lungo un piano perpendicolare ad una direzione di svincolo di un blocco serratura dal dispositivo di bloccaggio; - la figura 4 illustra una vista in sezione lungo IV-IV del dispositivo di bloccaggio della figura 3;
- la figura 5 illustra una vista in sezione lungo V-V del dispositivo di bloccaggio della figura 3;
- la figura 6 illustra una vista in proiezione ortogonale dal basso di un blocco serratura del dispositivo di bloccaggio di figura 3 secondo un esempio dell’invenzione;
- la figura 7 illustra una vista in proiezione ortogonale dal basso del blocco serratura di figura 6 accoppiata ad uno dei mezzi di supporto, e
- la figura 8 illustra una vista in proiezione ortogonale dal basso di un blocco serratura secondo un ulteriore esempio dell’invenzione.
Di seguito si farà riferimento a “superficie di fissaggio” per indicare un piano parallelo ad un piano di fissaggio del dispositivo di bloccaggio, quale ad esempio la superficie di una porta scorrevole, di una porta a battente o di un’anta in generale.
Inoltre si farà riferimento a “direzione di svincolo” per indicare una direzione perpendicolare al suddetto piano di fissaggio.
Con particolare riferimento alla figure 1-7, viene ora descritto un dispositivo di bloccaggio di porte scorrevoli o porte a battenti o ante e simili, in seguito per semplicità anche solo dispositivo di bloccaggio, secondo un esempio dell’invenzione.
Il dispositivo di bloccaggio, indicato in generale con il riferimento numerico 1, comprende un blocco serratura 2, mezzi di supporto 20 (il primo elemento di supporto 8 e/o il secondo elemento di supporto 9) del blocco serratura 2, elementi ausiliari di sicurezza 10 e 11 del blocco serratura 2 rispetto ad una superficie di fissaggio (non mostrata nelle figure).
Il blocco serratura 2 è comandabile mediante una chiave (non mostrata nelle figure) in modo da bloccare almeno una porta in posizione di chiusura. In altre parole il blocco serratura 2 è comandabile per bloccare entrambe le ante di una porta a battente o una porta scorrevole o a battente rispetto ad una parte fissa (ad esempio la fiancata di un veicolo).
In particolare, il blocco serratura 2 comprende un involucro 3, ad esempio di forma sostanzialmente semisferica a pianta circolare. In altre esempi di realizzazione l’involucro 3 può essere anche di altre forme quali ed esempio cilindrica o tronco conica.
Vantaggiosamente l’involucro 3 è di materiale metallico ad elevata resistenza meccanica (ad esempio acciaio, lega di zinco o lega zinco-alluminio) e trattato elettro-chimicamente al fine di garantirne durezza superficiale, in modo che l’involucro presenti una resistenza maggiore a tentativi di scasso con mezzi di foratura o taglio.
L’involucro 3 comprende una prima sede 4 di alloggiamento di un corpo serratura 5 (visibile nella figura 4). Tale prima sede 4, preferibilmente di forma cilindrica, è disposta parallelamente ad un asse A1 di direzione parallela alla direzione di svincolo del blocco serratura 2 rispetto alla superficie di fissaggio, già definita in precedenza, e passante sostanzialmente per il centro della pianta circolare dell’involucro 3.
Il corpo serratura 5 di per sé noto è meccanicamente collegato ad un perno 6 atto ad impegnarsi con una rispettiva sede di alloggiamento 7 di un chiavistello 12 di cui è munito il blocco serratura 2.
Il meccanismo rappresentato dal corpo serratura 5, il perno 6 ed il chiavistello 12 consente vantaggiosamente di ottenere, tramite rotazione di una chiave (non mostrata nelle figure) inserita nel corpo serratura, la rotazione del chiavistello 12 attorno all’asse A1 per garantire l’apertura/chiusura del dispositivo di bloccaggio 1, come verrà spiegato in maggior dettaglio in seguito.
Ritornando all’involucro 3 delle figure 4-6, esso comprende inoltre una pluralità di nervature 13 (figura 6) distribuite a partire da una superficie interna dell’involucro 3 parallelamente alla direzione di svincolo del blocco serratura 2.
Nell’esempio della figura 6, tale pluralità di nervature 13 comprende una prima ed una seconda nervatura 14 e 15 disposte ortogonalmente una rispetto all’altra, il cui punto d’intersezione coincide con il centro della pianta circolare dell’involucro 3.
L’involucro 3 comprende una pluralità di sedi 16 distribuite nella pluralità di nervature 13.
In particolare secondo l’esempio dell’invenzione descritto, tale pluralità di sedi 16 hanno forma preferibilmente cilindrica con sviluppo sostanzialmente parallelo alla direzione di svincolo del blocco serratura 2.
Ciascuna sede della pluralità di sedi 16 presenta una rispettiva apertura per favorire l’inserimento all’interno di essa di un elemento sferico 17. L’elemento sferico 17 (figure 4 e 5) è trattenuto all’interno della sede 16 per mezzo di un tappino 18 applicato sull’apertura della sede 16 ed ha dimensioni tali da risultare libero di muoversi all’interno della sede.
Ciascun elemento sferico 17 consente vantaggiosamente di aumentare il livello di sicurezza del blocco serratura 2 rispetto a tentativi di scasso mediante fresatura da parte di un malintenzionato.
Infatti nel caso in cui l’organo di fresatura raggiunga l’interno della pluralità di sedi 16, la presenza di ciascun elemento sferico 17 non vincolato alla rispettiva sede 16 (essendo libero di muoversi) impedisce a tale organo di poter asportare ulteriore materiale dell’involucro 3, continuando difatti ad andare in contatto prevalentemente con ciascuno degli elementi sferici 17.
Preferibilmente tali elementi sferici 17 sono in materiale tale da garantire elevata durezza e resistenza meccanica (ad esempio, acciaio speciale al cromo temprato).
Si fa presente che il tappino 18 sopra menzionato può essere in materiale differente da quello in cui è realizzato l’involucro 3, ad esempio alluminio o acciaio legato al piombo per lavorazioni ad alta velocità, e preferibilmente di forma in funzione della forma della sede 16 a cui va applicato. Particolari tipologie di tappini 18 (sia in termini di materiali, sia in termini di forma) saranno descritte in dettaglio nel seguito.
Con riferimento ancora alle figure 4-6, l’involucro 3 comprende inoltre un primo ed un secondo alloggiamento, indicati entrambi con il riferimento 19, ciascuno atto ad accogliere almeno un elemento di chiusura di cui sono muniti i mezzi di supporto 20.
Il primo ed il secondo alloggiamento 19 sono preferibilmente distribuiti sulla seconda nervatura 15 e disposti in posizioni diametralmente opposte rispetto al punto d’intersezione della prima e seconda nervatura 14 e 15. Inoltre il primo e secondo alloggiamento 19, quando il dispositivo di bloccaggio 1 è in posizione di chiusura, vincolano la rotazione lungo l’asse A1 del blocco serratura 2 grazie al fatto che una rotazione relativa tra il blocco serratura 2 e gli elementi di supporto 8 e 9 fa andare in battuta il primo e secondo alloggiamento 19 con gli elementi di chiusura.
L’involucro 3 comprende inoltre un’ulteriore sede 21 di pianta circolare con centro coincidente con il centro della pianta circolare dell’involucro 3 atta a favorire la rotazione attorno all’asse A1 del chiavistello 12.
L’involucro 3 comprende inoltre un’ulteriore sede 22 di pianta circolare, avente dimensione diametrale maggiore rispetto all’ulteriore sede 21 di rotazione del chiavistello 12, atta ad accogliere un elemento ausiliario 23 che è forzato nell’ulteriore sede 22 dagli elementi di supporto 8 e 9 all’atto della chiusura del dispositivo di bloccaggio 1.
Vantaggiosamente l’elemento ausiliario 23, preferibilmente realizzato in acciaio tranciato e zincato, consente un adeguato gioco angolare tra il blocco serratura 2 ed il primo e il secondo elemento di supporto 8 e 9, favorendo di per sé l’assorbimento delle eventuali vibrazioni presenti, ad esempio, nel particolare caso in cui il dispositivo di bloccaggio 1 in posizione di chiusura sia montato su un veicolo in movimento.
L’involucro 3 comprende inoltre una prima ed una seconda sede, indicate con il medesimo riferimento 24, aventi preferibilmente forma cilindrica con sviluppo sostanzialmente parallelo all’asse A1. Tali prima e seconda sede 24 sono preferibilmente disposte sulla prima nervatura 14 tali da risultare diametralmente opposte rispetto al punto d’intersezione della prima e seconda nervatura 14 e 15.
Ciascuna di tale prima e seconda sede 24 è predisposta preferibilmente per impegnarsi meccanicamente con un elemento di tenuta meccanica 25 che svolge anche funzione di fine corsa. In particolare l’elemento di tenuta meccanica 25 comprende una prima porzione 25’ atta ad impegnarsi meccanicamente con la rispettiva sede 24 ed una seconda porzione 25’’ che ad impegno meccanico avvenuto si estende al di fuori di tale sede 24. L’elemento di tenuta meccanica 25, in particolare la seconda porzione 25’’, consente di limitare il movimento di apertura del chiavistello 12 all’interno della propria sede di rotazione 21 al fine di favorire da parte dell’utente il posizionamento corretto del blocco serratura 2 sui rispettivi elementi di supporto 8 e 9.
Esempi di elemento di tenuta meccanica 25 fra loro alternativi sono: una vite, una spina zigrinata con testa o un rivetto a strappo ad alta resistenza.
Con riferimento ancora all’esempio della figura 6, il chiavistello 12 del blocco serratura 2 comprende una parte centrale 12’, predisposta, tramite la sede di alloggiamento 7, per il fissaggio al perno 6 del corpo serratura 5, ed una prima e seconda estremità 26 e 27 diametralmente opposte rispetto alla parte centrale di fissaggio 12’.
In particolare, la parte centrale di fissaggio 12’, la prima e la seconda estremità 26 e 27 hanno conformazione tale da definire una prima ed una seconda sede di bloccaggio 28 e 28’ del chiavistello 12 sugli elementi di chiusura.
Preferibilmente il chiavistello 12 comprende sedi raggiate di fine corsa 29 atte ad andare in battuta con gli elementi di fine corsa 25, già descritti in precedenza, in modo da limitare la rotazione massima in apertura del chiavistello 12.
In un ulteriore esempio di realizzazione, non mostrato nelle figure, il chiavistello comprende una parte centrale predisposta per il fissaggio al perno ed una singola estremità avente conformazione tale da definire una singola sede di bloccaggio del chiavistello su uno degli elementi di chiusura.
In un ulteriore esempio di realizzazione, mostrato nella figura 8, il blocco serratura 2 comprende inoltre un mezzo elastico di richiamo 30, ad esempio una molla, disposta tra il chiavistello 12 e l’involucro 3 in modo da mantenere il chiavistello 12 in posizione di apertura quando il corpo serratura 5 è in posizione di apertura.
Infatti, il mezzo elastico di richiamo 30 agevola il movimento di rotazione del chiavistello 12 dalla posizione di chiusura a quella di apertura nel momento in cui l’utilizzatore attraverso la chiave (non mostrata nelle figure) porti in posizione di apertura il corpo serratura 5.
Altri esempi di mezzi elastici di richiamo 30, in alternativa alla molla a trazione, sono una molla a torsione o una molla con pistoncino a gas.
Con riferimento ora alle figure 1, 2, 4 e 5, il dispositivo di bloccaggio 1, come già indicato in precedenza, comprende mezzi di supporto 20 del blocco serratura 2 predisposti per essere associati ad almeno una porta.
Nell’esempio delle figure, tali mezzi di supporto 20 comprendono un primo elemento di supporto 8 ed un secondo elemento di supporto 9.
Il primo elemento di supporto 8 presenta una pianta semicircolare comprendente una parete di fondo 31 parallela al piano di fissaggio, già definito in precedenza. Tale parete di fondo 31 presenta un profilo avente una porzione rettilinea 32 ed una porzione semicircolare 33. In corrispondenza di tale porzione semicircolare 33, il primo elemento di supporto 8 comprende un elemento di protezione 33’ del blocco serratura 2, che si estende a partire da tale parete di fondo 31 in direzione sostanzialmente parallela alla direzione di svincolo.
Il primo elemento di supporto 8 comprende inoltre una scanalatura 8’ di accoglimento di un corrispondente bordo del blocco serratura 2. Tale scanalatura 8’ ha uno sviluppo semicircolare, parallelo all’elemento di protezione 33’.
Si noti che in configurazione di chiusura del dispositivo di bloccaggio 1, quindi quando il bordo del blocco serratura 2 è accolto nella scanalatura 8’, l’elemento di protezione 33’ circondando il blocco serratura 2 lo protegge da eventuali tentativi di scasso da parte di un malintenzionato, in quanto rende minimi eventuali punti di accesso al bordo del blocco serratura 2.
La parete di fondo 31 del primo elemento di supporto 8 comprende inoltre una pluralità di fori passanti 34 per il contenimento di mezzi di fissaggio, ad esempio viti o rivetti (non mostrati nelle figure),
del primo elemento di supporto 8 alla superficie di fissaggio.
Le caratteristiche fin qui descritte con riferimento al primo elemento di supporto 8 sono riscontrabili, in modo del tutto analogo, anche nel secondo elemento di supporto 9. Tali caratteristiche comuni e/o simili tra il primo ed il secondo elemento di supporto 8 e 9 sono indicate nelle figure con gli stessi riferimenti numerici.
A tal proposito il primo ed il secondo elemento di supporto 8 e 9 sono fissati su rispettive porzioni della superficie di fissaggio in modo che le porzioni rettilinee 32 delle rispettive pareti di fondo 31 risultino fra loro affacciate ed in modo da definire una pianta circolare accoppiabile meccanicamente con la pianta circolare del blocco serratura 2.
Con riferimento all’esempio della figura 4 e 5, il primo e secondo elemento di supporto 8 e 9 hanno conformazione tale da definire, quando fissati alle rispettive porzioni della superficie di fissaggio, rispettive sedi ausiliarie 48 disposte tra l’elemento di protezione 33’ e la superficie di fissaggio. Tali sedi ausiliarie 48, di forma semicircolare, sono atte ad accogliere gli elementi ausiliari di sicurezza 10 e 11.
In maggior dettaglio, tali elementi ausiliari di sicurezza 10 e 11 sono piastre (preferibilmente di acciaio inossidabile) conformate in modo tale da presentare in generale la stessa forma della rispettiva sede ausiliaria 48, ad esempio di forma semicircolare, e dimensione tale da avere un diametro maggiore rispetto al diametro dell’elemento di supporto, risultando di fatto di superficie più estesa verso l’esterno rispetto a quella della rispettiva sede ausiliaria 48.
Ciò consente, vantaggiosamente, di aumentare la sicurezza del dispositivo di bloccaggio 1 in quanto gli elementi ausiliari 10 e 11 descritti rendono inaccessibile la rispettiva sede ausiliaria 48 la quale rappresenta di fatto un punto di leva per svincolare il dispositivo di bloccaggio 1 dalla rispettiva superficie di fissaggio.
Inoltre gli elementi ausiliari di sicurezza 10 e 11 risultano muniti di fori passanti 49 (visibili in figura 1) atti ad impegnarsi meccanicamente con rispettivi pioli distribuiti sul primo e secondo elemento di supporto 8 e 9, in modo da evitare il movimento di traslazione su un piano perpendicolare alla direzione di svincolo quando il dispositivo di bloccaggio 1 è fissato alla rispettiva superficie di fissaggio.
Con particolare riferimento alle figure 4, 5 e 7, il dispositivo di bloccaggio 1 comprende inoltre elementi ausiliari di fissaggio 50 e 51, preferibilmente piastre semicircolari in acciaio zincato, interposti tra la parete di fondo 31 del primo e del secondo elemento di supporto 8 e 9 e la superficie di fissaggio (non mostrata nelle figure) del dispositivo di bloccaggio stesso. In particolare gli elementi ausiliari di fissaggio 50 e 51 comprendono una pluralità di fori passanti 52 atti ad accogliere rispettivi mezzi di fissaggio (non mostrati nelle figure) che, come già descritto in precedenza, sono impiegati per il fissaggio degli elementi di supporto 8 e 9 sulla superficie di fissaggio.
In un ulteriore forma di realizzazione, il dispositivo di bloccaggio 1 può comprendere solo uno degli elementi ausiliari di fissaggio 50 e 51. Ciò è impiegato nel caso in cui la superficie di fissaggio del dispositivo di bloccaggio sia definita da due porzioni fra loro non complanari.
Infatti, tali elementi ausiliari di fissaggio 50 e 51 sono vantaggiosamente impiegati per eliminare tali differenze di planarità, svolgendo la funzione di distanziali compensatori.
Facendo ora riferimento al primo elemento di supporto 8 mostrato in figura 4, esso comprende un elemento di chiusura 43 meccanicamente associato al primo elemento di supporto 8 tramite un ulteriore elemento di fissaggio 47, ad esempio una vite, passante per un rispettivo foro 42 di cui è munito il primo elemento di supporto 8. L’elemento di chiusura 43 comprende un ulteriore foro 46 per consentire l’accoppiamento meccanico tra l’elemento di chiusura 43 e l’ulteriore elemento di fissaggio 47.
In un esempio di realizzazione, l’elemento di chiusura 43 è un perno comprendente una parete cilindrica 44 con asse parallelo alla direzione di svincolo ed una testa 45 del perno posizionata all’estremità opposta rispetto alla parete di fondo 31 del primo elemento di supporto 8. Tale testa 45 dell’elemento di chiusura 43 è di diametro maggiore rispetto al diametro della parete cilindrica 44.
L’elemento di chiusura 43 estendendosi dalla parete di fondo 31 dell’elemento di supporto 8 è accolto da un primo alloggiamento 19 del blocco serratura 2, già definito in precedenza.
L’elemento di chiusura 43 è atto a operare meccanicamente con il chiavistello 12, di cui è munito il blocco serratura 2, al fine di garantire la chiusura del dispositivo di bloccaggio 1 e quindi la posizione di chiusura della porta.
Infatti, in configurazione di chiusura del dispositivo di bloccaggio 1, il chiavistello 12 è atto ad andare in battuta con la parete cilindrica 44 dell’elemento di chiusura 43. In questa condizione il tentativo di estrazione del blocco serratura 2 lungo la direzione di svincolo è impedito dalla testa 45 dell’elemento di chiusura 43 che va in battuta con la corrispettiva superficie del chiavistello 12. In tal modo il blocco serratura 2 risulta vincolato lungo la direzione di svincolo garantendo la chiusura del dispositivo di bloccaggio 1.
Facendo ora riferimento al secondo elemento di supporto 9 mostrato in figura 4, esso comprende un ulteriore alloggiamento 35, ad esempio un foro, sostanzialmente cilindrico posizionato nella parete di fondo 31 e avente direzione parallela alla direzione di svincolo. Tale ulteriore alloggiamento 35 è atto ad essere meccanicamente associato ad un ulteriore elemento di chiusura 36.
In un esempio di realizzazione, tale ulteriore elemento di chiusura 36 è un perno comprendente una parete cilindrica 37 con asse parallela alla direzione di svincolo ed una testa 38 del perno posizionata all’estremità opposta rispetto alla parete di fondo 31 del secondo elemento di supporto 9. Tale testa 38 dell’ulteriore elemento di chiusura 36 è di diametro maggiore rispetto al diametro della parete cilindrica 37.
Preferibilmente, la parete cilindrica 37 del secondo elemento di chiusura 36 è parzialmente filettata in modo tale da poter essere meccanicamente impegnato con l’ulteriore alloggiamento 35 mediante un accoppiamento del tipo vite-madrevite.
Come già descritto per l’elemento di chiusura 43, l’ulteriore elemento di chiusura 36, in modo del tutto analogo, è atto a collaborare meccanicamente con il chiavistello 12 per garantire la chiusura del dispositivo di bloccaggio 1. Infatti, in configurazione di chiusura del dispositivo di bloccaggio 1, il chiavistello 12 è atto ad andare in battuta con la parete cilindrica 37 dell’ulteriore elemento di chiusura 36. In questa condizione il tentativo di estrazione del blocco serratura 2 lungo la direzione di svincolo è impedito dalla testa 38 del perno dell’ulteriore elemento di chiusura 36 in battuta con la corrispettiva superficie del chiavistello 12.
Ritornando in generale al dispositivo di bloccaggio 1, esso comprende inoltre un elemento di rilevazione 41, operativamente associato ai mezzi di supporto, configurato per fornire un’informazione rappresentativa della distanza tra il blocco serratura 2 ed i mezzi di supporto 20 (il primo elemento di supporto 8 e/o il secondo elemento di supporto 9).
In particolare secondo l’esempio descritto e come verrà spiegato anche nel seguito, l’elemento di rilevazione 41 è preferibilmente configurato per fornire l’informazione di tale distanza come rilevata lungo una direzione parallela alla direzione di svincolo del blocco serratura 2.
Secondo altri esempi di realizzazione, l’elemento di rilevazione 41 può essere configurato per fornire l’informazione di tale distanza come rilevata lungo una direzione non parallela alla direzione di svincolo del blocco serratura 2, ad esempio lungo una direzione ortogonale alla direzione di svincolo o una qualsiasi direzione compresa tra quella parallela alla direzione di svincolo e quella ortogonale alla direzione di svincolo.
Con riferimento all’esempio di figura 4, tale elemento di rilevazione 41 risulta preferibilmente disposto in un rispettivo alloggiamento 40 di cui è munito l’ulteriore elemento di chiusura 36 o, in alternativa, l’elemento di chiusura 43.
Il rispettivo alloggiamento 40 dell’elemento di rilevazione 41 è preferibilmente un foro passante avente direzione di sviluppo parallela alla direzione di svincolo. Tale foro passante ha una conformazione tale da ricevere e trattenere all’interno dell’ulteriore elemento di chiusura 36 l’elemento di rilevazione 41.
In un ulteriore esempio di realizzazione, non mostrato nelle figure, l’elemento di rilevazione 41 può essere operativamente associato (ad esempio alloggiato o fissato) al blocco serratura 2.
Ritornando all’esempio delle figure, l’elemento di rilevazione 41 risulta inoltre operativamente associato ad un’unità di elaborazione UE mostrata schematicamente in figura 1.
Nell’esempio della figura 1 l’elemento di rilevazione 41 è configurato per essere in comunicazione mediante un cavo elettrico di collegamento C ad una unità di elaborazione UE dell’informazione fornita dall’elemento di rilevazione 41.
In un esempio di realizzazione alternativo, l’elemento di rilevazione 41 è configurato per essere in comunicazione in modalità wireless con l’unità di elaborazione UE dell’informazione fornita dall’elemento di rilevazione (41).
L’unità di elaborazione UE è ad esempio una centralina di un veicolo o l’unità di controllo di un impianto d’allarme di un’abitazione o di un edificio.
L’elemento di rilevazione 41 mostrato in figura 4, può essere ad esempio un sensore di tipo induttivo, di per sé noto.
Da un punto di vista operativo, un sensore di tipo induttivo è atto a fornire un’informazione rappresentativa della variazione di riluttanza che presenta un elettromagnete (il sensore) in presenza ravvicinata di un elemento di materiale ferromagnetico. Infatti, al momento della comparsa di materiale ferromagnetico all’interno del campo magnetico generato dall’elettromagnete, la riluttanza è soggetta a variazione (abbassamento) ed i circuiti interni di cui è munito il sensore induttivo sono predisposti per rilevare tale variazione di riluttanza e, confrontandola con una rispettiva soglia di riferimento, sono atti a fornire un segnale elettrico d’uscita indicativo del superamento di tale soglia di riferimento. Tale soglia di riferimento è scelta in modo tale che il sensore di tipo induttivo fornisca il segnale elettrico d’uscita quando l’elemento di materiale ferromagnetico risulta separato dal sensore di tipo induttivo per una distanza uguale o superiore rispetto ad una prefissata distanza.
Si fa presente che la prefissata distanza tra il sensore di tipo induttivo e l’elemento di materiale ferromagnetico è determinata dalla somma tra la distanza tra il sensore e l’elemento ferromagnetico quando il blocco serratura è in posizione di chiusura sugli elementi di supporto e una distanza di tolleranza scelta in modo tale che il sensore di tipo induttivo non emetta il segnale elettrico nel caso in cui il blocco serratura sia soggetto a vibrazioni ma che, al contrario, emetta il segnale elettrico solo nei casi in cui il blocco serratura sia effettivamente svincolato e rimosso dai rispettivi elementi di supporto.
Nella forma di realizzazione in cui sia impiegato il sensore di tipo induttivo come elemento di rilevazione 41, l’elemento in materiale ferromagnetico è l’elemento di chiusura a tappino 18.
Un valore tipico di prefissata distanza tra sensore di tipo induttivo e l’elemento di chiusura a tappino 18 è preferibilmente compreso nell’intervallo 1 – 5 mm.
In un’ulteriore forma di realizzazione, l’elemento di rilevazione 41, in alternativa al sensore di tipo induttivo, può essere un altro sensore di tipo magnetico di per sé noto basato su differenti principi di funzionamento quali il principio dei contatti di Reed o il cosiddetto effetto Hall, entrambi di per sé noti.
Sia un sensore di tipo magnetico basato sul principio dei contatti di Reed, sia un sensore di tipo magnetico basato sull’effetto Hall sono atti a rilevare il campo magnetico generato da un magnete permanente di cui è munito, appositamente, l’elemento di chiusura a tappino 18.
Da un punto di vista operativo, il sensore di tipo magnetico è predisposto per generare un segnale elettrico rappresentativo del superamento di una predeterminata soglia di riferimento da parte del campo magnetico rilevato.
In modo del tutto analogo a quanto descritto in precedenza, si fa presente che tale soglia di riferimento è scelta in modo tale che il sensore di tipo magnetico fornisca il segnale elettrico d’uscita quando il magnete permanente risulta separato dal sensore di tipo magnetico per una distanza uguale o superiore rispetto alla prefissata distanza definita in precedenza.
In un’ulteriore forma di realizzazione, l’elemento di rilevazione 41, in alternativa al sensore di tipo induttivo o al sensore di tipo magnetico, può essere un sensore di tipo ottico, denominato anche sensore fotoelettrico, di per sé noto.
Un sensore di tipo ottico è predisposto per rilevare un fascio luminoso, generato da una sorgente di cui è munito il sensore stesso, riflesso da parte di un elemento da rilevare. Nella modalità di uso più semplice, il fascio luminoso viene riflesso dalla superficie stessa dell’elemento da rilevare. L’intervallo di tempo tra l’emissione del fascio luminoso e la ricezione del fascio luminoso riflesso (cammino ottico del fascio luminoso) è proporzionale alla distanza tra il sensore di tipo ottico e l’elemento da rilevare.
Anche in questo caso il sensore di tipo ottico è predisposto per generare un segnale elettrico d’uscita rappresentativo della distanza tra la sorgente del fascio luminoso e l’elemento da rilevare.
In questa forma di realizzazione, il sensore di tipo ottico è predisposto per fornire tale segnale elettrico d’uscita all’unità di elaborazione UE. Tale unità di elaborazione UE risulta configurata per: determinare a partire da tale segnale elettrico d’uscita un informazione rappresentativa della distanza rilevata; confrontare tale informazione con una predeterminata soglia di riferimento; generare un segnale elettrico rappresentativo del superamento di una predeterminata soglia di riferimento.
In modo del tutto analogo a quanto descritto in precedenza, tale predeterminata soglia di riferimento è scelta in modo tale che l’unità di elaborazione UE generi un segnale elettrico d’uscita quando la distanza rilevata risulti uguale o superiore rispetto alla prefissata distanza, già definita in precedenza.
In questa forma di realizzazione, la superficie riflettente impiegata nel funzionamento del sensore di tipo ottico, è disposta sulla superficie dell’elemento di chiusura a tappino 18 rivolta verso il sensore.
Nelle forme di realizzazione descritte finora, il blocco serratura 2 risulta amovibile da entrambi il primo ed il secondo elemento di supporto 8 e 9 ai fini del funzionamento corretto del dispositivo di bloccaggio 1.
In una forma di realizzazione alternativa, il blocco serratura 2, ai fini del funzionamento corretto del dispositivo, può essere fissato in modo inamovibile, ad esempio tramite cerniera, saldatura o particolare fissaggio inamovibile, ad uno fra il primo o il secondo elemento di supporto 8 e 9.
Ciò consente vantaggiosamente di rendere il blocco serratura 2 vincolato ad uno degli elementi di supporto e quindi alla rispettiva superficie di fissaggio (porta del veicolo o anta o battente), evitando di fatto la possibilità di smarrimento del blocco serratura 2 stesso da parte di un utilizzatore del dispositivo di bloccaggio 1.
In un ulteriore forma di realizzazione, il primo elemento di supporto 8 del blocco serratura 2 può essere vincolato su una parte fissa di una struttura mentre il secondo elemento di supporto 9 può essere vincolato su un anta o battente di una porta o su una porta scorrevole. Con il battente o l’anta o con la porta scorrevole in posizione di chiusura, il primo e secondo elemento di supporto 8 e 9 sono affiancati rispetto alla porzione rettilinea 32 di ciascuna pianta semicircolare a formare una pianta circolare atta ad accogliere ed a accoppiamento meccanicamente con il blocco serratura 2 in modo da garantire il bloccaggio del dispositivo 1 come già descritto dettagliatamente in precedenza.
In ulteriori forme di realizzazione del dispositivo di bloccaggio 1, il primo ed il secondo elemento di supporto 8 e 9 del blocco serratura 2 possono essere vincolati su rispettive ante o battenti di una porta oppure su rispettive ante o battenti di una porta fra loro scorrevoli.
In un ulteriore forma di realizzazione del dispositivo di bloccaggio 1, l’elemento di chiusura 43 del primo elemento di supporto 8 ha le stesse caratteristiche dell’ulteriore elemento di chiusura 36 del secondo elemento di supporto 9. In altre parole l’elemento di chiusura 43 comprende in particolare un’ulteriore sede sensore atta ad accogliere un elemento di rilevazione 41 del tutto analogo a quelli descritti in precedenza.
L’impiego di due elementi di rilevazione 41, come appena descritto, consente vantaggiosamente di aumentare il livello di sicurezza del dispositivo di bloccaggio 1. Infatti, nel caso in cui il blocco serratura 2 venga forzato in modo tale da risultare, ad esempio, inclinato rispetto al piano definito dalla superficie di fissaggio, è ragionevole che almeno uno dei due elementi di rilevazione 41 fornisca un’informazione rappresentativa dell’avvenuto scasso del dispositivo di bloccaggio 1.
Viene ora brevemente descritto il funzionamento del dispositivo di bloccaggio 1 secondo un esempio dell’invenzione, in particolare quando è installato su un veicolo, ad esempio un veicolo commerciale.
Nel caso in cui il veicolo presenti un portellone posteriore ad ante, i mezzi di supporto 20 (il primo ed il secondo elemento di supporto 8 e 9) del dispositivo di bloccaggio 1 sono fissati ciascuno su una rispettiva anta del portellone in modo tale che, quando le ante sono in posizione di chiusura, le porzioni rettilinee 32 delle rispettive pareti di fondo 31 del primo e del secondo elemento di supporto 8 e 9 risultino fra loro affacciate definendo una pianta circolare. In particolare, l’installatore interpone tra i mezzi di supporto 20 e le ante del portellone posteriore gli elementi ausiliari di sicurezza 10 e 11 e se necessario anche uno o più elementi ausiliari di fissaggio 50 e 51.
Si fa presente che una volta fissato l’elemento di supporto il cui elemento di chiusura risulta munito dell’elemento di rilevazione 41, il cavo elettrico di collegamento C di tale elemento di rilevazione 41 viene elettricamente collegato alla rispettiva unità di elaborazione UE, in questo caso ad una delle centraline elettroniche del veicolo elettronicamente collegata a sua volta ad un elemento di segnalazione, quale una spia luminosa (LED) o un avvisatore acustico posti nell’abitacolo. Nel caso in cui l’avvisatore sia una spia luminosa, essa è posta preferibilmente in una posizione ben visibile all’utilizzatore del veicolo, ad esempio sul cruscotto.
In seguito alla chiusura del portellone, l’utilizzatore del dispositivo di bloccaggio 1 impegna meccanicamente il blocco serratura 2 con il primo e secondo elemento di supporto 8 e 9 in modo tale che il primo e secondo alloggiamento 19 del blocco serratura 2 accolgano l’elemento di chiusura 43 e l’ulteriore elemento di chiusura 36, rispettivamente.
In seguito, l’utilizzatore aziona, tramite una rispettiva chiave, il corpo serratura 5 del blocco serratura 2 per ruotare il chiavistello 12 da una posizione di apertura ad una posizione di chiusura in modo tale da garantire un vincolo meccanico, già descritto in precedenza, tra il chiavistello 12 e l’elemento di chiusura 43 e l’ulteriore elemento di chiusura 36. In questo modo è garantita la chiusura del portellone del veicolo.
Tale ulteriore elemento di chiusura 36 comprende un elemento di rilevazione 41, in questo caso un sensore induttivo, che fornisce un’informazione rappresentativa di un’ulteriore distanza tra il blocco serratura 2 ed il secondo elemento di supporto 9. L’informazione rappresentativa della distanza è fornita all’unità di elaborazione UE (una centralina del veicolo) che monitora la distanza rilevata dall’elemento di rilevazione 41.
In maggior dettaglio, se la distanza rilevata è al di sotto di una prefissata distanza l’unità di elaborazione UE non emette nessun segnale di allarme (LED spento o avvisatore acustico muto). Qualora la distanza rilevata, ad esempio in seguito ad un tentativo di scasso da parte di un malintenzionato o in seguito ad un urto accidentale del portellone posteriore in fase di manovra del veicolo, sia superiore alla prefissata distanza, l’unità di elaborazione UE fornisce tempestivamente all’utilizzatore un segnale d’allarme tramite l’accensione della spia a LED o l’emissione di un segnale acustico per mezzo del rispettivo avvisatore.
Tale segnale di allarme informa di fatto l’utilizzatore della necessità di controllare lo stato del dispositivo di bloccaggio 1 al fine di predisporne la riparazione o la sostituzione.
Si fa presente che il segnale elettrico d’uscita dall’unità di elaborazione UE può essere impiegato con altri moduli elettronici di cui può essere munito un veicolo, ad esempio un’interfaccia di controllo satellitare, un modulo di blocco avviamento motore o un sistema di antifurto preinstallato.
Come si può constatare, lo scopo della presente invenzione è pienamente raggiunto in quanto il dispositivo di bloccaggio 1 mediante la presenza di un elemento di rilevazione 41 associato all’elemento di chiusura (36 e 43) consente vantaggiosamente di fornire un’informazione in merito allo svincolo del blocco serratura 2 dai mezzi di supporto 20, sia per dimenticanza da parte dell’utilizzatore, sia in seguito ad un intervento di un malintenzionato o ad un evento accidentale.
In particolare, il fatto che l’elemento di rilevazione 41 sia di tipo convenzionale consente al dispositivo di bloccaggio 1 di essere elettricamente collegato alla centralina o unità di elaborazione UE di cui risulta munito un veicolo o il sistema di allarme di un’abitazione. In altre parole, il dispositivo di bloccaggio 1 può essere installato su un veicolo o in un’abitazione senza richiedere una particolare modifica dell’elettronica preesistente o la necessità dell’impiego di una elettronica dedicata. Tale dispositivo risulta pertanto alquanto versatile e adattabile a qualsiasi veicolo o sistema d’allarme in cui è necessario avere a disposizione l’informazione sullo svincolo del blocco serratura 2.
Per i motivi appena discussi ed anche per il fatto che il dispositivo di bloccaggio 1 è equipaggiato con elementi di rilevazione 41 di tipo convenzionale (sensore di tipo induttivo, magnetico o sensore ottico), la soluzione proposta presenta vantaggiosamente costi comunque contenuti. Nondimeno il dispositivo di bloccaggio 1 è affidabile in quanto equipaggiato al suo interno elementi di rilevazione 41 noti per la loro intrinseca robustezza.
Inoltre la particolare soluzione che prevede l’impiego di due distinti elementi di rilevazione 41 consente di aumentare il livello di sicurezza del dispositivo di bloccaggio 1 e l’affidabilità delle informazioni da esso fornite.
Ancora la particolare conformazione del blocco serratura 2 (calotta sferica dell’involucro 3) garantisce un’elevata robustezza in quanto la presenza degli elementi sferici 17, posizionati nella pluralità di sedi 16 delle nervature 13 del blocco serratura 2, permettono una protezione contro un’eventuale scasso con mezzi di taglio.
Ancora l’interposizione degli elementi ausiliari di sicurezza 10 e 11 tra i mezzi di supporto 20 e la superficie di fissaggio (ante o porte a battenti) consente di diminuire la presenza di possibili di leva sfruttabili da un malintenzionato per scardinare il dispositivo di bloccaggio 1.
Inoltre il dispositivo di bloccaggio 1 risulta facilmente installabile su diversi tipi di veicoli con portelloni aventi caratteristiche diverse (portellone ad ante, portellone scorrevole) o anche su porte a battenti o ad ante o porte scorrevoli di un’abitazione. In particolare tale facilità di installazione è dovuta al fatto che le modifiche da effettuare sulla superficie di fissaggio di destinazione sono solo alcuni fori per il passaggio di mezzi di fissaggio quali viti, rivetti e così via. A tal proposito, appare evidente che il dispositivo di bloccaggio 1 presenta un’elevata portabilità in quanto la facilità di installazione/disinstallazione ne consente il montaggio su un nuovo veicolo o su nuova porta di un’abitazione.
Alle forme di realizzazione del dispositivo sopra descritte, un tecnico del ramo, per soddisfare esigenze contingenti, potrà apportare modifiche, adattamenti e sostituzioni di elementi con altri funzionalmente equivalenti, senza uscire dall'ambito delle seguenti rivendicazioni. Ognuna delle caratteristiche descritte come appartenente ad una possibile forma di realizzazione può essere realizzata indipendentemente dalle altre forme di realizzazione descritte.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo di bloccaggio (1) di porte, particolarmente, porte scorrevoli o battenti o ante e simili, comprendente: - un blocco serratura (2) comandabile mediante una chiave in modo da bloccare almeno una porta in una posizione di chiusura; - mezzi di supporto (8,9,20) del blocco serratura (2) predisposti per essere associati a detta almeno una porta, detti mezzi di supporto (8,9,20) comprendendo almeno un elemento di chiusura (36,43) atto ad operare meccanicamente con un chiavistello (12) di cui è munito il blocco serratura (2) al fine di garantire la posizione di chiusura della porta; detto dispositivo di bloccaggio (1) essendo caratterizzato dal fatto di comprendere almeno un elemento di rilevazione (41) configurato per fornire un’informazione rappresentativa di una distanza tra il blocco serratura (2) ed i mezzi di supporto (8,9,20).
- 2. Dispositivo di bloccaggio (1) secondo la rivendicazione 1, in cui detto almeno un elemento di rilevazione (41) è operativamente associato ai mezzi di supporto (8,9,20).
- 3. Dispositivo di bloccaggio (1) secondo la rivendicazione 2, in cui detto almeno un elemento di rilevazione (41) è alloggiato in detto almeno un elemento di chiusura (36,43).
- 4. Dispositivo di bloccaggio (1) secondo la rivendicazione 1, in cui il dispositivo di bloccaggio (1) comprende un ulteriore elemento di rilevazione configurato per fornire un’informazione rappresentativa di un’ulteriore distanza tra il blocco serratura (2) ed i mezzi di supporto (8,9,20).
- 5. Dispositivo di bloccaggio (1) secondo la rivendicazione 4, in cui i mezzi di supporto (20) comprendono un ulteriore elemento di chiusura (36), detto ulteriore elemento di rilevazione essendo operativamente associato a detto ulteriore elemento di chiusura (36).
- 6. Dispositivo di bloccaggio (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detto almeno un elemento di rilevazione (41) è configurato per essere in comunicazione mediante un cavo elettrico di collegamento (C) ad una unità di elaborazione (UE) dell’informazione fornita dall’elemento di rilevazione (41).
- 7. Dispositivo di bloccaggio (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 5, in cui detto almeno un elemento di rilevazione (41) è configurato per essere in comunicazione in modalità wireless con una unità di elaborazione (UE) dell’informazione fornita dall’elemento di rilevazione (41).
- 8. Dispositivo di bloccaggio (1) secondo la rivendicazione 1, in cui detto almeno un elemento di rilevazione (41) è operativamente associato al blocco serratura (2).
- 9. Dispositivo di bloccaggio (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detto almeno un elemento di rilevazione (41) è configurato per fornire l’informazione della distanza lungo una direzione parallela alla direzione di svincolo del blocco serratura (2).
- 10. Dispositivo di bloccaggio (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detto almeno un elemento di rilevazione (41) è un sensore appartenente ad un gruppo comprendente: sensore di tipo induttivo, sensore di tipo magnetico, sensore di tipo ottico.
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