ITMI20100541A1 - Dispositivo elettromeccanico perfezionato per il comando di utenze elettriche - Google Patents
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Description
Descrizione di un brevetto d'invenzione a nome:
Forma oggetto del presente trovato un dispositivo elettromeccanico di comando di una utenza elettrica ad esempio di un veicolo, motoveicolo o similare, secondo il preambolo della rivendicazione principale.
Un dispositivo del tipo sopra citato ed oggetto del trovato può avere le applicazioni le più svariate (ad esempio negli elettrodomestici, veicoli, ecc..), ma in tutte il dispositivo presenta un corpo comprendente contatti fìssi atti ad essere collegati elettricamente alla utenza attraverso la movimentazione di contatti mobili; i contatti fissi sono collegati da un lato ad un'alimentazione elettrica e dall'altro all'utenza, detti contatti essendo elettricamente isolati tra loro .
I contatti mobili (atti a collegare tra loro i contatti fissi ed alimentare .l'utenza) sono associati ad una porzione di un organo di comando mobile rispetto ad elementi contrapposti di detto corpo, vincolati ad un supporto fisso (ad esempio un manubrio di una motocicletta in cui il dispositivo in esame è ad esempio utilizzato per l'accensione o lo spegnimento dei fari) . Tale organo di cornando comprende la porzione suddetta frapposta tra detti elementi contrapposti fissi e mobili rispetto ad essi, detta porzione essendo comandata nel movimento da un comando c esterno a tali elementi e su cui agisce un utente, movimentandolo, per avere l'attivazione o la disattivazione dell'utenza attraverso il movimento dei contatti mobili rispetto a quelli fissi e le diverse configurazioni di collegamenti tra essi ottenute col movimento del comando e della porzione mobile ad esso connessa.
Le soluzioni note comprendono usualmente un numero complessivo di cinque contatti fissi e cinque mobili; i contatti fissi sono usualmente suddivisi in due gruppi (da tre e due contatti, rispettivamente) ciascuno provvisto di propria alimentazione (che ha comunque una "fonte" comune, come la batteria di una motocicletta) . Tale soluzione obbliga ad uno sdoppiamento dell'alimentazione proveniente da una sorgente comune, con conseguenti tempi e costi.
Inoltre, in tale configurazione solo due dei tre contatti fissi sono operativi nelle varie fasi di utilizzo del dispositivo cooperando con i contatti mobili. Il terzo contatto fisso, alternativamente collegato a quello mobile durante detto utilizzo, nel tempo è soggetto a usura meccanica/elettrica in quanto in corrispondenza di esso si crea un arco voltaico (con il contatto fisso sempre in collegamento con quelli mobili) che provoca una perdita di materiale da esso, cosa che riduce la vita utile del contatto e quindi del dispositivo .
In aggiunta, le note soluzioni prevedono che i contatti fissi, benché possiedano una superfìcie di contatto piana (ottenuta per ribaditura di piccole aste metalliche inserite in rispettive sedi di un primo elemento fisso del corpo del dispositivo), abbiano un loro punto limitato di collegamento con i contatti mobili (di forma sostanzialmente sferica) , che può portare a conduzione elettrica imprecisa tra questi ultimi ed i contatti fissi.
Inoltre, la modalità con cui vengono ottenuti i contatti fissi porta ad avere una limitata superficie di dissipazione del calore di saldatura dei cavi elettrici a tali contatti fissi. Tale limitata superficie ha la conseguenza di comportare un trasferimento di calore all'elemento fisso (in materiale plastico) del corpo del dispositivo a cui tali contatti sono solidali con conseguente possibile deformazione o fusione localizzata di tale elemento.
Da ultimo, al fine di ridurre l'intensità di corrente circolante nei dispositivi noti al fine di aumentarne la vita utile, essi sono usualmente connessi ad un teleruttore che riduce l'intensità di tale corrente. Tale soluzione, però, può dar vita a possibili correnti disperse; nel caso in cui, nel dispositivo, è presente dell'umidità (come può essere il caso di un dispositivo montato su una motocicletta) , dette correnti possono raggiungere valori tali da creare un contatto tra i contatti fissi ed attivare l'utenza ad essi connessa. Ciò può portare anche a gravi problemi, ad esempio all'esaurimento della batteria del veicolo su cui il dispositivo è montato.
Scopo del presente trovato è quello di offrire un dispositivo elettromeccanico per il comando di utenze elettriche, ad esempio di un veicolo come una motocicletta, che sia perfezionato rispetto ai dispositivi noti.
In particolare, scopo del trovato è quello di offrire un dispositivo del tipo citato che abbia una vite utile più lunga degli analoghi dispositivi noti.
Un altro scopo è quello di offrire un dispositivo del tipo citato che assicuri un funzionamento affidabile e un ottimale contatto tra i contatti elettrici fissi e mobìli.
Un ulteriore scopo è quello di offrire un dispositivo del tipo citato che assicuri l'attivazione dell'utenza a cui è connesso solo quando l'utente agisce su di esso.
Questi ed altri scopi che risulteranno evidenti all'esperto del ramo sono raggiunti da un dispositivo secondo le unite rivendicazioni.
Per una maggior comprensione del presente trovato si allegano, a titolo puramente esemplificativo, ma non limitativo, i seguenti disegni, in cui:
la figura 1 mostra in vista prospettica, in esploso, un dispositivo secondo il trovato;
la figura 2 mostra una vista dall'alto del dispositivo di figura 1;
la figura 3 mostra una vista in sezione secondo la linea 3-3 di figura 2; e
la figura 4 mostra una vista in sezione secondo la linea 4-4 di figura 2.
Con riferimento alle citate figure, un dispositivo secondo il trovato è indicato genericamente con 1 e comprende un corpo 2 presentante un primo elemento fisso 3 ed un secondo elemento fisso 4, detti elementi essendo atti ad essere vincolati ad un supporto fisso (non mostrato) a sua volta solidale al corpo su cui il dispositivo 1 è montato (anch'esso non mostrato). Tale corpo può essere un elettrodomestico oppure un manubrio di una motocicletta; con riferimento esemplificativo a questo impiego, il dispositivo 1 può essere associato ad un supporto o gruppo comando di varie utenze del veicolo su cui esso è montato, come ad esempio i fari di quest’ultimo.
Gli elementi fissi 3 e 4 possono essere accoppiati tra loro in modo noto qualsiasi. Ad esempio, il primo elemento 3 presenta una conformazione sostanzialmente a piastra con alette laterali 7 rastremate verso un'estremità libera 8 aggettantisi da una porzione centrale sostanzialmente piana 9 di tale elemento 3. Il secondo elemento fisso 4 presenta una porzione sostanzialmente piana 12 (almeno su un suo lato 12A) da cui si elevano bracci contrapposti 14, elasticamente mobili (in allontanamento reciproco) e presentanti fori 15 alle loro estremità libere 16. In prossimità di tali fori, su un lato interno 18 di ogni braccio 14, è presente una parte a piano inclinato 19 atta a cooperare con una corrispondente parte a piano inclinato 21 dell'estremità libera 8 di un'aletta 7 del primo elemento 3. Tale cooperazione consente l'allontanamento reciproco dei bracci 14 all'atto dell'accoppiamento con le alette 7 e la possibilità di introdurre tali estremità 8 entro i fori 15 di tali bracci così da vincolare, a scatto, gli elementi 3 e 4.
Dalla porzione piana 12 dell'elemento 4 si eleva un elemento cilindrico 22 su cui è calzato, mobile, un organo di comando 23 del dispositivo 1 provvisto di foro 25 per tale elemento 22. Tale organo 23 comprende una porzione 24 atta a disporsi tra gli elementi 3 e 4 mobili entro la cavità 26 definita da tali elementi e dalle loro porzioni 9 e 12 affacciate. La porzione 24 è associata, lateralmente, ad un comando 28 del movimento dell'organo 23 presentante una parte 30 di forma ergonomica, ricurva, da cui si aggetta un braccio 31 di azionamento dell'organo di comando 23.
Quest'ultimo può ruotare in modo contrastato attorno all'elemento cilindrico 2 ad esempio attraverso l'accoppiamento con un organo sierico che crea resistenza a tale rotazione o attraverso la cooperazione di un bordo libero 34 della porzione 24 con una parete ondulata 35 (preferibilmente a spezzata) elevantesi dalla porzione 12 del secondo elemento 4.
Da estremità laterali contrapposte dell'elemento 4, infine, si aggettano alette 36 forate per il vincolo del corpo 1 entro un suo supporto. In alternativa, una di tali alette 36 presenta il proprio foro 36A atto a trattenere, passante, un cavo di alimentazione elettrico del dispositivo 1.
Il primo elemento 3 presenta, su una faccia 37 della sua porzione piana 9 rivolta verso la cavità 26, due coppie di contatti fissi 39 connesse ad un'alimentazione elettrica (ad esempio la batteria del veicolo) ed a differenti utenze. Tali contati fissi 39 sono atti a cooperare con quattro contatti mobili 40 portati dall'organo di comando 23; tali contatti, sono associati, a due a due, a supporti metallici 41 conformati ad U rovesciata, affiancati e mobili in contrasto a molle 43 relativamente a sedi 44 realizzate entro la porzione 24 di tale organo 23.
Più in particolare, ogni supporto 41 comprende una parte centrale 46 supportante, distanziati, i contatti 40 e due bracci estremali 47 ripiegati rispetto alla parte 46 e presentanti alette sporgenti 48, in modo inclinato e realizzate per tranciatura nel relativo braccio, atte a cooperare a scatto, con le loro estremità libere 48A, con sottosquadri 50 realizzati nelle sedi 44 così da mantenere tale supporto entro la rispettiva sede. Ciò consente una elevata facilità di montaggio ed una automatizzazione di questa operazione.
I supporti 41 sono disposti con asse longitudinale W (corrispondente a quello della parte centrale 46) ortogonale ad un asse longitudinale K di un elemento di contatto 52, metallico, soggetto direttamente alle molle 43 più sopra citate. Tale elemento di contatto, posto ortogonalmente ai supporti 41, li connette elettronicamente, comprendendo preferibilmente risalti 54 cooperanti con detti supporti per assicurare tale connessione. Tali risalti agiscono sulla parte 46 dei supporti 41 su un lato contrapposto a quello portante i contatti 40.
L'elemento di contatto comprende alette laterali 55 aggettantisi ortogonalmente da una porzione piana 56 portante i contatti 54 e cooperanti con spallamenti contrapposti 60 di un incavo 61 previsto nella porzione 24 dell'organo 23 così da essere guidato da tali spallamenti in un movimento lineare traslatorio generato dalla spinta delle molle 43.
L'elemento di contatto 52 collega tra loro i supporti 41 dei contatti mobili 40 permettendo in tal modo di ottenere un corretto funzionamento del dispositivo 1 alimentando solo una coppia di contatti fissi con energia elettrica, ad esempio della batteria. Infatti, grazie alla disposizione trasversale dell'elemento 52 rispetto ai supporti 41, basta che uno dei contatti fissi 39 di solo una coppia di contatti fissi sia connesso all'alimentazione per trasferire, attraverso i contatti mobili 40, l'alimentazione anche all'altra coppia di contatti fissi ed alimentare conseguentemente l'utenza connessa a quest'ultima.
Tale collegamento tra coppie di contatti fissi con una singola, sola alimentazione è sempre presente grazie alla presenza dell'elemento 52. Comunque si dispongano i contatti mobili 40 rispetto a quelli fissi 39, vi sarà sempre un contatto mobile alimentato e collegato al contatto fisso di una coppia di contatto. Tale alimentazione verrà trasferita ai contatti fissi della coppia non alimentata attraverso la connessione elettrica ottenuta mediante l’elemento di contatto 52 (metallico) collegante i supporti 41 (metallici) dei contatti mobili 40.
In aggiunta, preferibilmente i contatti fissi 39 sono realizzati attraverso corpi allungati (almeno in corrispondenza della faccia 37 dell'elemento 3) con cui cooperano i contatti mobili 40 così da offrire a questi ultimi un'ampia superficie di contatto. Ne consegue, oltre alla sicurezza della connessione, anche una maggior dispersione di calore durante la saldatura del cavo elettrico di alimentazione attraverso l'ampia superficie dei contatti fissi e la conseguente minor probabilità che tale calore, diffondendosi nell'elemento fisso 3, ne provochi una deformazione (almeno localizzata in prossimità del contatto fisso alimentato) .
Grazie alle molle 43 agenti sull'elemento di contatto 52 si ottiene anche una movimentazione dei supporti 41 tale da permettere un adattamento di questi ultimi agli eventuali imperfetti posizionamenti dei contatti fissi 39 dovuti ad imperfezioni dell'elemento fisso 3.
I contatti mobili 40, inoltre, cooperano sempre con tutti i contatti fissi 39, evitando la creazione di archi voltaici tra essi con conseguente assenza di elettroerosione di questi ultimi. Ciò ha per conseguenza una maggior vita utile dei contatti e del dispositivo 1.
E' stata descritta una forma preferita del trovato. Altre ancora sono possibili alla luce della descrizione che precede e sono da ritenersi ricadere nell'ambito delle rivendicazioni che seguono .
Claims (8)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo elettromeccanico di comando (1) di almeno una utenza elettrica ad esempio di un veicolo,, motoveicolo o similare, comprendente un corpo (2) presentante due elementi contrapposti (3, 4) vincolabili ad una parte fissa racchiudendo tra essi una porzione mobile (24) di un organo di comando (23), un primo elemento (2) di tali elementi contrapposti (3, 4) presentando contatti elettrici fissi (39) connessi ad ogni utenza, la porzione mobile (24) suddetta presentando contatti mobili (40) atti a cooperare con quelli fissi (39) in funzione della posizione dell'organo di comando (23) rispetto agli elementi contrapposti fissi (3, 4) così da definire almeno una posizione di attivazione di una utenza ed una posizione di disattivazione di quest'ultima, caratterizzato dal fatto che i contatti fissi (39) sono in numero pari, solo uno di tali contatti essendo alimentato elettricamente .
- 2. Dispositivo di comando di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i contatti fissi (39) e quelli mobili (40) sono in numero dì quattro, i contatti mobili (40) essendo associati a supporti (41) mobili e portanti, ciascuno, due di tali contatti (40), tali supporti (41) essendo metallici, affiancati tra loro e presentando una conformazione ad U rovesciata, i supporti (41) avendo parti centrali (46) portanti i contatti (40) e disposte con assi longitudinali (W) ortogonali all'asse longitudinale (K) di un elemento di contatto (52) metallico collegante detti supporti (41) tra loro, un contatto (40) di questi ultimi essendo atto a cooperare con il contatto fisso (39) alimentato elettricamente così da trasferire tale alimenta zione agli altri contatti fissi (39) e da essi ad ogni utenza attraverso la cooperazione dei supporti (41) con l'elemento di contatto (52).
- 3. Dispositivo di comando di cui alla rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi elastici (43) funzionalmente cooperanti con i supporti (41) dei contatti fissi (40).
- 4. Dispositivo di comando di cui alla rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che detti mezzi elastici sono molle (43) cooperanti con l'elemento di contatto (52), quest'ultimo essendo interposto tra dette molle ed i supporti (41) dei contatti mobìli (40) ed agendo su un lato delle parti centrali (46) di tali supporti contrapposti a quello dove sono presenti supporti contrapposti a quelli dove sono presenti i contatti fissi (40),
- 5. Dispositivo di comando di cui alla rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detta parte centrale (46) di detti supporti (41) è associata a bracci estremali (47) ripiegati rispetto a tale piarle (46) ed inseriti a scatto in sedi (44) previste nella porzione mobile (24) dell'organo di comande (23).
- 6, Dispositivo di comando di cui alla rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che detti bracci comprendono alette sporgenti (48) la cui estremità libera (48Δ) è atta a cooperare con un sottosquadro (50) corrispondente previsto entro dette sedi (44) della porzione mobile (24).
- 7. Dispositivo di comando di cui alla rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detto elemento di contatto (52) comprende una porzione piana (56) da cui si aggettano preferibilmente risalti (54) cooperanti con i supporti (41) dei contatti fissi (40), lateralmente da detta porzione piana (56) aggettandosi alette laterali (55) cooperanti con spailamenti (60) di un incavo della porzione mobile (24) dell'organo di comando (23) così da essere guidati da spallamenti movimento traslatorio lineare generato
- 8. Dispositivo di comando di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i contatti fissi (39) hanno una conformazione allungata almeno in corrispondenza di una faccia (37) dell’elemento fìsso (3) a cui sono associati e rivolta verso i contatti mobili (40), 9, Dispositivo di comando di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i due elementi contrapposti (3, 4) vincolabìli ad una parte fissa sono accoppiati a scatto tra loro mediante inserimento di aggetti laterali (8) dal primo elemento (3) in sedi (15) di bracci (14) aggettantisi dal secondo elemento (4), verso il primo (3), da una parte piana (12) di quest'ultimo, da tale parte elevantesi un corpo (2,2) atto ad inserirsi in un foro (25) della porzione mobile (24) dell ’organo di comando (23), tale porzione mobile essendo inserita entro una cavità (26) definita da detti primo e secondo elemento (3, 4) accoppiati ed essendo associata ad un comando (28) esterno alla cavità suddetta. Riferimento archivio del mandatario A27975
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|---|---|---|---|---|
| US4213513A (en) * | 1978-06-26 | 1980-07-22 | Mcgill Manufacturing Company, Inc. | Ignition control system with safety switches |
| US4710599A (en) * | 1985-04-30 | 1987-12-01 | Honda Giken Kogyo Kabushiki Kaisha | Switch attachment structure for use on motor vehicles with handlebars |
| EP1842765A1 (en) * | 2006-04-03 | 2007-10-10 | Toyo Denso Co., Ltd. | Handle switch device of vehicle |
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2010
- 2010-03-31 IT IT000541A patent/ITMI20100541A1/it unknown
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