ITMI20102145A1 - Scatola di transizione ottica - Google Patents

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ITMI20102145A1
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IT
Italy
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optical
cable
side wall
fibers
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IT002145A
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Fabio Abbiati
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Prysmian Spa
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    • G02B6/44Mechanical structures for providing tensile strength and external protection for fibres, e.g. optical transmission cables
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Description

DESCRIZIONE
Della Domanda di Brevetto per Invenzione Industriale dal Titolo:
“Scatola di transizione otticaâ€
La presente invenzione riguarda il settore degli apparati per l’installazione di reti ottiche di accesso. In particolare, la presente invenzione riguarda una scatola di transizione ottica per alloggiare una connessione ottica tra un cavo di linea ed almeno un cavo utente di una rete ottica di accesso.
Una rete ottica cosiddetta FTTP (“Fiber To The Premises†) o FTTH (“Fiber To The Home†) à ̈ una rete ottica di accesso che fornisce ad un numero di utenti finali servizi di comunicazione a banda larga o ultra-larga, ossia servizi che richiedono velocità di trasmissione dati di alcune centinaia di Mbit/s o ancora più elevate.
Tipicamente, una rete ottica FTTP o FTTH comprende una scatola di distribuzione che à ̈ tipicamente posizionata nel seminterrato o scantinato dell’edificio in cui gli utenti finali risiedono. Un cavo ottico, che nel seguito verrà denominato “cavo di linea†(in inglese, “riser cable†), fuoriesce dalla scatola di distribuzione e scorre in direzione verticale all’interno dell’edificio dal seminterrato o scantinato fino a ciascun piano. Tra due piani successivi, il cavo di linea tipicamente à ̈ posato in una canalina che protegge il cavo dal punto di vista meccanico. Tale canalina può essere fissata alla superficie di una parete oppure può essere alloggiata nello spessore della parete (ad esempio, nel calcestruzzo). All’interno di tale canalina il cavo di linea può scorrere insieme, ad esempio, ai cavi per la distribuzione dell’energia ed ai cavi telefonici.
Presso ciascun piano dell’edificio, tipicamente i cavi ottici, elettrici e telefonici attraversano scatole o cassette di derivazione per essere collegati agli impianti degli appartamenti o uffici degli utenti finali. Tipicamente una scatola di derivazione può avere un ingombro superficiale minimo pari a circa 10 cm x 10 cm.
In particolare, il cavo di linea può essere connesso otticamente ad uno o più ulteriori cavi ottici, che verranno chiamati nel seguito “cavi utente†(in inglese, “drop cable†). Ciascun cavo utente scorre verso l’appartamento o ufficio di un utente finale all’interno di una canalina apposita fissata alla superficie della parete o alloggiata nel suo spessore. Per connettere il cavo di linea ai cavi utente, alcune fibre ottiche vengono estratte dal cavo di linea e vengono giuntate a rispettive estremità delle fibre ottiche dei cavi utente. Ciascun cavo utente à ̈ poi tipicamente terminato in una scatola di terminazione posizionata in prossimità o all’interno dell’appartamento o ufficio dell’utente finale.
US 2010/0232752 descrive un dispositivo di diramazione per un cavo di linea. In corrispondenza di un punto di diramazione del cavo di linea, viene tagliata una finestra nel rivestimento del cavo per esporre le fibre racchiuse in esso. Il dispositivo di diramazione viene situato presso il punto di diramazione e comprende un alloggiamento per il cavo di linea e sei porte d’uscita che si diramano dall'alloggiamento in direzione obliqua, e che sono atte a guidare sei fibre estratte dal cavo di linea all’esterno del dispositivo in modo che possano essere giuntate a rispettive fibre ottiche di cavi utente. Ciascun giunto à ̈ alloggiato in un dispositivo di protezione telescopico che viene connesso alla rispettiva porta di uscita del dispositivo di diramazione. Tale dispositivo di protezione telescopico può essere allungato per alloggiare la lunghezza in eccesso delle fibre giuntate. Il giunto e la lunghezza in eccesso alloggiati nel dispositivo di protezione telescopico possono essere situati nella canalina in cui à ̈ posato il cavo utente. Il dispositivo di protezione telescopico à ̈ in materiale flessibile, in modo da poter essere arrotolato all'interno della canalina, se necessario.
EP 2 141 528 descrive una scatola di distribuzione modulare atta a ricevere un cavo di linea e distribuire le fibre del cavo di linea ad un utente. La scatola comprende due livelli impilabili ed un coperchio. Il livello inferiore à ̈ sostanzialmente piatto ed ha una porta di ingresso e due porte di uscita per consentire al cavo di linea di passare attraverso la scatola. Il livello inferiore ha anche un elemento di instradamento atto ad instradare le fibre estratte dal cavo di linea dal livello inferiore al livello superiore. Il livello superiore comprende dei canali di ricezione atti a ricevere le fibre del cavo di linea dal livello inferiore. Eventuali giunti tra le fibre del cavo di linea e le fibre dei cavi utente sono alloggiati nel livello superiore. Le fibre uscenti dai giunti sono instradate verso una porta di uscita del livello superiore.
La connessione ottica tra un cavo di linea ed uno o più cavi utente in corrispondenza di un piano dell'edificio può essere alloggiata in una scatola di derivazione già installata al piano.
La Richiedente ha osservato che il dispositivo di diramazione di US 2010/0232752 può essere usato a questo scopo, ma presenta alcuni svantaggi. Innanzitutto, poiché i giunti tra le fibre del cavo di linea e le fibre dei cavi utente - protetti dal dispositivo di protezione telescopico - sono alloggiati all’interno della canalina che trasporta il cavo utente, il dispositivo di protezione telescopico può incastrarsi all’interno della canalina. Inoltre, poiché il dispositivo di protezione telescopico à ̈ piuttosto ingombrante, all’interno di ciascuna canalina spesso à ̈ possibile alloggiare un singolo giunto. Inoltre in caso di manutenzione sul cavo di linea o sul cavo utente le lavorazioni risultano difficoltose, mentre le manutenzioni su altri cavi presenti nella canalina risultano delicate per l’integrità della soluzione.
La scatola di distribuzione descritta da EP 2 141 528 d'altro canto consentirebbe di alloggiare al proprio interno sia i giunti che la lunghezza in eccesso delle fibre ottiche. In particolare, le dimensioni e struttura della scatola sono tali da consentire l’alloggiamento di una decina di metri di fibra ottica. Tuttavia, per applicazioni FFTP o FFTH, tale lunghezza di fibre non à ̈ necessaria, quindi la scatola di distribuzione di EP 2141 528 à ̈ inutilmente complessa e ingombrante. Inoltre, essa ha un ingombro troppo elevato perché possa essere inserita all’interno di una scatola di derivazione.
Scopo della presente invenzione à ̈ quello di fornire una scatola di transizione ottica per alloggiare una connessione ottica tra un cavo di linea ed almeno un cavo utente di una rete ottica di accesso che possa essere facilmente installata all’interno di una scatola di derivazione e che consenta di alloggiare al suo interno uno o più giunti di detta connessione ottica e l'eventuale lunghezza in eccesso delle fibre ottiche giuntate necessaria per eventuali lavorazioni e manutenzioni.
Secondo forme di realizzazione della presente invenzione, questo scopo à ̈ raggiunto da una scatola di transizione ottica avente una base atta a ricevere una porzione di un cavo di linea e l'estremità di uno o più cavi utente. La base comprende un fondo atto ad alloggiare la lunghezza in eccesso delle fibre ottiche estratte dal cavo di linea e dai cavi utente. La base inoltre comprende un elemento porta-giunti atto ad alloggiare i giunti tra le fibre del cavo di linea e le fibre del/i cavo/i utente. Tale elemento porta-giunti à ̈ aggettante da una parete laterale della base al di sopra del fondo, ad una certa distanza da esso.
Questo permette di alloggiare, all’interno di un unico volume molto compatto, un tratto del cavo di linea, i giunti e le lunghezze in eccesso delle fibre ottiche. Infatti, mentre i giunti sono alloggiati nell'elemento porta-giunti, le lunghezze in eccesso delle fibre ottiche possono essere alloggiate sul fondo della base, estendendosi in parte al di sotto dell'elemento porta-giunti e in parte al di sopra del tratto di cavo di linea alloggiato nella base.
Nel seguito della presente descrizione e delle rivendicazioni, l'espressione "fibra ottica" indicherà una fibra ottica oppure un modulo ottico comprendente una fibra ottica ed una guaina. Il cavo di linea ed i cavi utente possono comprendere uno o più moduli ottici alloggiati nel rivestimento esterno del cavo.
Secondo un aspetto dell’invenzione, viene fornita una scatola di transizione ottica per alloggiare una connessione ottica tra un cavo di linea ed almeno un cavo utente di una rete ottica di accesso, la scatola di transizione ottica comprendendo una base comprendente:
- un fondo configurato per alloggiare lunghezze in eccesso di almeno una prima fibra ottica del cavo di linea e di almeno una seconda fibra ottica del cavo utente;
- una parete laterale; e
- un elemento porta-giunti fissato alla parete laterale e aggettante dalla parete laterale sopra il fondo, l'elemento porta-giunti essendo atto ad alloggiare almeno un giunto tra la prima fibra ottica e la seconda fibra ottica, tra il fondo e l'elemento porta-giunti essendo prevista una distanza non inferiore ad un diametro della prima fibra ottica.
Preferibilmente, l'elemento porta-giunti comprende almeno una mensola sporgente a sbalzo verso l'interno della base dalla parete laterale, la mensola comprendendo una o più scanalature configurate per alloggiare l'almeno un giunto.
Preferibilmente, il fondo comprende una fenditura configurata per essere impegnata da una porzione del cavo di linea in modo che la porzione sia accessibile dall'interno della base.
Preferibilmente, il fondo comprende almeno una rampa posizionata in prossimità della fenditura, la rampa essendo configurata per sollevare le lunghezze in eccesso al di sopra della porzione del cavo di linea.
Secondo forme di realizzazione particolarmente vantaggiose, il fondo comprende almeno un elemento di riscontro che attraversa la fenditura, l'elemento di riscontro essendo configurato in modo che, quando la porzione del cavo di linea impegna la fenditura, la porzione del cavo di linea poggia contro l'elemento di riscontro.
Preferibilmente, la base comprende almeno un'ulteriore parete laterale adiacente alla parete laterale, e la parete laterale forma con l'ulteriore parete laterale un canale atto ad alloggiare il cavo utente per consentire al cavo utente di uscire dalla base.
Preferibilmente, la parete laterale ha primi dentini e l'ulteriore parete laterale ha secondi dentini affacciati ai primi dentini, i primi dentini ed i secondi dentini essendo atti a trattenere il cavo utente nel canale.
Secondo forme di realizzazione vantaggiose, la base comprende una o più alette di tenuta che hanno un'altezza rispetto al fondo maggiore dell'altezza della parete laterale.
Vantaggiosamente, la base ha una larghezza compresa tra 30 mm e 60 mm, un’altezza compresa tra 55 mm e 85 mm e una profondità compresa tra 10 mm e 30 mm.
Preferibilmente, la base à ̈ un corpo unico in un materiale plastico.
La presente invenzione diverrà più chiara alla luce della seguente descrizione dettagliata, fornita a titolo esemplificativo e non limitativo, da leggersi con riferimento ai disegni acclusi in cui:
- la Figura 1 Ã ̈ una vista in assonometria di una scatola di transizione ottica secondo una forma di realizzazione preferita della presente invenzione; - la Figura 2 Ã ̈ una vista in assonometria della base della scatola di transizione ottica di Figura 1;
- la Figura 3 Ã ̈ una vista in pianta della base di Figura 2;
- la Figura 4 Ã ̈ una vista in sezione laterale della base di Figura 2 secondo il piano di sezione A-A mostrato in Figura 3; e
- la Figura 5 à ̈ una vista frontale di una scatola di derivazione al cui interno à ̈ alloggiata la base della scatola di Figura 1.
Le Figure 1-4 mostrano una scatola di transizione ottica 1 (nel seguito indicata, per semplicità, “scatola†) secondo una forma di realizzazione preferita della presente invenzione. Le Figure non sono in scala.
La scatola 1 comprende una base 2. Convenientemente essa comprende anche un coperchio 3.
Con riferimento alle Figure 2, 3 e 4, la base 2 comprende un fondo 20 e pareti laterali 21, 22, 23 e 24. Preferibilmente, il fondo 20 Ã ̈ sostanzialmente rettangolare con due angoli adiacenti arrotondati.
Lungo il bordo opposto ai due angoli adiacenti arrotondati, il fondo 20 comprende una fenditura 201 che attraversa tutto il fondo 20. La fenditura 201 può essere posizionata in corrispondenza del bordo del fondo 20, oppure parallelamente ad esso e ad una certa distanza da esso.
In una forma di realizzazione, il fondo 20 comprende due rampe 202a, 202b. Le rampe 202a, 202b sono preferibilmente posizionate in prossimità delle estremità opposte della fenditura 201 e sono sostanzialmente perpendicolari ad essa. Ciascuna rampa 202a, 202b ha un'altezza che à ̈ massima verso la fenditura 201 e che diminuisce allontanandosi da essa. La rampe 202a, 202b hanno un profilo curvo o lineare. Le rampe 202a, 202b sono configurate per facilitare l'alloggiamento di lunghezza in eccesso di fibre ottiche all’interno della scatola 1, come verrà spiegato in maggior dettaglio nel seguito.
Il fondo 20 comprende inoltre due elementi di riscontro 204a, 204b. Ciascun elemento di riscontro 204a, 204b può comprendere un ponticello curvo che attraversa la fenditura 201. Gli elementi di riscontro 204a, 204b sono preferibilmente posizionati in corrispondenza delle estremità della fenditura 201. In particolare, ciascuno degli elementi di riscontro 204a, 204b à ̈ posizionato in corrispondenza di una delle rampe 202a, 202b. Preferibilmente, ciascun elemento di riscontro 204a, 204b à ̈ collegato ad una delle rampe 202a, 202b in corrispondenza della sua altezza massima. L'altezza degli elementi di riscontro 204a, 204b rispetto al fondo 20 à ̈ preferibilmente non maggiore dell'altezza massima delle rampe 202a, 202b. Gli elementi di riscontro 204a, 204b agiscono da fermi per bloccare un tratto del cavo di linea alloggiato nella fenditura 201, come verrà spiegato in maggior dettaglio qui di seguito.
Il fondo 20 della base, nella forma di realizzazione illustrata, comprende anche un elemento di fissaggio 203. L’elemento di fissaggio 203 comprende un cilindro cavo che si estende verso l'interno della base 2 dal fondo 20 in direzione sostanzialmente perpendicolare ad esso. La cavità dell’elemento di fissaggio 203 à ̈ configurata per ricevere un opportuno organo di fissaggio (ad esempio, un organo filettato quale una vite, un perno, ecc.) per fissare il coperchio 3 alla base 2, come verrà descritto in maggior dettaglio nel seguito. A questo scopo, la superficie della cavità dell'elemento di fissaggio 203 può presentare una filettatura.
Preferibilmente, le pareti laterali 21, 22, 23 e 24 sono sostanzialmente perpendicolari al fondo 20.
Nella forma di realizzazione illustrata, la parete laterale 24 opposta al bordo del fondo 20 lungo il quale scorre la fenditura 201 à ̈ incurvata alle proprie estremità. In particolare, il profilo delle estremità della parete laterale 24 forma una concavità verso l'interno della base 2. Il profilo ha un raggio di curvatura maggiore di o uguale ad un raggio di curvatura minimo, che dipende dal tipo di fibra ottica da alloggiare nella base 2. Ad esempio, nel caso di fibre del tipo definito dalla Raccomandazione ITU-T G.657A1, il raggio di curvatura minimo à ̈ di 20 mm.
Ciascuna delle due pareti laterali 21 e 23 adiacenti alla parete laterale 24 e perpendicolari ad essa ha la propria estremità prossima alla parete laterale 24 incurvata. Anche le estremità incurvate delle due pareti laterali 21 e 23 hanno un profilo con raggio di curvatura maggiore di o uguale al raggio di curvatura minimo menzionato sopra.
Le estremità incurvate delle pareti laterali 21 e 23 si affiancano almeno in parte alle estremità incurvate della parete 24 esternamente ad esse, in modo da formare due canali 25a, 25b. Ciascun canale 25a, 25b ha una larghezza sostanzialmente uguale al diametro esterno del cavo utente scelto per l’applicazione. I canali 25a, 25b consentono infatti di alloggiare le estremità di più cavi utente impilati l’uno sopra l’altro, come verrà spiegato in maggior dettaglio qui di seguito. La superficie interna dell'estremità incurvata delle pareti 21, 23 e la superficie esterna delle estremità incurvate della parete 24 presentano dei dentini che consentono di fissare stabilmente i cavi utente nei canali 25a, 25b.
Ciascuna delle pareti laterali 21 e 23 comprende inoltre un recesso 211, 231 sostanzialmente allineato alla fenditura 201. I recessi 211, 231 hanno preferibilmente forma semicircolare. La fenditura 201 e i recessi 211, 231 sono configurati per alloggiare una porzione di un cavo di linea, come verrà descritto in maggior dettaglio qui di seguito.
La base 2 comprende inoltre un elemento porta-giunti 26. In particolare, l'elemento porta-giunti 26 comprende una o più mensole. La scatola 1 mostrata nelle Figure 2, 3 e 4 comprende, ad esempio, due mensole 26a, 26b. Le mensole 26a, 26b sporgono a sbalzo dalla superficie interna della parete laterale 24 ad una distanza dal fondo 20 non inferiore al diametro di una fibra ottica, in modo che al di sotto di esse rimanga spazio sufficiente a posizionare almeno un avvolgimento di fibre ottiche, come verrà descritto nel seguito.
Ciascuna mensola 26a, 26b comprende una o più scanalature parallele alla parete laterale 24. Nella forma di realizzazione mostrata nelle Figure, ciascuna mensola 26a, 26b comprende una coppia di scanalature 261a-262a, 261b-262b parallele. Le scanalature 261a, 262a della mensola 26a sono allineate alle scanalature 261b, 262b della mensola 26b, rispettivamente, cosicché le scanalature 261a e 261b formano un primo alloggiamento porta-giunti e le scanalature 262a e 262b formano un secondo alloggiamento porta-giunti. In forme di realizzazione alternative, non mostrate nelle Figure, possono essere presenti tre o più coppie di scanalature. La disposizione a sbalzo delle mensole 26a, 26b vantaggiosamente permette di alloggiare nella scatola 1 sia la lunghezza in eccesso delle fibre ottiche che i giunti e, nel contempo, di minimizzare l’ingombro della scatola 1, come verrà discusso in dettaglio qui di seguito.
La base 2 comprende inoltre un numero di prime alette di tenuta 27 ed un numero di seconde alette di tenuta 28.
In particolare, le prime alette di tenuta 27 sporgono verso l'interno della base 2 dal bordo libero delle pareti laterali 21, 22 e 23 in una direzione sostanzialmente parallela al fondo 20. Le seconde alette di tenuta 28 si estendono al di sopra del bordo libero delle pareti laterali 21, 22, 23 e 24 ad una certa distanza da esso, e sporgono anch'esse verso l’interno della base 2 in direzione sostanzialmente parallela al fondo 20. Nella forma di realizzazione mostrata nelle Figure, la base 2 comprende tre seconde alette di tenuta 28 disposte sostanzialmente tra la parete laterale 22 e la fenditura 201 in modo da definire un primo tratto di un percorso di guida curvo e tre seconde alette di tenuta 28 disposte lungo la parete laterale 24 opposta in modo da definire un secondo tratto del percorso di guida curvo. Le prime alette di tenuta 27 e le seconde alette di tenuta 28 sono configurate per trattenere una o più fibre ottiche all’interno della base 2, come verrà spiegato qui di seguito.
Preferibilmente, la base 2 ha una larghezza W compresa tra 30 mm e 60 mm. Più preferibilmente la larghezza W à ̈ compresa tra 35 mm e 50 mm. Ancora più preferibilmente, la larghezza W à ̈ uguale a 44 mm.
Preferibilmente, la base 2 ha una altezza H compresa tra 55 mm e 85 mm. Più preferibilmente l’altezza H à ̈ compresa tra 60 mm e 80 mm. Ancora più preferibilmente, l’altezza H à ̈ uguale a 71 mm.
Preferibilmente, la base 2 ha una profondità T che permette di impilare in ciascun canale 25a, 25b un numero di cavi utente uguale al numero di giunti che possono essere alloggiati nell’elemento porta-giunti 26. Preferibilmente, la profondità T della base 2 à ̈ compresa tra 10 mm e 30 mm. Più preferibilmente la profondità T à ̈ compresa tra 15 mm e 25 mm. Ancora più preferibilmente, la profondità T à ̈ uguale a 19 mm.
La base 2 della scatola di transizione 1 può vantaggiosamente essere realizzata come un corpo unico tramite stampaggio di un materiale plastico. Il materiale plastico utilizzato può ad esempio essere ABS (acrilonitrilebutadiene-stirene).
Con riferimento alla Figura 1, il coperchio 3 comprende un cielo 30 e quattro pareti laterali 31, 32, 33 e 34. La forma e dimensioni del coperchio 3 corrispondono alla forma e dimensioni della base 2 in modo tale che il coperchio 3 possa essere appoggiato sulla base 2 per chiudere la scatola 1. Secondo la forma di realizzazione mostrata nelle Figure, il coperchio 3 ha due angoli arrotondati. Inoltre, il coperchio 3 comprende due denti 35 posti in prossimità dei due angoli arrotondati. I denti 35 sporgono dalle pareti laterali del coperchio 3 in modo tale che, quando il coperchio 3 viene appoggiato sulla base 2, essi appoggiano contro le estremità incurvate delle pareti laterali 21, 23. I denti 35 facilitano il corretto posizionamento del coperchio 3 sulla base 2 ed evitano che il coperchio 3 possa muoversi rispetto della base 2 mentre viene fissato ad essa.
Il cielo 30 del coperchio 3 preferibilmente comprende un foro di fissaggio 301. Quando il coperchio 3 viene appoggiato sulla base 2, il foro di fissaggio 301 à ̈ allineato alla cavità dell’elemento di fissaggio 203 della base 2.
Il coperchio 2 può essere vantaggiosamente realizzato con lo stesso materiale e lo stesso processo della base 2.
Nel seguito, verrà descritta nel dettaglio una procedura di installazione della scatola di transizione 1.
Si assuma che una scatola di transizione 1 debba essere installata presso un piano di un edificio, per effettuare la connessione ottica tra un cavo di linea 4 che scorre verticalmente tra i piani dell’edificio ed uno o più cavi utente (non mostrati nelle Figure) che scorrono preferibilmente verso gli appartamenti o uffici di utenti finali residenti presso quel piano. Si assuma che una porzione del cavo di linea 4 sia alloggiata all’interno di una scatola di derivazione 5 (come mostrato in Figura 5) già installata al piano dell’edificio, ad esempio fissata ad una parete. Alla scatola di derivazione 5 sono collegate diverse canaline 6 nelle quali possono essere alloggiati cavi elettrici, cavi telefonici e/o cavi ottici (in particolare, il cavo di linea 4 e uno o più cavi utente).
Il cavo di linea 4 comprende un numero di fibre ottiche che possono essere disposte nel rivestimento esterno del cavo secondo una qualsiasi disposizione nota. Ad esempio, le fibre ottiche possono essere disposte in nastri, moduli, micromoduli. etc. a loro volta alloggiati nel rivestimento esterno. Nel seguito, si suppone che ciascuna fibra ottica del cavo di linea sia disposta in un rispettivo modulo ottico che comprende la fibra ottica ed una guaina.
Ciascun cavo utente può comprendere una o più fibre ottiche. Nel seguito, si suppone che ciascun cavo utente comprenda una singola fibra ottica disposta in un modulo ottico che comprende la fibra ottica ed una guaina. Nel seguito, per semplicità, l'espressione "fibra ottica" (riferita sia alle fibre del cavo di linea, sia alle fibre del cavo utente) indicherà una fibra ottica con la rispettiva guaina.
Prima di installare la scatola 1 all’interno della scatola di derivazione 5 contenente il cavo di linea 4, un operatore apre una finestra di accesso nel rivestimento della porzione del cavo di linea 4 alloggiata nella scatola di derivazione 5, per esporre le fibre ottiche contenute al suo interno.
Successivamente, l’operatore appoggia la base 2 della scatola 1 sul cavo di linea 4, in modo che il tratto di cavo di linea 4 in corrispondenza del quale à ̈ stata tagliata la finestra di accesso sia alloggiato nella fenditura 201 ed impegni i recessi 211, 231 delle pareti laterali 21, 23.
Quindi, l'operatore fissa il cavo di linea 4 alla base 2. A questo scopo, l’operatore fa passare due organi di aggancio - ad esempio, due fascette -attorno al cavo di linea 4, esternamente ai due elementi di riscontro 204a, 204b. L'operatore quindi chiude ciascun organo di aggancio all’interno della base 2 unendo in modo stabile le sue due estremità. Ciascun organo di aggancio resta così bloccato tra un rispettivo organo di riscontro 204a, 204b ed una rispettiva parete laterale 21, 23, cosicché il cavo di linea 4 non può scorrere in direzione assiale rispetto alla base 2.
Preferibilmente, gli organi di aggancio sono due fascette di plastica per cablaggio che, come noto, sono zigrinate ed hanno ad una loro estremità una testa di fissaggio con un'apertura atta a ricevere l'estremità opposta della fascetta. La zigrinatura impedisce all'estremità di sfilarsi dall'apertura.
Quando le fascette per cablaggio sono avvolte attorno al cavo 4 e strette attorno ad esso come descritto sopra, le loro teste di fissaggio poggiano contro gli elementi di riscontro 204a, 204b e trattengono saldamente la porzione di cavo di linea 4 nella fenditura 201. Le teste delle fascette vengono fatte ruotare verso gli angoli formati dalle pareti laterali 21, 22 e 23, 22 in modo tale che non ostacolino il posizionamento delle fibre ottiche.
Una volta fissato il cavo di linea 4 alla base 2, l’operatore estrae dal cavo 4 una o più fibre ottiche (nel seguito denominate “fibre di linea†). In particolare, l'operatore può estrarre dal cavo 4 un numero di fibre di linea uguale al numero di giunti che possono essere alloggiati nell'elemento portagiunti 26. L’operatore estrae le fibre di linea dal cavo 4 per una lunghezza sufficiente ad effettuare dei giunti (ad esempio, alcune decine di centimetri). Inoltre, l’operatore espone da uno o più cavi utente le rispettive fibre ottiche (nel seguito denominate “fibre utente†) da giuntare alle fibre di linea. Ad esempio, l'operatore può esporre due fibre utente da giuntare a due delle quattro fibre di linea estratte dal cavo 4. Anche le fibre utente sono esposte per una lunghezza sufficiente ad effettuare dei giunti con le fibre di linea (ad esempio, alcune decine di centimetri).
Successivamente, l’operatore giunta due delle fibre di linea estratte dal cavo 4 con le due fibre utente estratte.
Quindi, l'operatore alloggia i giunti nell'elemento porta-giunti 26, raccoglie la lunghezza in eccesso delle fibre di linea e delle fibre utente in uno o più avvolgimenti con perimetro minore del perimetro del fondo 20, e dispone la lunghezza in eccesso delle fibre di linea e fibre utente giuntate sul fondo 20. Ad esempio, i due giunti possono essere alloggiati ciascuno in un rispettivo alloggiamento porta-giunti, ossia un giunto può essere alloggiato nelle scanalature 261a, 261b e l'altro giunto può essere alloggiato nelle scanalature 262a, 262b. In alternativa, i due giunti possono essere impilati in uno stesso alloggiamento porta-giunto, ad esempio quello formato delle scanalature 261a, 261b.
La lunghezza in eccesso delle fibre giuntate à ̈ invece disposta sulla superficie del fondo 20 lungo il suo perimetro. In particolare, la lunghezza in eccesso à ̈ posizionata al di sotto dell'elemento porta-giunti 26 lungo la parete 24, sulle rampe 202a, 202b lungo le pareti laterali 21 e 23 e al di sopra del cavo di linea 4 lungo la parete laterale 22. In altre parole, la lunghezza in eccesso delle fibre giuntate giace su un piano inclinato rispetto al fondo 20. La lunghezza in eccesso delle fibre giuntate à ̈ trattenuta in posizione dalle prime alette di tenuta 27.
L'elemento porta-giunti 26 a sbalzo vantaggiosamente consente quindi di ottimizzare l’utilizzo dello spazio all’interno della base 2. Infatti, la lunghezza in eccesso delle fibre di linea e delle fibre utente può essere vantaggiosamente alloggiata sfruttando tutto il perimetro del fondo 20, passando al di sotto dell'elemento porta-giunti 26. In altre parole, l'elemento porta-giunti 26 non occupa spazio sul fondo 20, che può quindi essere interamente utilizzato per l'alloggiamento della lunghezza in eccesso delle fibre. Inoltre, le rampe 202a, 202b vantaggiosamente consentono di sfruttare anche la porzione di fondo 20 occupata dal cavo di linea 4, sollevando la lunghezza in eccesso delle fibre al di sopra di esso.
Per fuoriuscire dalla base 2, i cavi utente comprendenti le fibre utente giuntate sono quindi alloggiati in uno dei canali 25a, 25b della base 2, a seconda dalla posizione reciproca della scatola 1 e dell'uscita della canalina da cui provengono le fibre utente. In particolare, i cavi utente giuntati sono impilati l’una sopra l’altro in uno dei canali 25a, 25b. I dentini delle pareti laterali 24 e 21, 23 in corrispondenza dei canali 25a, 25b vantaggiosamente trattengono il rivestimento dei cavi utente in modo stabile.
Quindi, l'operatore può disporre nella base 2 anche la lunghezza in eccesso delle due fibre di linea non giuntate estratte dal cavo di linea 4.
A tal scopo, anche la lunghezza in eccesso di queste fibre di linea non giuntate può essere raccolta in uno o più avvolgimenti che sono quindi disposti nella base 2 lungo il suo perimetro, al di sopra della lunghezza in eccesso delle fibre giuntate. In particolare, gli avvolgimenti delle fibre non giuntate possono essere posizionati al di sotto dell'elemento porta-giunti 26 lungo la parete 24, sulle rampe 202a, 202b lungo le pareti laterali 21 e 23 e al di sopra delle prime alette di tenuta 27 lungo la parete laterale 22. Lungo la parete laterale 22, gli avvolgimenti delle fibre non giuntate sono trattenuti in posizione dalle seconde alette di tenuta 28.
In alternativa, gli avvolgimenti delle fibre non giuntate possono essere alloggiati attorno al perimetro della base 2 tra le prime alette di tenuta 27 e le seconde alette di tenuta 28. In questo secondo caso, gli avvolgimenti sono trattenuti in posizione dalle seconde alette di tenuta 28 lungo tutto il loro perimetro.
Le lunghezze in eccesso delle fibre di linea non giuntate sono quindi vantaggiosamente separate dalle lunghezze in eccesso delle fibre giuntate, in quanto giacciono al di sopra di esse e separate da esse dalle alette 27. Nel caso in cui l’operatore debba successivamente giuntare anche queste fibre, il loro posizionamento al di sopra delle fibre giuntate consente di raggiungere facilmente le loro estremità libere senza dover toccare le fibre già giuntate.
Infine, la scatola 1 può essere chiusa appoggiando il coperchio 3 alla base 2, cosicché il foro di fissaggio 301 del coperchio 3 si allinea alla cavità dell'elemento di fissaggio 203. Il coperchio 3 può quindi essere fissato alla base 2 ad esempio tramite un organo filettato (vite o bullone).
Vantaggiosamente, la scatola di transizione secondo la presente invenzione permette di alloggiare al proprio interno un tratto del cavo di linea, uno o più giunti di una connessione ottica tra il cavo di linea ed uno o più cavi utente e le lunghezze in eccesso delle fibre ottiche estratte da questi cavi, in uno spazio molto ridotto. Il cavo di linea, i giunti e le lunghezze in eccesso delle fibre sono vantaggiosamente alloggiati all’interno della base della scatola in un unico volume, ma su due livelli. La scatola à ̈ quindi molto compatta ed anche molto semplice, in quanto non contiene parti complesse quali vassoi porta-giunti ruotabili o elementi di guida dalle forme complicate per disporre le fibre.
La scatola fornisce quindi la protezione meccanica necessaria sia per le lunghezze in eccesso delle fibre che per i giunti. Le dimensioni contenute della scatola e la direzione tangente alla scatola con cui i cavi utenti escono dalla scatola stessa consentono di alloggiare la scatola all’interno di una scatola di derivazione presso ciascun piano di un edificio già cablato.
L’installazione di tale scatola à ̈ inoltre semplice, in quanto essa può essere appoggiata sulla porzione scoperta del cavo di linea senza che il fondo della base della scatola debba passare dietro il cavo.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Una scatola di transizione ottica (1) per alloggiare una connessione ottica tra un cavo di linea (4) ed almeno un cavo utente di una rete ottica di accesso, detta scatola di transizione ottica (1) comprendendo una base (2) comprendente: − un fondo (20) configurato per alloggiare lunghezze in eccesso di almeno una prima fibra ottica di detto cavo di linea (4) e di almeno una seconda fibra ottica di detto cavo utente; − una parete laterale (24); e − un elemento porta-giunti (26) fissato a detta parete laterale (24) e aggettante da detta parete laterale (24) sopra detto fondo (20), detto elemento porta-giunti (26) essendo atto ad alloggiare almeno un giunto tra detta prima fibra ottica e detta seconda fibra ottica, tra detto fondo (20) e detto elemento porta-giunti (26) essendo prevista una distanza non inferiore ad un diametro di detta prima fibra ottica.
  2. 2. La scatola di transizione ottica (1) secondo la rivendicazione 1, in cui detto elemento porta-giunti (26) comprende almeno una mensola (26a, 26b) sporgente a sbalzo verso l'interno di detta base (2) da detta parete laterale (24), detta almeno una mensola (26a, 26b) comprendendo una o più scanalature (261a, 262a, 261b, 262b) configurate per alloggiare detto almeno un giunto.
  3. 3. La scatola di transizione ottica (1) secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui detto fondo (20) comprende una fenditura (201) configurata per essere impegnata da una porzione di detto cavo di linea (4) in modo che detta porzione sia accessibile dall'interno di detta base (2).
  4. 4. La scatola di transizione ottica (1) secondo la rivendicazione 3, in cui detto fondo (20) comprende almeno una rampa (202a, 202b) posizionata in prossimità di detta fenditura (201), detta rampa (202a, 202b) essendo configurata per sollevare dette lunghezze in eccesso al di sopra di detta porzione di detto cavo di linea (4).
  5. 5. La scatola di transizione ottica (1) secondo la rivendicazione 3 o 4, in cui detto fondo (20) comprende almeno un elemento di riscontro (204a, 204b) che attraversa detta fenditura (201), detto elemento di riscontro (204a, 204b) essendo configurato in modo che, quando detta porzione di detto cavo di linea (4) impegna detta fenditura (201), detta porzione di detto cavo di linea (4) poggia contro detto elemento di riscontro (204a, 204b).
  6. 6. La scatola di transizione ottica (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detta base (2) comprende almeno un'ulteriore parete laterale (21, 23) adiacente a detta parete laterale (24) e in cui detta parete laterale (24) forma con detta ulteriore parete laterale (21, 23) un canale (25a, 25b) atto ad alloggiare detto cavo utente per consentire a detto cavo utente di uscire da detta base (2).
  7. 7. La scatola di transizione ottica (1) secondo la rivendicazione 6, in cui detta parete laterale (24) ha primi dentini e detta ulteriore parete laterale (21, 23) ha secondi dentini affacciati a detti primi dentini, detti primi dentini e detti secondi dentini essendo atti a trattenere detto cavo utente in detto canale (25a, 25b).
  8. 8. La scatola di transizione ottica (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detta base (2) comprende una o più alette di tenuta (28), dette una o più alette di tenuta (28) avendo un'altezza rispetto a detto fondo (20) maggiore di un'altezza di detta parete laterale (24).
  9. 9. La scatola di transizione ottica (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detta base (2) ha una larghezza (W) compresa tra 30 mm e 60 mm.
  10. 10. La scatola di transizione ottica (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detta base (2) ha un’altezza (H) compresa tra 55 mm e 85 mm ed una profondità (T) compresa tra 10 mm e 30 mm.
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