ITMI20121434A1 - "dispositivo di connessione tra una linea di deviazione di un flusso di circolazione liquido e una valvola radiale di una stringa di perforazione di un pozzo, sistema di intercettazione e deviazione di un flusso di circolazione liquido in una stringa - Google Patents

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ITMI20121434A1
ITMI20121434A1 IT001434A ITMI20121434A ITMI20121434A1 IT MI20121434 A1 ITMI20121434 A1 IT MI20121434A1 IT 001434 A IT001434 A IT 001434A IT MI20121434 A ITMI20121434 A IT MI20121434A IT MI20121434 A1 ITMI20121434 A1 IT MI20121434A1
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IT
Italy
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hollow structure
shell
condition
string
connection device
Prior art date
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IT001434A
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Inventor
Luigi Besenzoni
Angelo Calderoni
Roberto Poloni
Original Assignee
Eni Spa
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    • E21EARTH OR ROCK DRILLING; MINING
    • E21BEARTH OR ROCK DRILLING; OBTAINING OIL, GAS, WATER, SOLUBLE OR MELTABLE MATERIALS OR A SLURRY OF MINERALS FROM WELLS
    • E21B21/00Methods or apparatus for flushing boreholes, e.g. by use of exhaust air from motor
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    • E21B21/106Valve arrangements outside the borehole, e.g. kelly valves
    • EFIXED CONSTRUCTIONS
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Description

DISPOSITIVO DI CONNESSIONE TRA UNA LINEA DI DEVIAZIONE DI UN FLUSSO DI CIRCOLAZIONE LIQUIDO E UNA VALVOLA RADIALE DI UNA STRINGA DI PERFORAZIONE DI UN POZZO, SISTEMA DI INTERCETTAZIONE E DEVIAZIONE DI UN FLUSSO DI CIRCOLAZIONE LIQUIDO IN UNA STRINGA DI PERFORAZIONE DI
UN POZZO
La presente invenzione si riferisce a un dispositivo di connessione tra una linea di deviazione di un flusso di circolazione liquido e una valvola radiale di una stringa di perforazione di un pozzo.
Forma altresì un oggetto della presente invenzione un sistema di intercettazione e deviazione di un flusso di circolazione liquido in una stringa di perforazione di un pozzo.
L’oggetto della presente invenzione si presta a essere impiegato nel settore industriale delle trivellazioni e perforazioni di pozzi, e in particolare à ̈ dedicato a tutti i sistemi di perforazione, quali per esempio quelli denominati dalla stessa Richiedente “E-CD†, che consentono di mantenere ininterrottamente attivi il pompamento, e quindi la circolazione di fluidi in pozzo, durante i passi operativi necessari a effettuare l’aggiunta in batteria di una o più moduli destinati a perforazioni più profonde.
Com’à ̈ noto, i summenzionati sistemi “E-CD†prevedono almeno una stringa di perforazione di conformazione sostanzialmente tubolare alle cui estremità sono provvisti idonei mezzi di impegno che ne consentono l’avvitamento su ulteriori moduli.
La stringa di perforazione à ̈ dotata di due valvole, di cui una radiale, intercettabile dall’esterno mediante un adattatore, e l’altra, sostanzialmente assiale.
In particolare, il summenzionato adattatore, prevede un connettore veloce accoppiabile a un tubo flessibile, il quale ha la funzione di interconnettere il dispositivo di pompamento in pozzo (“Rig pump manifold†) con la stringa di perforazione, propri dell’impianto di perforazione.
Scendendo più nel dettaglio, il connettore veloce dell’adattatore presenta una struttura tubolare cava che delimita almeno un vano tubolare per il transito di liquidi o fanghi di perforazione tra la stringa di perforazione e il sopra citato dispositivo di pompamento. La struttura tubolare cava del connettore veloce presenta un primo raccordo o estremità di connessione su cui risulta avvitabile il summenzionato tubo flessibile che porta al dispositivo di pompamento, e un secondo raccordo o estremità, disposto da parte opposta al primo, e avvitabile direttamente sulla stringa di perforazione in corrispondenza della valvola radiale di quest’ultima.
Al fine di agevolare le operazioni di avvitamento, eseguite su comando manuale di un rispettivo operatore, il connettore veloce presenta, esternamente, due appendici radiali che si estendono, trasversalmente allo sviluppo longitudinale del connettore veloce, da parti diametralmente opposte. Le appendici radiali del connettore veloce ne facilitano la rotazione in fase di avvitamento sulla stringa di perforazione.
L’avvitamento del connettore veloce consente il collegamento ermetico di quest’ultimo alla rispettiva valvola radiale della stringa di perforazione, per cui quando la valvola radiale si trova in condizione di apertura, il connettore veloce mette in comunicazione di fluido il tubo flessibile e il dispositivo di pompamento con la stringa di perforazione.
Sebbene il connettore veloce degli adattatori o dispositivi di connessione noti, consentano una rapida connessione fra il tubo flessibile che porta al dispositivo di pompamento e la rispettiva stringa di perforazione, la Richiedente ha riscontrato che non sono tuttavia esenti da alcuni inconvenienti e sono migliorabili sotto diversi aspetti, principalmente in relazione alla velocità di applicazione del dispositivo di connessione alla stringa di perforazione, alla praticità di applicazione del medesimo sulla stringa di perforazione, nonché alla sicurezza degli operatori durante l’applicazione del dispositivo di connessione alla stringa di perforazione.
In particolare, la Richiedente ha riscontrato che l’applicazione dei dispositivi di connessione noti sulle stringhe di perforazione richiede la necessaria presenza di uno o più operatori destinati alla disposizione del medesimo nella posizione corretta e il successivo avvitamento dello stesso sulla corrispondente stringa di perforazione. In altre parole, gli operatori posizionano manualmente, anche attraverso l’ausilio di idonei dispositivi di sollevamento di carichi, il connettore veloce in allineamento con la valvola radiale della rispettiva stringa di perforazione. Successivamente, gli operatori avvitano il connettore veloce sulla rispettiva stringa di perforazione per porre in comunicazione di fluido quest’ultimo con la rispettiva valvola radiale.
Tutte queste operazioni vengono eseguite durante il funzionamento del rispettivo impianto di perforazione e in condizioni di spazi limitrofi particolarmente limitati, per via delle strutture, dei macchinari e delle apparecchiature presenti in prossimità dei rispettivi pozzi.
Naturalmente, tali attività risultano particolarmente rischiose per gli operatori che possono facilmente infortunarsi, anche in modo grave.
Scopo principe della presente invenzione à ̈ provvedere un dispositivo di connessione tra una linea di deviazione di un flusso di circolazione liquido e una valvola radiale di una stringa di perforazione di un pozzo, nonché un sistema di intercettazione e deviazione di un flusso di circolazione liquido in una stringa di perforazione di un pozzo munito di tale dispositivo di connessione, in grado di risolvere i problemi riscontrati nella tecnica nota.
Un ulteriore scopo della presente invenzione à ̈ velocizzare l’operazione di applicazione del dispositivo di connessione alla rispettiva stringa di perforazione.
Un altro scopo della presente invenzione à ̈ facilitare e semplificare l’operazione di applicazione del dispositivo di connessione alla rispettiva stringa di perforazione.
È altresì uno scopo della presente invenzione automatizzare le operazioni di applicazione del dispositivo di connessione alla rispettiva stringa di perforazione.
È anche uno scopo della presente invenzione evitare l’intervento degli operatori durante le fasi di applicazione del dispositivo di connessione alla stringa di perforazione.
È un ulteriore scopo della presente invenzione garantire la sicurezza degli operatori.
Gli scopi sopra specificati, e altri ancora, sono sostanzialmente raggiunti da un dispositivo di connessione tra una linea di deviazione di un flusso di circolazione liquido e una valvola radiale di una stringa di perforazione di un pozzo, nonché da un sistema di intercettazione e deviazione di un flusso di circolazione liquido in una stringa di perforazione di un pozzo, provvisto di tale dispositivo di connessione, come espresso e descritto nelle seguenti rivendicazioni.
Viene ora riportata, a titolo esemplificativo, la descrizione di una forma di esecuzione preferita, ma non esclusiva, di un dispositivo di connessione tra una linea di deviazione di un flusso di circolazione liquido e una valvola radiale di una stringa di perforazione di un pozzo, nonché di un sistema di intercettazione e deviazione di un flusso di circolazione liquido in una stringa di perforazione di un pozzo provvisto di tale dispositivo di connessione, in accordo con la presente invenzione. Tale descrizione sarà effettuata qui di seguito con riferimento agli uniti disegni, forniti a solo scopo indicativo e pertanto non limitativo, in cui:
la figura 1 Ã ̈ una rappresentazione prospettica di un dispositivo di connessione tra una linea di deviazione di un flusso di circolazione liquido e una valvola radiale di una stringa di perforazione di un pozzo, in accordo con una prima soluzione realizzativa della presente invenzione;
la figura 2 Ã ̈ una rappresentazione prospettica parzialmente in sezione del dispositivo di connessione di cui alla figura precedente;
la figura 3 Ã ̈ una rappresentazione schematica in pianta del dispositivo di connessione, in accordo con una seconda soluzione realizzativa della presente invenzione, rappresentato in fase di impegno su una stringa di perforazione di un pozzo;
la figura 4 Ã ̈ una rappresentazione schematica in pianta del dispositivo di connessione, in accordo con una terza soluzione realizzativa delle presente invenzione, illustrato in fase di impegno su una stringa di perforazione di un pozzo;
la figura 5 Ã ̈ una raffigurazione prospettica schematica del dispositivo di connessione, in accordo con una quarta soluzione realizzativa della presente invenzione;
la figura 6 Ã ̈ una rappresentazione schematica prospettica del dispositivo di connessione, in accordo con una quinta soluzione realizzativa della presente invenzione;
la figura 7 Ã ̈ una rappresentazione schematica in pianta del dispositivo di cui alla figura 6, impegnato su una rispettiva stringa di perforazione di un pozzo e in condizione di apertura;
la figura 8 Ã ̈ una raffigurazione schematica in pianta di un particolare del dispositivo di cui alle figure 6 e 7, rappresentato in relazione a una stringa di perforazione di un pozzo;
la figura 9 Ã ̈ una variante realizzativa del particolare di cui alla figura 8;
la figura 10 Ã ̈ una rappresentazione schematica in pianta di un dispositivo di connessione, in accordo con una sesta soluzione realizzativa della presente invenzione;
la figura 11 Ã ̈ una rappresentazione schematica in pianta di un dispositivo di connessione, in accordo con una settima soluzione realizzativa della presente invenzione;
la figura 12 Ã ̈ una rappresentazione prospettica ingrandita di un organo di bloccaggio del dispositivo di cui alla figura 3;
la figura 13 à ̈ una rappresentazione prospettica di una variante realizzativa dell’organo di bloccaggio del dispositivo secondo la presente invenzione;
la figura 14 Ã ̈ una rappresentazione prospettica ingrandita di un organo di bloccaggio del dispositivo di cui alle figure 4 e 7;
la figura 15 à ̈ una rappresentazione prospettica di un’ulteriore variante realizzativa dell’organo di bloccaggio del dispositivo secondo la presente invenzione;
la figura 16 à ̈ una rappresentazione prospettica in sezione, dell’organo di bloccaggio di cui alla figura 15;
la figura 17 à ̈ una rappresentazione prospettica di un’altra variante realizzativa dell’organo di bloccaggio del dispositivo secondo la presente invenzione;
la figura 18 à ̈ una rappresentazione prospettica del dispositivo di connessione presentante un’ulteriore variante realizzativa dell’organo di bloccaggio;
la figura 19 à ̈ una rappresentazione prospettica del dispositivo di connessione, in accordo con un’ottava soluzione realizzativa della presente invenzione;
la figura 20 Ã ̈ una rappresentazione in pianta del dispositivo di connessione, in accordo con una nona soluzione realizzativa della presente invenzione;
la figura 21 Ã ̈ rappresentazione prospettica del dispositivo di cui alla figura precedente;
la figura 22 Ã ̈ una rappresentazione in pianta del dispositivo di connessione, in accordo con una decima soluzione realizzativa della presente invenzione, raffigurato in una condizione significativa;
la figura 23 à ̈ una rappresentazione in pianta del dispositivo di cui alla figura precedente, raffigurato in un’ulteriore condizione significativa;
la figura 24 à ̈ una rappresentazione in pianta del dispositivo di cui alla figura precedente, rappresentato in un’altra condizione significativa;
la figura 25 à ̈ una rappresentazione in vista prospettica di un’interfaccia di connessione interponibile tra opportuni mezzi di manipolazione e un dispositivo di connessione, in accordo con un’ulteriore soluzione realizzativa della presente invenzione;
la figura 26 à ̈ una vista prospettica di un’altra variante realizzativa di un’interfaccia di connessione tra i mezzi di manipolazione e il dispositivo di connessione;
la figura 27 à ̈ una vista prospettica di un’ulteriore variante realizzativa di un’interfaccia di connessione tra i mezzi di manipolazione e il dispositivo di connessione;
la figura 28 Ã ̈ una vista prospettica di una prima variante realizzativa di una valvola radiale applicabile su una stringa di perforazione, in accordo con la presente invenzione, rappresentata in condizione di chiusura;
la figura 29 Ã ̈ una vista prospettica della valvola radiale di cui alla figura precedente, rappresentata in condizione di apertura;
la figura 30 Ã ̈ una vista prospettica schematica di una stringa di perforazione munita della valvola radiale di cui alle figure 28 e 31, illustrata in condizione di apertura;
la figura 31 à ̈ una vista prospettica schematica di una porzione di una stringa di perforazione munita della valvola radiale di cui alle figure da 28 a 29, la quale à ̈ illustrata in condizione di apertura;
la figura 32 à ̈ un vista prospettica in esploso dell’insieme stringa di perforazione e valvola radiale di cui alle figure da 28 a 29;
la figura 33 à ̈ una rappresentazione schematica in sezione di un’ulteriore variante realizzativa di una valvola radiale, rappresentata in condizione di chiusura;
la figura 34 Ã ̈ una rappresentazione prospettica e in sezione della valvola radiale di cui alla figura 33, rappresentata in condizione di chiusura;
la figura 35 Ã ̈ una rappresentazione schematica in sezione della valvola radiale di cui alle figure 33 e 34, rappresentata in condizione di apertura;
la figura 36 à ̈ una rappresentazione schematica in sezione di un’ulteriore variante realizzativa di una valvola radiale, rappresentata in condizione di chiusura;
la figura 37 Ã ̈ una rappresentazione prospettica e in sezione della valvola radiale di cui alla figura 36, rappresentata in condizione di chiusura;
la figura 38 Ã ̈ una rappresentazione schematica in sezione della valvola radiale di cui alle figure 36 e 37, rappresentata in condizione di apertura;
la figura 39 à ̈ una rappresentazione prospettica di un’ulteriore variante realizzativa di una valvola radiale, rappresentata nella condizione di chiusura; la figura 40 à ̈ un’altra rappresentazione prospettica della valvola di cui alla figura 39 rappresentata nella condizione di apertura;
la figura 41 à ̈ una vista prospettica di un’altra variante realizzativa di una valvola radiale rappresentata in condizione di apertura;
la figura 42 à ̈ una vista prospettica di un’ulteriore soluzione realizzativa di una valvola radiale rappresentata in condizione di chiusura;
la figura 43 Ã ̈ una rappresentazione in vista prospettica della valvola di cui alla figura 42 illustrata in condizione di apertura;
la figura 44 Ã ̈ una sezione schematica della valvola di cui alla figura 42;
la figura 45 à ̈ una rappresentazione prospettica di un’ulteriore variante realizzativa di una valvola radiale raffigurata in condizione di chiusura;
la figura 46 Ã ̈ una rappresentazione prospettica in sezione della valvola radiale di cui alla figura 45, rappresentata in condizione di chiusura;
la figura 47 à ̈ un’ulteriore rappresentazione prospettica della valvola radiale di cui alle figure 45 e 46, illustrata in condizione di chiusura;
la figura 48 à ̈ una rappresentazione schematica in sezione di un’ulteriore variante realizzativa di una valvola radiale, illustrata in condizione di chiusura;
la figura 49 à ̈ una rappresentazione prospettica di un’altra variante realizzativa di una valvola radiale, illustrata in condizione di chiusura;
la figura 50 à ̈ un’altra vista prospettica della valvola radiale di cui alla figura 49, rappresentata in condizione di chiusura;
la figura 51 Ã ̈ una vista schematica in sezione della valvola radiale di cui alle figure 49 e 50, rappresentata in condizione di chiusura;
la figura 52 à ̈ una rappresentazione prospettica di un’ulteriore variante realizzativa di una valvola radiale, illustrata in condizione di chiusura;
la figura 53 à ̈ una rappresentazione prospettica di un’altra variante realizzativa di una valvola radiale, illustrata in condizione di chiusura;
la figura 54 à ̈ una sezione di un’ulteriore variante realizzativa di una valvola radiale;
la figura 55 à ̈ una sezione di un’altra variante realizzativa di una valvola radiale;
la figura 56 à ̈ una rappresentazione prospettica di un’ulteriore soluzione realizzativa di una valvola radiale, illustrata in condizione di chiusura;
la figura 57 à ̈ un’altra vista prospettica della valvola radiale di cui alla figura 56, rappresentata in condizione di chiusura;
la figura 58 Ã ̈ una sezione schematica della valvola radiale di cui alle figure 56 e 57, illustrate in condizione di chiusura;
Con riferimento alle figure da 1 a 7, 10, 11, 15 e da 18 a 24, viene mostrato un dispositivo di connessione tra una linea di deviazione di un flusso di circolazione liquido e una valvola radiale di una stringa di perforazione di un pozzo, complessivamente indicato con 1.
In particolare, il dispositivo di connessione 1 à ̈ atto a collegare idraulicamente una stringa di perforazione 2 di un pozzo, rappresentata schematicamente nelle figure da 1 a 4, da 7 a 11, da 13 a 16 e da 21 a 24, attraverso una valvola radiale 100 di quest’ultima, e un tubo flessibile TF proveniente da un rispettivo dispositivo di pompamento (non illustrato) di una linea di deviazione LD di un flusso di circolazione liquido. Come visibile nelle figure da 1 a 7, da 10 a 18, da 19 a 21 e 24, il dispositivo di connessione 1 comprende una struttura cava 3 delimitante almeno un vano 4 per il transito di un liquido (non rappresentato).
La struttura cava 3 à ̈ vantaggiosamente commutabile tra una condizione non operativa illustrata nelle figure 5, 6 e da 18 a 20, in cui il dispositivo di connessione 1 à ̈ disimpegnato dalla valvola radiale della stringa di perforazione 2, e una condizione operativa mostrata nelle figure da 1 a 4, 10, 11, da 13 a 16 e da 21 a 24, in cui il dispositivo di connessione 1 à ̈ impegnato alla stringa di perforazione 2 in corrispondenza della valvola radiale 100 di quest’ultima.
Quando il dispositivo di connessione 1 si trova in condizione operativa, il vano 4 della struttura cava 3 à ̈ vantaggiosamente in comunicazione di fluido con la valvola radiale 100 della stringa di perforazione 2 per cui, quando quest’ultima si trova in condizione di apertura, il dispositivo di connessione 1 consente il transito di un rispettivo liquido in circolazione tra la linea di deviazione LD e la stringa di perforazione medesima.
Al fine di porre la stringa di perforazione 2 in comunicazione di fluido con la summenzionata linea di deviazione LD, la struttura cava 3 presenta almeno un raccordo 5 mostrato nelle figure da 1 a 3, 7, 15, 16, 18 e da 19 a 24, vantaggiosamente unito di pezzo alla medesima, idraulicamente collegabile a un condotto di transito della linea di deviazione stessa, preferibilmente il sopra citato tubo flessibile TF.
In accordo con un aspetto vantaggioso della presente invenzione, la struttura cava 3 presenta almeno un bordo di contatto 6 illustrato nelle figure da 1 a 7, 10, 11, 15, 18 e da 19 a 24, che delimita, almeno parzialmente, il vano di alloggiamento 4.
Vantaggiosamente, il bordo di contatto 6 à ̈ predisposto a impegnare, a tenuta, almeno una superficie esterna 2a della stringa di perforazione 2, per cui, quando la struttura cava 3 si trova in condizione operativa, il bordo di contatto 6 si estende attorno alla valvola radiale 100 della stringa di perforazione 2. In tale situazione, il vano di alloggiamento 4 avvolge vantaggiosamente completamente la valvola radiale 100. In accordo con tale soluzione realizzativa, il vano 4 della struttura cava 3 definisce, unitamente alla superficie esterna 2a della stringa di perforazione 2, una rispettiva camera di transizione 7 del liquido in circolazione mostrata nelle figure 2 e 6, la quale à ̈ vantaggiosamente ermeticamente isolata dall’ambiente circostante e interposta tra la linea di deviazione LD e la stringa di perforazione 2.
Scendendo più nel dettaglio, la struttura cava 3 presenta due bordi di contatto 6 illustrati nelle figure da 1, 2, 5, 6 e 19, delimitanti, almeno parzialmente, il vano 4. Ciascun bordo di contatto 6 à ̈ vantaggiosamente controsagomato alla superficie esterna 2a della stringa di perforazione 2 per cui, quando la struttura cava 3 si trova in condizione operativa, il vano 4 avvolge completamente la valvola radiale 100 della stringa di perforazione 2, definendo, con quest’ultima, la rispettiva camera di transizione 7 del liquido in circolazione.
Sempre con riferimento alle figure 2 e 6, il vano 4 della struttura cava 3, avvolge, vantaggiosamente trasversalmente, un intero segmento longitudinale 2b, della stringa di perforazione 2, in modo tale da isolare ermeticamente quest’ultimo dall’ambiente circostante.
Preferibilmente, il segmento longitudinale 2b da isolare porta la rispettiva valvola radiale 100 della stringa di perforazione 2 per cui anche la valvola radiale 100 permane isolata ermeticamente dall’ambiente circostante quando la struttura cava 3 si trova in condizione operativa.
Al fine di sigillare ermeticamente il vano 4 della struttura cava 3, da parti rispettivamente opposte, e, contro la superficie esterna 2a della stringa di perforazione 2, la struttura cava 3 à ̈ provvista di almeno un’idonea guarnizione di tenuta 8 mostrata in figura 2, che isola i punti di contatto tra la struttura cava stessa e la stringa di perforazione 2. Come visibile nelle figure 1, 2, 5, 6, 15, 16, 18, 19 e 21, la struttura cava 3 e il vano 4 da essa definito, presentano una conformazione sostanzialmente cilindrica.
Conformemente alla forma della struttura cava 3, del vano 4 e della stringa di perforazione 2, la camera di transizione 7 del liquido in circolazione presenta uno sviluppo sostanzialmente tubolare/cilindrico, vantaggiosamente coassiale alla stringa di perforazione 2.
In accordo con le soluzioni realizzative illustrate nelle figure da 1 a 5 e da 12 a 24, la struttura cava 3 del dispositivo 1 comprende un primo guscio 9 che presenta un primo e un secondo bordo di tenuta 9a, 9b disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su piani sostanzialmente paralleli.
Il primo guscio 9 presenta inoltre un terzo e un quarto bordo di tenuta 9c, 9d disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su rispettivi piani, in particolare un unico piano sostanzialmente ortogonale ai piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta 9a, 9b.
La struttura cava 3 del dispositivo 1 comprende un secondo guscio 10 che presenta un primo e un secondo bordo di tenuta 10a, 10b disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su piani sostanzialmente paralleli, in particolare coincidenti con i piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta 9a, 9b del primo guscio 9.
Il secondo guscio 10 presenta inoltre un terzo e un quarto bordo di tenuta 10c, 10d disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su rispettivi piani, in particolare un unico piano, sostanzialmente ortogonale ai piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta 10a, 10b.
Come visibile nelle figure da 1 a 5, da 12 a 24, la struttura cava 3 à ̈ provvista di mezzi di giunzione 11 operativamente interposti tra il primo e il secondo guscio 9, 10 per consentire la commutazione della struttura cava 3 tra una condizione di apertura mostrata nelle figure 3, 4 e 23, in cui i gusci 9, 10 sono almeno in parte separati l’uno dall’altro, e una condizione di chiusura illustrata nelle figure 1, 5, da 12 a 22 e 24, in cui il terzo bordo di tenuta 9c, 10c e il quarto bordo di tenuta 9d, 10d dei gusci 9, 10 sono disposti l’uno contro l’altro secondo una configurazione serrata e il primo bordo di tenuta 9a, 10a e il secondo bordo di tenuta 9b, 10b dei gusci 9, 10 formano i rispettivi summenzionati bordi di contatto 6 della struttura cava 3.
In accordo con le soluzioni realizzative illustrate nelle figure 1 e 2, i mezzi di giunzione 11 comprendono, per il primo guscio 9, una coppia di bracci di accoppiamento 12 distanziati l’uno rispetto all’altro lungo una direzione sostanzialmente parallela allo sviluppo longitudinale della struttura cava 3, e, per il secondo guscio 10, un blocchetto di accoppiamento 13 predisposto a permanere tra i bracci di accoppiamento 12. Il blocchetto di accoppiamento 13 à ̈ operativamente impegnato ai bracci di accoppiamento 12 tramite un rispettivo perno di accoppiamento 14.
L’insieme costituito dai bracci di accoppiamento 12, dal blocchetto di accoppiamento 13 e dal perno di accoppiamento 14 definisce un rispettivo vincolo a cerniera operativamente interposto tra i gusci 9, 10 per mantenere questi ultimi girevolmente collegati.
Sempre con riferimento alle soluzioni realizzative illustrate nelle figure 1 e 2, i mezzi di giunzione 11 comprendendo inoltre, da parte opposta al rispettivo vincolo a cerniera 12, 13, 14, un organo di bloccaggio 15. L’organo di bloccaggio 15 à ̈ operativamente associato a uno dei due gusci 9, 10 della struttura cava 3, preferibilmente il secondo 10, e un dente di bloccaggio 16 associato all’altro guscio 9, 10, vale a dire, il primo 9.
Quando la struttura cava 3 à ̈ in condizione di chiusura, l’organo di bloccaggio 15 à ̈ commutabile tra una condizione non operativa, in cui non impegna il dente di bloccaggio 16, lasciando i gusci 9, 10 sostanzialmente disgiunti, e una condizione operativa, in cui impegna il dente di bloccaggio 16 cooperando con quest’ultimo per mantenere la struttura cava 3 nella condizione di chiusura.
Vantaggiosamente, come visibile nelle soluzioni realizzative illustrate nelle figure da 1 , 2 e 12 l’organo di bloccaggio 15 comprende una coppia di elementi piastriformi di aggancio 17 che si estendono a sbalzo da una porzione a perno 18 girevolmente impegnata alla struttura cava 3 per consentire all’organo di bloccaggio 15 una predeterminata libertà rotazionale. Dalla parte opposta agli elementi piastriformi di aggancio 17 si estende una porzione di azionamento 19, sostanzialmente a “U†.
Con riferimento alla soluzione realizzativa rappresentata nella figura 3, l’organo di bloccaggio 15 e il dente di bloccaggio 16 sono pressoché identici a quelli descritti per le soluzioni realizzative illustrate nelle figure da 1, 2 e 12.
Contrariamente a tali soluzioni, i mezzi di giunzione 11 non prevedono, dalla parte opposta rispetto all’organo di bloccaggio 15, la presenza di una cerniera, ma la presenza di rispettivi bracci di accoppiamento 20, 21 impegnabili reciprocamente per mezzo di un rispettivo perno di giunzione 22.
In accordo con tale soluzione realizzativa, la commutazione della struttura cava 3 dalla condizione di chiusura alla condizione di apertura, viene eseguita separando completamente i gusci 9, 10 che la costituiscono. In altre parole, l’apertura della struttura cava 3 viene eseguita mediante la rimozione del perno di bloccaggio 22, il disimpegno dell’organo di bloccaggio 15 dal rispettivo dente di bloccaggio 16 e l’allontanamento dei gusci 9, 10 lungo una direzione sostanzialmente rettilinea.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata nella figura 5, i mezzi di giunzione 11 presentano un vincolo a cerniera 12, 13, 14 identico a quello contemplato nelle soluzioni realizzative rappresentate nelle figure da 1 ,2 e 4.
Contrariamente a tali soluzioni realizzative, la soluzione di figura 5 prevede un organo di bloccaggio 23 provvisto di una traversa centrale 24 dalle cui estremità si estendono, sostanzialmente parallelamente, due porzioni di incernieramento 25, opportunamente distanziate. Le porzioni di incernieramento 25 impegnano rotativamente, per mezzo di un corrispettivo perno di rotazione 25a, un rispettivo blocchetto di incernieramento 27 aggettante dal secondo guscio 10. Dalla parte opposta alle porzioni di incernieramento 25 si estende una porzione ad arco 26 che delimita, unitamente alla porzione centrale 24, un’apertura di alloggiamento 27 per l’impegno operativo di un rispettivo dente di bloccaggio 28 che si sviluppa dal primo guscio 9.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata nella figura 13, l’organo di bloccaggio 15 prevede un elemento piastriforme 28, ripiegato sostanzialmente a “U†, dal quale si estendono due elementi di imperniamento 29 predisposti a impegnare operativamente, per mezzo di un corrispettivo perno di rotazione 30, un rispettivo blocchetto di imperniamento 31 aggettante dal secondo guscio 10.
L’elemento piastriforme 28 definisce una sede di impegno 32 predisposta a ricevere in impegno due denti di bloccaggio 33, 34 che si estendono rispettivamente dal primo e dal secondo guscio 9, 10. Quando la struttura 3 si trova in condizione di chiusura, i denti di bloccaggio 33, 34 sono reciprocamente attestati. Vantaggiosamente, in corrispondenza di un’estremità libera 28a dell’elemento piastriforme 28, l’organo di bloccaggio 15 à ̈ provvisto di almeno uno, preferibilmente due, attuatori fluidodinamici 28b, commutabili tra una condizione non operativa, in cui non impegnano i denti di bloccaggio 33, 34 e una condizione operativa, in cui premono i denti di bloccaggio 33, 34 l’uno contro l’altro.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata nelle figure 4 e 14, l’organo di bloccaggio 15 presenta una porzione centrale 35 incernierata, per mezzo di un rispettivo perno 37, fra due sporgenze di incernieramento 36 aggettanti dal secondo guscio 10 della struttura cava 3. Dalla porzione centrale 35 si estende una rispettiva porzione ad arco 38 predisposta a impegnare un rispettivo dente di bloccaggio 39 aggettante dal primo guscio 9. Dalla parte opposta alla porzione ad arco 38, l’organo di bloccaggio 15 presenta una porzione di azionamento 40 identica alla porzione di azionamento 19 delle soluzioni realizzative delle figure 1, 2, 4 e 14.
In accordo con la soluzione realizzativa rappresentata nelle figure 15 e 16, l’organo di bloccaggio 15 comprende due bracci 41 sostanzialmente paralleli e trasversalmente distanziati l’uno dall’altro.
I bracci 41 sono uniti, da un lato, da una traversina di aggancio 42 predisposta ad agire su un rispettivo dente di bloccaggio 16 aggettante dal primo guscio 9, e incernierati, dall’altro lato, a un blocchetto 43 aggettante dal secondo guscio 10. L’imperniamento dei bracci 41 al blocchetto 43 à ̈ assicurato da un rispettivo perno di rotazione 44.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata nella figura 17, l’organo di bloccaggio 15 prevede, per ciascun guscio 9, 10, una coppia di denti 45, 46 giacenti su un medesimo piano di giacitura e, distanziati l’uno rispetto all’altro, lungo una direttrice della struttura cava 3, in modo tale da definire rispettivamente una sede centrale 47, 48.
Quando la struttura cava 3 Ã ̈ in condizione di chiusura, i denti 45 del primo guscio sono disposti contro i rispettivi denti 46 del secondo guscio 10 e le sedi 47, 48 risultano sostanzialmente allineate.
L’organo di bloccaggio 15 comprende inoltre una leva di bloccaggio 49 che presenta una porzione di presa 50 e una porzione di incernieramento 51 disposta dalla parte opposta alla porzione di presa 50.
La porzione di incernieramento 51 à ̈ girevolmente impegnata all’estremità libera di un’asta 52, a sua volta rotativamente impegnata, per mezzo di un rispettivo perno di rotazione 53, fra due sporgenze 54 aggettati dal secondo guscio 10 in prossimità dei rispettivi denti 48. L’asta 52 à ̈ libera di ruotare attorno al perno di rotazione 53 tra un prima posizione, in cui quest’ultima e la leva di bloccaggio 49 sono disposte dalla parte opposta ai denti 45, 46, e una seconda posizione, in cui l’asta 51 si estende lungo le sedi 47, 48 tra i denti 45, 46. In questa posizione, la leva di bloccaggio 49 giace oltre i denti 45, 46 dalla parte opposta alle sporgenze 54 e al perno di rotazione 53.
Quando l’asta 51 à ̈ disposta nella seconda posizione, l’azionamento in rotazione della leva di bloccaggio 51, come rappresentato nella figura 17, determina una costante pressione sui denti 45 del primo guscio 9 che vengono spinti contro i denti 46 del secondo guscio 10 mantenendo la struttura cava 3 bloccata in condizione di chiusura.
Al fine di incrementare la sicurezza del bloccaggio, l’organo di bloccaggio 15 comprende inoltre un’asticella di sicurezza 55 che viene inserita lungo idonee aperture passanti 56 praticate lungo i denti 46 del secondo guscio 10, sostanzialmente parallelamente a una direttrice della struttura cava 3.
Quando l’asta 51 si trova in seconda posizione e l’asticella di sicurezza 55 à ̈ inserita nelle aperture passanti 56, l’asticella di sicurezza 55 giace al di sopra dell’asta 51 secondo un orientamento trasversale.
In questo modo qualsiasi eventuale movimento dell’asta 51 verso l’alto, in allontanamento dalla struttura cava 3, viene contrastato dall’asticella di sicurezza 55. In accordo con la soluzione realizzativa illustrata nelle figure 20 e da 23 a 28, l’organo di bloccaggio 15 à ̈ alquanto simile all’organo di bloccaggio 15 della soluzione realizzativa rappresentata nelle figure 15, 16.
Nel dettaglio, l’organo di bloccaggio 15 comprende due bracci 57 sostanzialmente paralleli. I bracci 57 sono uniti, da una parte, da una traversa di aggancio 58 la quale à ̈ predisposta ad agire su un rispettivo dente di aggancio 16 del primo guscio 9, e incernierati, dall’altra parte e per mezzo di un rispettivo perno di rotazione 59, a un blocchetto 60 aggettante dal secondo guscio 10.
In accordo con le soluzioni realizzative rappresentate nelle figure 6, 7, 10 e 11, la struttura cava 3 comprende un primo guscio 9 presentante un primo e un secondo bordo di tenuta 9a, 9b disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su piani sostanzialmente paralleli, e un terzo e un quarto bordo di tenuta 9c, 9d disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su rispettivi piani sostanzialmente ortogonali ai piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta 9a, 9b.
La struttura cava 3 comprende un secondo guscio 10 che presenta un primo e un secondo bordo di tenuta 10a, 10b disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su piani sostanzialmente paralleli, in particolare coincidenti con i piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta 9a, 9b del primo guscio 9. Il secondo guscio 10 presenta inoltre un terzo e un quarto bordo di tenuta 10c, 10d disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su rispettivi piani sostanzialmente ortogonali ai piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta 10a, 10b.
La struttura cava 3 à ̈ inoltre provvista di un terzo guscio 61 che presenta un primo e un secondo bordo di tenuta 61a, tra i quali solamente il primo à ̈ visibile nelle figure 6, 7, 10 e 11, disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su piani sostanzialmente paralleli, in particolare coincidenti con piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta 9a, 9b, 10a, 10b del primo guscio 9 e del secondo guscio 10. Il terzo guscio 61 presenta inoltre un terzo e un quarto bordo di tenuta 61c, 61d disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su rispettivi piani sostanzialmente ortogonali ai piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta 61a.
Anche per questa soluzione realizzativa, la struttura cava 3 prevede mezzi di giunzione 11.
Vantaggiosamente, i mezzi di giunzione 11 sono operativamente interposti tra i gusci 9, 10, 61 per consentire la commutazione della struttura cava 3 tra la condizione di apertura, in cui almeno due dei tre gusci 9, 10, 61 sono, almeno in parte, separati l’uno dall’altro, e una condizione di chiusura, in cui il terzo e il quarto bordo di tenuta 9c, 9d del primo guscio 9 sono disposti rispettivamente contro il quarto bordo di tenuta 61d del terzo guscio 61 e il terzo bordo di tenuta 10c del secondo guscio 10, e, il quarto bordo di tenuta 10d del secondo guscio 10 à ̈ disposto contro il terzo bordo di tenuta 61c del terzo guscio 61.
Sempre con riferimento alle soluzioni realizzative illustrate nelle figure 6, 7, 10 e 11, i mezzi di giunzione 11 comprendono una coppia di primi bracci di accoppiamento 62, aggettanti dal secondo guscio 10, impegnabili, mediante un primo perno di accoppiamento 63, a un rispettivo primo blocchetto di accoppiamento 64, che si sviluppa dal primo guscio 9.
I primi bracci di accoppiamento 62, il primo blocchetto di accoppiamento 64 e il primo perno di accoppiamento 63 definiscono un primo vincolo a cerniera operativamente interposto tra il primo guscio 9 e il secondo guscio 10.
Sempre con riferimento alle soluzioni realizzative rappresentate nelle figure 6, 7, 10 e 11, i mezzi di giunzione 11 comprendono inoltre una coppia di secondi bracci di accoppiamento 65, aggettanti dal secondo guscio 10 da parte opposta ai primi bracci di accoppiamento 62. I secondi bracci di accoppiamento 65 impegnano, mediante un secondo perno di accoppiamento 66, un secondo blocchetto di accoppiamento 67, che si sviluppa dal primo guscio 9, da parte opposta rispetto al primo blocchetto di accoppiamento 64.
I secondi bracci di accoppiamento 65, il secondo blocchetto di accoppiamento 66 e il secondo perno di accoppiamento 66 definiscono un secondo vincolo a cerniera operativamente interposto tra il primo guscio 9 e il terzo guscio 61.
Come visibile nelle figure 7, 10 e 11 i vincoli a cerniera della struttura cava 3 permettono una rotazione relativa tra il primo e il secondo guscio 9, 10 e una rotazione relativa tra il primo e il terzo guscio 9, 61 per consentire la commutazione della struttura cava 3 tra la condizione di chiusura e la condizione di apertura.
Sempre con riferimento alla soluzione realizzativa illustrata nelle figure da 6 a 9, i mezzi di giunzione 11 prevedono inoltre un organo di bloccaggio 15 operativamente associato al secondo guscio 10 della struttura cava 3, e un dente di bloccaggio 16 associato al terzo guscio 61 della struttura cava 3, per cui, quando quest’ultima e i mezzi di giunzione 11 sono in condizione di chiusura, l’organo di aggancio 15 impegna il dente di aggancio 16 cooperando con quest’ultimo per mantenere la struttura cava 3 nella condizione di chiusura.
Naturalmente, l’organo di bloccaggio 15 può essere realizzato secondo una qualsiasi delle forme realizzative illustrate precedentemente.
A titolo di esempio, l’organo di bloccaggio 15 può prevedere una soluzione similare alla soluzione realizzativa illustrata nelle figure 5, come illustrato in figura 6, oppure una soluzione similare alla soluzione realizzativa illustrata nelle figure 4, 7 e 14, come mostrato in figura 7.
Con riferimento alle figure 6 e 7, il primo guscio 9 della struttura cava 3 si estende secondo uno sviluppo in grado di abbracciare una metà della superficie esterna 2a della rispettiva stringa di perforazione 2, mentre il secondo e il terzo guscio 10, 61 presentano ciascuno uno sviluppo in grado di abbracciare un quarto della superficie esterna 2a della stringa di perforazione 2.
Con riferimento alle soluzioni rappresentate schematicamente nelle figure da 9 a 11, al fine di evitare strisciamenti 9 tra la superficie 2a della stringa di perforazione 2 e la guarnizione 8 posta in corrispondenza del bordo di contatto 6, durante l’applicazione del dispositivo 1 alla stringa di perforazione medesima, il primo guscio 9 presenta uno sviluppo in grado di abbracciare un terzo della superficie esterna 2a della stringa di perforazione 2. Come visibile nelle figure 10 e 11, anche il secondo e il terzo guscio 10, 61 presentano, conformemente al primo guscio 9, uno sviluppo in grado di abbracciare un terzo della superficie esterna 2a della stringa di perforazione 2.
In accordo con le soluzioni realizzative illustrate nelle figure da 19 a 21, il dispositivo 1 comprende inoltre mezzi di movimentazione 68 operativamente associati alla struttura cava 3 per muovere almeno un guscio 9, 10 rispetto all’altro.
Nel dettaglio, i mezzi di movimentazione 68 sono predisposti a commutare la struttura cava 3 tra la condizione di apertura e la condizione di chiusura.
Come visibile nelle figure da 19 a 21, i mezzi di movimentazione 68 comprendono almeno una attuatore 69, in particolare fluidodinamico, preferibilmente un martinetto o un simile pistone, attivo su un’estensione o prolungamento 70, preferibilmente a forcella, del rispettivo blocchetto di accoppiamento 13 del primo guscio 9.
Sempre con riferimento alla soluzione realizzativa illustrata in figura 19, i mezzi di movimentazione 68 comprendono almeno un attuatore ausiliario 71, in particolare fluidodinamico, preferibilmente un martinetto o un simile pistone, attivo su un’estensione o prolungamento 72, preferibilmente a forcella, del rispettivo organo di bloccaggio 15. L’attuatore ausiliario 71 à ̈ predisposto a muovere l’organo di bloccaggio 15, quando la struttura cava 3 si trova in condizione di chiusura, tra una posizione non operativa in cui à ̈ disimpegnato dal rispettivo dente di bloccaggio 16, e una posizione operativa, in cui impegna il dente di bloccaggio 16 per mantenere la struttura cava 3 nella condizione di chiusura.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata nella figura 19, sia l’attuatore 69 che l’attuatore ausiliario 71 sono portati da un supporto comune 73.
Nel dettaglio, sia l’attuatore 69 che l’attuatore ausiliario 71 sono incernierati, da un parte, al supporto comune 73, e dall’altra, rispettivamente al blocchetto 13 del primo guscio 9 e all’organo di bloccaggio 15, in modo tale da assumere un orientamento inclinato rispetto al supporto comune stesso durante l’apertura della struttura cava 3 e la movimentazione dell’organo di bloccaggio 15.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata nelle figure 20 e 21, il supporto comune 73 Ã ̈ particolarmente corto per cui gli attuatori 69, 71 permangono sempre in una posizione inclinata rispetto al supporto comune 73.
Preferibilmente, l’attuatore 69 à ̈ incernierato, da una parte, a un’estremità del supporto comune 73, e dall’altra, a due bracci 9e che si estendono dal primo guscio 9, dalla zona di incernieramento di quest’ultimo al secondo guscio 10.
Forma altresì un oggetto della presente invenzione un sistema di intercettazione e deviazione di un flusso di circolazione liquido in una stringa di perforazione 2 di un pozzo.
Nel dettaglio, il sistema di intercettazione e deviazione previsto comprende il sopra descritto dispositivo di connessione 1 realizzato secondo una qualsiasi delle forme realizzative illustrate.
Il sistema comprende vantaggiosamente almeno una valvola radiale 100 installabile su un’apertura laterale 2c, mostrata nelle figure 34 e 35, di una rispettiva stringa di perforazione 2.
Come visibile nelle figure da 30 a 58, la valvola radiale 100 presenta un corpo 101 sostanzialmente cilindrico o discoidale, provvisto di almeno un’apertura passante 102 per il transito di un liquido da una parte all’altra della valvola stessa.
La valvola radiale 100 à ̈ inoltre provvista di un elemento di chiusura 103 girevolmente impegnato sul corpo 101 e commutabile tra una prima posizione mostrata nelle figure 28, 30, 33, 34, 36, 37, 39, 42, da 44 a 47, da 49 a 51, 52, 53 e da 56 a 58, in cui l’apertura passante 102 à ̈ otturata dall’elemento di chiusura 103, e una seconda posizione illustrata nelle figure 29, 31, 35, 38, 40, 41 e 43, in cui l’apertura passante 102 à ̈ disimpegnata dall’elemento di chiusura 103.
Vantaggiosamente, il corpo 101 della valvola radiale 100 presenta una pluralità di aperture passanti 102 circonferenzialmente distribuite attorno a un centro 101a del corpo 101. Analogamente, l’elemento di chiusura 103 presenta una pluralità di porzioni otturatrici 103a ruotabili unitamente all’elemento di chiusura 103 tra la prima posizione, in cui ciascuna apertura passante 102 à ̈ occlusa da almeno una parte di una porzione otturatrice 103a dell’elemento di chiusura 103, e una seconda posizione, in cui almeno un’apertura passante 102 à ̈ disimpegnata dall’elemento di chiusura 103.
In particolare, l’elemento di chiusura 103 ruota tra la prima e la seconda posizione su un piano sostanzialmente parallelo al piano di giacitura delle aperture passanti 102 e secondo una direzione arcuata, trasversale, al senso di transito del liquido.
Preferibilmente, il numero di aperture passanti 102 equivale al numero delle porzioni di otturazione 103a dell’elemento di chiusura 103.
Nel dettaglio, ciascuna apertura passante 102 viene otturata da una rispettiva porzione di otturazione 103a quando l’elemento di chiusura 103 viene azionato in movimentazione dalla prima alla seconda posizione. In accordo con le soluzioni realizzative illustrate nelle figure da 36 a 58, ciascuna apertura passante 102 presenta vantaggiosamente una sagoma avente dimensioni inferiori alle dimensioni della rispettiva porzione di otturazione 103a dell’elemento di chiusura 103 per cui, quando quest’ultimo si trova nella seconda posizione, ciascuna porzione di otturazione 103a ricopre e chiude completamente ed ermeticamente la corrispettiva apertura passante 102.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata nelle figure da 28 a 35, ciascuna apertura passante 102 presenta un bordo perimetrale esterno 102a delimitante una sagoma avente la medesima forma e le stesse dimensioni della sagoma della rispettiva porzione di otturazione 103a dell’elemento di chiusura 103, e un bordo perimetrale interno 102b, in particolare sostanzialmente parallelo al bordo perimetrale esterno 102a, definente una sagoma avente dimensioni inferiori alla rispettiva porzione di otturazione 103a dell’elemento di chiusura 103. In questo caso, l’elemento di chiusura 103 à ̈ vantaggiosamente traslabile assialmente per cui ciascuna porzione di otturazione 103a dell’elemento di chiusura 103 occupa la rispettiva apertura passante 102 secondo una posizione attestata al bordo perimetrale interno 102b quando l’elemento di chiusura 103 si trova nella seconda posizione, e si appoggia al corpo 101 della valvola 100, lasciando libera la rispettiva apertura passante 102, quando l’elemento di chiusura 103 si trova nella prima posizione.
Con riferimento alle soluzioni realizzative illustrate nelle figure da 33 a 38, la valvola radiale 100 comprende vantaggiosamente appropriati mezzi elastici di ritorno 104, preferibilmente almeno una molla 104a elicoidale, operativamente interposta tra il corpo 101 della la valvola 100 e l’elemento di chiusura 103, per allontanare ciascuna porzione di otturazione 103a di quest’ultimo dal bordo perimetrale interno 102b della rispettiva apertura passante 102 e consentire all’elemento di chiusura stesso di raggiungere la prima posizione.
Come visibile nella soluzione realizzativa rappresentata nelle figure da 33 a 43, la molla elicoidale 104a à ̈ vantaggiosamente alloggiata all’interno di una sede 101b ricavata nel centro 101a del corpo 101 della valvola 100, attorno a uno stelo 103b dell’elemento di chiusura 103, e trattenuta in tale sede 101b da un appropriato dado 105 o simile elemento avvitato sullo stelo 103b dell’elemento di chiusura 103.
Secondo tale soluzione, la molla elicoidale 104a giace all’interno della stringa di perforazione 2 quando la valvola radiale 100 à ̈ impegnata alla corrispettiva apertura 2c.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata nelle figure da 36 a 38, la molla elicoidale 104a à ̈ vantaggiosamente alloggiata all’interno di una sede 103c ricavata in una zona centrale 103d dell’elemento di chiusura 103, attorno a uno stelo 101c aggettante dal centro 101a del corpo 101 della valvola 100. La molla elicoidale 104a à ̈ trattenuta nella sede 103c da un appropriato dado 105 o simile elemento avvitato sullo stelo 101c del corpo 101 della valvola 100.
In accordo con le soluzioni realizzative illustrate nelle figure 37, 38, 40, 41, 52, 53 e 56, il corpo 101 della valvola 100 presenta, per ciascuna apertura passante 102, un corrispettivo spallamento 101d di appoggio fine corsa, predisposto a definire un bordo di arresto per la rispettiva porzione di otturazione 103a dell’elemento di chiusura 103.
In accordo con le soluzioni realizzative illustrate nelle figure da 42 a 48, 49 e da 52 a 54 e 55, il corpo 101 della valvola 100 presenta, in corrispondenza di ciascuna apertura passante 102, almeno un dente di aggancio 101e che sporge a sbalzo da un bordo perimetrale 101f del corpo stesso, in sovrapposizione alla rispettiva apertura passante 102.
Nel dettaglio, ciascun dente di aggancio 101e fornisce un rispettivo bordo di arresto per la rispettiva porzione di otturazione 103a dell’elemento di chiusura 103 da parte opposta rispetto al corpo 101 della valvola 100.
Quando l’elemento di chiusura 103 si trova nella seconda posizione ciascuna porzione di otturazione 103a à ̈ interposta tra il rispettivo dente di aggancio 101e e la rispettiva apertura passante 102.
In accordo con le soluzioni realizzative illustrate nelle figure da 41 a 43, 45, 46, 49, da 51,61 , 56 e 58, l’elemento di chiusura 103 presenta una pluralità di nervature di rinforzo 106 che si sviluppano ciascuna, preferibilmente almeno una coppia, su una rispettiva porzione di otturazione 103a dell’elemento di chiusura stesso.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata nelle figure 47, 50, 51, il corpo 101 della valvola 100 presenta una pluralità di nervature di rinforzo 107 ciascuna delle quali si sviluppa preferibilmente tra due aperture passanti 12 angolarmente adiacenti.
Con riferimento alle soluzioni realizzative illustrate nelle figure da 28 a 31, da 33 a 46, da 48 a 53, e da 56 a 58, l’elemento di chiusura 103 à ̈ imperniato al centro 101a del corpo 101 della valvola 100.
In accordo con le soluzioni realizzative illustrate nelle figure da 45, 46, 49, 51, da 54 a 56 e 58, l’elemento di chiusura 103 à ̈ imperniato allo stelo 101c o a una simile protuberanza, il quale à ̈ vantaggiosamente attraversato longitudinalmente da un canale di sfiato 108 provvisto di una rispettiva vite di regolazione 108b dello sfiato mostrata nelle figure 51 e 58.
Come visibile nelle figure 54 e 55, il canale di sfiato 108 à ̈ dotato di almeno uno, preferibilmente due o più, condotti laterali 108 che si estendono trasversalmente allo stelo 101c, e almeno parzialmente attraverso l’elemento di chiusura 103 illustrato in figura 51.
Con riferimento alle soluzioni realizzativa illustrate nelle figure da 31 a 38 e 49, la valvola à ̈ inoltre provvista di una struttura ausiliaria 109, di conformazione sostanzialmente discoidale e presentante porzioni controsagomate all’apertura 2c della rispettiva stringa di perforazione 2. La struttura ausiliaria 109 à ̈ predisposta a permanere all’interno dell’apertura 2c della stringa di perforazione 32 quando la valvola 100 viene installata su quest’ultima. Con riferimento alle soluzioni realizzative illustrate nelle figure da 36 a 38 e 48, la valvola 100 può essere inoltre provvista di un elemento di chiusura unidirezionale 110 che consente il transito di un liquido solamente verso l’interno della stringa di perforazione 2.
Nel dettaglio, l’elemento di chiusura unidirezionale presenta un corpo sostanzialmente discoidale predisposto a otturare un’apertura centrale 109a della struttura ausiliaria 109 quando la pressione all’interno della stringa di perforazione à ̈ maggiore rispetto alla pressione rilevata dall’altra parte della valvola 100.
Come rappresentato nelle soluzioni realizzative illustrate nelle figure da 49 a 51, 52, 56 e 58, l’elemento di chiusura 103 viene vantaggiosamente trattenuto in impegno sul corpo 101 della valvola 100 attraverso un rispettivo fermo 111 che può essere costituito da una singola forcella illustrata nelle figure 49 e 52, oppure da due forcelle sostanzialmente identiche mostrate nelle figure 48 e 53, oppure da un ghiera visibile nelle figure 56 e 58.
Il summenzionato sistema comprende anche mezzi di manipolazione (non rappresentati) operativamente attivi sul dispositivo connessione 1 per applicare automaticamente quest’ultimo sulla stringa di perforazione 2, in corrispondenza della valvola radiale 100.
I mezzi di manipolazione sono attuabili tra: una condizione non operativa, in cui permangono a riposo e non impegnano il dispositivo di connessione 1; una condizione di presa mostrata nelle figure da 25 a 27, in cui intercettano il dispositivo di connessione 1; una condizione di manipolazione visibile nelle figure da 25 a 27, in cui predispongono il dispositivo di connessione 1 all’impegno della stringa di perforazione 2; una condizione di movimentazione, in cui spostano il dispositivo di connessione 1 tra la condizione non operativa di figura 27 e la condizione operativa di figura 25; una condizione di serraggio, in cui fissano il dispositivo di connessione 1 in condizione operativa sulla stringa di perforazione 2 illustrata in figura 25; e, una condizione di disimpegno, in cui disimpegnano il dispositivo di connessione 1 applicato. I mezzi di manipolazione comprendono almeno un braccio meccanico (non rappresentato) o un simile dispositivo di movimentazione, in corrispondenza della cui estremità libera à ̈ vantaggiosamente montato un appropriato organo di presa (non illustrato) in grado di afferrare una rispettiva interfaccia di connessione 200 rappresentata nelle figure da 25 a 27.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata nella figura 25, l’interfaccia di connessione 200 tra il dispositivo di connessione 1 e mezzi di manipolazione, comprende una coppia di piastre di supporto 201, sostanzialmente identiche e disposte, vantaggiosamente parallelamente l’una rispetto all’altra. Le piastre di supporto 201 sono unite da una barra di interconnessione 202 trasversale, sostanzialmente perpendicolare.
Da ciascuna piastra di supporto 201 si estendono, in allontanamento dall’altra piastra di supporto 202, una coppia di sporgenze di attacco 203, disposte l’una al di sopra dell’altra.
A ciascuna sporgenza di attacco 203 di ogni piastra di supporto 202 à ̈ vantaggiosamente incernierato un corrispettivo smorzatore 204, preferibilmente di tipo pneumatico. Ogni coppia di smorzatori 204 à ̈ solidale, da parte opposta alla rispettiva piastra di supporto 201 a una flangia comune di impegno 205 conformata sostanzialmente a “C†la quale à ̈ a sua volta incernierata alla struttura cava 3, in corrispondenza del secondo guscio 10.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata nella figura 26, l’interfaccia di connessione 200 tra il dispositivo di connessione 1 e mezzi di manipolazione, comprende una coppia di piastre di supporto 201, sostanzialmente identiche e disposte, vantaggiosamente parallelamente l’una rispetto all’altra.
Ciascuna piastra di supporto 201 presenta una porzione 201a sostanzialmente rettangolare dalla quale si estendono due sporgenze di attacco 203.
Come visibile in figura 26, la porzione 201a si trova nella parte interna della rispettiva piastra di supporto 201 e le sporgenze di attacco 203 si estendono verso l’altra piastra di supporto 201.
Sempre con riferimento alla soluzione realizzativa illustrata nella figura 26, a una sporgenza di attacco 203, preferibilmente quella disposta in corrispondenza della rispettiva piastra di supporto 201, à ̈ incernierato un rispettivo smorzatore 204, mentre all’altra sporgenza di attacco 203, preferibilmente quella distanziata dalla rispettiva piastra di supporto 201, à ̈ incernierata un’asta di supporto 206.
Ciascuno smorzatore 204 à ̈ inoltre incernierato, da parte opposta alla rispettiva sporgenza di attacco 203, a un’estremità libera 207a, di una corrispettiva barra di supporto 207 che si estende tra l’interfaccia di connessione 200 e il dispositivo di connessione 1.
Similmente, ciascuna asta di supporto 206 à ̈ incernierata a un porzione intermedia 207b di ciascuna coppia di barre di supporto 207, preferibilmente tra le estremità libere 207a di queste ultime e rispettive estremità di attacco 207c impegnate alla struttura cava 3, in particolare al secondo guscio 10 di quest’ultima. In accordo con la soluzione realizzativa illustrata nella figura 27, l’interfaccia di connessione 200 comprende una coppia di piastre di supporto 201, sostanzialmente identiche e disposte, vantaggiosamente parallelamente l’una rispetto all’altra.
Ciascuna piastra di supporto 201 presenta, internamente, una porzione di supporto 201b che si estende a sbalzo dalla rispettiva piastra di supporto verso l’altra piastra di supporto 201b e verso la struttura cava 3.
A ciascuna porzione di supporto 201b à ̈ incernierata una prima coppia di bracci 208 i quali sono incernierarti, da parte opposta alla porzione di supporto 201 a una rispettiva piastra intermedia di connessione 209.
A ciascuna piastra intermedia di connessione 209 à ̈ inoltre incernierata una coppia di secondi bracci 210 i quali sono incernierati, da parte opposta alla rispettiva piastra intermedia di connessione 209, alla struttura cava 3, in particolare al secondo guscio 10 di quest’ultima.
Tra ciascuna piastra di supporto 201 e la rispettiva piastra intermedia di connessione 2 Ã ̈ operativamente interposta almeno una molla elicoidale 211 o un simile organo elastico.
Vantaggiosamente, ciascuna piastra intermedia di connessione 209 presenta una struttura interna di supporto 209a alla quale à ̈ operativamente impegnata un’estremità di un rispettivo smorzatore 204.
Nel dettaglio, lo smorzatore 204 si estende tra le due piastre intermedie di connessione 209 trasversalmente alle piastre di supporto 201 e alle piastre intermedie di connessione 209 stesse.
La presente invenzione risolve i problemi riscontrati nella tecnica nota e raggiunge importanti vantaggi.
Innanzitutto, l’oggetto della presente invenzione consente l’automatizzazione dell’operazione di intercettazione e deviazione di un flusso liquido in circolazione in una rispettiva stringa di perforazione. Pertanto, tale operazione viene praticata più velocemente e senza alcun rischio per gli operatori. In altre parole la particolare conformazione del dispositivo di connessione e la predisposizione del sistema di manipolazione consentono l’applicazione del dispositivo di connessione sulla rispettiva stringa di perforazione senza richiedere alcun intervento da parte degli operatori i quali possono tenersi a un’appropriata distanza di sicurezza.

Claims (12)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Dispositivo di connessione (1) tra una linea di deviazione (LD) di un flusso di circolazione di un liquido e una valvola radiale (100) di una stringa di perforazione (2) di un pozzo, detto dispositivo di connessione (1) comprendendo una struttura cava (3) delimitante almeno un vano (4) per il transito di un liquido, detta struttura cava (3) presentando almeno un raccordo (5) idraulicamente collegabile a un condotto di transito (TF) di una linea di deviazione (LD) di un flusso di circolazione di un liquido, detta struttura cava (3) essendo commutabile tra una condizione non operativa, in cui detto dispositivo (1) à ̈ disimpegnato da detta valvola radiale (100) di detta stringa di perforazione (2), e una condizione operativa, in cui detto dispositivo (1) à ̈ impegnato a detta valvola radiale (100) di detta stringa di perforazione (2) e detto vano (4) di detta struttura cava (3) à ̈ in comunicazione di fluido con detta valvola radiale (100) per cui, quando quest’ultima si trova in condizione di apertura, detto dispositivo di connessione (1) consente il transito di detto liquido tra detta linea di deviazione (LD) e detta stringa di perforazione (2), caratterizzato dal fatto che detta struttura cava (3) presenta almeno un bordo di contatto (6) delimitante, almeno parzialmente, detto vano (4), detto bordo di contatto (6) essendo atto a impegnare a tenuta almeno una superficie esterna (2a) di detta stringa di perforazione (2) per cui quando detta struttura cava (3) à ̈ in condizione operativa, detto vano (4) avvolge completamente detta valvola radiale (100) di detta stringa di perforazione (2), detto vano (4) di detta struttura cava (3) definendo, unitamente a detta superficie esterna (2a) di detta stringa di perforazione (2), una rispettiva camera di transizione (7) di detto liquido, ermeticamente isolata dall’ambiente circostante e interposta tra detta linea di deviazione (LD) e detta stringa di perforazione (2).
  2. 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, in cui detta struttura cava (3) presenta due bordi di contatto (6) delimitanti, almeno parzialmente, detto vano (4), ciascun bordo di contatto (6) essendo controsagomato a una superficie esterna (2a) di detta stringa di perforazione (2) per cui quando detta struttura cava (3) à ̈ in condizione operativa, detto vano (4) avvolge completamente detta valvola radiale (100) di detta stringa di perforazione (2), definendo, con detta superficie esterna (2a) di detta stringa di perforazione (2), una rispettiva camera di transizione (7) di detto liquido, ermeticamente isolata dall’ambiente circostante e interposta tra detta linea di deviazione (LD) e detta stringa di perforazione (2), detto vano (4) di detta struttura cava (32) avvolgendo trasversalmente un intero segmento longitudinale (2b) di detta stringa di perforazione (2), in corrispondenza del quale à ̈ disposta detta valvola radiale (100), detti bordi di contatto (6) di detta struttura cava (3) sigillando ermeticamente detto vano (4), da parti opposte, e in corrispondenza di detta superficie esterna (2a) di detta stringa di perforazione (2).
  3. 3. Dispositivo secondo la rivendicazione 2, in cui detta struttura cava (3) e detto vano (4) presentano una conformazione sostanzialmente cilindrica, detta camera di transizione (7) di detto liquido, definita tra detta struttura cava (3) e detta superficie esterna (2a) di detta stringa di perforazione (2), presentando uno sviluppo sostanzialmente tubolare/cilindrico, in particolare coassiale a detta stringa di perforazione (2).
  4. 4. Dispositivo secondo la rivendicazione precedente, in cui detta struttura cava (3) comprende: un primo guscio (9) presentante un primo e un secondo bordo di tenuta (9a, 9b) disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantesi su piani sostanzialmente paralleli, e un terzo e un quarto bordo di tenuta (9c, 9d) disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su rispettivi piani, in particolare un unico piano, sostanzialmente ortogonali ai piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta (9a, 9b); un secondo guscio (10) presentante un primo e un secondo bordo di tenuta (10a, 10b) disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su piani sostanzialmente paralleli, in particolare coincidenti ai piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta (9a, 9b) di detto primo guscio (9), e un terzo e un quarto bordo di tenuta (9c, 9d) disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su rispettivi piani, in particolare un unico piano, sostanzialmente ortogonali ai piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta (10a, 10b); mezzi di giunzione (11) operativamente interposti tra detti primo e secondo guscio (9, 10) per consentire la commutazione di detta struttura cava (3) tra una condizione di apertura, in cui detti gusci (9, 10) sono almeno in parte separati l’uno dall’altro, e una condizione di chiusura, in cui detti terzo e quarto bordo di tenuta (9c, 9d, 10c, 10d) di detti gusci (9, 10) sono disposti l’uno contro l’altro secondo una configurazione serrata e detti primo e secondo bordo di tenuta (9a, 9b, 10a, 10b) di detti gusci (9, 10) formano i rispettivi bordi di contatto (6) di detta struttura cava (3).
  5. 5. Dispositivo secondo la rivendicazione precedente, in cui detti mezzi di giunzione (11) comprendono per ciascun guscio (9, 10) di detta struttura cava (3) una coppia di bracci di accoppiamento (12), impegnabili a un rispettivo blocchetto di accoppiamento (13), mediante un rispettivo perno di accoppiamento (14), detti mezzi di giunzione (11) comprendendo inoltre, da parte opposta a detti bracci e blocchetto di accoppiamento (12, 13), un organo di bloccaggio (15) operativamente associato a un guscio (9, 10) di detta struttura cava (3) e un dente di bloccaggio (16) associato all’altro guscio (9, 10) di detta struttura cava (3) per cui, quando quest’ultima e detti mezzi di giunzione (11) sono in condizione di chiusura, l’organo di bloccaggio (15) impegna detto dente di bloccaggio (16) cooperando con quest’ultimo per mantenere detta struttura cava (3) nella condizione di chiusura.
  6. 6. Dispositivo secondo la rivendicazione precedente, in cui detti bracci di accoppiamento (12), blocchetto di accoppiamento (13) e perno di accoppiamento (14) formano un rispettivo vincolo a cerniera, detti gusci (9, 10) essendo ruotabili l’uno rispetto all’altro per consentire la movimentazione di detta struttura cava (3) tra la condizione apertura e la condizione di chiusura.
  7. 7. Dispositivo secondo la rivendicazione 3, in cui detta struttura cava (3) comprende: un primo guscio (9) presentante un primo e un secondo bordo di tenuta (9a, 9b) disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su piani sostanzialmente paralleli, e un terzo e un quarto bordo di tenuta (9d, 9c) disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su rispettivi piani sostanzialmente ortogonali ai piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta (9a, 9b); un secondo guscio (10) presentante un primo e un secondo bordo di tenuta (10a, 10b) disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su piani sostanzialmente paralleli, in particolare coincidenti, ai piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta (9a, 9b) di detto primo guscio (9), un terzo e un quarto bordo di tenuta (10c, 10d) disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su rispettivi piani sostanzialmente ortogonali ai piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta (10a, 10b); un terzo guscio (61) presentante un primo e un secondo bordo di tenuta (61a, 61b) disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su piani sostanzialmente paralleli, in particolare coincidenti, ai piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta (9a, 9b, 10a, 10b) di detto primo guscio (9) e di detto secondo guscio (10), un terzo e un quarto bordo di tenuta (61c, 61d) disposti da parti rispettivamente opposte e sviluppantisi su rispettivi piani sostanzialmente ortogonali ai piani di sviluppo del primo e del secondo bordo di tenuta (61a, 61b); mezzi di giunzione (11) operativamente interposti tra detti gusci (9) per consentire la commutazione di detta struttura cava (3) tra una condizione di apertura, in cui almeno due di detti tre gusci (9, 10, 61) sono, almeno in parte, separati l’uno dall’altro, e una condizione di chiusura, in cui detti terzo e quarto bordo di tenuta (9c, 9b) di detto primo guscio (9) sono disposti rispettivamente contro il quarto bordo di tenuta (61d) del terzo guscio (61) e il terzo bordo di tenuta (10c) del secondo guscio (10), e detto quarto bordo di tenuta (10d) di detto secondo guscio (10) à ̈ disposto contro detto terzo bordo di tenuta (61d) di detto terzo guscio (61).
  8. 8. Dispositivo secondo la rivendicazione 7, in cui detti mezzi di giunzione (11) comprendono: una coppia di primi bracci di accoppiamento (62), impegnabili, mediante un rispettivo primo perno di accoppiamento (63), a un rispettivo primo blocchetto di accoppiamento (64), detta coppia di primi bracci di accoppiamento (62), detto primo blocchetto di accoppiamento (64) e detto primo perno di accoppiamento (63) essendo operativamente interposti tra detti primo e secondo guscio (9, 10) di detta struttura cava (3); una coppia di secondi bracci di accoppiamento (65), impegnabili, mediante un rispettivo secondo perno di accoppiamento (66), a un rispettivo secondo blocchetto di accoppiamento (67), detta coppia di secondi bracci di accoppiamento (65), detto secondo blocchetto di accoppiamento (66) e detto secondo perno di accoppiamento (67) essendo operativamente interposti tra detti primo e terzo guscio (9, 61) di detta struttura cava (3); un organo di bloccaggio (15) operativamente associato a uno di detti secondo e terzo guscio (10, 61) di detta struttura cava (3) e un dente di bloccaggio (16) associato all’altro guscio (10, 61) di detta struttura cava (3) per cui, quando quest’ultima e detti mezzi di giunzione (11) sono in condizione di chiusura, l’organo di aggancio (15) impegna detto dente di bloccaggio (16) e coopera con quest’ultimo per mantenere detta struttura cava (3) nella condizione di chiusura.
  9. 9. Dispositivo secondo la rivendicazione 6 o 8, comprendente inoltre mezzi di movimentazione (68) operativamente associati a detta struttura cava (3) per muovere almeno un guscio (9, 10) rispetto a un altro, detti mezzi di movimentazione (68) essendo atti a commutare la struttura cava (3) tra la condizione di apertura e la condizione di chiusura, detti mezzi di movimentazione (68) comprendendo almeno un attuatore (69), in particolare fluidodinamico, attivo su uno di detti gusci (9, 10) di detta struttura cava (3).
  10. 10. Dispositivo secondo la rivendicazione 9, in cui detti mezzi di movimentazione (68) comprendono almeno un attuatore ausiliario (71), in particolare fluidodinamico, operativamente connesso a detto organo di bloccaggio (15) per muovere quest’ultimo, quando detta struttura cava (3) si trova in condizione di chiusura, tra una posizione non operativa in cui à ̈ disimpegnato da detto dente di bloccaggio (16), e una posizione operativa, in cui impegna detto dente di bloccaggio (16) per mantenere detta struttura cava (3) nella condizione di chiusura.
  11. 11. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detta struttura cava (3) di detto dispositivo di connessione (1) assicura l’impegno di quest’ultimo a detta stringa di perforazione (2) in assenza di orientamenti e/o posizioni predefiniti di quest’ultima, detta struttura cava (3) permettendo l’impegno tra detto dispositivo di connessione (1) e detta stringa di perforazione (2) in qualsiasi posizione operativa di quest’ultima.
  12. 12. Sistema di intercettazione e deviazione di un flusso di circolazione di un liquido in una stringa di perforazione (2) di un pozzo, caratterizzato dal fatto di comprendere: almeno un dispositivo di connessione (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti; almeno una valvola radiale (100) installabile su un’apertura laterale (2c) di una rispettiva stringa di perforazione (2), detta valvola radiale (100) presentando un corpo (101) sostanzialmente cilindrico o discoidale, provvisto di almeno un’apertura passante (102) per il transito di un liquido da un parte all’altra di detta valvola radiale (100), e un elemento di chiusura (103) girevolmente impegnato su detto corpo (101) e commutabile tra una prima posizione, in cui detta apertura passante (102) à ̈ otturata da detto elemento di chiusura (103), e una seconda posizione, in cui detta apertura passante (102) à ̈ disimpegnata da detto elemento di chiusura (103); mezzi di manipolazione operativamente attivi su detto dispositivo connessione (1) per applicare automaticamente quest’ultimo a detta stringa di perforazione (2), in corrispondenza di detta valvola radiale (100), detti mezzi di manipolazione essendo attuabili tra: una condizione non operativa, in cui permangono a riposo; una condizione di presa, in cui intercettano detto dispositivo di connessione (1); una condizione di manipolazione, in cui predispongono detto dispositivo di connessione (1) all’impegno di detta stringa di perforazione (2); una condizione di movimentazione, in cui spostano detto dispositivo di connessione (1) tra la condizione non operativa e la condizione operativa; una condizione di serraggio, in cui fissano detto dispositivo di connessione (1) in condizione operativa su detta stringa di perforazione (2); una condizione di disimpegno, in cui disimpegnano detto dispositivo di connessione (1) da detta stringa di perforazione (2).
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