ITMI20121712A1 - Riduttore epicicloidale - Google Patents

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ITMI20121712A1
ITMI20121712A1 IT001712A ITMI20121712A ITMI20121712A1 IT MI20121712 A1 ITMI20121712 A1 IT MI20121712A1 IT 001712 A IT001712 A IT 001712A IT MI20121712 A ITMI20121712 A IT MI20121712A IT MI20121712 A1 ITMI20121712 A1 IT MI20121712A1
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IT
Italy
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planetary
annular groove
extension
reduction gear
end section
Prior art date
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IT001712A
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English (en)
Inventor
Domenico Caiazzo
Enzo Cognigni
Hermes Forabosco
Original Assignee
Danieli Off Mecc
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Description

RIDUTTORE EPICICLOIDALE
Campo dell’invenzione
La presente invenzione si riferisce ad un riduttore epicicloidale, ossia un ruotismo dotato di un ingranaggio solare, ingranaggi satellite e portasatelliti utilizzato come riduttore di velocità.
Stato della tecnica
I riduttori epicicloidali sono dei sistemi meccanici ad ingranaggi in cui la ruota o pignone centrale, denominato ingranaggio solare (sun wheel), che in genere rappresenta l’ingresso del moto, distribuisce il carico applicato agli ingranaggi satellite che lo circondano e che ingranano, a loro volta, con una corona a dentatura interna. Gli ingranaggi satellite, oltre ad avere un moto di rivoluzione intorno al proprio asse, ruotano anche in forma solidale insieme alla struttura di un organo porta-satelliti, denominato portatreno o anche planetario, su cui sono assemblati, supportati da appositi perni e da cuscinetti di rotolamento. L’asse di rotazione del portasatelliti e dell’ingranaggio solare coincidono.
In un sistema epicicloidale la struttura del portasatelliti può essere a doppia parete oppure con perni a sbalzo. I portasatelliti a doppia parete, avendo i perni di supporto dei satelliti appoggiati su entrambe le estremità alle rispettive pareti del porta-satelliti, notoriamente consentono di utilizzare larghezze di fascia degli ingranaggi maggiori e di ottenere resistenza a carichi maggiori e, quindi, prestazioni maggiori rispetto ai porta-satelliti con perni a sbalzo.
In genere nei portasatelliti si presenta una concentrazione dei carichi, trasmessi attraverso i perni verso la parete del portasatelliti, localizzata in corrispondenza del lato di uscita del moto, ossia il lato del sistema epicicloidale da cui la sporgenza dei perni di supporto dei satelliti à ̈ più lunga. I carichi trasmessi sono, invece, in diminuzione in corrispondenza dell’altro lato del sistema epicicloidale, opposto al lato di uscita del moto. Uno sbilanciamento di tale sistema si traduce in un crescente disallineamento dei perni degli ingranaggi satellite all’aumentare della coppia trasmessa. Questo comporta una distribuzione disomogenea del carico lineare lungo i fianchi dei denti degli ingranaggi che ingranano tra loro (solaresatelliti e satelliti-corona) ed anche una disuniforme ripartizione dei carichi tangenziali fra tutti gli ingranaggi satellite presenti nel sistema.
Per i portasatelliti con i perni a sbalzo sono stati sviluppati dei sistemi atti ad aumentarne la flessibilità, come descritti ad esempio nei documenti US2010/0077881 e US8075443. Le soluzioni riportate in questi documenti si riferiscono a portasatelliti a sbalzo, ossia con perni di supporto dei satelliti fissati ad una sola parete, e prevedono l’utilizzo di un cuscinetto particolare caratterizzato da un anello interno del cuscinetto che à ̈ allungato, ossia molto più ampio rispetto all’anello esterno, e fissato al perno, in modo tale da rendere il sistema maggiormente flessibile. Questi sistemi possono funzionare quindi solo con questo particolare cuscinetto, che si trova sul mercato a un prezzo superiore rispetto ai cuscinetti standard.
In un sistema epicicloidale con portasatelliti a doppia parete la distribuzione del carico sugli ingranaggi à ̈ correlata al sistema flessibile costituito dal portasatelliti a doppia parete, dalle razze di collegamento tra le due pareti opposte e dai perni di supporto che definiscono le sedi dei cuscinetti di supporto degli ingranaggi satellite.
Le quote parte di coppia totale trasmessa attraverso i perni satellite alle due pareti opposte del portasatelliti determinano, però, un comportamento diverso delle due pareti del portasatelliti e questo comporta un disallineamento considerevole dei perni di supporto, concentrando i carichi verso una delle due estremità (lato di uscita del moto) e diminuendo sensibilmente la capacità di trasmissione del sistema epicicloidale. Il problema del disallineamento diventa inoltre più rilevante con l’aumentare del numero degli ingranaggi satellite presenti e può portare al fenomeno della vaiolatura (pitting), cioà ̈ alla formazione di cavità sugli ingranaggi e alla successiva formazione di cricche. Per sopperire al disallineamento si utilizza spesso la bombatura dei denti delle ruote dentate, ma questa soluzione non risulta sufficiente o può diventare addirittura controproducente, per tutti i livelli di carico. E’ quindi sentita l’esigenza di realizzare un riduttore epicicloidale che consenta di superare i suddetti inconvenienti.
Sommario dell’invenzione
Scopo principale dell’invenzione à ̈ quello di realizzare un riduttore epicicloidale che permetta al portasatelliti a doppia parete di avere la flessibilità necessaria per gestire in modo ottimale la disuniformità del carico e che ridistribuisca il disallineamento dovuto alla coppia agente sui cuscinetti di supporto degli ingranaggi satellite e sulle fasce di ingranamento delle dentature, in modo da aumentare la capacità di trasmissione del sistema epicicloidale.
Un ulteriore scopo dell'invenzione à ̈ quello di realizzare un riduttore epicicloidale in cui il portasatelliti a doppia parete abbia una flessibilità controllata, con un limite massimo di sicurezza.
Altro scopo dell’invenzione à ̈ quello di realizzare un riduttore epicicloidale con portasatelliti a doppia parete in grado di gestire il disallineamento dei perni di supporto degli ingranaggi satellite, di interagire con cuscinetti di rotolamento standard, non necessitando di cuscinetti dedicati, e di garantire a questi cuscinetti standard una maggiore durata rispetto a quella ottenuta nei sistemi attuali.
La presente invenzione, pertanto, si propone di raggiungere gli scopi sopra discussi realizzando un riduttore epicicloidale che, conformemente alla rivendicazione 1 , comprende un predeterminato numero di ruote satelliti provviste di una fascia di ingranamento; un portasatelliti, provvisto di due pareti, su cui sono montate le ruote satelliti; perni di supporto supportanti le ruote satelliti e definenti un rispettivo asse longitudinale, ciascun perno di supporto comprendente
- un primo tratto di estremità fissato ad una prima parete di dette due pareti, - un secondo tratto di estremità fissato ad una seconda parete di dette due pareti, - un terzo tratto centrale avente diametro maggiore rispetto al diametro di detto secondo tratto di estremità per cui uno spallamento anulare à ̈ definito tra il terzo tratto centrale ed il secondo tratto di estremità,
in cui su detto spallamento anulare à ̈ prevista una gola anulare avente una profondità lungo l’asse longitudinale inferiore alla estensione della fascia di ingranamento della ruota satellite lungo lo stesso asse longitudinale.
L’invenzione prevede l’introduzione nel portasatelliti di zone cedevoli sotto carico, quantificate in funzione della deformabilità globale del portasatelliti, dei carichi in gioco e del campo di applicazione, in modo da minimizzare o annullare l’effetto dovuto al disallineamento sotto carico dei perni o dovuto ai minimi errori costruttivi presenti nel sistema.
L’invenzione prevede l'utilizzo di perni di supporto longitudinali a più diametri, che sul lato d’uscita del moto, ovvero quello su cui si concentrano maggiormente i carichi, presentano una gola, realizzata preferibilmente per asportazione di materiale, a forma cilindrica o troncoconica, che determina una zona cedevole dello stesso perno.
La gola presente sul perno conferisce allo stesso un certo grado di flessibilità in base alla profondità assiale e all’altezza di detta gola: la presenza di una zona cedevole in corrispondenza di una estremità del perno, dal lato di uscita del moto dal sistema epicicloidale, permette di riportare parte dei carichi, che normalmente si concentrano in questo punto, nella zona maggiormente rigida del perno, facendo in questo modo diminuire l’effetto del disallineamento delle pareti e riconducendo la distribuzione dei carichi trasmessi verso il centro della fascia degli ingranaggi.
La gola costituisce quindi l’elemento flessibile in grado di modificare la distribuzione del carico su cuscinetti e ingranaggi; la profondità assiale della lavorazione, il grado di conicità e gli spessori predeterminati permettono di mettere in relazione la deformabilità del perno con la rigidezza generale del portasatelliti e con il carico esterno applicato. Diversi design della gola e della zona cedevole consentono quindi di tarare il range di coppia di intervento, adattando i diversi perni alle differenti applicazioni in cui possono essere utilizzati.
Una prima variante dell’invenzione prevede che il perno di supporto di ciascun ingranaggio satellite sia monolitico, realizzato in un unico pezzo, con la gola anulare realizzata mediante asportazione di parte di materiale.
Una seconda variante dell’invenzione prevede, invece, che il perno di supporto di ciascun ingranaggio satellite sia formato da due pezzi distinti: un primo pezzo liscio e un secondo pezzo in forma di un manicotto sagomato, disposto coassialmente su detto primo pezzo, in modo da definire insieme al primo pezzo la suddetta gola. Questa seconda variante risulta di più facile realizzazione soprattutto per dimensioni di riduttori man mano maggiori.
Allo scopo di rendere maggiormente efficace l’elemento flessibile e per proteggerlo in caso di presenza di sovraccarichi, in entrambe le varianti può essere vantaggiosamente previsto l'inserimento di un elemento di sicurezza contro sovraccarichi esterni in maniera tale da limitare la deformazione della gola al di sopra di un certo valore della coppia motrice. Grazie a questo elemento di sicurezza, nella forma di un fine-corsa meccanico della deformazione inserito nella gola, la zona cedevole del perno cede solo fino a una quantità massima prestabilita, per evitare che carichi eccessivi la possano danneggiare. In particolare vengono evitati la deformazione permanente del perno o addirittura la rottura della parte cedevole.
Il fine-corsa della deformazione della parte cedevole del perno viene realizzato introducendo almeno parzialmente un anello metallico nella gola del perno, detto anello avente sostanzialmente lo stesso profilo troncoconico o cilindrico di detta gola.
Vantaggiosamente, una volta inserito l’anello nella gola, à ̈ presente un gap o luce tra superficie esterna dell’anello e la corrispondente superficie interna della gola. Le dimensioni di questa luce sono progettate in modo da limitare ad un predeterminato valore le deformazioni della zona cedevole di estremità del perno. Infatti la luce tra la gola e il fine-corsa meccanico fornisce al perno l’intervallo di flessibilità desiderata, tale luce quantificando il cedimento del perno e determinando il campo di lavoro dello stesso. In caso di carichi che mettano in contatto la zona cedevole con il fine-corsa meccanico, si fuoriesce infatti dal campo di lavoro del perno, il quale non presenta ulteriori forme di flessibilità e si comporta come un perno classico, con rigidezza costante su tutta la lunghezza. Vantaggiosamente il perno flessibile di supporto degli ingranaggi satellite nel riduttore secondo l’invenzione à ̈ intercambiabile con un perno standard o con altri perni flessibili con caratteristiche differenti.
Il riduttore epicicloidale, oggetto della presente invenzione, può essere ad esempio vantaggiosamente applicato come riduttore di comando di spianatrici di prodotti piani, riduttore di comando di un mandrino avvolgitore e in moltiplicatori per produzione energia eolica.
Le rivendicazioni dipendenti descrivono forme di realizzazione preferite dell’invenzione.
Breve descrizione delle figure
Ulteriori caratteristiche e vantaggi dell'invenzione risulteranno maggiormente evidenti alla luce della descrizione dettagliata di forme di realizzazione preferite, ma non esclusive, di un riduttore epicicloidale, illustrato a titolo esemplificativo e non limitativo, con l'ausilio delle unite tavole di disegno in cui:
la Figura 1 rappresenta una vista in prospettiva di un riduttore epicicloidale secondo l'invenzione;
la Figura 2a rappresenta una prima vista in prospettiva, parzialmente in sezione, di parte di un riduttore secondo l’invenzione;
la Figura 2b rappresenta una seconda vista in prospettiva, parzialmente in sezione, della parte di Figura 2a;
la Figura 3 rappresenta una vista parzialmente in sezione di una prima variante del riduttore secondo l’invenzione;
la Figura 4a rappresenta una vista laterale di un componente di detta prima variante;
la Figura 4b rappresenta una vista in sezione del componente di Figura 4a;
la Figura 5 rappresenta una vista parzialmente in sezione di una seconda variante del riduttore secondo l’invenzione;
la Figura 6a rappresenta una vista laterale di un componente di detta seconda variante;
la Figura 6b rappresenta una vista in sezione del componente di Figura 6a.
Gli stessi numeri di riferimento nelle figure identificano gli stessi elementi o componenti.
Descrizione in dettaglio di forme di realizzazione preferite dell’invenzione
Con riferimento alla Figura 1 Ã ̈ rappresentato un riduttore epicicloidale, oggetto della presente invenzione, globalmente indicato con il riferimento numerico 1 e comprendente:
- una ruota o pignone centrale 2, denominato ingranaggio solare (sun wheel) o semplicemente ruota solare, attraverso il quale si ha l’ingresso del moto nel riduttore;
- un predeterminato numero di ruote satelliti 3 (planet wheels), ad esempio in numero di quattro, che circondano ed ingranano la ruota solare 2;
- una corona a dentatura interna 4 che circonda ed ingrana le ruote satelliti 3. Le ruote satelliti 3, oltre ad avere un moto di rivoluzione intorno al proprio asse, ruotano solidalmente insieme alla struttura di un portasatelliti o portatreno 5 su cui sono assemblate, supportate da appositi perni di supporto 6, definenti rispettivi assi longitudinali X, e da cuscinetti di rotolamento 7 disposti su detti perni 6. L’asse di rotazione del portasatelliti 5 e della ruota solare 2 sono coincidenti.
Il portasatelliti 5 Ã ̈ del tipo a doppia parete, con i perni di supporto 6 fissati ortogonalmente alle pareti 8 e 9 del portasatelliti.
Con riferimento alle Figure da 2a a 4b à ̈ rappresentata una prima forma di realizzazione del riduttore epicicloidale secondo l’invenzione, in cui ciascun perno di supporto 6 à ̈ realizzato come un pezzo unico e comprende:
- un primo tratto di estremità 10 fissato ad una prima parete 8 del portasatelliti 5, - un secondo tratto di estremità 11 fissato ad una seconda parete 9 del portasatelliti 5,
- ed un terzo tratto centrale 20 avente un diametro maggiore rispetto al diametro del secondo tratto di estremità 11 per cui uno spallamento anulare 21 à ̈ definito tra terzo tratto centrale 20 e secondo tratto di estremità 11.
Il primo tratto di estremità 10 ha, a sua volta, un diametro maggiore rispetto al diametro del terzo tratto centrale 20 in modo da definire un ulteriore spallamento 22 per l’appoggio dell’anello interno di un cuscinetto 7 alloggiato su detto terzo tratto centrale 20. Nell’esempio delle Figure 2 e 3 sono previsti due cuscinetti 7 appoggiati sul tratto centrale 20 del perno 6, ad esempio cuscinetti a doppia fila di rulli cilindrici, e separati da un distanziale 23. In alternativa si possono prevedere sia un numero diverso di cuscinetti, anche soltanto uno, sia altre tipologie di cuscinetti di rotolamento.
Non à ̈ esclusa la possibilità di prevedere primo tratto di estremità 10 e terzo tratto centrale 20 aventi uguale diametro.
A differenza delle soluzioni dello stato della tecnica, l’anello interno dell’almeno un cuscinetto di rotolamento 7, disposto tra il perno di supporto 6 e la rispettiva ruota satellite 3, à ̈ un pezzo completamente distinto da detto perno di supporto. I cuscinetti sono cuscinetti standard e, quindi, meno costosi.
Vantaggiosamente nello spallamento anulare 21 à ̈ prevista una gola anulare 12, ricavata mediante lavorazione per asportazione di materiale, avente una profondità lungo l’asse longitudinale X inferiore alla estensione della fascia di ingranamento 13 della ruota satellite 3 lungo lo stesso asse X.
Per fascia di ingranamento o larghezza di fascia si intende l’estensione in senso longitudinale, lungo l’asse X, dei fianchi delle dentature a contatto, cioà ̈ la larghezza delle ruote dentate che ingranano tra loro (vedi Figure 3 e 5).
La gola anulare 12 à ̈ vantaggiosamente realizzata presso il tratto di estremità 11 corrispondente al lato di uscita del moto dal riduttore, ovvero il lato su cui i carichi normalmente si concentrano. La presenza della gola 12 definisce sul perno di supporto 6 una zona cedevole che permette di riportare una parte dei carichi sulla zona del perno non cedevole, quindi maggiormente rigida, e di ridistribuire il disallineamento tra le due pareti 8, 9 che si verifica quando intervengono gli effetti della coppia trasmessa.
Buoni risultati in tal senso sono stati ottenuti prevedendo l’estensione della gola anulare 12, lungo l’asse longitudinale X, pari al massimo al 50% dell’estensione longitudinale della fascia di ingranamento 13 lungo lo stesso asse X.
Ottimi risultati sono stati in particolare riscontrati prevedendo l’estensione della gola anulare 12, lungo l’asse longitudinale X, compresa tra il 20% ed il 50% dell’estensione di detta fascia di ingranamento 13.
Un ulteriore vantaggio può essere rappresentato dal fatto di prevedere un anello 14, preferibilmente in materiale metallico, parzialmente inserito nella gola anulare 12 ed avente un profilo uguale a quello della porzione di gola 12 nel quale à ̈ inserito. Tale anello 14 agisce da fine-corsa meccanico per la parte cedevole del perno 6 che cede, sotto un predeterminato carico, fino ad un contatto con detto anello 14.
L’anello 14 ha una prima porzione inserita nella gola anulare 12 ed una seconda porzione, esterna alla gola anulare 12, disposta in battuta sullo spallamento anulare 21 e che blocca in posizione l'anello interno di almeno un cuscinetto di rotolamento 7.
Vantaggiosamente la prima porzione dell’anello 14 ha una estensione lungo l’asse X all’interno della gola anulare 12 che à ̈ inferiore alla estensione di detta gola 12 lungo detto asse X. Preferibilmente l’estensione longitudinale di detta prima porzione à ̈ pari al massimo al 80% dell’estensione della gola 12 lungo l’asse X. Ancora più preferibilmente l’estensione longitudinale di detta prima porzione à ̈ compresa tra il 20% e l’80% dell’estensione della gola anulare 12.
L’anello 14 di fine corsa viene vantaggiosamente posto nella zona di cedimento massimo sotto carico, cioà ̈ nella zona esterna della gola 12, dove, in questo modo, à ̈ più facile governare le pur minime deformazioni.
Inoltre la superficie più esterna, rispetto all’asse longitudinale X, della prima porzione dell’anello 14, inserita nella gola 12, ha un profilo di forma uguale al profilo della superficie interna prossimale della gola anulare 12. Tale profilo à ̈ quello di una superficie laterale cilindrica (Figura 5) o troncoconica (Figura 3). Vantaggiosamente à ̈ prevista una luce o gap tra detta superficie più esterna della prima porzione dell'anello 14 e detta superficie interna prossimale della gola anulare 12, per cui in caso di sovraccarichi la luce permette di regolare la massima flessibilità del perno di supporto 6. Questa luce, in particolare, determina il grado di flessibilità massima del perno, ovvero il suo campo di lavoro. Una volta che la superficie interna della gola entra in stretto contatto con la superficie più esterna della prima porzione dell’anello 14, che agisce da fine-corsa meccanico, la zona cedevole del perno 6 non ha più possibilità di cedere ulteriormente e si comporta quindi come un perno standard, privo di zone cedevoli e di flessibilità. Ottimi risultati sono stati raggiunti prevedendo un valore di detta luce, quando il riduttore à ̈ fermo, variabile da circa 5/1000 a 15/1000 del valore dell’altezza massima della gola, ossia del valore dell’ampiezza massima della gola lungo una direzione perpendicolare all’asse longitudinale X.
Nel caso in cui il profilo della gola 12 sia quello di una superficie laterale cilindrica l’altezza della gola, che rimane costante lungo l’asse X, à ̈ vantaggiosamente compresa tra il 20 e il 40 % dell’estensione longitudinale della fascia di ingranamento 13 lungo l’asse X.
Nel caso in cui il profilo della gola 12 sia quello di una superficie laterale troncoconica l’altezza massima della gola, in prossimità dello spallamento 21, à ̈ vantaggiosamente compresa tra il 20 e il 50% dell’estensione longitudinale della fascia di ingranamento 13 lungo l’asse X e la sua superficie inclinata 25 ha un angolo di inclinazione pari a circa 3-7°, ad esempio 5°, rispetto all’asse X.
Con riferimento alle Figure da 5 a 6b à ̈ rappresentata una seconda forma di realizzazione del riduttore epicicloidale secondo l’invenzione per la quale rimane valido quanto descritto per la prima forma di realizzazione ad eccezione del fatto che ciascun perno di supporto 6 non à ̈ un pezzo unico ma à ̈ formato da due pezzi. Un primo pezzo del perno di supporto 6 comprende il primo tratto di estremità 10, il secondo tratto di estremità 11 ed un corpo centrale 30 di diametro sostanzialmente uguale al diametro di detto secondo tratto di estremità 11. Tale primo pezzo à ̈ pertanto un perno liscio, con un’unica eventuale variazione di diametro tra il primo tratto di estremità 10 ed il corpo centrale 30.
Un secondo pezzo del perno di supporto 6 à ̈ un manicotto 31 disposto esternamente su detto corpo centrale 30 e sagomato internamente in corrispondenza di una sua estremità in modo da definire, insieme al corpo centrale 30, la gola anulare 12 prevista sullo spallamento anulare 21.
In questo modo viene realizzata, analogamente alla prima forma di realizzazione, una zona cedevole del perno di supporto 6 grazie alla presenza della gola 12 tra il perno liscio e il manicotto.
Anche in questa seconda forma di realizzazione può essere previsto un anello 14, preferibilmente in materiale metallico, parzialmente inserito nella gola anulare 12 ed avente un profilo uguale a quello della porzione di gola 12 nel quale à ̈ inserito. Tale anello 14 agisce da fine-corsa meccanico per la parte cedevole del perno 6 che cede, sotto un predeterminato carico, fino ad un contatto serrato con detto anello 14.
A differenza delle soluzioni dello stato della tecnica, l’anello interno di almeno un cuscinetto di rotolamento 7, disposto tra il perno di supporto 6 e la rispettiva ruota satellite 3, à ̈ un pezzo completamente distinto dal manicotto 31 su cui à ̈ alloggiato detto almeno un cuscinetto 7. I cuscinetti sono cuscinetti standard e, quindi, meno costosi.

Claims (16)

  1. RIVENDICAZIONI 1 . Riduttore epicicloidale comprendente un predeterminato numero di ruote satelliti (3) provviste di una fascia di ingranamento (13), un portasatelliti (5), provvisto di due pareti (8, 9), su cui sono montate le ruote satelliti (3), perni di supporto (6) supportanti le ruote satelliti (3) e definenti un rispettivo asse longitudinale (X), ciascun perno di supporto (6) comprendente - un primo tratto di estremità (10) fissato ad una prima parete (8) di dette due pareti, - un secondo tratto di estremità (11) fissato ad una seconda parete (9) di dette due pareti, - un terzo tratto centrale (20; 30, 31) avente diametro maggiore rispetto al diametro di detto secondo tratto di estremità (11) per cui uno spallamento anulare (21) à ̈ definito tra il terzo tratto centrale (20; 30, 31) ed il secondo tratto di estremità (11), in cui su detto spallamento anulare (21) à ̈ prevista una gola anulare (12) avente una profondità lungo l’asse longitudinale (X) inferiore alla estensione della fascia di ingranamento (13) della ruota satellite (3) lungo lo stesso asse longitudinale (X).
  2. 2. Riduttore epicicloidale secondo la rivendicazione 1, in cui l’estensione lungo l’asse longitudinale (X) della gola anulare (12) à ̈ pari al massimo al 50% dell’estensione di detta fascia di ingranamento (13).
  3. 3. Riduttore epicicloidale secondo la rivendicazione 2, in cui l’estensione lungo l’asse longitudinale (X) della gola anulare (12) à ̈ compresa tra il 20% ed il 50% dell’estensione di detta fascia di ingranamento (13).
  4. 4. Riduttore epicicloidale secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui à ̈ previsto un anello (14) parzialmente inserito nella gola anulare (12).
  5. 5. Riduttore epicicloidale secondo la rivendicazione 4, in cui l’anello (14) ha una prima porzione inserita nella gola anulare (12) ed una seconda porzione esterna alla gola anulare (12) in battuta su detto spallamento anulare (21).
  6. 6. Riduttore epicicloidale secondo la rivendicazione 5, in cui detta prima porzione ha una estensione longitudinale all'interno della gola anulare (12) inferiore alla estensione di detta gola (12) lungo detto asse longitudinale (X).
  7. 7. Riduttore epicicloidale secondo la rivendicazione 6, in cui la superficie più esterna, rispetto all’asse longitudinale (X), della prima porzione dell’anello (14) ha un profilo di forma uguale alla forma del profilo della prossimale superficie interna della gola anulare (12).
  8. 8. Riduttore epicicloidale secondo la rivendicazione 7, in cui detto profilo à ̈ quello di una superficie laterale cilindrica o troncoconica.
  9. 9. Riduttore epicicloidale secondo la rivendicazione 7, in cui à ̈ prevista una luce tra detta superficie più esterna della prima porzione dell’anello (14) e detta prossimale superficie interna della gola anulare (12) per cui in caso di sovraccarichi la luce permette di regolare la massima flessibilità del perno di supporto (6).
  10. 10. Riduttore epicicloidale secondo la rivendicazione 9, in cui detta luce à ̈ variabile da 5/1000 a 15/1000 del valore dell’altezza massima della gola anulare (12).
  11. 11. Riduttore epicicloidale secondo una delle rivendicazioni da 6 a 10, in cui l’estensione longitudinale di detta prima porzione à ̈ pari al massimo al 80% dell’estensione di detta gola anulare (12).
  12. 12. Riduttore epicicloidale secondo la rivendicazione 11, in cui l’estensione longitudinale di detta prima porzione à ̈ compresa tra il 20% e l’80% dell’estensione di detta gola anulare (12).
  13. 13. Riduttore epicicloidale secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui ciascun perno di supporto (6) Ã ̈ realizzato in un unico pezzo.
  14. 14. Riduttore epicicloidale secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 12, in cui ciascun perno di supporto (6) à ̈ formato da due pezzi; un primo pezzo comprendente il primo tratto di estremità (10), il secondo tratto di estremità (11) ed un corpo centrale (30) di diametro sostanzialmente uguale al diametro di detto secondo tratto di estremità (11); il secondo pezzo essendo un manicotto (31) disposto esternamente su detto corpo centrale (30) e sagomato internamente in modo da definire insieme al corpo centrale la gola anulare (12).
  15. 15. Riduttore epicicloidale secondo la rivendicazione 13 o 14, in cui un anello interno di almeno un cuscinetto di rotolamento (7) à ̈ disposto tra detto perno di supporto (6) e la rispettiva ruota satellite (3) ed à ̈ un pezzo distinto da detto unico pezzo o da detto manicotto (31).
  16. 16. Riduttore epicicloidale secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui sono previsti una ruota centrale (2), circondata da ed ingranante con detto predeterminato numero di ruote satelliti (3), e una corona a dentatura interna (4) che circonda ed ingrana le ruote satelliti (3). (CEL/lm)
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