ITMI20121769A1 - Proiettore da palcoscenico - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE
“PROIETTORE DA PALCOSCENICOâ€
La presente invenzione à ̈ relativa ad un proiettore da palcoscenico.
Sono noti proiettori da palcoscenico comprendenti un involucro provvisto di una prima estremità chiusa e di una seconda estremità aperta; una sorgente luminosa disposta all’interno dell’involucro in prossimità della prima estremità chiusa e atta ad emettere un fascio luminoso lungo un asse ottico; ed una lente disposta in corrispondenza dell’estremità aperta in modo da intercettare il fascio luminoso.
I proiettori di questo tipo sono inoltre provvisti di mezzi di elaborazione del fascio in grado di modificare il fascio luminoso proiettato e generare effetti scenici particolari. In particolare, i mezzi di elaborazione del fascio luminoso comprendono una pluralità di filtri colore di diversi colori, i quali sono sostanzialmente dei filtri passa banda ad elevata selettività e in grado di colorare il fascio in ingresso.
I mezzi di elaborazione del fascio luminoso comprendono anche un dimmer, il quale comprende un filtro configurato per ridurre la luminosità del fascio luminoso che lo attraversa.
I proiettori di ultima generazione sono caratterizzati da ingombri molto ridotti e, pertanto, gli spazi a disposizione per la movimentazione dei filtri sono minimi.
Nei proiettori di questo tipo accade che l’uso contemporaneo dei filtri colore e del dimmer determini l’insorgenza di difetti evidenti nel fascio luminoso.
È pertanto uno scopo della presente invenzione quello di fornire un proiettore da palcoscenico che sia privo degli inconvenienti qui evidenziati dell’arte nota; in particolare, à ̈ uno scopo del trovato quello di realizzare un proiettore da palcoscenico che consenta di superare gli inconvenienti sopra evidenziati in modo semplice ed economico, sia dal punto di vista funzionale, sia dal punto di vista costruttivo.
In accordo con tali scopi la presente invenzione à ̈ relativa ad un proiettore da palcoscenico in accordo alla rivendicazione 1.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi della presente invenzione appariranno chiari dalla descrizione che segue di un suo esempio non limitativo di attuazione, con riferimento alle figure dei disegni annessi, in cui:
– la figura 1 à ̈ una vista schematica laterale, con parti in sezione e parti asportate per chiarezza di un proiettore per palcoscenico secondo la presente invenzione;
– la figura 2 à ̈ una vista frontale, con parti asportate per chiarezza, di un primo dettaglio del proiettore per palcoscenico di figura 1;
– la figura 3 à ̈ una vista frontale, con parti asportate per chiarezza, di un secondo dettaglio del proiettore per palcoscenico di figura 1;
– la figura 4 à ̈ una vista frontale, con parti asportate per chiarezza, di un terzo dettaglio del proiettore per palcoscenico di figura 1 in una prima configurazione operativa;
– la figura 5 à ̈ una vista frontale, con parti asportate per chiarezza, di un terzo dettaglio del proiettore per palcoscenico di figura 1 in una seconda configurazione operativa;
– la figura 6 à ̈ una vista frontale, con parti asportate per chiarezza, di un terzo dettaglio del proiettore per palcoscenico di figura 1 in una terza configurazione operativa;
– la figura 7 à ̈ una vista in sezione, con parti asportate per chiarezza, di un quarto dettaglio del proiettore per palcoscenico di figura 1.
In figura 1 Ã ̈ indicato con il numero di riferimento 1 un proiettore da palcoscenico comprendente un involucro 2, una sorgente luminosa 3, un riflettore 4, una lente finale 5, mezzi di elaborazione del fascio 7 (schematicamente illustrati in figura 1), un gruppo anticalore 8 (schematicamente illustrato in figura 1), ed un dispositivo di comando 10.
L’involucro 2 si estende lungo un asse longitudinale A e presenta una estremità chiusa 11 ed una estremità aperta 12 opposta all’estremità chiusa 11 lungo l’asse A. Preferibilmente, l’involucro 2 à ̈ supportato da mezzi di sostegno (non illustrati per semplicità nelle figure allegate). In particolare, i mezzi di sostegno e l’involucro 2 sono configurati per consentire all’involucro 2 la rotazione attorno a due assi ortogonali, comunemente detti di PAN e TILT.
Preferibilmente il proiettore 1 comprende uno scheletro (non illustrato per semplicità nelle figure allegate) costituito da elementi accoppiati tra loro e configurati per definire una struttura di supporto per gli elementi disposti all’interno dell’involucro 2, quali la sorgente luminosa 3, il riflettore 4, i mezzi di elaborazione del fascio luminoso 7 ed il gruppo anticalore 8.
La sorgente luminosa 3 à ̈ disposta all’interno dell’involucro 2 in corrispondenza dell’estremità chiusa 11 dell’involucro 2, à ̈ supportata dallo scheletro, ed à ̈ atta ad emettere un fascio luminoso sostanzialmente lungo un asse ottico B.
Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato, l’asse ottico B coincide con l’asse longitudinale A dell’involucro 2.
La sorgente luminosa 3 à ̈ una lampada ad arco corto, nel gergo tecnico comunemente chiamata “short arc lamp†.
In particolare, la lampada ad arco corto 3 comprende un bulbo 13, generalmente in vetro o in quarzo, contenente alogenuri.
All’interno del bulbo 13 sono disposti due elettrodi 14 collegati ad un circuito di alimentazione (non visibile nelle figure allegate) e disposti ad una distanza D1 l’uno dall’altro.
La distanza D1 tra gli elettrodi 14 à ̈ inferiore a 2 mm circa. Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato la distanza D1 à ̈ 1 mm circa.
Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato la lampada ad arco corto 3 ha una potenza di circa 330 watt.
Ad esempio, la lampada 3 Ã ̈ una lampada OSRAM modello SIRIUS HRI 330.
Il riflettore 4 à ̈ un riflettore preferibilmente ellittico, à ̈ accoppiato alla sorgente luminosa 3 ed à ̈ provvisto di un bordo esterno 15.
In particolare, il riflettore 4 e la sorgente luminosa 3 sono configurati ed accoppiati tra loro in modo da concentrare i raggi del fascio luminoso sostanzialmente in un punto di lavoro PL disposto ad una distanza D2 dal bordo esterno 14 del riflettore 4.
Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato la distanza D2 à ̈ pari a 31 mm circa.
In sostanza, il riflettore 4 e la sorgente luminosa 3 sono configurati ed accoppiati tra loro in modo da emettere un fascio luminoso molto intenso e focalizzato nel punto di lavoro PL.
In particolare, i raggi del fascio luminoso generano nel punto di lavoro PL un fascio molto concentrato avente diametro d inferiore ad un millimetro. Preferibilmente, nel punto di lavoro PL il fascio luminoso ha un diametro d di 0,8 mm.
Il fascio luminoso à ̈, quindi, molto concentrato e intenso nel punto di lavoro PL. Ciò consente di ottenere un fascio in uscita dal proiettore molto luminoso.
La lente finale 5 à ̈ disposta in corrispondenza dell’estremità aperta 12 dell’involucro 2 in modo da risultare centrata sull’asse ottico B e chiudere l’involucro 2.
La lente finale 5 ha un punto di fuoco PF disposto tra la sorgente luminosa 3 ed il gruppo ottico 5.
Preferibilmente, il punto di fuoco PF coincide con il punto di lavoro PL. In questo modo, la lente finale 5 sfrutta la massima intensità del fascio luminoso e dà luogo ad un fascio luminoso molto intenso e concentrato.
Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato, la lente finale à ̈ una lente di Fresnel. Il fascio generato da tale lente à ̈ pertanto un fascio diffuso.
Una variante non illustrata prevede che la lente finale 5 sia una lente di Fresnel in cui i settori anulari sono conformati a spirale invece che ad anello come nella maggior parte delle lenti di Fresnel.
Una variante non illustrata prevede che la lente finale 5 sia una lente obiettivo, preferibilmente di un gruppo ottico zoom.
Preferibilmente, la lente 5 à ̈ mobile lungo l’asse ottico B tra una prima posizione operativa ed una seconda posizione operativa (rappresentata con tratteggio in figura 1). La lente 5 à ̈ preferibilmente accoppiata ad un carrello mobile lungo l’asse ottico B (non illustrato per semplicità ).
Il proiettore 1 comprende, inoltre, un paraluce 6, il quale presenta una parete cilindrica a sezione circolare attorno all’asse ottico B ed à ̈ collegato alla lente 5 in modo tale che la lente 5 mantenga invariata la propria posizione rispetto al paraluce 6 in qualsiasi posizione operativa della lente 5. In altre parole, il paraluce 6 à ̈ fissato alla lente 5. Un esempio di tale soluzione à ̈ descritto nella domanda di brevetto MI2005A000164 a nome della stessa richiedente.
Il gruppo anticalore 8 à ̈ sostanzialmente configurato in modo tale da generare una barriera termica tra la zona 16 in cui à ̈ alloggiata la sorgente luminosa 3 e la zona 17 in cui sono alloggiati i mezzi di elaborazione del fascio luminoso 7.
Il gruppo anticalore 8 comprende un filtro anticalore 18 ed un telaio (non illustrato nelle figure allegate) accoppiato allo scheletro e configurato per supportare il filtro anticalore 18.
Il filtro anticalore 18 à ̈ configurato per filtrare le radiazioni calde (radiazioni che comportano un aumento di temperatura del corpo su cui incidono) nel campo delle radiazioni non visibili che provengono dalla zona in cui à ̈ presente la sorgente luminosa 3. In tal modo tale si evita che le radiazioni calde nel campo delle radiazioni non visibili generate dalla sorgente luminosa 3 e dal riflettore 4 incidano sui mezzi di elaborazione del fascio luminoso 7.
Preferibilmente, il filtro anticalore 18 à ̈ disposto trasversale all’asse ottico B. Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato il filtro 18 forma un angolo α con un piano a perpendicolare all’asse ottico B. L’angolo α à ̈ un angolo diedro preferibilmente compreso tra 5° e 8°. Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato l’angolo α à ̈ pari a 6°. L’inclinazione del filtro anticalore 18 evita il surriscaldamento della sorgente luminosa, in quanto i raggi riflessi dal filtro anticalore 18 vengono dirottati all’esterno del riflettore 4 e non internamente al riflettore 4 dove alloggia la sorgente luminosa 3.
I mezzi di elaborazione del fascio luminoso 7 sono supportati dallo scheletro e sono configurati per elaborare il fascio luminoso generato dalla sorgente luminosa 3 in modo da ottenere particolari effetti.
In particolare, i mezzi di elaborazione del fascio luminoso 7 comprendono, preferibilmente in sequenza, almeno un dimmer 19, un disco colore 20, un gruppo filtri colore 21, un gruppo frost 22 ed un elemento ovalizzatore 23.
Resta inteso che i mezzi di elaborazione del fascio luminoso 7 possano comprendere ulteriori dispositivi di elaborazione del fascio qui non descritti.
Tra il gruppo filtri colore 21 e il gruppo frost 22 à ̈ disposta una piastra 24, la quale à ̈ provvista di una bocca di uscita 25, sostanzialmente circolare, centrata sull’asse ottico B e trasparente alla radiazione luminosa. In uso, la piastra 24 taglia la porzione del fascio che incide al di fuori della bocca di uscita 25, dando luogo ad un fascio avente sostanzialmente la dimensione della bocca di uscita 25.
Con riferimento alla figura 2, il dimmer 19 comprende un filtro dimmer 26 configurato per ridurre la luminosità del fascio luminoso che lo attraversa ed un elemento ottico diffusore 27 accoppiato al filtro dimmer 26.
In particolare, il filtro dimmer 26 comprende una piastra 28 circolare, girevole attorno ad un asse di rotazione C. La piastra 28 Ã ̈ centralmente fissata ad un albero 29 collegato ad un motore 30 (parzialmente visibile in figura 7).
L’asse di rotazione C à ̈ sostanzialmente parallelo all’asse ottico B ma non coincide con l’asse ottico B.
La piastra 28 comprende una porzione perimetrale 32a, la quale à ̈ sostanzialmente conformata ad anello ed à ̈ disposta in prossimità del bordo 32b della piastra 28. La porzione perimetrale 32a comprende una regione opaca 33, una regione trasparente 34, contigua alla regione opaca 33, ed una regione evanescente 35, la quale si estende tra la regione trasparente 34 e la regione opaca 33.
La regione opaca 33 Ã ̈ realizzata in materiale non trasparente alla radiazione luminosa. Pertanto, la radiazione luminosa incidente sulla porzione opaca 33 non viene trasmessa.
La regione trasparente 34 à ̈ definita da una apertura della piastra 28 ed à ̈ completamente trasparente alla radiazione luminosa.
La regione evanescente 35 à ̈ definita da una pluralità di zone opache 37 alternate a una pluralità di zone trasparenti 38 (rappresentate in figura 2 con linee tratteggiate). Le zone opache 37 e le zone trasparenti 38 sono sostanzialmente curve. In particolare, le zone opache 37 hanno un’area crescente lungo una direzione E che va dalla regione trasparente 34 alla regione opaca 33. Mentre le zone trasparenti 38 hanno un’area sostanzialmente decrescente lungo la stessa direzione E.
L’elemento ottico diffusore 27 à ̈ accoppiato ad una faccia della piastra 28. Preferibilmente, l’elemento ottico diffusore 27 ha sostanzialmente la forma della regione evanescente 35 e viene fissato alla piastra 28 in modo da sovrapporsi completamente alla regione evanescente 35.
L’elemento ottico diffusore 27 comprende una faccia accoppiata alla piastra e una faccia esterna 39, la quale à ̈ stata sottoposta a sabbiatura. In questo modo, il fascio in uscita dalla regione evanescente 35 viene diffuso per eliminare difetti dovuti al materiale con cui sono realizzate le zone opache 37.
Con riferimento alla figura 1, il disco colore 20 à ̈ definito da una piastra provvista di una pluralità di settori trapezoidali (non visibili nelle figure allegate). Ciascun settore trapezoidali à ̈ definito da un filtro colore. Tutti i settori trapezoidali hanno colore diverso.
Il disco colore 20 Ã ̈ girevole attorno allo stesso asse di rotazione C del dimmer 19. La rotazione del disco colore 20 Ã ̈ tuttavia indipendente dalla rotazione del dimmer 19.
Una variante non illustrata prevede che il disco colore 20 sia disposto tra il gruppo filtri colore 21 e la piastra 24 e sia girevole attorno ad un asse non coincidente con l’asse di rotazione C del dimmer.
Con riferimento alla figura 7, il disco colore 20 Ã ̈ accoppiato ad un rispettivo motore 40 mediante un sistema di collegamento a cinghia 41.
Con riferimento alla figura 1, il gruppo filtri colore 21 comprende almeno tre filtri colore 43a, 43b 43c, rispettivamente dei colori ciano magenta e giallo. I filtri colore 43 sono girevoli attorno ad uno stesso asse di rotazione D, il quale à ̈ parallelo all’asse ottico B e non coincide con l’asse ottico B né con l’asse di rotazione C del dimmer 19.
Preferibilmente l’asse di rotazione D e l’asse di rotazione C sono disposti da lati opposti rispetto all’asse ottico B.
Nell’esempio non limitativo la distanza tra l’asse di rotazione C e l’asse di rotazione B à ̈ pari a circa 95 mm.
I filtri colore 43a, 43b 43c sono disposti in successione lungo l’asse di rotazione D e sono movimentati indipendentemente l’uno dall’altro. La regolazione della posizione relativa tra i filtri colore 43a, 43b 43c viene effettuata dal dispositivo di comando 10.
I filtri colore 43a, 43b 43c sono configurati per trasmettere radiazioni luminose aventi determinate lunghezze d’onda e riflettere radiazioni luminose aventi altre lunghezze d’onda.
Con riferimento alla figura 7, il primo filtro colore 43a à ̈ accoppiato ad un rispettivo motore 45a mediante un sistema di collegamento a cinghia 46a.
Il secondo filtro colore 43b à ̈ accoppiato ad un albero 46b movimentato da un rispettivo motore 45b.
Il terzo filtro colore 43c à ̈ accoppiato ad un rispettivo motore 45c mediante un sistema di collegamento a cinghia 46c.
La scelta di utilizzare i sistemi di trasmissione a cinghia 46a e 46c garantisce che gli ingombri assiali del gruppo filtri colore 21 sia ridotto.
Con riferimento alla figura 3, i filtri colore 43a 43b 43c sono sostanzialmente identici nella struttura e si distinguono sostanzialmente per il colore del filtro. Pertanto, nel seguito descriveremo solo il primo filtro 43a. Resta inteso che le caratteristiche descritte per il primo filtro 43a siano presenti anche nel secondo filtro 43b e nel terzo filtro 43c.
Il primo filtro 43a comprende un disco 48 girevole attorno all’asse di rotazione D.
Il disco 48 comprende una porzione perimetrale 49, la quale à ̈ sostanzialmente conformata ad anello ed à ̈ disposta in prossimità del bordo 50 del disco 48. La porzione perimetrale 49 comprende una regione colorata 53, una regione trasparente 54, contigua alla regione colorata 53, ed una regione evanescente colorata 55, la quale si estende tra la regione trasparente 54 e la regione colorata 53.
La regione colorata 53 à ̈ realizzata con un materiale in grado di filtrare determinate lunghezze d’onda (filtro passa banda) e rifletterne altre in modo da colorare il fascio in ingresso.
Il colore impartito al fascio dipende dalle lunghezze d’onda delle radiazioni luminose che non vengono riflesse dalla regione colorata 53.
In dettaglio, la regione colorata 53 à ̈ realizzata con un materiale comprendente un substrato di vetro su cui à ̈ depositata una successione di strati di materiale dielettrico.
Ciascun filtro colore 43a, 43b, 43c differisce, pertanto, dal filtro colore 43b, 43c, 43a adiacente per il numero e lo spessore degli strati di materiale dielettrico depositati sul substrato di vetro nella regione colorata 53.
La regione trasparente 54 à ̈ definita da un incavo 56 del disco 48 ed à ̈ completamente trasparente alla radiazione luminosa.
La regione evanescente colorata 55 à ̈ definita da una pluralità di zone colorate 57 alternate da una pluralità di zone trasparenti 58. Le zone colorate 57 e le zone trasparenti 58 sono sostanzialmente curve. In particolare, le zone colorate 57 hanno un’area crescente lungo una direzione F che va dalla regione trasparente 54 alla regione colorata 53. Mentre le zone trasparenti 58 hanno un’area sostanzialmente decrescente lungo la stessa direzione F.
Le zone colorate 57 sono realizzate con lo stesso materiale con cui à ̈ realizzata la regione colorata 53.
In figura 4 sono rappresentati in sequenza il filtro dimmer 26 del dimmer 19, il primo filtro 43a e la piastra 24 provvista della bocca di uscita 25.
Nella figura 4 il filtro dimmer 26 à ̈ ruotato in modo che la regione trasparente 34 sia sostanzialmente allineata con la bocca di uscita 25 mentre il primo filtro 43a à ̈ disposto in modo che la regione trasparente 54 sia sostanzialmente allineata con la bocca di uscita 25. In questa configurazione, la regione trasparente 34 e la regione trasparente 54 sono centrate sull’asse ottico B ed il fascio luminoso generato dalla sorgente luminosa attraversa la regione trasparente 34, la regione trasparente 54 e la bocca di uscita 25 senza subire alterazioni.
In figura 5, la regione trasparente 34 e la bocca di uscita 25 sono sostanzialmente allineate e centrate sul’asse ottico B, pertanto l’intensità del fascio luminoso non à ̈ alterata.
Il primo filtro 43a à ̈ invece ruotato in modo tale che la regione evanescente colorata 55 sia disposta in corrispondenza della bocca di uscita 25. In questa configurazione, il fascio luminoso che esce dalla bocca di uscita 25 à ̈ alterato nel colore, avendo attraversato la regione evanescente colorata 55. L’intensità e la gradazione del colore del fascio in uscita dipendono da quale segmento della regione evanescente colorata 55 si trova in corrispondenza della bocca di uscita 25. Più il segmento si avvicina alla zona colorata 53, più il colore del fascio in uscita à ̈ saturo.
In figura 6, la regione evanescente 35 del filtro dimmer 26 del dimmer 19 e la regione evanescente colorata 55 del primo filtro colore 43a sono disposte in corrispondenza della bocca di uscita 25.
In questa configurazione, il fascio luminoso in uscita dalla bocca di uscita 25 sarà colorato e avrà un’intensità attenuata dal dimmer 19.
In particolare, il filtro dimmer 26 ed il primo filtro colore 43a sono disposti l’uno rispetto all’altro in modo tale che, in un punto disposto in corrispondenza della bocca di uscita 25, le tangenti delle zone opache 37 e delle zone trasparenti 38 incrocino con un angolo diverso da zero le tangenti alle zone colorate 57 e alle zone trasparenti 58.
Preferibilmente, l’angolo formato dalle tangenti à ̈ compreso tra 60° e 90°.
In altre parole, il filtro dimmer 26 ed il primo filtro 43a sono disposti l’uno rispetto all’altro in modo tale che le zone opache 37 e le zone trasparenti 38 incrocino le zone colorate 57 e le zone trasparenti 58 evitando di una sovrapposizione completa tra le zone del filtro dimmer 26 e le zone del filtro colore 43a.
In questo modo si evita che le zone opache 37 possano oscurare intere porzioni delle zone colorate 57 alterando l’effetto finale desiderato sul fascio luminoso.
Resta inteso che l’interazione appena descritta tra il filtro dimmer 26 del dimmer 19 ed il primo filtro colore 43a sia valida anche per il secondo filtro 43b ed il terzo filtro 43c.
Con riferimento alla figura 1, i mezzi di elaborazione del fascio luminoso 7 comprendono, come già detto in precedenza, un gruppo frost 22 ed un elemento ovalizzatore 23.
Il gruppo frost 22 Ã ̈ configurato per rendere diffuso il fascio in ingresso e comprende una prima lente 60 ed una seconda lente 61.
La prima lente 60 e la seconda lente 61 possono essere movimentate in modo da intercettare il fascio luminoso solo all’occorrenza. La prima lente 60 e la seconda lente 61 sono infatti provviste di mezzi di movimentazione (non visibili nelle figure allegate) in grado di selettivamente disporre la prima lente 60 o la seconda lente 61 lungo l’asse ottico B.
In uso, il posizionamento lungo l’asse ottico B della prima lente 60 e della seconda lente 61 e lo scorrimento contemporaneo della lente finale 5 consentono di ottenere uno zoom del fascio luminoso compreso tra circa 6° e circa 50°.
In particolare, lo zoom tra 6° e 18° viene ottenuto posizionando la prima lente 60 lungo l’asse ottico B e movimentando la lente finale 5 dalla posizione finale (tratteggiata) alla posizione iniziale.
Lo zoom tra 18° e 50° viene ottenuto posizionando la sola seconda lente 61 lungo l’asse ottico B e movimentando la lente finale 5 dalla posizione finale (tratteggiata) alla posizione iniziale.
L’ovalizzatore 22 à ̈ anch’esso provvisto di mezzi di movimentazione (non illustrati) in grado di selettivamente posizionare l’ovalizzatore 22 lungo l’asse ottico B per intercettare il fascio luminoso.
In particolare, l’ovalizzatore 22 à ̈ definito da una lente avente una faccia conformata in modo tale che il fascio in uscita dalla lente abbia una forma modificata rispetto alla forma del fascio in ingresso (generalmente circolare). In particolare, la lente dell’ovalizzatore 22 determina una ovalizzazione del fascio luminoso circolare in ingresso.
Vantaggiosamente, il proiettore 1 secondo la presente invenzione à ̈ in grado di generare un fascio luminoso molto potente e concentrato grazie al fatto che, nel punto di lavoro PL, il diametro del fascio luminoso à ̈ inferiore al millimetro.
Oltretutto, il fatto che la lente finale 5 sia disposta in modo tale che il proprio fuoco PF sia coincidente con il punto di lavoro PL garantisce che venga sfruttata tutta l’intensità del fascio.
L’allineamento dei filtri colore 43a, 43b, 43c lungo uno stesso asse di rotazione D rende possibile una migliore distribuzione degli spazi interni al proiettore 1. L’ulteriore disposizione relativa tra il gruppo filtri colore 21 e il dimmer 19 rendono il proiettore secondo la presente invenzione particolarmente compatto. Oltretutto il fascio generato dal proiettore 1 quando sono attivi sia il dimmer 19 che il gruppo filtri colore 21 à ̈ privo di difetti e di alta qualità . Questo perché il filtro dimmer 26 ed i filtri colore 43a 43b e 43c sono disposti l’uno rispetto all’altro in modo tale che, in un punto disposto in corrispondenza della bocca di uscita 25, le tangenti delle zone opache 37 e delle zone trasparenti 38 incrocino con un angolo diverso da zero le tangenti alle zone colorate 57 e alle zone trasparenti 58.
Risulta infine evidente che al proiettore da palcoscenico qui descritto possono essere apportate modifiche e varianti senza uscire dall’ambito delle rivendicazioni allegate.
Claims (14)
- RIVENDICAZIONI 1. Proiettore da palcoscenico comprendente: una sorgente luminosa (3) atta a generare un fascio luminoso lungo un asse ottico (B); e un gruppo filtri colore (21) comprendente una pluralità di filtri colore (43a, 43b, 43c) girevoli attorno ad uno stesso primo asse di rotazione (D); il primo asse di rotazione (D) essendo parallelo all’asse ottico (B) e non coincidente con l’asse ottico (B).
- 2. Proiettore secondo la rivendicazione 1, comprendente almeno un filtro dimmer (26), girevole attorno ad un secondo asse di rotazione (C); il primo asse di rotazione (D) ed il secondo asse di rotazione (C) essendo paralleli all’asse ottico (B) e non coincidenti tra loro.
- 3. Proiettore secondo la rivendicazione 2, in cui il primo asse di rotazione (D) ed il secondo asse di rotazione (C) sono disposti da lati opposti rispetto all’asse ottico (B).
- 4. Proiettore secondo la rivendicazione 2 o 3, in cui il primo asse di rotazione (D) ed il secondo asse di rotazione (C) sono disposti ad una distanza di circa 95 mm.
- 5. Proiettore secondo una qualsiasi delle rivendicazione da 2 a 4, in cui il filtro dimmer (26) à ̈ provvisto di almeno una regione evanescente (35); la regione evanescente (35) essendo definita da una pluralità di zone opache (37) curve alternate a una pluralità di prime zone trasparenti (38) curve; e in cui ciascun filtro colore (43a, 43b, 43c) à ̈ provvisto di almeno una regione evanescente colorata (55); la regione evanescente colorata (55) essendo definita da una pluralità di zone colorate (57) curve alternate a una pluralità di seconde zone trasparenti (58) curve.
- 6. Proiettore secondo la rivendicazione 5, comprendente una bocca di uscita (25), la quale à ̈ centrata sull’asse ottico (A) ed à ̈ trasparente alla radiazione luminosa; il filtro dimmer (26) e ciascun filtro colore (43a, 43b, 43c) sono disposti l’uno rispetto all’altro in modo tale che, in un punto disposto in corrispondenza della bocca di uscita (25), le tangenti delle zone opache (37) e delle prime zone trasparenti (38) incrocino con un angolo diverso da zero le tangenti alle zone colorate (57) e alle seconde zone trasparenti (58).
- 7. Proiettore secondo la rivendicazione 6, in cui l’angolo formato dalle tangenti à ̈ compreso tra circa 60° e circa 90°.
- 8. Proiettore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 5 a 7, in cui il filtro dimmer (26) comprende una regione opaca (33), una prima regione trasparente (34); la regione evanescente (35) estendendosi tra la regione opaca (33) e la prima regione trasparente
- 9. Proiettore secondo la rivendicazione 8, in cui le zone opache (37) hanno area sostanzialmente crescente lungo una prima direzione (E) che va dalla regione trasparente (34) alla regione opaca (33), mentre le zone trasparenti (38) hanno area sostanzialmente decrescente lungo la stessa prima direzione (E).
- 10. Proiettore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 5 a 9, in cui il filtro colore (43a, 43b, 43c) comprende una regione colorata (53), una seconda regione trasparente (54); la regione evanescente colorata (55) estendendosi tra la regione colorata (53) e la seconda regione trasparente (54).
- 11. Proiettore secondo la rivendicazione 10, in cui le zone colorate (57) hanno area sostanzialmente crescente lungo una seconda direzione (F) che va dalla regione trasparente (54) alla regione colorata (53), mentre le zone trasparenti (58) hanno area sostanzialmente decrescente lungo la stessa seconda direzione (F).
- 12. Proiettore secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, comprendente un riflettore (4) associato alla sorgente luminosa (3); la sorgente luminosa (3) e il riflettore (4) essendo configurati ed accoppiati tra loro in modo da emettere un fascio luminoso focalizzato sostanzialmente nei dintorni di un punto di lavoro (PL) del fascio luminoso; il fascio luminoso avendo un diametro inferiore a circa 1 mm nel punto di lavoro (PL).
- 13. Proiettore secondo la rivendicazione 12, comprendente una lente finale (5) disposta a valle del gruppo filtri colore (21) e del filtro dimmer (26) lungo l’asse ottico (B) e provvista di un punto di fuoco (PF); il punto di fuoco (PF) essendo coincidente con il punto di lavoro (PL).
- 14. Proiettore secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui la sorgente luminosa (3) comprende una lampada ad arco corto.
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