ITMI20131251A1 - Pompa ad azionamento manuale per l'erogazione di sostanze fluide, ad azionamento facilitato - Google Patents

Pompa ad azionamento manuale per l'erogazione di sostanze fluide, ad azionamento facilitato

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ITMI20131251A1
ITMI20131251A1 IT001251A ITMI20131251A ITMI20131251A1 IT MI20131251 A1 ITMI20131251 A1 IT MI20131251A1 IT 001251 A IT001251 A IT 001251A IT MI20131251 A ITMI20131251 A IT MI20131251A IT MI20131251 A1 ITMI20131251 A1 IT MI20131251A1
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IT
Italy
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seat
pump
cup
pump according
shaped body
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Application number
IT001251A
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English (en)
Inventor
Andrea Marelli
Original Assignee
Meadwestvaco Calmar S R L
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Description

Il presente trovato si riferisce a una pompa ad azionamento manuale per l’erogazione di sostanze fluide, dotata di un azionamento facilitato.
In particolare il presente trovato si riferisce a una pompa associabile a un contenitore in cui è conservata la sostanza fluida da erogare.
Da tempo sono note varie tipologie di pompe ad azionamento manuale.
EP 0065 214 A2 descrive una pompa dal funzionamento particolarmente semplice e realizzata per essere montata molto facilmente, dal costo contenuto.
Tale pompa comprende un corpo a bicchiere che presenta sul suo fondo un foro e un aggetto connettibile a un tubicino pescante. Il foro realizzato sul fondo del corpo a bicchiere è associato a una valvola di aspirazione che è realizzata da una sferetta alloggiata in un’apposita sede su detto fondo. Essa è mantenuta in posizione da un sistema di alette flessibili per il suo inserimento in sede.
All’interno del corpo a bicchiere è collocato un pistone che presenta un labbro atto a far tenuta sulla superficie interna del corpo a bicchiere. Il pistone presenta un gradino a cui è poggiata una prima estremità di una molla di ritorno. Una seconda estremità di tale molla è invece poggiata sul fondo del corpo a bicchiere in prossimità della valvola di aspirazione.
Dal pistone si estende uno stelo di azionamento della pompa, internamente cavo. Nella cavità dello stelo è contenuta, poggiata su un opportuno alloggiamento conico, una seconda sferetta che costituisce una valvola di mandata della pompa. Tale seconda sferetta è caricata da una molla principale interposta tra un fermo forato calzato sulla sommità dello stelo e la sferetta stessa.
Sullo stelo è posizionato un tappo erogatore dotato di una cavità per la fuoriuscita del fluido, e di una testa atta ad essere premuta per azionare la pompa.
Il corpo a bicchiere è opportunamente associato a tenuta a una ghiera dedicata al fissaggio della pompa ad un contenitore che contiene la sostanza fluida destinata ad essere erogata dalla pompa.
Quando tutta la pompa, opportunamente associata a un contenitore e in condizioni di utilizzo, viene posta in un ambiente in depressione si è verificato che la valvola di mandata presenta alcune perdite che sono parecchio fastidiose.
Per ovviare a tale problema si è pensato di aumentare la pressione generata dalla molla sulla sfera che forma la valvola di mandata. Ciò ha risolto il problema delle perdite, tuttavia ha introdotto un notevole inconveniente per l’utente.
Aumentando infatti il carico della molla di mandata si aumentata considerevolmente anche la forza necessaria per l’azionamento della pompa (FTA – Force to actuate) e in tali condizioni il pulsante erogatore risulta troppo ‘duro’ da premere per l’erogazione.
Scopo del presente trovato è quello di realizzare una pompa ad azionamento manuale per l’erogazione di sostanze fluide, che non presenti perdite dalla valvola di mandata e che al contempo risulti morbida da azionare per un utente (Bassa FTA).
Questi ed altri scopi vengono raggiunti realizzando una pompa ad azionamento manuale secondo gli insegnamenti tecnici delle annesse rivendicazioni.
Un ulteriore vantaggio della presente invenzione è quello di realizzare una pompa che sia facilmente e velocemente assemblabile, senza la necessità di possedere apparecchiature di montaggio troppo sofisticate.
Non ultimo scopo del presente trovato è quello di fornire una pompa che sia affidabile e duratura nell’utilizzo oltreché economica da produrre.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi del trovato risulteranno evidenti dalla descrizione di una forma di realizzazione preferita ma non esclusiva della pompa ad azionamento manuale, illustrata a titolo esemplificativo e quindi non limitativo nei disegni allegati, in cui:
la figura 1 è una vista in sezione assiale della pompa della presente innovazione, quando in una posizione di riposo (o fondo corsa superiore);
la figura 2 è una vista in sezione della pompa di figura 1, quando è in una posizione di fondo corsa inferiore;
la figura 3 è una vista in sezione trasversale, presa lungo la linea 3-3 di figura 1;
la figura 4 è una vista in sezione di un dettaglio della pompa di figura 1 e 2;
la figura 5 mostra un grafico della forza di azionamento di una pompa simile a quella di figura 1 ma quando l’apertura della superficie conica è di 15°;
la figura 6 mostra un grafico della forza di azionamento di una pompa simile a quella di figura 1 quando l’apertura della superficie conica è di 17°;
la figura 7 mostra un grafico della forza di azionamento della pompa di figura 1, dotata di una apertura della superficie conica di 20°;
la figura 8 mostra un grafico della forza di azionamento di una pompa simile a quella di figura 1 quando l’apertura della superficie conica è di 22°; e
la figura 9 mostra un grafico della forza di azionamento di una pompa simile a quella di figura 1 quando l’apertura della superficie conica è di 25°;
la figura 10 mostra un grafico della forza di azionamento della pompa di figura 1, dopo il primo azionamento che è illustrato dal grafico di figura 7.
Con riferimento alle figure citate, viene mostrata una pompa ad azionamento manuale indicata complessivamente con il numero di riferimento 1. Come si può notare immediatamente dalle figure la pompa in questione è molto semplice dal punto di vista costruttivo ed è formata da un numero molto limitato di pezzi appositamente stampati. Essa risulta facilmente assemblabile.
La pompa 1 ad azionamento manuale è destinata a erogare una sostanza fluida contenuta all’interno di un contenitore 6 (mostrato solo parzialmente) a cui detta pompa può essere associata tramite un opportuno fondello 2 (o ghiera), che verrà descritto in seguito.
La pompa comprende un corpo a bicchiere 3 dotato sul suo fondo 3A di un’apertura 4 associabile in modo noto a un tubicino pescante 5 all’interno di detto contenitore 6.
Dal fondo del corpo a bicchiere si diparte in direzione opposta al tubicino un elemento cilindrico 7 internamente cavo che presenta alla sua sommità una prima sede 9 conformata sostanzialmente a tronco di cono (convergente verso l’apertura 4, e quindi verso il fondo del corpo a bicchiere), nella quale è alloggiata una sferetta 8. La prima sferetta 8 e la sua prima sede 9 formano una valvola di aspirazione della pompa 1.
All’interno del corpo a bicchiere 3 è scorrevole un pistone 11 a tenuta (sulla superficie interna 3B del corpo a bicchiere), in contrasto a una molla di ritorno 10 mostrata solo parzialmente e interposta tra il pistone e il fondo del corpo a bicchiere. Dal pistone 11 si estende uno stelo cavo 12, una cui estremità 12B sporge verso l’esterno del corpo a bicchiere, attraverso la ghiera o fondello 2.
Nella presente forma di realizzazione lo stelo e il pistone sono ricavati in un unico pezzo, per stampaggio di materia plastica, preferibilmente in PE. Il pistone è vantaggiosamente dotato di un unico labbro di tenuta.
La cavità dello stelo è connessa con una camera di compressione 15 della pompa che è definita dalla parte del pistone 11 rivolta verso il fondo del corpo a bicchiere 3, e da parte del corpo a bicchiere 3 stesso.
Lo stelo cavo 12, in corrispondenza di una sua porzione 13 di raccordo con il pistone 11, presenta una seconda sede 14 realizzata da una parete 140 definente inferiormente un’apertura 20. Tale parete 140 risulta sporgente verso la camera di compressione 15 e definisce una superficie sostanzialmente troncoconica 14A, convergente proprio verso detta camera di compressione, su cui è poggiato un elemento mobile 16. Preferibilmente la superficie troncoconica presenta una apertura compresa tra 17° e 22°, preferibilmente 20°.
La seconda sede 14 e l’elemento mobile 16, cooperando a tenuta, fungono da valvola di mandata della pompa.
C’è da notare che l’elemento mobile 16 è caricato da una molla 18 posta nella cavità dello stelo 12 e che presenta una prima estremità poggiata ad esso, ed un’altra estremità poggiata a una superficie opportunamente prevista su di un pulsante erogatore 19 calzato all’estremità 12B dello stelo 12. Il pulsante erogatore presenta preferibilmente un inserto 21 che funge da ugello nebulizzatore.
L’elemento mobile 16 è meglio evidenziato nella figura 4, dove se ne possono apprezzare tutte le peculiarità. Esso è preferibilmente realizzato per stampaggio di materia plastica (ad esempio in resina polietilenica commercializzata dalla DOW Chemicals con il nome commerciale DOWLEX 2552E, o con una materia plastica di una durezza Shore D compresa tra 46 e 50, preferibilmente 48, misurata secondo ASTM D2240) in un unico pezzo. Come si può notare l’elemento 16 presenta una superficie esterna formata sostanzialmente da due parti troncoconiche 16A congiunte in corrispondenza di un piano di simmetria trasversale X dell’elemento.
La simmetria non è perfetta dato che come si vede dalla sezione l’elemento 16 presenta un alleggerimento centrale 16C costituito di fatto da un foro cieco realizzato da stampaggio.
Il foro è particolarmente utile per evitare rischi di risucchio durante le fasi di stampaggio dell’elemento mobile.
Le parti troncoconiche in corrispondenza delle estremità dell’elemento mobile 16 sono rastremate e presentano un gradino 16B di passaggio tra la porzione rastremata e la parte troncoconica.
Il gradino risulta molto utile poiché, quando l’elemento mobile viene innalzato anche di poco durante l’erogazione, la luce di erogazione risulta piuttosto ampia e permette un buon flusso di prodotto da erogare.
L’angolo γ o apertura (rappresentato in figura) che definisce le superfici coniche, ai fini dell’invenzione, risulta essere compreso tra 17° e 22°, preferibilmente 20° (deg). Si è infatti verificato che questo intervallo di angoli di apertura risulta ottimale ai fini dell’operatività della pompa, come verrà descritto dettagliatamente in seguito con l’aiuto dei grafici di fig. 5-9.
C’è da notare che per tali angoli di apertura la presenza del gradino 16B risulta estremamente importante. Infatti in assenza di gradino, più l’angolo di apertura del ‘cono’ è piccolo, minore sarà luce di passaggio per il fluido a parità di ‘sollevamento’ dell’elemento mobile. La presenza del citato gradino fornisce una luce di passaggio (tra sede della valvola di mandata e elemento mobile) che risulta ampia anche in caso di angoli di apertura della o delle superfici coniche piuttosto piccoli, come quelli descritti.
La ‘simmetria funzionale’ dell’elemento 16 è molto importante per il montaggio. Infatti esso non necessità di essere orientato quando viene posizionato nella sede 14 prima della molla di mandata 18, ed è totalmente indifferente se esso cade nello stelo 12 con l’apertura del foro di alleggerimento verso l’alto o verso il basso. Quanto si parla di simmetria funzionale all’interno del presente testo si intende la simmetria di quelle superfici coniche destinate a far tenuta nella sede.
Il pulsante erogatore 19 presenta un usuale accoppiamento per interferenza a tenuta preferibilmente con la superficie esterna dello stelo 12. Esso è anche dotato di un ugello nebulizzatore.
Come si vede dai disegni sulla superficie esterna dello stelo 12, in corrispondenza del pistone 11, è fissata una guarnizione 22. Essa è posizionata su un allargamento o una gola anulare 23 appositamente ricavata sulla superficie dello stelo.
Tale guarnizione 22, che a secondo della sua altezza permette anche una regolazione della corsa del pistone, e quindi del volume della camera di compressione, quando la pompa è in una posizione di riposo (rappresentata in figura 1) risulta in battuta a tenuta contro il fondello 2 (o ghiera). Il fondello presenta un foro 2A attraverso cui passa lo stelo 12 e un collo 2B aggraffato in 2C a un riscontro anulare 26 realizzato in corrispondenza di un’estremità libera di detto corpo a bicchiere 3.
C’è da notare che il riscontro anulare 26 presenta una tacca 26A atta a permettere il passaggio dell’aria dall’esterno all’interno del contenitore (venting), almeno quando detta guarnizione è staccata da detto fondello (ovvero durante la corsa del pistone).
Vantaggiosamente il fondello o ghiera 2 è semplicemente formato da una sottile lamina di materiale metallico, preferibilmente alluminio, opportunamente sagomata e ripiegata durante il montaggio per bloccare la pompa 1 al contenitore 6.
Come si vede dalla figura 1 la ghiera o fondello (che in tale rappresentazione non è ancora bloccata al contenitore 6) presenta una porzione cilindrica che circonda il collo 6A del contenitore e che una volta deformata opportunamente, fa presa a sottosquadro sul collo del flacone.
Fra il contenitore 6 e la ghiera 2 o fondello è opportunamente inserita una convenzionale guarnizione di tenuta 27.
Come si vede bene dalla figura 1 che rappresenta la pompa in posizione di riposo, la seconda sede 14 e l’elemento mobile 16 sono configurati in modo tale che, quando l’elemento 16 è in posizione di chiusura, esso sporga parzialmente dalla seconda sede 14 stessa verso il fondo del corpo a bicchiere (all’interno della camera di compressione). Vantaggiosamente nella forma di realizzazione rappresentata, è proprio la porzione estremale rastremata dell’elemento mobile a sporgere dalla sede 14.
Quando il pistone è a fondo corsa (si veda la figura 2) l’ elemento mobile 16 (e precisamente una sua porzione sporgente dalla seconda sede 14, che corrisponde sostanzialmente alla porzione rastremata) entra in contatto con la sferetta e si solleva in contrasto alla molla principale 18. In questo modo si causa l’apertura della valvola di mandata.
Questo consente lo sfogo verso l’ugello dell’aria compressa presente nella camera di compressione ai primi azionamenti della pompa, consentendo così un facile innesco (priming) della pompa stessa.
C’è da notare che in questa forma di realizzazione il fine corsa del pistone è determinato dal contatto fra il pulsante e il fondello, mentre l’elemento cilindrico 7 in cui è ricavata la sede della valvola di aspirazione e la parete 140 che definisce la sede della valvola di mandata, dato che sono elementi piuttosto delicati, non entrano mai in contatto tra loro.
Questa caratteristica risulta estremamente importante in quanto il fine corsa del pistone è realizzato tra due elementi strutturalmente rigidi e quindi il labbro 11A del pistone, parte estremamente delicata, non viene mai in contatto con la superficie di fondo del corpo a bicchiere (o meglio del gradino 3D), evitando quindi delle deformazioni.
Preferibilmente in tale forma di realizzazione la prima sede 9 è in una posizione rialzata rispetto al fondo del corpo a bicchiere e sporgente verso la valvola di mandata 14/16. La sede 14 della valvola di mandata è invece in una posizione più rialzata rispetto al labbro di tenuta 11A del pistone.
Il funzionamento del trovato appare evidente per il tecnico del ramo da quanto è stato descritto in precedenza e non occorre discuterlo ulteriormente dato che la pompa è rappresentata in figura 1 in una posizione di riposo e in figura 2 in una posizione di fondo corsa.
C’è solo da notare che durante la corsa del pistone la guarnizione 22 risulta distaccata dalla ghiera o fondello, permettendo così all’aria esterna di entrare all’interno del contenitore (venting) prima attraverso una fessura anulare che si crea tra il fondello (o ghiera) e lo stelo, proseguendo attraverso la tacca 26A realizzata nel riscontro anulare del corpo a bicchiere 3.
Inoltre la pompa sopra descritta risulta estremamente economica in quanto realizzata con un numero limitatissimo di pezzi appositamente stampati. I pezzi appositamente stampati (bicchiere, stelo/pistone e elemento mobile 16) sono tutti di facile realizzazione per stampaggio di materia plastica, mentre tutti gli altri componenti sono standard e di uso comune sulle pompe. Essi sono quindi normalmente presenti sul mercato e facilmente reperibili.
Non ultimo l’assemblaggio della pompa risulta estremamente semplice, come si evince dalla procedura di montaggio qui sotto descritta.
Preliminarmente viene disposta sul portapezzi la guarnizione 27 e successivamente il corpo a bicchiere 3, che infilato nella guarnizione la deforma leggermente in modo che la stessa rimanga ad esso vincolata.
Viene poi posizionata la sfera nella prima sede 9, e successivamente la molla di ritorno 10 all’interno del corpo a bicchiere. C’è da notare che la molla, semplicemente gettata nel corpo a bicchiere si posiziona automaticamente attorno all’aggetto 7 che sporge dal fondo del corpo a bicchiere 3.
Si infila quindi il pistone/stelo nel corpo a bicchiere e si calza sullo stelo la guarnizione 22.
A questo punto si butta l’elemento mobile 16 nello stelo. Esso si orienta automaticamente e in virtù della sua “simmetria funzionale” non importa se l’apertura del foro di alleggerimento risulta rivolta verso l’alto o verso il basso. Inoltre la forma a barilotto, con le superfici coniche, rende praticamente automatico il posizionamento corretto nella sede 14. Si inserisce successivamente la molla principale 18. Si posiziona la guarnizione e si calza il fondello 2 al di sopra del corpo a bicchiere e si esegue la graffatura 2C.
Infine si calza sullo stelo il pulsante erogatore 19, e si infila nell’apposita sede il tubicino pescante 5.
Come si vede dalle operazioni sopra descritte la semplicità di montaggio della pompa descritta è estrema. Il notevole vantaggio ottenuto dall’uso di una sferetta e di un elemento mobile automaticamente orientabile, al posto di altri mezzi valvolari, sta proprio nell’ottenere un montaggio ancora più rapido, con tutto vantaggio dell’economicità della pompa.
C’è infine da notare come l’affidabilità di tale pompa sia estrema.
Il particolare meccanismo di innesco che prevede il contatto tra l’elemento mobile 16 e la sfera della valvola di aspirazione è molto efficace e molto affidabile.
Inoltre l’espulsione dell’aria e di una trascurabile quantità di prodotto a fondo corsa avviene nel verso naturale di erogazione della sostanza contenuta nel contenitore, prevenendo quindi l’insorgere di qualsiasi tipo di problema.
Non ultimo come si può notare dai disegni, la molla di ritorno risulta perfettamente centrata inferiormente dall’aggetto 7 e superiormente dalla porzione sporgente all’interno della camera 15 della sede 14 della valvola di mandata. Questo garantisce che essa durante l’utilizzo della pompa resti sempre perfettamente centrata e in posizione, aumentando l’affidabilità complessiva della pompa.
C’è inoltre da notare che nella presente pompa la sferetta della valvola di aspirazione nel suo movimento operativo è confinata lateralmente dalla molla di richiamo, superiormente dalla porzione inferiore della sede della valvola di mandata, e inferiormente dalla sede della valvola di aspirazione. Non sarebbero quindi necessari altre sporgenze, aggetti, alette o simili per mantenerla in posizione, con tutto risparmio dei costi di stampaggio del corpo a bicchiere. Vantaggiosamente però, per sicurezza, vengono comunque realizzate delle piccole sporgenze 9A proprio nella sede 9 della valvola di aspirazione. Tali sporgenze si deformano all’inserimento della sfera nella sua sede e qui la confinano durante l’azione di aspirazione, permettendo però il passaggio del flusso di prodotto che riempie la camera di compressione.
Con riferimento alla particolare configurazione dell’elemento mobile 16 della valvola di mandata, c’è da notare che l’angolo di apertura γ della superficie conica (che di fatto è l’angolo formato dall’intersezione di due rette A e B parallele o adagiate sulla superficie esterna del elemento valvolare 16, appartenenti e intesecantesi su un piano che contiene l’asse C proprio dell’elemento valvolare) permette all’elemento valvolare 16 di ‘incastrarsi’ nella sua sede 14, che preferibilmente presenta una forma simile (corrispondente) a quella conica dell’elemento 16.
L’incastro conico, che avviene man mano che la molla principale 18 preme sull’elemento 16 anche in funzione del tempo, fornisce una perfetta tenuta della valvola che non perde nemmeno di fronte a severe prove di depressione.
Inoltre la presenza del foro cieco nell’elemento mobile agevola una leggerissima deformazione delle pareti coniche dell’elemento mobile stesso, quando esso è inserito nella sede, migliorandone ancora la capacità di ‘incastro’.
Data la presenza dell’incastro effettuato fra due superfici coniche, a differenza di quanto avviene per le valvole convenzionali a sfera tuttavia, non è necessario equipaggiare la pompa con una molla di costante elastica molto elevata, ciò a tutto vantaggio della ‘morbidezza’ dell’azionamento del pulsante che risulta evidente dopo aver superato un primo picco di forza necessaria per disaccoppiare l’incastro.
Come si rileva dal grafico 10 che mostra la forza di azionamento per le erogazioni successive, tale picco è molto meno marcato una volta azionata la pompa per la prima volta.
Il vantaggio che si ottiene nell’utilizzo dell’accoppiamento conico tra elemento valvolare 16 e sede 14 è evidente dall’analisi del grafico presente in figura 7 riferito ad un apertura del cono di 20°.
Come si vede durante la prima erogazione della pompa (dopo che la stessa è stata lasciata a riposo per un po’di tempo), è necessario esercitare una forza con un picco circa a 2,5 kgf, ma che poi molto rapidamente discende a un valore che rimane attorno a 1,5 kgf (valore del tutto accettabile e che fornisce una sensazione di morbidezza).
Al fine di verificare quale sia l’apertura ottimale della superficie conica sono stati effettuati molti test che hanno evidenziato come una apertura della superficie conica dell’elemento mobile 16 che risulta compresa tra 17° (figura 6) e 22° (figura 8) sia quella migliore, con un ottimo a 20° (figura 7). Si vede infatti come all’interno di questi intervalli il valore di picco, determinato dall’incastro dell’elemento mobile nella sede, sia intorno a 2,5 kgf che risulta un valore accettabile (la forza diminuisce con l’aumento dell’angolo di apertura).
Si vede invece che per valori di apertura superiori (come ad esempio 25° di figura 9) l’effetto incastro risulta poco accentuato e praticamente inutile, mentre per valori di apertura troppo bassi (come i 15° di figura 5) l’elemento mobile si incastra troppo, necessitando quindi una forza superiore a 3kgf per il primo azionamento (ciò non è tollerabile).
Si è quindi verificato come un accoppiamento ottenuto con un elemento mobile dotato di una superficie conica con apertura da 22° a 17°, con un apertura ottimale a 20°, fornisca un ottimo compromesso tra tenuta al vuoto e morbidezza di azionamento della pompa.
Negli esempi sopra descritti ovviamente, anche la sede in cui fa tenuta l’elemento mobile potrà essere dotata di una superficie conica per l’accoppiamento con quella dell’elemento mobile; in tal caso l’apertura di tale superficie sarà uguale a quella dell’elemento mobile o solo leggermente più ampia.
Sono state descritte varie forme di realizzazione dell’invenzione, ma altre potranno essere concepite sfruttando lo stesso concetto innovativo.

Claims (14)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Pompa ad azionamento manuale per l’erogazione di una sostanza fluida contenuta all’interno di un contenitore a cui detta pompa può essere associata, la pompa comprendendo un corpo a bicchiere dotato sul suo fondo di un’apertura associabile a un tubicino pescante all’interno di detto contenitore e di una sferetta alloggiata in una prima sede atta a fungere da valvola di aspirazione, all’interno del corpo a bicchiere essendo scorrevole, a tenuta e in contrasto a una molla di ritorno, un pistone da cui si estende uno stelo cavo una cui estremità sporge verso l’esterno al corpo a bicchiere, lo stelo cavo alloggiando in una seconda sede un elemento mobile di una valvola di mandata caricato da una molla, la pompa presentando un fondello o ghiera di fissaggio a detto contenitore, il fondello o ghiera essendo dotati di un foro attraverso cui passa detto stelo e di mezzi di accoppiamento con detto corpo a bicchiere, caratterizzata dal fatto che l’elemento mobile della valvola di mandata presenta una superficie almeno parzialmente conica atta ad accoppiarsi con una corrispondente superficie di detta seconda sede, in modo che per azione di detta molla l’elemento mobile possa incastrarsi in detta seconda sede.
  2. 2. Pompa, secondo la rivendicazione precedente in cui detta superficie almeno parzialmente conica presenta un’apertura γ compresa tra 17° e 22°, preferibilmente di 20°.
  3. 3. Pompa secondo la rivendicazione 1 in cui anche la superficie di detta sede è almeno parzialmente conica, con un’apertura compresa tra 17° e 22°, preferibilmente 20°.
  4. 4. Pompa secondo la rivendicazione 1, in cui detto elemento mobile presenta, in corrispondenza di almeno una sua porzione estremale, un gradino di connessione tra una sua superficie conica e una sua porzione rastremata.
  5. 5. Pompa secondo la rivendicazione 1 in cui detto elemento mobile è funzionalmente simmetrico rispetto ad un suo piano trasversale (X), in modo da svolgere la sua funzione sia in un senso che capovolto.
  6. 6. Pompa secondo la rivendicazione 1, in cui detto elemento mobile presenta un foro cieco assiale di alleggerimento.
  7. 7. Pompa secondo la rivendicazione 1, in cui detta prima sede è in una posizione rialzata rispetto al fondo del corpo a bicchiere e sporgente verso la valvola di mandata.
  8. 8. Pompa secondo la rivendicazione 7, in cui detta prima sede è realizzata alla sommità di un aggetto cilindrico internamente cavo che si estende dal fondo del corpo a bicchiere.
  9. 9. Pompa secondo la rivendicazione 1, in cui detta prima sede presenta conformazione troncoconica convergente verso il fondo del corpo a bicchiere.
  10. 10. Pompa secondo la rivendicazione 1, in cui la seconda sede è realizzata in corrispondenza di una porzione in cui detto stelo è raccordato a detto pistone.
  11. 11. Pompa secondo la rivendicazione 1, in cui il pistone e lo stelo sono realizzati in un unico pezzo.
  12. 12. Pompa secondo la rivendicazione 1, in cui su un’estremità libera dello stelo è calzato un tappo erogatore che funge da battuta per detta molla principale, detto tappo erogatore presentando preferenzialmente un ugello nebulizzatore.
  13. 13. Pompa secondo una o più delle rivendicazioni precedenti in cui sulla superficie esterna dello stelo, in prossimità del pistone, è fissata una guarnizione atta a fornire una tenuta quando è in battuta contro detto fondello o ghiera.
  14. 14. Pompa secondo una o più delle rivendicazioni precedenti in cui detto fondello o ghiera è realizzata da una lamina sagomata di materiale metallico e detti mezzi di accoppiamento con il corpo a bicchiere comprendono una graffatura che coopera con un riscontro anulare realizzato in corrispondenza di un’estremità libera di detto corpo a bicchiere e/o in cui detto riscontro anulare presenta una tacca atta a permettere il passaggio dell’aria dall’esterno all’interno del contenitore, almeno quando detta guarnizione è staccata da detta ghiera, e/o in cui il movimento della sferetta, è limitato lateralmente da detta molla di richiamo, superiormente dalla porzione inferiore della sede della valvola di mandata, e inferiormente dalla sede della valvola di aspirazione.
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