ITMI20131386A1 - Proiettore da palcoscenico - Google Patents

Proiettore da palcoscenico

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ITMI20131386A1
ITMI20131386A1 IT001386A ITMI20131386A ITMI20131386A1 IT MI20131386 A1 ITMI20131386 A1 IT MI20131386A1 IT 001386 A IT001386 A IT 001386A IT MI20131386 A ITMI20131386 A IT MI20131386A IT MI20131386 A1 ITMI20131386 A1 IT MI20131386A1
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IT
Italy
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optical elements
optical
emission
group
projector
Prior art date
Application number
IT001386A
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English (en)
Inventor
Francesco Campetella
Pasquale Quadri
Original Assignee
Clay Paky Spa
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Description

DESCRIZIONE
del brevetto per invenzione industriale dal titolo:
“PROIETTORE DA PALCOSCENICO”
di CLAY PAKY S.P.A.
di nazionalità italiana
con sede: VIA PASTRENGO, 3/B
SERIATE (BG)
Inventori: QUADRI Pasquale, CAMPETELLA Francesco
*** ***** ***
La presente invenzione è relativa ad un proiettore da palcoscenico. In particolare, la presente invenzione è relativa ad un proiettore multisorgente da palcoscenico.
Sono noti proiettori multisorgente per palcoscenico comprendenti un involucro avente una prima estremità chiusa ed una seconda estremità provvista di una bocca di proiezione a sezione sostanzialmente circolare; una pluralità di sorgenti luminose distribuite uniformemente all’interno dell’involucro e configurate per emettere rispettivi fasci luminosi; ed una pluralità lenti, ciascuna delle quali è configurata per modificare la direzione dei raggi che compongono il fascio luminoso di una rispettiva sorgente luminosa.
Le lenti sono normalmente conformate e disposte in modo da definire un’area di emissione dei fasci luminosi avente un determinato profilo di emissione del fascio.
1 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) L’area di emissione è definita dalla somma delle aree di emissione di ogni singola lente, mentre il profilo di emissione è definito dalle lenti perimetrali, le quali, in sostanza, definiscono la forma del profilo dell’area di emissione.
Le lenti dei proiettori di tipo noto sono normalmente esagonali o tonde e sono supportate da un telaio.
L’impiego delle lenti di forma esagonale comporta essenzialmente due svantaggi. Un primo svantaggio è dovuto ad una perdita in termini di efficienza, in quanto la disposizione delle lenti esagonali l’una accanto all’altra definisce un’area di emissione decisamente inferiore alla superficie a disposizione definita dalla bocca di proiezione a sezione circolare dell’involucro. Una buona porzione della superficie a disposizione è, infatti, occupata dal telaio di supporto.
Normalmente, le soluzioni di questo tipo definiscono un’area di emissione pari al 79% della superficie a disposizione definita dalla bocca di proiezione a sezione circolare dell’involucro.
Secondariamente, guardando frontalmente il proiettore, l’osservatore percepisce un fascio avente un profilo di emissione di forma esagonale, anche ad una certa distanza dal proiettore, nonostante il proiettore abbia una bocca di proiezione sostanzialmente tonda.
2 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) L’impiego delle lenti tonde determina un’ulteriore riduzione dell’efficienza del proiettore. Con l’impiego delle lenti tonde lo spazio inattivo tra una lente e l’altra è maggiore rispetto alla soluzione con le lenti esagonali.
Oltretutto, guardando frontalmente il proiettore, l’osservatore percepisce un insieme di punti di emissione distinti l’uno dall’altro anche ad una determinata distanza dal proiettore.
Una soluzione nota prevede di impiegare lenti tonde supportate da un telaio trasparente alla radiazione luminosa. Tale soluzione risolve il problema legato alla percezione di un insieme di punti di emissione distinti. Tuttavia, il problema legato all’efficienza del proiettore e all’insufficiente sfruttamento della superficie a disposizione definita dalla bocca di proiezione rimane. Il telaio trasparente, infatti, non contribuisce ad aumentare l’area di emissione essendo essenzialmente inattivo dal punto di vista ottico e non controllabile. Il telaio trasparente non è in grado di modificare l’inclinazione dei raggi dei fasci luminosi. L’area di emissione in questo caso è sostanzialmente identica all’area di emissione della soluzione aventi solo lenti tonde e in cui il telaio non è realizzato in materiale trasparente.
È pertanto uno scopo della presente invenzione quello 3 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) di realizzare un proiettore da palcoscenico che sia privo degli inconvenienti qui evidenziati dell’arte nota; in particolare, è uno scopo del trovato quello di realizzare un proiettore da palcoscenico in grado di ottimizzare l’efficienza del proiettore aumentando la superficie di emissione e sfruttando il più possibile la superficie a disposizione definita dalla bocca di proiezione.
In accordo con tali scopi, la presente invenzione è relativa ad un proiettore da palcoscenico comprendente:
una pluralità di sorgenti luminose configurate per emettere rispettivi fasci luminosi lungo rispettivi assi ottici;
una pluralità di elementi ottici, ciascuno dei quali è configurato per modificare la direzione dei raggi del fascio luminoso di una rispettiva sorgente luminosa; gli elementi ottici essendo conformati e disposti l’uno accanto all’altro in modo da definire un’area di emissione dei fasci luminosi avente un profilo di emissione; la pluralità di elementi ottici comprendendo almeno due elementi ottici aventi forma differente l’uno rispetto all’altro.
Grazie al fatto che almeno due elementi ottici hanno forma differente, è possibile sfruttare al meglio la superficie a disposizione definita dalla bocca di proiezione dell’involucro, generalmente circolare, ed aumentare l’area di emissione definita dalla somma delle 4 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) aree di emissione della pluralità di elementi ottici.
Ciò garantisce un incremento dell’efficienza del proiettore rispetto ai proiettori dell’arte nota.
Le prestazioni del proiettore secondo la presente invenzione sono, infatti, superiori alle prestazioni dei proiettori dell’arte nota in cui tutti gli elementi ottici hanno la stessa forma (tonda o esagonale, etc).
In particolare la luminosità del proiettore secondo la presente invenzione a parità di diametro della bocca di proiezione e a parità di numero di elementi ottici e sorgenti utilizzati è superiore del 30% rispetto alla soluzione con lenti tonde e del 22% rispetto alla soluzione con le lenti esagonali.
In particolare, per un proiettore secondo la presente invenzione avente trentasette sorgenti luminose e una bocca di proiezione avente diametro 335 mm, la luminosità è di circa 20155 Lux. Per un proiettore con lenti esagonali avente lo stesso numero di sorgenti e una bocca di proiezione avente lo stesso diametro, la luminosità è di 17897 Lux, mentre con lenti tonde la luminosità è di circa 14214 Lux.
Secondo una forma preferita della presente invenzione, la pluralità di elementi ottici comprende un gruppo perimetrale di elementi ottici, disposti l’uno accanto all’altro per definire un profilo dell’area di emissione.
5 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) In questo modo il profilo dell’area di emissione viene definito dal gruppo perimetrale di elementi ottici e può essere modificato semplicemente modificando la forma degli elementi ottici del gruppo perimetrale.
Secondo una forma preferita della presente invenzione, gli elementi ottici del gruppo perimetrale sono conformati in modo tale da definire un profilo dell’area di emissione che approssima una circonferenza. In questo modo, guardando frontalmente il proiettore, l’osservatore percepisce un’area di emissione avente un profilo sostanzialmente circolare. Oltretutto, il fatto che il profilo sia circolare consente di sfruttare al meglio la superficie a disposizione definita dalla bocca di proiezione dell’involucro che, normalmente, è circolare.
Secondo una forma preferita della presente invenzione, gli elementi ottici del gruppo perimetrale sono conformati in modo tale da definire un profilo dell’area di emissione poligonale ed inscritto in una circonferenza. In questo modo guardando frontalmente il proiettore, l’osservatore percepisce un’area di emissione avente un profilo che si avvicina a quello circolare, soprattutto ad una certa distanza dal proiettore. Oltretutto, il fatto che il profilo sia inscritto in una circonferenza consente di sfruttare al meglio la superficie a disposizione definita dalla bocca di proiezione dell’involucro che normalmente è 6 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) circolare.
Secondo una forma preferita della presente invenzione, gli elementi ottici del gruppo perimetrale sono provvisti di almeno un lato curvo in modo tale da definire un profilo dell’area di emissione circolare. La particolare forma degli elementi ottici del gruppo perimetrale consente di ottenere un profilo che normalmente non può essere ottenuto con gli elementi ottici di normale utilizzo (lenti esagonali o lenti tonde).
Secondo una forma preferita della presente invenzione, le sorgenti luminose sono uniformemente distribuite all’interno del profilo di emissione. In questo modo il fascio luminoso complessivo emesso dalla pluralità di sorgenti e dalla pluralità di elementi ottici è uniforme e non comprende zone a diversa luminosità.
Secondo una forma preferita della presente invenzione, la pluralità di elementi ottici comprende almeno un primo gruppo di elementi ottici disposti adiacenti lungo un primo percorso ed almeno un secondo gruppo di elementi ottici disposti adiacenti lungo un secondo percorso; almeno un elemento ottico del primo gruppo avendo una forma diversa da almeno un elemento ottico del secondo gruppo.
In questo modo è possibile sfruttare al meglio la superficie a disposizione e, al contempo, minimizzare i costi di realizzazione degli elementi ottici cercando di 7 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) utilizzare, quando possibile, gruppi di elementi ottici uguali.
Secondo una forma preferita della presente invenzione, il primo percorso è circolare ed il secondo percorso è circolare, concentrico al primo percorso ed interno al primo percorso. In questo modo la realizzazione e il posizionamento degli elementi ottici è semplificato. Inoltre, grazie a tale aspetto è possibile sfruttare al meglio la superficie a disposizione e, al contempo, minimizzare i costi di realizzazione degli elementi ottici cercando di utilizzare, quando possibile, gruppi di elementi ottici uguali lungo percorsi circolari.
Secondo una forma preferita della presente invenzione, gli elementi ottici della pluralità di elementi ottici hanno forma poligonale.
Secondo una forma preferita della presente invenzione, la pluralità di elementi ottici comprende almeno una lente e/o un gruppo di lenti e/o un collimatore e/o un riflettore.
Secondo una forma preferita della presente invenzione, il proiettore secondo la presente invenzione comprende un involucro avente una prima estremità chiusa ed una seconda estremità provvista di una bocca di proiezione a sezione sostanzialmente circolare o ellittica, la quale definisce un’area di proiezione; la pluralità di sorgenti luminose 8 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) essendo distribuita all’interno dell’involucro.
Secondo una forma preferita della presente invenzione, l’area di emissione dei fasci luminosi è superiore o uguale al 75% dell’area di proiezione, preferibilmente superiore o uguale 85% dell’area di proiezione, più preferibilmente superiore o uguale al 95% dell’area di proiezione.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi della presente invenzione appariranno chiari dalla descrizione che segue di un suo esempio non limitativo di attuazione, con riferimento alle figure dei disegni annessi, in cui:
– la figura 1 è una vista prospettica, con parti asportate per chiarezza, di un proiettore da palcoscenico secondo la presente invenzione;
– la figura 2 è una vista prospettica esplosa, con parti asportate per chiarezza, di un primo dettaglio del proiettore di figura 1;
– la figura 3 è una vista schematica frontale, con parti asportate per chiarezza, di un secondo dettaglio del proiettore di figura 1.
In figura 1 è indicato con il numero di riferimento 1 un proiettore da palcoscenico comprendente un involucro 2, mezzi di sostegno 3, configurati per supportare e movimentare l’involucro 2, una pluralità di sorgenti luminose 4 (meglio visibili nelle figure 2 e 3) ed una pluralità di elementi ottici 5.
9 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) L’involucro 2 si estende lungo un asse longitudinale A e presenta una prima estremità 7 chiusa ed una seconda estremità 8, opposta alla prima estremità chiusa 7 lungo l’asse A, e provvista di una bocca di proiezione 9. Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato, la bocca di proiezione 9 ha una sezione sostanzialmente circolare e definisce un’area di proiezione AP a forma di cerchio.
Una variante non illustrata prevede che la bocca di proiezione 9 abbia una forma ellittica anziché circolare.
I mezzi di sostegno 3 sono configurati per consentire all’involucro 2 la rotazione attorno a due assi ortogonali, comunemente detti di PAN e TILT. In particolare, i mezzi di sostegno 3 comprendono una base 11 a cui è accoppiata una forcella 12 in modo girevole attorno all’asse PAN. La forcella 12 supporta l’involucro 2 in modo girevole attorno all’asse TILT.
L’azionamento dei mezzi di sostegno 3 è regolato da un dispositivo di controllo (non visibile nelle figure allegate). Il dispositivo di controllo può essere gestito anche da remoto preferibilmente tramite comunicazioni con protocollo DMX.
La pluralità di sorgenti luminose 4 è disposta all’interno dell’involucro 2.
Con riferimento alla figura 2, le sorgenti luminose 4
10 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) sono configurate per emettere rispettivi fasci luminosi lungo rispettivi assi ottici O1, O2, O3, O4… On (non tutti sono stati rappresentati per ragioni di chiarezza).
Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato, le sorgenti luminose 4 sono trentasette e gli assi ottici O1, O2, O3, O4… On sono paralleli all’asse del proiettore A.
La pluralità di sorgenti luminose 4 è, infatti, supportata da una piastra di supporto 14, la quale è accoppiata ad un telaio (non visibile nelle figure allegate) solidale all’involucro 2 ed è disposta ortogonale all’asse A dell’involucro 2.
In dettaglio, le sorgenti luminose 4 sono integrate in una o più schede elettroniche 15 (schematicamente rappresentate in figura 2), le quali sono supportate dalla piastra di supporto 14 mediante un sistema di accoppiamento 16.
Preferibilmente il sistema di accoppiamento 16 è configurato in modo da consentire, all’occorrenza, il disaccoppiamento delle schede elettroniche 15 in cui sono integrate le sorgenti luminose 4 dalla piastra di supporto 14 (ad esempio per la sostituzione di una o più sorgenti luminose).
Preferibilmente il sistema di accoppiamento 16 comprende viti configurate per fissare le schede su cui 11 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) sono montate le sorgenti luminose 4 alla piastra di supporto 14.
Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato le sorgenti luminose 4 sono definite da LED (LIGHT EMITTING DIODE).
Preferibilmente i LED impiegati nel proiettore secondo la presente invenzione sono LED di tipo RGBW.
Preferibilmente, le sorgenti luminose 4 sono uniformemente distribuite lungo la piastra di supporto 14 in modo da generare una pluralità di fasci uniformemente distribuiti.
Gli elementi ottici 5 sono disposti a valle delle sorgenti luminose 4 lungo l’asse A dell’involucro 2 e sono supportati da un telaio 18 accoppiato all’involucro 2 in prossimità della seconda estremità 8.
Ciascun elemento ottico 5 è disposto in modo da intercettare il fascio luminoso di una rispettiva sorgente luminosa 4.
Qui e nel seguito con il termine elemento ottico 5 si intende un dispositivo ottico configurato per modificare la direzione dei raggi del fascio luminoso su di esso incidente.
Ad esempio, la pluralità di elementi ottici 5 può comprendere lenti e/o un gruppo di lenti e/o collimatori e/o riflettori e/o elementi prismatici.
12 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato, ciascun elemento ottico 5 è definito da una lente, preferibilmente piano-convessa.
Una variante non illustrata prevede che ciascun elemento ottico 5 sia definito da una lente di tipo Fresnel.
In sostanza, con il termine elemento ottico si intende un elemento attivo dal punto di vista ottico ed in grado di determinare una variazione di inclinazione dei raggi luminosi che incidono sulla superficie dell’elemento ottico.
Ciascun elemento ottico 5 è quindi caratterizzato da una propria area di emissione A1, A2, A3 in grado di emettere raggi luminosi la cui inclinazione è stata modificata durante l’attraversamento dell’elemento ottico.
Nel caso non limitativo qui descritto ed illustrato, l’area di emissione degli elementi ottici 5 coincide con l’estensione degli elementi ottici stessi, essendo la lente stessa una superficie emettitrice.
Ogni lente 5 è provvista di un asse ottico di lavoro OL1, OL2, OL3… OLn.
Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato, le lenti 5 sono trentasette e gli assi ottici di lavoro OL1, OL2, OL3, OL4… OLn sono paralleli all’asse del proiettore A.
13 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) Pertanto, una superficie trasparente ai raggi luminosi non può essere intesa come un elemento ottico essendo questa incapace di modificare la direzione dei raggi luminosi su di essa incidenti.
Con riferimento alla figura 3, gli elementi ottici 5 sono conformati e disposti l’uno accanto all’altro in modo da definire un’area di emissione AE dei fasci luminosi avente un profilo di emissione PE definito da un gruppo perimetrale 16 di lenti.
L’area di emissione AE è quindi definita dalla somma delle aree di emissione A1, A2, A3.. An di ciascun elemento ottico 5.
La pluralità di elementi ottici 5 comprende almeno due elementi ottici 5 aventi forma differente l’uno rispetto all’altro.
Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato, la pluralità di elementi ottici 5 comprende elementi ottici 5 di forma poligonale. In particolare, la pluralità di elementi ottici 5 comprende un elemento ottico 5 di forma esagonale, ventiquattro elementi ottici 5 di forma pentagonale e dodici elementi ottici di forma quadrangolare.
Resta inteso che la pluralità di elementi ottici 5 possa comprendere elementi ottici 5 anche di altre forme.
In sostanza, la forma degli elementi ottici 5 viene 14 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) definita in modo tale che, una volta disposti l’uno accanto all’altro, gli elementi ottici definiscano un’area di emissione AE il più possibile vicina all’area di proiezione AP definita dalla bocca di proiezione 9.
In particolare, la forma degli elementi ottici 5 viene definita in modo tale che, una volta disposti l’uno accanto all’altro, gli elementi ottici 5 definiscano un’area di emissione AE dei fasci luminosi superiore o uguale allo 80% dell’area di proiezione AP, preferibilmente superiore o uguale allo 85% dell’area di proiezione AP, preferibilmente superiore o uguale al 95% dell’area di proiezione AP.
La pluralità di elementi ottici 5 comprende almeno un primo gruppo 20 di elementi ottici 5 disposti adiacenti lungo un primo percorso circolare P1 ed un secondo gruppo 21 di elementi ottici 5 disposti adiacenti lungo un secondo percorso circolare P2 concentrico al primo percorso P1 ed interno al primo percorso P1. Almeno un elemento ottico 5 del primo gruppo 20 avendo una forma diversa da almeno un elemento ottico 5 del secondo gruppo 21.
Il telaio 18 è conformato in modo da supportare gli elementi ottici 5 l’uno accanto all’altro secondo la disposizione preferita. Preferibilmente, il telaio 18 è realizzato in modo da minimizzare le aree non emettitrici presenti tra un elemento ottico 5 e l’altro. Preferibilmente, il telaio 18 comprende due flange (non 15 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) visibili nelle figure allegate) aventi sostanzialmente la stessa intelaiatura e accoppiabili tra loro. Tra le flange sono disposti gli elementi ottici 5. In questo modo, gli elementi ottici 5 sono trattenuti tra le due flange accoppiate. Ciò consente di evitare l’impiego di mezzi di accoppiamento che richiedano la foratura o la lavorazione degli elementi ottici 5.
Una variante non illustrata prevede che gli elementi ottici 5 siano realizzati in un unico pezzo. In questo modo il telaio 18 sarà accoppiato ai soli elementi ottici 5 del gruppo perimetrale 16, minimizzando le aree di non emissione e aumentando l’estensione dell’area emettitrice AE.
Con riferimento alla figura 2, almeno una sorgente luminosa 4 della pluralità di sorgenti luminose 4 e il rispettivo elemento ottico 5 della pluralità di elementi ottici 5 sono mobili l’una rispetto all’altro lungo una direzione trasversale all’asse ottico O1, O2, O3, ..On della sorgente luminosa 4 e, preferibilmente, anche lungo una direzione parallela all’asse ottico O1, O2, O3, ..On della sorgente luminosa 4.
Il movimento relativo tra la sorgente luminosa 4 e il rispettivo elemento ottico 5 lungo una direzione trasversale all’asse ottico determina una variazione della direzione principale del fascio luminoso emesso dal gruppo 16 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) sorgente-elemento ottico. Dove con il termine direzione principale si intende qui e nel seguito la direzione definita dall’unione del baricentro di una superficie emittente definita in corrispondenza dell’elemento ottico 5 con il baricentro di una superficie illuminata dal fascio ad una distanza maggiore di 5 metri dall’elemento ottico 5.
Il movimento relativo tra la sorgente luminosa 4 e il rispettivo elemento ottico 5 lungo l’asse ottico, invece, determina una variazione dell’ampiezza del fascio, intesa come angolo di apertura del fascio stesso. In questo modo, il movimento relativo tra la sorgente luminosa 4 e il rispettivo elemento ottico 5 lungo l’asse ottico determina un effetto zoom. Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato l’effetto zoom può ottenere una variazione dell’ampiezza dell’angolo di apertura del fascio che va da un minimo di 4° (configurazione in cui tutti i fasci luminosi proiettati dai singoli elementi ottici sono chiaramente distinti l’uno dall’altro) ad un massimo di 60° (configurazione in cui tutti i fasci luminosi proiettati dai singoli elementi ottici sono sovrapposti a formare un unico fascio luminoso).
Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato, lo spostamento relativo tra la sorgente luminosa 4 e il relativo elemento ottico 5 determina un disallineamento tra l’asse ottico O1, O2, O3, ..On della 17 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) sorgente luminosa 4 e l’asse ottico di lavoro OL1, OL2, OL3, OL4… OLn dell’elemento ottico 5. Ciò determina una variazione della direzione principale del fascio luminoso.
Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato, la pluralità di sorgenti luminose 4 è supportata dalla piastra di supporto 14 e preferibilmente distribuita lungo un primo piano, mentre la pluralità elementi ottici 5 è supportata dal telaio 18 e preferibilmente distribuita lungo un secondo piano.
La pluralità di sorgenti luminose 4 e la pluralità di elementi ottici 5 ruotano l’una rispetto all’altra su piani paralleli.
Preferibilmente, il telaio 18 è girevole rispetto alla piastra di supporto 14 grazie a mezzi di movimentazione non illustrati per semplicità nelle figure allegate.
Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato il telaio 18 può effettuare una rotazione completa di 360°. Preferibilmente, il telaio 18 può ruotare in entrambi i sensi. Più preferibilmente il telaio 18 può ruotare con velocità variabile.
L’attivazione dei mezzi di movimentazione del telaio 18 è controllata dal dispositivo di controllo non illustrato. Come già sottolineato in precedenza, il dispositivo di controllo può essere gestito anche da remoto preferibilmente tramite comunicazioni con protocollo DMX.
18 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) L’azionamento controllato dei mezzi di movimentazione consente la regolazione del grado di rotazione, della velocità di rotazione e del senso di rotazione della pluralità degli elementi ottici. In questo modo è possibile ottenere una molteplicità di effetti scenici diversi.
Nell’esempio non limitativo qui descritto ed illustrato, ciascuna sorgente luminosa 4 è inoltre accoppiata ad un rispettivo dispositivo miscelatore 24. Il dispositivo miscelatore 24 è configurato per raccogliere il fascio luminoso emesso dalla rispettiva sorgente luminosa 4 e miscelarlo opportunamente in modo da generare un fascio luminoso miscelato e concentrato.
In particolare, il dispositivo miscelatore 24 ha una forma prismatica allungata e si estende lungo l’asse ottico O1, O2, .. On del fascio luminoso della sorgente a cui è accoppiato.
Risulta infine evidente che al proiettore da palcoscenico qui descritto possono essere apportate modifiche e varianti senza uscire dall’ambito delle rivendicazioni allegate.
19 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM)

Claims (16)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Proiettore da palcoscenico (1) comprendente: una pluralità di sorgenti luminose (4) configurate per emettere rispettivi fasci luminosi lungo rispettivi assi ottici (O1, O2, O3, … On); una pluralità di elementi ottici (5), ciascuno dei quali è configurato per modificare la direzione dei raggi del fascio luminoso di una rispettiva sorgente luminosa (4); gli elementi ottici (5) essendo conformati e disposti l’uno accanto all’altro in modo da definire un’area di emissione (AE) dei fasci luminosi avente un profilo di emissione (PE); la pluralità di elementi ottici (5) comprendendo almeno due elementi ottici (5) aventi forma differente l’uno rispetto all’altro.
  2. 2. Proiettore secondo la rivendicazione 1, in cui la pluralità di elementi ottici (5) comprende un gruppo perimetrale (16) di elementi ottici (5), disposti l’uno accanto all’altro per definire il profilo di emissione (PE) dell’area di emissione (AE).
  3. 3. Proiettore secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui gli elementi ottici (5) del gruppo perimetrale (16) sono conformati in modo tale da definire un profilo di emissione (PE) dell’area di emissione (AE) che approssima una circonferenza.
  4. 4. Proiettore secondo una qualsiasi delle precedenti 20 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) rivendicazioni, in cui gli elementi ottici (5) del gruppo perimetrale (16) sono conformati in modo tale da definire un profilo di emissione (PE) dell’area di emissione (AE) poligonale ed inscritto in una circonferenza.
  5. 5. Proiettore secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui gli elementi ottici (5) del gruppo perimetrale (16) sono provvisti di almeno un lato curvo in modo tale da definire un il profilo di emissione (PE) dell’area di emissione (AE) circolare.
  6. 6. Proiettore secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui le sorgenti luminose (4) sono uniformemente distribuite all’interno del profilo di emissione (PE).
  7. 7. Proiettore secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui la pluralità di elementi ottici (5) comprende almeno un primo gruppo (20) di elementi ottici (5) disposti adiacenti lungo un primo percorso (P1) ed un secondo gruppo (21) di elementi ottici (5) disposti adiacenti lungo un secondo percorso (P2); almeno un elemento ottico (5) del primo gruppo (20) avendo una forma diversa da almeno un elemento ottico (5) del secondo gruppo (21).
  8. 8. Proiettore secondo la rivendicazione 7, in cui il primo percorso (P1) è circolare.
  9. 9. Proiettore secondo la rivendicazione 8, in cui il 21 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) secondo percorso (P2) è circolare, concentrico al primo percorso (P1) ed interno al primo percorso (P1).
  10. 10. Proiettore secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui gli elementi ottici (5) della pluralità di elementi ottici (5) hanno forma poligonale.
  11. 11. Proiettore secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui la pluralità di elementi ottici (5) comprende almeno una lente e/o un gruppo di lenti e/o un collimatore e/o un riflettore e/o un elemento prismatico.
  12. 12. Proiettore secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, comprendente un involucro (2) avente una prima estremità chiusa (7) ed una seconda estremità (8) provvista di una bocca di proiezione (9), la quale definisce un’area di proiezione (AP); la pluralità di sorgenti luminose (4) essendo distribuita all’interno dell’involucro (2).
  13. 13. Proiettore secondo la rivendicazione 12, in cui l’area di emissione dei fasci luminosi è superiore o uguale allo 80% dell’area di proiezione (AP), preferibilmente superiore o uguale allo 85% dell’area di proiezione (AP), più preferibilmente superiore o uguale al 95% dell’area di proiezione (AP).
  14. 14. Proiettore secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui almeno una sorgente luminosa (4) della pluralità di sorgenti luminose (4) e il rispettivo 22 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM) elemento ottico (5) della pluralità di elementi ottici (5) sono mobili l’una rispetto all’altro lungo una direzione trasversale all’asse ottico (O1, O2, O3, ..On) della sorgente luminosa (4).
  15. 15. Proiettore secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui almeno una sorgente luminosa (4) della pluralità di sorgenti luminose (4) e il rispettivo elemento ottico (5) della pluralità di elementi ottici (5) sono mobili l’una rispetto all’altro lungo una direzione parallela all’asse ottico (O1, O2, O3, ..On) della sorgente luminosa (4).
  16. 16. Proiettore secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui la pluralità di sorgenti luminose (4) e la pluralità di elementi ottici (5) ruotano l’una rispetto all’altra su piani paralleli. p.i.: CLAY PAKY S.P.A. Erika ANDREOTTI ( 23 Erika ANDREOTTI (Iscrizione Albo nr.1312/BM)
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